Logimax® 5/50 mg, 10/100 mg
Composizione
Principi attivi
Felodipina, metoprololo succinato.
Sostanze ausiliarie
Logimax 5/50 mg
Silice colloidale anidra, etilcellulosa, idrossipropilcellulosa, cellulosa microcristallina, sodio stearilfumarato, ipromellosa, macrogol 6000, paraffina solida, propile gallato (E 310), alluminio sodio silicato (E 554), lattosio 42 mg, olio di ricino poliossidrilato idrogenato 5 mg, ossido di ferro giallo e rosso (E 172), titanio diossido (E 171).
Contenuto totale di sodio per compressa a rilascio prolungato di Logimax 5/50 mg: 11,62 mg
Logimax 10/100 mg
Silice colloidale anidra, etilcellulosa, idrossipropilcellulosa, cellulosa microcristallina, sodio stearilfumarato, ipromellosa, macrogol 6000, paraffina solida, propile gallato (E 310), alluminio sodio silicato (E 554), lattosio 56 mg, olio di ricino poliossidrilato idrogenato 10 mg, ossido di ferro giallo e rosso (E 172), titanio diossido (E 171).
Contenuto totale di sodio per compressa a rilascio prolungato di Logimax 10/100 mg: 15,50 mg
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Logimax 5/50 mg: 5 mg di felodipinum e 47,5 mg di metoprololi succinas, equivalente a 50 mg di metoprololi tartras per compressa a rilascio prolungato.
Logimax 10/100 mg: 10 mg di felodipinum e 95 mg di metoprololi succinas, equivalente a 100 mg di metoprololi tartras per compressa a rilascio prolungato.
Le compresse a rilascio prolungato di Logimax contengono, incorporati in una matrice di gel, i granuli pellettati di metoprololo succinato, singolarmente rivestiti da una membrana polimerica, e felodipina. La formulazione a rilascio prolungato (ER, extended release) garantisce un rilascio costante per la maggior parte dell’intervallo di dosaggio di 24 ore.
Indicazioni/possibilità d’impiego
Ipertensione.
Posologia/impiego
Adulti
La dose iniziale da somministrare è di una compressa a rilascio prolungato di Logimax 5/50 mg una volta al giorno. Se necessario, la dose può essere aumentata a 1 compressa a rilascio prolungato di Logimax 10/100 mg (o 2 compresse a rilascio prolungato di Logimax 5/50 mg) una volta al giorno.
Le compresse a rilascio prolungato di Logimax 5/50 mg e Logimax 10/100 mg devono essere assunte come dose singola al mattino prima di colazione o con un pasto leggero, a basso contenuto di grassi e carboidrati, con una quantità sufficiente di liquidi, e devono essere ingerite intere, ossia senza essere masticate o divise.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Non è necessario alcun adeguamento della dose in pazienti con disfunzione renale da lieve a moderata. Logimax è controindicato in pazienti con grave disfunzione renale (GFR < 30 mL/min, creatinina > 1,8 mg/dl) (cfr. «Farmacocinetica»).
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
La concentrazione plasmatica di felodipina può risultare aumentata in pazienti con funzionalità epatica ridotta. Pertanto, potrebbero essere indicati dosaggi più bassi. Logimax è controindicato in pazienti con grave disfunzione epatica (cfr. «Farmacocinetica, Insufficienza epatica»).
Pazienti anziani
Non sono disponibili esperienze.
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l’efficacia di Logimax nei bambini e negli adolescenti non sono dimostrate. Pertanto, Logimax non deve essere utilizzato nei bambini e negli adolescenti.
Controindicazioni
Ipersensibilità nota ai principi attivi metoprololo e felodipina e derivati affini (inclusi altri bloccanti dei recettori β o le diidropiridine) o a una delle sostanze ausiliarie.
