Trimipramine Zentiva®

Helvepharm AG

Composizione

Principi attivi

Trimipraminum ut Trimipramini maleas (compresse) risp. trimipramini mesilas (gocce).

Sostanze ausiliarie

Compresse da 25 mg: tritici amylum, silica colloidalis anhydrica magnesii stearas.

Compresse da 100 mg: silica colloidalis anhydrica, magnesii stearas, macrogolum 6000, carboxymethylamylum natricum A, cellulosum microcristallinum.

Gocce 4% (40 mg/1 ml): aromatizzanti: vanillinum, ethylvanillinum et alia, coloranti: E 150, Excipiens ad solutionem pro 1 ml corrisp. 40 gocce corrisp. ethanolum 11% V/V.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Compresse da 25 mg e 100 mg.

Gocce 4% (40 mg/ml).

(1 goccia = 1 mg di principio attivo).

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Depressioni nevrotiche e reattive. Depressioni psicotiche associate a terapia con neurolettici.

Dolore acuto e cronico, ad esempio nei pazienti oncologici.

Posologia/Impiego

Utilizzo nell'adulto

Trattamento ambulatoriale: negli stati depressivi minori si inizia con 25-75 mg/giorno (1-3 compresse da 25 mg, risp. 25-75 gocce) e si aumenta progressivamente la dose a 50-150 mg, su base individuale. Raggiunto l'equilibrio, si potrà ipotizzare di ridurre la posologia a una dose di mantenimento di 50-100 mg/giorno che sarà mantenuta per diverse settimane. In taluni casi, ad esempio nei soggetti anziani, una dose di mantenimento di 25-50 mg/giorno (1-2 compresse da 2 mg, risp. 25-50 gocce) può essere sufficiente. La dose giornaliera sarà divisa in 2-3 somministrazioni o assunta per intero la sera, 2 ore prima di andare a letto.

Pazienti ospedalizzati: in generale, nella fase acuta della malattia, la posologia giornaliera è di 150-300 mg (1½-3 compresse da 100 mg) che, a seconda dell'intensità di alcune depressioni, potrà essere occasionalmente aumentata a 400 mg (una dose maggiore sarà riservata solo a situazioni eccezionali). La dose utile sarà raggiunta solo progressivamente, partendo da una posologia iniziale di 75-100 mg/giorno.

In tutti i casi, una volta raggiunto l'equilibrio ridurre la posologia utile fino a ottenere una dose di mantenimento (50-200 mg/giorno, ½-2 compresse da 100 mg) che potrà essere poi mantenuta per diverse settimane.

Inghiottire le compresse di Trimipramine Zentiva, senza masticarle, con un po' di liquido durante o dopo i pasti. Le gocce di Trimipramine Zentiva devono essere assunte con un po' di acqua durante o dopo i pasti.

Bambini e adolescenti

Trimipramine Zentiva non deve essere utilizzato nel trattamento di pazienti di età inferiore a 18 anni.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo, la trimipramina, o a una delle sostanze ausiliarie di Trimipramine Zentiva (cfr. «Composizione»).

Associazione di Trimipramine Zentiva con un inibitore della MAO quale l'iproniazide (cfr. «Interazioni»).

Ipertrofia della prostata con ritenzione urinaria, iscuria, glaucoma ad angolo chiuso, blocco AV di 3° grado.

Trimipramine Zentiva è controindicato nella fase di convalescenza dopo un recente infarto del miocardio.

Avvertenze e misure precauzionali

La depressione è associata a un maggior rischio di pensieri suicidari, di automutilazioni e di suicidio («suicide-related events» (SRE)). Un aumento dei pensieri e dei comportamenti suicidari può essere osservato anche durante il trattamento con antidepressivi. Il rischio persiste fino a quando non si ottiene una remissione significativa. Inoltre, l'analisi degli studi controllati mostra che questo rischio è più alto all'inizio del trattamento e in generale nei bambini e negli adolescenti. È noto che i pazienti con storia pregressa di SRE o che mostrano un grado significativo di pensieri suicidari prima dell'inizio del trattamento sono a più alto rischio di sviluppare pensieri suicidari o di tentare il suicidio.

