Petinimid
Composizione
Principi attivi
Etosussimide.
Sostanze ausiliarie
Macrogol 400, gelatina, glicerolo 85% (E422), etile paraidrossibenzoato sodico (E215) 0.73 mg, propile paraidrossibenzoato sodico (E217) 0.36 mg, titanio diossido (E171), ossido di ferro giallo (E172), etilvanillina.
Ogni capsula contiene 0.13 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Capsule molli da 250 mg di etosussimide.
Indicazioni/Possibilità d’impiego
Piccole crisi epilettiche (piccolo male), in particolare assenze. Qualora, oltre alle assenze, siano presenti anche altre forme di crisi, Petinimid da solo non è sufficiente. In aggiunta a Petinimid deve essere somministrato un altro antiepilettico.
Posologia/Impiego
Petinimid deve essere assunto durante i pasti. Le capsule devono essere deglutite intere senza masticarle. Si raccomanda di suddividere la dose giornaliera in 2-3 somministrazioni.
La posologia dipende in ultima analisi dal quadro clinico, dalla risposta individuale e dalla tollerabilità individuale. Il trattamento deve essere iniziato gradualmente e aumentato molto lentamente. I dati riportati nella tabella possono servire da orientamento. Le concentrazioni plasmatiche terapeutiche sono comprese tra 40 e 100 µg/ml (280-700 µmol/l).
Posologia abituale
| Numero di capsule al giorno | |||
Settimana 1 | Settimana 2 | Settimana 3 | Settimana 4 | |
Bambini piccoli (a partire da 3 anni) | 1 | 2 | 2-3 | 2-3 |
Bambini in età scolare | 1 | 2 | 3 | 4 |
Adulti | 2 | 4 | 4-5 | 5-6 |
Non appena il paziente è libero da crisi, la dose può essere ridotta. La dose di mantenimento deve essere stabilita individualmente.
La regolazione della terapia, la durata del trattamento e la sospensione graduale del medicamento devono essere decise da un medico esperto nel trattamento dell’epilessia.
Istruzioni posologiche particolari
La dose terapeutica giornaliera è di circa 20 mg/kg di peso corporeo per gli adulti e di 20-30 mg/kg di peso corporeo per i bambini. I bambini piccoli e quelli in età scolare necessitano di dosi più elevate rispetto agli adolescenti.
È richiesta cautela nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica e renale. Posologia in caso di insufficienza renale grave: in presenza di una clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min è indicata una riduzione della dose.
Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o a uno degli eccipienti la composizione.
Avvertenze e misure precauzionali
Il trattamento con etosuccimide non deve essere interrotto bruscamente, poiché in tal caso può essere indotto uno stato di male epilettico di tipo piccolo male.
Controindicazioni relative
È richiesta cautela nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica e renale. All’inizio del trattamento sono indicati controlli regolari dell’emocromo e delle urine ogni quattro settimane; successivamente gli intervalli possono essere estesi a otto-dodici settimane. Si raccomandano inoltre controlli periodici della funzionalità epatica.
Un’analisi pubblicata dalla FDA (USA) nel gennaio 2008 sui dati provenienti da 199 studi clinici controllati con placebo condotti con un totale di 11 antiepilettici ha evidenziato, nei pazienti epilettici trattati con tali preparati, un rischio di suicidalità 3.6 volte superiore rispetto al placebo. Le singole sostanze esaminate non mostravano differenze rilevanti riguardo al rischio di suicidalità. In tale analisi, l’aumento del rischio nei pazienti epilettici risultava addirittura più marcato rispetto ai pazienti con disturbi psichiatrici (ad es. disturbo bipolare), nei quali era stato osservato un aumento del rischio di 1.6 volte. Complessivamente, in tutte le indicazioni, sono stati osservati pensieri suicidari o comportamento suicidario nello 0.43% dei pazienti trattati con antiepilettici, rispetto allo 0.22% dei pazienti trattati con placebo.
