Avvertenze importanti sugli oppioidi:

Farmacodipendenza e potenziale abuso: Con l’uso ripetuto di oppioidi possono svilupparsi tolleranza e dipendenza fisica e/o psichica.

Depressione respiratoria: L’uso degli oppioidi è associato al rischio di depressione respiratoria clinicamente rilevante.

Uso concomitante con sostanze con effetto sedativo centrale: L’uso concomitante di oppioidi con benzodiazepine o altre sostanze con effetto sedativo centrale può portare a sedazione marcata, depressione respiratoria, coma e decesso.

Esposizione accidentale: L’uso accidentale di Buvidal può portare a un sovradosaggio fatale, in particolare nei bambini.

Sindrome di astinenza neonatale da oppioidi: L’uso prolungato di Buvidal durante la gravidanza può portare a una sindrome di astinenza neonatale da oppioidi potenzialmente fatale.

Per ulteriori informazioni, consultare la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali».

 

 

Buvidal

È soggetto alla legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope

 

Composizione

Principi attivi

Buprenorfina.

Sostanze ausiliarie

Buvidal settimanale: fosfatidilcolina di soia, glicerolo dioleato, etanolo anidro (15,31 mg per dose da 8 mg; 30,62 mg per dose da 16 mg; 45,94 mg per dose da 24 mg; 61,25 mg per dose da 32 mg).

Buvidal mensile: fosfatidilcolina di soia, glicerolo dioleato, N-metilpirrolidone.

 

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Soluzione iniettabile a rilascio prolungato.

Liquido limpido, da giallastro a giallo.

Buvidal settimanale:

Soluzione iniettabile da 8 mg a rilascio prolungato: Ogni siringa preriempita contiene 8 mg di buprenorfina

Soluzione iniettabile da 16 mg a rilascio prolungato: Ogni siringa preriempita contiene 16 mg di buprenorfina

Soluzione iniettabile da 24 mg a rilascio prolungato: Ogni siringa preriempita contiene 24 mg di buprenorfina

Soluzione iniettabile da 32 mg a rilascio prolungato: Ogni siringa preriempita contiene 32 mg di buprenorfina

Buvidal mensile:

Soluzione iniettabile da 64 mg a rilascio prolungato: Ogni siringa preriempita contiene 64 mg di buprenorfina

Soluzione iniettabile da 96 mg a rilascio prolungato: Ogni siringa preriempita contiene 96 mg di buprenorfina

Soluzione iniettabile da 128 mg a rilascio prolungato: Ogni siringa preriempita contiene 128 mg di buprenorfina

 

Indicazioni/possibilità d’impiego

Trattamento della dipendenza da oppioidi nell’ambito di misure mediche, sociali e psicoterapeutiche. Il trattamento è indicato negli adulti e negli adolescenti a partire dai 16 anni di età.

 

Posologia/impiego

La somministrazione di Buvidal è limitata ai professionisti sanitari. Nel prescrivere e dispensare buprenorfina occorre adottare opportune misure precauzionali, quali visite di follow-up del paziente con monitoraggio clinico in base alle esigenze del paziente. Non sono consentiti né l’uso domestico né l’autoiniezione del medicamento da parte del paziente.

 

Precauzioni particolari da adottare prima di iniziare il trattamento

Per evitare l’insorgenza di sintomi di astinenza, il trattamento con Buvidal deve essere avviato quando sono evidenti segni chiari e oggettivi di astinenza da lieve a moderata (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»). Considerare il tipo di oppioide usato (ovvero, oppioide a lunga o breve durata d’azione), il tempo trascorso dall’ultima somministrazione di oppioidi e il grado di dipendenza dall’oppioide.

 

·Nei pazienti che fanno uso di eroina od oppioidi a breve durata d’azione, la dose iniziale di Buvidal non deve essere somministrata fino ad almeno 6 ore dopo l’ultimo uso di oppioidi.

·Nei pazienti che ricevono metadone, la dose di metadone deve essere ridotta a un massimo di 30 mg/giorno prima di iniziare il trattamento con Buvidal. Buvidal non deve essere somministrato fino ad almeno 24 ore dopo che il paziente ha ricevuto l’ultima dose di metadone. Buvidal può indurre sintomi da astinenza nei pazienti dipendenti dal metadone.

 

Posologia

Inizio del trattamento nei pazienti che non stanno già ricevendo buprenorfina

I pazienti che non hanno mai ricevuto buprenorfina devono ricevere una dose sottolinguale di buprenorfina da 4 mg ed essere osservati per un’ora prima della prima somministrazione di Buvidal settimanale, per confermare la tollerabilità della buprenorfina.

 

La dose iniziale raccomandata di Buvidal è di 16 mg e una o due dosi aggiuntive da 8 mg a distanza di almeno 1 giorno, fino a raggiungere una dose target di 24 mg o 32 mg durante la prima settimana di trattamento. La dose raccomandata per la seconda settimana di trattamento è la dose totale somministrata durante la settimana iniziale.

 

Il trattamento con Buvidal mensile può essere iniziato una volta avviato il trattamento con Buvidal settimanale e dopo che i pazienti sono stati stabilizzati sul trattamento settimanale (dopo quattro settimane o più, quando indicato), in conformità alla conversione della dose riportata nella Tabella 2.

 

Passaggio da medicamenti contenenti buprenorfina sottolinguale a Buvidal

I pazienti trattati con buprenorfina sottolinguale possono passare direttamente a Buvidal settimanale o mensile, a partire dal giorno successivo all’ultima dose giornaliera di trattamento sottolinguale con buprenorfina (in conformità alle raccomandazioni sul dosaggio riportate nella Tabella 1). Durante il periodo di dosaggio successivo al passaggio si raccomanda un monitoraggio più serrato dei pazienti.

 

Tabella 1  Dosi convenzionali di trattamento giornaliero con buprenorfina sottolinguale e dosi corrispondenti di Buvidal settimanale e mensile raccomandate

Dose di buprenorfina sottolinguale giornaliera

Dose di Buvidal settimanale

Dose di Buvidal mensile

2-6 mg

8 mg

-

8-10 mg

16 mg

64 mg

12-16 mg

24 mg

96 mg

18-24 mg

32 mg

128 mg

 

La dose di buprenorfina in mg può differire tra i medicamenti sottolinguali, il che deve essere preso in considerazione separatamente per ogni singolo medicamento. Le proprietà farmacocinetiche di Buvidal sono descritte in «Farmacocinetica».

 

Terapia di mantenimento e aggiustamento della dose

Buvidal può essere somministrato con frequenza settimanale o mensile. Le dosi possono essere aumentate o ridotte e i pazienti possono alternare l’uso settimanale e mensile in base alle necessità individuali del paziente e al giudizio clinico del medico curante, secondo le raccomandazioni riportate nella Tabella 2. In seguito al passaggio, i pazienti potrebbero necessitare di un monitoraggio più serrato. La valutazione del trattamento a lungo termine si basa su dati di 48 settimane.

 

Tabella 2  Conversione della dose raccomandata nel passaggio dal dosaggio settimanale a quello mensile o dal dosaggio mensile a quello settimanale

Dose di Buvidal settimanale

Dose di Buvidal mensile

16 mg

64 mg

24 mg

96 mg

32 mg

128 mg

 

Dosi supplementari

Al massimo un’ulteriore dose di Buvidal da 8 mg può essere somministrata in occasione di una visita non programmata tra le regolari dosi settimanali o mensili, a seconda delle necessità individuali temporanee del singolo paziente. La dose settimanale massima per i pazienti che ricevono un trattamento settimanale con Buvidal è di 32 mg, con una dose aggiuntiva di 8 mg. La dose mensile massima per i pazienti che ricevono un trattamento mensile con Buvidal è di 128 mg, con una dose aggiuntiva di 8 mg.

