▼Questo medicamento è soggetto a monitoraggio addizionale. Ciò consente una rapida identificazione delle nuove conoscenze in materia di sicurezza. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare un nuovo o serio effetto collaterale sospetto. Per indicazioni a proposito della segnalazione di effetti collaterali, cfr. la rubrica «Effetti indesiderati».
KAPRUVIA
Composizione
Principi attivi
Difelikefalin (come difelikefalin acetato).
Sostanze ausiliarie
Acido acetico (per la regolazione del pH), sodio acetato triidrato (per la regolazione del pH), sodio cloruro, acqua per iniezioni. Contiene un totale di circa 3,3 mg di sodio per ml.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione iniettabile per somministrazione endovenosa.
Ciascun flaconcino da 1 ml contiene 50 microgrammi di difelikefalin (come difelikefalin acetato).
Soluzione limpida, incolore e libera da particelle.
Indicazioni/possibilità d’impiego
Kapruvia è indicato per il trattamento del prurito da moderato a severo associato a malattia renale cronica in pazienti adulti sottoposti a emodialisi.
Posologia/impiego
Posologia abituale
La dose raccomandata di difelikefalin è di 0,5 microgrammi/kg di peso corporeo secco (ovvero il peso target post dialisi) e deve essere somministrata mediante iniezione endovenosa in bolo tre volte alla settimana. Il volume (ml) totale della dose da prelevare dal flaconcino deve essere calcolato come segue: 0,01 x peso corporeo secco (kg) come prescritto dal medico, arrotondato al decimale più vicino (0,1 ml). Per i pazienti con un peso corporeo secco uguale o superiore a 195 kg la dose raccomandata è di 100 microgrammi (2 ml). Le dosi raccomandate sono elencate nella seguente tabella:
Intervallo di peso | Dose* |
40 - 44 | 0,4 |
45 - 54 | 0,5 |
55 - 64 | 0,6 |
65 - 74 | 0,7 |
75 - 84 | 0,8 |
85 - 94 | 0,9 |
95 - 104 | 1,0 |
105 - 114 | 1,1 |
115 - 124 | 1,2 |
125 - 134 | 1,3 |
135 - 144 | 1,4 |
145 - 154 | 1,5 |
155 - 164 | 1,6 |
165 - 174 | 1,7 |
175 - 184 | 1,8 |
185 - 194 | 1,9 |
> 195 | 2,0 |
* Potrà essere necessario l’uso di più di un flaconcino se è richiesta una dose superiore a 1 ml.
Dosi saltate
Se non viene effettuato un trattamento di emodialisi periodico programmato, Kapruvia deve essere somministrato alla stessa dose in occasione del successivo trattamento di emodialisi.
Trattamento aggiuntivo
Se viene effettuato un quarto trattamento di emodialisi in una settimana, Kapruvia deve essere somministrato alla fine dell'emodialisi secondo la dose raccomandata. Non devono essere somministrate più di 4 dosi a settimana, anche qualora il numero di trattamenti di emodialisi in una settimana sia superiore a 4. È improbabile che una quarta dose di Kapruvia porti a un accumulo di difelikefalin che possa essere preoccupante per la sicurezza, poiché la maggior parte di difelikefalin residuo dal precedente trattamento sarà eliminato dall'emodialisi. Tuttavia, la sicurezza e l'efficacia di una quarta dose non sono state completamente dimostrate a causa di dati insufficienti.
Pazienti con trattamento di emodialisi incompleto
Per i trattamenti di emodialisi di durata inferiore a 1 ora, la somministrazione di difelikefalin deve essere sospesa fino al trattamento successivo di emodialisi.
Dopo la somministrazione di difelikefalin nei pazienti sottoposti a emodialisi, fino al 70% viene eliminato dall'organismo prima del successivo trattamento di emodialisi. Le concentrazioni residue di difelikefalin nel plasma al momento della successiva emodialisi si riducono di circa il 40-50% entro un'ora dall'emodialisi.