Gravidanza (da escludere prima dell’inizio della terapia), infarto miocardico acuto, angina pectoris instabile, blocco atrioventricolare di 2° e 3° grado, insufficienza cardiaca scompensata (edema polmonare, ipoperfusione o ipotensione) e pazienti sottoposti a terapia inotropa continua o intermittente con agonisti dei recettori ß, sindrome del nodo del seno (ad eccezione dei pazienti portatori di pacemaker permanente), bradicardia clinicamente manifesta (polso < 50 battiti/minuto), shock cardiogeno, disturbi molto gravi della circolazione arteriosa periferica, feocromocitoma non trattato, anamnesi di asma bronchiale grave o broncospasmo importante, ostruzione emodinamica delle valvole cardiache, ostruzione cardiaca dinamica, ictus nei sei mesi precedenti, gravi disfunzioni epatiche, grave insufficienza renale (GFR < 30 mL/min, creatinina > 1,8 mg/dl), ipotensione, acidosi.
La somministrazione di Logimax in caso di sospetto infarto miocardico acuto è controindicata finché sono presenti una frequenza cardiaca < 45 battiti/min, un intervallo PQ > 0,24 s o una pressione arteriosa sistolica < 100 mm/Hg.
Avvertenze e misure precauzionali
In casi rari, la combinazione fissa di felodipina e metoprololo, come accade per altri antipertensivi, può provocare un’ipotensione significativa, che nei pazienti predisposti può causare un’ischemia miocardica.
I pazienti ipertesi con asma bronchiale devono essere contemporaneamente trattati con un β2-stimolante (compresse e/o aerosol). Il dosaggio del β2-stimolante deve essere riadattato all’inizio della terapia con Logimax (aumento della dose).
Occorre considerare il rischio che il trattamento con Logimax influisca sul metabolismo dei glucidi o possa mascherare un’ipoglicemia.
Nei pazienti con scompenso cardiaco in atto, questo deve essere trattato prima e durante la terapia con Logimax.
Il disturbo di conduzione AV di grado moderato può aumentare (fino al blocco AV).
Nei pazienti trattati con Logimax, la somministrazione endovenosa di calcio-antagonisti del tipo verapamil deve essere evitata.
Logimax deve essere somministrato a dosi più basse o gradualmente interrotto in pazienti che manifestano un’accentuazione della bradicardia.
Logimax può intensificare i disturbi della circolazione arteriosa periferica.
Se Logimax viene somministrato a pazienti con feocromocitoma noto, deve essere somministrato in concomitanza un bloccante dei recettori α.
Nei pazienti con storia personale o familiare di psoriasi, i bloccanti dei recettori β (ad. es. metoprololo succinato) devono essere usati solo dopo un’accurata valutazione del rapporto rischio-beneficio.
Prima di un intervento chirurgico, l’anestesista deve essere informato del trattamento con Logimax. L’interruzione del trattamento con bloccanti dei recettori β è sconsigliata in pazienti in procinto di sottoporsi ad un intervento chirurgico.
L’interruzione improvvisa della terapia deve essere evitata. Se possibile, deve essere considerata una riduzione della dose e/o una somministrazione a giorni alterni per 10-14 giorni. Questa fase richiede un attento monitoraggio, soprattutto nei pazienti con cardiopatia ischemica nota. Il rischio di eventi cardiovascolari (incl. morte cardiaca improvvisa) è maggiore durante la fase di interruzione di Logimax e altri medicamenti contenenti bloccanti dei recettori β.
L’uso di Logimax può portare a risultati positivi ai controlli anti-doping.
I pazienti che assumono bloccanti dei recettori β presentano un decorso più grave dello shock anafilattico.
Il trattamento di pazienti con angina di Prinzmetal deve avvenire con cautela.
Lattosio
Logimax contiene lattosio come sostanza ausiliaria. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicamento.
Olio di ricino poliossidrilato idrogenato
Logimax contiene olio di ricino poliossidrilato idrogenato come sostanza ausiliaria. L’olio di ricino poliossidrilato idrogenato può causare disturbi gastrici e diarrea.
