Nevirapin Viatris 400 mg, compresse retard

Viatris Pharma GmbH

Composizione

Principi attivi

Nevirapinum.

Sostanze ausiliarie

Lactosum monohydricum 398 mg, hypromellosum, natrii stearylis fumaras (equivalente a 0,71 mg di sodio).

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 compressa retard contiene nevirapinum 400 mg.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Nevirapin Viatris è indicato in associazione con almeno altri due medicamenti antiretrovirali per il trattamento di adulti e adolescenti a partire da 16 anni di età, infetti da HIV-1, in caso di inefficacia o intolleranza di altre terapie.

Sulla base dei dati derivanti da studi controllati e non controllati, durante i quali sono stati osservati casi di epatotossicità severi e potenzialmente letali, si raccomanda di non iniziare un trattamento con Nevirapin Viatris in soggetti di sesso femminile con conta di CD4>250 cellule/mm3 o in soggetti di sesso maschile con conta di CD4>400 cellule/mm3, oppure di iniziarlo solo dopo avere attentamente ponderato il rapporto rischio-beneficio.

Posologia/Impiego

Nevirapin Viatris deve essere somministrato solo sotto sorveglianza di uno specialista in trattamenti antivirali.

Le prime 18 settimane di terapia con nevirapina sono una fase critica, richiedente un monitoraggio intensivo dei pazienti per individuare tempestivamente la potenziale insorgenza di reazioni epatiche e cutanee potenzialmente letali. Non sono stati stabiliti i momenti ottimali per effettuare questi controlli. Alcuni esperti raccomandano più di un esame clinico al mese (ad es. dopo 2, 4, 6, 8, 12 settimane) e in particolare una determinazione dei parametri della funzionalità epatica prima di iniziare la terapia, nonché subito prima e due settimane dopo l'aumento della dose di nevirapina. Dopo le prime 18 settimane, i controlli devono essere proseguiti ad intervalli regolari e, in ogni caso, effettuati ogni qualvolta un paziente sviluppi segni o sintomi indicativi di epatite e/o ipersensibilità. Se si verificano aumenti dei valori degli enzimi epatici, consultare le rubriche «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali». La dose più bassa durante i primi 14 giorni («fase di induzione») può ridurre la comparsa di un'eruzione cutanea e deve essere rigorosamente rispettata.

Adulti e adolescenti a partire dai 16 anni

La posologia è di 200 mg di nevirapina (disponibile con un altro nome commerciale) al giorno durante la cosiddetta fase di induzione di 14 giorni. Successivamente, la posologia è di una compressa da 200 mg due volte al giorno.

Pazienti attualmente trattati con 200 mg di un preparato a base di nevirapina due volte al giorno

I pazienti già trattati con una terapia combinata di 200 mg di nevirapina due volte al giorno e con altre sostanze antiretrovirali, che hanno raggiunto una soppressione virale sostenuta con questa terapia, possono passare a una terapia combinata di Nevirapin Viatris 400 mg compresse retard una volta al giorno e altri agenti antiretrovirali. In questo caso non è necessaria una fase di induzione con 200 mg di nevirapina.

Le compresse retard di Nevirapin Viatris non devono essere frantumate, né masticate. Nevirapin Viatris compresse retard possono essere assunte indipendentemente dai pasti.

Nevirapin Viatris è utilizzato in associazione con almeno altri due agenti ad azione antiretrovirale mai utilizzati in precedenza per il trattamento del paziente. A tale riguardo, è necessario rispettare le Informazioni professionali fornite dal produttore dei rispettivi antiretrovirali.

Si raccomanda di convincere i pazienti della necessità di assumere Nevirapin Viatris ogni giorno come prescritto. In caso di dose mancata, il paziente non deve raddoppiare la dose successiva, ma assumere la dose successiva appena possibile. Per prevenire la formazione di resistenza virale, Nevirapin Viatris deve essere somministrato sempre in associazione con altri medicamenti ad azione antiretrovirale, mai utilizzati in precedenza per il trattamento del paziente. Per altre indicazioni riguardanti la terapia combinata, consultare la rubrica «Interazioni».

Indicazioni particolari

Qualora insorgano eruzione cutanea grave e/o epatite manifesta o sintomi cutanei e/o epatici lievi associati a sintomi sistemici, quali febbre, formazione di vescicole, lesioni del cavo orale, congiuntivite, dolori muscolari o articolari, edemi o malessere generalizzato, l'assunzione di nevirapina deve essere interrotta definitivamente. In caso di sintomi cutanei lievi nella fase di induzione a basso dosaggio con 200 mg/die della durata di 14 giorni, la dose non deve essere aumentata fino alla completa risoluzione dei sintomi. Eventuali eruzioni cutanee isolate devono essere attentamente monitorate (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Lo schema posologico di 200 mg una volta al giorno non deve essere continuato per più di 28 giorni. A quel punto è necessario cercare una terapia antiretrovirale alternativa senza nevirapina.

Interruzione della terapia

Se, per qualsiasi motivo, Nevirapin Viatris è stato sospeso per più di 7 giorni, è necessario ricominciare con la fase di induzione di 14 giorni a basso dosaggio con 200 mg di nevirapina, prima di poter passare alla dose di mantenimento di 400 mg/die.

Istruzioni posologiche speciali

Bambini

L'efficacia e la tollerabilità di Nevirapin Viatris nei bambini non sono state valutate.

Controindicazioni

Nevirapin Viatris è controindicato in pazienti con ipersensibilità clinicamente significativa ad uno dei componenti del medicamento.

Non si deve riprendere il trattamento con Nevirapin Viatris in pazienti che hanno sospeso il trattamento a causa di eruzione cutanea grave, eruzione cutanea associata ad altri sintomi sistemici, reazioni di ipersensibilità o epatite clinicamente manifesta in associazione con nevirapina. Per una definizione esatta consultare le rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Effetti indesiderati».

Pazienti con gravi disturbi della funzionalità epatica o renale (vedere «Farmacocinetica»).

I pazienti con compromissione epatica grave (classe C di Child-Pugh), oppure i pazienti che prima di iniziare la terapia presentano un valore ASAT e/o un valore ALAT maggiore di 5 volte il limite superiore rispetto al normale (ULN), devono essere trattati con Nevirapin Viatris solo dopo che questi valori si sono stabilizzati a livelli al di sotto di 5 volte l'ULN.

Nevirapin Viatris non deve più essere utilizzato in pazienti che, durante un trattamento con Nevirapin Viatris, abbiano mostrato un livello sierico di ASAT o ALAT maggiore di 5 volte il limite superiore rispetto al normale e che, alla risomministrazione di Nevirapin Viatris, abbiano mostrato nuovamente e rapidamente valori anormali della funzionalità epatica (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

I dati disponibili di farmacocinetica suggeriscono che l'uso concomitante di rifampicina e Nevirapin Viatris non è raccomandato (vedere «Interazioni»).

I prodotti fitoterapeutici contenenti erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) non devono essere assunti in concomitanza con Nevirapin Viatris a causa del rischio di una riduzione delle concentrazioni plasmatiche e degli effetti clinici di nevirapina (vedere «Interazioni»).

L'uso del medicamento è controindicato in caso di intolleranza ereditaria rara ad uno degli ingredienti (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Avvertenze e misure precauzionali

Avvertenze generali relative alla mitigazione del rischio

Le prime 18 settimane di trattamento con nevirapina sono un periodo critico, che richiede uno stretto monitoraggio dei pazienti per individuare tempestivamente la potenziale insorgenza di reazioni cutanee severe e potenzialmente letali (tra cui la sindrome di Stevens-Johnson e la necrolisi epidermica tossica), nonché di grave epatite e/o insufficienza epatica. Il massimo rischio di insorgenza di questi eventi si verifica durante le prime 6 settimane di terapia. Tuttavia, il rischio di eventi epatici permane dopo questo periodo e il monitoraggio deve continuare a intervalli regolari.

All'inizio della terapia con Nevirapin Viatris, i soggetti di sesso femminile, i pazienti non pretrattati con antiretrovirali e con conta elevata di CD4 (>250 cellule/mm3 nelle donne adulte e >400 cellule/mm3 negli uomini adulti) e i pazienti pretrattati con antiretrovirali e con conta elevata di CD4, a fronte della presenza di RNA dell'HIV-1 rilevabile nel plasma a concentrazioni ≥50 copie/ml, sono esposti ad un aumentato rischio di eventi indesiderati a livello epatico.

In particolare le donne, comprese le donne in gravidanza, con conta di CD4>250 cellule/mm3 sono notevolmente più a rischio (fino a 12 volte in più in base ai dati degli studi) di sviluppare effetti epatici indesiderati sintomatici, in gran parte associati ad eruzione cutanea, rispetto alle donne con conta di CD4 inferiore. Questi effetti possono mostrare una progressione eventualmente anche dopo la sospensione di nevirapina. Si sono verificati anche singoli casi con esito fatale. Un aumento del rischio è stato osservato anche negli uomini con conta di CD4>400 cellule/mm3 rispetto a quelli con conta di CD4<400 cellule/mm3 (6,3% vs. max. 1,2% negli uomini con conta di CD4<400 cellule/mm3). I pazienti che sviluppano segni o sintomi di epatite, di reazioni cutanee severe o di reazioni di ipersensibilità, devono sospendere Nevirapin Viatris e sottoporsi immediatamente ad un esame medico. Il trattamento con Nevirapin Viatris non deve essere ripreso dopo una grave reazione epatica, una reazione cutanea o una reazione di ipersensibilità.

Per il resto, la posologia, in particolare il basso dosaggio durante la fase di induzione di 14 giorni, deve essere rigorosamente rispettata (vedere anche «Posologia/impiego»).

Reazioni cutanee e reazioni di ipersensibilità

Reazioni cutanee gravi e potenzialmente letali, in alcuni casi con esito fatale, si sono verificate principalmente durante le prime 6 settimane di trattamento con Nevirapin Viatris. Queste reazioni hanno incluso sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica e reazioni di ipersensibilità caratterizzate da eruzione cutanea, sintomi sistemici e interessamento degli organi interni. I pazienti devono essere attentamente monitorati durante le prime 18 settimane di terapia e, in particolare, devono essere tenuti sotto stretta osservazione per l'insorgenza di casi isolati di eruzione cutanea.

