Azopt®

Novartis Pharma Schweiz AG

Composizione

Principi attivi

Brinzolamide

Sostanze ausiliarie

Benzalconio cloruro (0.1 mg/ml), sodio edetato, sodio cloruro, tyloxapol, mannitolo, carbomer 974P, sodio idrossido o acido cloridrico per la regolazione del pH, acqua depurata.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 ml di sospensione oftalmica contiene: 10 mg di brinzolamide.

1 goccia contiene 0.335 mg di brinzolamide.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Azopt sospensione oftalmica è indicato come monoterapia o terapia aggiuntiva a un beta-bloccante per uso topico (nel caso in cui l'effetto ottenuto con la monoterapia sia insufficiente) per il trattamento della pressione intraoculare elevata in caso di:

ipertensione oculare, glaucoma ad angolo aperto.

Posologia/Impiego

Posologia abituale

Quando impiegato come monoterapia o in terapia aggiuntiva, il dosaggio di Azopt sospensione oftalmica è di 1 goccia nel sacco congiuntivale dell'occhio/degli occhi interessato/i due volte al giorno.

Se viene somministrato più di un medicamento oftalmico topico, i singoli trattamenti devono essere assunti a un intervallo di almeno 10 minuti. Gli unguenti oftalmici devono essere usati per ultimi.

Passaggio da un altro preparato antiglaucoma ad Azopt

Quando si passa dal trattamento con un altro preparato antiglaucoma topico ad Azopt sospensione oftalmica, il preparato precedente deve essere sospeso per un giorno dopo trattamento regolare e il trattamento con Azopt sospensione oftalmica deve essere ripreso il giorno seguente.

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Le gocce oftalmiche contenenti brinzolamide non sono state valutate nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica, pertanto non sono raccomandate in questi pazienti.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Le gocce oftalmiche contenenti brinzolamide non sono state studiate nei pazienti con grave compromissione della funzionalità renale (CKreat < 30 ml/min) e nei pazienti con acidosi ipercloremica. Poiché la brinzolamide e il suo metabolita principale sono escreti in modo predominante per via renale, le gocce oftalmiche contenenti brinzolamide sono controindicate in tali pazienti.

Pazienti anziani

Nelle prove cliniche con Azopt sospensione oftalmica non sono state rilevate differenze in termini di efficacia e sicurezza durante l'utilizzo del medicamento su pazienti giovani e anziani (> 65 anni). Di conseguenza, il dosaggio non deve essere adeguato nei pazienti anziani.

Bambini e adolescenti

L'efficacia e la sicurezza di Azopt sospensione oftalmica non sono state valutate nei pazienti pediatrici a livello sistemico mediante studi clinici. Tuttavia, l'esperienza nei bambini di età inferiore ai 6 anni è limitata.

Modo di somministrazione

Azopt sospensione oftalmica viene somministrato mediante instillazione nel sacco congiuntivale dell'occhio/degli occhi interessato/i. Dopo la somministrazione delle gocce, si raccomanda di ridurre il deflusso attraverso il dotto lacrimale mediante una leggera compressione o un lieve abbassamento della palpebra per due minuti, al fine di ridurre al minimo l'assorbimento dei principi attivi attraverso la mucosa nasofaringea e gli effetti indesiderati sistemici associati.

Controindicazioni

Azopt sospensione oftalmica è controindicato nei pazienti con ipersensibilità nota al principio attivo (brinzolamide) o a una delle sostanze ausiliarie del medicamento. Le gocce oftalmiche contenenti brinzolamide non devono essere somministrate nei pazienti con grave compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina < 30 ml/min) e nei pazienti con acidosi ipercloremica.

Ipersensibilità nota alle sulfonamidi (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Avvertenze e misure precauzionali

Azopt sospensione oftalmica è esclusivamente indicata per l'uso topico e non per iniezione o somministrazione orale.

