Gliclazid retard Zentiva® 30 mg
Helvepharm AG
Composizione
Principi attivi
Gliclazidum.
Sostanze ausiliarie
Hypromellosum, Calcii carbonas, Lactosum monohydricum (73.5 mg), Silica colloidalis anhydrica, Magnesii stearas (E470b).
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Compresse retard contenenti 30 mg di gliclazide.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Diabete non insulino-dipendente (di tipo 2) quando regime alimentare, esercizio fisico e perdita di peso risultino insufficienti.
Posologia/Impiego
Assunzione orale, in una sola somministrazione, al momento della colazione.
Solo per adulti.
La dose giornaliera può variare da 30 mg a 120 mg.
Da 1 a 4 compresse al giorno.
Si raccomanda di ingerire le compresse intere come tali, senza spezzarle né masticarle.
In caso di dimenticanza di una dose, la dose del giorno successivo non dovrà essere aumentata.
Come per tutti gli agenti ipoglicemizzanti, la dose deve essere adeguata in base alla risposta metabolica di ciascun paziente (glicemia, glicosuria, HbA1c).
Inizio della terapia
Dose iniziale
La dose iniziale raccomandata è di 30 mg al giorno. Se questa dose garantisce un controllo efficace della glicemia, essa potrà essere adottata come terapia di mantenimento.
Quando il controllo della glicemia risulta insufficiente, la dose potrà essere aumentata, in fasi successive, a 60, 90 o 120 mg al giorno. L'intervallo che precede ogni aumento della dose deve essere di almeno 2 settimane.
La dose giornaliera massima raccomandata è di 120 mg.
Passaggio da un altro antidiabetico orale a Gliclazid retard Zentiva 30 mg
Gliclazid retard Zentiva 30 mg possono sostituire altri antidiabetici orali.
Nel passaggio a Gliclazid retard Zentiva 30 mg occorre tenere presenti la posologia e l'emivita degli antidiabetici assunti precedentemente.
Generalmente non è necessaria nessuna fase di transizione. Bisogna partire con una dose iniziale di 30 mg, che verrà adattata successivamente in base alla glicemia del paziente, nel modo descritto sopra.
Se si sostituisce un sulfamidico ipoglicemizzante a lunga emivita (p. es. la clorpropamide), può rendersi necessario un intervallo libero di qualche giorno e i pazienti dovranno essere seguiti per 1-2 settimane per evitare la comparsa di ipoglicemia a causa della possibile sovrapposizione degli effetti terapeutici. Anche l'inizio del trattamento deve essere seguito al momento del passaggio a Gliclazid retard Zentiva 30 mg, cioè l'utilizzo di una dose iniziale di 30 mg/giorno, seguito da un aumento progressivo della dose in base alla risposta metabolica.
Trattamento associato
Associazione con altri principi attivi antidiabetici
Gliclazid retard Zentiva 30 mg può essere associato alle biguanidi, agli inibitori dell'alfa-glucosidasi o all'insulina.
Nei pazienti che con Gliclazid retard Zentiva 30 mg risultano scarsamente controllati, si può iniziare una insulinoterapia concomitante sotto stretta sorveglianza medica.
Istruzioni posologiche speciali
Nei pazienti a rischio di ipoglicemia:
·pazienti denutriti o mal nutriti,
·pazienti affetti da disturbi endocrini gravi o mal compensati, (ipopituitarismo, ipotiroidismo, insufficienza adrenocorticale),
·in caso di interruzione di una terapia cortisonica prolungata e/o a dosi elevate,
·in caso di vasculopatia grave (coronaropatia grave, insufficienza carotidea grave, angiopatia diffusa).
Si raccomanda di usare la dose iniziale giornaliera minima di 30 mg.
Pazienti obesi
È fondamentale limitare l'apporto calorico e ridurre il peso corporeo. Il trattamento con Gliclazid retard Zentiva 30 mg non impedisce la perdita di peso nei pazienti obesi.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Nei pazienti affetti da insufficienza epatica lieve o moderata: la dose iniziale e la dose di mantenimento devono essere stabilite con cautela per evitare qualsiasi reazione ipoglicemica (cfr. sezione «Farmacocinetica»).
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti affetti da insufficienza renale da lieve a moderata, la posologia sarà identica a quella dei soggetti con funzione renale normale. Questi dati sono stati confermati da studi clinici.