Nevirapin Viatris deve essere interrotto definitivamente in tutti i pazienti che manifestano una grave eruzione cutanea oppure eruzione cutanea associata a sintomi sistemici (ad es. febbre, formazione di vescicole, lesioni del cavo orale, congiuntivite, edemi al viso, dolori muscolari o articolari o malessere generalizzato), comprese sindrome di Stevens-Johnson o necrolisi epidermica tossica. Nevirapin Viatris deve essere interrotto definitivamente anche in tutti i pazienti con una reazione di ipersensibilità (eruzione cutanea associata a sintomi sistemici, quali febbre, dolori muscolari o articolari, linfoadenopatia e interessamento degli organi interni, come ad es. epatite, eosinofilia, granulocitopenia e disturbi della funzionalità renale).

In casi rari è stata osservata rabdomiolisi in pazienti che hanno manifestato reazioni cutanee o epatiche associate all'uso di Nevirapin Viatris.

In uno studio clinico, l'uso concomitante di prednisone (40 mg/die nei primi 14 giorni del trattamento con 200 mg di nevirapina) è stato associato a reazioni cutanee potenziate in relazione all'incidenza e alla gravità. Si sconsiglia pertanto la somministrazione di prednisone o di altri glucocorticoidi per prevenire eruzioni cutanee associate alla nevirapina.

Se si manifesta un'eruzione cutanea durante la fase di induzione di 14 giorni con 200 mg di nevirapina, la dose giornaliera di nevirapina deve essere aumentata solo dopo la completa risoluzione dell'eruzione cutanea. In caso di interruzione della terapia, vedere «Posologia/impiego».

Nei pazienti con eruzione cutanea potenzialmente associata ad un trattamento con Nevirapin Viatris, si raccomanda di controllare i valori epatici ASAT e ALAT. In caso di aumento moderato o severo di questi valori (ASAT o ALAT >5 volte ULN), si deve interrompere Nevirapin Viatris definitivamente.

L'uso di nevirapina a dosaggi superiori a quelli raccomandati può aumentare l'incidenza e la gravità delle reazioni cutanee.

Lo stesso principio vale nel caso in cui si lasci trascorrere troppo tempo tra l'insorgenza dei primi sintomi e la consultazione del medico curante e nel caso in cui si disattendano le prescrizioni posologiche relative alla fase di induzione. Sembra che le donne presentino un rischio maggiore rispetto agli uomini di sviluppare un'eruzione cutanea, indipendentemente dalla composizione della terapia (con o senza nevirapina).

Informazioni importanti per i pazienti

I pazienti devono essere informati che la principale reazione tossica a Nevirapin Viatris è rappresentata dall'eruzione cutanea e che tale reazione si verifica specialmente entro le prime 6 settimane di terapia. Devono essere avvisati di informare immediatamente il proprio medico curante in merito a qualsiasi episodio di eruzione cutanea.

I pazienti con resistenza genotipica o fenotipica a nevirapina non devono essere trattati con Nevirapin Viatris.

Si devono informare i pazienti che, qualora insorga un'eruzione cutanea durante la fase di induzione di due settimane, la dose non può essere aumentata alla posologia di due volte al giorno fino alla completa risoluzione dell'eruzione cutanea.

Lo schema posologico di 200 mg una volta al giorno non deve essere continuato per più di 28 giorni. A quel punto è necessario cercare una terapia antiretrovirale alternativa senza nevirapina.

Qualsiasi paziente che manifesti una grave eruzione cutanea oppure un'eruzione cutanea associata a sintomi sistemici, come ad es. febbre, formazione di vescicole, lesioni del cavo orale, congiuntivite, edemi al viso, dolori muscolari o articolari o malessere generalizzato, deve interrompere la terapia e sottoporsi immediatamente a un esame medico.

Il trattamento con Nevirapin Viatris non deve essere ripreso in questi pazienti.

Effetti sul fegato

Nei pazienti trattati con nevirapina si sono verificati casi di epatotossicità severa e potenzialmente letale, tra cui epatite fulminante fatale. Le prime 18 settimane di trattamento con Nevirapin Viatris sono un periodo critico, che richiede uno stretto monitoraggio dei pazienti. Il rischio di complicanze epatiche è massimo nelle prime 6 settimane di terapia. Il monitoraggio deve comunque continuare durante l'intero trattamento.

In casi rari è stata osservata rabdomiolisi in pazienti che hanno manifestato reazioni cutanee o epatiche associate all'uso di nevirapina.

Il sesso femminile, la conta di CD4+ elevata all'inizio della terapia con nevirapina in pazienti non pretrattati e la conta di CD4 elevata unitamente a RNA dell'HIV-1 rilevabile nel plasma sono associati ad un maggior rischio di eventi indesiderati a livello epatico.

In uno studio retrospettivo, le donne, comprese le donne in gravidanza, con conta di CD4>250 cellule/mm3, hanno mostrato un rischio 12 volte maggiore di complicanze epatiche sintomatiche rispetto alle donne con conta di CD4<250 cellule/mm3 (11% vs. 0,9%). Un aumento del rischio è stato osservato anche negli uomini con conta di CD4>400 cellule/mm3 rispetto a quelli con conta di CD4<400 cellule/mm3 (6,3% vs. 1,2% negli uomini con conta di CD4<400 cellule/mm3).

Casi di epatotossicità severa (compreso un caso di insufficienza epatica che ha richiesto il trapianto) si sono verificati anche in soggetti non infetti da HIV, trattati con dosi multiple di nevirapina in profilassi post-esposizione (un'indicazione non riconosciuta).

Monitoraggio dei parametri della funzionalità epatica

L'aumento dei livelli di ASAT o ALAT (>2,5 volte l'ULN) e/o un'epatite B o C preesistente all'inizio della terapia antiretrovirale con nevirapina sono associati in generale ad un maggiore rischio di effetti collaterali a livello epatico.

Anomalie della funzionalità epatica sono state riportate con nevirapina, alcune già nelle prime settimane di terapia. Aumenti asintomatici degli enzimi epatici sono stati descritti con maggiore frequenza e non costituiscono necessariamente una controindicazione all'uso di Nevirapin Viatris. Aumenti asintomatici dei livelli di gamma-GT non costituiscono una controindicazione al proseguimento della terapia.

Prima dell'inizio della terapia e durante le prime 18 settimane di trattamento si raccomanda di effettuare un attento monitoraggio dei parametri della funzionalità epatica. Successivamente, la frequenza dei controlli va riadattata periodicamente in base alle condizioni del paziente e, in ogni caso, ogni qualvolta un paziente sviluppi segni o sintomi indicativi di epatite e/o ipersensibilità.

Non è necessario modificare lo schema di monitoraggio nei pazienti già in terapia con 200 mg di nevirapina due volte al giorno che passano a Nevirapin Viatris compresse retard una volta al giorno.

ASAT o ALAT >5 volte l'ULN

Prima di iniziare il trattamento con Nevirapin Viatris

Si raccomanda di iniziare il trattamento solo dopo la stabilizzazione dei valori di ASAT/ALAT a livelli inferiori a 5 volte l'ULN.

Dopo l'inizio del trattamento con Nevirapin Viatris

Nevirapin Viatris deve essere sospeso immediatamente se i valori di ASAT o ALAT aumentano >5 volte l'ULN. Se i valori epatici ritornano ai valori basali e se non insorgono segni o sintomi clinici di un'epatite, né evidenze di altre disfunzioni organiche, è possibile riprendere il trattamento con Nevirapin Viatris previa valutazione caso per caso.

La ripresa del trattamento con Nevirapin Viatris deve avvenire con una posologia iniziale di 200 mg al giorno (disponibile con un altro nome commerciale) ed essere monitorata con controlli clinici e analisi di laboratorio più frequenti durante i primi 14 giorni (vedere «Posologia/impiego, Interruzione della terapia»); successivamente, è possibile somministrare una dose di 400 mg al giorno (una compressa di Nevirapin Viatris retard).

Se si ripresentano rapidamente valori epatici anormali, Nevirapin Viatris deve essere interrotto definitivamente e non deve più essere somministrato.

ASAT o ALAT >2,5 volte l'ULN

Nel caso in cui compaiano tali valori prima o durante il trattamento, è necessario monitorare i valori epatici più spesso nell'ambito dei regolari controlli. Sia i medici che i pazienti devono prestare particolare attenzione ai segni iniziali o ai riscontri clinici di un'infiammazione epatica, come inappetenza, nausea, ittero, bilirubinuria, feci alcoliche, epatomegalia o sensibilità epatica. I pazienti devono essere istruiti di rivolgersi al medico nel caso in cui manifestino questi sintomi.

In presenza di epatite sintomatica, caratterizzata da inappetenza, nausea, vomito e ittero associati a riscontri di laboratorio quali valori epatici moderatamente o fortemente alterati (eccetto i valori di gamma-GT), il trattamento con Nevirapin Viatris deve essere interrotto e non può più essere ripreso.

Informazioni importanti per i pazienti

I pazienti devono essere informati che le reazioni epatiche rappresentano importanti reazioni di tossicità a Nevirapin Viatris e richiedono pertanto un controllo particolarmente attento durante le prime 18 settimane di terapia. Devono essere avvisati di sospendere Nevirapin Viatris e di sottoporsi immediatamente ad un accertamento medico (che includa test della funzionalità epatica) da parte del loro medico curante qualora insorgano sintomi indicativi di epatite (ad es. inappetenza, nausea, ittero, urine scure, feci chiare, sensibilità in corrispondenza della regione epatica).

In caso di aumento delle transaminasi e proseguimento della terapia, il paziente deve essere nuovamente informato su come comportarsi se compaiono reazioni cutanee e di ipersensibilità (vedere sopra).

Osteonecrosi

Sebbene l'eziologia sia considerata multifattoriale (tra cui impiego di corticosteroidi, consumo di alcol, immunosoppressione grave, elevato indice di massa corporea), sono stati segnalati casi di osteonecrosi soprattutto nei pazienti con malattia da HIV in stadio avanzato e/o esposti per un periodo prolungato ad una terapia antiretrovirale combinata (ART). I pazienti devono essere avvisati di rivolgersi al medico in caso di comparsa di disturbi, dolore e rigidità alle articolazioni o difficoltà nel movimento.

