Temgesic®, compresse sublinguali
È soggetto alla legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope
Composizione
Principi attivi
Buprenorphinum ut buprenorphini hydrochloridum.
Sostanze ausiliarie
Una compressa sublinguale di Temgesic 0,2 mg contiene:
Lactosum monohydricum, mannitolum (E421), maydis amylum, povidonum K30 (E1201), acidum citricum (E330), natrii citras (E331), magnesii stearas (E470b).
Una compressa sublinguale di Temgesic contiene 28,349 mg di lattosio e 0,036 mg di sodio.
Una compressa sublinguale di Temgesic 0,4 mg contiene:
Lactosum monohydricum, mannitolum (E421), maydis amylum, povidonum K30 (E1201), acidum citricum (E330), natrii citras (E331), magnesii stearas (E470b).
Una compressa sublinguale di Temgesic contiene 28,144 mg di lattosio e 0,036 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Compresse sublinguali: 0,2 mg e 0,4 mg di buprenorfina (come buprenorfina cloridrato).
Le compresse sublinguali non sono divisibili.
Indicazioni/possibilità d’impiego
Temgesic è indicato per il trattamento del dolore acuto e cronico di intensità da moderata a grave o quando gli analgesici non oppioidi e/o gli oppioidi deboli non sono sufficientemente efficaci.
Adulti
Ad es. dolore cronico, dolore da cancro e dolore postoperatorio. Temgesic è indicato per il trattamento del dolore da infarto miocardico.
Bambini
Ad es. alleviamento del dolore nel operatorio. Trattamento del dolore postoperatorio e dolore associato a tumori maligni dell’infanzia.
Non sono disponibili esperienze cliniche con Temgesic nei bambini di età inferiore a 6 mesi.
Posologia/impiego
Obiettivi del trattamento e sospensione del trattamento
Prima di iniziare il trattamento con Temgesic occorre concordare con il paziente una strategia terapeutica che sia conforme alle linee guida per la gestione del dolore e che includa la durata e gli obiettivi del trattamento. Durante il trattamento deve esserci un contatto regolare tra medico e paziente, finalizzato a valutare la necessità di proseguire il trattamento, considerare l’interruzione del medicamento ed eventualmente aggiustare la posologia. Laddove in un paziente venga meno la necessità del trattamento con Temgesic, è consigliabile procedere a una graduale riduzione della dose, per evitare sintomi di astinenza (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). Se il controllo del dolore è insufficiente, occorre considerare l’eventualità di un’assuefazione (tolleranza) e di una progressione della malattia di base (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Durata d’uso
Temgesic non deve essere utilizzato più a lungo del necessario.
Adulti
Posologia raccomandata: 0,4 mg per via sublinguale, ogni 6-8 ore o al bisogno.
Bambini e adolescenti
35-45 kg: 0,2 mg per via sublinguale, ogni 6-8 ore o al bisogno.
Ciò equivale a una dose singola media di 5 µg/kg di peso corporeo.
Le compresse sublinguali non sono divisibili.
Non sono disponibili esperienze cliniche con Temgesic nei bambini di età inferiore a 6 mesi.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
L’effetto della compromissione epatica sulla farmacocinetica di buprenorfina è stato esaminato in uno studio di post-marketing. Poiché buprenorfina è estensivamente metabolizzata nel fegato, i livelli plasmatici sono risultati più elevati nei pazienti con compromissione epatica da grave a moderate rispetto ai volontari sani. Pertanto, Temgesic deve essere usato con cautela in caso di compromissione epatica. Deve essere preso in considerazione un adeguamento della dose. I pazienti devono essere monitorati per i segni e sintomi di tossicità o sovradosaggio causati dall’aumento delle concentrazioni di buprenorfina. Temgesic è controindicato in caso di grave insufficienza epatica.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti con insufficienza renale non è generalmente necessario modificare la dose di Temgesic. Si raccomanda cautela nei pazienti con grave insufficienza renale (CrCl < 30 ml/min) (cfr. «Farmacocinetica»).
Pazienti anziani
Non è generalmente necessario alcun adeguamento della dose nei pazienti di età superiore a 65 anni; buprenorfina deve comunque essere somministrata con cautela con l’aumentare dell’età.
Modo di somministrazione
La dissoluzione delle compresse sublinguali può richiedere 5-10 minuti. I pazienti non devono masticare o ingerire le compresse sublinguali né assumere cibo o bevande fino alla completa dissoluzione della compressa sublinguale.