 

Dosi dimenticate

Per non dimenticare delle dosi, la dose settimanale può essere somministrata fino a 2 giorni prima o dopo il punto temporale settimanale e la dose mensile può essere somministrata fino a 1 settimana prima o dopo il punto temporale mensile.

 

Qualora venga dimenticata una dose, la dose successiva deve essere somministrata il prima possibile.

 

Conclusione del trattamento

Se il trattamento con Buvidal viene interrotto, occorre prendere in considerazione le sue caratteristiche di rilascio prolungato e i sintomi di astinenza manifestati dal paziente; vedere «Avvertenze e misure precauzionali». Se il paziente passa al trattamento con buprenorfina sottolinguale, il passaggio deve avvenire una settimana dopo l’ultima dose settimanale o un mese dopo l’ultima dose mensile di Buvidal, conformemente alle raccomandazioni riportate nella Tabella 1.

 

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti anziani

L’efficacia e la sicurezza della buprenorfina in pazienti di età >65 anni non sono state stabilite. Non può essere effettuata alcuna raccomandazione sulla posologia.

 

In generale, il dosaggio raccomandato per i pazienti anziani con funzionalità renale normale è lo stesso indicato per i pazienti più giovani con funzionalità renale normale. Tuttavia, dal momento che i pazienti anziani possono presentare una funzionalità renale/epatica ridotta, può essere necessario un aggiustamento della dose (vedere disturbi della funzionalità epatica e disturbi della funzionalità renale di seguito).

 

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

La buprenorfina deve essere utilizzata con cautela nei pazienti con disturbi moderati della funzionalità epatica moderata (vedere «Farmacocinetica»). La buprenorfina è controindicata nei pazienti con disturbi gravi della funzionalità epatica (vedere «Controindicazioni»).

 

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Nei pazienti con disturbi della funzionalità renale non è richiesta alcuna modifica della dose di buprenorfina. Si raccomanda cautela nei pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina <30 ml/min) (vedere «Avvertenze e misure precauzionali» e «Farmacocinetica»).

 

Bambini e adolescenti

La sicurezza e l’efficacia della buprenorfina nei bambini e adolescenti di età inferiore ai 16 anni non sono state stabilite (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»). Non ci sono dati disponibili.

 

Modo di somministrazione

Buvidal è destinato esclusivamente alla somministrazione sottocutanea. Deve essere iniettato lentamente e interamente nel tessuto sottocutaneo di aree differenti (gluteo, coscia, addome o parte superiore del braccio), a condizione che vi sia tessuto sottocutaneo sufficiente. Ogni area può avere più siti di iniezione. I siti di iniezione devono essere alternati sia in caso di iniezioni settimanali che mensili. Attendere almeno 8 settimane prima di eseguire nuovamente l’iniezione in un sito precedentemente usato nel caso delle dosi settimanali. Non sono disponibili dati clinici a supporto della possibilità di eseguire nuovamente l’iniezione della dose mensile nello stesso sito. Probabilmente, ciò non rappresenta alcun problema per la sicurezza. La decisione di eseguire nuovamente l’iniezione nello stesso sito deve basarsi anche sul giudizio clinico del medico curante. La dose deve essere somministrata in un’unica iniezione e non deve essere suddivisa. La dose non deve essere somministrata per via intravascolare (endovenosa), intramuscolare o intradermica (nella cute) (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»). Per istruzioni sulla somministrazione, vedere «Altre indicazioni».

 

Controindicazioni

·Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie.

·Grave insufficienza respiratoria

·Disturbi gravi della funzionalità epatica

·Alcolismo acuto o delirium tremens

 

Avvertenze e misure precauzionali

Somministrazione

Occorre prestare cautela per evitare iniezioni accidentali di Buvidal. La dose non deve essere somministrata per via intravascolare (endovenosa), intramuscolare o intradermica.

 

L’iniezione intravascolare come quella endovenosa potrebbe comportare un rischio di danni seri, in quanto Buvidal forma una massa solida a contatto con i liquidi corporei, il che potrebbe potenzialmente causare lesioni ai vasi sanguigni, occlusione o eventi tromboembolici.

 

Per ridurre al minimo il rischio di uso improprio e abuso, occorre adottare opportune precauzioni nel prescrivere e dispensare la buprenorfina. I professionisti sanitari devono somministrare Buvidal direttamente al paziente. Non sono consentiti né l’uso domestico né l’autoiniezione del medicamento da parte del paziente. Qualsiasi tentativo di rimuovere il depot deve essere monitorato durante l’intera durata del trattamento.

 

Proprietà di rilascio prolungato

Le proprietà di rilascio prolungato del medicamento devono essere prese in considerazione durante il trattamento, inclusi l’inizio e la conclusione. In particolare i pazienti che assumono medicamenti concomitanti e/o che presentano comorbidità devono essere monitorati per rilevare segni e sintomi di tossicità, sovradosaggio o astinenza causati dall’aumento o dalla diminuzione dei livelli di buprenorfina.

Per le proprietà farmacocinetiche, vedere «Farmacocinetica» e per la conclusione del trattamento vedere «Posologia/impiego».

 

Depressione respiratoria

Come con tutti gli oppioidi, l’uso di Buvidal è associato al rischio di depressione respiratoria clinicamente rilevante. Se non diagnosticata e trattata immediatamente, la depressione respiratoria può portare all’arresto respiratorio e al decesso. A seconda delle condizioni cliniche del paziente, il trattamento della depressione respiratoria comprende uno stretto monitoraggio, misure di supporto e la somministrazione di antagonisti degli oppioidi. Una depressione respiratoria grave, potenzialmente fatale o fatale può verificarsi in qualsiasi momento della terapia; il rischio è maggiore all’inizio della terapia o dopo un aumento della dose.

 

Sono stati segnalati alcuni casi di decesso a causa di depressione respiratoria in pazienti trattati con buprenorfina, soprattutto quando somministrata in combinazione con le benzodiazepine (vedere «Interazioni») o quando la buprenorfina non è stata usata conformemente alle informazioni sul prodotto. Sono stati segnalati decessi anche in associazione alla somministrazione concomitante di buprenorfina e di altre sostanze sedative a livello centrale, ad es. alcol, gabapentinoidi (come pregabalin e gabapentin) (vedere «Interazioni») e altri oppioidi.

La buprenorfina deve essere utilizzata con cautela nei pazienti con insufficienza respiratoria (ad es. broncopneumopatia ostruttiva cronica, asma, cuore polmonare, diminuzione della riserva respiratoria, ipossia, ipercapnia, depressione respiratoria preesistente o cifoscoliosi).

 

Esposizione accidentale

La somministrazione di Buvidal è limitata ai professionisti sanitari. Buvidal contiene concentrazioni del principio attivo che possono essere fatali, in particolare nei bambini.

