Ig Vena Kedrion 50 g/l
Dudler Pharma Sarl
Composizione
Principi attivi
Immunoglobulina umana normale.
Distribuzione delle sottoclassi di IgG (valori approssimativi):
IgG1 62.1%,
IgG2 34.8%,
IgG3 2.5%,
IgG4 0.6%.
Il contenuto massimo di IgA è 50 microgrammi/ml.
Prodotto da plasma umano.
Sostanze ausiliarie
Maltosio (100 mg/ml), acqua per preparazioni iniettabili.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione per infusione.
La soluzione deve essere limpida o leggermente opalescente, incolore o giallo pallido.
1 ml di soluzione contiene 50 mg di immunoglobulina umana normale (purezza: almeno il 95% di IgG).
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Terapia sostitutiva in adulti, bambini e adolescenti (0-18 anni) in caso di:
·Sindrome da immunodeficienza primaria (PID) con produzione di anticorpi compromessa.
·Immunodeficienza secondaria (SID) in pazienti che soffrono di infezioni gravi o ricorrenti, trattamento antimicrobico inefficace e insufficienza anticorpale specifica comprovata (PSAF)* o livello sierico di IgG <4 g/l
*PSAF= mancato innalzamento di almeno 2 volte del titolo di anticorpi IgG in risposta al vaccino antipneumococcico con antigene polisaccaridico e polipeptidico.
Immunomodulazione in adulti, bambini e adolescenti (0-18 anni) caso di:
·Trombocitopenia immune primaria (ITP), in pazienti ad alto rischio di emorragia o prima di interventi chirurgici per correggere la conta piastrinica.
·Sindrome di Guillain Barré.
·Malattia di Kawasaki (in combinazione con acido acetilsalicilico (vedere «Posologia/impiego»);
·Poliradicoloneuropatia cronica infiammatoria demielinizzante (CIDP).
·Neuropatia motoria multifocale (MMN).
Posologia/Impiego
La terapia sostitutiva deve essere iniziata e monitorata sotto la supervisione di un medico con esperienza nel trattamento dell'immunodeficienza.
Posologia
Posologia abituale
La dose e lo schema posologico dipendono dall'indicazione.
Nella terapia sostitutiva il dosaggio va adattato individualmente per ogni paziente in base alla risposta clinica. La dose basata sul peso corporeo può richiedere un adattamento nei pazienti sottopeso o sovrappeso. I seguenti schemi posologici possono essere usati come riferimento.
Terapia sostitutiva nelle sindomi da immunodeficienza primaria
Il trattamento deve essere finalizzato a garantire un livello di IgG plasmatiche di almeno 6 g/l (misurato prima della successiva infusione) o entro il normale intervallo di riferimento per l'età della popolazione. Dall'inizio della terapia, sono necessari da 3 a 6 mesi per raggiungere un equilibrio (stato stazionario dei livelli di IgG). La dose iniziale raccomandata è di 0,4 – 0,8 g/kg di peso corporeo (p.c.) in unica somministrazione seguiti da almeno 0,2 g/kg p.c. somministrati almeno ogni 3 - 4 settimane.
La dose richiesta per raggiungere un livello base di 6 g/L di IgG è nell'ordine di 0,2 – 0,8 g/kg/mese. La frequenza di infusione varia da 3 a 4 settimane, una volta raggiunto lo stato stazionario.
I livelli minimi d'IgG devono essere misurati e valutati insieme all'incidenza di infezioni. Può essere necessario aumentare il dosaggio e raggiungere livelli minimi più elevati per ridurre la frequenza di infezioni batteriche.
Terapia sostitutiva nelle immunodeficienze secondarie (vedere Indicazioni/possibilità d'impiego)
La dose raccomandata è 0,2 – 0,4 g/kg p.c. ogni 3 - 4 settimane.
I livelli base di IgG devono essere misurati e valutati insieme all'incidenza dell'infezione. La dose deve essere aggiustata al bisogno per ottenere una protezione ottimale contro le infezioni, un aumento può essere necessario in pazienti con infezione persistente. Una diminuzione della dose può essere presa in considerazione quando il paziente rimane privo di infezione.
Trombocitopenia immune primaria (ITP)
Esistono due schemi di trattamento alternativi:
·0,8 – 1 g/kg p.c. somministrati il giorno 1; questa dose può essere ripetuta una volta entro 3 giorni;
·0,4 g/kg p.c. al giorno per 2 - 5 giorni.
Il trattamento può essere ripetuto in caso di ricadute.
Sindrome di Guillain-Barré
·0,4 g/kg p.c./die per 5 giorni (possibile ripetizione del dosaggio in caso di ricadute).
Malattia di Kawasaki
·2,0 g/kg devono essere somministrati in dose singola.
I pazienti devono ricevere un trattamento concomitante con acido acetilsalicilico.
Poliradicoloneuropatia cronica infiammatoria demielinizzante (CIDP)
Dose iniziale: 2 g/kg suddivisi in 2-5 giorni consecutivi.
Dosi di mantenimento: 1 g/kg in 1-2 giorni consecutivi ogni 3 settimane.
L'effetto del trattamento deve essere valutato dopo ogni ciclo; se non si osserva alcun effetto del trattamento dopo 6 mesi, il trattamento deve essere interrotto.
Se la terapia è efficace, la sua somministrazione a lungo termine è a discrezione del medico in base alla risposta del paziente e alla risposta di mantenimento. Il dosaggio e gli intervalli possono dover essere adattati in base al decorso individuale della malattia.
Neuropatia motoria multifocale (MMN)
Dose iniziale: 2 g/kg in 2-5 giorni consecutivi.
Dosi di mantenimento: 1 g/kg ogni 2-4 settimane o 2 g/kg ogni 4-8 settimane.