Una meta-analisi di studi clinici controllati verso placebo sull'utilizzo di antidepressivi nell'adulto affetto da disturbi psichiatrici ha mostrato un aumento del rischio di comportamenti suicidari nei pazienti al di sotto dei 25 anni trattati con antidepressivi, rispetto a quelli trattati con placebo. Pertanto, i pazienti trattati con antidepressivi devono essere monitorati scrupolosamente onde individuare i segni di un aggravamento della depressione, in particolare del comportamento suicidario, ma anche di inquietudine o di agitazione psicomotoria. Tali sintomi insorgono soprattutto all'inizio del trattamento e quando si modificano le dosi. Tale monitoraggio deve essere proseguito anche dopo la fine del trattamento in quanto quei sintomi possono segnalare una sindrome da astinenza o l'inizio di una ricaduta. È, quindi, necessario avvisare i familiari di questi pazienti dell'esistenza di tale rischio e indicare loro come comportarsi qualora insorgessero sintomi sospetti.

Una modifica del regime terapeutico, compresa la possibile sospensione del trattamento, deve essere presa in considerazione nei pazienti il cui stato si aggrava costantemente o in cui il rischio suicidario emergente è forte, compare improvvisamente o non faceva parte dei sintomi iniziali.

Un trattamento antidepressivo non è indicato per evitare un ricovero dovuto a comportamenti autolesionisti del paziente. Soprattutto all'inizio del trattamento, bisogna prescrivere il medicamento nella confezione più piccola disponibile onde ridurre il rischio che il paziente metta in atto comportamenti pericolosi per sé stesso. Oltre alla depressione, altre patologie psichiatriche possono essere associate a un maggior rischio di comportamento suicidario; è opportuno quindi osservare le stesse misure precauzionali seguite nel trattamento della depressione.

Si sconsiglia il consumo di alcol.

Studi epidemiologici hanno mostrato un aumento del rischio di diabete di tipo 2 nei pazienti depressi, trattati con antidepressivi triciclici. Di conseguenza, i pazienti con una diagnosi certa di diabete di tipo 2 o con fattori di rischio per diabete, dovranno essere sottoposti a un appropriato monitoraggio glicemico se già in terapia con Trimipramine Zentiva.

Interazioni/sindrome serotoninergica

Per gli inibitori della MAO, cfr. «Controindicazioni». Una sindrome serotoninergica, potenzialmente mortale, può insorgere quando il trattamento con antidepressivi triciclici è associato ad altre sostanze attive serotoninergiche quali i triptani, il tramadolo, il litio, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori selettivi della serotonina/norepinefrina (SRNI), dando luogo ai seguenti sintomi: eccitazione neuromuscolare, disturbi del sistema nervoso autonomo, turbe mentali. In tal caso, si raccomanda uno scrupoloso monitoraggio. È necessario istituire una stretta sorveglianza medica quando le sostanze attive serotoninergiche sono associate alla trimipramina.

Di conseguenza, la trimipramina non sarà utilizzata nei pazienti che presentano i sintomi clinici descritti di seguito o che seguono una terapia di associazione con i medicamenti citati:

·pazienti affetti da ipertensione non controllata, feocromocitoma, tumore carcinoide, iptertiroidite, depressione bipolare, disturbo schizo-affettivo, stati confusionali acuti;

·pazienti che assumono uno dei seguenti medicamenti: antidepressivi triciclici, agonisti dei recettori 5HT-1 della serotonina (triptani), simpaticomimetici ad azione diretta o indiretta (compresi i broncodilatatori adrenergici, la pseudoefedrina o la fenilpropanolamina), medicamenti vasopressori (ad esempio adrenalina, noradrenalina), sostanze dopaminergiche (ad esempio dopamina, dobutamina), petidina, buprenorfina o buspirone.

