Deanxit® rivestite con film

Lundbeck (Schweiz) AG

Composizione

Principi attivi

Melitracene come melitracene cloridrato e flupentixolo come flupentixolo dicloridrato.

Sostanze ausiliarie

Betadex (E459), lattosio monoidrato 22,05 mg, amido di mais, idrossipropilcellulosa, cellulosa microcristallina, sodio croscaramelloso (equivalente a 0,168 mg di sodio per compressa), talco, olio vegetale idrogenato, magnesio stearato.

Rivestimento:

Polivinil alcool, macrogol (3350 e 6000), talco, biossido di titanio (E171), eritrosina (E127), carminio d'indaco (E132).

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Compresse rivestite con film contenenti 10 mg di melitracene (come melitracene cloridrato) e 0,5 mg di flupentixolo (come flupentixolo dicloridrato).

Aspetto delle compresse rivestite con film:

Rotonde, biconvesse, rosa scuro.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Stati da lievi a moderati di inibizione depressiva e ansia.

Posologia/Impiego

Adulti:

Di norma, 2 compresse rivestite con film al giorno: 1 compressa rivestita con film al mattino e 1 a mezzogiorno. Nei casi più gravi, la dose può essere aumentata a 2 compresse rivestite con film al mattino. La dose massima giornaliera è di 4 compresse rivestite con film.

Pazienti anziani (oltre i 65 anni di età):

1 compressa rivestita con film al mattino. Nei casi più gravi, 1 compressa rivestita con film ogni mattina e 1 a mezzogiorno.

Bambini e adolescenti (<18 anni):

Deanxit non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni di età, poiché non sono disponibili dati clinici sulla sicurezza e sull'efficacia.

Istruzioni posologiche speciali

Nei casi di ridotta funzionalità renale ed epatica, Deanxit può essere somministrato alla dose raccomandata.

Nota:

In caso di disturbi del sonno o grave irrequietezza durante l'assunzione di Deanxit, deve essere presa in considerazione una riduzione della dose o eventualmente la somministrazione di un leggero sedativo la sera.

Modo di somministrazione

Le compresse rivestite con film vengono deglutite con acqua.

Somministrazione ritardata della dose

Se si dimentica una dose, il paziente deve saltarla e assumere la dose successiva all'orario consueto. La dose non deve essere raddoppiata.

Controindicazioni

Ipersensibilità al melitracene, al flupentixolo o alle altre sostanze ausiliarie contenute nelle compresse rivestite con film di Deanxit (vedere Composizione).

Deanxit è controindicato in caso di collasso circolatorio, riduzione del livello di coscienza (ad es. intossicazione acuta da alcol, barbiturici o oppiacei), stato comatoso, feocromocitoma e discrasie del sangue. Deanxit è controindicato a seguito di un infarto miocardico acuto recente, nel blocco cardiaco di qualsiasi grado, nei disturbi di conduzione e nell'insufficienza coronarica.

La somministrazione concomitante con inibitori MAO è controindicata (vedere Interazioni).

La sindrome da serotonina può verificarsi in caso di somministrazione concomitante di melitracene e di un inibitore MAO (inibitori non selettivi e selettivi MAO-A [moclobemide] e inibitori MAO-B [selegilina]). I sintomi comprendono ipertermia, mioclonia, rigidità, tremore, agitazione, confusione, alterazione della coscienza, disfunzione autonomica (instabilità circolatoria).

Come altri antidepressivi triciclici, il melitracene non deve essere somministrato a pazienti che assumono inibitori delle MAO. Il trattamento con Deanxit non deve essere iniziato prima di 14 giorni dopo l'interruzione del trattamento con inibitori delle MAO non selettivi e selegilina e non prima di un giorno dopo l'interruzione del trattamento con moclobemide. Dopo l'interruzione della terapia con Deanxit, attendere 14 giorni prima di iniziare una terapia con inibitori delle MAO.

Avvertenze e misure precauzionali

Deanxit deve essere usato con cautela nei pazienti con danno cerebrale organico, convulsioni, ritenzione urinaria, ipertiroidismo, morbo di Parkinson, miastenia grave, malattia epatica avanzata e disturbi cardiovascolari.