Sindrome da riattivazione immunitaria

Nei pazienti infetti da HIV con grave immunodeficienza, al momento dell'inizio di una terapia antiretrovirale combinata può insorgere una reazione infiammatoria a patogeni opportunistici asintomatici o residui e causare gravi condizioni cliniche o l'aggravamento dei sintomi. Tipicamente, queste reazioni sono state osservate entro le prime settimane o i primi mesi dall'inizio di una terapia antiretrovirale combinata. Esempi significativi sono la retinite da citomegalovirus, le infezioni micobatteriche generalizzate e/o localizzate e la polmonite da Pneumocystis. Sono state riportate anche malattie autoimmuni (ad es. la malattia di Basedow). Tuttavia, le malattie autoimmuni hanno un tempo di insorgenza variabile e possono verificarsi anche molti mesi dopo l'inizio del trattamento. Ogni sintomo infiammatorio deve essere valutato e, se necessario, opportunamente trattato.

Altre avvertenze

I pazienti devono essere monitorati da medici esperti nel trattamento dell'infezione da HIV, che siano in grado di rilevare tempestivamente infezioni opportunistiche o altre complicanze di un'infezione da HIV. A tutt'oggi, gli effetti a lungo termine di Nevirapin Viatris non sono ancora noti. Non è stato dimostrato se il rischio di trasmissione dell'HIV diminuisca durante il trattamento con Nevirapin Viatris.

Nevirapin Viatris è metabolizzato in gran parte dal fegato; i metaboliti di nevirapina sono eliminati principalmente per via renale. I parametri farmacocinetici richiamano alla prudenza durante la somministrazione di Nevirapin Viatris a pazienti con insufficienza epatica moderata (classe B di Child-Pugh). Nevirapin Viatris non deve essere somministrato a pazienti con insufficienza epatica grave (classe C di Child-Pugh).

Non sono disponibili dati sull'uso di Nevirapin Viatris compresse retard in pazienti con insufficienza epatica.

Nei pazienti con insufficienza renale dializzati, la terapia con Nevirapin Viatris deve essere integrata con 200 mg di nevirapina dopo ogni trattamento di dialisi. I parametri farmacocinetici indicano che ciò compensa l'effetto della dialisi sulla clearance di nevirapina. I pazienti con CLcreat ≥20 ml/min non necessitano di un aggiustamento della dose di Nevirapin Viatris (vedere «Farmacocinetica»). Non sono disponibili dati sull'uso di Nevirapin Viatris compresse retard in pazienti con insufficienza renale.

Si sconsiglia di assumere estratti di iperico durante il trattamento con Nevirapin Viatris (vedere «Controindicazioni»). Si raccomanda di prestare attenzione anche ad altre interazioni (vedere la rubrica «Interazioni»).

Nei pazienti infetti da HIV, la terapia antiretrovirale combinata è stata associata ad una redistribuzione dei grassi corporei (lipodistrofia), che può portare a perdita di tessuto adiposo localizzata nel viso e negli arti, aumento di tessuto adiposo intra-addominale, ipertrofia del seno e accumulo di grasso dorsocervicale (gobba di bufalo).

Le donne che assumono Nevirapin Viatris non devono usare come unico metodo anticoncezionale contraccettivi ormonali diversi dal medrossiprogesterone acetato depot (DMPA).

La nevirapina può ridurre le concentrazioni plasmatiche di questi medicamenti (vedere «Interazioni»). Per questa ragione e per ridurre il rischio di trasmissione del virus HIV, si raccomanda l'uso di contraccettivi di barriera (ad es. profilattici). Inoltre, se viene effettuata una terapia ormonale post-menopausale durante l'uso di Nevirapin Viatris, è necessario monitorarne l'effetto terapeutico.

La terapia antiretrovirale combinata è stata associata a disturbi del metabolismo, quali ad es. ipertrigliceridemia, ipercolesterolemia, resistenza insulinica, iperglicemia e aumento dei livelli di lattato.

Avvertenze in caso di uso concomitante con altri medicamenti (per ulteriori indicazioni vedere la rubrica «Interazioni»)

Nevirapin Viatris può alterare i livelli plasmatici di altri medicamenti e altri medicamenti possono alterare i livelli plasmatici di Nevirapin Viatris. Si sconsiglia la co-somministrazione di Nevirapin Viatris con i seguenti medicamenti: efavirenz, rifampicina, ketoconazolo, etravirina, rilpivirina, elvitegravir (in associazione con cobicistat), erba di San Giovanni; se non co-somministrati con ritonavir a basso dosaggio: fosamprenavir, saquinavir, atazanavir.

Lattosio

Una compressa retard di Nevirapin Viatris contiene 398 mg di lattosio. I pazienti affetti da rara intolleranza ereditaria al galattosio, deficit totale di lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.

Sodio

Una compressa retard di Nevirapin Viatris contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa, è cioè essenzialmente «senza sodio».

Occasionalmente, le sostanze ausiliarie di Nevirapin Viatris compresse retard vengono escrete tramite le feci sotto forma di residui molli rigonfi, che potrebbero assomigliare a compresse intatte. Questi involucri delle compresse espulsi non hanno alcuna influenza sui livelli ematici né sull'effetto del medicamento.

Interazioni

I seguenti dati si riferiscono all'uso di 200 mg di nevirapina, ma riguardano prevedibilmente tutte le forme farmaceutiche.

La nevirapina è un induttore degli enzimi epatici del citocromo P450 (CYP3A, CYP2B). È quindi possibile che la somministrazione concomitante con medicamenti metabolizzati in misura rilevante da CYP3A o CYP2B possa ridurne le concentrazioni plasmatiche (vedere «Farmacocinetica»). Potrebbe essere necessario un aggiustamento della dose se un paziente già in trattamento stabile con medicamenti metabolizzati da CYP3A o CYP2B inizia una terapia con nevirapina.

L'assorbimento di nevirapina non è compromesso dall'assunzione di alimenti, antiacidi o medicamenti contenenti un tampone alcalino.

I dati relativi alle interazioni sono indicati per la maggior parte come variazioni percentuali (medie geometriche) con un intervallo di confidenza al 95% (IC 95%).

Principi attivi per area terapeutica

Interazione

Raccomandazioni riguardanti la combinazione

ANTINFETTIVI

Antiretrovirali

NRTI

Didanosina
100
-150 mg 2 volte/die
(NVP 200 mg 1 volta/die × 14 giorni; 200 mg 2 volte/die × 14 giorni)

Didanosina AUC ↔
Didanosina C
max
Didanosina C
min§

Nevirapina e didanosina possono essere co-somministrate senza aggiustamenti posologici.

Lamivudina
150 mg 2 volte/die

(NVP 200 mg 2 volte/die)

Non vi sono differenze nella clearance apparente e nel volume di distribuzione di lamivudina, il che suggerisce che nevirapina non abbia alcun effetto d'induzione sulla clearance di lamivudina.

Nevirapina e lamivudina possono essere co-somministrate senza aggiustamenti posologici.

Stavudina
30/40 mg 2 volte/die

(NVP 200 mg 1 volta/die × 14 giorni; 200 mg 2 volte/die × 14 giorni)

Stavudina AUC ↔
Stavudina C
max
Stavudina C
min§
Nevirapina:

i livelli sono risultati invariati rispetto ai valori di controllo precedenti.

Nevirapina e stavudina possono essere co-somministrate senza aggiustamenti posologici.

Tenofovir
300 mg 1 volta/die

(NVP 200 mg 2 volte/die)

I livelli plasmatici di tenofovir rimangono invariati. Tenofovir non ha alcun effetto sui livelli di NVP.

Nevirapina e tenofovir possono essere co-somministrati senza aggiustamenti posologici.

Zalcitabina
0,125
-0,25 mg 3 volte/die
(NVP 200 mg 1 volta/die × 14 giorni; 200 mg 2 volte/die × 14 giorni)

Zalcitabina AUC ↔
Zalcitabina C
max
Zalcitabina C
min§

Nevirapina e zalcitabina possono essere co-somministrate senza aggiustamenti posologici.

Zidovudina
100
-200 mg 3 volte/die
(NVP 200 mg 1 volta/die × 14 giorni; 200 mg 2 volte/die × 14 giorni)

Zidovudina AUC ↓24 (da ↓69 a ↑83)
Zidovudina C
max ↓26 (da ↓84 a ↑254)
I dati accoppiati indicano che zidovudina non influenza la farmacocinetica di nevirapina.

Nevirapina e zidovudina possono essere co-somministrate senza aggiustamenti posologici.

NNRTI

Efavirenz
600 mg 1 volta/die

(NVP 200 mg 1 volta/die × 14 giorni; 400 mg 1 volta/die × 14 giorni)

Efavirenz AUC ↓28 (da ↓34 a ↓14)a
Efavirenz C
max ↓12 (da ↓23 a ↑1)a
Efavirenz C
min ↓32 (da ↓35 a ↓19)a

Si sconsiglia la co-somministrazione di efavirenz e nevirapina poiché può aumentare il rischio di insorgenza di effetti indesiderati (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»). Inoltre, la co-somministrazione non migliora l'efficacia rispetto alla somministrazione di ciascun NNRTI in monoterapia. In vitro, la co-somministrazione di nevirapina con efavirenz ha mostrato una forte attività antagonista anti-HIV-1 (vedere anche «Proprietà/effetti»).

Inibitori della proteasi

Atazanavir/ritonavir
300/100 mg 1 volta/die

400/100 mg 1 volta/die

(NVP 200 mg 2 volte/die)

Atazanavir 300/100 mg:
Atazanavir AUC ↓42 (da ↓52 a ↓29)
a
Atazanavir C
max ↓28 (da ↓40 a ↓14)a
Atazanavir C
min ↓72 (da ↓80 a ↓60)a
Atazanavir 400/100 mg

Atazanavir AUC ↓19 (da ↓35 a ↑2)
a
Atazanavir C
max
Atazanavir C
min ↓59 (da ↓73 a ↓40)a
(rispetto a 300/100 mg senza NVP)

Nevirapina AUC ↑25 (da ↑17 a ↑34)
a
Nevirapina C
max ↑17 (da ↑9 a↑25)a
Nevirapina C
min ↑32 (da ↑22 a ↑43)a

In caso di assunzione di atazanavir in associazione con nevirapina, la posologia deve essere di 400 mg di atazanavir con ritonavir a basso dosaggio (100 mg).