Si sconsiglia l'uso di Trimipramine Zentiva in associazione con sostanze adrenergiche o serotoninergiche o in presenza delle relative malattie sottostanti, a meno che non sia possibile tenere i pazienti sotto stretta sorveglianza e monitoraggio. Trimipramine Zentiva non sarà utilizzato nei pazienti che assumono o hanno assunto nelle due settimane precedenti un medicamento che inibisce le monoammino-ossidasi A o B (ad esempio fenelzina, isocarbossazide, selegilina, moclobemide) (vedere anche la rubrica «Interazioni»).

Iperico (Hypericum perforatum)

In caso di utilizzo simultaneo di inibitori della ricaptazione della serotonina e di preparati a base di piante contenenti iperico potrebbero insorgere effetti indesiderati. In particolare, gli effetti serotoninergici possono essere potenziati dando luogo a una sindrome serotoninergica.

Rischi cardiovascolari

Il trattamento con Trimipramine Zentiva può generare un allungamento dose-dipendente dell'intervallo QT. Particolari precauzioni s'impongono nei pazienti con determinate malattie cardiache (sindrome congenita del QT lungo o altre lesioni cardiache clinicamente significative, in particolare disturbi del circolo coronarico, disturbi della conduzione o aritmie quali la bradicardia), in caso di sbilancio elettrolitico non corretto (p. es. ipokaliemia, ipomagnesemia), o in caso di trattamento concomitante con medicamenti che allungano ugualmente l'intervallo QT all'elettrocardiogramma e che provocano bradicardia o deficit di potassio.

La prudenza è d'obbligo nei pazienti anziani che presentano:

·una maggiore sensibilità all'ipotensione posturale e alla sedazione;

·una stipsi cronica (rischio di ileo paralitico);

·una possibile iperplasia prostatica.

La prudenza è d'obbligo nei casi di ipotensione, di tendenza alle convulsioni (epilessia), nei pazienti epilettici trattati con anticonvulsivanti, in presenza di lesioni epatiche e renali severe, di iperplasia della prostata senza ritenzione urinaria e nei pazienti che soffrono di un aumento della pressione intraoculare. La trimipramina deve essere utilizzata con particolare prudenza nei pazienti affetti da ipertiroidismo, in quanto gli antidepressivi triciclici possono provocare aritmie.

Anche se vi è un rischio minimo che possa insorgere agranulocitosi e trombocitopenia durante il trattamento con trimipramina, si raccomanda di eseguire controlli ematologici occasionali.

Durante l'anestesia generale esiste il rischio di indurre disturbi della conduzione intracardiaca. In caso di urgenza, l'anestesia può essere effettuata senza sospendere preventivamente il trattamento con Trimipramine Zentiva. Si raccomanda di istituire un rigoroso monitoraggio elettrocardiografico preoperatorio.

Non interrompere bruscamente il trattamento in quanto ciò può provocare nausea, cefalea e malessere.

Le gocce di Trimipramine Zentiva contengono alcol (cfr. «Altre indicazioni»).

Poiché con la sospensione del trattamento sono stati osservati casi rari di sindrome da astinenza (mal di testa, malessere, nausea, ansia, disturbi del sonno), si raccomanda di ridurre progressivamente la dose e di monitorare attentamente il paziente in questo periodo.

In caso di episodio maniacale eclatante, il trattamento con trimipramina deve essere interrotto.

Nei pazienti epilettici o con storia pregressa di epilessia è consigliabile rafforzare il monitoraggio dei parametri clinici e dell'attività elettrica poiché la soglia epilettogena potrebbe essersi abbassata. La comparsa delle crisi impone la sospensione del trattamento.

Interazioni

Sostanze che deprimono il sistema nervoso centrale

Trimipramine Zentiva potenzia l'effetto dell'alcol, dei barbiturici e di altre sostanze che deprimono il sistema nervoso centrale.

Alcol (bevanda o sostanza ausiliaria)

L'alcol può accentuare l'effetto sedativo di Trimipramine Zentiva. Una ridotta vigilanza può rendere la guida di veicoli e l'impiego di macchine pericolosi.

