Fosrenol®

Takeda Pharma AG

Composizione

Principi attivi:

Lantanio come carbonato idrato di lantanio.

Sostanze ausiliarie:

Compresse da 500 mg: destrati (idrati, contengono circa 1,1 g di glucosio), silice colloidale anidra, magnesio stearato.

Compresse da 750 mg: destrati (idrati, contengono circa 1,6 g di glucosio), silice colloidale anidra, magnesio stearato.

Compresse da 1000 mg: destrati (idrati, contengono circa 2,1 g di glucosio), silice colloidale anidra, magnesio stearato.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Compresse da 500 mg, 750 mg e 1000 mg di lantanio.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Fosrenol è indicato come agente legante del fosfato per il controllo dell'iperfosfatemia in pazienti con insufficienza renale cronica emodializzati o in dialisi peritoneale ambulatoriale continua (CAPD).

Posologia/Impiego

Fosrenol deve essere somministrato per via orale. Le compresse devono essere masticate completamente e non ingerite intere. Per facilitare la masticazione le compresse si possono frantumare.

Adulti e pazienti in età avanzata (>65 anni)

Nei pazienti che assumono Fosrenol per la prima volta, la dose iniziale può essere stabilita in base alla concentrazione sierica di fosfato nel modo seguente:

Livelli sierici di fosfato prima del trattamento

Dose iniziale giornaliera raccomandata di Fosrenol

>1,8 e ≤2,4 mmol/l

750 mg

>2,4 e ≤2,9 mmol/l

1500 mg

>2,9 mmol/l

2250 mg

 

Fosrenol deve essere assunto durante o immediatamente dopo i pasti. La dose giornaliera deve essere ripartita tra i singoli pasti. Per controllare l'assunzione di fosfato e liquidi, il paziente deve attenersi al regime alimentare raccomandato. Fosrenol si presenta sotto forma di compresse masticabili e pertanto non richiede l'assunzione di liquidi addizionali. È necessario monitorare i livelli sierici di fosfato e titolare la dose di Fosrenol ogni 2–3 settimane fino ad ottenere livelli sierici di fosfato accettabili, effettuando successivamente un controllo regolare dei livelli di fosfato.

È stato dimostrato che dosi a partire da 750 mg permettono di controllare i livelli sierici di fosfato. La maggior parte dei pazienti raggiunge livelli sierici di fosfato accettabili a dosi comprese tra 1500 e 3000 mg di lantanio al giorno.

Bambini e adolescenti

Fosrenol non è omologato per l'uso nella popolazione pediatrica. Non è possibile formulare raccomandazioni posologiche.

I dati attualmente disponibili sono descritti nelle rubriche «Effetti indesiderati», «Proprietà/effetti» e «Farmacocinetica».

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Si raccomanda cautela nei pazienti con grave insufficienza epatica, poiché a tutt'oggi non sono disponibili dati relativi a tali pazienti (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Controindicazioni

Ipersensibilità al carbonato idrato di lantanio o ad uno degli altri componenti.

Ipofosfatemia.

Fosrenol è controindicato in pazienti con occlusione intestinale, ileo e fecalomi.

Avvertenze e misure precauzionali

Studi condotti sugli animali con Fosrenol hanno evidenziato che il lantanio può depositarsi nei tessuti. In 105 biopsie ossee di pazienti trattati con Fosrenol, alcuni dei quali fino a 4,5 anni, sono stati riscontrati incrementi nei livelli di lantanio nel tempo. Sono stati segnalati casi di accumulo di lantanio nella mucosa gastrointestinale, soprattutto dopo l'uso prolungato. Non è ancora nota la rilevanza clinica di questo dato. L'accumulodi lantanio nella mucosa gastroduodenale si presentano all'esame endoscopico come lesioni biancastre di forma e dimensioni variabili. Nella mucosa gastroduodenale con accumulo di lantanio sono stati inoltre osservati diversi reperti patologici, come infiammazioni croniche o attive, atrofia ghiandolare, modificazioni rigenerative, iperplasia foveolare, metaplasia e neoplasia intestinale.

