Esidrex®

Medius AG

Composizione

Principi attivi

Idroclorotiazide.

Sostanze ausiliarie

Lattosio monoidrato 50,0 mg, amido di frumento 49,0 mg (contiene 4,9 µg di glutine), talco, silice colloidale anidra, magnesio stearato.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Compresse da 25 mg con linea di frattura, divisibili.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Ipertensione arteriosa: in monoterapia o in associazione con altri farmaci antipertensivi.

Insufficienza cardiaca.

Edemi: causati da insufficienza cardiaca, insufficienza renale o epatica da lieve a moderata.

Diabete insipido nefrogenico.

Ipercalciuria idiopatica e per la prevenzione di recidive di calcoli contenenti calcio.

Posologia/Impiego

Il dosaggio è stabilito individualmente, in base al quadro clinico e alla risposta del paziente. Il medicamento può essere somministrato quotidianamente come dose singola, preferibilmente la mattina con la colazione o ripartito in due dosi. Le compresse possono essere assunte con o senza cibo.

Per la terapia a lungo termine si deve prescrivere la minima dose possibile per il mantenimento dell'effetto ottimale, soprattutto in caso di pazienti anziani.

Ipertensione arteriosa

Adulti: Di solito si comincia con 25 - 50 mg/giorno, da prendere la mattina o ripartiti in 2 dosi. Per il trattamento cronico, spesso sono sufficienti 12,5 - 25 mg la mattina. Se la diminuzione della pressione arteriosa è inadeguata, si raccomanda un'associazione con un altro antipertensivo, che spesso permette di tenere più basso il dosaggio dei singoli componenti. Prima di utilizzare Esidrex in combinazione con un ACE inibitore o un bloccante del recettore dell'angiotensina (ARB) o un altro inibitore diretto della renina (DRI) è consigliabile correggere una deplezione di sodio e/o volume preesistente o iniziare il trattamento sotto stretto controllo medico.

Insufficienza cardiaca ed edemi

Adulti: Il trattamento deve essere iniziato con 25 - 75 /giorno, ripartiti in 1 - 2 dosi. In casi specifici è possibile aumentare anche la dose iniziale, tuttavia è raro che un dosaggio superiore a 100 mg porti a un ulteriore incremento dell'effetto.

Dopo avere ottenuto l'effetto terapeutico desiderato, è di norma sufficiente somministrare una dose di 25 mg/giorno, o eventualmente a giorni alterni, per la terapia di mantenimento.

La dose somministrata ai bambini non supera in media 2 mg/kg/giorno, adattati in base al quadro clinico.

Diabete insipido nefrogenico

Adulti: Il trattamento iniziale prevede 100 mg/giorno, ripartiti in 2 - 4 dosi singole, in seguito la dose potrà eventualmente essere ridotta. Considerata l'esperienza limitata con i bambini, la titolazione della dose dovrà essere stabilita caso per caso in ambiente ospedaliero. Anche i livelli della potassiemia dovranno essere accuratamente controllati.

Ipercalciuria idiopatica e per la prevenzione della comparsa di concrezioni calciche nell'apparato urinario

Adulti: 2 × 25 - 50 mg al giorno.

Istruzioni posologiche speciali

Compromissione della funzionalità renale

Nei pazienti con compromissione della funzionalità renale può essere necessario ridurre la dose. Nei pazienti con una GFR< 30 ml/min, la somministrazione di Esidrex richiede particolare cautela (ved. «Avvertenze e misure precauzionali»). Nei pazienti con anuria Esidrex è controindicato (ved. «Controindicazioni»)

Compromissione della funzionalità epatica

Nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica può essere necessario ridurre la dose. Nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica la somministrazione di Esidrex richiede cautela (ved. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Controindicazioni

Ipersensibilità nota all'idroclorotiazide, ad altri derivati sulfonamidici o ad una qualsiasi delle sostanze ausiliarie.