Si sconsiglia il consumo di bevande alcoliche e di altri medicamenti contenenti alcol.

Anticolinergici

L'utilizzo concomitante di un anticolinergico (p. es. medicamenti antiparkinson, antistaminici, neurolettici, antidepressivi, atropina) può potenziare gli effetti parasimpatici di Trimipramine Zentiva.

Inibitori della MAO

Trimipramine Zentiva non deve essere associato agli inibitori della MAO (cfr. «Controindicazioni»). È necessario rispettare un intervallo minimo di 14 giorni tra la sospensione del trattamento con gli inibitori della MAO e l'inizio della terapia con Trimipramine Zentiva. Analogamente, dopo aver interrotto la terapia con Trimipramine Zentiva bisogna attendere almeno 1 settimana prima di iniziare una terapia con gli inibitori della MAO.

Sono stati segnalati diversi casi di stati serotoninergici derivanti da un'iperstimolazione serotoninergica (sindrome serotoninergica).

L'associazione degli inibitori della MAO con altri antidepressivi triciclici quali Trimipramine Zentiva ha provocato in alcuni pazienti una grave ipertermia, convulsioni e morte.

Inibitori dei neuroni adrenergici

Gli antidepressivi triciclici possono attenuare o sopprimere l'effetto ipotensivo della clonidina, guanetidina, betanidina, reserpina e del metildopa; all'occorrenza si utilizzeranno antipertensivi che svolgono un altro tipo di azione (diuretici, betabloccanti).

Antidepressivi triciclici

L'associazione con altri antidepressivi triciclici può favorire la comparsa di ipotensione ed è, pertanto, sconsigliata.

Anoressizzanti

L'associazione con anoressizzanti (derivati delle anfetamine) può favorire la comparsa di crisi ipertensive.

Antiaritmici

La trimipramina può potenziare l'azione di antiaritmici, soprattutto del tipo Ia (p. es. la quinidina) e del tipo III (p. es. l'amiodarone).

Anestetici

Anestesia di un paziente in trattamento con Trimipramine Zentiva: cfr. «Avvertenze e misure precauzionali».

Sostanze attive serotoninergiche

La somministrazione concomitante degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), come Trimipramine Zentiva, e altri medicamenti può comportare una sindrome serotoninergica. Deve essere presa in considerazione la possibilità di interazione con agenti adrenergici (ad esempio simpaticomimetici ad azione diretta o indiretta, compresi i broncodilatatori adrenergici, la pseudoefedrina o la fenilpropanolamina, i vasopressori come adrenalina e noradrenalina, sostanze dopaminergiche come dopamina e dobutamina) o serotoninergici (p. es. antidepressivi triciclici, triptani, buspirone, bupropione) e alcuni oppioidi (p. es. tramadolo, petidina, buprenorfina o destrometorfano).

Esistono segnalazioni spontanee di casi di sindrome serotoninergica, legati a una somministrazione concomitante della trimipramina. Occorre tenere i pazienti sotto stretta osservazione per individuare l'insorgenza di sintomi di sindrome serotoninergica (confusione mentale, iperpiressia, iperreflessia, disturbi della coordinazione). Qualora compaiano sintomi del genere occorre valutare l'interruzione del medicamento specifico; vedere «Avvertenze e misure precauzionali».

Sostanze note per allungare l'intervallo QT o indurre ipocalcemia o bradicardia

Trimipramine Zentiva deve essere utilizzato con cautela nei pazienti già trattati con sostanze note per allungare l'intervallo QT o che inducono ipokaliemia o bradicardia.

Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina

Nel caso di associazione o preventivo trattamento con inibitori della ricaptazione della serotonina (fluoxetina, paroxetina, sertralina, citalopram o fluvozamina) può verificarsi un innalzamento delle concentrazioni plasmatiche di trimipramina per competizione con le molecole di substrato o per inibizione enzimatica (Citocromo P-450 2D6). È necessario ridurre la dose di trimipramina o dell'inibitore della ricaptazione della serotonina.