L'esperienza derivante da studi clinici di durata superiore a 2 anni è limitata. In singoli casi, i partecipanti agli studi sono stati trattati con Fosrenol per periodi fino a 6 anni.

Fosrenol possiede proprietà radiopache e può pertanto mostrare il tipico aspetto di un mezzo di contrasto durante le radiografie addominali.

Sono stati riferiti casi di occlusione gastrointestinale, ileo, subileo e perforazione gastrointestinale in associazione a lantanio, alcuni dei quali hanno richiesto intervento chirurgico o ricovero ospedaliero.

Si raccomanda cautela in tutti i pazienti con predisposizione a occlusione gastrointestinale, ileo, subileo e perforazione gastrointestinale, tra cui pazienti con alterata anatomia gastrointestinale (ad es. malattia diverticolare, peritonite, anamnesi positiva per intervento chirurgico gastrointestinale, carcinoma gastrointestinale e ulcerazione gastrointestinale), disturbi da ipomotilità (ad es. stipsi, gastroparesi diabetica) e in caso di utilizzo in associazione con medicamenti noti per potenziare questi effetti. In alcuni dei casi segnalati, i pazienti avevano un'anamnesi negativa per malattia gastrointestinale.

Durante il trattamento con carbonato di lantanio, medici e pazienti devono prestare attenzione ai segni e ai sintomi di patologie gastrointestinali, in particolare stipsi e dolore/distensione addominale, che possono indicare occlusione intestinale, ileo o subileo.

Il trattamento con carbonato di lantanio deve essere rivalutato nei pazienti che sviluppano stipsi severa o altri gravi segni e sintomi gastrointestinali.

Negli studi clinici condotti su Fosrenol non sono stati inclusi pazienti affetti da ulcera peptica acuta, colite ulcerosa, malattia di Crohn od occlusione intestinale.

Le compresse di Fosrenol devono essere masticate completamente e non ingerite intere (vedere «Posologia/impiego»). Sono state segnalate complicanze gastrointestinali gravi associate a compresse di Fosrenol non masticate o non masticate completamente.

I pazienti con insufficienza renale possono sviluppare ipocalcemia. In questa popolazione di pazienti occorre pertanto monitorare a intervalli regolari i livelli sierici di calcio e somministrare un'eventuale supplementazione.

In uno studio clinico sono stati osservati prolungamenti transitori dell'intervallo QT clinicamente non rilevanti.

I disturbi del flusso biliare possono determinare una maggiore deposizione nei tessuti e un aumento dei livelli plasmatici di lantanio.

Il lantanio assorbito viene eliminato prevalentemente per via epatica. Si raccomanda il regolare monitoraggio dei parametri epatici.

Non sono disponibili dati relativi a pazienti con grave insufficienza epatica. La somministrazione di lantanio in tali pazienti deve pertanto avvenire unicamente con cautela.

Questo medicamento contiene un massimo di 1,1 g di glucosio per dose da 500 mg. Da tenere in considerazione in pazienti affetti da diabete mellito. I pazienti affetti da rari problemi di malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicamento. Può essere dannoso per i denti.

Interazioni

Il carbonato idrato di lantanio può aumentare il pH gastrico. Si raccomanda di non assumere preparati che presentano interazioni note con antiacidi (ad es. clorochina, idrossiclorochina e ketoconazolo) nelle 2 ore precedenti o successive alla somministrazione di Fosrenol.

In soggetti sani la co-somministrazione di citrato non ha influito sull'assorbimento e sulla farmacocinetica del lantanio.

In studi clinici la somministrazione di Fosrenol non ha alterato i livelli sierici delle vitamine liposolubili A, D, E e K.