Anuria.

Ipertensione gravidica.

Avvertenze e misure precauzionali

Compromissione della funzionalità renale

È richiesta cautela nel trattamento di pazienti con compromissione della funzionalità renale. In pazienti con grave compromissione della funzionalità renale (GFR< 30 ml/min) i diuretici tiazidici possono perdere la loro efficacia diuretica. In questi pazienti Esidrex deve quindi essere somministrato solo dopo attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio e sotto controllo dei parametri clinici e biochimici.

Compromissione della funzionalità epatica

É richiesta cautela nel trattamento di pazienti con compromissione della funzionalità epatica. In questi pazienti i tiazidici possono causare squilibrio elettrolitico, encefalopatie epatiche e una sindrome epatorenale. In questi pazienti Esidrex deve quindi essere somministrato solo dopo attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio e sotto controllo dei parametri clinici e biochimici.

Elettroliti

Potassio

I diuretici tiazidici possono causare ipokaliemia o esacerbare una preesistente ipokaliemia. Con patologie che comportano un aumento della perdita di potassio, i tiazidici devono essere somministrati solo con cautela e sotto regolare controllo dei livelli sierici di potassio.

Prima dell'inizio di un trattamento con tiazidici è raccomandata la correzione dell'ipokaliemia. Una concomitante carenza di magnesio può rendere difficile la correzione di una ipokaliemia. Le concentrazioni di potassio e magnesio devono essere controllate con regolarità. Tutti i pazienti in trattamento con diuretici tiazidici devono essere controllati per squilibri elettrolitici.

Sodio

I diuretici tiazidici possono causare iponatriemia di nuova insorgenza o esacerbare una preesistente iponatriemia che può essere accompagnata da sintomi neurologici (vomito, confusione, apatia). I diuretici tiazidici possono essere somministrati solo dopo la correzione di un'iponatriemia preesistente. I livelli sierici di sodio devono essere monitorati periodicamente.

In alcuni pazienti con ipercalcemia e ipofosfatemia in trattamento a lungo termine con tiazidici sono state riscontrate modificazioni patologiche delle ghiandole paratiroidi.

Calcio

L'uso dei diuretici tiazidici riduce l'escrezione urinaria di calcio e può portare a un aumento del calcio sierico. L'uso di diuretici tiazidici può essere iniziato solo dopo correzione di una ipercalcemia preesistente o dopo trattamento della patologia che ne è responsabile. I livelli sierici di calcio devono essere monitorati periodicamente.

Deplezione di volume

Nei pazienti con importante deplezione di volume, può verificarsi ipotensione sintomatica dopo l'inizio del trattamento con Esidrex. Prima di iniziare il trattamento una deplezione di volume preesistente deve essere compensata.

Il monitoraggio degli elettroliti sierici è particolarmente indicato nei pazienti anziani, nei pazienti con ascite dovuta a cirrosi epatica e nei pazienti con edema dovuto a sindrome nefrosica. In quest'ultimo caso Esidrex deve essere usato solo sotto stretto controllo in pazienti con potassiemia normale che non mostrano segni di deplezione volemica o grave ipoalbuminemia.

Effetti metabolici

Esidrex può innalzare i livelli sierici di acido urico per una ridotta clearance di acido urico e può causare o esacerbare un'iperuricemia così come portare a riacutizzazioni della gotta in pazienti predisposti. L'uso di Esidrex non è pertanto raccomandato nei pazienti con iperuricemia e/o gotta.

I diuretici tiazidici, inclusa l'idroclorotiazide, possono alterare la tolleranza al glucosio e peggiorare uno stato metabolico diabetico. I livelli sierici di colesterolo e trigliceridi possono aumentare con l'utilizzo di idroclorotiazide.