Darunavir/ritonavir
400/100 mg 2 volte/die

(NVP 200 mg 2 volte/die)

Darunavir AUC ↔
Darunavir C
min
Nevirapina AUC ↑27

Nevirapina C
min ↑47

Darunavir/ritonavir aumenta le concentrazioni plasmatiche di nevirapina a seguito di un'inibizione del CYP3A4. Poiché la differenza non è considerata clinicamente significativa, darunavir può essere co-somministrato con nevirapina in associazione con 100 mg di ritonavir senza aggiustamenti posologici.

Fosamprenavir
1400 mg 2 volte/die

(NVP 200 mg 2 volte/die)

Amprenavir AUC ↓33 (da ↓45 a ↓20)a
Amprenavir C
max ↓25 (da ↓37 a ↓11)a
Amprenavir C
min ↓35 (da ↓51 a ↓15)a
Nevirapina AUC ↑29 (da ↑19 a ↑40)
a
Nevirapina C
max ↑25 (da ↑14 a ↑37)a
Nevirapina C
min ↑34 (da ↑21 a ↑49)a

Nevirapina non deve essere co-somministrata con fosamprenavir se quest'ultimo non è associato con ritonavir (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Fosamprenavir/ritonavir
700/100 mg 2 volte/die

(NVP 200 mg 2 volte/die)

Amprenavir AUC: variazione non significativa
Amprenavir C
max variazione non significativa
Amprenavir C
min ↓19 (da ↓32 a ↓5)a
Nevirapina AUC ↑14 (da ↑5 a ↑24)
a
Nevirapina C
max ↑13 (da ↑3 a ↑24)a
Nevirapina C
min ↑22 (da↑10 a ↑35)a

Se nevirapina viene co-somministrata con 700/100 mg di fosamprenavir/ritonavir due volte/die, non sono necessari aggiustamenti posologici.

Indinavir

800 mg ogni 8 ore
(NVP 200 mg 1 volta/die × 14 giorni; 200 mg 2 volte/die × 14 giorni)

Indinavir AUC ↓31 (da ↓64 a ↑30)
Indinavir C
max ↓15 (da ↓53 a ↑55)
Indinavir C
min ↓44 (da ↓77 a ↑39)
Non è stata dimostrata una variazione clinicamente significativa dei livelli plasmatici di nevirapina.

Non sono state raggiunte conclusioni cliniche definitive riguardo ai possibili effetti dell'uso concomitante di nevirapina con indinavir. Si raccomanda di considerare un aumento della dose di indinavir a 1000 mg ogni otto ore quando indinavir viene co-somministrato con 200 mg di nevirapina due volte/die. Non sono attualmente disponibili risultati che dimostrino la differenza tra l'effetto antiretrovirale a breve o a lungo termine di 1000 mg di indinavir ogni otto ore più 200 mg di nevirapina due volte/die e l'effetto antiretrovirale di 800 mg di indinavir ogni otto ore e 200 mg di nevirapina due volte/die.
Oggi si utilizza abitualmente indinavir in associazione con RTV. Sono disponibili dati clinici limitati sull'interazione tra nevirapina e indinavir/ritonavir.

Lopinavir/ritonavir
400/100 mg 2 volte/die

(NVP 200 mg 2 volte/die)

Lopinavir AUC ↓27
Lopinavir C
max ↓19
Lopinavir C
min ↓46

Sebbene la rilevanza clinica di questa osservazione non sia stata completamente studiata, si raccomanda un aumento della dose a 533/133 mg di lopinavir/ritonavir (4 capsule) due volte/die insieme a un pasto in caso di co-somministrazione con nevirapina.

Nelfinavir
750 mg 3 volte/die

(NVP 200 mg 1 volta/die × 14 giorni; 200 mg 2 volte/die × 14 giorni)

Nelfinavir: nessuna variazione clinicamente significativa dei parametri farmacocinetici di nelfinavir dopo co-somministrazione con nevirapina.
Esposizione totale a nelfinavir più il metabolita AG1402:

AUC ↓20 (da ↓72 a ↑128)

C
max ↓12 (da ↓61 a ↑100)
C
min ↓35 (da ↓90 a ↑316)
Nevirapina: i livelli sono risultati invariati rispetto ai valori di controllo precedenti.

Nevirapina e nelfinavir possono essere co-somministrati senza aggiustamenti posologici.

Ritonavir
600 mg 2 volte/die

(NVP 200 mg 1 volta/die × 14 giorni; 200 mg 2 volte/die × 14 giorni)

La co-somministrazione porta a una variazione clinicamente significativa dei livelli plasmatici di ritonavir o nevirapina.
Ritonavir AUC ↔

Ritonavir C
max
Ritonavir C
min

Nevirapina e ritonavir possono essere co-somministrati senza aggiustamenti posologici.

Saquinavir
600 mg 3 volte/die

(NVP 200 mg 1 volta/die × 14 giorni; 200 mg 2 volte/die × 21 giorni)

Saquinavir AUC ↓38 (da ↓47 a ↓11)a
Saquinavir C
max ↓32 (da ↓44 a ↓6)a
Saquinavir C
min§

Nevirapina non deve essere co-somministrata con saquinavir se quest'ultimo non è associato con ritonavir (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Saquinavir/ritonavir

I dati limitati disponibili con capsule di gelatina molle di saquinavir boosterato con ritonavir non suggeriscono alcuna interazione clinicamente significativa di saquinavir boosterato con ritonavir e nevirapina.

Nevirapina e saquinavir possono essere co-somministrati senza aggiustamenti posologici.

Tipranavir/ritonavir
500/200 mg 2 volte/die

(NVP 200 mg 2 volte/die)

Non sono stati condotti studi d'interazione specifici. I dati limitati derivanti da uno studio di fase IIa in pazienti infetti da HIV hanno mostrato una riduzione clinicamente non significativa pari al 20% della Cmin di TPV. Non sono attese interazioni significative tra nevirapina e tipranavir in associazione con ritonavir a basso dosaggio.

Nevirapina e tipranavir possono essere co-somministrati senza aggiustamenti posologici.

Inibitori di fusione

Enfuvirtide

Non sono attese interazioni farmacocinetiche clinicamente significative tra enfuvirtide e i medicamenti metabolizzati dagli enzimi del CYP450.

In considerazione della via metabolica di enfuvirtide, non sono attese interazioni. In caso di co-somministrazione di enfuvirtide con nevirapina non sono raccomandati quindi aggiustamenti posologici.

Maraviroc
300 mg in monosomministrazione

(NVP 200 mg 2 volte/die)

Maraviroc AUC ↔
Maraviroc C
max
Rispetto ai valori di controllo precedenti. Le concentrazioni di nevirapina non sono state misurate. Non sono attesi effetti.

Il confronto con i valori di controllo precedenti indica che maraviroc 300 mg due volte/die può essere somministrato con nevirapina senza aggiustamenti posologici.

Inibitori dell'integrasi

Raltegravir

Non sono disponibili dati clinici.

In considerazione della via metabolica di raltegravir, non sono attese interazioni. In caso di co-somministrazione di raltegravir con nevirapina non sono raccomandati aggiustamenti posologici.

Antibiotici

Claritromicina
500 mg 2 volte/die

(NVP 200 mg 1 volta/die × 14 giorni; 200 mg 2 volte/die × 14 giorni)

Claritromicina AUC ↓31 (da ↓57 a ↑9)
Claritromicina C
min ↓56 (da ↓92 a ↑126)
Metabolita 14-OH-claritromicina AUC ↑42 (da ↓41 a ↑242)

Metabolita 14-OH-claritromicina C
max ↑47 (da ↓39 a ↑255)
Nevirapina AUC ↑26

Nevirapina C
max ↑24
Nevirapina C
min ↑28
Rispetto ai valori di controllo precedenti.

In caso di co-somministrazione di claritromicina con nevirapina non sono raccomandati aggiustamenti posologici per nessuno dei due medicamenti. Si raccomanda comunque uno stretto monitoraggio delle variazioni dei valori di funzionalità epatica. In caso di trattamento di pazienti con il complesso intracellulare del Mycobacterium avium, si deve tuttavia valutare una terapia alternativa alla claritromicina, poiché il metabolita attivo non è efficace in questo caso.

Rifabutina
150 o 300 mg 1 volta/die

(NVP 200 mg 1 volta/die × 14 giorni; 200 mg 2 volte/die × 14 giorni)

Rifabutina AUC ↑17 (da ↓53 a ↑191)
Rifabutina C
max ↑28 (da ↓44 a ↑195)
Metabolita 25-O-desacetilrifabutina AUC ↑24% (da ↓83 a ↑787)

Metabolita 25-O-desacetilrifabutina C
max ↑29% (da ↓67 a ↑400).
Rispetto ai dati farmacocinetici precedenti è stato riportato un aumento clinicamente non significativo (9%) della clearance apparente di nevirapina.

In caso di co-somministrazione di rifabutina con nevirapina non sono raccomandati aggiustamenti posologici. A causa dell'elevata variabilità interpersonale, in alcuni pazienti può verificarsi un considerevole aumento dell'esposizione a rifabutina, con conseguente maggior rischio di tossicità di rifabutina. Pertanto, la co-somministrazione dei due medicamenti deve avvenire con cautela.

Rifampicina
600 mg 1 volta/die

(NVP 200 mg 1 volta/die × 14 giorni; 200 mg 2 volte/die × 14 giorni)

Rifampicina Cmax e AUC: nessuna variazione significativa.
Nevirapina AUC ↓58

Nevirapina C
max ↓50
Nevirapina C
min ↓68
Rispetto ai dati precedenti.

Nevirapina e rifampicina non devono essere co-somministrati.
Sono disponibili dati clinici limitati riguardanti l'aggiustamento della dose di nevirapina in caso di co-somministrazione con rifampicina (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»). Per il trattamento di pazienti in terapia con nevirapina e contemporaneamente affetti da tubercolosi, i medici devono considerare l'uso di rifabutina.

Antimicotici

Fluconazolo
200 mg 1 volta/die

(NVP 200 mg 1 volta/die × 14 giorni; 200 mg 2 volte/die × 14 giorni)

Fluconazolo AUC ↔
Fluconazolo C
max
Fluconazolo C
min
Esposizione a nevirapina: ↑100% rispetto ai dati precedenti, dove nevirapina era somministrata in monoterapia.