Controindicazioni
Ipersensibilità a buprenorfina o a una delle sostanze ausiliarie, pressione intracranica aumentata, grave insufficienza respiratoria, grave insufficienza epatica.
Avvertenze e misure precauzionali
Depressione respiratoria
Come con tutti gli oppioidi, l’uso di Temgesic è associato a un rischio di depressione respiratoria clinicamente rilevante. Se non immediatamente riconosciuta e trattata, la depressione respiratoria può portare all’arresto respiratorio e alla morte. A seconda delle condizioni cliniche del paziente, il trattamento della depressione respiratoria include un monitoraggio rigoroso, misure di supporto e la somministrazione di antagonisti degli oppioidi. Sebbene una depressione respiratoria grave, potenzialmente fatale o letale possa intervenire in qualsiasi momento durante la terapia, il rischio è massimo all’inizio della terapia o dopo un aumento della dose.Buprenorfina deve essere somministrata con cautela a pazienti con funzionalità respiratoria ridotta (ad es. pneumopatia cronica ostruttiva, asma, cuore polmonare, riserva respiratoria limitata, ipossia, ipercapnia o depressione respiratoria preesistente).
Disturbi respiratori nel sonno
Gli oppioidi possono causare disturbi respiratori nel sonno, incluse apnea centrale nel sonno (CSA) e ipossiemia correlata al sonno. L’uso di oppioidi è associato a un aumento dose-dipendente del rischio di apnea centrale nel sonno. Nei pazienti che sviluppano apnea centrale nel sonno deve essere considerata una riduzione della dose totale di oppioidi.
Tolleranza e disturbo da uso di oppioidi (Dipendenza dal medicamento e potenziale d’abuso)
L’uso ripetuto di oppioidi può portare allo sviluppo di tolleranza, dipendenza fisica e/o psicologica e disturbo da uso di oppioidi. L’uso di oppioidi può portare a una dipendenza iatrogena. Come altri oppioidi, Temgesic è associato a un potenziale d’abuso e tutti i pazienti che assumono oppioidi devono essere monitorati per segni di abuso e di dipendenza. I pazienti a rischio aumentato di abuso di oppioidi possono comunque essere trattati con oppioidi, ma devono essere ulteriormente monitorati per segni di uso errato, abuso o dipendenza. L’uso ripetuto di Temgesic può portare a un disturbo da uso di oppioidi. Una dose più elevata e una durata più lunga del trattamento con oppioidi possono aumentare il rischio di sviluppare un disturbo da uso di oppioidi. L’abuso o l’uso errato intenzionale di Temgesic può portare al sovradosaggio e/o alla morte. Il rischio di sviluppare un disturbo da uso di oppioidi è aumentato nei pazienti con storia personale o familiare (genitori o fratelli/sorelle) di disturbi da uso di sostanze (incluso il disturbo da uso di alcol), nei fumatori o nei pazienti con anamnesi di altri disturbi psichici (ad es. depressione maggiore, disturbi d’ansia e disturbi di personalità). I pazienti devono essere monitorati per segni di comportamento di dipendenza (drug‑seeking behaviour, comportamento di ricerca di sostanza d’abuso), ad es. la richiesta troppo precoce di ricette successive, verificando anche l’eventuale uso concomitante di oppioidi e medicamenti psicoattivi (come le benzodiazepine). Nei pazienti con segni e sintomi di disturbo da uso di oppioidi deve essere considerato il consulto con uno specialista in dipendenze.
Prima di iniziare il trattamento con Temgesic e durante il trattamento, è necessario concordare con il paziente gli obiettivi terapeutici e un piano per la conclusione del trattamento (vedere “Dosaggio/somministrazione”). Prima e durante il trattamento, il paziente deve essere informato sui rischi e sui segni del disturbo da uso di oppioidi. I pazienti devono essere avvisati di contattare il proprio medico in caso di comparsa di tali segni.
Uso in pazienti con dipendenza da oppioidi
Date le sue proprietà antagonistiche, buprenorfina può causare sintomi di astinenza nei soggetti tossicodipendenti e nei pazienti con dipendenza da oppioidi che ricevono antagonisti completi, come ad es. metadone o eroina.
