Fludarabin-Teva, concentrato per soluzione iniettabile/per infusione

Teva Pharma AG

Composizione

Principi attivi

Fludarabina fosfato.

Sostanze ausiliarie

Mannitolo E421, sodio idrossido, acqua per preparazioni iniettabili.

1 flaconcino (2 ml) contiene 3,8 mg di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Un flaconcino da 2 ml di concentrato per soluzione iniettabile/per infusione (e.v.) contiene 50 mg di fludarabina fosfato (25 mg/1 ml).

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Terapia della leucemia linfatica cronica (LLC) a cellule B. La terapia di prima linea con Fludarabin-Teva deve essere iniziata solo in pazienti che presentano malattia avanzata, ovvero stadio B o C sec. Binet, accompagnata da sintomi correlati alla malattia o segni di progressione della stessa.

Trattamento del linfoma non-Hodgkin a basso grado di malignità in stadio 3-4, in pazienti che non hanno risposto alla terapia standard con almeno una sostanza alchilante o che hanno mostrato progressione di malattia durante o dopo la terapia standard.

Posologia/Impiego

Fludarabin-Teva deve essere utilizzata solo sotto la supervisione di un medico esperto in oncologia.

Fludarabin-Teva si somministra mediante iniezione in bolo endovenosa o infusione endovenosa della durata di 30 minuti. Per la preparazione delle soluzioni, cfr. «Altre indicazioni/Indicazioni per la manipolazione».

Posologia abituale

La dose raccomandata è 25 mg di fludarabina fosfato per metro quadrato di superficie corporea, somministrata per 5 giorni consecutivi a intervalli di 28 giorni.

La durata del trattamento dipende dal suo successo e dalla tollerabilità del medicamento.

Nei pazienti con LLC, una volta ottenuto l'effetto massimo (remissione completa o parziale, normalmente dopo 6 cicli di trattamento) si devono somministrare altri 3 cicli di trattamento con Fludarabin-Teva. Successivamente il preparato deve essere sospeso.

Nei pazienti con linfoma non-Hodgkin a basso grado di malignità, il trattamento con Fludarabin-Teva è ugualmente raccomandato fino al raggiungimento dell'effetto migliore (remissione completa o parziale). Successivamente si devono considerare due cicli di trattamento per consolidare l'effetto. In studi clinici, la maggior parte dei pazienti con linfoma non-Hodgkin a basso grado di malignità è stata trattata per un massimo di 8 cicli.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Non sono disponibili dati sull'uso di Fludarabin-Teva in pazienti con compromissione della funzionalità epatica. In questi pazienti, Fludarabin-Teva deve essere usato con cautela e solo se il beneficio atteso è superiore al potenziale rischio.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

I dati disponibili su pazienti con compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina <70 ml/min) sono limitati. Pertanto nei pazienti con sospetto clinico di compromissione della funzionalità renale e nei pazienti di età superiore a 65 anni occorre determinare la clearance della creatinina. Dato un valore compreso nell'intervallo tra 30 e 70 ml/min, la dose deve essere ridotta fino al 50% e si deve monitorare strettamente i parametri ematologici per valutare la tossicità della terapia. Fludarabin-Teva è controindicato se la clearance della creatinina è inferiore a 30 ml/min.

Pazienti anziani

Nei pazienti di età superiore a 65 anni è richiesta particolare cautela (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Bambini e adolescenti

La sicurezza e l'efficacia non sono dimostrate nei bambini e negli adolescenti.

Controindicazioni

·Ipersensibilità a uno dei componenti del preparato

·Insufficienza renale con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min

·Anemia emolitica scompensata

·Gravidanza, allattamento

Avvertenze e misure precauzionali

Neurotossicità

Nel corso di studi di determinazione della dose in pazienti con leucemia acuta, fludarabina fosfato in dosi elevate ha causato gravi effetti neurologici, inclusi cecità, coma e morte. Questa grave tossicità a carico del sistema nervoso centrale si è verificata nel 36% dei pazienti trattati con dosi circa quattro volte superiori a quella raccomandata per la terapia della LLC e del linfoma non-Hodgkin a basso grado di malignità (96 mg/m2/giorno per 5-7 giorni). In pazienti trattati con la dose raccomandata per la terapia della LLC e del linfoma non-Hodgkin a basso grado di malignità, i casi di gravi effetti a carico del SNC (coma e agitazione) sono stati rari o non comuni (confusione). I pazienti devono essere attentamente monitorati per l'insorgenza di segni di effetti collaterali neurologici.