I pazienti e le persone che se ne prendono cura devono essere informati della necessità di monitorare l’insorgenza di desideri passivi di morte, pensieri suicidari attivi, intenzioni autolesionistiche o comportamento suicidario. In caso di comparsa di tali sintomi, i pazienti e chi li assiste devono consultare immediatamente un medico. Va considerato che la sintomatologia suicidaria può manifestarsi in modo diverso nei bambini e negli adolescenti rispetto agli adulti. In questa popolazione, cambiamenti comportamentali quali aumentata irritabilità o isolamento sociale possono già rappresentare un segnale di suicidalità e richiedere approfondimenti e monitoraggio.
Reazioni cutanee gravi
Durante il trattamento con etosuccimide sono state segnalate gravi reazioni dermatologiche, incluse la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (Drug Reaction with Eosinophilia and Systemic Symptoms, DRESS). SJS e DRESS possono essere fatali. Il rischio più elevato di tali reazioni sembra verificarsi nella fase iniziale della terapia, poiché nella maggior parte dei casi la reazione insorge entro il primo mese di trattamento. L’etosuccimide deve essere interrotto alla prima comparsa di segni di gravi reazioni cutanee, quali eruzione cutanea, lesioni delle mucose o altri segni di ipersensibilità.
In tali casi, la terapia anticonvulsivante deve essere proseguita senza interruzione con un antiepilettico non appartenente alla classe delle succinimmidi.
Eccipienti
Questo medicamento contiene etile paraidrossibenzoato sodico (E215) e propile paraidrossibenzoato sodico (E217). Tali eccipienti possono causare reazioni allergiche, anche ritardate.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsula molle, cioè è essenzialmente «privo di sodio».
Interazioni
L’etosuccimide non modifica le concentrazioni plasmatiche di altri antiepilettici quali primidone, fenobarbital o fenitoina.
L’associazione con acido valproico potenzia l’effetto dell’etosuccimide.
In caso di assunzione concomitante di etosuccimide e alcol o altri farmaci ad azione depressiva centrale, l’effetto sedativo può risultare potenziato.
L’assunzione concomitante di sostanze che possono provocare convulsioni deve essere evitata.
L’efficacia dei contraccettivi orali può risultare ridotta.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Non sono disponibili studi sperimentali adeguati sugli animali riguardo agli effetti sulla gravidanza, sullo sviluppo embrionale, sullo sviluppo fetale e/o sullo sviluppo postnatale. Il rischio potenziale per l’essere umano non è noto. Durante la gravidanza il medicamento non deve essere somministrato, salvo nei casi di assoluta necessità.
Durante la gravidanza, in particolare nel primo trimestre, qualsiasi assunzione di medicamenti comporta un potenziale rischio. Tuttavia, la rinuncia a una terapia anticonvulsivante necessaria può rappresentare un rischio maggiore per la salute della madre e del feto. In gravidanza l’effetto terapeutico deve essere attentamente valutato rispetto ai rischi. La posologia deve essere mantenuta la più bassa possibile, in particolare fino al 40° giorno di gravidanza. Per aumentare la sicurezza si devono evitare associazioni di medicamenti.
Allattamento
L’etosuccimide attraversa la placenta ed è presente nel latte materno in concentrazioni simili a quelle sieriche. Per questo motivo si raccomanda di interrompere l’allattamento.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine
La capacità di reazione può essere compromessa a causa dell’effetto sedativo. È pertanto richiesta cautela durante lo svolgimento di attività che richiedono elevata concentrazione (ad es. guida di veicoli o utilizzo di macchinari). In caso di consumo concomitante di alcol e altri medicamenti sedativi, l’effetto sedativo può essere ulteriormente potenziato.
Effetti indesiderati
Riassunto del profilo di sicurezza
In associazione al trattamento con etosuccimide sono state riportate gravi reazioni avverse cutanee (Severe Cutaneous Adverse Reactions, SCARs), incluse la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (Drug Reaction with Eosinophilia and Systemic Reactions, DRESS) (vedere paragrafo «Avvertenze e misure precauzionali»).