Anziani
Le posologie raccomandate per i pazienti anziani sono le medesime previste per i pazienti adulti.
Pazienti con compromissione epatica
Non sono necessari aggiustamenti della dose nei pazienti con compromissione epatica lieve o moderata (cfr. il paragrafo «Farmacocinetica»). L'impiego di difelikefalin in pazienti con grave compromissione epatica non è stato studiato e il suo impiego in questa popolazione di pazienti non è pertanto raccomandato.
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l’efficacia di Kapruvia in bambini e adolescenti di età compresa tra 0 e 17 anni non sono state finora dimostrate. Non ci sono dati disponibili.
Modo di somministrazione
Kapruvia non deve essere diluito e non deve essere miscelato con altri medicamenti.
Kapruvia viene somministrato 3 volte alla settimana mediante iniezione endovenosa in bolo nella linea venosa del circuito dialitico al termine del trattamento di emodialisi durante o dopo la reinfusione.
Quando la somministrazione avviene dopo la reinfusione, devono essere somministrati almeno 10 ml di volume di reinfusione di soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) dopo l'iniezione di Kapruvia. Se la somministrazione della dose avviene durante la reinfusione, non è necessario aggiungere la soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) per lavare la linea.
Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli altri componenti (cfr. «Composizione»).
Avvertenze e misure precauzionali
Iperkaliemia
L'iperkaliemia si verifica frequentemente nei pazienti con malattia renale cronica in emodialisi. Negli studi clinici controllati con placebo è stata riportata una percentuale numericamente più elevata di eventi indesiderati di iperkaliemia nei pazienti trattati con difelikefalin (4,7%; 20/424 pazienti) rispetto al placebo (3,5%; 15/424 pazienti). Non è stata stabilita alcuna relazione causale. Si raccomanda il monitoraggio regolare dei livelli di potassio.
Insufficienza cardiaca e fibrillazione atriale
Difelikefalin non è stato studiato in pazienti con insufficienza cardiaca di classe IV secondo la New York Heart Association. Negli studi clinici registrativi è stata osservata una piccola disparità numerica di eventi di insufficienza cardiaca e fibrillazione atriale nei pazienti trattati con difelikefalin rispetto a quelli trattati con placebo, in particolare nei pazienti con anamnesi di fibrillazione atriale che hanno interrotto o saltato il trattamento per la fibrillazione atriale. Non è stata stabilita alcuna relazione causale.
Pazienti con compromissione della barriera emato-encefalica
Difelikefalin è un agonista dei recettori kappa oppioidi con accesso limitato al sistema nervoso centrale (SNC). L'integrità della barriera emato-encefalica (BEE) è importante per minimizzare l'assorbimento di difelikefalin nel SNC (cfr. «Proprietà/effetti»). I pazienti con alterazioni clinicamente importanti della BEE (ad es. tumori cerebrali maligni primari, metastasi del SNC o altre patologie infiammatorie, sclerosi multipla attiva, morbo di Alzheimer avanzato) possono presentare un rischio di ingresso di difelikefalin nel SNC. Kapruvia deve essere prescritto con cautela in questi pazienti, tenendo conto del rapporto rischio-beneficio individuale, con osservazione dei potenziali effetti sul SNC.
Capogiri e sonnolenza
Nei pazienti che ricevono difelikefalin sono stati osservati capogiro e sonnolenza. Questi sintomi possono scomparire nel corso del tempo con la continuazione del trattamento (cfr. «Effetti indesiderati»). L'uso concomitante di antistaminici sedativi, analgesici oppioidi o altri medicamenti ad azione inibitoria del SNC può aumentare la probabilità che si verifichino questi effetti collaterali e deve avvenire con cautela durante il trattamento con difelikefalin (cfr. «Interazioni»).
Rispetto al placebo, l'incidenza di episodi di sonnolenza è risultata superiore nei pazienti trattati con difelikefalin di età pari o superiore a 65 anni (7,0%) rispetto ai pazienti trattati con difelikefalin di età inferiore a 65 anni (2,8%).