A causa delle sue proprietà attivanti, Deanxit non è raccomandato per i pazienti facilmente eccitabili e iperattivi. Se il paziente è stato precedentemente trattato con farmaci sedativi come tranquillanti o neurolettici, questi devono essere gradualmente sospesi.

Come con tutti i neurolettici, si può osservare lo sviluppo di una sindrome neurolettica maligna potenzialmente pericolosa per la vita (ipertermia, rigidità muscolare, alterazione dello stato di coscienza, instabilità del sistema nervoso autonomo).

In casi molto rari possono verificarsi disturbi extrapiramidali, soprattutto all'inizio del trattamento con flupentixolo. Il trattamento prolungato con neurolettici come flupentixolo, può potenzialmente causare discinesia tardiva irreversibile.

Nei pazienti in terapia a lungo termine con flupentixolo, è necessario un monitoraggio regolare della condizione psicologica e neurologica, dell'emocromo e della funzionalità epatica.

Come con altri farmaci della classe terapeutica dei neurolettici, flupentixolo potrebbe portare a un prolungamento dell'intervallo QT. Il prolungamento persistente dell'intervallo QT può comportare il rischio di aritmie maligne. Pertanto, flupentixolo deve essere somministrato con cautela nei pazienti suscettibili (con ipokaliemia, ipomagnesiemia o una predisposizione genetica); anche nei pazienti con una storia di malattia cardiovascolare nota, ad esempio prolungamento dell'intervallo QT, bradicardia significativa (<50 battiti al minuto), recente infarto miocardico acuto, insufficienza cardiaca scompensata o aritmie cardiache. Deve essere evitato l'uso concomitante di altri medicinali che possono provocare il prolungamento dell'intervallo QT (vedi Interazioni).

Suicidio/pensieri suicidi o deterioramento clinico

La depressione è associata a un aumentato rischio di ideazione suicidaria, comportamenti autolesionisti e suicidio (eventi suicidi).

Questo rischio sussiste finché non si osserva alcun miglioramento significativo dei sintomi della depressione. Poiché il miglioramento sintomatico non si verifica necessariamente nelle prime settimane di trattamento, i pazienti devono essere monitorati attentamente fino a quando non si verifica il miglioramento. L'esperienza clinica mostra che il rischio di suicidio può aumentare nelle prime fasi del miglioramento.

Nei pazienti con una storia di tentativi di suicidio o con ideazione suicidaria, all'inizio del trattamento aumenta il rischio di pensieri o tentativi di suicidio; durante la terapia tali pazienti devono essere monitorati con particolare attenzione.

Una meta-analisi di studi clinici controllati con placebo sull'uso di antidepressivi in adulti con disturbi psichiatrici ha mostrato un aumento del rischio di comportamento suicidario nei pazienti di età inferiore ai 25 anni che assumono antidepressivi rispetto al placebo.

In particolare quando si inizia la terapia e quando si cambia dose è richiesto un attento monitoraggio dei pazienti, specialmente quelli a rischio aumentato. I pazienti (e chi li assiste) devono essere messi al corrente della necessità di prestare attenzione a qualsiasi deterioramento clinico, comportamento suicidario o ideazione suicida e cambiamenti insoliti nel comportamento e di rivolgersi immediatamente a un medico in presenza di tali sintomi.

Anche dopo la fine del trattamento, i pazienti devono essere accuratamente monitorati per il rischio di ricaduta in depressione (con rinnovato potenziale di comportamento suicidario) o di sintomi di astinenza.

Sebbene non sia stata chiaramente stabilita una relazione causale tra i sintomi di agitazione, compresa l'acatisia (irrequietezza interiore, agitazione psicomotoria) e l'insorgenza di tendenza suicida, durante la terapia antidepressiva i pazienti dovrebbero essere strettamente monitorati per tali sintomi.

Diagnosi psichiatriche diverse dalla depressione possono anche essere associate a un aumentato rischio di comportamento suicidario.

Questi disturbi psichiatrici possono presentarsi congiuntamente alla depressione. Pertanto, per questi disturbi devono essere prese le medesime misure precauzionali relative al rischio di suicidio intraprese per la depressione.