Sostanze che sono metabolizzate dal citocromo P-450 2D6 o che inibiscono questo enzima

L'associazione con sostanze metabolizzate dal citocromo P-450 2D6 o che inibiscono questo enzima può provocare interazioni (p. es. amitriptilina, clozapina, fluoxetina, codeina).

Neurolettici

Nel caso di trattamento combinato con neurolettici potrebbe verificarsi un innalzamento della concentrazione plasmatica dell'antidepressivo triciclico.

Cimetidina

In caso di trattamento associato alla cimetidina potrebbe verificarsi un innalzamento della concentrazione plasmatica degli antidepressivi triciclici.

Simpaticomimetici

L'azione degli agenti simpaticomimetici (compresi i vasocostrittori aggiunti ad anestetici locali) può risultare potenziata in associazione con Trimipramine Zentiva. Potrebbe insorgere un'ipertensione parossistica, anche con disturbi del ritmo.

Iperico

L'utilizzo simultaneo di inibitori della ricaptazione della serotonina e di preparati a base di piante contenenti iperico potrebbe provocare effetti indesiderati.

Baclofene

L'utilizzo di Baclofene con Trimipramine Zentiva potrebbe indurre un'accentuata ipotonia muscolare.

Anticonvulsivanti (p. es. acido valproico e valpromide)

L'assunzione concomitante di Trimipramine Zentiva e anticonvulsivanti può portare a crisi generalizzate. Ciò è dovuto a un abbassamento della soglia epilettogena da parte dell'antidepressivo. Si raccomanda un monitoraggio clinico e un'eventuale adeguamento del dosaggio.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Non si dispone di alcuna informazione relativa all'utilizzo nelle donne gravide. I dati provenienti da sperimentazioni su animali evidenziano il rischio di embriotossicità in caso di sovradosaggio (cfr. rubrica «Dati preclinici»). Trimipramine Zentiva non deve essere somministrato durante la gravidanza, a meno che ciò non sia assolutamente necessario.

Nei neonati la cui madre è stata trattata a lungo con dosi elevate di antidepressivi (p. es. imipramina) sono stati segnalati i seguenti sintomi: maggiore irritabilità, dilatazione addominale, evacuazione ritardata del meconio, difficoltà nutrizionali, tachicardia, disturbi neurologici e respiratori. Pertanto, verso la fine della gravidanza la posologia di questi antidepressivi deve essere, per quanto possibile, ridotta e per un certo periodo di tempo potrebbe essere necessario monitorare le funzioni neurologiche e gastrointestinali del neonato.

Tenuto conto di questi dati, durante la gravidanza è preferibile evitare sempre la somministrazione di trimipramina. Tuttavia, il trattamento non deve essere interrotto bruscamente onde evitare il rischio di una sindrome da astinenza per la madre. Se, durante la gravidanza, è impossibile evitare di istituire o mantenere un trattamento con trimipramina, nel monitorare il neonato è necessario tener conto degli effetti descritti in precedenza. Se durante la gravidanza il trattamento con trimipramina è inevitabile, esso deve essere istituito o continuato utilizzando una dose efficace per l'intero periodo di gravidanza, se possibile in monoterapia.

Allattamento

La trimipramina passa nel latte materno. Sarà quindi necessario interrompere l'allattamento o sospendere il trattamento.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Trimipramine Zentiva può indurre sonnolenza e offuscare la vista. Si raccomanda quindi prudenza alle persone che guidano un veicolo o impiegano macchine.

Effetti indesiderati

Patologie del sistema emolinfopoietico

Casi isolati: mielosoppressione, comprese agranulocitosi, eosinofilia, trombocitopenia, leucopenia (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie endocrine

Casi isolati: aumento del tasso di prolattina, con conseguente ginecomastia nell'uomo e galattorrea nella donna.