La brinzolamide è una sulfonamide che viene riassorbita sistemicamente anche in caso di assunzione per via topica. L'assorbimento sistemico può essere ridotto dall'occlusione del dotto lacrimale (cfr. la rubrica «Modo di somministrazione»). Le reazioni di ipersensibilità segnalate in associazione ai derivati sulfonamidici possono verificarsi anche nei pazienti trattati con Azopt. Queste reazioni di ipersensibilità includono la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN). I pazienti devono essere informati dei relativi segni e sintomi al momento della prescrizione e devono essere monitorati attentamente per le reazioni cutanee. Sono stati riportati disturbi dell'equilibrio acido/base con l'uso orale degli inibitori dell'anidrasi carbonica. Gli effetti della brinzolamide non sono stati studiati nei neonati prematuri (di età gestazionale inferiore alle 36 settimane) e in quelli di età inferiore a 1 settimana. Nei pazienti affetti da immaturità o anomalie significative a livello dei tubuli renali, la brinzolamide può essere somministrata solo dopo un'attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio a causa del possibile rischio di acidosi metabolica.

Con la somministrazione per via topica possono verificarsi gli stessi tipi di effetti collaterali attribuibili alle sulfonamidi somministrate per via sistemica. Se si manifestano segni di reazioni gravi o di ipersensibilità, sospendere immediatamente l'uso di questo preparato.

La somministrazione concomitante di un inibitore dell'anidrasi carbonica orale e Azopt può causare un effetto additivo sugli effetti sistemici noti di questo tipo di inibitori. La somministrazione concomitante di Azopt e inibitori dell'anidrasi carbonica non è stata valutata e pertanto non è raccomandata.

Con l'assunzione orale di inibitori dell'anidrasi carbonica sono stati riportati disturbi dell'equilibrio acido/base. Nei pazienti con insufficienza renale preesistente o rischio elevato di sviluppare insufficienza renale, Azopt deve essere usato con cautela a causa del rischio di acidosi metabolica.

Esiste un'esperienza limitata con Azopt nel trattamento di pazienti con glaucoma pseudoesfoliativo o pigmentario.

Azopt è stato valutato principalmente in somministrazione concomitante con timololo nella terapia aggiuntiva del glaucoma.

Azopt non è stato valutato clinicamente nei pazienti affetti da glaucoma ad angolo chiuso.

Il possibile effetto della brinzolamide sulla funzione dell'endotelio corneale in pazienti con cornee compromesse (in particolare in pazienti con bassa conta cellulare endoteliale) non è stato studiato. Non sono stati condotti studi specifici sui pazienti portatori di lenti a contatto. In questi pazienti, è raccomandato un attento monitoraggio durante l'uso di brinzolamide, poiché gli inibitori dell'anidrasi carbonica possono alterare l'idratazione corneale provocando scompenso corneale ed edemi. Allo stesso modo, in altri casi di cornea compromessa, ad es. nei pazienti affetti da diabete mellito, si raccomanda un attento monitoraggio.

A seguito di segnalazioni, è stato riscontrato che il benzalconio cloruro può causare irritazione agli occhi e secchezza oculare e può influenzare il film lacrimale e la superficie corneale. Pertanto, il medicamento deve essere usato con cautela nei pazienti con occhi secchi e nei pazienti con cornee danneggiate.

I pazienti devono essere monitorati in caso di uso prolungato.

La possibilità di un effetto rebound dopo la sospensione del trattamento con Azopt non è stata studiata; l'effetto di riduzione della pressione intraoculare dovrebbe perdurare per 5–7 giorni.

Gli inibitori dell'anidrasi carbonica orali possono compromettere la capacità di svolgere attività che richiedano una maggiore attenzione e/o coordinazione fisica nei pazienti anziani. Azopt viene assorbito a livello sistemico e pertanto tale compromissione può verificarsi anche in caso di somministrazione per via topica (cfr. la rubrica «Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine»).

Indicazione per i portatori di lenti a contatto

Azopt non è stato studiato nei pazienti portatori di lenti a contatto. Azopt contiene benzalconio cloruro, un conservante che può essere assorbito da lenti a contatto morbide. Pertanto, occorre istruire i pazienti ad attendere 15 minuti prima di indossare le lenti a contatto dopo l'uso di Azopt. Durante l'instillazione di Azopt le lenti a contatto devono essere rimosse.