Studi condotti su volontari hanno dimostrato che la co-somministrazione di Fosrenol con digossina, warfarin o metoprololo non determina modificazioni clinicamente rilevanti nel profilo farmacocinetico di tali medicamenti.

In un modello sperimentale di succhi gastrici, il carbonato idrato di lantanio non ha formato complessi insolubili con warfarin, digossina, furosemide, fenitoina, metoprololo o enalapril, il che indica un basso potenziale di influenza sull'assorbimento di tali medicamenti.

La somministrazione combinata di 1,0 g di carbonato di lantanio tre volte al giorno con 750 mg di ciprofloxacina (il secondo giorno) ha ridotto del 50% la biodisponibilità di ciprofloxacina in volontari sani. Tali interazioni sono prevedibili con altri fluorochinoloni e le tetracicline, ad es. doxiciclina.

Anche sostanze di cui è nota l'interazione con antiacidi a base di alluminio, magnesio o calcio possono avere interazioni con Fosrenol. Si raccomanda pertanto di non assumere tali medicamenti nelle 2 ore precedenti o successive alla somministrazione di Fosrenol.

In caso di assunzione di leganti del fosfato (incluso Fosrenol), è prevedibile una riduzione dell'assorbimento di levotiroxina. Si raccomanda pertanto di non assumere levotiroxina nelle 2 ore precedenti o successive alla somministrazione di Fosrenol. Si raccomanda altresì un attento monitoraggio del livello di TSH nei pazienti trattati con entrambi i medicamenti.

Come evidenziato da studi in vitro, il carbonato idrato di lantanio non è un substrato del citocromo P450 e non inibisce in misura significativa l'attività in vitro dei principali isoenzimi del citocromo umano P450.

Gravidanza, allattamento

Uno studio condotto sui ratti ha evidenziato tossicità riproduttiva a dosi elevate. (vedere la rubrica «Dati preclinici»).

A tutt'oggi non sono disponibili dati sufficienti sulla somministrazione di Fosrenol durante la gravidanza.

Finora non è noto il rischio potenziale per l'uomo.

Fosrenol non deve pertanto essere utilizzato durante la gravidanza, a meno che non ciò non sia inequivocabilmente necessario.

Non è noto se il lantanio sia escreto nel latte materno. Si sconsiglia pertanto il trattamento con Fosrenol durante l'allattamento.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Fosrenol può causare nausea e vertigini, che possono influire sulla capacità di guidare veicoli e sulla capacità di utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

Gli effetti collaterali più comunemente segnalati, ad eccezione della cefalea e delle reazioni allergiche cutanee, sono di natura gastrointestinale. Possono essere ridotte assumendo Fosrenol assieme al cibo (cfr. «Posologia/impiego») e generalmente si risolvono nel tempo con la somministrazione continuata del medicamento.

Frequenza

«Molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Infezioni ed infestazioni

Non comune: gastroenterite, laringite.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non comune: eosinofilia.

Patologie endocrine

Non comune: iperparatiroidismo.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: ipocalcemia.

Non comune: ipercalcemia, iperglicemia, iperfosfatemia, ipofosfatemia, anoressia, aumento dell'appetito.

Non nota: appetito ridotto.

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: cefalea.

Non comune: stordimento/vertigini, alterazioni del gusto.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Non comune: vertigini.

Patologie gastrointestinali

Molto comune: dolore addominale, diarrea, nausea, vomito.

Comune: stipsi, dispepsia, flatulenza.

Non comune: ileo, subileo, occlusione gastrointestinale, sindrome dell'intestino irritabile, esofagite, stomatite, feci molli, disturbi digestivi, disturbi gastrointestinali non altrimenti specificati, bocca secca, eruttazione.

Raro: perforazione intestinale.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: alopecia, aumento della sudorazione.

Non nota: eruzione cutanea, orticaria, prurito.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: dolori articolari, dolori muscolari, osteoporosi.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non comune: astenia, dolore toracico, affaticamento, malessere, edema periferico, dolore, sete.