Effusione coroidale, miopia acuta e glaucoma secondario ad angolo chiuso

I medicamenti contenenti idroclorotiazide possono scatenare una reazione idiosincrasica risultante in effusione coroidale con alterazione del campo visivo, miopia transitoria e glaucoma acuto ad angolo chiuso. I sintomi includono diminuzione dell'acuità visiva a insorgenza acuta o dolore oculare e tipicamente insorgono entro ore fino a settimane dall'inizio della terapia. Il glaucoma acuto ad angolo chiuso non trattato può portare a perdita permanente della vista. Il trattamento di prima linea è l'interruzione immediata della terapia con Esidrex. Se la pressione intraoculare resta elevata, occorre considerare un tempestivo trattamento medico o chirurgico. I fattori di rischio per lo sviluppo del glaucoma ad angolo chiuso possono includere una storia di allergia ai sulfamidici o alla penicillina.

Tumori maligni non-melanocitici della pelle

In due studi epidemiologici, sulla base del registro nazionale danese dei tumori, è stato osservato un aumento del rischio di tumore maligno non-melanocitario della pelle (NMSC) sotto forma di carcinoma basocellulare e carcinoma a cellule squamose (BCC e SCC) con esposizione a dosi cumulative crescenti di idroclorotiazide (HCTZ). L'attività fotosensibilizzante di HCTZ potrebbe agire come possibile meccanismo di sviluppo di NMSC.

I pazienti che assumono HCTZ devono essere informati del rischio di NMSC e avvisati di controllare regolarmente la loro cute per identificare eventuali nuove lesioni e segnalare tempestivamente ogni alterazione cutanea sospetta. Ai pazienti deve essere consigliata l'assunzione di misure di prevenzione come l'esposizione limitata alla luce solare e ai raggi UV e l'utilizzo di protezione adeguata quando esposti, per ridurre al minimo il rischio di cancro della pelle. Eventuali alterazioni cutanee sospette devono essere tempestivamente esaminate includendo possibilmente esami istologici di biopsie. In pazienti che hanno avuto un precedente NMSC, l'uso di HCTZ deve essere eventualmente riconsiderato (vedere anche il paragrafo «Effetti indesiderati»).

Tossicità acuta per le vie respiratorie

Dopo l'assunzione di idroclorotiazide sono stati segnalati molto raramente casi gravi di tossicità acuta per le vie respiratorie, inclusa la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS). L'edema polmonare si sviluppa in genere entro alcuni minuti o ore dopo l'assunzione di idroclorotiazide. Inizialmente, i sintomi comprendono dispnea, febbre, peggioramento della funzionalità polmonare e ipotensione. In caso di sospetta diagnosi di ARDS, interrompere la somministrazione di Esidrex e avviare un trattamento appropriato. L'idroclorotiazide non deve essere utilizzata nei pazienti che in passato hanno già manifestato l'ARDS dopo l'assunzione di idroclorotiazide.

Altre precauzioni

L'effetto antipertensivo degli ACE inibitori, ARB o DRI è potenziato dagli agenti che aumentano l'attività della renina plasmatica (diuretici). È richiesta cautela quando un ACE inibitore (o ARB o DRI) viene aggiunto a Esidrex, in particolare nei pazienti con deplezione di volume. Per prima cosa si deve correggere la deplezione di volume.

È possibile che un trattamento con tiazidici attivi un lupus eritematoso.

Reazioni di ipersensibilità da idroclorotiazide possono verificarsi con maggiore probabilità in pazienti con allergie ed asma.

Esidrex in compresse contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicamento.

L'amido di frumento presente in questo medicamento contiene solo quantità minime di glutine ed è molto improbabile che causi problemi a pazienti che soffrono di celiachia.

Una compressa non contiene più di 5 microgrammi di glutine. I pazienti con allergia al frumento non devono assumere Esidrex in compresse.