Interazioni

Non sono stati condotti studi specifici sull'interazione di altri medicamenti con Azopt sospensione oftalmica. Durante gli studi clinici, Azopt sospensione oftalmica è stato assunto in concomitanza con gocce oftalmiche contenenti timololo senza segni di reazioni di interazione indesiderate. Le interazioni tra Azopt sospensione oftalmica e miotici o agonisti adrenergici, utilizzati come terapie aggiuntive del glaucoma, non sono state studiate.

Gli studi di interazione erano limitati ai bloccanti dei recettori beta-adrenergici durante l'uso di Azopt sospensione oftalmica come terapia aggiuntiva del glaucoma.

La brinzolamide è un inibitore dell'anidrasi carbonica che viene assorbito a livello sistemico anche se somministrato per via topica. Sono stati riportati disturbi dell'equilibrio acido/base con inibitori dell'anidrasi carbonica orali. Il potenziale di interazioni corrispondenti (ad esempio con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e salicilati) deve essere preso in considerazione nei pazienti in trattamento con Azopt sospensione oftalmica.

Gli isoenzimi del citocromo P-450 responsabili del metabolismo della brinzolamide comprendono principalmente il CYP3A4, il CYP2A6, il CYP2C8 e il CYP2C9. Si presume che gli inibitori del CYP3A4 come ketoconazolo, itraconazolo, clotrimazolo, ritonavir e troleandomicina inibiscano il metabolismo della brinzolamide attraverso il CYP3A4. In caso di somministrazione concomitante di inibitori del CYP3A4 occorre prestare cautela. Ad ogni modo, dato che l'eliminazione avviene principalmente per via renale, l'accumulo di brinzolamide è poco probabile. La brinzolamide non è un inibitore degli isoenzimi del citocromo P-450.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Non sono stati effettuati studi adeguati e ben controllati sull'uso di Azopt a livello oculare su donne in stato di gravidanza.

Studi sugli animali con brinzolamide hanno mostrato una tossicità riproduttiva (cfr. «Dati preclinici»). Azopt sospensione oftalmica non deve essere somministrato durante la gravidanza a meno che non sia chiaramente necessario.

Allattamento

Non è noto se brinzolamide sia escreto nel latte materno dopo somministrazione topica a livello oculare.

Dopo la somministrazione orale di 14C-brinzolamide in ratte in allattamento, la radioattività è stata riscontrata nel latte a concentrazioni inferiori a quelle del sangue e del plasma.

È necessario decidere se interrompere l'allattamento al seno o se rinunciare al trattamento con Azopt. A questo scopo, occorre considerare sia il beneficio dell'allattamento per il bambino sia il beneficio della terapia per la donna.

Fertilità

Non sono stati condotti studi sull'effetto della somministrazione topica di Azopt a livello oculare sulla fertilità umana. In uno studio sulla fertilità nei ratti, non sono stati osservati effetti negativi sulla fertilità o sulla capacità riproduttiva nelle femmine o nei maschi.

Non si prevedono effetti sulla fertilità maschile o femminile derivanti dall'uso di Azopt.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Come con altre gocce oculari, subito dopo l'installazione di Azopt sospensione oftalmica può verificarsi un'alterazione transitoria della vista. I pazienti non devono partecipare al traffico stradale né utilizzare macchine fino alla scomparsa di tale sintomo. Inoltre, durante il trattamento con Azopt sono stati riportati disturbi del sistema nervoso che potrebbero influenzare la capacità di guidare veicoli e la capacità di utilizzare macchine (cfr. il capitolo «Effetti indesiderati»).

Effetti indesiderati

Su un totale di 27 studi clinici, ai quali hanno partecipato 2 080 pazienti che hanno ricevuto Azopt sospensione oftalmica in monoterapia o come terapia aggiuntiva al timololo maleato 0.5%, quali effetti collaterali più comuni sono state riportate le seguenti reazioni indesiderate correlate al trattamento o sintomi locali: disgeusia (sapore amaro o inusuale in bocca) (5.8%) e visione annebbiata transitoria in seguito all'instillazione che dura da pochi secondi a pochi minuti (5.8%) (cfr. anche «Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine»).