Sodio
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa a rilascio prolungato, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Logimax potenzia l’effetto di altri medicamenti ad azione antipertensiva o antiaritmica. È richiesta particolare cautela quando si combina per la prima volta un beta-bloccante con la prazosina.
La somministrazione concomitante di medicamenti metabolizzati dal sistema enzimatico del citocromo P450 3A4 può influire sulla concentrazione plasmatica di felodipina e metoprololo.
Non vi è alcuna interazione tra felodipina e metoprololo in quanto tali sostanze utilizzano isoenzimi del citocromo P450 differenti.
Potenziali interazioni con la felodipina
Gli inibitori e induttori enzimatici dell’isoenzima 3A4 del citocromo P450 possono influire sulla concentrazione plasmatica della felodipina.
La somministrazione concomitante di inibitori enzimatici (ad es. cimetidina, eritromicina, itraconazolo, ketoconazolo e alcuni flavonoidi contenuti nel succo di pompelmo, nonché gli inibitori della proteasi dell’HIV, come ad es. il ritonavir) possono portare a un aumento dei livelli plasmatici della felodipina.
La somministrazione concomitante di induttori enzimatici (ad es. fenitoina, carbamazepina, rifampicina, barbiturici o Hypericum perforatum/erba di San Giovanni, efavirenz, nevirapina) può determinare una notevole riduzione dei livelli plasmatici della felodipina.
La felodipina può portare ad un estremo aumento della concentrazione di tacrolimus già a un dosaggio di 2,5 mg/die. In caso di somministrazione concomitante occorre controllare la concentrazione sierica di tacrolimus. Occorre considerare un adeguamento della dose di tacrolimus.
L’elevato legame alle proteine plasmatiche della felodipina non sembra avere effetti sulla frazione non legata di altri medicamenti altamente legati alle proteine plasmatiche, come il warfarin.
Potenziali interazioni con il metoprololo
I pazienti che ricevono in concomitanza medicamenti inibitori del simpatico, altri bloccanti dei recettori β (anche sotto forma di gocce oculari) o MAO-inibitori devono essere monitorati.
La nitroglicerina può potenziare l'effetto antipertensivo dei bloccanti dei recettori β.
Se il trattamento concomitante con clonidina deve essere interrotto, la terapia con il bloccante dei recettori β deve essere interrotta diversi giorni prima.
In caso di somministrazione concomitante di calcio-antagonisti (tipo verapamil, diltiazem) e Logimax, occorre prestare attenzione ad un possibile potenziamento dell’effetto cronotropo e inotropo negativo. Pertanto, l’uso endovenoso di calcio-antagonisti del tipo verapamil deve essere evitato.
Logimax può potenziare l’effetto inotropo negativo e dromotropo negativo degli antiaritmici (tipo chinidina e amiodarone).
I narcotici per inalazione possono potenziare l’effetto cardiodepressivo di Logimax.
I glicosidi digitalici in associazione con i bloccanti dei recettori β possono aumentare il tempo di conduzione atrioventricolare e indurre una bradicardia.
Il metoprololo è un substrato dell'isoenzima CYP2D6 del citocromo P450. Le sostanze che agiscono come induttori e inibitori enzimatici possono quindi avere un influsso sui livelli plasmatici del metoprololo.
I livelli plasmatici del metoprololo possono essere aumentati dalla somministrazione concomitante di sostanze metabolizzate dal CYP2D6, ad es. antiaritmici (ad es. amiodarone, chinidina), antistaminici (ad es. difenidramina), antagonisti del recettore H2 (ad es. cimetidina), antidepressivi (ad es. clomipramina, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina [SSRI], ad es. paroxetina, fluoxetina, sertralina), antipsicotici (ad es. aloperidolo), inibitori della COX-2 (ad es. celecoxib), antimicotici (ad es. terbinafina) e ritonavir. Questo può potenziare l'effetto del metoprololo. Tale effetto deve essere tenuto in considerazione quando si aggiusta il dosaggio di Logimax e si deve prestare attenzione ai possibili effetti collaterali, ad es. la comparsa di bradicardia.