Si raccomanda cautela anche quando buprenorfina viene prescritta come analgesico a soggetti noti per fare uso di sostanze o che hanno una storia di dipendenza da oppioidi. Nei pazienti con storia di abuso di oppioidi deve essere valutata l’attuale entità della dipendenza da oppioidi prima del trattamento con preparati analgesici contenenti buprenorfina.
Disturbi della funzionalità epatica
Nei pazienti con compromissione epatica la metabolizzazione epatica di buprenorfina può essere ridotta, con conseguente aumento dei livelli plasmatici di buprenorfina. Pertanto, Temgesic deve essere usato con cautela e può essere necessaria una riduzione della dose di buprenorfina (cfr. «Posologia/impiego»). Temgesic è controindicato in caso di grave insufficienza epatica.
È stato dimostrato che buprenorfina può aumentare la pressione intracoledocale in misura analoga ad altri oppioidi, motivo per cui deve essere usata con cautela in pazienti con disfunzioni delle vie biliari.
Malattia renale
L’escrezione renale può essere ritardata, poiché il 30% della dose somministrata è eliminata attraverso i reni.
Pertanto, un adeguamento della dose basato sulla funzionalità renale non è generalmente necessario. Nei pazienti con insufficienza renale si osserva un accumulo dei metaboliti di buprenorfina. Si raccomanda cautela in caso di somministrazione a pazienti con grave compromissione renale (clearance della creatinina < 30 ml/min) (cfr. «Posologia/impiego»).
Insufficienza surrenalica
Gli oppioidi possono causare un’insufficienza surrenalica reversibile, che richiede il monitoraggio e la terapia sostitutiva con glucocorticoidi. I sintomi di un’insufficienza surrenalica possono includere, tra gli altri: nausea, vomito, perdita di appetito, stanchezza, debolezza, vertigini o ipotensione arteriosa.
Uso in pazienti ambulatoriali
Buprenorfina può compromettere le capacità fisiche e mentali necessarie per lo svolgimento di attività potenzialmente pericolose, come la guida di veicoli o l’utilizzo di macchine. I pazienti devono prestare la dovuta cautela.
Uso concomitante con depressori del sistema nervoso centrale
L’uso concomitante di oppioidi e benzodiazepine o altri depressori del sistema nervoso centrale può portare a forte sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. In considerazione di questi rischi, gli oppioidi e le benzodiazepine o altri depressori del sistema nervoso centrale possono essere co‑somministrati solo a pazienti per cui non possano essere considerate opzioni terapeutiche alternative. Se si decide di prescrivere Temgesic insieme a benzodiazepine o ad altri depressori del sistema nervoso centrale, è necessario selezionare la posologia minima efficace delle singole sostanze, riducendo al minimo la durata dell’uso concomitante. I pazienti devono essere attentamente monitorati per i segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione (cfr. la rubrica «Interazioni»).
Esposizione accidentale
I pazienti e chi li assiste devono essere informati che Temgesic contiene un principio attivo in una quantità potenzialmente fatale, soprattutto per i bambini. I pazienti e chi li assiste devono essere istruiti a tenere tutte le unità di dosaggio fuori dalla portata dei bambini e a smaltire correttamente tutte le unità di dosaggio aperte o non utilizzate.
Sindrome di astinenza neonatale da oppioidi
L’uso prolungato di Temgesic in gravidanza può portare a una sindrome di astinenza neonatale da oppioidi che, se non tempestivamente riconosciuta e trattata, è potenzialmente fatale. La terapia deve essere effettuata conformemente ai protocolli sviluppati dagli esperti in neonatologia. Se è necessario utilizzare oppioidi per un periodo prolungato in una donna in gravidanza, avvisare la paziente del rischio di sindrome di astinenza neonatale da oppioidi e assicurarsi di disporre del trattamento appropriato, laddove necessario.
Iperalgesia
L’iperalgesia indotta da oppioidi (OIH) si manifesta quando un analgesico oppioide causa un aumento paradosso del dolore o della dolorabilità. Si tratta di una condizione diversa dalla tolleranza, in cui il mantenimento di un determinato effetto richiede un aumento delle dosi di oppioidi. I sintomi di OIH includono, tra gli altri, un aumento del dolore all’aumentare della dose di oppioidi, una diminuzione del dolore al diminuire della dose di oppioidi o dolore in risposta a stimoli normalmente non dolorosi (allodinia). Se vi è il sospetto di OIH in un paziente, occorre valutare una riduzione della dose degli oppioidi o una loro rotazione.