Interazioni

Litio: i diuretici aumentano i livelli di litio nel sangue, pertanto è necessario il monitoraggio dei livelli di litio nei pazienti che sono in terapia con litio e in concomitanza assumono Esidrex. In caso di una poliuria da litio i diuretici possono avere un effetto antidiuretico paradosso.

Altri antipertensivi: i tiazidici potenziano l'effetto antipertensivo di altri medicamenti ipotensivi (ad es. betabloccanti, vasodilatatori, calcio-antagonisti, ACE-inibitori, ARB e DRI).

Rilassanti del muscolo scheletrico: i tiazidici, inclusa l'idroclorotiazide, potenziano l'azione dei rilassanti del muscolo scheletrico, quali ad esempio i derivati del curaro.

Medicamenti che influenzano i livelli sierici di potassio: l'effetto ipokaliemico dei diuretici può essere aumentato dalla concomitante somministrazione di diuretici kaliuretici, corticosteroidi, ACTH, amfotericina, carbenoxolone, penicillina G, derivati dell'acido salicilico o antiaritmici.

Medicamenti che influenzano i livelli sierici di sodio: l'effetto iponatremico dei diuretici può essere intensificato dalla somministrazione concomitante di farmaci come antidepressivi, antipsicotici, antiepilettici, ecc. È richiesta cautela nella somministrazione a lungo termine di questi medicamenti.

Antidiabetici: può essere necessario un aggiustamento della dose dell'insulina e dei medicinali antidiabetici orali.

Glicosidi digitalici: ipokaliemia o ipomagnesiemia indotte dai tiazidici possono verificarsi come effetti indesiderati, favorendo l'insorgenza di aritmie cardiache indotte da digitale (ved. «Avvertenze e misure precauzionali»).

FANS e inibitori selettivi della Cox- 2: la somministrazione concomitante di FANS (ad es. derivati dell'acido salicilico, indometacina) e di inibitori selettivi della Cox- 2 può ridurre l'attività diuretica ed antipertensiva di Esidrex. Una concomitante ipovolemia può indurre insufficienza renale acuta.

Allopurinolo: la somministrazione concomitante di diuretici tiazidici (compresa l'idroclorotiazide) può aumentare l'incidenza delle reazioni di ipersensibilità all'allopurinolo.

Amantadina: la somministrazione concomitante di diuretici tiazidici può aumentare il rischio di reazioni indesiderate causate dall'amantadina.

Antineoplastici (per es. ciclofosfamide, metotressato): la somministrazione concomitante di diuretici tiazidici può ridurre l'escrezione renale degli agenti citotossici e potenziare i loro effetti mielosoppressori.

Anticolinergici: la biodisponibilità dei diuretici di tipo tiazidico può essere aumentata dai farmaci anticolinergici (per es. atropina, biperidene), apparentemente a causa di una diminuzione della motilità gastrointestinale e della velocità di svuotamento gastrico. Al contrario si prevede che i farmaci pro-cinetici come il cisapride riducano la biodisponibilità dei diuretici di tipo tiazidico.

Resine a scambio ionico: l'assorbimento dei diuretici tiazidici, inclusa l'idroclorotiazide, è diminuito dalla colestiramina o dal colestipolo. Pertanto, la somministrazione dell'idroclorotiazide e della resina a scambio ionico dovrebbe essere scaglionata, scegliendo un intervallo di tempo possibilmente lungo per minimizzare le interazioni.

Vitamina D: la somministrazione concomitante di diuretici tiazidici, che possono abbassare l'escrezione renale del calcio, e di vitamina D può potenziare l'aumento del calcio sierico.

Ciclosporina: la somministrazione concomitante di diuretici può aumentare il rischio di una iperuricemia e di complicazioni gottose.

Sali di calcio: la somministrazione concomitante di diuretici tiazidici può portare a ipercalcemia mediante aumento del riassorbimento tubulare del calcio.

Diazossido: i diuretici tiazidici possono aumentare l'effetto iperglicemico del diazossido.