 

Uso concomitante con sostanze con effetto sedativo centrale

L’uso concomitante di oppioidi con benzodiazepine o altre sostanze con effetto sedativo centrale può portare a sedazione marcata, depressione respiratoria, coma e decesso. Per questo, oppioidi e benzodiazepine o altre sostanze con effetto sedativo centrale devono essere somministrati in concomitanza solo a pazienti per i quali non siano disponibili altre opzioni terapeutiche. Se si decide di prescrivere Buvidal in concomitanza con benzodiazepine o altre sostanze con effetto sedativo centrale, vanno utilizzate la dose efficace più bassa e la durata minima di somministrazione concomitante. I pazienti devono essere strettamente monitorati per i segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione. (vedere «Interazioni»)

 

Farmacodipendenza e potenziale abuso

La buprenorfina agisce da agonista parziale a livello del recettore µ degli oppioidi. Con l’uso ripetuto di oppioidi possono svilupparsi tolleranza e dipendenza fisica e/o psichica. Dopo l’uso di oppioidi può verificarsi dipendenza iatrogena. Per Buvidal, come per altri oppioidi, sussiste il rischio di abuso, e tutti i pazienti che ricevono oppioidi devono essere monitorati per i segni di abuso e dipendenza. I pazienti con rischio aumentato di abuso di oppioidi possono comunque essere adeguatamente trattati con oppioidi effettuando un monitoraggio supplementare dei segni di uso improprio, abuso o dipendenza. La somministrazione ripetuta di Buvidal può portare a un disturbo da uso di oppioidi. L’abuso o l’uso improprio intenzionale di Buvidal può portare al sovradosaggio e/o al decesso. Il rischio che si manifesti un disturbo da uso di oppioidi è aumentato nei pazienti con disturbi da uso di sostanze (alcol incluso) all’anamnesi personale o famigliare (genitori, fratelli o sorelle), nei fumatori o nei pazienti con altre malattie psichiche (ad es. depressione maggiore, disturbi d’ansia e disturbi della personalità) all’anamnesi. I pazienti devono essere monitorati per i segni di comportamenti di dipendenza (drug-seeking behaviour) (ad es. richiesta precoce di nuova prescrizione). Inoltre, si devono controllare gli oppioidi e i medicamenti psicoattivi (come le benzodiazepine) utilizzati in concomitanza. Nei pazienti che mostrano segni e sintomi di disturbo da uso di oppioidi va presa in considerazione una consulenza specialistica per le dipendenze.

 

Sindrome serotoninergica

La somministrazione concomitante di Buvidal e di altri medicamenti serotoninergici, come gli inibitori delle monoaminossidasi (MAO-inibitori), gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (Selective Serotonin Re-Uptake Inhibitors, SSRI), gli inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (Serotonin Norepinephrine Re-Uptake Inhibitors, SNRI) o gli antidepressivi triciclici può portare alla sindrome serotoninergica, una malattia potenzialmente rischiosa per la vita (vedere «Interazioni»). Nel caso in cui sia clinicamente indicato il trattamento concomitante con altri medicamenti serotoninergici, si raccomanda un’attenta osservazione del paziente, in particolare all’inizio del trattamento e in occasione degli incrementi della dose.

I sintomi della sindrome serotoninergica comprendono alterazioni dello stato mentale, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari e/o sintomi gastrointestinali.

Se si sospetta una sindrome serotoninergica, è necessario considerare una riduzione della dose o l’interruzione della terapia, a seconda della gravità dei sintomi.

 

Epatite ed eventi epatici

Prima di iniziare la terapia, si raccomanda di determinare la funzionalità epatica al basale e di documentare lo stato dell’epatite virale. I pazienti che risultano positivi all’epatite virale, i pazienti che assumono determinati medicamenti concomitanti (vedere «Interazioni») e/o i pazienti affetti da disturbi della funzionalità epatica sono a maggior rischio di lesione epatica. Si raccomanda un regolare monitoraggio della funzionalità epatica.

Casi di lesione epatica acuta sono stati riportati in pazienti dipendenti da oppioidi in studi clinici e in segnalazioni di effetti collaterali post-marketing con medicamenti contenenti buprenorfina. Lo spettro di anomalie varia da aumenti asintomatici transitori delle transaminasi epatiche a casi segnalati di epatite citolitica, insufficienza epatica, necrosi epatica, sindrome epato-renale, encefalopatia epatica e decesso. In molti casi, la presenza di anomalie pre-esistenti degli enzimi epatici, malattia genetica, infezione da virus dell’epatite B o C, abuso di alcol, anoressia, uso concomitante di altri medicamenti potenzialmente epatotossici o abuso persistente di droghe per via endovenosa possono essere la causa o contribuire a tali effetti. Questi fattori sottostanti devono essere presi in considerazione prima di prescrivere la buprenorfina e durante il trattamento. Quando si sospetta un evento epatico, è richiesta un’ulteriore valutazione biologica ed eziologica. A seconda dei risultati, Buvidal può essere interrotto. Può essere necessario un monitoraggio oltre il periodo di trattamento settimanale e mensile. Se il trattamento prosegue, la funzionalità epatica deve essere strettamente monitorata.

 

Insorgenza accelerata della sindrome di astinenza da oppioidi

Quando si inizia il trattamento con buprenorfina, è importante essere a conoscenza del suo profilo di agonista parziale. La buprenorfina ha accelerato l’insorgenza dei sintomi di astinenza in pazienti dipendenti da oppioidi se somministrata prima della regressione degli effetti agonisti derivanti dal recente uso o abuso di oppioidi. Per evitare un’astinenza accelerata, il trattamento deve essere intrapresa quando sono presenti segni e sintomi oggettivi di astinenza da lieve a moderata (vedere «Posologia/impiego»).

L’interruzione del trattamento può portare a una sindrome da astinenza a insorgenza ritardata.

 

Disturbi della funzionalità epatica

La buprenorfina viene ampiamente metabolizzata nel fegato. I pazienti con disturbi moderati della funzionalità epatica devono essere monitorati per l’insorgenza di segni e sintomi di astinenza accelerata da oppioidi, tossicità o sovradosaggio causati da un aumento dei livelli di buprenorfina. La buprenorfina deve essere utilizzata con cautela nei pazienti con disturbi moderati della funzionalità epatica (vedere «Posologia/impiego» e «Farmacocinetica»). La funzionalità epatica deve essere monitorata regolarmente durante il trattamento. L’uso della buprenorfina è controindicato nei pazienti con disturbi gravi della funzionalità epatica (vedere «Controindicazioni»).

 

Disturbi della funzionalità renale

I metaboliti della buprenorfina si accumulano nei pazienti con insufficienza renale. Si raccomanda cautela nei pazienti con disturbi gravi della funzionalità renale (clearance della creatinina <30 ml/min), vedere «Posologia/impiego» e «Farmacocinetica».

 

Prolungamento dell’intervallo QT

Occorre prestare cautela nella somministrazione concomitante di Buvidal con altri medicamenti che prolungano l’intervallo QT e nei pazienti con anamnesi di sindrome del QT lungo o altri fattori di rischio per il prolungamento dell’intervallo QT.

 

Trattamento del dolore acuto

Per il trattamento del dolore acuto durante l’uso continuo di Buvidal, può essere necessario un uso combinato di oppioidi con elevata affinità per il recettore µ degli oppioidi (ad es. fentanil), analgesici non oppioidi e anestesia regionale. La titolazione di oppioidi analgesici orali o endovenosi a breve durata d’azione (morfina a rilascio immediato, ossicodone o fentanil) per raggiungere l’effetto analgesico desiderato nei pazienti trattati con Buvidal potrebbe richiedere dosi più elevate. I pazienti devono essere monitorati durante il trattamento.