L'effetto del trattamento deve essere valutato dopo ogni ciclo; se non si osserva alcun effetto del trattamento dopo 6 mesi, il trattamento deve essere interrotto. Se la terapia è efficace, la sua somministrazione a lungo termine è a discrezione del medico in base alla risposta del paziente e alla risposta di mantenimento. Il dosaggio e gli intervalli possono dover essere adattati in base al decorso individuale della malattia.
Le dosi raccomandate sono riassunte nella seguente tabella:
Indicazione | Dose | Frequenza delle iniezioni |
Sindromi da immunodeficienza primaria | Dose iniziale: Dosi di mantenimento: | ogni 3-4 settimane. |
Immunodeficienze secondarie (come definite nel paragrafo «Indicazioni/Impiego») | 0,2-0,4 g/kg p.c. | ogni 3-4 settimane |
Immunomodulazione | ||
Trombocitopenia immune primaria (ITP) | 0,8-1 g/kg p.c. oppure: | il giorno 1, possibilmente ripetendo una volta entro 3 giorni |
| 0,4 g/kg p.c./giorno | Per 2-5 giorni |
Sindrome di Guillain-Barré | 0,4 g/kg p.c./giorno | Per 5 giorni |
Malattia di Kawasaki | 2 g/kg p.c. | in dose singola, in associazione con acido acetilsalicilico. |
Poliradicoloneuropatia cronica infiammatoria demielinizzante (CIDP) | Dose iniziale: 2 g/kg p.c. | in dosi suddivise in 2 – 5 giorni |
| Dose di mantenimento: 1 g/kg p.c. | ogni 3 settimane in 1 – 2 giorni |
Neuropatia motoria multifocale (MMN) | Dose iniziale: | in 2 – 5 giorni consecutivi |
| Dose di mantenimento: |
|
| 1 g/kg Oppure 2 g/kg | ogni 2 – 4 settimane Oppure ogni 4 – 8 settimane in 2 – 5 giorni |
p.c. = peso corporeo
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Non ci sono evidenze per richiedere un adeguamento della dose.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Nessun adeguamento della dose se non clinicamente giustificato (vedere paragrafo «Avvertenze e misure precauzionali»).
Pazienti di età superiore ai 65 anni
Nessun adeguamento della dose se non clinicamente giustificato (vedere paragrafo «Avvertenze e misure precauzionali»).
Bambini e adolescenti
La posologia nei bambini e negli adolescenti (0-18 anni) non è diversa da quella degli adulti poiché la posologia per ciascuna indicazione è data per peso corporeo e aggiustata in base all'esito clinico delle suddette condizioni.
Per la somministrazione endovenosa di immunoglobuline nei bambini e negli adolescenti con poliradiculoneuropatia cronica demielinizzante infiammatoria è disponibile solo un'esperienza limitata. Per altre indicazioni, l'uso medico consolidato del preparato medicinale è consolidato nella popolazione.
Modo di somministrazione
Ig Vena Kedrion deve essere somministrata esclusivamente per via endovenosa. Ig Vena Kedrion va infuso a una velocità iniziale di 0,46 – 0.92 ml/kg p.c./ora (ca. 10-20 gocce/min) per 20 – 30 minuti. In caso di reazione avversa, è necessario ridurre la velocità di somministrazione o interrompere l'infusione. Se ben tollerata, la velocità di somministrazione può essere gradualmente aumentata fino ad un massimo di 1.85 ml/kg/ora (40 gocce/min).
Nei pazienti affetti da PID che tollerano bene la velocità di infusione di 0,92 ml/kg/ora, la velocità di somministrazione può essere aumentata gradualmente a 2,0 ml/kg/ora, 4,0 ml/kg/ora fino ad un massimo di 6,0 ml/kg/ora, ogni 20 - 30 minuti e solo se il paziente tollera bene l'infusione.
In generale, il dosaggio e la velocità di infusione devono essere singolarmente adattati in base alle esigenze del paziente. A seconda del peso corporeo, del dosaggio e dell'insorgenza di effetti collaterali, il paziente può non raggiungere la massima velocità di infusione. In caso di effetti collaterali, l'infusione deve essere interrotta immediatamente e deve essere ripresa applicando la velocità più appropriata per il paziente.
Per garantire la tracciabilità dei medicimenti biologici, si racommanda di prendere notal del nome commerciale e del numero di lotto in occasione di ogni trattamento.
Pazienti anziani
Nei pazienti anziani (> 64 anni), la velocità iniziale di somministrazione deve essere di 0,46 - 0,92 ml/kg/ora (10 - 20 gocce/min) per una durata di 20 - 30 minuti. Se ben tollerata e sulla base delle condizioni cliniche dei pazienti, la velocità di infusione può essere aumentata gradualmente fino ad un massimo di 1,85 ml/kg/ora (40 gocce/min).
Bambini e adolescenti
Nei pazienti pediatrici (0-18 anni), la velocità iniziale di somministrazione deve essere di 0,46 - 0,92 ml/kg/ora (10 - 20 gocce/min) per una durata di 20 - 30 minuti. Se ben tollerata e sulla base delle condizioni cliniche dei pazienti, la velocità di infusione può essere aumentata gradualmente fino ad un massimo di 1,85 ml/kg/ora (40 gocce/min).
Modo di somministrazione
Ig Vena Kedrion deve essere somministrato per via endovenosa.
Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo (immunoglobuline umane) o a uno degli eccipienti.
Pazienti con deficienza selettiva di IgA che hanno sviluppato anticorpi anti IgA, in quanto la somministrazione di un prodotto contenente IgA può provocare anafilassi.
Avvertenze e misure precauzionali
Precauzioni
Potenziali complicazioni possono spesso essere evitate:
·da una prima infusione molto lenta (0,46 - 0,92 ml/kg/ora) in modo che i pazienti non siano sensibilizzati alla immunoglobulina umana normale;
·assicurando che i pazienti siano attentamente monitorati durante tutta la durata delll'infusione per rilevare eventuali sintomi. Questo monitoraggio deve essere particolarmente attento nei pazienti che ricevono immunoglobulina G umana per la prima volta, durante un cambio di prodotto o dopo una prolungata interruzione della terapia, durante la durata della prima infusione e per la prima ora successiva alla prima infusione, per rilevare possibili effetti indesiderati. Tutti gli altri pazienti devono essere monitorati per almeno 20 minuti dopo la somministrazione.