Metildopa: in letteratura sono stati riportati casi di anemia emolitica verificatisi con l'uso contemporaneo di idroclorotiazide e metildopa.

Alcool, barbiturici o narcotici: la somministrazione concomitante di diuretici tiazidici con alcool, barbiturici o narcotici può potenziare l'ipotensione ortostatica.

Amine ipertensive: l'idroclorotiazide può ridurre la risposta alle amine ipertensive come per esempio la noradrenalina. La rilevanza clinica di questo effetto non è tuttavia sufficiente per escludere il loro uso.

Gravidanza, allattamento

L'idroclorotiazide attraversa la barriera placentare. In studi sugli animali non sono stati osservati effetti di tossicità per la riproduzione. L'utilizzo dei tiazidici in gravidanza è associato ad un rischio di ittero fetale o neonatale o di trombocitopenia. Pertanto, Esidrex non deve essere assunto in gravidanza, a meno che non sia inequivocabilmente necessario.

Inoltre Esidrex, come anche altri diuretici, può ridurre la perfusione placentare. Questi medicamenti non prevengono una pre-eclampsia o una gestosi EPH (ingl. Edema, Proteinuria, Hypertension) e non influiscono sul loro decorso, di conseguenza non devono essere utilizzati per trattare l'ipertensione nelle donne in gravidanza.

L'idroclorotiazide passa nel latte materno e può inibire la produzione di latte; si raccomanda pertanto alle madri che allattano di non assumere il medicamento.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Esidrex può compromettere la capacità di reazione soprattutto all'inizio del trattamento. I pazienti che guidano veicoli o usano macchine devono quindi essere informati della possibilità di questo effetto.

Effetti indesiderati

Gruppi di frequenza

«Molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, < 1/10), «non comune» (≥1/1000, < 1/100), «raro» (≥1/10'000, < 1/1000), «molto raro» (< 1/10'000).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: trombocitopenia, talvolta con porpora.

Molto raro: leucopenia, agranulocitosi, depressione del midollo osseo, anemia emolitica.

Disturbi del sistema immunitario

Molto raro: reazioni di ipersensibilità, vasculite necrotizzante.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Molto comune: ipokaliemia (soprattutto a dosaggi più alti) e aumento della lipidemia.

Comune: iponatremia, ipomagnesiemia e iperuricemia, calo dell'appetito.

Raro: ipercalcemia, iperglicemia, glicosuria, peggioramento dello stato metabolico diabetico.

Molto raro: alcalosi ipocloremica.

Disturbi psichiatrici

Raro: disturbi del sonno

Patologie del sistema nervoso

Raro: cefalea, vertigini o stato confusionale, depressione e parestesie.

Patologie dell'occhio

Raro: compromissione della visione, soprattutto nelle prime settimane di trattamento.

Frequenza non nota: effusione coroidale.

Patologie cardiache

Raro: aritmie cardiache.

Patologie vascolari

Comune: ipotensione ortostatica.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Molto raro: disturbi respiratori, compresa polmonite ed edema polmonare.

Patologie gastrointestinali

Comune: leggera nausea e vomito.

Raro: disturbi addominali, costipazione, diarrea.

Molto raro: pancreatite.

Patologie epatobiliari

Raro: colestasi intraepatica o ittero.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: orticaria e altre forme di eruzione cutanea compreso eritema, talvolta associato a prurito.

Raro: reazioni da fotosensibilità.

Molto raro: epidermolisi acuta tossica, reazioni simili a lupus eritematoso e riattivazione di lupus eritematoso.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Comune: disfunzione erettile.

Effetti indesiderati da esperienze post-marketing

I seguenti effetti indesiderati sono stati identificati nell'ambito di esperienze post-marketing. Questi effetti sono stati segnalati volontariamente da una popolazione di entità non nota, di conseguenza non è sempre possibile valutare con affidabilità la frequenza.