Pazienti anziani
Nei pazienti anziani (di più di 65 anni), la posologia sarà identica a quella degli adulti di meno di 65 anni.
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l'efficacia di Gliclazid retard Zentiva 30 mg non sono state stabilite nei bambini e negli adolescenti.
Controindicazioni
·Ipersensibilità alla gliclazide o a una delle sostanze ausiliarie menzionate nella sezione «Composizione», ad altri sulfamidici ipoglicemizzanti, ai sulfamidici,
·diabete di tipo 1,
·precoma e coma diabetico, chetoacidosi diabetica, diabete giovanile,
·grave insufficienza epatica o renale: in questi casi è raccomandata la terapia insulinica,
·terapia con miconazolo (cfr. sezione «Interazioni»),
·allattamento, gravidanza, (cfr. sezione «Gravidanza/Allattamento»),
·gravi malattie surrenaliche e tiroidee.
Avvertenze e misure precauzionali
Ipoglicemia
Come può verificarsi con gli altri sulfamidici ipoglicemizzanti, il trattamento con Gliclazid retard Zentiva 30 mg può causare ipoglicemia in caso di irregolarità negli orari dei pasti e, in particolare, quando si salta un pasto. I possibili sintomi di ipoglicemia sono i seguenti: cefalea, intensa sensazione di fame, nausea, vomito, astenia, disturbi del sonno, agitazione, aggressività, difficoltà di concentrazione, diminuzione dell'attenzione e rallentamento delle reazioni, depressione, confusione mentale, disturbi della vista e della parola, afasia, tremori, paresi, disturbi sensitivi, vertigini, sensazione di impotenza, perdita dell'autocontrollo, delirio, convulsioni, respiro superficiale, bradicardia, sonnolenza e perdita di conoscenza che può progredire fino al coma con possibile esito letale.
Inoltre si possono osservare segni di controregolazione adrenergica: sudorazione abbondante, cute umida, ansia, tachicardia, ipertensione arteriosa, palpitazioni, angina pectoris e disturbi del ritmo cardiaco.
Questi sintomi generalmente scompaiono con l'assunzione di glucidi (zucchero), mentre i dolcificanti sintetici non determinano nessun effetto. Le esperienze acquisite con altri sulfamidici ipoglicemizzanti dimostrano che l'ipoglicemia può recidivare nonostante l'impiego di provvedimenti inizialmente efficaci.
Nel caso di un episodio ipoglicemico grave o prolungato, anche se temporaneamente controllato dall'assunzione di zucchero, è indispensabile un trattamento medico immediato o addirittura una ospedalizzazione.
Questo medicamento deve essere prescritto solo a pazienti con apporto alimentare regolare (compresa la prima colazione). È importante un apporto regolare di glucidi a causa dell'aumentato rischio di ipoglicemia nel caso di pasti ritardati, quantitativamente inadeguati o a scarso contenuto di glucidi. Il rischio di ipoglicemia aumenta durante regimi alimentari ipocalorici, dopo un esercizio fisico prolungato o intenso, in caso di assunzione di alcolici oppure in caso di associazione di più agenti ipoglicemizzanti.
Un'ipoglicemia può verificarsi dopo la somministrazione di un sulfamidico ipoglicemizzante (cfr. sezione «Effetti indesiderati»). Può essere grave e prolungata. Si potrà rendere necessaria un'ospedalizzazione e si potrebbe dover continuare la somministrazione di glucosio per più giorni.
Per evitare una crisi ipoglicemica, è essenziale procedere a una selezione dei pazienti, stabilire una posologia adeguata, fornire istruzioni appropriate al paziente e controllare regolarmente la glicemia.
Effettivamente, esiste un rischio non trascurabile di ipoglicemia durante la fase di aggiustamento della posologia, in modo particolare durante l'inizio del trattamento o quando Gliclazid retard Zentiva 30 mg sostituisce un altro antidiabetico orale, ma anche in caso di assunzione irregolare del medicamento o dei pasti.