In caso di co-somministrazione è richiesta cautela ed è necessario un attento monitoraggio dei pazienti a causa del rischio di aumentata esposizione a nevirapina.

Itraconazolo
200 mg 1 volta/die

(NVP 200 mg 1 volta/die)

Itraconazolo AUC ↓61
Itraconazolo C
max ↓38
Itraconazolo C
min ↓87
Non è stata riscontrata una differenza significativa nei parametri farmacocinetici di nevirapina.

In caso di co-somministrazione di nevirapina e itraconazolo, deve essere considerato un aggiustamento della dose di itraconazolo.

Ketoconazolo 400 mg 1 volta/die
(NVP 200 mg 1 volta/die × 14 giorni; 200 mg 2 volte/die × 14 giorni)

Ketoconazolo AUC ↓72 (da ↓95 a ↑101)
Ketoconazolo C
max ↓44 (da ↓86 a ↑158)
Livelli plasmatici di nevirapina: ↑15
-28% rispetto ai valori di controllo precedenti.

Ketoconazolo e nevirapina non devono essere co-somministrati (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

Antacidi

Cimetidina

Nevirapina Cmin ↑7

I dati limitati non indicano la necessità di aggiustamenti posologici in caso di co-somministrazione di nevaripina con cimetidina.

Antitrombotici

Warfarin

L'interazione tra nevirapina e l'antitrombotico warfarin è complessa. In caso di co-somministrazione possono verificarsi sia aumenti che riduzioni del tempo di coagulazione.

L'effetto risultante dell'interazione può cambiare durante le prime settimane di co-somministrazione oppure dopo la sospensione di nevirapina. È richiesto pertanto uno stretto monitoraggio dei parametri della coagulazione.

Contraccettivi

Medrossiprogesterone acetato
depot (DMPA)

150 mg ogni 3 mesi

(NVP 200 mg 1 volta/die × 14 giorni; 200 mg 2 volte/die × 14 giorni)

DMPA AUC ↔
DMPA C
max
DMPA C
min
Nevirapina AUC ↑20

Nevirapina C
max ↑20

Nevirapina e DMPA possono essere co-somministrati senza aggiustamenti posologici. La co-somministrazione di nevirapina non ha alterato l'inibizione dell'ovulazione da parte di DMPA.

Etinilestradiolo (EE)
0,035 mg

e

noretindrone(NET) 1,0 mg (monosomministrazione)

(NVP 200 mg 1 volta/die × 14 giorni; 200 mg 2 volte/die × 14 giorni)

EE AUC ↓20 (da ↓57 a ↑52)
EE C
max
EE C
min§
NET AUC ↓19 (da ↓50 a ↑30)

NET C
max ↓16 (da ↓49 a ↑37)
NET C
min§

Le donne che assumono nevirapina non devono usare contraccettivi ormonali orali come unico metodo anticoncezionale (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»).
Non sono state stabilite dosi appropriate, in termini di sicurezza ed efficacia, di contraccettivi ormonali (sia per via orale che per altre vie di somministrazione) diversi da DMPA in caso di associazione con nevirapina.

Analgesici/Oppioidi

Metadone
Posologia individuale

(NVP 200 mg 1 volta/die × 14 giorni; 200 mg 2 volte/die ≥7 giorni)

Metadone AUC ↓65 (da ↓82 a ↓32)
Metadone C
max ↓50 (da ↓67 a ↓25)

Nei pazienti trattati contemporaneamente con nevirapina e metadone sono stati riportati casi di sindrome da astinenza di oppioidi. I pazienti in terapia con metadone che iniziano un trattamento con nevirapina devono essere tenuti sotto osservazione per l'insorgenza di eventuali sintomi di crisi di astinenza e la dose di metadone deve essere aggiustata di conseguenza.

Medicamenti fitoterapeutici

Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum)

Le concentrazioni sieriche di nevirapina possono essere ridotte dall'uso concomitante di medicamenti fitoterapeutici contenenti erba di San Giovanni (Hypericum perforatum). Ciò è dovuto all'induzione di enzimi metabolizzanti e/o di proteine di trasporto del medicamento ad opera dall'erba di San Giovanni.

I medicamenti contenenti erba di San Giovanni non devono essere co-somministrati con nevirapina. Se un paziente sta già assumendo erba di San Giovanni, è necessario controllare i livelli di nevirapina e, se possibile, anche la carica virale, e sospendere l'assunzione dell'erba di San Giovanni. Dopo la sospensione dell'erba di San Giovanni, i livelli di nevirapina possono aumentare. Potrebbe essere necessario aggiustare la posologia di nevirapina. L'effetto induttivo può persistere per almeno 2 settimane dopo la sospensione dell'erba di San Giovanni (vedere anche «Controindicazioni»).

 

§ = Cmin al di sotto del limite di rilevabilità del test

↑ = aumento, ↓ = diminuzione, ↔ = nessun effetto

a I dati sono riportati come medie geometriche con un intervallo di confidenza al 90% (IC 90%)

Ulteriori informazioni

Studi in vitro su microsomi di epatociti umani hanno indicato che la formazione di metaboliti idrossilati di nevirapina non viene influenzata dalla presenza di dapsone, rifabutina, rifampicina e trimetoprim/sulfametossazolo. Ketoconazolo ed eritromicina hanno inibito significativamente la formazione di questi metaboliti. Non sono stati condotti studi clinici.

Si sconsiglia la co-somministrazione di nevirapina ed elvitegravir in associazione con cobicistat, come pure di nevirapina e NNRTI (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

Non stati condotti studi di interazione tra nevirapina e i seguenti medicamenti, ma dato che tali medicamenti non influenzano il CYP3A4 e non vengono metabolizzati dal CYP3A4, non sono attese variazioni rilevanti dei parametri farmacocinetici di nevirapina: emtricitabina, abacavir, interferone (interferone pegilato alfa 2a e alfa 2b), entecavir, telbivudina.

Il preparato deve essere utilizzato con cautela durante la gravidanza.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

I dati relativi a donne in gravidanza derivanti dal registro americano Antiretroviral Pregnancy Registry (1171 esposizioni a nevirapina nel primo trimestre e 1529 nel secondo/terzo trimestre) del luglio 2021 non hanno evidenziato né un aumento del tasso di malformazioni né tossicità fetale o neonatale. Tuttavia, mancano studi sufficienti e adeguatamente controllati sul trattamento dell'infezione da HIV-1 nelle donne in gravidanza. Gli studi di tossicità per la riproduzione non hanno dimostrato effetti teratogeni. Il preparato deve essere utilizzato con cautela durante la gravidanza.

Nelle gestanti infette da HIV-1, l'emivita di nevirapina dopo una dose orale singola di 200 mg risulta aumentata (60-70 ore) e la clearance orale varia notevolmente (2,1 ± 1,5 l/ora, in base allo stress fisiologico durante il parto).

I risultati di uno studio di farmacocinetica condotto su 10 gestanti infette da HIV-1, che avevano ricevuto una dose orale singola di 100 o 200 mg di nevirapina 5,8 ore (mediana) prima del parto, hanno mostrato che nevirapina attraversa la placenta e viene escreta nel latte materno.

Data la maggiore incidenza di epatotossicità nei soggetti di sesso femminile, è opportuno tenerne conto in fase di decisione terapeutica (vedere la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Non sono disponibili sufficienti evidenze per confermare che l'assenza di un aumento del rischio di tossicità, riscontrata in donne pretrattate con antiretrovirali con carica virale non rilevabile (<50 copie/ml di HIV-1 nel plasma) e con conta di CD4+ >250 cellule/mm3 all'inizio del trattamento con nevirapina, si applichi anche alle donne in gravidanza. Tutti gli studi randomizzati focalizzati su questo aspetto hanno escluso le donne in gravidanza; anche negli studi di coorte e nelle meta-analisi le donne in gravidanza erano numericamente sottorappresentate.

Allattamento

L'allattamento al seno è sconsigliato alle madri infette da HIV per il rischio di trasmissione postnatale del virus HIV. Si consiglia alle madri che allattano al seno di sospendere l'allattamento in caso di trattamento con Nevirapin Viatris.

Fertilità

Non sono disponibili dati sulla fertilità nell'uomo.

Negli studi di tossicità per la riproduzione è stata dimostrata una compromissione della fertilità nei ratti (vedere «Dati preclinici»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Mancano studi specifici in merito agli effetti sulla capacità di guidare veicoli e sulla capacità di utilizzare macchine.

I pazienti devono essere tuttavia avvisati che, durante il trattamento con Nevirapin Viatris, possono manifestarsi effetti indesiderati, come ad es. stanchezza. Si raccomanda pertanto cautela quando si guida un veicolo o si utilizzano macchine. Se si manifesta stanchezza, evitare attività potenzialmente pericolose quali la guida di veicoli o l'utilizzo di macchine.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati più comunemente osservati in associazione con la terapia con nevirapina nel corso di tutti gli studi sono stati eruzione cutanea (vedere sotto per maggiori informazioni), nausea, stanchezza, febbre, cefalea, vomito, diarrea, dolore addominale, mialgia e aumento dei valori epatici.

L'esperienza acquisita dopo l'introduzione sul mercato ha mostrato che gli effetti collaterali più severi sono i seguenti: sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (TEN), grave epatite e/o insufficienza epatica e reazioni di ipersensibilità (sotto forma di eruzione cutanea associata ad altri sintomi sistemici, quali febbre, dolori articolari o muscolari e ingrossamento dei linfonodi, in aggiunta a interessamento degli organi interni con manifestazioni di epatite, eosinofilia, granulocitopenia e insufficienza renale acuta).

Le prime 18 settimane di trattamento sono un periodo critico che richiede uno stretto monitoraggio dei pazienti (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

Cute e tessuto sottocutaneo

L'eruzione cutanea è l'effetto collaterale clinicamente più importante di nevirapina. Negli studi clinici controllati, il 13,6% dei pazienti trattati con una terapia combinata ha manifestato un'eruzione cutanea riconducibile alla terapia con nevirapina compresse. In questi studi clinici si è verificata un'eruzione cutanea nel 24% dei pazienti trattati con nevirapina compresse rispetto a solo il 15% dei pazienti nei gruppi di controllo.