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per flaconcino, quindi è pressoché «privo di sodio».
Interazioni
Non sono stati effettuati studi clinici di interazione.
Difelikefalin non è un substrato di CYP1A2, CYP2C8, CYP2C9, CYP2C19, CYP2D6 o CYP3A4, né un inibitore di CYP1A2, CYP2B6, CYP2C8, CYP2C9, CYP2C19, CYP2D6 o CYP3A4/5, e presenta un potenziale da minimo a nullo per l’induzione di CYP1A2, CYP2B6 o CYP3A umani. Non è nemmeno un inibitore degli enzimi glucuronidasi (UGT1A3, UGT1A9 o UGT2B7).
Inoltre, difelikefalin non è un inibitore di BCRP, BSEP, LAT1, MATE1, MATE2-K, MRP2, OAT1, OAT3, OATP1A2, OATP1B1, OATP1B3, OCT1, OCT2, OCT3, P-glicoproteina, PEPT1 o PEPT2 e non è un substrato di ASBT, BCRP, BSEP, LAT1, MATE1, MATE2-K, MRP2, OAT1, OAT2, OAT3, OATP1A2, OATP1B1, OATP1B3, OATP2B1, OCT1, OCT2, OCT3, OCTN1, OCTN2, OSTαβ, P-glicoproteina, PEPT1 o PEPT2.
Di conseguenza, le interazioni di difelikefalin con altri medicamenti sono improbabili.
L'uso concomitante di medicamenti come antistaminici sedativi, analgesici oppioidi o altri medicamenti ad azione inibitoria del SNC (ad es. clonidina, ondansetron, gabapentin, pregabalin, zolpidem, alprazolam, sertralina, trazodone) può aumentare la probabilità di capogiri e sonnolenza (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» ed «Effetti indesiderati»).
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
I dati relativi all’uso di difelikefalin in donne in gravidanza non esistono o sono in numero limitato. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicità riproduttiva (cfr. «Dati preclinici»).
A scopo precauzionale, è preferibile evitare l’utilizzo di Kapruvia durante la gravidanza.
Allattamento
Non è noto se difelikefalin sia escreto nel latte materno. Studi sugli animali dimostrano che difelikefalin è escreto nel latte materno. Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso.
Si deve decidere se rinunciare alla terapia, interrompere l'allattamento o astenersi dalla terapia con Kapruvia, tenendo in considerazione il beneficio dell'allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.
Fertilità
Non esistono dati sull’effetto di difelikefalin sulla fertilità umana. Negli studi sui ratti con difelikefalin non è stata osservata alcuna compromissione della capacità di accoppiamento o della fertilità (cfr. «Dati preclinici»).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine
Kapruvia ha un effetto limitato sulla capacità di guidare veicoli e sulla capacità di utilizzare macchine.
Nei pazienti che ricevono difelikefalin sono stati segnalati sonnolenza e/o capogiri (cfr. «Effetti indesiderati»). I pazienti devono essere avvisati di prestare attenzione alla guida o all'utilizzo di macchine fino a quando l’effetto di difelikefalin sulla capacità di guidare veicoli e utilizzare macchine non sarà noto. La sonnolenza si è verificata nelle prime 3settimane di trattamento e tendeva a diminuire con la continuazione del trattamento. I capogiri si sono verificati nelle prime 9 settimane di trattamento e sono stati generalmente transitori.
Effetti indesiderati
Riassunto del profilo di sicurezza
In studi clinici di fase 3 controllati e non controllati con placebo, circa il 6,6% dei pazienti ha manifestato almeno un effetto collaterale durante il trattamento con difelikefalin. Gli effetti collaterali più comuni sono stati sonnolenza (1,1%), capogiro (0,9%), parestesia (inclusa ipoestesia, parestesia orale e ipoestesia orale) (1,1%), cefalea (0,6%), nausea (0,7%), vomito (0,7%), diarrea (0,2%) e alterazioni dello stato mentale (compreso stato confusionale) (0,3%). La maggior parte di questi eventi è stata di severità lieve o moderata, non ha portato a conseguenze dannose e si è attenuata nel corso del trattamento. Nessun evento è stato severo e l'incidenza degli eventi che hanno portato all'interruzione del trattamento è stata ≤ 0,5% per ciascuno degli effetti collaterali sopra elencati.