 

Uso nei bambini e negli adolescenti

La sicurezza e l’efficacia della buprenorfina nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 16 anni non sono state stabilite (vedere «Posologia/impiego»). A causa della scarsità di dati negli adolescenti (16 o 17 anni di età), i pazienti di questo gruppo di età devono essere strettamente monitorati durante il trattamento.

 

Sindrome di astinenza neonatale da oppioidi

L’uso prolungato di Buvidal durante la gravidanza può portare a una sindrome di astinenza neonatale da oppioidi, potenzialmente fatale se non diagnosticata e trattata tempestivamente. La terapia deve basarsi sui protocolli creati da specialisti in neonatologia. Se è necessario l’uso prolungato di oppioidi durante la gravidanza, occorre informare la paziente del rischio di sindrome di astinenza neonatale da oppioidi e garantire la disponibilità di un trattamento adeguato.

 

Effetti di classe

Gli oppioidi possono causare ipotensione ortostatica.

 

Gli oppioidi possono far aumentare la pressione del liquido cerebrospinale, il che può causare crisi epilettiche. Pertanto, gli oppioidi devono essere utilizzati con cautela nei pazienti con lesioni craniche, lesioni intracraniche e in altre circostanze in cui la pressione cerebrospinale può risultare aumentata o nel caso di anamnesi di crisi epilettiche.

 

Gli oppioidi devono essere utilizzati con cautela nei pazienti con ipotensione, ipertrofia prostatica o stenosi uretrale.

 

La miosi indotta da oppioidi, i cambiamenti nel livello di coscienza o i cambiamenti nella percezione del dolore come sintomo di malattia possono interferire con la valutazione del paziente e mascherare la diagnosi o il decorso clinico di una malattia concomitante.

 

Gli oppioidi hanno dimostrato di aumentare la pressione intracoledocale e devono essere utilizzati con cautela nei pazienti con disfunzione delle vie biliari.

 

Gli oppioidi devono essere utilizzati con cautela nei pazienti con mixedema, ipotiroidismo o insufficienza surrenalica (ad es. malattia di Addison).

 

Insufficienza surrenalica

Gli oppioidi possono indurre insufficienza surrenalica reversibile che richiede il monitoraggio e una terapia sostitutiva con glucocorticoidi. I sintomi di insufficienza surrenalica possono comprendere, tra l’altro: nausea, vomito, inappetenza, stanchezza, debolezza, capogiro o ipotensione.

 

Disturbi respiratori del sonno

Gli oppioidi possono indurre disturbi respiratori del sonno, incluse apnea centrale del sonno (CSA) e ipossiemia notturna. L’uso di oppioidi è associato a un aumento dose-dipendente del rischio di apnea centrale del sonno.

Nei pazienti con apnea centrale del sonno va presa in considerazione una riduzione della dose totale di oppioidi.

 

Riduzione degli ormoni sessuali e aumento della prolattina

L’uso prolungato di oppioidi può essere associato a una riduzione dei livelli di ormoni sessuali e a un aumento dei livelli di prolattina. I sintomi comprendono riduzione della libido, impotenza o amenorrea.

 

Buvidal settimanale

Questo medicamento contiene 61,25 mg di alcol (etanolo) per dose da 32 mg, equivalenti a 95,7 mg/ml (9,57% p/v). La quantità contenuta in una dose da 32 mg di questo medicamento è equivalente a meno di 2 ml di birra o 1 ml di vino.

La piccola quantità di alcol in questo medicamento non ha effetti rilevanti.

 

Interazioni

Con Buvidal non sono stati effettuati studi di interazione.

 

L’uso concomitante di altri medicamenti con effetti sul SNC, quali altri oppioidi, sedativi come le benzodiazepine o ipnotici, anestetici generali, fenotiazine, tranquillanti, miorilassanti, antistaminici sedativi, gabapentinoidi (gabapentin e pregabalin) e alcol può portare a effetti sedativi additivi che possono causare depressione respiratoria, ipotensione, sedazione marcata o coma ed essere talvolta fatali (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

 

La buprenorfina deve essere usata con cautela quando co-somministrata con:

·benzodiazepine: questa combinazione può indurre depressione respiratoria centrale con esito fatale. Pertanto, le dosi devono essere strettamente monitorate e questa combinazione deve essere evitata nei casi in cui sussiste il rischio di abuso. I pazienti devono essere avvisati che è estremamente pericoloso assumere benzodiazepine senza prescrizione contemporaneamente a questo medicamento. Inoltre, i pazienti devono essere avvisati che è consentito assumere benzodiazepine in concomitanza con questo medicamento solo se indicato dal proprio medico (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

·gabapentinoidi: questa combinazione può indurre una depressione respiratoria fatale. Pertanto, le dosi devono essere strettamente monitorate e questa combinazione deve essere evitata nei casi in cui sussiste il rischio di abuso. I pazienti devono essere avvisati che possono assumere gabapentinoidi (come pregabalin e gabapentin) in concomitanza con questo medicamento solo come prescritto dal proprio medico (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

·bevande alcoliche o medicamenti contenenti alcol, in quanto l’alcol aumenta l’effetto sedativo della buprenorfina (vedere «Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine»).

·altri sedativi del sistema nervoso centrale: altri derivati degli oppioidi (ad es. metadone, analgesici e antitussivi), alcuni antidepressivi, sedativi antagonisti del recettore H1, barbiturici, ansiolitici diversi dalle benzodiazepine, antipsicotici, clonidina e sostanze correlate. Queste combinazioni aumentano la depressione del sistema nervoso centrale. Il ridotto livello di vigilanza può rendere pericoloso guidare veicoli e utilizzare macchinari (vedere «Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine»).

·analgesici a base di oppioidi: un’analgesia adeguata può essere difficile da raggiungere quando si somministra un agonista completo degli oppioidi a pazienti che ricevono buprenorfina. Anche con un agonista completo esiste la possibilità di sovradosaggio, specialmente quando si tenta di superare l’effetto di agonista parziale della buprenorfina o quando i livelli plasmatici di buprenorfina sono in diminuzione (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

·naltrexone e nalmefene: questi sono antagonisti degli oppioidi che possono bloccare gli effetti farmacologici della buprenorfina. Per i pazienti dipendenti da oppioidi che attualmente ricevono un trattamento con buprenorfina, il naltrexone può indurre la comparsa improvvisa di sintomi prolungati e intensi di astinenza da oppioidi. Per i pazienti che attualmente ricevono un trattamento con naltrexone, l’effetto terapeutico desiderato della buprenorfina può essere bloccato dal naltrexone.

·La buprenorfina viene prevalentemente metabolizzata in norbuprenorfina dal CYP3A4. Gli effetti sull’esposizione alla buprenorfina nei pazienti trattati con Buvidal non sono stati studiati. In studi sulla somministrazione transmucosale e transdermica di buprenorfina sono state riscontrate interazioni con induttori o inibitori co-somministrati. La buprenorfina viene anche metabolizzata in buprenorfina-3β-glucuronide da UGT1A1.

oGli inibitori del CYP3A4 possono inibire il metabolismo della buprenorfina, con conseguente aumento della Cmax e dell’AUC della buprenorfina e della norbuprenorfina. Buvidal non è soggetto a un metabolismo di primo passaggio e gli inibitori del CYP3A4 (ad es. inibitori proteasici come ritonavir, nelfinavir o indinavir, o antimicotici azolici come ketoconazolo o itraconazolo, o antibiotici macrolidi) dovrebbero avere meno effetti sul metabolismo della buprenorfina quando somministrati in concomitanza con Buvidal rispetto a quando somministrati in associazione alla buprenorfina sottolinguale. Nel passaggio dalla buprenorfina sottolinguale a Buvidal può essere necessario il monitoraggio dei pazienti per garantire che i livelli plasmatici di buprenorfina siano adeguati.