In tutti i pazienti, la somministrazione di IVIG richiede:
·un'adeguata idratazione prima dell'inizio della somministrazione dell' IVIG;
·un monitoraggio della diuresi;
·un monitoraggio del livello di creatinina sierica;
·di evitare l'uso concomitante di diuretici dell'ansa
In caso di reazione avversa, la velocità di somministrazione deve essere ridotta o l'infusione deve essere interrotta. Il trattamento richiesto dipende dalla natura e dalla gravità della reazione avversa.
Reazione all'infusione
Alcune reazioni avverse (ad esempio mal di testa, vampate di calore, brividi, mialgia, respiro sibilante, tachicardia, dolore lombare, nausea e ipotensione) possono essere correlate alla velocità di infusione. La velocità di infusione raccomandata deve essere attentamente seguita. I pazienti devono essere strettamente monitorati e osservati attentamente per qualsiasi sintomo durante il periodo di infusione.
Le reazioni avverse possono verificarsi più frequentemente
·in pazienti che ricevono immunoglobulina umana normale per la prima volta o, in rari casi, quando il prodotto medicinale a base di immunoglobulina umana normale viene cambiato o nel caso di un lungo intervallo dall'infusione precedente:
·in pazienti con infezione non trattata o infiammazione cronica.
Ipersensibilità
Le vere reazioni di ipersensibilità sono rare.
L'anafilassi può svilupparsi in pazienti:
·con IgA non rilevabili che hanno anticorpi anti-IgA
·che hanno tollerato un precedente trattamento con immunoglobulina umana normale
In caso di shock, deve essere eseguito il trattamento medico standard per lo shock.
Tromboembolismo
Esistono evidenze cliniche che dimostrano una relazione tra la somministrazione di IVIG ed eventi tromboembolici come l'infarto miocardico, accidente cerebrovascolare (incluso l'ictus), l'embolia polmonare e la trombosi venosa profonda che si presume siano correlati ad un relativo aumento della viscosità del sangue dovuto alla somministrazione di immunoglobuline in pazienti a rischio. Bisogna essere cauti nella prescrizione e nell'infusione per via endovenosa dell'immunoglobulina in pazienti obesi e in pazienti con preesistenti rischi di reazioni trombotiche come l'età avanzata, l'ipertensione, il diabete mellito e anamnesi di malattie vascolari o episodi trombotici, in pazienti con disturbi tromboembolici acquisiti o ereditari, in pazienti immobilizzati per un periodo prolungato, in pazienti gravemente ipovolemici e in pazienti con malattie che aumentano la viscosità del sangue. In pazienti a rischio di tromboembolismo, l'immunoglobulina umana deve essere somministrata ad una velocità di infusione minima e ad una dose ridotta.
Insufficienza renale acuta
In pazienti trattati con immunoglobulina per via endovenosa sono stati riportati casi di insufficienza renale acuta. Nella maggior parte dei casi, i fattori di rischio sono stati identificati ed includono insufficienza renale pre-esistente, diabete, ipovolemia, sovrappeso, trattamento concomitante di medicinali nefrotossici o età superiore a 65 anni.
I parametri renali devono essere valutati prima dell'infusione di IVIG, in particolare nei pazienti ritenuti potenzialmente a rischio di sviluppare insufficienza renale acuta, e di nuovo a intervalli appropriati. Nei pazienti a rischio di insufficienza renale acuta, i prodotti a base di IVIG devono essere somministrati alla più bassa velocità di infusione e dose praticabili.
In caso di alterazioni della funzione renale deve essere presa in considerazione l'interruzione del trattamento con IVIG.
Anche se casi di disfunzione renale e di insufficienza renale acuta sono stati messi in relazione con l'uso di molti prodotti medicinali a base di IVIG, quelli contenenti saccarosio come stabilizzante rappresentano un'altissima percentuale del numero complessivo. Nei pazienti a rischio può essere preso in considerazione l'uso di prodotti a base di IVIG che non contengono saccarosio.
Sindrome da meningite asettica (AMS)
La sindrome da meningite asettica può manifestarsi in combinazione con il trattamento a base di IVIG. Generalmente la sindrome inizia dopo un periodo che varia da diverse ore a 2 giorni dalla somministrazione di immunoglobulina. Gli studi sul liquido cerebrospinale spesso sono positivi per pleiocitosi fino a diverse migliaia di cellule per mm3, soprattutto granulociti, e livelli di proteine elevati, fino a diverse centinaia di mg/dl.
La sindrome da meningite asettica (AMS) si verifica più frequentemente con alte dosi di immunoglobulina (2 g/kg).
I pazienti che presentano tali segni e sintomi devono ricevere un esame neurologico completo, compresi gli studi del CSF, per escludere altre cause di meningite.
L'interruzione del trattamento a base di immunoglobuline ha portato alla remissione della sindrome della meningite asettica entro giorni successivi senza conseguenze.
Anemia emolitica
I prodotti a base di immunoglobuline contengono anticorpi contro i gruppi sanguigni. Questi anticorpi possono agire come emolisine e ricoprire i globuli rossi producendo una reazione antiglobulinica positiva diretta (test di Coombs) e raramente l'emolisi. L'anemia emolitica può svilupparsi in seguito alla somministrazione di immunoglobuline a causa dell'aumentato sequestro dei globuli rossi.
I seguenti fattori di rischio sono associati allo sviluppo dell'emolisi:
·dosi elevate, sia che vengano somministrate in dose singola che distribuite su più giorni;
·un gruppo sanguigno A, B o AB;
·una condizione infiammatoria sottostante.