Gli effetti collaterali di seguito riportati presentano una correlazione causale con la somministrazione del medicamento. Le classi di frequenza si basano sulla seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, < 1/10), non comune (≥1/1 000, < 1/100), raro (≥1/10 000, < 1/1 000), molto raro (< 1/10 000). All'interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti collaterali sono riportati in ordine decrescente di gravità.

Disturbi psichiatrici

Non comune: depressione, apatia, umore depresso, calo della libido, incubi, nervosismo.

Raro: insonnia.

Patologie del sistema nervoso

Non comune: vertigine, parestesia (formicolio) agli arti, cefalea.

Raro: compromissione della memoria, sonnolenza.

Patologie dell'occhio

Comune: visione annebbiata, irritazione oculare, dolore oculare, fastidio oculare, iperemia oculare, sensazione di corpo estraneo.

Non comune: erosione corneale, cheratite puntata, cheratite, congiuntivite, congiuntivite allergica, blefarite, fotofobia, secchezza oculare, prurito oculare, astenopia, lacrimazione aumentata, epifora, formazione di croste sul bordo palpebrale.

Raro: edema corneale, visione doppia, acuità visiva ridotta, fotopsia, ipoestesia oculare, edema periorbitale.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Raro: tinnito.

Patologie cardiache

Raro: angina pectoris, frequenza cardiaca irregolare.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non comune: diminuzione della conta eritrocitaria, aumento dei livelli ematici di cloruro.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: dispnea, epistassi, rinorrea, dolore laringofaringeo, tosse, irritazione alla gola.

Raro: iperattività bronchiale, congestione delle vie respiratorie superiori, secchezza nasale.

Patologie gastrointestinali

Comune: disgeusia.

Non comune: diarrea, nausea, dispepsia, fastidio addominale, bocca secca.

Patologie renali e urinarie

Non comune: dolore renale.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: eruzione cutanea, eruzione maculopapulare, prurito generalizzato, alopecia, tensione della pelle.

Raro: orticaria.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: dolore dorsale, spasmo di muscolo, mialgia.

Infezioni ed infestazioni

Non comune: nasofaringite, faringite, sinusite.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Non comune: disfunzione erettile.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non comune: stanchezza.

Raro: fastidio/dolore toracico (ad es. senso di pesantezza o costrizione), irrequietezza, astenia, irritabilità.

Effetti indesiderati dopo l'introduzione sul mercato

I seguenti effetti collaterali, non derivanti dagli studi clinici, sono stati segnalati in seguito all'introduzione sul mercato di Azopt. Contrariamente ai dati degli studi clinici, la frequenza degli effetti collaterali successivi all'introduzione sul mercato non è nota e non può essere definita sulla base dei dati a disposizione. Pertanto, la frequenza è classificata come non nota:

Patologie cardiache: aritmia, palpitazioni, tachicardia, ipertensione arteriosa.

Patologie del sistema nervoso: tremore, ipoestesia, ageusia.

Patologie dell'occhio: disturbo corneale, disturbi della vista, tumefazione degli occhi, reazione allergica oculare, madarosi, disturbo palpebrale, edema delle palpebre, eritema palpebrale.

Patologie dell'orecchio e del labirinto: vertigine.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: asma.

Patologie gastrointestinali: vomito, calo dell'appetito.

Patologie renali e urinarie: pollachiuria.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: dermatite, eritema, sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: artralgia, dolore agli arti.

Infezioni ed infestazioni: rinite.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: edema periferico, malessere, residui di medicamento

Disturbi del sistema immunitario: ipersensibilità.

Patologie epatobiliari: test anomalo della funzionalità epatica.

Patologie vascolari: riduzione della pressione arteriosa.

In uno studio clinico a breve termine condotto su un numero limitato di pazienti, sono stati osservati effetti collaterali correlati al trattamento in circa il 12.5% dei pazienti pediatrici. La maggior parte di questi effetti collaterali erano reazioni oculari locali non gravi come iperemia congiuntivale, irritazione oculare, secrezione oculare e lacrimazione aumentata.