Esami diagnostici

Non comune: Aumento dei livelli ematici di alluminio, aumento della GGT, aumento delle transaminasi epatiche, aumento della fosfatasi alcalina, perdita di peso.

Non nota: residui di prodotto.

Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura

Non comune: lesioni dentali.

Esperienze post-marketing: Nella fase post-marketing di Fosrenol sono stati segnalati casi di reazioni allergiche cutanee (con eruzione cutanea, orticaria e prurito) che dimostrano una stretta relazione temporale con la terapia a base di carbonato di lantanio.

Sebbene sia stata segnalata una serie di altre reazioni isolate, in questa popolazione di pazienti tali reazioni non sono considerate inattese.

Sono state osservate modificazioni transitorie dell'intervallo QT, che tuttavia non sono risultate associate ad un aumento di eventi avversi cardiaci.

Popolazione pediatrica

La frequenza, la tipologia e la gravità degli effetti collaterali nei bambini non sono del tutto chiarite. L'incertezza nel trattamento dei bambini riguarda soprattutto l'accumulo nelle ossa e il rischio di ritardi di crescita.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Non sono stati riportati casi di un sovradosaggio. La dose giornaliera massima di lantanio somministrata a volontari sani durante studi di fase I è stata di 4718 mg per 3 giorni. Gli effetti collaterali osservati sono stati di intensità da lieve a moderata e comprendevano nausea e cefalea.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

V03AE03

Categoria farmacoterapeutica: Trattamento dell'iperfosfatemia

Meccanismo d'azione/Farmacodinamica

Fosrenol contiene carbonato idrato di lantanio. L'attività del carbonato idrato di lantanio come legante del fosfato è dovuta all'elevata affinità che gli ioni di lantanio, rilasciati dal sale carbonato nell'ambiente acido dello stomaco, presentano per il fosfato assunto con l'alimentazione. Si forma fosfato di lantanio insolubile, che riduce l'assorbimento del fosfato da parte del tratto gastrointestinale.

Efficacia clinica

Sono stati condotti due studi di fase II e due studi di fase III su un totale di 1130 pazienti con insufficienza renale cronica sottoposti a emodialisi di mantenimento o dialisi peritoneale ambulatoriale continua. Tre studi erano controllati verso placebo (uno a dose fissa e 2 con regime di adeguamento della dose), mentre uno studio prevedeva l'uso di carbonato di calcio come comparatore attivo. Nel corso di questi studi 1016 pazienti hanno ricevuto carbonato di lantanio, 267 carbonato di calcio e 176 placebo.

Dopo 4 settimane di trattamento, in entrambi gli studi con adeguamento della dose una percentuale di pazienti trattati con carbonato idrato di lantanio compresa tra il 61% e l'82% aveva raggiunto un controllo dei livelli sierici di fosfato, rispetto a una quota di pazienti trattati con placebo compresa tra il 24% e il 31%. Con Fosrenol i livelli sierici medi di fosfato erano più bassi di 0,45 mmol/l – 0,6 mmol/l rispetto al placebo.

Lo studio con comparatore attivo ha evidenziato che al termine della fase di adeguamento della dose di 5 settimane i livelli sierici di fosfato erano scesi al valore target di 1,8 mmol/l nel 58% dei pazienti del gruppo del lantanio rispetto al 70% dei pazienti del gruppo del carbonato di calcio. Dopo 25 settimane la percentuale di pazienti con livelli sierici di fosfato controllati era del 66% (carbonato idrato di lantanio) e del 64% (carbonato di calcio), con una diminuzione media dei livelli sierici di fosfato pari rispettivamente a 0,89 ± 0,72 mmol/l e 0,81 ± 0,50 mmol/l. Ulteriori studi di estensione a lungo termine hanno dimostrato che, in seguito alla somministrazione continua di carbonato idrato di lantanio per un periodo di almeno 2 anni, era possibile mantenere un controllo efficace dei livelli di fosfato.