Diminuzione degli ormoni sessuali e aumento della prolattina
L’uso prolungato di oppioidi può essere associato a una diminuzione dei livelli degli ormoni sessuali e a un aumento dei livelli di prolattina. I sintomi includono libido diminuita, impotenza o amenorrea.
Effetti cardiovascolari
In alcuni pazienti, buprenorfina può causare una lieve riduzione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. Come altri oppioidi, buprenorfina può causare ipotensione ortostatica nei pazienti trattati in regime ambulatoriale.
Trauma cranico
Come altri oppioidi, buprenorfina può aumentare la pressione del liquor e deve essere usata con cautela in pazienti con trauma cranico.
Buprenorfina causa miosi e alterazioni dello stato di coscienza che possono mascherare il decorso clinico dei pazienti con trauma cranico e complicarne la valutazione.
Dolore addominale acuto
Come per altri agonisti dei recettori μ, la somministrazione di buprenorfina può confondere la diagnosi o mascherare il decorso clinico di dolori addominali acuti.
Avvertenze generali per l’uso degli oppioidi
Buprenorfina deve essere usata cautela nei seguenti casi:
·pazienti anziani o debilitati,
·mixedema o ipotiroidismo,
·insufficienza surrenalica (ad es. malattia di Addison),
·depressione del SNC o coma,
·psicosi tossica,
·ipertrofia prostatica o stenosi uretrale,
·alcolismo acuto,
·delirium tremens,
·cifoscoliosi.
Sindrome da serotonina
L’uso concomitante di Temgesic e altri medicamenti serotoninergici come i MAO-inibitori, gli inibitori della ricaptazione della serotonina (Selective Serotonin Re-Uptake Inhibitors, SSRI), gli inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (Serotonin Norepinephrine Re-Uptake Inhibitors, SNRI) o gli antidepressivi triciclici può indurre una sindrome da serotonina, una malattia potenzialmente pericolosa per la vita (cfr. «Interazioni»).
Quando il trattamento concomitante con altri medicamenti serotoninergici è clinicamente indicato, si raccomanda un attento monitoraggio del paziente, in particolare all’inizio del trattamento e in caso di aumento della dose.
I sintomi della sindrome da serotonina includono, tra gli altri, alterazioni dello stato mentale, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari e/o sintomi gastrointestinali.
Se si sospetta una sindrome da serotonina, occorre prendere in considerazione una riduzione della dose o l’interruzione del trattamento, a seconda della gravità dei sintomi.
Si raccomanda cautela quando si passa a un’altra forma farmaceutica e/o alla terapia con un altro medicamento contenente lo stesso principio attivo. Il paziente deve essere adeguatamente controllato.
Temgesic compresse sublinguali contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.
Temgesic compresse sublinguali contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa sublinguale, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Induttori enzimatici
Induttori del CYP3A4
Gli induttori del citocromo P450, come ad es. fenobarbital, rifampicina, carbamazepina e fenitoina, stimolano il metabolismo e possono aumentare la clearance di buprenorfina. Si raccomanda cautela quando buprenorfina viene somministrata a pazienti che ricevono questi medicamenti; se necessario, occorre prendere in considerazione un adeguamento della dose.
Inibitori enzimatici
Inibitori del CYP3A4
Dal momento che il metabolismo di buprenorfina è mediato dal CYP3A4, la somministrazione concomitante di medicamenti che inibiscono l’attività del CYP3A4 può ridurre la clearance di buprenorfina. Pertanto, i pazienti che assumono buprenorfina in concomitanza con inibitori del CYP3A4, come ad es. gestodene, troleandromicina (TAO), antibiotici macrolidi (ad es. eritromicina), antimicotici azolici (ad es. ketoconazolo) o inibitori della proteasi dell’HIV (ad es. ritonavir, indinavir e saquinavir), devono essere strettamente monitorati. Si raccomanda cautela quando buprenorfina viene somministrata a pazienti che ricevono questi medicamenti; se necessario, occorre prendere in considerazione un adeguamento della dose.
Altre interazioni
Alcol
Buprenorfina non deve essere assunta insieme a bevande o medicamenti contenenti alcol. L’alcol aumenta l’effetto sedativo di buprenorfina (cfr. «Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine»).