I seguenti effetti indesiderati possono verificarsi dopo l’assunzione di Petinimid. Le frequenze sono classificate secondo la classificazione per sistemi e organi e definite come segue:
«Molto comune» (≥1/10),
«Comune» (≥1/100, <1/10),
«Non comune» (≥1/1000, <1/100),
«Raro» (≥1/10'000, <1/1000),
«Molto raro» (<1/10'000),
«Frequenza non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Soprattutto all’inizio del trattamento possono manifestarsi transitoriamente nausea, vomito, perdita di appetito, dolori gastrici, perdita di peso, diarrea, stanchezza, cefalea, capogiri, atassia e fotofobia.
Patologie del sistema emolinfopoietico
Raro: eosinofilia, leucopenia, pancitopenia, agranulocitosi e anemia aplastica con o senza depressione midollare sono state descritte come possibili effetti indesiderati.
Non nota: trombocitopenia.
Tali alterazioni ematologiche possono essere associate ai seguenti sintomi precoci:
aumento della temperatura corporea, sintomi simil-influenzali e alterazioni della cute e delle mucose. La leucopenia può essere transitoria, sebbene siano stati riportati casi isolati di decesso dovuti a danno midollare anche dopo l’interruzione della terapia.
Disturbi del sistema immunitario
Raro: reazioni allergiche, orticaria, esantemi, sindrome di Stevens-Johnson, lupus eritematoso sistemico, sclerodermia.
Disturbi psichiatrici
Irritabilità, agitazione, stati ansiosi o di irrequietezza, nonché aggressività e difficoltà di concentrazione o altri cambiamenti della personalità sono stati riportati soprattutto in pazienti con anamnesi di disturbi psichiatrici. Sono stati segnalati casi isolati di aumento della libido, psicosi paranoidi e peggioramento della depressione con potenziali tendenze suicide.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Non comune: perdita di appetito e diminuzione del peso corporeo a dosi giornaliere elevate.
Patologie del sistema nervoso
Non comune: sintomi neurosensoriali quali sonnolenza, cefalea, vertigini, iperattività, euforia, disturbi della deambulazione, stanchezza, atassia, fotofobia, irritabilità.
Raro: reazioni parkinsoniane, rallentamento psicomotorio, disturbi del sonno.
Patologie dell’occhio
Raro: miopia.
Patologie gastrointestinali
Non comune: soprattutto con dosi giornaliere elevate o in pazienti con sensibilità gastrica, nausea, vomito, dolori gastrici, diarrea, crampi.
Raro: singhiozzo, edema della lingua e del palato.
Patologie epatobiliari
Raro: aumento delle SGOT e dell’urobilinogeno.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Raro: irsutismo.
Non nota: reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (Drug Reaction with Eosinophilia and Systemic Symptoms, DRESS).
Patologie renali e urinarie
Raro: sanguinamenti vaginali, albuminuria.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
I segni di sovradosaggio cronico comprendono disturbi del comportamento, sintomi gastrointestinali e aumento della frequenza delle crisi. In presenza di tali disturbi è necessario ridurre la dose e controllare il livello plasmatico.
In caso di sovradosaggio acuto si verifica coma profondo. Oltre alla terapia sintomatica, si raccomanda l’emoperfusione con carbone medicinale. Non è noto alcun antidoto specifico.
Proprietà/effetti
Codice ATC
N03AD01
Meccanismo d’azione
L’etosuccimide, principio attivo di Petinimid, è un antiepilettico appartenente al gruppo farmacoterapeutico dei derivati della succinimmide.
Farmacodinamica
Non pertinente.
Efficacia clinica
Petinimid è specificamente efficace nel piccolo male epilettico. Di regola è necessaria una protezione aggiuntiva contro le crisi di grande male mediante altri medicamenti.