Dopo 25 settimane di trattamento, il prodotto calcio x fosfato era diminuito in entrambi i gruppi di trattamento rispetto al basale, con una diminuzione dal basale leggermente superiore nei pazienti trattati con carbonato idrato di lantanio rispetto ai pazienti trattati con calcio. Il prodotto medio calcio x fosfato era pari a 6,037 e 4,009 mmol 2/l2 nel gruppo del lantanio e a 6,024 e 4,194 mmol 2/l2 nel gruppo del carbonato di calcio.

In studi comparativi l'ipercalcemia è stata riscontrata nello 0,4% dei pazienti trattati con Fosrenol rispetto al 20,2% dei pazienti trattati con leganti contenenti calcio. Le concentrazioni sieriche di PTH possono variare a seconda dei livelli sierici di calcio, fosfato e vitamina D del paziente. Non è stato dimostrato un effetto diretto di Fosrenol sulle concentrazioni sieriche di PTH.

In studi a lungo termine condotti sulle ossa, dai dati medi è emersa una tendenza gradualmente crescente all'aumento delle concentrazioni ossee di lantanio nel tempo, con un aumento del valore tre volte superiore al valore basale di 53 µg/kg nell'arco di 24 mesi. In pazienti trattati con carbonato idrato di lantanio, durante i primi 12 mesi di trattamento la concentrazione ossea di lantanio è aumentata fino a raggiungere un valore medio di 1328 µg/kg (intervallo: 122–5513 µg/kg). Il valore medio e le concentrazioni nell'intervallo di riferimento a 18 e a 24 mesi sono risultati simili a quelli a 12 mesi. Il valore medio dopo 54 mesi è risultato pari a 4246 µg/kg (intervallo: 1673–9792 µg/kg).

Le coppie di biopsie ossee (al basale e dopo uno o due anni) in pazienti randomizzati a Fosrenol o carbonato di calcio in uno studio e a Fosrenol o a una terapia alternativa in un secondo studio non hanno evidenziato differenze nello sviluppo di difetti di mineralizzazione tra i gruppi.

Popolazione pediatrica

È stato condotto uno studio in aperto su un totale di 63 pazienti volto a valutare l'efficacia e la sicurezza di Fosrenol in pazienti pediatrici con malattia renale cronica e in dialisi. Dal momento che lo studio non ha raggiunto la dimensione del campione originariamente pianificata e necessaria ai fini del confronto statistico con il carbonato di calcio, è stata effettuata solo un'analisi descrittiva dei dati finali.

Dei 52 pazienti della popolazione FAS (Full Analysis Set, serie di analisi completa) trattati con Fosrenol nella parte 2b e in una successiva parte 3 dello studio, 10 pazienti su 51 nella parte 2b e 7 su 42 nella parte 3 non hanno portato a termine il trattamento; l'esposizione totale è stata di 26,4 anni paziente, la durata totale del follow-up di 36,8 anni paziente.

Dopo 8 settimane di trattamento con Fosrenol, il 35% dei soggetti inclusi nella popolazione dell'analisi primaria ha raggiunto i valori target di fosforo sierico fissati dalla Kidney Dissuase Outcome Quality Initiative (KDOQI) (ossia <1,94 mmol/l per i bambini di età <12 anni; 1,78 mmol/l per gli adolescenti di età compresa tra 12 e 18 anni).

In questo studio, condotto in pazienti pediatrici con malattia renale cronica, sottoposti a dialisi e trattati con una dose giornaliera media di 1705 mg (mediana 1500 mg), non sono emersi nuovi significativi problemi di sicurezza con Fosrenol.

Farmacocinetica

Poiché il legame tra il lantanio e il fosforo assunto con il cibo avviene nel lume dello stomaco e del tratto superiore dell'intestino tenue, l'efficacia terapeutica di Fosrenol non dipende dal livello plasmatico del lantanio.