Elenco degli effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati sono classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione:
«molto comune» (≥1/10)
«comune» (≥1/100, <1/10),
«non comune» (≥1/1000, <1/100)
«raro» (≥1/10‘000, <1/1000)
«molto raro» (<1/10‘000)
Gli effetti collaterali riportati con l'uso di Kapruvia negli studi clinici alla dose ottimale di 0,5 microgrammi/kg in questi pazienti (n = 1306) sono elencati nella Tabella 1.
All'interno di ciascuna categoria di frequenza, gli effetti collaterali sono elencati in ordine di severità decrescente.
Tabella 1: Effetti collaterali associati al trattamento con Kapruvia nei pazienti sottoposti a emodialisi
Classificazione sistemica organica MedDRA | Comune | Non comune |
Patologie del sistema nervoso | Sonnolenza, parestesia | Capogiro; cefalea |
Patologie gastrointestinali |
| Vomito; nausea; diarrea |
Disturbi psichiatrici |
| Alterazioni dello stato mentale1 |
1 Alterazioni dello stato mentale hanno incluso i termini preferiti MedDRA di «stato confusionale» e «alterazioni dello stato mentale».
Descrizione di effetti collaterali selezionati
Sonnolenza
La sonnolenza è stata segnalata come evento indesiderato correlato al trattamento nel 2,2% dei soggetti randomizzati a difelikefalin. La maggior parte di questi eventi era di severità lieve o moderata. Nello 0,3% dei pazienti, la sonnolenza ha portato all'interruzione del trattamento con difelikefalin. La sonnolenza è stata segnalata come evento indesiderato serio nello < 0,1% dei pazienti trattati con difelikefalin. Nell'1,1% dei pazienti è stato segnalato che la sonnolenza aveva una relazione causale con il trattamento con difelikefalin. La sonnolenza si è verificata entro le prime 3 settimane di trattamento e tendeva a diminuire con la continuazione del trattamento.
La probabilità di sonnolenza può aumentare se difelikefalin viene usato in concomitanza con altri medicamenti (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Capogiro
Il capogiro è stato segnalato come evento indesiderato correlato al trattamento nel 7,9% dei pazienti randomizzati a difelikefalin. La maggior parte di questi eventi era di severità lieve o moderata. Nello 0,5% dei pazienti, il capogiro ha portato all'interruzione del trattamento con difelikefalin. Il capogiro è stato segnalato come evento indesiderato serio nello 0,5% dei pazienti trattati con difelikefalin. Nello 0,9% dei pazienti è stato segnalato che il capogiro ha una relazione causale con il trattamento con difelikefalin. Il capogiro si è verificato entro le prime 9 settimane di trattamento ed è stato generalmente transitorio.
La probabilità di capogiro può aumentare se difelikefalin viene utilizzato in concomitanza con altri medicamenti (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Alterazioni dello stato mentale
L’alterazione dello stato mentale (compreso lo stato confusionale) come evento indesiderato correlato al trattamento è stato riportato nel 4,4% dei pazienti randomizzati a difelikefalin.
La maggior parte di questi eventi era di severità lieve o moderata. In meno dello 0,2% dei pazienti, le alterazioni dello stato mentale hanno portato all'interruzione del trattamento con difelikefalin.
Le alterazioni dello stato mentale sono state segnalate come evento indesiderato grave nel 2,2% dei pazienti trattati con difelikefalin. Nello 0,3% dei pazienti è stato segnalato che le alterazioni dello stato mentale avevano una relazione causale con il trattamento con difelikefalin.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Negli studi clinici sono state somministrate ai pazienti sottoposti a emodialisi dosi singole di difelikefalin fino a 12 volte e dosi multiple di difelikefalin fino a 5 volte la dose clinica di 0,5 microgrammi/kg. È stato osservato un aumento dose dipendente degli effetti collaterali, tra cui capogiri, sonnolenza, alterazioni dello stato mentale, parestesia, stanchezza, ipertensione e vomito.