La concentrazione plasmatica del metoprololo può essere diminuita dalla rifampicina. Questo può ridurre l’effetto antipertensivo di Logimax.
La concentrazione plasmatica del metoprololo può essere aumentata dall'alcol.
Il trattamento concomitante con l’indometacina o altri inibitori della sintesi delle prostaglandine può diminuire l’effetto antipertensivo di Logimax.
Se somministrati in concomitanza con adrenalina o altri agenti simpaticomimetici, i β-bloccanti cardioselettivi a dosi terapeutiche producono risposte ipertensive inferiori rispetto ai β-bloccanti non selettivi.
Il metoprololo può diminuire la clearance di altri medicamenti (ad es. la lidocaina).
È indicata cautela nel trattamento dei diabetici con Logimax in quanto il blocco dei recettori β può mascherare i segni di un’ipoglicemia. Il trattamento antidiabetico deve essere riadattato.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Logimax non deve essere somministrato durante la gravidanza (cfr. «Controindicazioni»).
Non sono disponibili dati sufficienti sull’utilizzo in gravidanza.
Negli studi sugli animali è stata riscontrata una tossicità per la riproduzione (teratogenicità, embriotossicità o altra tossicità). I rischi potenziali per l’uomo non sono noti.
Allattamento
La felodipina è rilevabile nel latte materno. Alle dosi terapeutiche, un effetto dannoso sul bambino è tuttavia improbabile.
I bloccanti dei recettori β possono causare bradicardia nei feti, nei neonati e nei bambini piccoli durante il periodo di allattamento. Se la madre in fase di allattamento viene trattata con dosi di metoprololo rientranti nel normale intervallo terapeutico, l’effetto determinato dal metoprololo escreto nel latte materno sul lattante è trascurabile. Ciò nonostante, il lattante deve essere attentamente monitorato per i segni di un blocco dei recettori β.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine
I bloccanti dei recettori β possono compromettere la capacità di reazione del paziente durante la circolazione stradale e l’utilizzo di macchine, poiché sono comunemente associati alla comparsa di capogiri o stanchezza.
Effetti indesiderati
Durante il trattamento con Logimax (combinazione di felodipina e metoprololo) sono stati comunemente riportati cefalea, edemi alla caviglia (dovuti alla dilatazione dei vasi di resistenza precapillari), rossore del viso (flush), capogiri, stanchezza, vomito e palpitazioni.
Nella maggior parte dei casi, questi effetti indesiderati sono dovuti all’effetto vasodilatatorio della felodipina.
Solitamente, queste reazioni sono dose-dipendenti e si verificano perlopiù all’inizio del trattamento o dopo un aumento della dose. Tali manifestazioni sono generalmente transitorie e di norma diminuiscono d’intensità nell’ulteriore corso della terapia.
Indicazioni della frequenza: molto comune (≥ 1/10), comune < 1/10, ≥ 1/100), non comune (< 1/100, ≥ 1/1000), raro (< 1/1000, ≥ 1/10 000), molto raro (< 1/10 000).
Disturbi psichiatrici
Comune: depressione, allucinazioni.
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: stanchezza.
Comune: capogiri, confusione, cefalea, sudorazione, disturbi del sonno, parestesia.
Patologie dell’occhio
Non comune: congiuntivite, lacrimazione diminuita.
Raro: disturbi visivi, fosfeni.
Patologie dell’orecchio e del labirinto
Raro: disturbi dell’udito, tinnito.
Patologie cardiache
Comune: comparsa di attacchi anginosi o, nei pazienti con angina pectoris preesistente, aumento della frequenza, della durata e dell’intensità degli attacchi, sincope, palpitazioni.
Raro: infarto cardiaco.