Reazioni cutanee intense o potenzialmente letali si sono verificate nell'1,7% dei pazienti trattati con nevirapina compresse. Queste reazioni sono state osservate invece solo nello 0,2% dei pazienti nei gruppi di controllo.

L'eruzione cutanea insorge normalmente come manifestazione cutanea eritematosa maculo-papulosa da lieve a moderata, associata o meno a prurito e localizzata al tronco, al viso e alle estremità.

Sono state riportate reazioni allergiche quali anafilassi, angioedema e orticaria.

Le eruzioni cutanee possono manifestarsi isolate o insieme a una sindrome di ipersensibilità caratterizzata da eruzione cutanea associata a sintomi sistemici, quali febbre, artralgia, mialgia e linfoadenopatia, nonché ad una o più alterazioni seguenti: emocromo (eosinofilia, granulocitopenia) o interessamenti viscerali (epatite, disfunzioni renali). Nei pazienti trattati con nevirapina si sono verificate reazioni cutanee severe e potenzialmente letali, tra cui sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e necrolisi epidermica tossica (TEN). Sono noti casi fatali di SJS, TEN e reazioni di ipersensibilità.

La maggior parte dei casi di eruzione cutanea severa si è verificata entro le prime 6 settimane di trattamento; per alcuni pazienti è stato necessario il ricovero in ospedale e per un paziente si è dovuto ricorrere ad un intervento chirurgico.

Nello studio 1100.1486 (VERxVE), pazienti non pretrattati con antiretrovirali (naïve ad ART) hanno ricevuto una dose di induzione di nevirapina 200 mg una volta al giorno per 14 giorni (n=1068). Successivamente, sono stati randomizzati a ricevere nevirapina 200 mg due volte al giorno oppure nevirapina compresse retard 400 mg una volta al giorno. Tutti i pazienti ricevevano tenofovir + emtricitabina come terapia di base.

I dati di sicurezza hanno incluso tutte le visite dei pazienti fino al momento in cui l'ultimo paziente ha completato le 144 settimane dello studio. Sono pertanto inclusi anche i dati di sicurezza derivanti dalla fase in aperto successiva alla settimana 144 (alla quale potevano partecipare i pazienti di entrambi i gruppi di trattamento che avevano completato la fase in cieco).

Eruzioni cutanee severe o potenzialmente letali, considerate associate al trattamento con nevirapina, si sono verificate durante la fase di induzione con nevirapina compresse nell'1,4% dei pazienti. Durante la fase randomizzata, eruzioni cutanee gravi si sono verificate nell'1,4% e nello 0,2% dei pazienti trattati rispettivamente con nevirapina compresse e nevirapina compresse retard. Durante la fase randomizzata non sono state riportate eruzioni cutanee potenzialmente letali (Grado 4), considerate associate al trattamento con nevirapina.

In questo studio sono stati riportati sei casi di sindrome di Stevens-Johnson, verificatisi tutti tranne uno entro i primi 30 giorni di trattamento con nevirapina.

Nello studio 1100.1526 (TRANxITION), i pazienti trattati con nevirapina compresse 200 mg due volte al giorno per almeno 18 settimane sono stati randomizzati a ricevere nevirapina compresse retard 400 mg una volta al giorno (n=295) o a rimanere in terapia con nevirapina compresse (n=148). In questo studio, in nessuno dei gruppi di trattamento sono state osservate eruzioni cutanee di Grado 3 o 4.

Apparato epato-biliare

Con nevirapina compresse sono stati osservati aumenti dei valori epatici (ALAT, ASAT, gamma-GT, bilirubina totale e fosfatasi alcalina), in alcuni casi già durante le prime settimane di trattamento. Gli aumenti dei livelli di gamma-GT sono generalmente asintomatici. Sono stati riportati anche casi di epatite (isolati o associati ad eruzione cutanea e/o altri sintomi sistemici), ittero e alcuni casi di epatotossicità grave o potenzialmente letale, compresi casi singoli di epatite fulminante con esito fatale. In uno studio clinico, il rischio di eventi epatici nei pazienti trattati con nevirapina compresse per la durata di 1 anno è raddoppiato rispetto ai pazienti nel gruppo di controllo.

Nello studio 1100.1486 (VERxVE), pazienti naïve alla terapia hanno ricevuto una dose di induzione di nevirapina compresse 200 mg una volta al giorno per 14 giorni; successivamente, sono stati randomizzati a ricevere nevirapina compresse 200 mg due volte al giorno o nevirapina compresse retard 400 mg una volta al giorno. Tutti i pazienti assumevano tenofovir + emtricitabina come terapia di base. Un criterio di inclusione era una conta di CD4 inferiore a 250 cellule/mm3 (donne) o inferiore a 400 cellule/mm3 (uomini). L'incidenza delle complicanze epatiche sintomatiche durante la fase di induzione è stata pari allo 0,5%. Dopo la fase di induzione, l'incidenza delle complicanze epatiche sintomatiche è stata pari al 2,4% con nevirapina compresse e all'1,6% con nevirapina compresse retard.

L'incidenza delle complicanze epatiche sintomatiche era comparabile nei soggetti di sesso maschile e femminile.

Valori elevati di ASAT o ALAT e/o la sieropositività per l'epatite B e/o C sono risultati associati ad un aumento del rischio di effetti epatici indesiderati (sia per i pazienti trattati con nevirapina compresse che per quelli trattati con placebo). Dopo un anno di trattamento con nevirapina compresse, il rischio di eventi epatici era inferiore al 2% nei pazienti negativi all'epatite B e/o C. Nelle prime 18 settimane di trattamento è fortemente raccomandato uno stretto controllo dei valori epatici; successivamente, questo controllo dovrà continuare a intervalli periodici (vedere «Posologia/impiego»).

In caso di aumento dei valori degli enzimi epatici: attenersi rigorosamente alle istruzioni riportate nella rubrica «Avvertenze e misure precauzionali».

In casi rari sono state riportate sindrome di insufficienza epatica e/o renale, anemia, neutropenia o artralgia. Sono stati osservati singoli casi di agranulocitosi.

Nei pazienti infetti da HIV, la terapia antiretrovirale combinata è stata associata ad una redistribuzione dei grassi corporei (lipodistrofia), che può portare a perdita di tessuto adiposo localizzata nel viso e negli arti, aumento di tessuto adiposo intra-addominale, ipertrofia del seno e accumulo di grasso dorsocervicale (gobba di bufalo).

La frequenza è definita come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1000), molto raro (<1/10'000).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Comune: granulocitopenia.

Non comune: anemia.

Disturbi del sistema immunitario

Comune: ipersensibilità.

Non comune: reazione anafilattica.

Raro: reazione al medicamento con eosinofilia e sintomi sistemici.

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea.

Patologie gastrointestinali

Comune: nausea, vomito, dolori addominali, diarrea.

Patologie epatobiliari

Comune: epatite (compresi danni epatici gravi e potenzialmente letali).

Non comune: ittero.

Raro: epatite fulminante (eventualmente con esito fatale).

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Molto comune: eruzione cutanea (12,51%).

Non comune: orticaria, angioedema, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (eventualmente con esito fatale).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: artralgia, mialgia.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: stanchezza, febbre.

Esami diagnostici

Comune: aumento dei valori epatici (alanina aminotransferasi, aspartato aminotransferasi, gamma-glutamiltransferasi).

Non comune: aumento della pressione arteriosa, riduzione dei valori del fosforo nel sangue.

I seguenti eventi sono stati osservati in associazione ad altri medicamenti antiretrovirali: ipertrigliceridemia, trombocitopenia, pancreatite e neuropatia periferica. Non è certo il nesso di causalità con la terapia con nevirapina.

Sono stati segnalati casi di osteonecrosi soprattutto nei pazienti con fattori di rischio generalmente noti, malattia da HIV in stadio avanzato o esposti per lungo tempo ad una terapia antiretrovirale combinata (ART). Non è nota la frequenza dell'insorgenza (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Non è noto alcun antidoto per il sovradosaggio di Nevirapin Viatris. Sono stati segnalati casi di posologia eccessiva di 800-6000 mg/die fino a 15 giorni con 200 mg di nevirapina. Si sono verificati edema, eritema nodoso, stanchezza, febbre, cefalea, insonnia, nausea, infiltrati polmonari, eruzione cutanea, vertigini, vomito, aumento delle transaminasi e calo di peso. Tutti i sintomi sono scomparsi con l'interruzione di Nevirapin Viatris.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

J05AG01

Meccanismo d'azione

La nevirapina è un «inibitore non nucleosidico della trascrittasi inversa» (NNRTI) del virus HIV-1. La nevirapina si lega direttamente alla trascrittasi inversa (RT) a livello del sito catalitico dell'enzima e blocca l'attività della DNA-polimerasi RNA-dipendente e DNA-dipendente. La nevirapina non compete con le matrici dell'RNA o i trifosfati nucleosidici, cioè non si verifica un'inibizione competitiva. La nevirapina non inibisce la trascrittasi inversa dell'HIV-2 e le DNA-polimerasi eucariotiche (come le DNA-polimerasi umane α, β, γ o δ).

Farmacodinamica

Negli studi clinici, il trattamento con nevirapina è risultato associato a un aumento del colesterolo HDL e ad un miglioramento generale del rapporto colesterolo totale/HDL che, a sua volta, è associato a una riduzione del rischio cardiovascolare nella popolazione generale. Per mancanza di studi specifici sul ruolo di nevirapina nella variazione del rischio cardiovascolare nei pazienti infetti da HIV, l'impatto clinico di questi riscontri non è noto. La scelta del medicamento antiretrovirale deve essere guidata innanzitutto dall'efficacia antivirale.

Efficacia clinica

Studi clinici

L'efficacia clinica di nevirapina compresse retard si basa sui dati a 24 settimane di uno studio randomizzato, in aperto, in corso su pazienti che sono passati dal trattamento con nevirapina compresse (due volte al giorno) a nevirapina compresse retard (una volta al giorno) (TRANxITION – studio 1100.1526).