In caso di posologia eccessiva, deve essere fornita assistenza medica appropriata in base allo stato clinico del paziente. L'emodialisi per 4 ore con un dializzatore ad alto flusso ha eliminato circa il 70-80% di difelikefalin dal plasma e difelikefalin non è stato identificato nel plasma alla fine di due cicli di dialisi.
Proprietà/effetti
Codice ATC
Codice ATC: V03AX04
Meccanismo d’azione
Difelikefalin è un agonista selettivo del recettore kappa oppioide con bassa penetrazione nel SNC.
I recettori oppioidi sono noti per modulare i segnali di prurito e il processo infiammatorio, con l'attivazione dei recettori kappa oppioidi che riduce il prurito e produce effetti immunomodulatori.
Farmacodinamica
La relazione esposizione-effetto di difelikefalin e il corso temporale della risposta farmacodinamica non sono noti.
Effetto sull'elettrocardiogramma
Con una posologia a 6 volte la dose raccomandata, non vi è un prolungamento clinicamente significativo dell'intervallo QTc con difelikefalin.
Efficacia clinica
Studi controllati con placebo
In due studi clinici registrativi di fase III con un disegno simile in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo (KALM 1 e KALM 2), i pazienti con malattia renale cronica sottoposti a emodialisi con prurito da moderato a severo hanno ricevuto placebo o 0,5 microgrammi/kg di difelikefalin per via endovenosa 3 volte alla settimana dopo l'emodialisi per 12 settimane. Era consentito un massimo di 4 dosi in pazienti che ricevevano una dialisi aggiuntiva nel corso di una settimana. Questo periodo di trattamento in doppio cieco è stato seguito da uno studio di estensione in aperto di 52 settimane con il solo trattamento attivo. L'endpoint primario di entrambi gli studi era la percentuale di pazienti che raggiungevano una riduzione di almeno 3 punti nella Worst Itching Numerical Rating Scale (i valori della WI-NRS vanno da 0 a 10, con valori più alti per una maggiore intensità del prurito) a 12 settimane rispetto al basale. Gli endpoint secondari principali, coerenti tra i due studi, erano la percentuale di pazienti con un miglioramento di almeno 4 punti nella WI-NRS a 12 settimane e le variazioni della severità del prurito e della qualità della vita (QoL) correlata al prurito, misurate mediante la scala Skindex-10 e la scala del prurito 5-D. I criteri di inclusione principali erano malattia renale cronica con emodialisi tre volte alla settimana da almeno 3 mesi, prurito da moderato a severo (basale WI-NRS > 4) ed emodialisi adeguata. I criteri di esclusione principali erano il prurito di causa diversa dalla malattia renale cronica o dalle complicazioni associate, il prurito sui palmi delle mani e il prurito esclusivamente durante le sedute di emodialisi.
Negli studi combinati sono stati arruolati 851 pazienti. L'età media era di 59 anni, il 33,1% aveva un’età pari o superiore a 65 anni, il 60% dei pazienti era di sesso maschile. Le caratteristiche della malattia al basale, come l'uso di medicamenti per alleviare il prurito, il tempo trascorso dalla diagnosi di malattia renale cronica e la durata del prurito, erano paragonabili nei bracci con trattamento attivo e placebo. I punteggi medi nella WI-NRS al basale erano di 7,18 sia nel braccio con difelikefalin che in quello con placebo; i punteggi medi nella WI-NRS al basale erano di 7,13 (intervallo da 4,2 a 10) nel gruppo con difelikefalin e di 7,13 (intervallo da 4,1 a 10) nel gruppo con placebo. Complessivamente, il 38% dei pazienti aveva utilizzato in precedenza medicamenti per il trattamento del prurito. In tutti gli studi, difelikefalin ha migliorato in modo significativo la severità del prurito e la qualità della vita correlata al prurito nel corso di 12 settimane, come illustrato nella Tabella 2.