Patologie vascolari
Comune: disturbi ortostatici (non comunemente con perdita di coscienza), riduzione della frequenza del polso, disturbi della conduzione atrioventricolare, manifestazione di un’insufficienza cardiaca occulta e potenziamento di un’insufficienza cardiaca esistente con edemi periferici.
Patologie gastrointestinali
Comune: nausea, comito, dolore addominale, stipsi, diarrea.
Non comune: bocca secca, iperplasia delle gengive.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: arrossamento del viso, reazioni cutanee come rossore od orticaria, prurito, eruzioni cutanee (ad es. lesioni distrofiche della cute).
Raro: fotosensibilità, perdita di capelli.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Non comune: dolore muscolare, debolezza muscolare, crampi muscolari.
Raro: artrite.
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Raro: disfunzione sessuale, ginecomastia.
Patologie sistemiche
Non comune: aumento ponderale.
Raro: angioedema.
I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati per la felodipina in monoterapia:
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro: reazioni da ipersensibilità, come ad es. angioedema, febbre.
Patologie del sistema nervoso
Comune: cefalea.
Non comune: capogiri, parestesia, stanchezza.
Molto raro: irrequietezza.
Patologie cardiache
Molto comune: edemi periferici.
Non comune: tachicardia, palpitazioni, ipotensione.
Raro: sincopi.
Molto raro: infarto cardiaco.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Molto raro: dispnea.
Patologie gastrointestinali
Non comune: nausea, dolore addominale.
Raro: vomito.
Molto raro: iperplasia delle gengive, gengivite (nella maggior parte dei casi, questi disturbi possono essere tenuti sotto controllo con un’accurata igiene orale), diarrea, stipsi.
Patologie epatobiliari
Molto raro: aumento degli enzimi epatici.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: flush (arrossamento del viso).
Non comune: rash (eruzioni cutanee), prurito.
Raro: orticaria.
Molto raro: reazioni di fotosensibilità, vasculite leucocitoclastica, dermatite esfoliativa.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Raro: mialgie, artralgie, tremore muscolare.
Patologie renali e urinarie
Molto raro: pollachiuria (eliminazione frequente di piccole quantità di urina).
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Raro: impotenza, disfunzione sessuale.
Molto raro: ginecomastia, menorragia.
Patologie sistemiche
Molto raro: aumento ponderale, attacchi di sudorazione.
I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati per il metoprololo in monoterapia:
Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto raro: trombocitopenia.
Disturbi psichiatrici
Non comune: depressione, concentrazione ridotta, sonnolenza o insonnia, incubi.
Raro: nervosismo, ansia.
Molto raro: amnesia, disturbi della memoria, confusione, alterazioni della personalità (come ad es. sbalzi d’umore), allucinazioni.
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: stanchezza.
Comune: capogiri, cefalea.
Non comune: parestesia, spossatezza.
Raro: debolezza muscolare.
Patologie dell’occhio
Raro: disturbi visivi, occhi secchi e irritati, congiuntivite, diminuzione della secrezione lacrimale.
Patologie dell’orecchio e del labirinto
Molto raro: tinnito.
Patologie cardiache
Comune: bradicardia, palpitazioni.
Non comune: peggioramento transitorio dei sintomi dell'insufficienza cardiaca, blocco AV I grado, edemi, dolore precordiale.
Raro: disturbi di conduzione cardiaca, insufficienza cardiaca, aritmie cardiache, sindrome di Raynaud.
Patologie vascolari
Comune: disturbi ortostatici (molto raramente con sincope), mani e piedi freddi.
Molto raro: gangrena in pazienti con gravi disturbi della circolazione periferica preesistenti.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Comune: dispnea da sforzo.
Non comune: broncospasmo, anche in pazienti senza anamnesi nota di malattie polmonari ostruttive.
Raro: rinite.
Patologie gastrointestinali
Comune: nausea, dolore addominale, diarrea, stipsi.
Non comune: vomito.
Raro: bocca secca.
Molto raro: alterazioni del gusto.