Deanxit deve essere usato con cautela nei pazienti che assumono inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI).

Trattamento di pazienti di età inferiore ai 18 anni

Deanxit non deve essere usato nel trattamento di pazienti di età inferiore ai 18 anni, poiché non sono disponibili dati sull'efficacia e la tollerabilità.

Tromboembolia venosa

Durante il trattamento con neurolettici sono stati segnalati casi di tromboembolia venosa (TEV). I pazienti trattati con neurolettici presentano spesso fattori di rischio acquisiti per la TEV. Pertanto, prima e durante il trattamento con Deanxit devono essere identificati tutti i possibili fattori di rischio per la TEV e devono essere adottate misure preventive.

Pazienti anziani

Eventi cerebrovascolari

In studi clinici randomizzati e controllati con placebo, i pazienti con demenza trattati con antipsicotici atipici hanno mostrato un rischio di eventi cerebrovascolari avversi aumentato di circa tre volte. Il meccanismo di questo aumento del rischio è sconosciuto. Non può essere escluso un aumento del rischio per altri antipsicotici e altre popolazioni di pazienti. Deanxit deve quindi essere usato con cautela nei pazienti con aumentato rischio di ictus.

Aumento del rischio di morte nei pazienti anziani con demenza:

I dati di due ampi studi osservazionali hanno mostrato che gli anziani con demenza trattati con neurolettici presentano un rischio di morte leggermente aumentato rispetto a quelli non trattati. Non sono disponibili dati sufficienti per una valutazione conclusiva dell'esatta entità del rischio. La causa dell'aumento del rischio non è nota.

Deanxit non è approvato per il trattamento dei disturbi comportamentali correlati alla demenza.

Come descritto con altri psicofarmaci, Deanxit può alterare la tolleranza al glucosio e all'insulina; può essere necessario un aggiustamento del trattamento antidiabetico.

Nei pazienti con glaucoma ad angolo chiuso o con angolo della camera anteriore poco profondo, Deanxit può causare un attacco acuto di glaucoma per dilatazione pupillare.

Gli anestetici somministrati durante la terapia con antidepressivi tri/tetraciclici possono aumentare il rischio di aritmie e ipotensione. Se possibile, il trattamento con Deanxit dovrebbe essere interrotto alcuni giorni prima di un'operazione programmata. Nelle emergenze in cui la terapia non può essere interrotta in anticipo, è necessario informare l'anestesista.

Fertilità

Negli esseri umani sono stati riportati eventi avversi che potrebbero avere un impatto negativo sulla funzione riproduttiva sessuale femminile o maschile o sulla fertilità. In caso di iperprolattinemia, galattorrea, amenorrea o disfunzioni sessuali clinicamente significative, prendere in considerazione una riduzione della dose (se possibile) o la sospensione del farmaco.

Gli eventi avversi sono reversibili dopo la sospensione della terapia.

Sostanze ausiliarie

Lattosio

Le compresse rivestite con film di Deanxit contengono lattosio. I pazienti con rara intolleranza ereditaria al galattosio, deficit totale di lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono usare questo medicamento.

Sodio

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa rivestita con film, cioè essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

Combinazioni controindicate

Inibitori MAO

È controindicata la somministrazione concomitante di inibitori MAO (inibitori non selettivi e selettivi MAO-A [moclobemide] e inibitori MAO-B [selegilina]) (vedere Controindicazioni).

Combinazioni non raccomandate

Simpaticomimetici

Il melitracene può aumentare gli effetti cardiovascolari dei seguenti principi attivi: adrenalina, efedrina, isoprenalina, noradrenalina, fenilefrina e fenilpropanolamina (ad es. contenuti in anestetici e decongestionanti per la mucosa nasale).

Bloccanti dei neuroni adrenergici

Deanxit può contrastare l'effetto antipertensivo di guanetidina, betanidina, reserpina, clonidina e metildopa. Durante la terapia con un antidepressivo triciclico, è necessario monitorare il trattamento con farmaci antiipertensivi.

Anticolinergici

Gli antidepressivi triciclici possono aumentare l'effetto di questi medicamenti sull'occhio, sul sistema nervoso centrale SNC, sul cuore, sull'intestino e sulla vescica urinaria. La somministrazione concomitante deve essere evitata a causa dell'aumento del rischio di ileo paralitico, aumento della pressione intraoculare, ritenzione urinaria, iperpiressia, ecc.