Tabella 2: Riassunto degli esiti primari e secondari principali di KALM-1 e KALM-2 e della banca dati aggregata dopo la Settimana 12
Endpoint alla | KALM-1 (n = 378) | KALM-2 (n = 473) | |||
difelikefalin | Placebo | difelikefalin | Placebo | ||
Endpoint primario |
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WI-NRS |
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Pazienti con un miglioramento di ≥ 3 punti (%) | 51,0% | 27,6% | 54,0% | 42,2% | |
Endpoint secondario |
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WI-NRS Pazienti con un miglioramento di ≥ 4 punti (%) | 38,9% | 18,0% | 41,2% | 28,4% | |
Skindex-10 Variazione rispetto al basale [Punteggio totale] | -17,2 | -12,0 | -16,6 | -14,8 | |
Prurito 5-D [Punteggio totale] | -5,0 | -3,7 | -4,9 | -3,8 | |
La Figura 1 mostra la media percentuale di KALM-1 e KALM-2 con un miglioramento di ≥ 3 punti rispetto al basale nel punteggio WI-NRS per settimana dello studio. Sulla base dell’odds ratio, miglioramenti statisticamente significativi a favore del gruppo con difelikefalin sono stati osservati alla settimana 3 in KALM-1 e alla settimana 2 in KALM-2, e hanno continuano a verificarsi a ogni settimana successiva fino alla settimana 12 in entrambi gli studi.
Figura 1: Percentuale di pazienti con miglioramento di ≥ 3 punti in relazione al punteggio WI-NRS- per settimana in KALM-1 e KALM-2 (popolazione ITT)
KALM-1
IC = intervallo di confidenza; ITT = intention to treat; LS = least squares (Metodo dei minimi quadrati); WI-NRS = Worst Itching-Numerical Rating Scale (scala di valutazione numerica del prurito più intenso)
KALM-2
IC = intervallo di confidenza; ITT = intention to treat; LS = least squares (Metodo dei minimi quadrati); WI-NRS = Worst Itching-Numerical Rating Scale (scala di valutazione numerica del prurito più intenso)
Studi di estensione in aperto
Nei pazienti passati da placebo a difelikefalin alla fine del periodo di trattamento in doppio cieco, è stato osservato un miglioramento nel punteggio del prurito 5-D dopo un periodo di trattamento di 4 settimane, con un LS medio (SE) della variazione rispetto al basale paragonabile ai pazienti che ricevevano difelikefalin dall'inizio dello studio: -6,0 (0,22) vs. -5,7 (0,23). Il miglioramento nel punteggio del prurito 5-D è stato mantenuto in entrambi i gruppi di trattamento per tutto il corso del trattamento di 52-settimane.
Farmacocinetica
Le proprietà farmacocinetiche di difelikefalin somministrato per via endovenosa sono state studiate in 319 partecipanti sani e 115 pazienti con malattia renale cronica, 91 dei quali sottoposti a emodialisi. Il profilo farmacocinetico nei pazienti con lieve insufficienza renale era paragonabile a quello dei partecipanti sani. Tuttavia, nei pazienti con severa insufficienza renale, la clearance corporea totale di difelikefalin era ridotta e le concentrazioni nel plasma rimanevano relativamente costanti fino all'eliminazione del principio attivo durante la dialisi.
Assorbimento
Non applicabile.
Distribuzione
Il legame di difelikefalin alle proteine del plasma è da basso a moderato. È compreso tra il 24% e il 32% e non è influenzato dalla compromissione renale. Il volume medio di distribuzione allo stato stazionario variava da 145 a 189 ml/kg nei partecipanti sani e da 214 a 301 ml/kg in pazienti sottoposti a emodialisi con prurito da moderato a severo.
Metabolismo
Difelikefalin non è un substrato di CYP1A2, CYP2C8, CYP2C9, CYP2C19, CYP2D6 o CYP3A4.