Bambini e adolescenti
In uno studio randomizzato, in doppio cieco, della durata di 20 settimane, condotto su 453 bambini di età compresa tra 2.5 e 13 anni con epilessia da assenza di nuova diagnosi, sono state valutate l’efficacia, la tollerabilità e gli effetti neuropsicologici di etosuccimide, acido valproico e lamotrigina in monoterapia nell’epilessia da assenza infantile. Nei bambini trattati con etosuccimide o acido valproico è stata osservata una percentuale più elevata di assenza di fallimento terapeutico (53% rispettivamente 58%) rispetto ai bambini trattati con lamotrigina (29%; odds ratio per etosuccimide vs. lamotrigina 2.66; intervallo di confidenza [IC] al 95%, 1.65-4.28; odds ratio per acido valproico vs. lamotrigina 3.34; IC al 95%, 2.06-5.42; P<0.001 per entrambi i confronti). Sia nelle analisi prespecificate sia nelle analisi post hoc, l’etosuccimide ha determinato una minore compromissione dell’attenzione rispetto all’acido valproico (alla settimana 16 e alla settimana 20, la percentuale di soggetti con un punteggio del Confidence Index ≥0.60 nel Conners’ Continuous Performance Test era maggiore nel gruppo acido valproico rispetto al gruppo etosuccimide [49% vs. 33%; odds ratio 1.95; IC al 95%, 1.12-3.41; P=0.03] e al gruppo lamotrigina [49% vs. 24%; odds ratio 3.04; IC al 95%, 1.69-5.49; P<0.001]).
Farmacocinetica
Assorbimento
L’etosuccimide viene assorbito rapidamente e completamente. Dopo una dose orale singola di 500-1000 mg, le concentrazioni plasmatiche massime di 15-24 µg/ml (106-170 µmol/l) vengono raggiunte entro 1-4 ore.
Distribuzione
Il volume di distribuzione dell’etosuccimide è pari a 0,7 l/kg e non è stato rilevato alcun legame con le proteine plasmatiche. La concentrazione nel liquido cerebrospinale corrisponde pertanto a quella plasmatica.
Le concentrazioni plasmatiche terapeutiche sono comprese tra 40 e 100 µg/ml (280-700 µmol/l).
Metabolismo
Non si formano metaboliti attivi.
Eliminazione
L’emivita di eliminazione è di 48-60 ore negli adulti e di 16-58 ore nei bambini. Negli adulti, il 19% della dose somministrata è stato rilevato nelle urine sotto forma di etosuccimide immodificato; la clearance renale di 1.99 ml/min, in assenza di legame proteico, suggerisce un significativo riassorbimento tubulare.
Dati preclinici
Negli studi di tossicità acuta, la DL50 dopo somministrazione orale nei topi era compresa tra 1400 e 1550 mg/kg.
Negli studi di tossicità cronica non sono stati osservati effetti indesiderati significativi fino alle seguenti dosi: topi ≤1206 mg/kg/die, ratti ≤750 mg/kg/die, cani ≤100 mg/kg/die, scimmie ≤100 mg/kg/die.
L’etosuccimide è stato valutato in vitro per la mutagenicità (test di Ames, test di aberrazione cromosomica) sia in presenza sia in assenza di attivazione metabolica. In nessuno dei sistemi di prova sono emersi indizi di potenziale mutageno.
Non sono disponibili dati pubblicati sulla cancerogenicità dell’etosuccimide. Tuttavia, l’esperienza clinica non suggerisce effetti cancerogeni.
L’etosuccimide attraversa la placenta. Studi di embriotossicità nei ratti e nei topi hanno evidenziato un aumento dell’incidenza di malformazioni e alterazioni comportamentali.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP.» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25°C) e al riparo dalla luce.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell’omologazione
29934 (Swissmedic).
Confezioni
Confezioni da 100 capsule molli. (B)
Titolare dell’omologazione
axapharm ag, 6340 Baar.
Fabbricante
G.L. Pharma GmbH, A-8502 Lannach.
Stato dell’informazione
Marzo 2026.