L’alotano è noto per ridurre la clearance epatica. Dal momento che l’eliminazione epatica svolge un ruolo relativamente importante (circa il 70%) nell’eliminazione complessiva di buprenorfina, possono essere necessarie una dose iniziale più bassa e una titolazione prudente quando buprenorfina viene somministrata con alotano.
Effetto di altri medicamenti su Temgesic
Benzodiazepine
Sono stati riportati diversi casi di morte e coma in soggetti tossicodipendenti che hanno indebitamente assunto buprenorfina per via endovenosa in concomitanza con benzodiazepine. Sono stati riportati casi di collasso respiratorio e cardiovascolare in pazienti che hanno ricevuto dosi terapeutiche di diazepam e dosi analgesiche di buprenorfina. Pertanto, le dosi devono essere limitate e questa combinazione deve essere evitata ove sussista un rischio di abuso. I pazienti possono assumere le benzodiazepine in concomitanza con Temgesic solo su prescrizione (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).
Altri medicamenti depressori del sistema nervoso centrale
L’uso concomitante di altri medicamenti che influiscono sul SNC, come altri oppioidi, sedativi come le benzodiazepine o gli ipnotici, anestetici generali, fenotiazine, tranquillanti, miorilassanti, antistaminici sedativi, gabapentinoidi (gabapentin e pregabalin) e alcol può comportare effetti depressivi additivi che possono evolvere in depressione respiratoria, ipotensione, forte sedazione o coma, a volte con esito fatale (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Naltrexone e altri antagonisti degli oppioidi
Naltrexone, un antagonista degli oppioidi, può antagonizzare gli effetti farmacologici di buprenorfina. I pazienti trattati con naltrexone potrebbero non ottenere l’effetto analgesico auspicato di buprenorfina. I pazienti che hanno sviluppato una dipendenza fisica da buprenorfina possono manifestare la comparsa improvvisa di sintomi di astinenza da oppioidi.
Altri analgesici oppioidi
Le proprietà analgesiche degli oppioidi antagonisti completi possono essere ridotti per competizione dall’agonista parziale buprenorfina. La terapia concomitante con buprenorfina ad alto dosaggio come agonista parziale dei recettori µ-oppioidi e un agonista puro dei recettori µ come metadone o eroina può indurre una sindrome da astinenza acuta.
Medicamenti serotoninergici
La somministrazione concomitante di oppioidi con inibitori della monoaminossidasi (MAO-inibitori) e agenti serotoninergici, come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (Selective Serotonin Re-Uptake Inhibitor, SSRI), gli inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (Serotonin Norepinephrine Re-Uptake Inhibitor, SNRI) e gli antidepressivi triciclici, può sfociare in una sindrome serotoninergica, i cui sintomi possono includere alterazioni dello stato di coscienza, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari e/o sintomi gastrointestinali.
Farmaci con effetto anticolinergico
L'uso contemporaneo di Temgesic e di anticolinergici o di farmaci con effetto anticolinergico (ad es. antistaminici, antipsicotici, miorilassanti, farmaci antiparkinsoniani) può portare a un aumento degli effetti collaterali anticolinergici.
Finora non sono state osservate interazioni con cocaina.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Studi nel ratto e nel coniglio hanno mostrato una tossicità per la riproduzione (cfr. la rubrica «Dati preclinici»).
Temgesic deve essere somministrato durante la gravidanza solo se il potenziale beneficio giustifica il potenziale rischio per il feto. L’uso prolungato di Temgesic in gravidanza può portare a una sindrome di astinenza neonatale da oppioidi che, se non tempestivamente riconosciuta e trattata, è potenzialmente fatale. La terapia deve essere effettuata conformemente ai protocolli sviluppati dagli esperti in neonatologia. Se è necessario utilizzare oppioidi per un periodo prolungato in una donna in gravidanza, avvisare la paziente del rischio di sindrome di astinenza neonatale da oppioidi e assicurarsi di disporre del trattamento appropriato, laddove necessario (cfr. anche la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Terzo trimestre
Verso il termine della gravidanza, buprenorfina può causare depressione respiratoria nel neonato, anche se usata per un breve periodo di tempo. L’uso prolungato di buprenorfina durante gli ultimi tre mesi di gravidanza può indurre sintomi di astinenza nel neonato (ad es. ipertensione, tremore neonatale, agitazione neonatale, mioclono o convulsioni). La sindrome si manifesta generalmente con una latenza che va da alcune ore ad alcuni giorni dopo la nascita.