Fattori che aumentano il rischio di ipoglicemia:
·rifiuto o incapacità del paziente di cooperare,
·malnutrizione, orari irregolari dei pasti, salto di pasti, periodi di digiuno o modificazioni del regime alimentare,
·squilibrio tra esercizio fisico e apporto di glucidi,
·insufficienza renale,
·insufficienza epatica grave,
·sovradosaggio di Gliclazid retard Zentiva 30 mg,
·alcuni disturbi endocrini: disturbi tiroidei, ipopituitarismo e insufficienza surrenalica,
·somministrazione concomitante di alcuni altri medicamenti (cfr. sezione «Interazioni»),
·arteriosclerosi cerebrovascolare.
Come nel caso di tutti gli altri sulfamidici ipoglicemizzanti e dell'insulina, occorre prestare particolare attenzione, in riferimento al rischio di ipoglicemia, ai pazienti affetti da complicanze cardiovascolari gravi e instabili.
I sintomi precursori della ipoglicemia possono presentarsi attenuati o essere del tutto assenti nei pazienti anziani, in caso di neuropatia diabetica, di somministrazione concomitante di beta-bloccanti, di clonidina o di sostanze con azione simile (cfr. sezione «Interazioni»).
Quando in un paziente anziano si verifica una gastroenterite o una carenza calorica di altra origine, il trattamento con Gliclazid retard Zentiva 30 mg dovrà essere temporaneamente sospeso.
Insufficienza renale ed epatica
La farmacocinetica e/o la farmacodinamica della gliclazide possono risultare modificate nei pazienti affetti da insufficienza epatica o renale. In questi pazienti un episodio ipoglicemico può durare più a lungo, tanto da richiedere la messa in atto di un trattamento appropriato.
Informazione destinata ai pazienti
Occorre spiegare al paziente e ai suoi famigliari che c'è il rischio che vada in ipoglicemia, in particolare durante la notte, i sintomi (cfr. sezione «Effetti indesiderati») di questo fenomeno come anche il trattamento da mettere in atto; inoltre dovranno essere spiegati i fattori che favoriscono la comparsa dell'ipoglicemia.
Il paziente dovrà essere informato dell'importanza di rispettare le istruzioni alimentari, dell'esercizio fisico regolare e del controllo regolare della glicemia.
Diminuzione dell'effetto antidiabetico
In caso di stress, in particolare durante gli stati febbrili prolungati, in caso di traumi, di infezioni, di interventi chirurgici, di uso di preparati a base di Hypericum perforatum (Erba di San Giovanni) (cfr. sezione«Interazioni») il diabete può aggravarsi. In questi casi è obbligatorio sostituire transitoriamente Gliclazid retard Zentiva 30 mg con insulina.
L'effetto di tutti gli antidiabetici orali (Gliclazid retard Zentiva 30 mg inclusi) con il tempo si riduce. Questo fenomeno è dovuto all'aggravamento progressivo della malattia o a una diminuzione della risposta al medicamento. Questo fenomeno prende il nome di fallimento secondario, da distinguere dal fallimento primario che si osserva quando una sostanza attiva risulta inefficace nel trattamento di prima linea. Prima di parlare di fallimento secondario conviene prendere in considerazione un aggiustamento appropriato della dose e il mantenimento di una corretta alimentazione.
Quando la terapia di mantenimento non consente più un controllo soddisfacente della glicemia, Gliclazid retard Zentiva 30 mg dovrà essere sostituito con un altro trattamento oppure potrà essere somministrato in concomitanza con un antidiabetico orale della categoria delle biguanidi (cfr. sezione «Posologia/Modalità d'uso»).
Disglicemia
Nei pazienti diabetici, in particolare in quelli anziani, che ricevono un trattamento concomitante con fluorochinoloni, sono stati riferiti disturbi della glicemia, tra cui ipoglicemia o iperglicemia. Pertanto è raccomandata una stretta sorveglianza della glicemia in tutti i pazienti che ricevono simultaneamente Gliclazid retard Zentiva 30 mg e un fluorochinolone.
Esami di laboratorio
Per valutare il controllo della glicemia è raccomandata la misurazione della emoglobina glicosilata (o della glicemia a digiuno). Può risultare utile anche l'autodeterminazione della glicemia.
Nei pazienti con deficit della G6PD il trattamento con sulfamidici ipoglicemizzanti può indurre un'anemia emolitica. Poiché la gliclazide appartiene alla classe chimica dei sulfamidici ipoglicemizzanti, occorre prudenza nei pazienti con deficit della G6PD e si deve prendere in considerazione la somministrazione di un principio attivo ipoglicemizzante non sulfamidico.