Depressori del SNC

Deanxit può aumentare l'effetto di alcol, barbiturici e altri farmaci che deprimono il SNC (ad es. ipnotici, ansiolitici, antistaminici, oppiacei, anestetici).

Farmaci che causano il prolungamento dell'intervallo QT

Il prolungamento dell'intervallo QT indotto dai neurolettici potrebbe peggiorare con la somministrazione di altri farmaci significativi per il prolungano dell'intervallo QT. Deve essere evitata la concomitante somministrazione di tali farmaci.

Questi farmaci comprendono:

·farmaci antiaritmici di classe Ia e III (ad es. chinidina, amiodarone, sotalolo, dofetilide)

·alcuni neurolettici (ad es.tioridazina, aloperidolo, quetiapina)

·alcuni macrolidi (ad es. eritromicina)

·alcuni antistaminici (ad es. terfenadina, astemizolo)

·alcuni antibiotici chinolonici (ad es. gatifloxacina, moxifloxacina)

Questo elenco non è esaustivo; anche altri singoli farmaci noti per prolungare l'intervallo QT (ad es. cisapride, litio) devono essere evitati.

Si deve usare cautela nella concomitante somministrazione di medicinali che inducono uno squilibrio elettrolitico, come diuretici del gruppo dei tiazidici (ipokaliemia) e di medicinali che aumentano la concentrazione plasmatica di flupentixolo. Ciò può aumentare il rischio di prolungamento dell'intervallo QT e di aritmie (vedi Avvertenze e misure precauzionali).

Litio:

La somministrazione concomitante di neurolettici (flupentixolo) e litio aumenta il rischio di neurotossicità.

Levodopa:

Deanxit può ridurre l'effetto della levodopa e aumentare il rischio di effetti collaterali cardiaci.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Per la combinazione dei due principi attivi, melitracene e flupentixolo, gli studi sulla riproduzione negli animali non hanno mostrato rischi per i feti, ma non sono stati effettuati studi controllati nelle donne incinte.

Effetti non teratogeni:

I neonati le cui madri hanno assunto antipsicotici (incluso il flupentixolo) durante il terzo trimestre di gravidanza sono a rischio di sintomi extrapiramidali e/o sintomi di astinenza dopo la nascita. Questi sintomi nei neonati possono includere agitazione, tono muscolare insolitamente aumentato o diminuito, tremore, sonnolenza, difficoltà respiratorie o problemi di alimentazione. La gravità di tali complicazioni è variabile. In alcuni casi erano auto-limitanti, in altri i neonati richiedevano il monitoraggio nell'unità di terapia intensiva o un'ospedalizzazione prolungata.

Flupentixolo non deve essere usato durante la gravidanza a meno che non sia strettamente necessario. Se è necessario interrompere il trattamento durante la gravidanza, laddove possibile ciò non deve essere fatto bruscamente.

Allattamento

Il flupentixolo è escreto nel latte materno in piccole quantità. Il rapporto concentrazione di latte/concentrazione plasmatica nelle donne è in media 1:3. A dosi terapeutiche, è improbabile un effetto sul neonato. La quantità assorbita dal bambino è inferiore allo 0,5% della dose basata sul peso della madre (mg/kg).

Non sono disponibili studi sull'escrezione del melitracene nel latte materno, né negli animali né negli esseri umani.

Tuttavia, altri triciclici come amitriptilina e nortriptilina, sono escreti nel latte materno solo in piccole quantità. La quantità assorbita dal bambino rappresenta circa il 2% della dose basata sul peso della madre (mg/kg). Durante il trattamento con amitriptilina e nortriptilina è consentito l'allattamento al seno. Poiché il melitracene possiede le medesime proprietà lipofile dell'amitriptilina, si può presumere che sia presente nel latte materno in concentrazioni simili. L'allattamento al seno è consentito durante la terapia con Deanxit; tuttavia, si raccomanda di monitorare il bambino, soprattutto durante le prime 4 settimane dopo la nascita.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

La malattia di base, il medicamento o la combinazione di entrambi possono influenzare la prontezza e la reattività. I pazienti in trattamento con Deanxit devono astenersi dalla guida di veicoli a motore o dall'utilizzo di macchinari pericolosi fino a quando non hanno compreso la loro reazione personale al medicamento.