Data la lunga emivita di buprenorfina, deve essere preso in considerazione il monitoraggio del feto per diversi giorni al termine della gravidanza, per prevenire il rischio di depressione respiratoria o di sindrome da astinenza nel neonato.
Allattamento
Buprenorfina e i suoi metaboliti sono escreti nel latte materno. Studi nel ratto hanno mostrato che buprenorfina inibisce l’allattamento. Se l’uso è assolutamente necessario, l’allattamento deve essere interrotto.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine
Temgesic può ridurre le capacità fisiche e psichiche necessarie per lo svolgimento di attività potenzialmente pericolose, come la guida di veicoli o l’utilizzo di macchine. I pazienti non devono mettersi alla guida né utilizzare macchine finché non siano sicuri che Temgesic non interferisce con tali attività. Temgesic può causare stordimento, soprattutto se usato con alcol o sedativi ad azione centrale.
Effetti indesiderati
Riassunto del profilo di sicurezza
Gli effetti indesiderati più comuni riportati negli studi clinici sono stati sedazione, capogiri, stordimento e nausea.
Elenco degli effetti indesiderati
Si riporta di seguito un riepilogo degli effetti segnalati nell’ambito di studi clinici. Tali effetti sono riportati per classe sistemica organica e frequenza: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100) e raro (≥1/10 000, <1/1000).
Tabella 1: effetti indesiderati provenienti da studi clinici
Disturbi del sistema immunitario | |
Raro: | Ipersensibilità |
Disturbi del metabolismo e della nutrizione | |
Raro: | Perdita di appetito |
Disturbi psichiatrici | |
Non comune: | Confusione, euforia, nervosismo, depressione, psicosi, allucinazioni, depersonalizzazione |
Raro: | Disforia/irrequietezza |
Patologie del sistema nervoso | |
Molto comune: | Sedazione/sonnolenza (circa 60%) |
Comune: | Cefalea |
Non comune: | disartria, parestesia, coma, tremore |
Raro: | Convulsioni, coordinazione anormale |
Patologie dell’occhio | |
Comune: | Miosi |
Non comune: | Diplopia, visione annebbiata, disturbi visivi, congiuntivite |
Patologie dell’orecchio e del labirinto | |
Molto comune: | Vertigine |
Non comune: | Tinnito |
Patologie cardiache | |
Non comune: | Tachicardia, bradicardia, cianosi, blocco di Wenckenbach |
Patologie vascolari | |
Comune: | Ipotensione |
Non comune: | Ipertensione, pallore |
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | |
Comune: | Ipoventilazione |
Non comune: | Dispnea, apnea |
Patologie gastrointestinali | |
Molto comune: | Nausea |
Comune: | Vomito |
Non comune: | Bocca secca, stipsi, dispepsia, distensione |
Raro: | Diarrea |
Non comune: | Carie |
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | |
Comune: | Sudorazione |
Non comune: | Prurito, eruzione cutanea |
Raro: | Orticaria |
Patologie renali e urinarie | |
Non comune: | Ritenzione urinaria |
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | |
Non comune: | Debolezza, stanchezza, malessere |
Effetti indesiderati dopo l’introduzione sul mercato
Si riportano di seguito gli effetti indesiderati più comunemente segnalati dopo l’introduzione sul mercato. L’elenco include eventi riportati almeno nell’1% delle segnalazioni degli operatori sanitari e la cui correlazione con il trattamento è considerata quanto meno possibile. Tali effetti sono riportati per classe sistemica organica e frequenza. Le reazioni gravi come shock anafilattico, broncospasmo ed edema angioneurotico si sono manifestate con frequenza non nota e sono anch’esse riportate di seguito.
Tabella 2: effetti indesiderati provenienti da segnalazioni spontanee
Disturbi del sistema immunitario | Shock anafilattico |
Disturbi psichiatrici | Confusione Dipendenza Allucinazioni |
Patologie del sistema nervoso | Sedazione/sonnolenza Stordimento mentale Cefalea |
Patologie vascolari | Ipotensione |
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Depressione respiratoria Broncospasmo Sindrome di apnea centrale nel sonno |
Patologie gastrointestinali | Nausea Vomito |
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Prurito Eruzione cutanea Sudorazione Edema angioneurotico |
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | Medicamento inefficacie Interazione farmacologica Stanchezza |
Dipendenza da farmaci
L'uso ripetuto di Temgesic, anche a dosi terapeutiche, può portare alla dipendenza da farmaci. Il rischio di tossicodipendenza può variare a seconda dei fattori di rischio individuali del paziente, del dosaggio e della durata del trattamento con oppioidi (vedere paragrafo “Avvertenze e precauzioni”).