La disgeusia (sapore amaro o insolito in bocca in seguito all'instillazione) è stata segnalata come uno degli effetti collaterali sistemici più comuni associati alla somministrazione di Azopt durante gli studi clinici. Tali effetti sono probabilmente causati dal passaggio delle gocce oftalmiche attraverso il dotto nasolacrimale nella cavità nasofaringea. Una leggera compressione del condotto nasolacrimale o il lieve abbassamento della palpebra dopo l'instillazione del medicamento possono contribuire a ridurre la frequenza di tali effetti (cfr. anche «Posologia/impiego»).

La brinzolamide è un inibitore dell'anidrasi carbonica del gruppo delle sulfonamidi e viene assorbita per via sistemica.

L'uso sistemico di inibitori dell'anidrasi carbonica è generalmente associato ad effetti gastrointestinali, nervosi, ematologici, renali e metabolici. Pertanto, gli stessi effetti collaterali attribuiti agli inibitori della anidrasi carbonica orale possono verificarsi anche con la somministrazione per via topica.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Non sono stati riportati casi di posologia eccessiva per uso accidentale o intenzionale.

Nei ratti è stata determinata una LD50 da 1 000 a 2 000 mg/kg di brinzolamide.

Segni e sintomi

Una posologia eccessiva può portare a uno squilibrio elettrolitico, allo sviluppo di uno stato di acidosi e a possibili effetti a carico del sistema nervoso.

Trattamento

Il trattamento di una posologia eccessiva deve essere sintomatico e di supporto. Devono essere tenuti sotto controllo i livelli degli elettroliti nel siero (in modo particolare il potassio) ed i livelli di pH del sangue.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

S01EC04

Meccanismo d'azione

L'anidrasi carbonica (CA) è un enzima presente in molti tessuti del corpo, incluso l'occhio. L'anidrasi carbonica catalizza la reazione reversibile che coinvolge l'idratazione del biossido di carbonio e la disidratazione dell'acido carbonico. Nell'essere umano, l'anidrasi carbonica si presenta sotto forma di vari isoenzimi, dei quali l'anidrasi carbonica II (CA-II) presenta la massima attività; si trova principalmente negli eritrociti, ma anche in altri tessuti. L'inibizione dell'anidrasi carbonica a livello dei processi ciliari dell'occhio diminuisce la secrezione dell'umore acqueo, presumibilmente per un rallentamento della formazione di ioni bicarbonato con conseguente riduzione del trasporto di sodio e fluido. Il risultato è una riduzione della pressione intraoculare (PIO).

Farmacodinamica

Azopt sospensione oftalmica contiene brinzolamide, un efficace inibitore CA-II con una IC50 di 3.2 nM in vitro e una Ki di 0.13 nM verso la CA-II. Come è stato dimostrato, la brinzolamide presenta poca o nessuna affinità per 34 recettori noti o secondi messaggeri. Ciò indica un'elevata specificità della CA-II e suggerisce un potenziale minimo di effetti indesiderati non correlati all'inibitore della CA. In seguito alla somministrazione oculare topica, la brinzolamide inibisce la produzione di umor acqueo riducendo l'aumento della pressione intraoculare. L'aumento della pressione intraoculare è un importante fattore di rischio nella patogenesi del danno al nervo ottico e della perdita del campo visivo nel glaucoma.

Efficacia clinica

In caso di somministrazione in monoterapia, Azopt sospensione oftalmica ha ottenuto una significativa riduzione della PIO in pazienti con glaucoma o ipertensione oculare alla posologia di due volte al giorno. Somministrate due volte al giorno come terapia aggiuntiva al timololo maleato 0.5%, le gocce oftalmiche contenenti brinzolamide hanno provocato un ulteriore calo della PIO. Nei pazienti trattati con gocce oftalmiche contenenti brinzolamide due volte al giorno come terapia primaria o come terapia aggiuntiva al timololo maleato 0.5%, 2 ore dopo l'instillazione è stata raggiunta una riduzione della PIO di ≥5 mmHg o una riduzione a ≤21 mmHg nel 60.0–89.3% dei casi. I volontari con malattie respiratorie ostruttive reversibili non hanno mostrato alcun effetto significativo sulla funzionalità polmonare (FEV1) per gocce oftalmiche contenenti brinzolamide.