Molto raro: sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Frequenza non nota: insufficienza renale acuta, compromissione della funzionalità renale, anemia aplastica, eritema multiforme, piressia, spasmi muscolari, sensazione di debolezza, miopia acuta e glaucoma ad angolo chiuso.

Tumori maligni non-melanocitici della pelle [NMSC] (carcinoma basocellulare [BCC] e carcinoma a cellule squamose [SCC]).

Descrizione di effetti indesiderati selezionati

Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)

Tumori maligni non-melanocitici della pelle (BCC e SCC): sulla base dei dati disponibili provenienti da studi epidemiologici, è stata osservata un'associazione tra l'esposizione a idroclorotiazide (HCTZ) e lo sviluppo di NMSC, correlata alla dose cumulativa assunta (vedere anche le sezioni «Avvertenze e misure precauzionali» e «Proprietà/effetti»).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Sintomi

Nell'avvelenamento dovuto a sovradosaggio si possono manifestare: vertigini, nausea, sonnolenza, ipovolemia, ipotensione e disturbi elettrolitici associati ad aritmie cardiache e spasmi muscolari.

Trattamento

In tutti casi di sovradosaggio devono essere adottate misure idonee. Ciò può comprendere uno stretto monitoraggio della funzione cardiocircolatoria e misure volte a stabilizzarla.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

C03AA03

Meccanismo d'azione

L'idroclorotiazide, il principio attivo di Esidrex, è una benzotiadiazina (diuretico tiazidico). I diuretici tiazidici agiscono primariamente a livello del tubulo distale renale (primo tratto del convoluto distale), inibendo il riassorbimento di NaCl (antagonizzando il cotrasportatore di Na+ e Cl-), e promuovendo il riassorbimento di Ca2+ (mediante un meccanismo sconosciuto). L'aumento dell'escrezione di ioni Na+ e dell'acqua nei tubuli collettori corticali e/o l'aumento del filtrato portano ad un aumento della secrezione e dell'escrezione di ioni K+ e H+.

Nei soggetti con funzionalità renale normale la diuresi viene indotta già con 12,5 mg di Esidrex. Il conseguente aumento dell'escrezione urinaria di sodio e cloruro e l'aumento di minore entità dell'escrezione urinaria di potassio sono dose-dipendenti. L'effetto diuretico e natriuretico inizia entro 1 – 2 ore dopo la somministrazione orale, raggiunge il massimo dopo 4 – 6 ore e può persistere per 10 - 12 ore.

La diuresi indotta dai tiazidici induce dapprima una diminuzione del volume plasmatico, della gittata cardiaca e della pressione arteriosa sistemica. Il sistema renina-angiotensina-aldosterone può attivarsi. In caso di somministrazione continuativa l'effetto ipotensivo viene mantenuto presumibilmente a causa di una caduta delle resistenze periferiche; la gittata cardiaca ritorna ai valori pre-trattamento, il volume plasmatico rimane leggermente più basso e l'attività della renina plasmatica può essere aumentata.

In caso di somministrazione cronica, nell'intervallo di dosi compreso tra 12,5 e 50 - 75 mg/giorno l'effetto antipertensivo di Esidrex è dose-dipendente. Nella maggior parte dei pazienti l'effetto ipotensivo massimo si raggiunge con 50 mg/giorno.

Dosi giornaliere superiori a 50 mg raramente aumentano il beneficio terapeutico, ma aumentano il rischio di effetti indesiderati metabolici.

Come con altri diuretici, la somministrazione di Esidrex in monoterapia permette di tenere sotto controllo la pressione arteriosa nel 40 - 50% circa dei pazienti con ipertensione da lieve a moderata. In generale, i pazienti anziani e i pazienti di razza nera rispondono particolarmente bene ai diuretici somministrati per l'avvio della terapia.