Reazioni di emolisi sono state spesso segnalate in pazienti del gruppo sanguigno A, B o AB che ricevono alte dosi per indicazioni diverse dalla PID; pertanto, si raccomanda una maggiore vigilanza. L'emolisi è stata segnalata raramente in pazienti sottoposti a terapia sostitutiva.
Un rischio chiaramente elevato di emolisi clinicamente significativo esiste per i pazienti con gruppo sanguigno A, B o AB se ricevono una dose cumulativa ≥ (1-) 2 g/kg di un prodotto con un alto titolo di isoagglutinina. In combinazione con i prodotti IVIG con un titolo di isoagglutinina anti-A mediana ≤1:16 (misurato con il test di agglutinazione diretta, «test diretto Coombs», come eseguito nel contesto del rilascio dei lotti), sono stati segnalati solo raramente casi di emolisi.
La somministrazione di immunoglobuline, suddivisa in dosi multiple, non è indicata per evitare possibili emolisi perché l'emivita delle immunoglobuline è nell'intervallo da 3 a 4 settimane. I pazienti trattati con immunoglobuline devono essere monitorati per i segni clinici e i sintomi dell'emolisi.
Se si manifestano segni e/o sintomi di emolisi in un paziente durante l'infusione di IVIG, il medico responsabile deve valutare la necessità di interrompere il trattamento con IVIG (vedere anche il capitolo «Effetti indesiderati»).
Neutropenia/Leucopenia
Una diminuzione transitoria della conta dei neutrofili e/o episodi di neutropenia, a volte gravi, sono stati riportati dopo il trattamento con IVIG. Questo si verifica in genere entro poche ore o giorni dopo la somministrazione di IVIG e si risolve spontaneamente entro 7-14 giorni.
Danno polmonare acuto associato a trasfusione (TRALI)
Nei pazienti che ricevono IVIG sono stati riportati alcuni casi di edema polmonare acuto non cardiogeno (danno polmonare acuto associato a trasfusione, TRALI). Il TRALI è caratterizzato da ipossia severa, dispnea, tachipnea, cianosi, febbre ed ipotensione. I sintomi associati al TRALI tipicamente compaiono durante la trasfusione o entro 6 ore dalla trasfusione, generalmente entro 1-2 ore. Pertanto, i pazienti che ricevono IVIG devono essere monitorati e l'infusione con il prodotto deve essere immediatamente interrotta in caso di comparsa di reazioni avverse polmonari. Il TRALI è una condizione che può mettere il paziente in pericolo di vita richiedendo l'immediato ricovero in reparto di terapia intensiva.
Interferenze con i test sierologici
Dopo la somministrazione di immunoglobulina, l'aumento transitorio della concentrazione di vari anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente può dare risultati falsamente positivi nei test sierologici.
La trasmissione passiva di anticorpi anti-eritrocitari, ad es. A, B, D, può interferire con alcuni test sierologici per gli alloanticorpi anti-eritrocitari (per esempio il test di Coombs diretto).
Agenti trasmissibili
Ig Vena Kedrion è prodotto da plasma umano.
Misure standard per prevenire le infezioni conseguenti all'uso di prodotti medicinali preparati da sangue o plasma umano comprendono la selezione dei donatori, lo screening delle donazioni individuali e dei pool plasmatici per specifici marcatori di infezione e l'inclusione di step di produzione efficaci per l'inattivazione/rimozione dei virus. Ciò nonostante, quando si somministrano medicinali preparati da sangue o plasma umano non può essere totalmente esclusa la possibilità di trasmissione di agenti infettivi. Ciò si applica anche a virus sconosciuti o emergenti e ad altri agenti patogeni.
Le misure adottate sono considerate efficaci per i virus con involucro lipidico come HIV, HBV e HCV.
Le misure adottate hanno un valore limitato contro i virus senza involucro lipidico, come ad esempio l'epatite A o il Parvovirus B19.
C'è un'esperienza clinica rassicurante in merito all'assenza di trasmissione dell'epatite A e del parvovirus B19 con le immunoglobuline e si può presumere che il contenuto di anticorpi apporti un importante contributo alla sicurezza virale.
Si raccomanda fortemente ogni volta che si somministra Ig Vena Kedrion ad un paziente, di registrare il nome ed il numero di lotto del medicinale, in modo tale da mantenere la tracciabilità tra il paziente ed il lotto del medicinale.
Popolazione pediatrica
Casi di glicosuria sono stati riportati in pazienti pediatrici dopo somministrazione di Ig Vena Kedrion. Questi eventi sono abitualmente leggeri e transitori senza segni clinici.
Ig Vena Kedrion contiene 100 mg di maltosio per ml come eccipiente. Nei tubuli renali, il maltosio è idrolizzato a glucosio, il quale viene riassorbito e escreto nelle urine generalmente solo in piccola parte. Il riassorbimento del glucosio è un meccanismo dipendente dall'età. L'aumento transitorio del maltosio nel plasma può superare la capacità del rene di riassorbire lo zucchero e risultare in un test positivo per il glucosio nelle urine.
Eccipienti
Questo medicamento contiene 100 mg di maltosio per ml come eccipiente. Questo medicinale contiene 100 mg di maltosio per ml come eccipiente. L'interferenza del maltosio nella determinazione del glucosio nel sangue può risultare in una lettura di valori di glicemia falsamente elevati e, conseguentemente, in una inadeguata somministrazione di insulina, causando un pericolo di vita o addirittura una fatale ipoglicemia Inoltre, casi di reale ipoglicemia possono non essere trattati se lo stato ipoglicemico è mascherato da valori di glucosio falsamente elevati. Per maggiori dettagli, vedere «Interazioni».
Questo farmaco contiene circa 3 mmoli (o 69 mg) di sodio per litro. Questo dovrebbe essere preso in considerazione nei pazienti che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.