In uno studio clinico, Azopt è stato testato su 32 pazienti pediatrici di età inferiore ai 6 anni con glaucoma o ipertensione oculare. Alcuni pazienti erano stati precedentemente trattati con ipotonizzanti oculari, mentre altri no. Per coloro che erano stati precedentemente trattati con ipotonizzanti oculari, tali medicamenti non dovevano essere sospesi prima di iniziare la monoterapia con Azopt. Nei pazienti naïve al trattamento con ipotonizzanti oculari (10 pazienti), l'efficacia di Azopt era simile a quella precedentemente osservata negli adulti, con riduzioni della PIO fino a 5 mmHg rispetto al valore basale. Nei pazienti già in trattamento con ipotonizzanti oculari (22 pazienti), la PIO media è leggermente aumentata rispetto al valore basale.

Farmacocinetica

Assorbimento

In seguito alla somministrazione oculare topica, la brinzolamide passa nella circolazione sistemica.

Distribuzione

In base alla sua maggiore affinità verso la CA-II, la brinzolamide si distribuisce estensivamente fra i globuli rossi e mostra un'emivita prolungata nel sangue intero (circa 111 giorni).

Metabolismo

Nell'essere umano si forma il metabolita N-desetilbrinzolamide, che si lega anche alla CA e si accumula negli eritrociti. In presenza di brinzolamide, il metabolita si lega principalmente alla CA-I. I livelli plasmatici di brinzolamide e N-desetilbrinzolamide del composto progenitore sono bassi e generalmente inferiori al limite di concentrazione (< 10 ng/ml). Il legame con le proteine plasmatiche è di circa il 60%.

Eliminazione

La brinzolamide viene eliminata principalmente nelle urine in forma invariata. Nelle urine si trovano anche l'N-desetil-brinzolamide e, in concentrazioni più basse, i metaboliti N-desmetossipropil e O-desmetil.

I soggetti sani hanno ricevuto 1 capsula di brinzolamide da 1 mg due volte al giorno per un massimo di 32 settimane (assunzione orale). Con questo regime posologico, il tasso di esposizione sistemica era più elevato rispetto all'uso delle gocce oftalmiche tre volte al giorno in entrambi gli occhi, con concentrazioni sistemiche di medicamento e metaboliti vicine a quelle del trattamento topico a lungo termine.

La saturazione da parte della brinzolamide della CA-II negli eritrociti è stata raggiunta entro 4 settimane (concentrazione negli eritrociti di circa 20 µM).

L'N-desetil brinzolamide accumulata nei globuli rossi raggiungeva lo stato di equilibrio dinamico entro 20–28 settimane, con concentrazioni comprese tra 6 e 30 µM. L'inibizione dell'attività della CA totale negli eritrociti allo stato di equilibrio dinamico era approssimativamente pari al 70–75%, valore inferiore a quello che indica una compromissione della funzionalità renale o della respirazione nei volontari sani.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

I pazienti con compromissione renale da lieve a moderata (clearance della creatinina 30–60 ml/min) hanno ricevuto una capsula di brinzolamide 1 mg per via orale due volte al giorno per un periodo massimo di 54 settimane. Alla quarta settimana di trattamento, le concentrazioni del composto progenitore negli eritrociti erano pari a 20 e 40 µM, con modifiche solo lievi in seguito. Allo stato di saturazione, le concentrazioni del composto progenitore e dei metaboliti N-desetil negli eritrociti erano pari a 22.0–46.1 µM e 17.1–88.6 µM, rispettivamente. Contrariamente al composto progenitore, con una diminuzione della clearance della creatinina è stato registrato un aumento significativo (p < 0.05) della concentrazione del metabolita negli eritrociti. Con una diminuzione della clearance della creatinina è stata dimostrata una riduzione significativa dell'attività totale della CA, tuttavia non dell'attività della CA-II. In tutti i soggetti con compromissione renale, è stata determinata un'inibizione della CA totale < 90% allo stato di equilibrio dinamico. Un'inibizione della CA totale del ≥99%, associata ad effetti collaterali sistemici, non è stata quindi raggiunta nemmeno in pazienti con compromissione renale da lieve a moderata.