Patologie epatobiliari
Raro: valori di funzionalità epatica alterati.
Molto raro: epatite.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: arrossamento cutaneo, esantema (sotto forma di orticaria, alterazioni psoriasiformi e distrofiche della cute), aumento della produzione di sudore.
Raro: perdita di capelli.
Molto raro: fotosensibilità, peggioramento della psoriasi.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Non comune: crampi muscolari.
Molto raro: artralgia.
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Raro: impotenza, disfunzione sessuale.
Patologie sistemiche
Non comune: aumento ponderale.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Sovradosaggio
Sintomi
I sintomi di sovradosaggio possono includere ipotensione, insufficienza cardiaca, bradicardia e bradiaritmia, disturbi della conduzione dell’impulso, resistenza vascolare alterata e broncospasmo. Possono inoltre comparire disturbi respiratori e, non comunemente, anche convulsioni generalizzate.
Felodipina
Un sovradosaggio può determinare una marcata dilatazione dei vasi sanguigni periferici, con conseguente forte abbassamento della pressione arteriosa (ipotensione) e, in alcuni casi, bradicardia.
Metoprololo
Un sovradosaggio di (un’intossicazione da) metoprololo può portare a grave ipotensione, bradicardia sinusale, blocco atrioventricolare, insufficienza cardiaca, shock cardiogeno, arresto cardiaco, broncospasmo, alterazioni della coscienza fino al coma, nausea, vomito e cianosi.
L’assunzione concomitante di alcol, antipertensivi, chinidina o barbiturici accentua i sintomi.
I primi segni di sovradosaggio subentrano da 20 minuti a 2 ore dopo l’assunzione.
Misure
È importante assicurare che sia possibile prestare le misure, il monitoraggio e l’assistenza necessari. Se necessario, si può eseguire una lavanda gastrica e/o somministrare carbone attivo.
Una bradicardia o i disturbi della conduzione possono essere trattati con atropina, stimolanti dei recettori adrenergici o con un pacemaker.
Ipotensione, insufficienza cardiaca acuta e shock devono essere trattati ad es. con un’adeguata espansione del volume plasmatico o con un’iniezione di glucagone. Se queste misure non sono sufficienti, è possibile somministrare glucagone in infusione endovenosa, stimolanti dei recettori adrenergici (ad es. dobutamina, Ca2+) o, in caso di vasodilatazione, recettori α1-adrenergici.
In caso di broncospasmi, è possibile somministrare β2-simpaticomimetici per via inalatoria (o anche endovenosa, se l’effetto è insufficiente) o aminofillina per via endovenosa.
In caso di crisi convulsive generalizzate si raccomanda la somministrazione endovenosa lenta di diazepam.
Si deve tenere presente che i dosaggi degli antidoti per il trattamento del sovradosaggio di un bloccante dei recettori β sono molto più alti dei dosaggi terapeutici raccomandati, in quanto i recettori β sono occupati per effetto del blocco dei recettori β.
Proprietà/effetti
Codice ATC
C07FB02
Meccanismo d’azione/farmacodinamica
Logimax è la combinazione di felodipina e metoprololo.
Grazie alla complementarietà dei meccanismi d’azione del calcio-antagonista felodipina, che riduce la resistenza periferica, e del bloccante selettivo dei recettori β1 metoprololo, che riduce la gittata cardiaca, questa combinazione consente di aumentare l’effetto antipertensivo.
Il medicamento produce un abbassamento uniforme ed efficace della pressione arteriosa lungo l’intero intervallo di dosaggio di 24 ore.
Felodipina
La felodipina, un calcio-antagonista, abbassa la pressione arteriosa riducendo la resistenza vascolare periferica. Data l’elevata selettività per la muscolatura liscia delle arteriole, la felodipina a dosi terapeutiche non ha alcun effetto diretto sulla contrattilità e sul sistema di conduzione dello stimolo del cuore.
Non influendo sulla muscolatura vascolare venosa e sulla regolazione vasomotoria adrenergica, la felodipina non causa ipotensione ortostatica.