Con l’uso di buprenorfina ad alto dosaggio come terapia sostitutiva nella dipendenza da oppioidi sono state inoltre osservate le seguenti reazioni avverse: insonnia, sonnolenza, svenimento, ipotensione ortostatica, depressione respiratoria, necrosi epatica ed epatite.
Nei pazienti con marcata dipendenza da medicamenti/sostanze stupefacenti, l’uso iniziale di buprenorfina può dar luogo a sintomi di astinenza che corrispondono a quelli descritti per naloxone.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Date le sue proprietà di agonista parziale degli oppioidi, buprenorfina presenta un margine di sicurezza più ampio rispetto agli agonisti completi.
Sebbene l’effetto antagonistico di buprenorfina possa manifestarsi a dosi leggermente al di sopra dell’intervallo terapeutico, dosi rientranti nell’intervallo terapeutico raccomandato possono in alcune circostanze causare una depressione respiratoria clinicamente significativa (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). È stata osservata leucoencefalopatia tossica correlata al sovradosaggio di oppioidi.
Segni e sintomi
I sintomi di un sovradosaggio acuto sono sonnolenza, ipotensione, depressione respiratoria e morte.
Si possono osservare nausea e vomito.
Il sintomo principale che può rendere necessario un intervento è la depressione respiratoria, che può evolvere in arresto respiratorio e portare alla morte.
Trattamento
In caso di sovradosaggio accidentale, devono essere istituite le misure di supporto generali, incluso lo stretto monitoraggio dello stato respiratorio e cardiaco.
Deve essere avviato un trattamento sintomatico della depressione respiratoria, mettendo in atto le misure standard di terapia intensiva. Il paziente deve essere intubato e deve essere assicurata la ventilazione assistita o controllata. Poiché l’effetto farmacodinamico di buprenorfina può protrarsi per 24-48 ore, il paziente deve essere trasferito in un centro dotato di una struttura di rianimazione completa.
Se il paziente vomita, occorre prestare attenzione ad evitare l’aspirazione del vomito.
Sebbene buprenorfina sia un agonista parziale del recettore µ/antagonista del recettore κ, naloxone è efficace come antagonista.
Poiché buprenorfina presenta un’affinità circa 30 volte maggiore per il recettore µ rispetto alla morfina, sono necessari dosaggi più alti di naloxone (ossia 5-10 mg per via e.v.). L’effetto di naloxone si presenta in 30-45 minuti, ma è limitato nel tempo a causa dell’emivita di eliminazione di circa 70 minuti. Nella terapia di pazienti con sovradosaggio di buprenorfina sono dunque necessarie grandi quantità di naloxone, il che potrebbe creare problemi di approvvigionamento. Poiché la maggior parte dei casi osservati di sovradosaggio di buprenorfina era sovente associata all’abuso concomitante di altri depressori del SNC (benzodiazepine, barbiturici, alcol, cannabis), devono essere adottate misure adeguate al trattamento di tale sovradosaggio.
Proprietà/effetti
Codice ATC: N02AE01
Meccanismo d’azione
Temgesic è un analgesico ad azione centrale altamente efficace usato per il trattamento del dolore acuto e cronico di intensità da moderata a grave o quando gli analgesici non oppioidi e/o gli oppioidi deboli non sono sufficientemente efficaci. Buprenorfina è un agonista parziale degli oppioidi con affinità per i recettori µ del cervello e ha effetti antagonistici sui recettori κ.
Grazie al suo effetto di parziale agonista/antagonista, buprenorfina possiede un margine di sicurezza relativamente ampio, che limita gli effetti depressivi sulla funzionalità cardiaca e respiratoria.
L’effetto si evidenzia circa 15-30 minuti dopo iniezione i.m. e più rapidamente dopo iniezione e.v.
Con la somministrazione sublinguale, l’effetto si presenta un po’ più lentamente rispetto alla somministrazione parenterale (i.m. o e.v.).