Nel corso di un altro studio, i pazienti con glaucoma ad angolo aperto o ipertensione oculare hanno ricevuto Azopt sospensione oftalmica due o tre volte al giorno per un massimo di 18 mesi. Entro 12–18 mesi, sia il composto progenitore che il metabolita avevano raggiunto o quasi raggiunto uno stato di equilibrio dinamico nella maggior parte dei volontari. Allo stato di equilibrio dinamico, sono state determinate concentrazioni di eritrociti per brinzolamide simili a quelle dello studio con somministrazione orale; tuttavia, i livelli per il metabolita N-desetil erano più bassi. L'attività dell'anidrasi carbonica è stata ridotta a circa il 40–70% della propria attività iniziale prima del trattamento. Ciò indica che l'inibizione dell'anidrasi carbonica è significativamente più debole durante la somministrazione topica nell'occhio rispetto all'uso orale della brinzolamide e che, di conseguenza, la comparsa di effetti sistemici clinicamente significativi è improbabile.

Dati preclinici

I dati preclinici sulla brinzolamide, basati su studi convenzionali di tossicità per somministrazione ripetuta, genotossicità, cancerogenicità e irritazione oculare topica, non evidenziano alcun rischio particolare per l'essere umano.

Tossicità per la riproduzione

Secondo studi di tossicità sullo sviluppo, dosi orali di brinzolamide fino a 6 mg/kg/die (61 volte la dose oftalmica umana massima raccomandata (MROHD) in base alla superficie corporea) nei conigli non hanno rivelato alcun effetto fetotossico nonostante segni di considerevole tossicità nelle madri. Alla dose di 6 mg/kg/die sono stati osservati mortalità, emaciazione, assenza di svuotamento intestinale e aborti nelle madri. Negli studi di tossicità sullo sviluppo nei ratti, è stata osservata un'ossificazione lievemente ridotta del cranio e dello sterno nei feti di madri trattate con brinzolamide 18 mg/kg/die (91 volte la MROHD in base alla superficie corporea). I risultati sono stati ottenuti a dosi che hanno portato ad acidosi metabolica e che erano associate a un ridotto aumento ponderale nella madre e a un minor peso dei feti. In uno studio peri/postnatale sui ratti, la brinzolamide è stata somministrata per via orale a dosi fino a 15 mg/kg/die. A dosi di 15 mg/kg/die è stata osservata una diminuzione significativa dell'assunzione di cibo e dell'aumento medio di peso corporeo nelle madri durante la gravidanza e l'allattamento. Una diminuzione del peso corporeo della prole è stata osservata a dosi di 15 mg/kg/die (76 volte la MROHD in base alla superficie corporea).

Dopo la somministrazione orale di 14C-brinzolamide in ratte gravide, la radioattività ha superato la placenta e i livelli di radioattività nei tessuti fetali erano da 3 a 10 volte inferiori a quelli misurati nelle madri.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Non nota.

Influenza su metodi diagnostici

L'uso di brinzolamide gocce oftalmiche non è stato associato a uno squilibrio elettrolitico clinicamente rilevante.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Stabilità dopo apertura

Dopo l'apertura del flaconcino, consumare le gocce entro 4 settimane.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15–25°C) e tenere fuori dalla portata dei bambini. Dopo l'uso, chiudere bene il flaconcino.

Indicazioni per la manipolazione

Agitare bene prima dell'uso. Per impedire la contaminazione della punta del flaconcino contagocce e della soluzione, fare molta attenzione a non toccare le palpebre, le aree circostanti o altre superfici con la punta contagocce del flaconcino.

Dopo la prima apertura del tappo, l'anello antirottura è allentato e deve essere rimosso prima del primo utilizzo.

Numero dell'omologazione

55236 (Swissmedic)

Confezioni

Azopt sospensione oftalmica 5 ml (B)

Azopt sospensione oftalmica 3 x 5 ml (B)

Titolare dell’omologazione

Novartis Pharma Schweiz AG, Risch; domicilio: 6343 Rotkreuz

Stato dell'informazione

Novembre 2022