Porfiria
Con la classe delle sulfoniluree sono stati descritti casi di porfiria acuta nei pazienti affetti da porfiria.
Lattosio
I pazienti con la rara intolleranza ereditaria al galattosio, deficit totale di lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono usare questo medicamento.
Interazioni
1. I prodotti sotto elencati potrebbero aggravare il rischio di ipoglicemia
Associazioni controindicate
Miconazolo (via generale, gel per la mucosa orale): accentua l'effetto ipoglicemizzante con possibile comparsa di sintomi di ipoglicemia o perfino di coma.
Associazioni sconsigliate
Alcool: aumenta l'ipoglicemia reattiva (inibendo le reazioni compensatrici) che può portare alla comparsa del coma ipoglicemico.
Vanno evitati l'alcool e i medicamenti contenenti alcool.
Associazioni che necessitano di particolari precauzioni di impiego
Nel caso di assunzione di uno dei seguenti medicamenti può verificarsi un potenziamento dell'effetto ipoglicemizzante e quindi, in alcuni casi, una ipoglicemia: altri medicamenti antidiabetici (insulina, acarbosio, metformina, tiazolidinedioni, inibitori della dipeptidil peptidasi-4, agonisti dei recettori GLP-1), beta-bloccanti, fluconazolo, ACE-inibitori (captopril, enalapril), H2-inibitori (cimetidina, ranitidina), IMAO, sulfamidici, claritromicina e anti-infiammatori non steroidei (in particolare salicilato).
Associazioni da tenere sotto sorveglianza
I seguenti medicamenti possono accentuare l'effetto ipoglicemizzante della gliclazide: i fibrati (in particolare il clofibrato), gli steroidi anabolizzanti e gli ormoni sessuali maschili, la fluoxetina, la pentossifillina (per via parenterale, ad alte dosi), il probenecid, i citostatici del tipo ciclofosfamide e ifosfamide, i derivati della cumarina, la tetraciclina e il cloramfenicolo.
Alcuni medicamenti (beta-bloccanti, clonidina e sostanze a effetto simile) possono nascondere i primi sintomi dell'ipoglicemia (cfr. sezione «Avvertenze e precauzioni»).
2. I prodotti sotto elencati possono causare un aumento della glicemia
Associazione sconsigliata
Danazolo: effetto diabetogeno del danazolo.
Se non è possibile evitare l'uso di questo principio attivo, avvertire il paziente, insistendo sull'importanza dei controlli della glicosuria e della glicemia. Può rendersi necessario un aggiustamento della dose del medicamento antidiabetico durante e dopo la somministrazione di danazolo.
Associazioni che richiedono precauzioni di impiego
Clorpromazina (neurolettico): le dosi elevate (>100 mg di clorpromazina al giorno) aumentano la glicemia (riducendo la secrezione insulinica).
Avvertire il paziente insistendo sull'importanza di sorvegliare la glicemia. Può rendersi necessario un aggiustamento della dose del medicamento antidiabetico durante e dopo la somministrazione del neurolettico.
Glucocorticoidi (per via generale e locale: preparazioni intra-articolari, cutanee e rettali) e tetracosactide: aumento della glicemia con possibile chetoacidosi (diminuzione della tolleranza ai glucidi dovuta ai glucocorticoidi).
Avvertire il paziente insistendo sull'importanza di sorvegliare la glicemia, soprattutto all'inizio del trattamento. Può rendersi necessario un aggiustamento della dose del principio attivo antidiabetico durante e dopo la somministrazione di glucocorticoidi.
Salbutamolo, terbutalina: (per via e.v.):
Aumento della glicemia dovuto all'effetto dei beta-2-agonisti.
Sottolineare l'importanza di sorvegliare la glicemia. Passare all'insulina se necessario.
Preparazioni contenenti Hypericum perforatum (erba di San Giovanni):
In caso di associazione con Hypericum perforatum si riducono le concentrazioni plasmatiche della gliclazide. Sottolineare l'importanza di sorvegliare la glicemia.
3. I seguenti prodotti possono causare una disglicemia:
Fluorochinoloni (p. es. ciprofloxacina, ofloxacina, levofloxacina):
Nel caso di uso concomitante di Gliclazid retard Zentiva 30 mg insieme a un fluorochinolone, occorre avvertire il paziente del rischio di disglicemia e pertanto della necessità di aumentare la sorveglianza della glicemia.