Interazioni
Vaccini a virus vivi attenuati
La somministrazione di immunoglobulina può alterare per un periodo di almeno 6 settimane e fino a 3 mesi, l'efficacia dei vaccini a virus vivi attenuati come quelli per il morbillo, rosolia, parotite e varicella. Dopo la somministrazione di questo medicinale, deve trascorrere un intervallo di 3 mesi prima della vaccinazione con vaccini a virus vivi attenuati. Nel caso del morbillo, questo indebolimento della risposta può durare anche fino ad un anno. Quindi nei pazienti che ricevono il vaccino del morbillo deve essere controllato il livello degli anticorpi.
Diuretici dell'ansa
Evitare l'uso concomitante di diuretici dell'ansa.
Test della glicemia
Alcuni sistemi di misurazione della glicemia (per esempio, quelli basati sulla glucosio deidrogenasi pirrolochinolina chinone (GDH-PQQ) o un'ossidoreduttasi (indicatore del glucosio)) riconoscono falsamente il maltosio contenuto in Ig Vena Kedrion come glucosio, che può portare a false indicazioni dei livelli di glucosio nel sangue e quindi a una somministrazione inappropriata di insulina, con conseguente ipoglicemia pericolosa per la vita del paziente. Inoltre, non si può escludere il rischio che casi comprovati di ipoglicemia non vengano trattati se l'ipoglicemia non viene rilevata a causa di un livello di glicemia erroneamente sovrastimato. Di conseguenza, durante la somministrazione di Ig Vena Kedrion o di altri prodotti parenterali contenenti maltosio, la misurazione della glicemia deve essere fatta con metodi glucosio-specifici. I dati sul sistema di misurazione della glicemia, incluse le strisce reattive, devono essere attentamente esaminati per determinare se il prodotto è adatto all'uso in combinazione con preparati parenterali contenenti maltosio. In caso di dubbio, il produttore deve essere contattato per la conferma dell'idoneità del sistema di misurazione
Popolazione pediatrica
Sebbene non siano stati condotti studi di interazione nella popolazione pediatrica, non si attendono differenze tra adulti e bambini.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
La sicurezza di questo medicinale nelle donne in gravidanza non è stata stabilita in studi clinici controllati. Pertanto questo medicinale deve essere somministrato con cautela in donne gravide o in madri che allattano. È stato dimostrato che i prodotti a base di immunoglobuline attraversano la placenta in modo crescente durante il terzo trimestre di gravidanza.
L'esperienza clinica con le immunoglobuline indica che non sono da aspettarsi effetti dannosi né sul decorso della gravidanza, né sul feto e sul neonato.
Allattamento
Le immunoglobuline sono escrete nel latte umano. Non sono previsti effetti negativi su neonati/bambini allattati al seno.
Fertilità
L'esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non si devono attendere effetti dannosi sulla fertilità.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
La capacità di guidare veicoli e di usare macchinari può essere alterata da alcuni effetti indesiderati associati alla somministrazione di Ig Vena Kedrion. I pazienti che manifestano effetti indesiderati durante il trattamento devono aspettare la loro risoluzione prima di guidare veicoli o usare macchinari.
Effetti indesiderati
Descrizione di effeti collaterali specifici e ulteriori informazioni
Le reazioni avverse causate dalle immunoglobuline umane normali (in frequenza decrescente) comprendono:
·brividi, cefalea, capogiro, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgie, calo della pressione del sangue e dolore lombare di moderata intensità
·reazioni emolitiche reversibili; specialmente in quei pazienti con gruppi sanguigni A, B e AB e (raramente) anemia emolitica che richiede trasfusione
·(raramente) un improvviso calo della pressione sanguigna e, in casi isolati, shock anafilattico, anche quando il paziente non ha mostrato ipersensibilità alla precedente somministrazione
·(raramente) reazioni cutanee transitorie (incluso lupus eritematoso cutaneo - frequenza non nota)
·(molto raramente) reazioni tromboemboliche come infarto miocardico, ictus, embolia polmonare, trombosi venosa profonda
·casi di meningite asettica reversibile
·casi di aumento del livello di creatinina sierica e/o insorgenza di insufficienza renale acuta
·casi di danno polmonare acuto associato a trasfusione (TRALI)
La sicurezza di Ig Vena Kedrion è stata valutata in quattro studi clinici, durante i quali è stato somministrato un totale di 1189 infusioni. Lo studio sulla CIDP ha coinvolto 24 pazienti con Poliradicoloneuropatia Cronica Infiammatoria Demielinizzante (CIDP), che hanno ricevuto Ig Vena Kedrion per un totale di 840 infusioni somministrate. Nello studio clinico sulla PID, sono stati reclutati 16 pazienti con Immunodeficienza Primaria (PID), i quali hanno ricevuto un totale di 145 infusioni. Lo studio sulla ITP ha interessato 15 soggetti con Trombocitopenia Immune Primaria (ITP), per un totale di 80 infusioni somministrate. Nello studio su ID/ITP, 43 pazienti affetti da Immunodeficienza (ID) o Trombocitopenia Immune Primaria (ITP) sono stati arruolati ed hanno ricevuto un totale di 124 infusioni.
Elenco delle Reazioni Avverse
Le tabelle seguenti sono state stilate in base alla classificazione per sistemi e organi MedDRA (SOC e livello termine preferito).
La Tabella 1 presenta le reazioni avverse avvenute durante gli studi clinici e la Tabella 2 presenta le reazioni avverse segnalate nell'esperienza post-marketing.
Le frequenze sono state valutate sulla base delle seguenti convenzioni: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1,000, <1/100); raro (≥1/10,000, <1/1,000) e molto raro (<1/10,000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Le frequenze degli effetti indesiderati osservati negli studi clinici si basano sulla percentuale rispetto al numero di infusioni (numero totale di infusioni: 1189).