Il lantanio è presente nell'ambiente. In studi clinici di fase III, la misurazione dei livelli di base in pazienti con insufficienza renale cronica non trattati con carbonato idrato di lantanio ha evidenziato concentrazioni comprese tra <0,05 e 0,90 ng/ml nel plasma e tra <0,006 e 1,0 µg/g in campioni di biopsie ossee.

Assorbimento

Il carbonato idrato di lantanio presenta una bassa solubilità in acqua (<0,01 mg/ml per un valore di pH pari a 7,5) ed è assorbito in minima parte in seguito a somministrazione orale. Si stima che nell'uomo la biodisponibilità orale assoluta sia <0,002%.

In soggetti sani trattati con dosi orali singole comprese tra 250 e 1000 mg di lantanio, i valori plasmatici di AUC e Cmax sono aumentati in funzione della dose, seppur meno che proporzionalmente, coerentemente con l'assorbimento limitato dalla dissoluzione. L'emivita apparente di eliminazione plasmatica in soggetti sani è risultata di 36 ore.

In pazienti dializzati trattati con 1000 mg di lantanio tre volte al giorno per 10 giorni, la media (± DS) della concentrazione plasmatica massima è stata di 1,06 (± 1,04) ng/ml e l'AUClast media è risultata di 31,1 (± 40,5) ng.h/ml. Il regolare monitoraggio dei livelli ematici in 1707 pazienti dializzati trattati con carbonato idrato di lantanio fino a un massimo di 2 anni non ha evidenziato alcun aumento delle concentrazioni plasmatiche di lantanio nel corso di questo periodo.

Distribuzione

La somministrazione orale ripetuta di carbonato idrato di lantanio non provoca l'accumulo di lantanio nel plasma, né nell'uomo né negli animali. La piccola frazione di lantanio assunto per via orale che viene assorbita si lega in larga misura (>99,7%) alle proteine presenti nel plasma umano. In studi condotti sugli animali è stata osservata un'ampia distribuzione di questa frazione nei tessuti sistemici, in prevalenza nelle ossa, nel fegato e nel tratto gastrointestinale, compresi i linfonodi mesenterici. In studi a lungo termine su animali è stato riscontrato un aumento, di diversi ordini di grandezza, delle concentrazioni di lantanio in vari tessuti, tra cui il tratto gastrointestinale, le ossa e il fegato, rispetto a quelle plasmatiche. In alcuni tessuti, ad es. nel fegato, il lantanio ha raggiunto uno stato stazionario apparente, mentre i livelli nel tratto gastrointestinale sono aumentati con la durata del trattamento. Le variazioni dei livelli di lantanio nei tessuti dopo l'interruzione del trattamento dipendevano dal tessuto interessato. Una percentuale relativamente elevata di lantanio è rimasta nei tessuti per oltre 6 mesi dopo l'interruzione del trattamento (percentuale mediana rimasta nelle ossa: ≤100% (ratto) e ≤87% (cane) e nel fegato: ≤6% (ratto) e ≤82% (cane)). In studi a lungo termine condotti su animali trattati con alte dosi orali di carbonato idrato di lantanio non sono stati osservati effetti indesiderati associati alla deposizione di lantanio nei tessuti (vedere la rubrica «Dati preclinici»). (Per informazioni sulle variazioni delle concentrazioni di lantanio nelle biopsie ossee di pazienti dializzati dopo un anno di trattamento con lantanio vs. leganti del fosfato contenenti calcio, vedere la rubrica «Proprietà/effetti»).

Nei bambini (<12 anni) che avevano ricevuto una singola dose di carbonato di lantanio da 500 mg, i valori medi Cmax e AUClast del lantanio erano circa un terzo dei valori osservati negli adolescenti (≥12 anni) trattati con 1000 mg di carbonato di lantanio (Cmax media 0,214 ng/ml vs 0,646 ng/ml, AUClast media 2,57 ng h/ml vs 8,31 ng h/ml).