Studi sia preclinici sia clinici hanno mostrato l’ampio margine di sicurezza della somministrazione nell’uomo.
Buprenorfina è una sostanza di tipo oppioide con proprietà agonistiche/antagonistiche e un basso potenziale di dipendenza rispetto agli agonisti oppioidi puri. Non è stata osservata una riduzione dell’efficacia dovuta ad assuefazione nel trattamento prolungato.
Farmacodinamica
Cfr. «Meccanismo d’azione».
Efficacia clinica
Nessuna indicazione.
Farmacocinetica
Assorbimento
Buprenorfina è ben assorbita dopo somministrazione intramuscolare, con una biodisponibilità paragonabile a quella ottenuta dopo somministrazione endovenosa. I livelli plasmatici si riducono rapidamente 24 ore dopo la somministrazione.
Somministrata per via sublinguale, buprenorfina è assorbita lentamente dalla mucosa orale. Il principio attivo passa lentamente nel plasma ematico (emivita 1,3 ore) e raggiunge la concentrazione massima nell’arco di 2-4 ore. L’efficacia orale di questa forma farmaceutica è circa del 55%.
Distribuzione
Buprenorfina è altamente legata alle proteine plasmatiche (96%).
Buprenorfina attraversa la barriera ematoencefalica ed è rilevabile in tutte le parti del cervello. La concentrazione è massima nell’ipofisi e minore nel cervelletto e nel midollo spinale.
Metabolismo
Nel passaggio epatico buprenorfina è in gran parte metabolizzata in un glucurono-coniugato che è soggetto a circolo enteroepatico.
Eliminazione
Il preparato è escreto principalmente con le feci, soprattutto come buprenorfina libera. Quest’ultima deriva dal coniugato idrolizzato e contiene piccole quantità del metabolita N-dealchilato. Piccole quantità di questo composto sono escrete con le urine sotto forma di glucurono-coniugati.
Dopo assunzione orale, il principio attivo è escreto dal plasma con un’emivita di 5 ore.
Dati preclinici
Mutagenicità
Buprenorfina è stata adeguatamente studiata per gli effetti mutageni in vivo e in vitro. I test effettuati non hanno fornito evidenze rilevanti di un potenziale mutageno.
Cancerogenicità
Studi a lungo termine nel ratto e nel topo non hanno fornito evidenze di un potenziale mutageno rilevanti per l’uomo.
Tossicità per la riproduzione
In ratte e coniglie gravide, dosi di 0,05 mg/kg o 0,5 mg/kg al giorno non hanno prodotto reperti sfavorevoli. In entrambe le specie, l’aumento della dose giornaliera a 5 mg/kg ha causato un aumento delle perdite preimpianto e una riduzione dell’aumento ponderale nei cuccioli nei primi tre giorni di vita.
In uno studio peri- e postnatale, i ratti hanno ricevuto 0,05, 0,5 o 5,0 mg/kg di buprenorfina per via intramuscolare al giorno. È stata osservata una riduzione dose-dipendente del tasso di sopravvivenza dei cuccioli (controlli 88%, dose bassa 74%, dose intermedia 71% e dose massima 37%). Gli animali trattati con la dose bassa non hanno manifestato effetti indesiderati. Alla dose massima, che corrispondeva a circa 100 volte la dose terapeutica, la durata della gestazione era prolungata e l’aumento ponderale materno dopo il parto è stato inferiore alla norma.
Passaggio placentare
Studi in ratte gravide mostrano che buprenorfina oltrepassa la barriera placentare. I livelli di buprenorfina nel tessuto fetale corrispondono ai livelli plasmatici materni all’inizio della gravidanza. Con l’avanzare della gravidanza, buprenorfina è in parte rilevabile nel tratto gastrointestinale del feto.
Buprenorfina non può essere metabolizzata dal fegato fetale fino a poco prima della nascita, quando raggiunge il tratto gastrointestinale fetale sotto forma di coniugati.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento
Non conservare Temgesic compresse sublinguali a temperature superiori a 30 °C.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell’omologazione
44100 (Swissmedic).
Confezioni
Tamgesic compresse sublinguali 0,2 mg: 10 e 50 (A+).
Tamgesic compresse sublinguali 0,4 mg: 10 e 50 (A+).
Titolare dell’omologazione
EUMEDICA Pharmaceuticals AG, 4051 Basel.
Stato dell’informazione
Marzo 2025