I pazienti che già ricevono Buvidal e che iniziano un trattamento con inibitori del CYP3A4 devono essere trattati con Buvidal settimanale ed essere monitorati per i segni e sintomi di sovratrattamento. Al contrario, se un paziente trattato in concomitanza con Buvidal e un inibitore del CYP3A4 interrompe il trattamento con l’inibitore del CYP3A4, deve essere monitorato per i sintomi di astinenza.

oGli induttori del CYP3A4 possono potenziare il metabolismo della buprenorfina, con conseguente diminuzione delle concentrazioni di buprenorfina. Buvidal non è soggetto a un metabolismo di primo passaggio e gli induttori del CYP3A4 (ad es. fenobarbital, carbamazepina, fenitoina o rifampicina) dovrebbero avere meno effetti sul metabolismo della buprenorfina quando somministrati in concomitanza con Buvidal rispetto a quando somministrati in associazione alla buprenorfina sottolinguale. Nel passaggio dalla buprenorfina sottolinguale a Buvidal può essere necessario il monitoraggio dei pazienti per garantire che i livelli plasmatici di buprenorfina siano adeguati. I pazienti che già ricevono Buvidal e che iniziano un trattamento con induttori del CYP3A4 devono essere trattati con Buvidal settimanale ed essere monitorati per i segni e sintomi di astinenza. Al contrario, se un paziente trattato in concomitanza con Buvidal e un induttore del CYP3A4 interrompe il trattamento con l’induttore del CYP3A4, deve essere monitorato per i sintomi di sovratrattamento.

oGli inibitori di UGT1A1 possono influire sull’esposizione sistemica della buprenorfina.

·inibitori delle monoaminossidasi (Monoaminoxidase Inhibitors, MAOI): amplificazione dell’effetto degli oppioidi, in base all’esperienza con la morfina.

·La somministrazione concomitante di oppioidi con inibitori delle monoaminossidasi (MAO-inibitori) e principi attivi serotoninergici, come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (SNRI) e gli antidepressivi triciclici, può portare a una sindrome serotoninergica. I sintomi della sindrome serotoninergica possono comprendere alterazioni dello stato di coscienza, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari e/o sintomi gastrointestinali (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

 

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

I dati relativi all’uso di buprenorfina in donne in gravidanza sono assenti o in numero limitato. Gli studi sugli animali non hanno evidenziato una tossicità riproduttiva (vedere «Dati preclinici»). La buprenorfina deve essere usata durante la gravidanza solo se il potenziale beneficio supera il potenziale rischio per il feto.

 

L’uso prolungato di Buvidal durante la gravidanza può portare a una sindrome di astinenza neonatale da oppioidi, potenzialmente fatale se non diagnosticata e trattata tempestivamente. La terapia deve basarsi sui protocolli creati da specialisti in neonatologia. Se è necessario l’uso prolungato di oppioidi durante la gravidanza, occorre informare la paziente del rischio di sindrome di astinenza neonatale da oppioidi e garantire la disponibilità di un trattamento adeguato (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

 

Verso la fine della gravidanza, la buprenorfina può provocare depressione respiratoria nel neonato anche dopo un breve periodo di somministrazione.

 

Data la lunga emivita della buprenorfina, il neonato deve essere monitorato per diversi giorni dopo la nascita per prevenire il rischio di depressione respiratoria o di sindrome da astinenza nel neonato.

 

Allattamento

La buprenorfina e i suoi metaboliti sono escreti nel latte materno. Buvidal deve essere usato con cautela durante l’allattamento.

 

Fertilità

I dati disponibili sugli effetti della buprenorfina sulla fertilità umana sono assenti o limitati.

Non sono stati osservati effetti sulla fertilità negli animali (vedere «Dati preclinici»).

 

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

La buprenorfina ha un effetto limitato o moderato sulla capacità di guidare veicoli e sulla capacità di utilizzare macchine quando utilizzata in pazienti con dipendenza da oppioidi. La buprenorfina può causare stordimento, capogiro o compromissione del pensiero, specialmente durante l’induzione del trattamento e l’aggiustamento della dose. Se usata in concomitanza con alcol o medicamenti con effetto sedativo sul sistema nervoso centrale, questo effetto può essere più accentuato (vedere «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»).

 

Il paziente deve essere avvisato di non guidare veicoli o utilizzare macchinari pericolosi durante l’uso di questo medicamento fino a quando non sono noti gli effetti che tale medicamento ha sul paziente. Il medico curante deve formulare una raccomandazione individuale.

 

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Gli effetti collaterali riportati più comunemente con la buprenorfina sono cefalea, nausea, iperidrosi, insonnia, sindrome da astinenza farmacologica e dolore.

 

Elenco degli effetti indesiderati

Si applicano i termini e le frequenze seguenti: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Gli effetti indesiderati segnalati con la buprenorfina, incluso Buvidal, sono:

Infezioni ed infestazioni

Comune: infezione, influenza, faringite, rinite

Non comune: cellulite nel sito di iniezione

Patologie del sistema emolinfopoietico

Comune: linfoadenopatia

Disturbi del sistema immunitario

Comune: ipersensibilità

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: appetito ridotto

Disturbi psichiatrici

Molto comune: insonnia

Comune: ansia, agitazione, depressione, ostilità, nervosismo, pensieri anormali, paranoia, dipendenza

Non nota: allucinazioni, umore euforico

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: cefalea

Comune: sonnolenza, capogiro, emicrania, parestesia, sincope, tremore, ipertensione, disturbi del linguaggio

Patologie dell’occhio

Comune: disturbo lacrimale, midriasi, miosi

Patologie dell’orecchio e del labirinto

Non comune: vertigine

Patologie cardiache

Comune: palpitazioni

Patologie vascolari

Comune: vasodilatazione, ipotensione

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Comune: tosse, dispnea, sbadiglio, asma, bronchite

Non nota: depressione respiratoria, sindrome da apnea centrale del sonno

Patologie gastrointestinali

Molto comune: nausea

Comune: stipsi, vomito, dolore addominale, flatulenza, dispepsia, bocca secca, diarrea, patologia gastrointestinale

Patologie epatobiliari

Non comune: aumento dell’alanina aminotransferasi, aumento dell’aspartato aminotransferasi, aumento degli enzimi epatici

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: eruzione cutanea, prurito, orticaria

Non comune: eruzione cutanea maculare

Non nota: eritema

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune: artralgia, mal di schiena, mialgia, spasmi muscolari, dolore al collo, dolore alle ossa

Patologie renali e urinarie

Non nota: ritenzione urinaria

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella

Comune: dismenorrea

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto comune: iperidrosi, sindrome da astinenza da farmaco, dolore

Comune: dolore nel sito di iniezione, prurito nel sito di iniezione, eritema nel sito di iniezione, gonfiore nel sito di iniezione, reazione nel sito di iniezione, indurimento del sito di iniezione, massa nel sito di iniezione, edema periferico, astenia, malessere, piressia, brividi, sindrome neonatale da astinenza da farmaco, dolore toracico

Non comune: infiammazione nel sito di iniezione, ematoma nel sito di iniezione, orticaria nel sito di iniezione

Non nota: ascesso nel sito di iniezione, ulcerazione nel sito di iniezione, necrosi nel sito di iniezione

Esami diagnostici

Comune: Test di funzionalità epatica anomali

Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura

Non comune: Capogiri da procedura

 

Descrizione di alcuni effetti collaterali

Reazioni nel sito di iniezione

In uno studio di efficacia in doppio cieco di fase 3, sono stati osservati effetti collaterali nel sito di iniezione in 36 (16,9%) dei 213 pazienti (5% delle iniezioni somministrate) nel gruppo di trattamento con Buvidal. Gli effetti collaterali più comuni sono stati dolore nel sito di iniezione (8,9%), prurito nel sito di iniezione (6,1%) ed eritema nel sito di iniezione (4,7%). Le reazioni nel sito di iniezione erano tutte di severità lieve o moderata e la maggior parte degli eventi è stata transitoria.