Il trattamento in associazione con altri antipertensivi potenzia l'effetto ipotensivo. In questo modo si può ottenere un ulteriore abbassamento dei livelli pressori in numerosi pazienti che non avevano risposto adeguatamente alla monoterapia.

Poiché i diuretici tiazidici incluso Esidrex riducono l'escrezione di Ca2+, sono impiegati anche per prevenire la formazione di calcoli ricorrenti a livello renale di ossalato di calcio.

È stato riscontrato che le persone in terapia a lungo termine con tiazidici hanno un tenore minerale osseo significativamente più alto delle persone che non sono state trattate con tiazidici. È stato constatato anche che il trattamento cronico con tiazidici nei pazienti anziani riduce considerevolmente il rischio di fratture dell'anca e quindi di una grave complicazione clinica dell'osteoporosi.

Nei pazienti con diabete insipido nefrogenico l'idroclorotiazide riduce il volume dell'urina e ne aumenta l'osmolalità.

Tumori maligni non-melanocitici della pelle (NMSC): sulla base dei dati disponibili provenienti da studi epidemiologici, è stata osservata un'associazione tra l'esposizione all'idroclorotiazide (HCTZ) e lo sviluppo di NMSC, correlata alla dose cumulativa assunta. Uno studio ha incluso una popolazione comprendente 71'553 casi di BCC e 8'629 casi di SCC confrontati rispettivamente con 1'430'883 e 172'462 soggetti nella popolazione di controllo. Un'esposizione elevata a HCTZ (dose cumulativa ≥50.000 mg) è stata associata a un odds ratio (OR) aggiustato di 1,29 (IC 95%: 1,23 - 1,35) per il BCC e di 3,98 (IC 95%: 3,68 - 4,31) per l'SCC. È stata osservata un'evidente relazione tra dose cumulativa ed effetto sia per il BCC che per l'SCC. Un altro studio ha evidenziato una possibile associazione tra l'esposizione all'HCTZ e il carcinoma del labbro (SCC): 633 casi di carcinoma del labbro sono stati posti a confronto con 63'067 controlli, utilizzando una strategia di campionamento dei soggetti a rischio (risk-set sampling). È stata dimostrata una relazione tra dose cumulativa ed effetto con un OR aggiustato di 2,1 (IC 95%: 1,7-2,6) aumentato fino a 3,9 (IC 95%: 3,0 - 4,9) con una dose cumulativa elevata (≥25'000 mg) e a fino 7,7 (IC 95%: 5,7 - 10,5) con la massima dose cumulativa assunta (≥100'000 mg). (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

Farmacodinamica

Nessuna indicazione.

Efficacia clinica

Nessuna indicazione.

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo somministrazione in compresse, l'idroclorotiazide è assorbita per il 70% circa. L'assunzione contemporanea di cibo o il digiuno provocano variazioni dell'assorbimento dell'idroclorotiazide di scarso significato clinico. In pazienti con insufficienza cardiaca, l'assorbimento è ridotto.

Dopo somministrazione orale di dosi singole di 12,5 / 25 / 50 o 75 mg, 2 ore circa dopo l'assunzione vengono raggiunti picchi medi di concentrazione plasmatica di 70, 142, 260 e 376 ng/ ml rispettivamente. Nel range di dosi terapeutiche la disponibilità sistemica dell'idroclorotiazide è proporzionale alla dose.

La somministrazione cronica non altera la farmacocinetica dell'idroclorotiazide. Dopo 3 mesi di trattamento con 50 mg di idroclorotiazide al giorno non si sono osservate differenze in assorbimento, eliminazione o escrezione, in confronto al trattamento a breve termine. In caso di somministrazione ripetuta di idroclorotiazide, p. es. quotidianamente 75 mg per 6 settimane, si sono osservate concentrazioni plasmatiche medie allo steady-state (Caverage) di 111 ng/ ml.