Le reazioni avverse derivate dall'utilizzo del farmaco dopo l'immissione in commercio sono elencate con frequenza non nota, dal momento che queste reazioni sono riportate spontaneamente e provengono da una popolazione di dimensione non nota e non è possibile stimare realisticamente la loro frequenza.
Fonte della banca dati sulla sicurezza (ad esempio, da studi clinici, studi di sicurezza post-autorizzazione e/o segnalazioni spontanee)
Tabella 1: Frequenza degli effeti indesiderati durante gli Studi Clinici | |||
Classificazione per Sistemi e Organi secondo MedDRA(SOC) | Effeti indesiderati (MedDRA Preferred Term) | Frequenza per paziente | Frequenza per infusione |
Patologie del sistema nervoso | Cefalea | Comune | Raro |
| Sonnolenza | Comune | Raro |
Patologie gastrointestinali | Nausea | Comune | Raro |
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Dolore dorsale | Comune | Non comune |
| Mialgia | Comune | Raro |
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | Astenia | Comune | Raro |
| Affaticamento | Comune | Raro |
| Piressia | Comune | Raro |
Tabella 2: Frequenza degli effetti indesiderati durante l'esperienza post-marketing | ||||
Classificazione per Sistemi e Organi secondo MedDRA (SOC) | Effeti indesiderati (MedDRA Preferred Term) | Frequenza per paziente | Frequenza per infusione | |
Infezioni ed infestazioni | Meningite asettica | Non nota | Non nota | |
Patologie del sistema emolinfopoietico | Emolisi | Non nota | Non nota | |
| Anemia emolitica | Non nota | Non nota | |
Disturbi del sistema immunitario | Shock anafilattico | Non nota | Non nota | |
| Ipersensibilità | Non nota | Non nota | |
Disturbi psichiatrici | Stato confusionale | Non nota | Non nota | |
Patologie del sistema nervoso | Accidente cerebrovascolare | Non nota | Non nota | |
| Cefalea | Non nota | Non nota | |
| Capogiro | Non nota | Non nota | |
| Tremore | Non nota | Non nota | |
| Parestesia | Non nota | Non nota | |
Patologie cardiache | Infarto del miocardio | Non nota | Non nota | |
| Cianosi | Non nota | Non nota | |
| Tachicardia | Non nota | Non nota | |
| Bradicardia | Non nota | Non nota | |
| Palpitazioni | Non nota | Non nota | |
Patologie vascolari | Ipotensione | Non nota | Non nota | |
| Trombosi venosa profonda | Non nota | Non nota | |
| Embolia | Non nota | Non nota | |
| Ipertensione | Non nota | Non nota | |
| Pallore | Non nota | Non nota | |
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Embolia polmonare | Non nota | Non nota | |
| Edema polmonare | Non nota | Non nota | |
| Broncospasmo | Non nota | Non nota | |
| Dispnea | Non nota | Non nota | |
| Tosse | Non nota | Non nota | |
Patologie gastrointestinali | Vomito | Non nota | Non nota | |
| Nausea | Non nota | Non nota | |
| Diarrea | Non nota | Non nota | |
| Dolore addominale | Non nota | Non nota | |
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Angioedema | Non nota | Non nota | |
| Orticaria | Non nota | Non nota | |
| Eritema | Non nota | Non nota | |
| Dermatite | Non nota | Non nota | |
| Eruzione cutanea | Non nota | Non nota | |
| Prurito | Non nota | Non nota | |
| Eczema | Non nota | Non nota | |
| Iperidrosi | Non nota | Non nota | |
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Artralgia | Non nota | Non nota | |
| Dolore dorsale | Non nota | Non nota | |
| Mialgia | Non nota | Non nota | |
| Dolore al collo | Non nota | Non nota | |
| Rigidità muscoloscheletrica | Non nota | Non nota | |
Patologie renali e urinarie | Lesione renale acuta | Non nota | Non nota | |
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | Flebite in sede di iniezione | Non nota | Non nota | |
| Piressia | Non nota | Non nota | |
| Brividi | Non nota | Non nota | |
| Dolore toracico | Non nota | Non nota | |
| Edema della faccia | Non nota | Non nota | |
| Malessere | Non nota | Non nota | |
Esami diagnostici | Pressione arteriosa ridotta | Non nota | Non nota | |
| Creatinina ematica aumentata | Non nota | Non nota | |
Le informazioni sul rischio di infezione sono riportate nel capitolo «Avvertenze e misure precauzionali».
Popolazione pediatrica
Si prevede che la frequenza, il tipo e la gravità degli effetti indesiderati nei bambini siano uguali a quelle negli adulti.
Una glicosuria transitoria è stata osservata dopo la somministrazione di Ig Vena Kedrion a pazienti pediatrici.
Questo evento potrebbe essere dovuto al maltosio contenuto in Ig Vena Kedrion ed alla diversa capacità dei tubuli renali di riassorbire il glucosio, che è un meccanismo età-dipendente.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Il sovradosaggio può portare ad un sovraccarico di liquidi e ad iperviscosità, particolarmente nei pazienti a rischio, inclusi pazienti anziani o pazienti con insufficienza renale.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
J06BA02
Categoria farmacoterapeutica: sieri immuni e immunoglobuline: Immunoglobuline, immunoglobuline G umane per la somministrazione endovenosa.
Meccanismo d'azione
Ig Vena Kedrion contiene principalmente immunoglobulina G (IgG) con un ampio spettro di anticorpi contro gli agenti infettivi.
L'immunoglobulina umana normale contiene lo spettro degli anticorpi IgG presenti nella popolazione normale. E' di solito preparata da un pool di plasma proveniente da non meno di 1000 donazioni. Ha una distribuzione di sottoclassi di IgG strettamente proporzionale a quella del plasma umano nativo. Secondo il Ph. Eur, il titolo isoagglutinico anti-A dell'IVIG non dovrebbe superare 1:64. Somministrazioni adeguate di questo medicinale possono riportare alla normalità livelli di immunoglobuline G abnormemente bassi.