Passaggio da nevirapina compresse a nevirapina compresse retard

TRANxITION (studio 1100.1526) è uno studio di fase III per valutare la sicurezza e l'efficacia antivirale in pazienti passati da nevirapina compresse a nevirapina compresse retard. In questo studio in aperto, 443 pazienti, già in terapia antivirale combinata con nevirapina compresse 200 mg due volte al giorno e con concentrazione di RNA dell'HIV-1<50 copie/ml, sono stati randomizzati nel rapporto 2:1 a ricevere nevirapina compresse retard 400 mg una volta al giorno oppure nevirapina compresse 200 mg due volte al giorno. Circa metà dei pazienti riceveva come terapia di base tenofovir + emtricitabina, mentre i restanti pazienti erano trattati con abacavir solfato + lamivudina o zidovudina + lamivudina. Prima dell'inclusione nello studio 1100.1526, l'esposizione a nevirapina compresse è stata di almeno 3 anni per circa la metà dei pazienti.

24 settimane dopo la randomizzazione nello studio TRANxITION, le concentrazioni di RNA dell'HIV-1 continuavano ad essere inferiori a 50 copie/ml nel 92,6% e 93,6% dei pazienti trattati rispettivamente con nevirapina compresse 200 mg due volte al giorno e nevirapina compresse retard 400 mg una volta al giorno.

Sensibilità in vitro

L'attività antivirale in vitro di nevirapina è stata misurata in diverse linee cellulari: nelle cellule mononucleate da sangue periferico, nei macrofagi derivati da monociti e nelle linee cellulari linfoblastoidi. Nell'ambito di studi più recenti condotti su linfociti umani derivanti da sangue di cordone ombelicale e cellule renali embrionali, la concentrazione inibitoria al 50% (EC50) è risultata compresa tra 14 e 302 nM per gli isolati ottenuti in laboratorio e gli isolati clinici di HIV 1. In vitro, nevirapina ha mostrato un'attività antivirale verso gli isolati di HIV-1 del gruppo M con i sottotipi A, B, C, D, F, G e H e forme ricombinanti circolanti (CRF) CRF01_AE, CRF02_AG e CRF12_BF (valore EC50 medio di 63 nM). Nevirapina non ha mostrato in vitro alcuna attività antivirale verso gli isolati di HIV-1 del gruppo O e gli isolati di HIV-2.

Nevirapina in associazione con efavirenz ha mostrato in vitro una forte attività antagonista anti-HIV-1 ed effetti da additivi ad antagonisti con l'inibitore della proteasi ritonavir o l'inibitore di fusione enfuvirtide. Nevirapina ha mostrato un'attività anti-HIV-1 da additiva a sinergica in associazione con gli inibitori della proteasi amprenavir, atazanavir, indinavir, lopinavir, nelfinavir, saquinavir e tipranavir, l'NRTI abacavir, didanosina, emtricitabina, lamivudina, stavudina, tenofovir e zidovudina. L'attività anti-HIV-1 di nevirapina è stata antagonizzata in vitro da adefovir, un medicamento contro l'HBV, e da ribavirina, un medicamento contro l'HCV.

Resistenza

In vitro si sviluppano isolati di HIV con sensibilità ridotta da 100 a 250 volte rispetto a quella di nevirapina. Analisi genotipiche hanno mostrato l'esistenza di mutazioni nelle posizioni Y181C e/o V106A del gene della trascrittasi inversa dell'HIV-1 in funzione del ceppo virale e della linea cellulare utilizzata. Il tempo all'insorgenza di una resistenza a nevirapina in vitro non è stato influenzato dall'uso di nevirapina in combinazione con diversi altri NNRTI. Gli isolati di HIV nei pazienti in trattamento con nevirapina e/o nevirapina più zidovudina sono cambiati sia in relazione al fenotipo che al genotipo durante un periodo compreso tra una settimana e 12 settimane. Dopo una settimana di monoterapia con nevirapina compresse, gli isolati di 3 pazienti su 3 hanno mostrato una riduzione della sensibilità in vitro a nevirapina. In alcuni pazienti sono state osservate una o più delle mutazioni della trascrittasi inversa nelle posizioni degli aminoacidi 103, 106, 108, 181, 188 e 190 già 2 settimane dopo l'inizio della terapia. Al massimo dopo 8 settimane di monoterapia con nevirapina, indipendentemente dalla posologia, tutti gli isolati di HIV presentavano una riduzione della sensibilità a nevirapina in vitro superiore di 100 volte rispetto al valore iniziale. Inoltre, mostravano una o più delle mutazioni del gene della trascrittasi inversa associato alla resistenza a nevirapina (l'80% degli isolati aveva una mutazione in posizione 181).

L'analisi genotipica degli isolati di pazienti non pretrattati in fallimento virologico (n=71), che hanno ricevuto nevirapina una volta al giorno (n=25) o 2 volte al giorno (n=46) in associazione con lamivudina e stavudina per la durata di 48 settimane (studio 2NN), ha mostrato che gli isolati di 8 pazienti su 25 o 23 pazienti su 46 presentavano rispettivamente una o più delle seguenti mutazioni associate a resistenza a NNRTI: Y181C, K101E, G190A/S, K103N, V106A/M, V108I, Y188C/L, A98G, F227L e M230L.

L'analisi genotipica è stata effettuata sugli isolati di 86 pazienti non pretrattati con antiretrovirali, che avevano interrotto lo studio VERxVE (1100.1486) a causa di un fallimento virologico (rebound, risposta parziale) o di un evento indesiderato, oppure che presentavano un aumento transitorio della carica virale durante lo studio. L'analisi dei campioni di questi pazienti, trattati con nevirapina compresse due volte al giorno o nevirapina compresse retard una volta al giorno in associazione con tenofovir ed emtricitabina, ha mostrato che gli isolati di 50 pazienti presentavano mutazioni di resistenza prevedibili in uno schema terapeutico basato su nevirapina. 28 di questi 50 pazienti hanno sviluppato una resistenza ad efavirenz e 39 una resistenza a etravirina (la mutazione di resistenza Y181C era la più comune). Non sono state riscontrate differenze in base al tipo di formulazione assunta (compresse due volte al giorno o compresse retard una volta al giorno).

Due nuove sostituzioni sono state osservate nei codoni precedentemente associati alla resistenza a nevirapina: un paziente con sostituzione Y181I nel gruppo di nevirapina compresse retard e un paziente con sostituzione Y188N nel gruppo di nevirapina compresse; la resistenza a nevirapina è stata confermata fenotipicamente.

Resistenza crociata

In vitro è stata osservata una rapida insorgenza di ceppi di HIV con resistenza crociata agli inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa (NNRTI). I dati riguardanti le resistenze crociate tra l'NNRTI nevirapina e gli inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa sono molto limitati. Da studi in vitro è emerso che in quattro pazienti gli isolati resistenti a zidovudina sono rimasti sensibili a nevirapina e che in sei pazienti gli isolati resistenti a nevirapina si sono mostrati sensibili a zidovudina e didanosina. È improbabile che si verifichi una resistenza crociata tra nevirapina e gli inibitori della proteasi di HIV dato il coinvolgimento di diversi enzimi.

È chiaramente confermata la resistenza crociata tra gli NNRTI attualmente omologati. Alcuni dati relativi alla resistenza genotipica indicano che nella maggioranza dei pazienti resistenti ad un NNRTI i ceppi virali interessati presentano resistenze crociate ad altri NNRTI. Sulla base dei dati attualmente disponibili si sconsiglia la somministrazione sequenziale degli NNRTI.

Nevirapina non deve essere somministrata in monoterapia per il trattamento dell'infezione da HIV né aggiunta da sola a una terapia fallita. Come con tutti gli altri NNRTI, anche con Nevirapin Viatris in monoterapia si sviluppa rapidamente una resistenza virale. La scelta di un nuovo antiretrovirale per la terapia combinata con Nevirapin Viatris deve tenere conto del possibile sviluppo di resistenze crociate. Quando si interrompe una terapia antiretrovirale combinata contenente Nevirapin Viatris è necessario tenere conto della lunga emivita di nevirapina. Se vengono interrotti anche gli altri antiretrovirali con emivita più breve somministrati contemporaneamente a nevirapina, è possibile che persistano per settimane o anche più a lungo basse concentrazioni plasmatiche di nevirapina, portando al successivo sviluppo di resistenze virali.

Farmacocinetica

Assorbimento

Nevirapina compresse

Dopo somministrazione orale a volontari sani e adulti infetti da HIV, nevirapina è ben assorbita (>90%). La biodisponibilità assoluta in 12 adulti sani dopo somministrazione singola di una compressa da 50 mg è stata del 93 ± 9% (media ± DS) e dopo somministrazione singola di una soluzione orale del 91 ± 8%. Le concentrazioni plasmatiche massime di nevirapina pari a 2 ± 0,4 µg/ml (7,5 µM) sono state raggiunte entro 4 ore dalla somministrazione singola di una dose da 200 mg. Dopo somministrazione ripetuta di dosi tra 200 e 400 mg/die, le concentrazioni massime di nevirapina sembrano aumentare in modo lineare. Con la somministrazione di 400 mg di nevirapina al giorno (n=242) sono state raggiunte concentrazioni di nevirapina minime stabili di 4,5 ± 1,9 µg/ml (17 ± 7 µM) in condizioni di stato stazionario.

Influenza degli alimenti e degli antiacidi sull'assorbimento

Dopo somministrazione di nevirapina (200 mg) a 24 adulti sani (12 donne, 12 uomini), sia con una colazione ad alto contenuto di grassi (857 kcal, 50 g di grassi, 53% di calorie derivanti dai grassi) sia con un antiacido (magnesio idrossido e carbonato di calcio), l'entità dell'assorbimento di nevirapina (AUC) era comparabile a quella a digiuno con un tmax più lungo. In pazienti infetti da HIV-1 (n=6), la concentrazione allo stato stazionario (AUC) di nevirapina non è stata modificata in misura significativa dalla somministrazione concomitante di didanosina, in una formulazione con un tampone alcalino. Nevirapina può essere somministrata con o senza alimenti, antiacidi o didanosina (ddl).