Associazioni da prendere in considerazione
Terapia anticoagulante (p. es. warfarin, ...):
In caso di trattamento concomitante, i sulfamidici ipoglicemizzanti possono causare un potenziamento degli effetti anticoagulanti.
Può rendersi necessario un aggiustamento posologico dell'anticoagulante.
I seguenti medicamenti possono causare un'iperglicemia in caso di somministrazione simultanea con Gliclazid retard Zentiva 30 mg:
Saluretici, acetazolamide, medicamenti a base di progesterone e di estrogeni, rifampicina, barbiturici, fenitoina, diazossido, epinefrina, beta2-mimetici, ormoni tiroidei, glucagone.
Esiste un rischio di ipo- o iperglicemia anche quando viene sospeso repentinamente un medicamento che può provocare iper- o ipoglicemia.
Quando un paziente in trattamento con Gliclazid retard Zentiva 30 mg riceve una delle sostanze sopraelencate, occorre aumentare la sorveglianza della glicemia e adattare eventualmente la posologia di Gliclazid retard Zentiva 30 mg. Ciò è valido in particolare anche quando il trattamento con uno di questi medicamenti viene iniziato o sospeso o quando se ne modifica il dosaggio.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
I sulfamidici ipoglicemizzanti a dosi elevate sono teratogeni negli animali. Tuttavia, la gliclazide non si è rivelata teratogena durante gli studi sugli animali (cfr. sezione «Dati preclinici»). Non sono disponibili esperienze con l'uso di gliclazide nella donna incinta, ma si dispone di alcuni dati ottenuti con altri sulfamidici ipoglicemizzanti.
Bisogna ottenere il controllo del diabete prima del concepimento per ridurre il rischio di anomalie congenite associate al diabete incontrollato. Si raccomanda di passare, da un regime a trattamento orale, all'insulina sin dal momento in cui si prende in considerazione una gravidanza o nel caso di scoperta accidentale di una gravidanza in corso di terapia orale. Gli antidiabetici orali non sono adatti e l'insulina rappresenta la terapia di prima scelta per il trattamento del diabete durante la gravidanza. Pertanto, Gliclazid retard Zentiva 30 mg è controindicato durante la gravidanza.
Si raccomanda la sorveglianza della glicemia nel neonato.
Allattamento
In assenza di dati riguardanti il passaggio nel latte materno e tenendo conto del rischio di ipoglicemia neonatale, l'allattamento è controindicato in caso di terapia con questo medicamento. Non si può escludere un rischio per il neonato e il lattante.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Gliclazid retard Zentiva 30 mg non determina alcun effetto sulla capacità di condurre veicoli o manovrare macchine.
Tuttavia, i pazienti devono essere avvertiti sui sintomi della ipoglicemia e devono usare prudenza durante la guida di veicoli o manovrando macchine, in particolare all'inizio del trattamento.
Effetti indesiderati
In base all'esperienza clinica con gliclazide, sono stati riportati i seguenti effetti indesiderati. La maggior parte degli effetti indesiderati dipendono dalla posologia e sono transitori; essi scompaiono dopo riduzione della dose o con l'interruzione del trattamento.
L'effetto indesiderato più frequente della gliclazide è l'ipoglicemia.
I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati durante gli studi clinici e/o durante l'uso post-marketing e vengono classificati in base alla loro frequenza:
«molto comune» (≥1/10); «comune» (≥1/100, <1/10); «non comune» (≥1/1000, <1/100); «raro» (≥1/10'000, <1/1000); «molto raro» (<1/10'000).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Raro: granulocitopenia, agranulocitosi, anemia, leucopenia, trombocitopenia.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Comune: ipoglicemia (cfr. sezione «Avvertenze e precauzioni» e «Posologia eccessiva»).
Patologie dell'occhio
Sono possibili disturbi visivi transitori, in particolare all'inizio del trattamento, in seguito alla variazione della glicemia.
Patologie gastrointestinali
Non comune: nausea, vomito, dispepsia, diarrea, stipsi.
Altri: dolore addominale.
Questi effetti possono essere evitati o resi minimi se la gliclazide viene assunta durante la prima colazione.