Effetti indesiderati

Gli effetti collaterali più comunemente osservati sono secchezza delle fauci, vertigini, tremore, nervosismo, visione offuscata e insonnia.

Le frequenze sono state ricavate da studi clinici e da segnalazioni spontanee.

Le frequenze sono definite come segue:

molto comune (≥1/10)

comune (≥1/100, <1/10),

non comune (≥1/1000, <1/100)

raro (≥1/10'000, <1/1000)

molto raro (<1/10'000) compresi i casi singoli

Patologie del sistema emolinfopoietico

Molto raro: trombocitopenia, leucopenia, agranulocitosi.

Disturbi psichiatrici

Comune: disturbi del sonno (6%), irrequietezza (2,5%), agitazione (1,7%).

Non comune: sogni anomali, ansia, confusione.

Frequenza non nota: ideazione suicidaria, comportamento suicidario*.

* Sono stati segnalati casi di ideazione o comportamento suicidari durante la terapia con Deanxit o subito dopo l'interruzione del trattamento (vedere Avvertenze e misure precauzionali).

Patologie del sistema nervoso

Comune: vertigini (2,1%), tremore (2,1%), sonnolenza (1,1%).

Molto raro: sintomi extrapiramidali (ad es. discinesia tardiva, discinesia), parkinsonismo, sindrome neurolettica maligna.

Patologie dell'occhio

Comune: disturbi dell'accomodamento (1,5%).

Patologie cardiache

Non comune: tachicardia, aritmie.

Patologie gastrointestinali

Comune: secchezza delle fauci (5,4%), costipazione (1,5%).

Raro: nausea, dispepsia.

Patologie epatobiliari

Non comune: test di funzionalità epatica anormali.

Molto raro: Colestasi/ ittero, epatopatia.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: eruzione cutanea, alopecia.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: mialgia.

Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali

Frequenza non nota: sintomi motori extrapiramidali e/o sintomi di astinenza nel neonato.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: affaticamento (1,1%).

Non comune: astenia.

Esami diagnostici

Comune: QT prolungato nell'elettrocardiogramma.

Si sono verificati casi di sindrome da astinenza.

Casi di tromboembolia venosa (TEV), embolia polmonare e trombosi venosa profonda sono stati riportati durante il trattamento con neurolettici, con frequenza non nota.

Gli effetti psicologici negativi sopra menzionati possono anche essere sintomi di depressione. Tali sintomi generalmente si risolvono con il miglioramento dello stato depressivo.

Effetti indesiderati dopo il lancio sul mercato

Sono stati riportati casi isolati di epatite colestatica.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

In caso di intossicazione, deve essere considerato principalmente l'effetto del melitracene con gravi sintomi anticolinergici. Solo raramente si manifestano i sintomi motori extrapiramidali dell'avvelenamento da flupentixolo.

Segni e sintomi

Sonnolenza, eccitabilità, agitazione, allucinazioni, effetti anticolinergici (midriasi, tachicardia, ritenzione urinaria, secchezza delle mucose, diminuzione della motilità intestinale), convulsioni, febbre, livello di coscienza alterato, coma, depressione respiratoria, sintomi cardiaci (aritmie [tachiaritmie ventricolari, torsione di punta, fibrillazione ventricolare], insufficienza cardiaca, ipotensione, shock cardiogeno), acidosi metabolica, ipokaliemia.

Trattamento

In caso di avvelenamento con alte dosi di antidepressivi triciclici, è indicata la decontaminazione primaria con carbone attivo o lavanda gastrica entro le prime ore dall'assunzione di preparati non a rilascio prolungato . A causa dell'elevato potenziale convulsivo, il carbone attivo è preferibile alla lavanda gastrica. In caso di avvelenamento grave o di riflessi protettivi alterati, il paziente deve essere preventivamente intubato.