Sono stati osservati casi isolati di SIADH (sindrome da inappropriata secrezione dell'ormone ADH). Non si può escludere una relazione con Trimipramine Zentiva.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non noti: iperglicemia. Studi epidemiologici hanno evidenziato un aumento del rischio di diabete mellito nei pazienti depressi trattati con antidepressivi triciclici (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Disturbi psichiatrici

Rari: riattivazione emotiva e disturbi dell'umore nei pazienti psicotici. Stati confusionali (soprattutto nei soggetti anziani) con allucinazioni, agitazione permanente, insonnia e incubi.

Casi isolati: sono stati segnalati casi di pensieri e comportamenti suicidari durante il trattamento con Trimipramine Zentiva o poco dopo la sua sospensione (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie del sistema nervoso

Comuni: stanchezza, vertigini.

Non comuni: confusione, tremori, agitazione, disturbi del sonno, cefalea e sonnolenza.

Rari: alta propensione alle convulsioni, atassia, neuropatia periferica.

Molto rari: sintomi extrapiramidali.

Patologie dell'occhio

Non comuni: disturbi dell'accomodazione, midriasi.

Patologie cardiache

Rari: tachicardia, palpitazioni, aritmie, disturbi della conduzione intracardiaca.

Non noti: prolungamento dell'intervallo QT, torsioni di punta (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie vascolari

Rari: ipotensione ortostatica

Patologie gastrointestinali

Comuni: secchezza del cavo orale.

Non comuni: crampi addominali, stomatite, stipsi, ileo paralitico.

Patologie epatobiliari

Rari: colestasi/ittero ed epatite o prove di funzionalità epatica aumentate.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Rari: reazioni allergiche, esantema, orticaria, prurito, fotosensibilizzazione, edema della faccia.

Patologie renali e urinarie

Non comuni: disturbi della minzione, ritenzione urinaria.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Rari: disfunzione erettile, macromastia, galattorrea.

Aumento o diminuzione della libido.

Patologie sistemiche

Non comuni: sudorazione, vampate di calore.

Rari: aumento di peso.

Studi epidemiologici, condotti prevalentemente su pazienti di età pari o superiore a 50 anni, mostrano un maggiore rischio di fratture ossee nei pazienti che ricevono inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o antidepressivi triciclici. Il meccanismo alla base di tale rischio non è noto.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Informazioni specifiche reperibili sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

In caso di sovradosaggio si nota un'accentuazione dei sintomi anticolinergici, dei sintomi associati a disturbi del sistema nervoso centrale quali confusione, convulsioni, crisi epilettiche o coma, manifestazioni cardiovascolari gravi, prevalentemente disturbi della conduzione, prolungamento dell'intervallo QT, torsioni di punta.

Un sovradosaggio potrebbe essere letale.

Trattamento

In caso di intossicazione dovuta a dosi elevate di antidepressivi triciclici, entro la prima ora dall'assunzione è necessario effettuare una decontaminazione primaria con carbone attivo o una lavanda gastrica.

Poiché la possibilità che insorgano crisi convulsive è elevata, il carbone attivo è da preferire alla lavanda gastrica. In caso di intossicazioni gravi o di una riduzione dei riflessi protettivi, il paziente dovrà essere preventivamente intubato.

In caso di sovradosaggio di determinati antidepressivi triciclici, per accelerarne l'eliminazione (decontaminazione secondaria) potrebbe essere utile somministrare a più riprese carbone attivo per via orale. L'emodialisi è inefficace quando viene utilizzata a scopo di decontaminazione secondaria.

In caso di ipotensione arteriosa e/o di aritmie ventricolari con allargamento del complesso QRS all'ECG (>100 msec), è indicato un trattamento con bicarbonato di sodio (1 mmol/kg) sotto forma di bolo o di infusione breve (5 minuti). Tale trattamento può essere ripetuto fino a quando la pressione arteriosa non sarà aumentata e le modificazioni elettrocardiografiche non siano migliorate, comunque al massimo fino a un pH di 7,55 del sangue arterioso. Eventualmente, potrebbe essere indicata la somministrazione aggiuntiva di lidocaina per via endovenosa. Nel caso di bradiaritmie è indicato l'impianto di uno stimolatore cardiaco provvisorio. In caso di tachicardia ventricolare polimorfa del tipo torsioni di punta: somministrare da 0,5 a 1,5 g di solfato di magnesio per via endovenosa in un unico bolo.