Distribuzione

L'idroclorotiazide si accumula negli eritrociti, raggiungendo una concentrazione di picco 4 ore circa dopo la somministrazione orale. Dopo 10 ore, la concentrazione negli eritrociti è circa 3 volte superiore a quella plasmatica. Il legame dell'idroclorotiazide con le proteine plasmatiche è stato riportato del 40 - 70% circa e il volume apparente di distribuzione è stato stimato a 4 – 8 l/kg.

L'idroclorotiazide attraversa la barriera placentare e, nella vena ombelicale, raggiunge livelli simili a quelli del sangue materno. Il medicamento si accumula nel liquido amniotico, superando la concentrazione plasmatica nella vena del cordone ombelicale di un valore fino a 19 volte superiore. L'idroclorotiazide passa nel latte materno. In caso di ingestione giornaliera di circa 600 ml di latte, il neonato non ingerisce più di 0,05 mg di medicamento.

Metabolismo

Nessuna indicazione.

Eliminazione

L'idroclorotiazide viene eliminata dal plasma con un'emivita media di 6 – 15 ore nella fase di eliminazione terminale.

Dopo somministrazione orale, il 60%-80% della singola dose è escreto con le urine entro 72 ore, di cui un 95% sotto forma di idroclorotiazide immodificata e circa un 4% come idrolisato del 2-amino-4-cloro-m-benzenedisulfonamide (ACBS). Nelle feci può essere ritrovata fino al 24% di una dose orale, mentre una quantità trascurabile viene escreta con la bile.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Pazienti anziani

Ne pazienti anziani, rispetto ai pazienti giovani, la concentrazione di idroclorotiazide allo steady-state è più alta e la clearance sistemica è considerevolmente più lenta.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

In presenza di disturbi della funzionalità renale, i livelli plasmatici di picco medi e i valori dell'AUC di idroclorotiazide sono aumentati e l'escrezione urinaria è ridotta. In pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata, l'emivita media di eliminazione è quasi raddoppiata, mentre la clearance renale dell'idroclorotiazide è notevolmente ridotta, se la si confronta con la clearance renale di soggetti con una funzionalità renale normale (clearance renale di circa 300 ml/min).

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

In generale, le patologie epatiche con compromissione epatica da lieve e moderata non alterano significativamente la farmacocinetica dell'idroclorotiazide.

Dati preclinici

Il potenziale mutageno è stato definito in una serie di sistemi di test in vitro ed in vivo. Mentre negli studi in vitro erano stati ottenuti alcuni risultati positivi, tutti gli studi in vivo avevano fornito risultati negativi. Si è quindi concluso che non vi è un potenziale mutageno rilevante in vivo.

La tossicità acuta è stata testata in studi sperimentali su animali; non è stata rilevata alcuna sensibilità particolare. Studi a lungo termine non hanno evidenziato anomalie, ad eccezione di alterazioni del bilancio elettrolitico. Da dati di studi a lungo termine risulta che l'idroclorotiazide non aumenta in modo significativo il numero di tumori in topi e ratti nei diversi gruppi posologici.

L'idroclorotiazide non è risultata teratogena e non ha avuto effetti sulla fertilità ed il concepimento. In 3 specie animali testate, con dosi somministrate che erano almeno 10 volte più alte delle dosi umane raccomandate di circa 1 mg/kg, non è stato rilevato alcun potenziale teratogeno. Un rallentamento nell'accrescimento del peso in cuccioli di ratto lattanti è stato attribuito alla dose elevata (15 volte la dose umana) ed agli effetti diuretici di idroclorotiazide con conseguenti effetti sulla produzione di latte.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare Esidrex al riparo dall'umidità e dalla luce, a temperatura ambiente (15 - 25 °C), nella confezione originale e fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

24958 (Swissmedic).

Confezioni

Compresse divisibili da 25 mg: 100. [B]

Titolare dell’omologazione

Medius AG, 4132 Muttenz.

Stato dell'informazione

Maggio 2022.