 

Nell’ambito dell’uso post-marketing di Buvidal sono stati osservati ascessi, ulcerazioni e necrosi nel sito di iniezione.

 

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

 

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

La depressione respiratoria come conseguenza della depressione del sistema nervoso centrale è il sintomo primario che richiede un intervento in caso di sovradosaggio di buprenorfina, perché può portare all’arresto respiratorio e al decesso. I sintomi precoci di sovradosaggio possono includere sudorazione eccessiva, sonnolenza, ambliopia, miosi, ipotensione, nausea, vomito e/o disturbi del linguaggio.

 

Trattamento

È necessario adottare misure di supporto generali, incluso uno stretto monitoraggio della funzionalità respiratoria e cardiaca del paziente. Dopo le misure standard di medicina intensiva, deve essere avviato un trattamento sintomatico della depressione respiratoria. Garantire la pervietà delle vie aeree e la ventilazione assistita o controllata. Il paziente deve essere trasferito in un ambiente in cui siano disponibili tutte le attrezzature per la rianimazione. Se il paziente vomita, è necessario adottare le dovute precauzioni per prevenire l’aspirazione. L’uso di un antagonista degli oppioidi (ovvero, naloxone) è raccomandato, nonostante il modesto effetto che potrebbe avere sulla regressione dei sintomi respiratori della buprenorfina rispetto ai suoi effetti sugli agonisti completi degli oppioidi.

 

La lunga durata d’azione della buprenorfina e il rilascio prolungato da Buvidal devono essere tenuti in considerazione nel determinare la durata del trattamento necessaria a far regredire gli effetti del sovradosaggio (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»). Il naloxone può essere eliminato più rapidamente della buprenorfina, consentendo un ritorno dei sintomi da sovradosaggio della buprenorfina precedentemente controllati.

 

Con il sovradosaggio di oppioidi è stata osservata leucoencefalopatia tossica.

 

Proprietà/effetti

Codice ATC

N07BC01

 

Meccanismo d’azione

La buprenorfina è un agonista/antagonista parziale degli oppioidi che si lega ai recettori oppioidi μ (mu) e κ (kappa) del cervello. La sua attività nella terapia di mantenimento con oppioidi si basa sulla capacità di legarsi lentamente e in modo reversibile ai recettori oppioidi μ, che consente di ridurre al minimo la necessità di oppioidi illegali nei pazienti con dipendenza da oppioidi per un periodo prolungato.

 

In studi di farmacologia clinica in persone con dipendenza da oppioidi è stato descritto un effetto tetto degli agonisti degli oppioidi.

 

Farmacodinamica

Vedere «Meccanismo d’azione».

 

Efficacia clinica

L’efficacia e la sicurezza di Buvidal nel trattamento della dipendenza da oppioidi sono state stabilite in uno studio pivotal di fase 3, randomizzato, in doppio cieco, con doppia simulazione, con controllo attivo e dose flessibile in pazienti con dipendenza da oppioidi da moderata a grave. In questo studio, 428 pazienti sono stati randomizzati a uno dei due gruppi di trattamento. I pazienti nel gruppo Buvidal (n = 213) hanno ricevuto iniezioni settimanali (da 16 a 32 mg) durante le prime 12 settimane, seguite da iniezioni mensili (da 64 a 160 mg) durante le ultime 12 settimane, più dosi giornaliere di compresse sottolinguali di placebo durante l’intero periodo di trattamento. I pazienti nel gruppo con buprenorfina/naloxone sottolinguale (n = 215) hanno ricevuto iniezioni settimanali di placebo durante le prime 12 settimane e iniezioni mensili di placebo durante le ultime 12 settimane, più compresse sottolinguali giornaliere di buprenorfina/naloxone durante l’intero periodo di trattamento (da 8 a 24 mg durante le prime 12 settimane e da 8 a 32 mg durante le ultime 12 settimane). Durante le 12 settimane con iniezioni mensili, i pazienti di entrambi i gruppi potevano ricevere, se necessario, un’ulteriore dose settimanale di Buvidal da 8 mg al mese. I pazienti si sono sottoposti a 12 visite settimanali durante le prime 12 settimane e 6 visite durante le ultime 12 settimane (3 visite programmate ogni mese e 3 visite casuali per test di tossicologia urinaria). Ad ogni visita, sono stati valutati i parametri di efficacia e sicurezza.

Dei 428 pazienti randomizzati, il 69,0% (147/213) dei pazienti nel gruppo di trattamento con Buvidal e il 72,6% (156/215) dei pazienti nel gruppo di trattamento con buprenorfina/naloxone sottolinguale hanno completato il periodo di trattamento di 24 settimane.

Lo studio ha raggiunto l’endpoint primario di non inferiorità, la percentuale media di campioni urinari negativi per gli oppioidi illegali durante le settimane di trattamento da 1 a 24 per il gruppo di trattamento con Buvidal rispetto al gruppo con buprenorfina/naloxone sottolinguale (Tabella 3).

La superiorità di Buvidal rispetto a buprenorfina/naloxone sottolinguale (ordine di analisi pre-specificato) è stata raggiunta per l’endpoint secondario (funzione di distribuzione cumulativa, CDF) dei campioni negativi agli oppioidi durante le settimane di trattamento da 4 a 24 (Tabella 3).

 

Tabella 3 Variabili di efficacia in uno studio pivotal di fase 3, randomizzato, in doppio cieco, con doppia simulazione, con controllo attivo e dose flessibile in pazienti con dipendenza da oppioidi da moderata a grave

Variabile di efficacia

Statistica

Buvidal

SL-BPN/NX

Differenza tra i trattamenti (%)a (IC 95%)

Valore di p

Percentuale di campioni urinari negativi per gli oppioidi illegali

N

213

215

 

 

Media degli LS (%) (ES)

35,1 (2,48)

28,4 (2,47)

6,7

<0,001

(IC 95%)

30,3-40,0

23,5-33,3

-0,1-13,6

 

CDF della percentuale di campioni urinari negativi per gli oppioidi illegali nelle settimane 4-24

N

213

215

 

 

Mediana

26,7

6,7

-

0,008b

CDF = funzione di distribuzione cumulativa, IC = intervallo di confidenza, LS = minimi quadrati, ES = errore standard, SL BPN/NX = buprenorfina/naloxone sottolinguale

a Differenza = Buvidal – SL-BPN/NX

b Il valore p era per la superiorità

 

È stato condotto uno studio a lungo termine, in aperto, di fase 3 sulla sicurezza del dosaggio flessibile di Buvidal settimanale e mensile per 48 settimane. Lo studio ha arruolato un totale di 227 pazienti con dipendenza da oppioidi da moderata a grave, dei quali 190 sono passati dalla buprenorfina sottolinguale (con o senza naloxone) e 37 sono stati trattati per la prima volta con buprenorfina. Durante il periodo di trattamento di 48 settimane, i pazienti potevano cambiare tra la somministrazione settimanale e quella mensile di Buvidal e passare da una dose all’altra (da 8 a 32 mg di Buvidal settimanale e tra 64 e 160 mg di Buvidal mensile) in base al giudizio clinico del medico.