Il meccanismo d'azione nelle indicazioni diverse dalla terapia sostitutiva non è pienamente chiarito. Tuttavia, include effetti immunomodulatori.
Farmacodinamica
Non ci sono dati disponibili.
Efficacia clinica
Studi clinici condotti con Ig Vena Kedrion
Sono stati condotti quattro studi clinici con Ig Vena Kedrion: 3 studi riguardanti l'efficacia e la sicurezza in pazienti affetti da Immunodeficienza Primaria (PID), Trombocitopenia Immune Primaria (ITP) e Poliradicoloneuropatia Cronica Infiammatoria Demielinizzante (CIDP); e 1 studio sulla sicurezza e la tollerabilità di Ig Vena Kedrion somministrata con velocità di infusione crescenti in pazienti con Immunodeficienza (ID) o Trombocitopenia Immune Primaria (ITP).
Uno studio di fase III, prospettico, aperto, in pazienti con sindromi da Immunodeficienza Primaria (KB028) ha valutato il profilo farmacocinetico di Ig Vena Kedrion come obiettivo primario. Efficacia terapeutica, in termini di profilassi per episodi di infezione, e sicurezza, in termini di tollerabilità a breve termine, sono stati identificati come obiettivi secondari. Quindici pazienti dei 16 arruolati nello studio, di età compresa tra 28 e 60 anni, sono stati valutati per l'efficacia e trattati per 24 settimane con Ig Vena Kedrion (totale di 140 infusioni). Il profilo farmacocinetico di Ig Vena Kedrion ha mostrato un'emivita, ragionevolmente in accordo ai dati riportati in letteratura, di 26,4 giorni.
Lo studio ITP (KB027) è uno studio di fase III, aperto, prospettico, per la valutazione dell'efficacia e della tollerabilità di Ig Vena Kedrion in pazienti adulti con porpora trombocitopenica cronica idiopatica. L'obiettivo primario è stata la valutazione dell'incremento della conta piastrinica. Gli obiettivi secondari sono stati: la riduzione degli eventi emorragici, la durata della risposta piastrinica e l'incidenza degli effetti indesiderati. Quindici pazienti hanno ricevuto una dose totale di 2 g/kg ciascuno, suddivisa in 5 infusioni giornaliere di 400 mg/kg in giorni consecutivi. Un secondo ciclo di 2 g/kg per peso corporeo è stato dato ad un paziente nei primi 14 giorni. Il numero totale di infusioni somministrate è stato di 80.Tutti i pazienti arruolati hanno raggiunto una conta piastrinica di ≥50 x 109/L, eccetto uno che ha ricevuto il secondo ciclo di terapia ma che non ha raggiunto la conta piastrinica in obiettivo (tasso di risposta 93.3%, 90% CI da 68.1 a 99.8).
Lo studio di fase III KB057 ha valutato la tollerabilità e la sicurezza di Ig Vena Kedrion somministrato a velocità crescenti., Sono stati arruolati 43 pazienti adulti: 38 affetti da Immunodeficienza (ID) e 5 da ITP. I pazienti hanno ricevuto Ig Vena Kedrion a dosaggi approvati in accordo ad entrambe le indicazioni. 37 pazienti con ID sono stati osservati per 3 infusioni e 1 paziente con ID per 2 infusioni. Quattro pazienti con ITP hanno ricevuto le dosi pianificate per loro in 2 infusioni giornaliere, mentre ad un paziente la dose è stata somministrata in 3 giorni (totale di infusioni: 124). Alla seconda infusione, 28 pazienti dei 43 arruolati sono stati trattati alla velocità massima di 8 ml/kg/h, 13 pazienti dei 43 arruolati hanno raggiunto una velocità massima di infusione di solo 6 ml/kg/h, perché l'infusione è stata terminata prima che la velocità potesse essere aumentata. Durante lo studio clinico, due pazienti non hanno raggiunto gli 8 ml/kg/h poiché hanno sviluppato 3 effetti indesiderati durante l'infusione con velocità più bassa.
Uno studio clinico di Fase III, controllato in doppio cieco sulla tollerabilità e l'efficacia del trattamento a lungo termine con alte dosi di immunoglobuline somministrate per via endovenosa versus alte dosi di metilprednisolone somministrate per via endovenosa (IVMP) nella CIDP (KB034) è stato condotto su un totale di 46 pazienti affetti da CIDP, randomizzati per ricevere Ig Vena Kedrion oppure IVMP ogni 4 settimane.
Dieci dei 21 pazienti trattati con IVMP (47,6%) hanno completato i 6 mesi dello studio contro i 21 pazienti su 24 trattati con Ig Vena Kedrion (87,5%; p=0,0085). Degli 11 pazienti che hanno interrotto il trattamento a base di IVMP, 8 si sono fermati a causa del progressivo peggioramento della loro condizione dopo l'inizio del trattamento (5 pazienti) o per mancanza di miglioramento dopo 2 trattamenti (3 pazienti). 1 paziente ha avuto effetti indesiderati (gastrite) mentre 2 pazienti si sono ritirati volontariamente dallo studio. 3 pazienti hanno interrotto il trattamento con Ig Vena Kedrion a causa di un progressivo peggioramento della loro condizione (2 pazienti), o per la mancanza di miglioramento della loro condizione (1 paziente).