Patologie epatobiliari
Raro: epatite (casi isolati) e ittero colestatico. Interrompere il trattamento alla comparsa di ittero colestatico.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: rash, prurito, orticaria, angioedema, eritema, eruzione maculopapulare, reazioni bollose (come la sindrome di Stevens-Johnson e la necrolisi epidermica tossica e affezioni bollose autoimmuni).
Casi isolati: sindrome DRESS (reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici).
Esami diagnostici
Raro: aumento degli enzimi epatici (AST, ALT, fosfatasi alcalina).
Effetti della classe farmacologica
Come per gli altri sulfamidici ipoglicemizzanti sono stati osservati i seguenti effetti indesiderati: eritrocitopenia, agranulocitosi, anemia emolitica, pancitopenia, vasculite allergica, iposodiemia, aumento del tasso degli enzimi epatici, insufficienza epatica (colestasi e ittero), perfino epatite, che sonoregrediti alla sospensione del trattamento; soltanto qualche caso è progredito fino un'insufficienza epatica pericolosa per la vita.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
Il sovradosaggio dei sulfamidici ipoglicemizzanti può causare ipoglicemia.
I sintomi moderati di ipoglicemia, senza perdita di conoscenza né segni neurologici, devono essere corretti assolutamente con l'immediata somministrazione di glucidi, con l'adeguamento della posologia e/o con un cambiamento delle abitudini alimentari. Occorre tenere il paziente sotto stretta sorveglianza fino a quando il medico non sarà sicuro che è fuori pericolo.
Le reazioni ipoglicemiche gravi, con coma, convulsioni o altri disturbi neurologici sono possibili e costituiscono un'emergenza medica che richiede l'immediata ospedalizzazione del paziente.
Trattamento
In caso di coma ipoglicemico diagnosticato o sospetto, il paziente deve ricevere una iniezione endovenosa rapida di 50 ml di una soluzione concentrata di glucosio (dal 20% al 30%), che dovrà essere seguita dall'infusione continua di una soluzione contenente glucosio più diluita (al 10%) alla velocità necessaria per mantenere la glicemia superiore a 1 g/l. I pazienti vanno strettamente sorvegliati per almeno 48 ore, dopodiché, in base alle loro condizioni, il medico deciderà se sarà necessario tenerli ulteriormente in osservazione.
A causa del forte legame della gliclazide alle proteine, non risulta utile la dialisi.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
A10BB09
Meccanismo d'azione
La gliclazide è un ipoglicemizzante appartenente al gruppo dei sulfamidici ipoglicemizzanti, antidiabetico orale, contenente un eterociclo azotato con legame endociclico che la differenzia dagli altri medicamenti appartenenti a questa classe.
La gliclazide riduce la glicemia stimolando la secrezione insulinica delle cellule β delle isole di Langerhans. L'aumento della secrezione postprandiale di insulina e del peptide C persiste dopo due anni di trattamento.
Oltre a queste proprietà metaboliche, la gliclazide possiede anche proprietà emovascolari.
La gliclazide presenta un'elevata affinità, una forte selettività e un legame reversibile con i canali del potassio ATP-dipendenti della cellula beta così come una bassa affinità per i canali del potassio ATP-dipendenti cardiaci e vascolari.
Per permettere alla gliclazide di agire, è indispensabile la presenza di una produzione endogena di insulina.
Farmacodinamica
Cfr. sezione «Meccanismo d'azione».
Efficacia clinica
Effetti sulla secrezione insulinica
Nel paziente affetto da diabete di tipo 2, la gliclazide ripristina il picco precoce della secrezione insulinica, in presenza di glucosio, e aumenta la seconda fase della secrezione insulinica. In risposta alla stimolazione indotta da un pasto o dalla somministrazione di glucosio, si osserva un aumento significativo della risposta insulinica.
Inoltre, sotto gliclazide, è stato dimostrato un aumento della sensibilità all'insulina dei tessuti periferici a livello del muscolo e del fegato.
Proprietà emovascolari
La gliclazide riduce le microtrombosi con due meccanismi che possono essere coinvolti con le complicanze del diabete:
·inibizione parziale dell'aggregazione e dell'adesione delle piastrine, con diminuzione dei marker dell'attivazione piastrinica (beta-tromboglobulina, trombossano B2).