Per i pazienti che erano passati dalla buprenorfina sottolinguale, la percentuale di pazienti con campioni urinari negativi per gli oppioidi illegali era del 78,8% al basale e 84,0% alla fine del periodo di trattamento di 48- settimane. Per i pazienti nuovi al trattamento, la percentuale di pazienti con campioni urinari negativi per gli oppioidi illegali era dello 0,0% al basale e 63,0% alla fine del periodo di trattamento di 48- settimane. Complessivamente, 156 pazienti (68,7%) hanno completato il periodo di trattamento di 48- settimane.

 

Farmacocinetica

Buvidal settimanale

Assorbimento

Dopo l’iniezione, la concentrazione plasmatica di buprenorfina aumenta con un tempo mediano per raggiungere alla concentrazione plasmatica massima (tmax) di circa 24 ore. Buvidal presenta una biodisponibilità assoluta completa. L’esposizione allo stato stazionario viene raggiunta con la quarta dose settimanale.

 

Nell’intervallo di dosaggio compreso tra 8 e 32 mg si osservano incrementi dell’esposizione proporzionali alla dose.

 

Distribuzione

Il volume apparente di distribuzione della buprenorfina è di circa 1900 l. La buprenorfina è per circa il 96% legata a proteine, soprattutto alla globulina alfa e beta.

 

Metabolismo

La buprenorfina viene ossidativamente metabolizzata mediante 14-N-dealchilazione in N-dealchil-buprenorfina (nota anche come norbuprenorfina) attraverso il citocromo P450 CYP3A4 e mediante glucuronazione della molecola originaria e del metabolita dealchilato. La norbuprenorfina è un agonista degli oppioidi μ con debole attività intrinseca.

 

La somministrazione sottocutanea di Buvidal determina concentrazioni plasmatiche del metabolita norbuprenorfina significativamente più basse rispetto alla somministrazione di buprenorfina sottolinguale, in quanto viene evitato il metabolismo di primo passaggio.

 

Eliminazione

L’eliminazione della buprenorfina da Buvidal è limitata dalla velocità di rilascio, con un’emivita terminale compresa fra 3 e 5 giorni.

 

La buprenorfina viene eliminata nelle feci mediante escrezione biliare dei metaboliti glucuronati (70%). Il resto viene eliminato con le urine. La clearance totale della buprenorfina è di circa 68 l/h.

 

Buvidal mensile

Assorbimento

Dopo l’iniezione, la concentrazione plasmatica di buprenorfina aumenta con un tempo mediano per raggiungere alla concentrazione plasmatica massima (tmax) di circa 6-10 ore. Buvidal presenta una biodisponibilità assoluta completa. L’esposizione allo stato stazionario viene raggiunta con la quarta dose mensile.

 

Nell’intervallo di dosaggio compreso tra 64 e 128 mg si osservano incrementi dell’esposizione proporzionali alla dose.

 

Distribuzione

Il volume apparente di distribuzione della buprenorfina è di circa 1900 l. La buprenorfina è per circa il 96% legata a proteine, soprattutto alla globulina alfa e beta.

 

Metabolismo

La buprenorfina viene ossidativamente metabolizzata mediante 14-N-dealchilazione in N-dealchil-buprenorfina (nota anche come norbuprenorfina) attraverso il citocromo P450 CYP3A4 e mediante glucuronazione della molecola originaria e del metabolita dealchilato. La norbuprenorfina è un agonista degli oppioidi μ con debole attività intrinseca.

 

La somministrazione sottocutanea di Buvidal determina concentrazioni plasmatiche del metabolita norbuprenorfina significativamente più basse rispetto alla somministrazione di buprenorfina sottolinguale, in quanto viene evitato il metabolismo di primo passaggio.

 

Eliminazione

L’eliminazione della buprenorfina da Buvidal è limitata dalla velocità di rilascio, con un’emivita terminale compresa fra 19 e 25 giorni.

 

La buprenorfina viene eliminata nelle feci mediante escrezione biliare dei metaboliti glucuronati (70%). Il resto viene eliminato con le urine. La clearance totale della buprenorfina è di circa 68 l/h.

 

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Pazienti anziani

Non sono disponibili dati sulla farmacocinetica nei pazienti anziani (età >65 anni).

 

Disturbi della funzionalità renale

L’eliminazione renale gioca un ruolo relativamente piccolo (≈30%) nella clearance complessiva della buprenorfina. Non è necessaria alcuna modifica della dose in base alla funzionalità renale. Tuttavia, è necessaria cautela nei pazienti con disturbi gravi della funzionalità renale (vedere «Posologia/impiego» e «Avvertenze e misure precauzionali»).

 

Disturbi della funzionalità epatica

Nella Tabella 4 sono riassunti i risultati di uno studio clinico in cui l’esposizione alla buprenorfina è stata determinata dopo somministrazione di buprenorfina/naloxone 2,0/0,5 mg sotto forma di compressa sottolinguale in soggetti sani e in soggetti con disturbi della funzionalità epatica di vario grado.

 

Tabella 4  Effetti dei disturbi della funzionalità epatica (variazione rispetto ai soggetti sani) sulla farmacocinetica dopo somministrazione sottolinguale di buprenorfina e naloxone (2,0/0,5 mg) in soggetti sani e in soggetti con disturbi della funzionalità epatica di vario grado

Parametri farmacocinetici

Disturbo lieve della funzionalità epatica

(classe A di Child-Pugh)

(n = 9)

Disturbo moderato della funzionalità epatica

(classe B di Child-Pugh)

(n = 8)

Disturbi gravi della funzionalità epatica

(classe C di Child-Pugh)

(n = 8)

Buprenorfina

Cmax

Aumento di 1,2 volte

Aumento di 1,1 volte

Aumento di 1,7 volte

AUClast

Simile al gruppo di controllo sano

Aumento di 1,6 volte

Aumento di 2,8 volte

 

Complessivamente, nei pazienti con disturbi gravi della funzionalità epatica si è osservato un aumento di tre volte della buprenorfina plasmatica (vedere «Posologia/impiego», «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).

 

Bambini e adolescenti

Non sono disponibili dati sulla farmacocinetica nei bambini e negli adolescenti (età inferiore ai 18 anni). I dati simulati sull’esposizione alla buprenorfina negli adolescenti di 16 anni di età mostrano sia per Buvidal settimanale che mensile una Cmax e un’AUC inferiori rispetto ai valori riscontrati negli adulti.

 

Dati preclinici

La tossicità acuta della buprenorfina è stata determinata in topi e ratti dopo somministrazione orale e parenterale (endovenosa, intraperitoneale). Gli effetti collaterali si basavano sull’attività farmacologica nota della buprenorfina.

 

La buprenorfina ha mostrato bassa tossicità tissutale e biochimica quando somministrata per via sottocutanea per un mese a cani beagle, per via orale per un mese a scimmie rhesus e per via intramuscolare per sei mesi a ratti e babbuini.