La somministrazione orale ripetuta di carbone attivo può essere efficace per l'eliminazione accelerata (decontaminazione secondaria) di alcuni antidepressivi triciclici. Per la decontaminazione secondaria l'emodialisi è inefficace.

In caso di ipotensione arteriosa e/o aritmie ventricolari con allargamento del complesso QRS nell'ECG (>100 msec), è indicato il trattamento con bicarbonato di sodio (1 mmol/kg) in bolo o come infusione breve (5 min). Questo può essere ripetuto fino a quando la pressione sanguigna aumenta e i cambiamenti dell'ECG migliorano, ma solo fino a un pH arterioso massimo di 7,55. Può essere indicata una somministrazione aggiuntiva di lidocaina per via endovenosa. In caso di bradiaritmie, è indicata l'applicazione di un pacemaker temporaneo. Nella tachicardia ventricolare polimorfa del tipo torsione di punta: somministrazione di solfato di magnesio da 0,5 a 1,5 g per via endovenosa come singola iniezione.

Per le convulsioni: trattamento con benzodiazepine e.v.

In caso di coma e/o insufficienza respiratoria: intubazione e ventilazione artificiale. Iperventilazione per aumentare il pH arterioso solo se non si procede alla contemporanea somministrazione di bicarbonato di sodio (rischio di alcalosi massiva).

A causa degli effetti cardiaci sono controindicate piridostigmina e fisostigmina per il trattamento dei sintomi anticolinergici periferici e centrali.

I sintomi extrapiramidali possono essere trattati con biperiden (da 2,5 a 5 mg lentamente e.v. o i.m., o 10 mg p.o.).

Gli adulti sono sopravvissuti a ingestioni fino a 100 compresse (1.000 mg di melitracene e 50 mg di flupentixolo). Un bambino di quasi 3 anni è sopravvissuto all'assunzione di 27 compresse (270 mg di melitracene e 13,5 mg di flupentixolo).

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N06CA02

Meccanismo d'azione

Deanxit è una preparazione combinata di flupentixolo e melitracene.

Il flupentixolo, un neurolettico della serie dei tioxanteni, a piccole dosi possiede un effetto ansiolitico, antidepressivo e stabilizzante dell'umore. A dosi inferiori a 3 mg/giorno, il flupentixolo non possiede alcun effetto sedativo, ma piuttosto un leggero effetto attivante.

Il melitracene è un antidepressivo triciclico con le proprietà farmacologiche caratteristiche di questo gruppo. A dosi inferiori a 150 mg, non ha effetto sedativo.

Deanxit come preparazione combinata di 0,5 mg di flupentixolo e 10 mg di melitracene ha un effetto antidepressivo e ansiolitico senza sedazione. Negli studi preclinici, sono state raccolte poche evidenze di effetti motori antipsicotici ed extrapiramidali a causa del basso dosaggio di flupentixolo.

Farmacodinamica

Vedere Meccanismo d'azione.

Efficacia clinica

Vedere Meccanismo d'azione.

Farmacocinetica

Flupentixolo

Il flupentixolo è costituito da due isomeri geometrici, il cis(Z)-attivo e il trans(E)-flupentixolo in un rapporto 1:1. I seguenti dati farmacocinetici si riferiscono all'isomero cis(Z). La farmacocinetica è lineare.

Assorbimento

Le concentrazioni sieriche massime si osservano dopo circa 12 ore quando somministrato per via orale. La biodisponibilità dopo somministrazione orale è del 40,4 (±17,4) % (range 24-71%).

Le concentrazioni allo stato stazionario si raggiungono in 7-10 giorni. La più bassa concentrazione allo stato stazionario raggiunta dopo l'assunzione orale di 1 x 5 mg di flupentixolo una volta al giorno è di 1,7 ng/ml (3,9 nmol/l).

Distribuzione

Il volume teorico di distribuzione è 14,1 l/kg (intervallo 12,5-17,2 l/kg). Il legame con le proteine plasmatiche è di circa il 99%. Elevate concentrazioni del principio attivo e dei suoi metaboliti sono presenti nel fegato, nei polmoni, nell'intestino e nei reni, mentre concentrazioni più basse si riscontrano nel cuore, nella milza, nel cervello e nel sangue. Piccole quantità penetrano la barriera placentare. Piccole quantità sono inoltre escrete con il latte materno

Metabolismo

Il flupentixolo è ampiamente metabolizzato nel fegato.