Nevirapina compresse retard

La farmacocinetica di nevirapina compresse retard è stata valutata in uno studio di farmacocinetica con dosi multiple (studio 1100.1489) condotto su 24 pazienti infetti da HIV-1, che erano passati da un trattamento a lungo termine con nevirapina compresse a nevirapina compresse retard. La AUC0-24,ss e la Cmin,ss di nevirapina, misurate dopo 19 giorni di somministrazione a digiuno di nevirapina compresse retard 400 mg una volta al giorno, si sono attestate rispettivamente intorno all'80% e al 90% dei valori AUC0-24,ss e Cmin,ss misurati dopo la somministrazione di nevirapina compresse 200 mg due volte al giorno. La media geometrica della Cmin,ss di nevirapina è stata di 2770 ng/ml.

Durante la somministrazione di nevirapina compresse retard con un pasto ad alto contenuto di grassi, la AUC0-24,ss e la Cmin,ss di nevirapina si sono attestate rispettivamente intorno al 94% e al 98% dei valori AUC0-24,ss e Cmin,ss misurati dopo la somministrazione di nevirapina compresse. Le differenze nella farmacocinetica di nevirapina osservate dopo la somministrazione di nevirapina compresse retard a digiuno e non a digiuno non sono clinicamente significative. Nevirapin Viatris compresse retard può essere assunto indipendentemente dai pasti.

Distribuzione

Nevirapina compresse

Nevirapina è lipofila ed è presente soprattutto in forma non ionizzata a pH fisiologico. Dopo somministrazione endovenosa ad adulti sani, il volume di distribuzione apparente (Vdss) di nevirapina è risultato pari a 1,21 ± 0,09 l/kg, il che indica un'elevata distribuzione tissutale di nevirapina nell'uomo. Nevirapina attraversa la barriera placentare e viene escreta nel latte materno.

Si lega alle proteine plasmatiche per il 60%, raggiungendo una concentrazione tra 1 e 10 µg/ml. La concentrazione di nevirapina nel fluido cerebrospinale umano (n=6) è risultata pari al 45% (± 5%) della concentrazione plasmatica. Questo rapporto corrisponde approssimativamente alla frazione non legata alle proteine plasmatiche.

Metabolismo

Nevirapina compresse

Studi in vivo nell'uomo e studi in vitro su microsomi di epatociti umani hanno mostrato che nevirapina è prevalentemente metabolizzata nel fegato (metabolizzazione ossidativa) dal sistema del citocromo P450 (CYP3A>CYP2B6) con formazione di diversi metaboliti idrossilati soggetti a glucuronazione.

Eliminazione

Nevirapina compresse

Dopo somministrazione singola di 50 mg di nevirapina 14C è stato recuperato circa il 91,4 ± 10,5% della dose radiomarcata. L'escrezione è avvenuta prevalentemente per via renale (tasso di recupero nelle urine dell'81,3 ± 11,1%, nelle feci del 10,1 ± 1,5%) sotto forma di coniugati glucuronici. L'escrezione renale svolge solo un ruolo subordinato (<3%) nell'eliminazione della sostanza madre.

Nevirapina è un induttore del CYP3A. Questa autoinduzione determina anche una riduzione dell'emivita terminale di nevirapina nel plasma da circa 45 ore (somministrazione singola) a circa 25-30 ore dopo somministrazione ripetuta (200-400 mg/die).

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Nevirapina compresse

Pazienti anziani

La farmacocinetica di nevirapina negli adulti infetti da HIV non sembra essere influenzata dall'età (fascia d'età: 18-68 anni). Non ci sono tuttavia studi approfonditi in pazienti di età superiore a 55 anni.

Bambini

Nei bambini nevirapina viene metabolizzata più rapidamente che negli adulti.

Sesso

Nell'ambito dello studio 2NN multinazionale è stato condotto uno studio secondario di farmacocinetica su 1077 pazienti, di cui 391 donne. Rispetto ai soggetti di sesso maschile, quelli di sesso femminile presentavano una clearance di nevirapina inferiore del 13,8%. Questa differenza non è tuttavia clinicamente significativa. Poiché né il peso corporeo né l'indice di massa corporea (BMI) influenzano la clearance di nevirapina, l'influenza del sesso non può essere spiegata dalla corporatura.

Insufficienza renale

La farmacocinetica di dosi singole di nevirapina è stata confrontata in 23 pazienti con insufficienza renale lieve (50 ≤ CLcreat <80 ml/min), moderata (30 ≤ CLcreat <50 ml/min) o grave (CLcreat < 30 ml/min), compromissione renale o malattia renale in stadio terminale richiedente dialisi, e in 8 pazienti con funzionalità renale normale (CLcreat > 80 ml/min). La compromissione renale (lieve, moderata e grave) non ha modificato in maniera significativa la farmacocinetica di nevirapina. Tuttavia, i pazienti con malattia renale in stadio terminale dializzati hanno mostrato una riduzione del 43,5% dell'AUC di nevirapina durante una settimana di trattamento. È stato osservato anche un accumulo plasmatico di metaboliti idrossilati di nevirapina. I risultati suggeriscono che integrare la terapia con nevirapina con una dose supplementare di 200 mg di nevirapina dopo ogni trattamento di dialisi aiuta a compensare l'effetto della dialisi sulla clearance di nevirapina. I pazienti con CLcreat ≥20 ml/min non necessitano invece di un aggiustamento della dose di nevirapina.

Insufficienza epatica

È stato condotto uno studio allo stato stazionario che ha confrontato 46 pazienti con fibrosi epatica di grado lieve (n=17; punteggio 1-2 della scala di Ishak), moderata (n=20; punteggio 3-4 della scala di Ishak) o grave (n=9; punteggio 5-6 della scala di Ishak, classe A di Child-Pugh in 8 pazienti, classe di Child-Pugh non applicabile in un paziente) come segno di insufficienza epatica. I pazienti esaminati hanno ricevuto una terapia antivirale con 200 mg di nevirapina 2 volte al giorno per almeno 6 settimane prima dei prelievi di sangue per l'analisi farmacocinetica, con una durata mediana della terapia di 3,4 anni. In questo studio, il profilo farmacocinetico di nevirapina e dei cinque metaboliti ossidativi con somministrazione di dosi multiple è risultato invariato. Tuttavia, circa il 15% di questi pazienti con fibrosi epatica presentava concentrazioni di valle di nevirapina superiori a 9000 ng/ml (2 volte superiori il valore di valle medio usuale). I pazienti con compromissione epatica devono essere controllati attentamente in relazione all'insorgenza di tossicità indotta dal medicamento.

Uno studio di farmacocinetica a dose singola condotto su pazienti negativi all'HIV con insufficienza epatica lieve o moderata (classe A di Child-Pugh, n=6; classe B di Child-Pugh, n=4), trattati con 200 mg di nevirapina, ha mostrato un aumento significativo dell'AUC di nevirapina in un paziente Child-Pugh B con ascite, suggerendo che i pazienti con maggiore compromissione della funzionalità epatica e ascite possono avere un rischio maggiore di accumulo di nevirapina nel circolo sistemico. Poiché nevirapina induce il proprio metabolismo, è probabile che questo studio a dose singola non rifletta l'impatto della compromissione epatica in caso di somministrazione di dosi multiple (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Nevirapina compresse retard

Sesso

Nello studio 1100.1486 sono stati valutati gli effetti del sesso sulla farmacocinetica di nevirapina compresse retard. In entrambi i gruppi di trattamento (nevirapina compresse retard e nevirapina compresse), i soggetti di sesso femminile tendevano ad avere concentrazioni di valle più alte (approssimativamente del 20-30%).

Origine etnica

Nello studio 1100.1486, in entrambi i gruppi di trattamento (nevirapina compresse e nevirapina compresse retard, rispettivamente nella posologia di 400 mg/die, durata del trattamento 48 settimane), le concentrazioni di valle dei pazienti di etnia nera (n=80/gruppo) erano superiori di circa il 30% rispetto a quelle dei pazienti di etnia caucasica (da 250 a 325 pazienti/gruppo).

Non sono disponibili dati sull'uso di Nevirapin Viatris compresse retard in pazienti con disturbi della funzionalità renale o insufficienza epatica.

Dati preclinici

Negli studi di tossicità sono stati riscontrati casi di tossicità cutanea e linfopoietica in 2 specie (ratto e cane). Nel ratto sono emerse indicazioni che i danni cutanei osservati, e quindi probabilmente anche le reazioni cutanee ed epatiche clinicamente non rare e in parte a decorso grave, sono riconducibili alla formazione di complessi negli organi bersaglio dovuti alla tossicità dei metaboliti di nevirapina e quindi all'induzione di reazioni immunotossiche (idiosincrasia). Non sono tuttavia disponibili ulteriori studi preclinici. È quindi indispensabile rispettare esattamente le misure di mitigazione del rischio riportate nella rubrica «Avvertenze e misure precauzionali» e ponderare il potenziale beneficio rispetto ai rischi menzionati quando si utilizza nevirapina.

Negli studi di cancerogenicità, nevirapina ha aumentato l'incidenza dei tumori epatici nei ratti (a dosi fino a 35 mg/kg/die) e nei topi (a dosi fino a 750 mg/kg/die). Queste evidenze sono dovute più probabilmente al fatto che nevirapina è un forte induttore degli enzimi epatici, piuttosto che ad un meccanismo di azione genotossico.

Negli studi di mutagenicità, nevirapina non ha mostrato segni di un potenziale mutageno o clastogeno in una serie di test in vitro e in vivo.

Gli studi di fertilità hanno riportato una riduzione della fertilità (danni ai testicoli). È stata supposta, ma non confermata, la reversibilità dei danni. La rilevanza clinica di questi dati non è nota.

Studi di tossicità per la riproduzione, condotti su ratti trattati con dosi che inducono un'esposizione sistemica (basata sui valori AUC) equivalente approssimativamente a quella della dose di nevirapina clinicamente raccomandata, hanno dimostrato una compromissione della fertilità.

Con l'uso di dosi superiori del 50% rispetto alle dosi terapeutiche nell'uomo è stata osservata una riduzione del peso dei feti alla nascita. Gli studi di tossicità per la riproduzione condotti su ratti femmine (25 mg/kg per via orale) e conigli femmine (100 mg/kg per via orale) gravide non hanno dimostrato effetti teratogeni.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C).

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

66765 (Swissmedic).

Confezioni

Nevirapin Viatris 400 mg, compresse retard: blister da 30 compresse retard. [A]

Titolare dell’omologazione

Viatris Pharma GmbH, 6312 Steinhausen.

Stato dell'informazione

Novembre 2022.

[Version 105 I]