 

Studi di teratogenicità e tossicità riproduttiva condotti su ratti e conigli con somministrazione intramuscolare hanno concluso che la buprenorfina non è né embriotossica né teratogena e non possiede alcun effetto significativo sul potenziale di svezzamento. Nei ratti non sono stati osservati effetti indesiderati sulla fertilità e sulla funzione riproduttiva generale.

Da studi condotti sulla tossicità cronica del veicolo usato per Buvidal in ratti e cani non è emerso alcun rischio particolare per gli esseri umani.

 

Altre indicazioni

Informazione

La buprenorfina non viene rilevata con gli attuali esami delle urine, ma può essere rilevata con un test per la buprenorfina nelle urine disponibile in commercio.

 

Incompatibilità

Questo medicamento non deve essere miscelato con altri medicamenti.

 

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

 

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Non conservare a temperature superiori a 30°C.

Non conservare in frigorifero.

Non congelare.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

 

Indicazioni per la manipolazione

Informazioni importanti

·L’iniezione deve essere eseguita nel tessuto sottocutaneo.

·Devono essere evitate la somministrazione intravascolare, intramuscolare e intradermica.

·Non utilizzare in caso di danneggiamento della siringa di sicurezza o della confezione.

·Il copriago della siringa può contenere lattice di gomma che può causare reazioni allergiche in persone sensibili al lattice.

·Maneggiare con cautela la siringa di sicurezza per evitare punture d’ago. La siringa di sicurezza è dotata di un dispositivo di protezione dell’ago che si attiva alla fine dell’iniezione. Non rimuovere il copriago della siringa di sicurezza finché non si è pronti a eseguire l’iniezione. Una volta rimosso il copriago, non riposizionarlo sull’ago.

·Smaltire la siringa di sicurezza subito dopo l’uso. Non riutilizzare la siringa di sicurezza.

 

Prima della somministrazione

Componenti della siringa di sicurezza:

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Figura 1:

Siringa di sicurezza: prima dell’uso a) Copriago, b) Corpo protettivo della siringa, c) Alette protettive della siringa, d) Stantuffo, e) Testa dello stantuffo

Siringa di sicurezza: dopo l’uso (con meccanismo di protezione dell’ago attivato)

 

Notare che il volume di iniezione più piccolo è appena visibile nella finestra di osservazione, in quanto la sporgenza del dispositivo di sicurezza “copre” parte del cilindro di vetro in prossimità dell’ago.

 

Somministrazione (vedere anche «Posologia/impiego»)

-Estrarre la siringa dalla scatola di cartone: prendere la siringa tenendola in corrispondenza del corpo protettivo.

-Tenendo la siringa a livello del copriago, inserire l’asta dello stantuffo nell’apposito tappo ruotando delicatamente l’asta dello stantuffo in senso orario fino a fissarla (vedere Figura 2).

 

Grafik 7

Figura 2:

Prima

Dopo

 

-Ispezionare attentamente la siringa di sicurezza:

oNon usare la siringa di sicurezza dopo la data di scadenza riportata sulla scatola di cartone o sull’etichetta della siringa.

oPuò comparire una piccola bolla d’aria, il che è normale.

oIl liquido deve essere limpido. Non usare la siringa di sicurezza se il liquido contiene particelle visibili o è torbido.

 

-Scegliere il sito di iniezione. Le iniezioni devono essere alternate tra i vari siti a livello di gluteo, coscia, addome o parte superiore del braccio (vedere Figura 3), attendendo almeno 8 settimane prima di eseguire nuovamente l’iniezione in un sito precedentemente utilizzato. Evitare le iniezioni a livello di girovita o entro 5 cm dall’ombelico.

 

Grafik 6

Figura 3:

 

-Indossare i guanti e disinfettare il sito di iniezione con un movimento circolare usando un tampone imbevuto d’alcol (non fornito nella confezione). Non toccare nuovamente l’area disinfettata prima dell’iniezione.

-Tenendo in mano la siringa di sicurezza a livello del corpo protettivo (vedere Figura 4), togliere cautamente il copriago tirandolo via diritto. Smaltire immediatamente il copriago (non riporlo mai sull’ago). All’estremità dell’ago può comparire una goccia di liquido. Questo è normale.

 

Grafik 5

Figura 4:

 

-Sollevare la pelle a livello del sito di iniezione tenendola tra il pollice e l’indice, come illustrato (vedere Figura 5).

-Tenere la siringa di sicurezza come mostrato e inserire delicatamente l’ago con un angolo di circa 90° (vedere Figura 5). Inserire completamente l’ago.

Grafik 4

Figura 5:

 

-Tenendo la siringa come illustrato (vedere Figura 6), premere lentamente lo stantuffo fino a quando la testa dello stantuffo si blocca tra le alette della siringa e tutta la soluzione è stata iniettata.

 

Grafik 3

Figura 6:

 

-Estrarre delicatamente l’ago dalla pelle. Si consiglia di mantenere lo stantuffo completamente premuto mentre l’ago viene attentamente sollevato dal sito di iniezione tirandolo via diritto (vedere Figura 7).

 

Grafik 2

Figura 7:

 

-Non appena l’ago è stato completamente estratto dalla pelle, staccare lentamente il pollice dallo stantuffo e lasciare che la parte protettiva della siringa copra automaticamente l’ago esposto (vedere Figura 8). A livello del sito di iniezione può verificarsi una piccola fuoriuscita di sangue; se necessario, asciugare con un batuffolo di cotone o una garza.

Grafik 1

Figura 8:

 

Smaltimento della siringa

Il medicamento non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicamento devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

 

Numero dell’omologazione

67941 (Swissmedic)

 

Confezioni

Buvidal 8 mg: 1 siringa preriempita (0,16 ml) con tappo, ago, copriago, dispositivo di sicurezza e 1 asta dello stantuffo [A].

Buvidal 16 mg: 1 siringa preriempita (0,32 ml) con tappo, ago, copriago, dispositivo di sicurezza e 1 asta dello stantuffo [A].

Buvidal 24 mg: 1 siringa preriempita (0,48 ml) con tappo, ago, copriago, dispositivo di sicurezza e 1 asta dello stantuffo [A].

Buvidal 32 mg: 1 siringa preriempita (0,64 ml) con tappo, ago, copriago, dispositivo di sicurezza e 1 asta dello stantuffo [A].

Buvidal 64 mg: 1 siringa preriempita (0,18 ml) con tappo, ago, copriago, dispositivo di sicurezza e 1 asta dello stantuffo [A].

Buvidal 96 mg: 1 siringa preriempita (0,27 ml) con tappo, ago, copriago, dispositivo di sicurezza e 1 asta dello stantuffo [A].

Buvidal 128 mg: 1 siringa preriempita (0,36 ml) con tappo, ago, copriago, dispositivo di sicurezza e 1 asta dello stantuffo [A].

 

Una siringa preriempita da 1 ml (in vetro di tipo I) con tappo dello stantuffo (gomma bromobutilica ricoperta di fluoropolimero), ago (½ pollice, 23 gauge, 12 mm) e copriago (gomma di stirene-butadiene). La siringa preriempita è assemblata in un dispositivo di sicurezza per la prevenzione di punture d’ago post-iniezione. Il copriago della siringa di sicurezza può contenere lattice di gomma che può causare reazioni allergiche in persone sensibili al lattice.

 

Titolare dell’omologazione

Future Health Pharma GmbH, 8620 Wetzikon

 

Stato dell’informazione

Marzo 2024