Per entrambi i gruppi, un miglioramento significativo a 6 mesi è stato contestato contro la linea di base della ONLS (Overall Neuropathy Limitations Scale), Rotterdam e SF-36 Quality of Life Score. Per i pazienti trattati con Ig Vena Kedrion, c'è stato un significativo miglioramento del punteggio della somma MRC (Medical Research Council) e della forza quantificata del pugno, del punteggio della somma sensoriale INCAT (Inflammatory Neuropathy Cause and Treatment), del punteggio della vibrazione degli arti inferiori e del tempo per camminare 10 metri. Sette degli 8 pazienti che non hanno risposto all'IVMP e sono stati trattati con Ig Vena Kedrion hanno mostrato miglioramenti dopo il trattamento. Così come i 3 pazienti che non hanno risposto al trattamento con Ig Vena Kedrion e sono stati trattati con IVMP, hanno mostrato miglioramenti dopo il trattamento. Solo 1 paziente non ha risposto alla IVMP e al successivo trattamento con Ig Vena Kedrion.
Durante il follow-up di 6 mesi dopo l'interruzione del trattamento, nessuno dei pazienti che aveva mostrato un miglioramento con l'IVMP ha avuto un peggioramento che ha richiesto un'ulteriore terapia, mentre 8 pazienti su 21 (38,1%) che avevano risposto a Ig Vena Kedrion hanno mostrato un peggioramento che ha richiesto la ripresa della terapia (p=0,0317). Tutti i pazienti hanno risposto alla ripresa della terapia. Alla fine dei 12 mesi di studio, 10 su 21 (47,6%) pazienti trattati con IVMP che hanno mostrato un miglioramento sono rimasti stabili senza ulteriori terapie, così come 13 su 24 (54,1%) pazienti trattati con IVIG (p=0,763).
Popolazione pediatrica
I dati pubblicati da studi sull'efficacia e la sicurezza non hanno mostrato differenze significative tra adulti e bambini con la stessa patologia.
Farmacocinetica
Assorbimento
Non ci sono dati disponibili.
Distribuzione
L'immunoglobulina umana normale risulta immediatamente e completamente biodisponibile nella circolazione del ricevente dopo la somministrazione endovenosa.
Si distribuisce in modo relativamente rapido fra il plasma ed il fluido extravascolare; dopo circa 3-5 giorni viene raggiunto un equilibrio fra i compartimenti intra ed extravascolari.
Metabolismo
Non ci sono dati disponibili.
Eliminazione
L'immunoglobulina umana normale ha un'emivita di circa 26,4 ± 10 giorni. Questa emivita può variare da paziente a paziente, particolarmente nelle immunodeficienze primarie.
Le IgG ed i complessi di IgG sono catabolizzati nelle cellule del sistema reticolo-endoteliale.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Bambini e adolescenti
I dati pubblicati da studi farmacocinetici non hanno rilevato differenze significative tra adulti e bambini affetti dalla medesima patologia.
Dati preclinici
I dati preclinici ottenuti da studi di tossicologia acuta e subacuta non hanno rivelato alcun rischio particolare per l'uomo. I dati preclinici sugli animali sono limitati a causa dell'induzione e dell'interferenza con lo sviluppo degli anticorpi.
Genotossicità / Cancerogenicità / Tossicità riproduttiva
Non sono stati condotti studi convenzionali di genotossicità, cancerogenicità o tossicità riproduttiva. Poiché le immunoglobuline sono componenti naturali del corpo umano, un effetto genotossico, cancerogeno o teratogeno è considerato improbabile o non previsto.
Altre indicazioni
Incompatibilità
In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere mescolato con altri prodotti medicinali, né con altri prodotti a base di IVIG.
Influenza su metodi diagnostici
Dopo l'iniezione di immunoglobulina, l'aumento transitorio della concentrazione di vari anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente può essere responsabile di risultati falsi positivi nei test sierologici.
La trasmissione passiva di anticorpi anti-eritrocitari, ad es. A, B D, può interferire con alcuni test sierologici per gli alloanticorpi anti-eritrocitari (ad es. test Coombs).
Ig Vena Kedrion contiene maltosio che viene escreto nelle urine come maltosio o glucosio. Questo influenza l'identificazione dello zucchero nelle urine.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo apertura:
Per motivi microbiologici, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente dopo l'apertura.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare in frigorifero (2°C - 8°C). Non congelare.
Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce (e/o dall'umidità).
Conservare fuori dalla portata dei bambini.
Conservazione speciale solo per confezioni da 50 ml, 100 ml e 200 ml:
Prima dell'utilizzo ed entro la data di scadenza, i flaconcini da 50, 100 e 200 ml possono essere conservati a una temperatura non superiore ai 25°C, per un massimo di 6 mesi consecutivi. Dopo questo periodo il prodotto deve essere smaltito. In ogni caso, il prodotto non può più essere riposto in frigorifero se conservato a temperatura ambiente.
La data di inizio della conservazione a temperatura ambiente deve essere riportata sulla scatola esterna. Non congelare.
Indicazioni per la manipolazione
Il prodotto deve essere portato a temperatura ambiente o corporea prima dell'uso. La soluzione deve essere limpida o leggermente opalescente, incolore o giallo pallido. Non usare soluzioni torbide o che presentano depositi. Prima della somministrazione ispezionare la soluzione per rilevare corpuscoli o alterazioni cromatiche.
Istruzioni per l'uso dell' appendino estendibile
1.Posizione iniziale del flaconcino con l'appendino estendibile
2.Capovolgere il flaconcino
3.Estrarre l'appendino estendibile piegando l'etichetta
4.Appendere il flaconcino al supporto per l'infusione
Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
Numero dell'omologazione
58157 (Swissmedic)
Confezioni
Ig Vena Kedrion 50g/l: flaconcino da 20 ml (B)
Ig Vena Kedrion 50g/l: flaconcino da 50 ml con appendino estendibile (B)
Ig Vena Kedrion 50g/l: flaconcino da 100 ml con appendino estendibile (B)
Ig Vena Kedrion 50g/l: flaconcino da 200 ml con appendino estendibile(B)
Titolare dell’omologazione
Dudler Pharma Sarl, 1754 Avry-sur-Matran
Fabbricante
Kedrion S.p.A, Loc.Bolognana, I-55027 Gallicano (Lucca), Italia
Stato dell'informazione
Settembre 2022