La felodipina ha un lieve effetto natriuretico/diuretico e non causa ritenzione idrica.
La felodipina è efficace a tutti gli stadi dell’ipertensione ed è ben tollerata anche da pazienti con comorbilità cardiache come l’angina pectoris e l’insufficienza cardiaca compensata. La felodipina migliora l’equilibrio tra apporto e fabbisogno d’ossigeno ed ha pertanto un effetto antianginoso e antischemico.
Metoprololo
Il metoprololo è un bloccante cardioselettivo dei recettori β1. Agisce sui recettori β1 situati prevalentemente nel cuore a dosi inferiori a quelle necessarie per colpire i recettori β2 situati prevalentemente nei bronchi e nei vasi periferici.
Il metoprololo non ha né un effetto stabilizzante della membrana né un’attività agonistica parziale.
Gli effetti agonistici delle catecolamine, che portano a un aumento della frequenza cardiaca, del volume-minuto, della forza di contrazione e della pressione arteriosa, sono ridotti o inibiti dal metoprololo.
L’effetto antischemico del metoprololo si basa in gran parte su una riduzione globale del fabbisogno d’ossigeno del miocardico.
Il metoprololo abbassa la pressione arteriosa del paziente sia in piedi sia disteso.
Efficacia clinica
Nessun dato
Farmacocinetica
Felodipina
Assorbimento
La disponibilità sistemica della felodipina è di circa il 15 % e non è dose-dipendente nell’intervallo terapeutico.
Distribuzione
Il legame alle proteine plasmatiche è di circa il 99 %. La felodipina si lega prevalentemente all’albumina. La formulazione ER prolunga la fase di assorbimento della felodipina, producendo, all’interno dell’intervallo terapeutico, livelli di concentrazione plasmatica relativamente costanti per 24 ore. Il Tmax è di 4 ore, il volume di distribuzione di 10 L/kg.
Metabolismo
La felodipina è ampiamente metabolizzata nel fegato dal CYP3A4; i metaboliti recuperati sono emodinamicamente inattivi. La felodipina mostra una clearance elevata, con una clearance ematica media di 1200 mL/min. La terapia a lungo termine non determina un accumulo significativo.
L’emivita terminale media negli adulti è di 25 ore.
Il succo di pompelmo aumenta la biodisponibilità della felodipina attraverso l’inibizione del metabolismo di primo passaggio. La rilevanza clinica di questa osservazione è incerta.
Eliminazione
Circa il 70 % della dose somministrata è escreta sotto forma di metaboliti nelle urine; la restante parte è escreta con le feci. Meno dello 0,5 % è recuperato in forma immodificata nelle urine.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
I pazienti anziani e i pazienti con funzionalità epatica ridotta mostrano in media concentrazioni plasmatiche di felodipina più alte rispetto ai pazienti giovani.
La cinetica della felodipina non risulta alterata in pazienti con danno renale, neanche se emodializzati.
Metoprololo
Assorbimento
Dato l’ampio effetto di primo passaggio, la disponibilità sistemica del metoprololo è di circa il 50 %. La biodisponibilità del metoprololo in formulazione a rilascio prolungato risulta ridotta del 20-30 % rispetto alle compresse convenzionali. Tuttavia, è stato dimostrato che questa riduzione non è clinicamente rilevante, in quanto l'area sotto la curva dell'effetto («area under the effect curve», AUEC) è identica per entrambe le formulazioni.
Distribuzione
Il volume di distribuzione del metoprololo è di 5,5 L/kg, il legame alle proteine del 5-10 %.
L’emivita di eliminazione del metoprololo è in media di 3,5 ore. La velocità di rilascio del metoprololo dalle compresse a rilascio prolungato è indipendente da fattori fisiologici come il pH, l’alimentazione e la peristalsi.