La metabolizzazione avviene per solfossidazione, N-dealchilazione della catena laterale e coniugazione dell'acido glucuronico. I metaboliti sono farmacologicamente inattivi. Nel cervello e in altri tessuti, il flupentixolo predomina sui suoi metaboliti.

Eliminazione

Il flupentixolo viene escreto sotto forma di metaboliti principalmente attraverso le feci e in misura minore nelle urine, in un rapporto di circa 4:1. L'emivita di eliminazione (t½β) è di circa 61 ore. La clearance sistemica è di 0,29 (±0,13) l/min (range 0,15-0,51 l/min).

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

La farmacocinetica del flupentixolo non è stata studiata nei pazienti anziani. Nel caso dello zuclopentixolo, un derivato tioxantenico correlato, i parametri farmacocinetici sono risultati ampiamente indipendenti dall'età del paziente.

Non è stata studiata l'influenza della disfunzione epatica e renale. In base alle caratteristiche di escrezione, si può presumere che la disfunzione renale non abbia un'influenza significativa sull'eliminazione.

D'altra parte, ci si deve attendere un'eliminazione più lenta in caso di grave disfunzione epatica.

Melitracene

Assorbimento

Quando somministrato per via orale, le concentrazioni sieriche massime si raggiungono dopo circa 5 ore. Le concentrazioni allo stato stazionario si raggiungono nell'arco di una settimana. Non è nota la biodisponibilità orale.

Distribuzione

Il legame alle proteine plasmatiche è di circa l'89% nei ratti. Concentrazioni elevate del principio attivo e dei suoi metaboliti sono presenti nel fegato, nell'intestino, nei polmoni e nei reni dei ratti, concentrazioni ridotte nel cuore, nel cervello e nella milza e concentrazioni notevolmente inferiori nel sangue.

Metabolismo

La metabolizzazione avviene per N-demetilazione al litracene farmacologicamente attivo e per idrossilazione nella struttura ad anello. Come il melitracene, anche il litracene è distribuito nell'organismo. La degradazione avviene anche attraverso l'idrossilazione.

Eliminazione

L'emivita di eliminazione (t½β) è di circa 62 ore.

Nei ratti, il melitracene viene escreto principalmente nelle feci e in misura minore nelle urine (rapporto circa 2,5:1).

Non è noto se il melitracene venga escreto nel latte materno.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

La farmacocinetica del melitracene non è stata studiata nei pazienti anziani o con disfunzione epatica o renale.

Dati preclinici

Mutagenicità e cancerogenicità

Non sono disponibili dati rilevanti sulla mutagenicità e sulla cancerogenicità per l'uso di flupentixolo e melitracene.

Tossicità per la riproduzione

Negli studi preclinici sulla fertilità nei ratti in cui il flupentixolo e il melitracene sono stati somministrati separatamente, sono stati osservati effetti minori sulla fertilità. Il flupentixolo ha leggermente influenzato il tasso di gravidanza dei ratti femmina, mentre il melitracene ha leggermente soppresso la fertilità dei ratti maschi. Tali effetti sono stati osservati a dosi significativamente più alte di quelle utilizzate durante l'uso clinico.

La combinazione di flupentixolo e melitracene non ha aumentato significativamente le malformazioni nei ratti e nei conigli e non ha influenzato significativamente lo sviluppo embriofetale. Nei topi, il melitracene è stato associato a una diminuzione del peso fetale e ad un aumento dei riassorbimenti tardivi. Le malformazioni sono state osservate solo a dosi tossiche per le madri. Nei topi e nei ratti, il melitracene non ha mostrato alcun effetto significativo sullo sviluppo postnatale.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» su contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Non conservare a temperature superiori a 30°C. Conservare nella confezione originale per proteggere il contenuto dalla luce.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

65854 (Swissmedic)

Confezioni

Compresse rivestite con film: 30, 100 [B]

Titolare dell’omologazione

Lundbeck (Schweiz) AG, Opfikon

Stato dell'informazione

Giugno 2022

04082022FI