In caso di crisi convulsive: terapia endovenosa con benzodiazepina.

In caso di coma e/o insufficienza respiratoria: intubazione e respirazione assistita.

L'iperventilazione usata per aumentare il pH del sangue arterioso è indicata solo se non viene somministrato contemporaneamente del bicarbonato (rischio di alcalosi massiva).

La somministrazione di piridostigmina o di fisostigmina per il trattamento di sintomi periferici e centrali anticolinergici è controindicata a causa degli effetti cardiaci che produce.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N06AA06

Meccanismo d'azione

Trimipramine Zentiva è un antidepressivo triciclico la cui struttura chimica è simile a quella dell'imipramina e della levomepromazina.

Farmacodinamica

Dal punto di vista clinico, Trimipramine Zentiva produce in primo luogo un effetto ansiolitico e sedativo che viene successivamente completato dagli effetti antidepressivi del medicamento. Dal punto di vista farmacologico, come la maggior parte degli antidepressivi triciclici Trimipramine Zentiva ha un'azione anticolinergica centrale e periferica.

Efficacia clinica

Non ci sono informazioni disponibili.

Farmacocinetica

Assorbimento

Il massimo picco plasmatico, circa 28 ng/ml, è raggiunto 3 ore dopo la somministrazione orale di 50 mg di trimipramina. La biodisponibilità assoluta del medicamento e di circa il 40%.

Distribuzione

Il legame della trimipramina con le proteine plasmatiche è forte (>90%). Il volume di distribuzione è di 31 l/kg.

La trimipramina viene escreta nel latte materno.

Metabolismo

Come tutti gli antidepressivi triciclici, la trimipramina è metabolizzata soprattutto a livello epatico (first pass effect). La trimipramina è metabolizzata dal citocromo P-450 2D6.

La clearance metabolica (fegato) è di 16 ml/min/kg e il metabolita principale della trimipramina è la desmetiltrimipramina.

Eliminazione

La trimipramina è eliminata principalmente dai reni sotto forma di metaboliti. All'incirca il 10% della sostanza somministrata viene eliminato in forma invariata. L'emivita di eliminazione della trimipramina è di 24 ore.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

I pazienti affetti da insufficienza renale (tasso di filtrazione glomerulare <10 ml/min) presentano parametri farmacocinetici (Cmax, tmax, t½ e AUC) significativamente elevati. Ciò accade anche nei pazienti con insufficienza epatica.

La farmacodinamica nei bambini non è verificata.

Dati preclinici

Negli studi condotti sul ratto e il coniglio, sono stati riferiti segni di embriotossicità e/o una maggiore incidenza di anomalie fetali quando la trimipramina è somministrata a dosi 20 volte superiori a quelle terapeutiche.

Altre indicazioni

Alla dose raccomandata per il trattamento ospedaliero – 300 mg o 400 mg di trimipramina somministrati sotto forma di gocce di Trimipramine Zentiva al 4% – la quantità di alcol ingerita è rispettivamente di 0,7 g e 0,93 g.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare al riparo dalla luce, a temperatura ambiente (15-25 °C) e fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

Per contare le gocce mantenere il flaconcino in posizione verticale! Non agitare! Picchiettare leggermente sul fondo del flaconcino.

Numero dell'omologazione

58345, 58346 (Swissmedic).

Confezioni

Compresse divisibili da 25 mg: confezione da 50 e confezione multipla da 200 (4 x 50) compresse (B)

Compresse divisibili da 100 mg: confezione da 20 e 100 compresse (B)

Gocce 4%: flaconcino da 30 ml (B).

Titolare dell’omologazione

Helvepharm AG, Frauenfeld.

Stato dell'informazione

Febbraio 2021.