Metabolismo
Il metoprololo subisce una degradazione ossidativa nel fegato, principalmente dovuta al CYP2D6. Si possono identificare tre principali metaboliti senza effetto farmacologico.
I livelli plasmatici di metoprololo possono risultare aumentati in presenza di polimorfismo genetico della debrisochina (metabolizzatori lenti).
Eliminazione
Di solito circa il 95 % di una dose orale di metoprololo può essere rilevato nelle urine. Circa il 5 % viene escreto in forma invariata nelle urine. In singoli casi, questo valore può aumentare fino al 30 %. L'emivita plasmatica del metoprololo è di 3,5 ore in media (valori agli estremi: 1 e 9 ore). La clearance totale è di circa 1000 mL/min.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Pazienti anziani
I pazienti anziani non presentano una farmacocinetica alterata del metoprololo rispetto ai pazienti più giovani.
Disturbi della funzionalità renale
Una funzionalità renale compromessa ha effetti trascurabili sulla biodisponibilità o l’escrezione del metoprololo. Tuttavia, l’escrezione dei metaboliti emodinamicamente inattivi è ridotta. Un significativo accumulo di metaboliti è stato osservato in pazienti con una velocità di filtrazione glomerulare di circa 5 mL/min, ma l’accumulo di metaboliti non influisce sulle proprietà betabloccanti del metoprololo.
Disturbi della funzionalità epatica
L’eliminazione del metoprololo succinato è ridotta in presenza di una funzionalità epatica fortemente ridotta, motivo per cui può talvolta rendersi necessaria una riduzione della dose. Tuttavia, nei pazienti con cirrosi epatica grave e shunt portocavale la biodisponibilità del metoprololo può aumentare e la clearance totale può essere ridotta. I pazienti con anastomosi portocavale hanno un tasso di eliminazione totale di circa 0,3 L/min e valori sei volte superiori dell'area sottesa alla curva di concentrazione plasmatica/tempo (AUC) rispetto ai soggetti sani.
Caratteristiche del preparato combinato
La combinazione di felodipina e metoprololo non modifica la farmacocinetica dei singoli principi attivi. Dopo somministrazione orale di Logimax, la felodipina e il metoprololo sono completamente assorbiti nel tratto gastrointestinale. L’assorbimento è indipendente dall’assunzione di cibo. La formulazione ER prolunga la fase di assorbimento e determina concentrazioni plasmatiche uniformi ed efficaci di felodipina e metoprololo per 24 ore.
Dati preclinici
Felodipina
I dati preclinici sulla genotossicità e cancerogenicità della felodipina non evidenziano alcun rischio particolare per l’essere umano.
In uno studio sulla fertilità e il decorso del parto in ratte trattate con felodipina, i gruppi trattati con dosi medie e alte hanno evidenziato parti più lunghi e difficoltosi, associati a un aumento della mortalità fetale e della mortalità postnatale precoce. Questi effetti sono stati ascritti all’inibizione della contrattilità uterina prodotta da dosi elevate di felodipina. A dosi rientranti nell’intervallo terapeutico non sono stati osservati disturbi della fertilità nel ratto.
Gli studi sulla funzione riproduttiva condotti nel coniglio hanno mostrato un ingrossamento dose-dipendente e reversibile della ghiandola mammaria nelle madri e anomalie digitali dose-dipendenti nei feti. Le anomalie fetali si sono verificate quando la felodipina è stata somministrata nella fase iniziale dello sviluppo fetale (prima del 15° giorno di gravidanza).
Metoprololo
Non sono stati registrati dati rilevanti.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.
Precauzioni particolari per la conservazione
Non conservare a temperature superiori a 30 °C e tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell’omologazione
52238 (Swissmedic)
Confezioni
Logimax 5/50 mg
Compresse a rilascio prolungato: 30 e 100 [B]
Logimax 10/100 mg
Compresse a rilascio prolungato: 30 e 100 [B]
Titolare dell’omologazione
Recordati AG, 4057 Basel
Stato dell’informazione
Novembre 2021