·Azione sull'attività fibrinolitica dell'endotelio vascolare con aumento dell'attività del tPA.
Proprietà antiossidanti
La valutazione dello stato ossidativo di pazienti diabetici ha confermato le proprietà antiossidanti della gliclazide, già dimostrate in farmacologia: riduzione della perossidazione dei lipidi e aumento dell'attività della superossido dismutasi, dei tioli plasmatici e della capacità antiossidante totale del plasma (TRAP).
Non è noto il significato clinico di queste caratteristiche.
Dati a lungo termine
Gli studi di lunga durata dimostrano che la gliclazide ritarda lo sviluppo della retinopatia diabetica allo stadio non proliferativo.
Negli studi clinici controllati, condotti su pazienti affetti da diabete di tipo 2, Gliclazid retard Zentiva 30 mg, con una somministrazione giornaliera, ha dimostrato la sua efficacia a lungo termine sul controllo glicemico, in base all'andamento dell'HbA1c.
Farmacocinetica
Assorbimento
L'assorbimento della gliclazide è completo. Dopo la somministrazione le concentrazioni plasmatiche aumentano progressivamente fino alla 6a ora, quindi evolvono in un plateau tra la 6a e la 12a ora. Le variazioni intraindividuali sono di limitata entità. L'apporto alimentare non modifica la rapidità e il tasso di assorbimento.
La relazione tra la dose somministrata fino a 120 mg e l'area sotto la curva di concentrazione in funzione del tempo è lineare.
Distribuzione
Una sola somministrazione giornaliera di Gliclazid retard Zentiva 30 mg mantiene concentrazioni plasmatiche efficaci di gliclazide per 24 ore.
Il legame con le proteine plasmatiche è all'incirca del 95%. Il volume di distribuzione è di circa 30 litri.
Metabolismo
La gliclazide è ampiamente metabolizzata a livello del fegato: meno dell'1% si ritrova nelle urine sotto forma invariata. Non è stato rinvenuto nessun metabolita attivo nel plasma. Il metabolismo coinvolge i citocromi P450 2C9 e 2C19. Sette metaboliti originati sia dalla idrossilazione e dalla ossidazione del gruppo metilico, sia dalla idrossilazione dell'anello azabiciclo-ottilico e due glucurono-coniugati sono stati identificati nelle urine. I metaboliti non presentano attività ipoglicemizzante, ma il metabolita principale possiede un'azione favorevole sulla aggregazione piastrinica.
Eliminazione
L'emivita di eliminazione della gliclazide è compresa tra 12 e 20 ore. L'eliminazione della gliclazide è monofasica. Dal 60 al 70% della dose si ritrova nelle urine (meno dell'1% in forma invariata) e il 20% nelle feci.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica
La farmacocinetica della gliclazide può risultare alterata nei pazienti affetti da insufficienza epatica da lieve a moderata, con aumento del rischio di ipoglicemia. Non sono disponibili dati farmacocinetici nei pazienti affetti da insufficienza epatica grave (cfr. sezione «Controindicazioni»).
Disturbi della funzionalità renale:
Nei pazienti affetti da insufficienza renale da lieve a moderata, la clearance della creatinina non ha influenza significativa sui parametri farmacocinetici. Non sono disponibili dati farmacocinetici nei pazienti affetti da insufficienza renale grave (cfr. sezione «Controindicazioni»).
Pazienti anziani:
Non è stata osservata nessuna modificazione clinicamente significativa dei parametri farmacocinetici.
Dati preclinici
I dati preclinici basati su studi di tossicità cronica e di genotossicità non hanno messo in evidenza nessun rischio per l'uomo.
Cancerogenicità
Non è stato condotto nessuno studio di cancerogenesi a lungo termine.
Tossicità per la riproduzione
Negli animali non è stato riportato alcun effetto teratogeno; è stata osservata una fetotossicità (diminuzione di peso del feto) soltanto negli animali che avevano ricevuto dosi 25 volte più elevate rispetto alla posologia massima raccomandata nell'uomo.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Non applicabile.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C) nella confezione original e fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
58740 (Swissmedic)
Confezioni
Gliclazid retard Zentiva 30 mg compresse retard 30 mg 30 e 120. (B)
Titolare dell’omologazione
Helvepharm AG, Frauenfeld
Stato dell'informazione
Settembre 2019