Eliminazione
In partecipanti sani, la principale via di eliminazione di difelikefalin è quella renale, con circa l'81% della dose escreta nelle urine rispetto all'11% escreto nelle feci. La clearance media totale variava da 54 a 71 ml/h/kg e l'emivita media da 2 a 3 ore. Al contrario, l'eliminazione nei pazienti sottoposti a emodialisi con insufficienza renale è avvenuta prevalentemente attraverso le feci, nelle quali è stato rilevato in media circa il 59% della dose; circa il 19% è stato rinvenuto nel dializzato e circa l'11% è stato identificato nelle urine. Rispetto ai partecipanti con funzionalità renale normale, la clearance media totale è diminuita e l'emivita è aumentata di 10 volte con valori rispettivamente da 5,3 a 7,5 ml/h/kg e da 23 a 31 ore. Dopo la somministrazione del principio attivo radiomarcato, il farmaco progenitore rappresentava >99% della radioattività circolante. L'emodialisi riduce la concentrazione di difelikefalin del 70-80%. Dopo 2 cicli di dialisi, non era più rilevabile difelikefalin nel plasma.
Linearità/non linearità
Nei pazienti sottoposti a emodialisi con malattia renale cronica, la farmacocinetica di difelikefalin è lineare e proporzionale alla dose nell'intervallo da 1 a 3 microgrammi/kg di dosi endovenose singole (da 2 a 6 volte la dose raccomandata) e nell'intervallo di dosi ripetute da 0,5 a 2,5 microgrammi/kg (da 1 a 5 volte la dose raccomandata). Lo stato stazionario è stato raggiunto dopo la seconda dose somministrata e il rapporto di accumulo medio è stato fino a 1,6.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Attualmente non vi sono indicazioni che fattori quali età (da 25 a 80 anni), sesso, etnia o compromissione epatica da lieve a moderata abbiano un impatto sulla farmacocinetica di difelikefalin.
Relazione tra farmacocinetica e farmacodinamica
Nel gruppo bersaglio di pazienti sottoposti a emodialisi con insufficienza renale, non è stata osservata un'evidente relazione dose-effetto per l'efficacia antipruriginosa. Nelle persone con funzionalità renale intatta, il rischio di acquaresi è dipendente dalla dose .
Dati preclinici
I dati non clinici sulla base di studi convenzionali su farmacologia di sicurezza, tossicità per somministrazione ripetuta, genotossicità, cancerogenicità e potenziale di abuso e dipendenza non evidenziano alcun rischio particolare per l'essere umano.
Tossicità per la riproduzione e lo sviluppo
Nei ratti, la fertilità maschile e femminile, il primo sviluppo embrionale prenatale e postnatale non sono stati influenzati da esposizioni almeno 775 volte superiori all'AUC umana. Nel coniglio, lo sviluppo prenatale non è stato compromesso nonostante la marcata tossicità materna a 30 volte l'AUC umana.
Nei ratti difelikefalin attraversa la placenta e passa nel latte materno.
Altre indicazioni
Incompatibilità
In assenza di studi di compatibilità, Kapruvia non si può somministrare in combinazione con altri medicamenti.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare a 15-30°C.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
La soluzione iniettabile di Kapruvia contenuta nel flaconcino è pronta per l'uso. Kapruvia non deve essere miscelato o diluito con altri medicamenti.
La soluzione sterile iniettabile contenuta nel flaconcino non contiene conservanti ed è destinata a una singola iniezione in un solo paziente. Possono essere iniettate solo soluzioni limpide, incolori e libere da particelle visibili.
Qualsiasi medicamento o materiale di scarto non utilizzato deve essere smaltito in conformità ai requisiti nazionali.
Numero dell’omologazione
68653
Confezioni
Confezioni da 3 flaconcini (attualmente non in vendita) e 12 flaconcini da 1 ml di soluzione iniettabile. (B).
Titolare dell’omologazione
Vifor Fresenius Medical Care Renal Pharma Ltd., San Gallo
Stato dell’informazione
Maggio 2024