Metabolismo

Il lantanio non viene metabolizzato.

A tutt'oggi non sono stati eseguiti studi su pazienti affetti da insufficienza renale cronica con ridotta funzionalità epatica. In pazienti che presentavano anche disturbi epatici concomitanti al momento dell'ingresso in studi clinici di fase III non sono state osservate evidenze di un aumento dei livelli plasmatici di lantanio o di un peggioramento della funzionalità epatica dopo un trattamento con Fosrenol per periodi fino a 2 anni.

Eliminazione

Nei soggetti sani il lantanio è escreto principalmente nelle feci e solo lo 0,000031% circa di una dose orale viene eliminato attraverso le urine. (La clearance renale è di circa 1 ml/min, equivalente a <2% della clearance plasmatica totale).

Negli animali il lantanio somministrato per via endovenosa viene escreto principalmente nelle feci (74% della dose), sia attraverso la bile che per trasferimento diretto attraverso la parete intestinale. L'escrezione renale ha una rilevanza minore.

Dati preclinici

Sulla base degli studi convenzionali di tossicità cornica, i dati preclinici non evidenziano alcun rischio particolare per l'essere umano.

In uno studio di farmacologia di sicurezza, il carbonato idrato di lantanio ha ridotto l'acidità gastrica nel ratto, con possibile inibizione dello svuotamento gastrico.

Mutagenicità e cancerogenicità

Il carbonato idrato di lantanio non ha mostrato effetti cancerogeni né nei topi né nei ratti. Nei topi è stato riscontrato un aumento degli adenomi ghiandolari gastrici nel gruppo trattato con dosi elevate (1500 mg/kg/die). Si ritiene che la risposta neoplastica nel topo sia correlata a un'esacerbazione delle modificazioni gastriche patologiche spontanee e che abbia scarsa rilevanza clinica.

Il carbonato idrato di lantanio è risultato negativo ai test di mutagenicità (test di Ames) condotti su ceppi di Salmonella typhimurium ed Escherichia coli, così come a test di mutazione in vitro del gene HGPRT e ai test di aberrazioni cromosomiche in cellule CHO. Il carbonato idrato di lantanio ha mostrato risultati negativi in un test orale del micronucleo condotto nel topo con dosaggi fino a 2000 mg/kg e in test di sintesi del DNA condotti in ratti trattati con una dose fino a 0,1 mg/kg di cloruro di lantanio somministrata per via endovenosa.

Tossicità per la riproduzione

Femmine di ratto trattate con dosi elevate di carbonato idrato di lantanio dal 6° giorno di gestazione fino al 20° giorno post-parto non hanno mostrato effetti, mentre sono stati osservati una riduzione del peso della progenie e un ritardo in alcuni marker dello sviluppo (apertura degli occhi e vaginale). In femmine di coniglio trattate con dosi giornaliere elevate di carbonato idrato di lantanio durante la gestazione sono stati osservati segni di tossicità materna con ridotta assunzione di cibo e minore aumento ponderale, aumento delle perdite pre e post-impianto e un calo del peso della progenie.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare a temperatura ambiente (15–25°C).

Numero dell'omologazione

58073 (Swissmedic).

Confezioni

Flaconi cilindrici bianchi in polietilene rigido contenenti un batuffolo di rayon, dotati di tappo a vite in polipropilene con ghiera antimanomissione e chiusura a prova di bambino.

500 mg Confezione multipla contenente 90 compresse masticabili (B)

750 mg Confezione multipla contenente 90 compresse masticabili (B)

1000 mg Confezione multipla contenente 90 compresse masticabili (B)

Titolare dell’omologazione

Takeda Pharma AG, 8152 Opfikon.

Stato dell'informazione

Aprile 2023.