Non sono noti effetti dell'uso cronico di fludarabina fosfato sul sistema nervoso centrale. Tuttavia, in alcuni studi clinici con durata del trattamento relativamente lunga (fino a 26 cicli), i pazienti hanno tollerato la dose raccomandata.

Condizioni di salute compromesse

In pazienti con condizioni di salute compromesse, Fludarabin-Teva deve essere somministrato solo con cautela e dopo un'attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio. Ciò vale soprattutto per i pazienti con grave compromissione della funzionalità del midollo osseo (trombocitopenia, anemia, e/o granulocitopenia), immunodeficienza o pregresse infezioni opportunistiche. Nei pazienti ad aumentato rischio di infezioni opportunistiche occorre considerare un trattamento preventivo.

Mielosoppressione

Grave soppressione midollare, in particolare anemia, trombocitopenia e neutropenia, sono state riferite in pazienti trattati con fludarabina fosfato (nadir per i granulociti dopo una media di 13 giorni, range: 3-25 giorni, nadir per i trombociti dopo una media di 16 giorni, range: 2-32 giorni).

Sono stati osservati diversi casi gravi di pancitopenia con durata variabile da 2 mesi a un anno, alcuni con esito letale. Occorre prestare molta attenzione ai segni di tossicità ematologica e non ematologica. Si raccomandano pertanto controlli regolari della conta delle cellule ematiche periferiche.

Sono stati riportati diversi casi di anemia, leucopenia, trombocitopenia o pancitopenia (alcuni con decorso fatale). Questi episodi hanno interessato sia pazienti pre-trattati che pazienti non pre-trattati.

Trasfusione di emoderivati

In pazienti trattati con fludarabina fosfato è stata osservata l'insorgenza di reazione del trapianto contro ospite (reazione dei linfociti trasfusi (immunocompetenti) contro l'organismo ricevente) dovuta alla trasfusione di sangue non irradiato. Questa malattia ha avuto molto comunemente un esito fatale. Pertanto, i pazienti che necessitano di emotrasfusioni durante o dopo il trattamento con fludarabina fosfato devono ricevere esclusivamente sangue irradiato.

Cancro della cute

Durante o dopo la terapia con fludarabina fosfato, in alcuni pazienti sono stati osservati una ricomparsa, un peggioramento o una recidiva di cancro della cute.

Sindrome da lisi tumorale

Casi di sindrome da lisi tumorale sono stati osservati in pazienti affetti da LLC con grosse masse tumorali. Nei pazienti a rischio di sviluppare questa complicanza occorre adottare opportune misure precauzionali.

Fenomeni autoimmuni

Durante o dopo il trattamento con fludarabina fosfato, si sono verificati eventi autoimmuni potenzialmente pericolosi per la vita del paziente e talvolta fatali (ad es. anemia emolitica autoimmune, trombocitopenia immune, pemfigo, sindrome di Evans), indipendentemente da un'anamnesi di malattia autoimmune o da un risultato positivo al test di Coombs. La maggioranza dei pazienti trattati, che avevano già sviluppato anemia emolitica, ha risposto alla ri-somministrazione di fludarabina fosfato con un nuovo episodio di emolisi.

Durante la terapia con fludarabina fosfato, occorre quindi sottoporre il paziente a controlli ravvicinati per individuare eventuali segni di anemia emolitica autoimmune (calo dell'emoglobina in concomitanza con l'emolisi e un test di Coombs positivo).

In caso di emolisi, si raccomanda l'interruzione della terapia con fludarabina fosfato. Le emotrasfusioni (con sangue irradiato, cfr. sopra) e il trattamento con corticosteroidi rappresentano le misure terapeutiche più comuni per l'anemia emolitica autoimmune.

Vaccinazioni

A causa delle proprietà immunosoppressive di fludarabina fosfato, il successo della vaccinazione è compromesso e il valore probante dei test cutanei è ridotta. A causa del rischio di infezione, durante e dopo il trattamento con fludarabina fosfato non si devono effettuare vaccinazioni con vaccini vivi.

Contraccezione

A causa delle proprietà genotossiche di fludarabina fosfato (cfr. «Dati preclinici») le donne in età fertile devono utilizzare misure contraccettive affidabili durante la terapia e per almeno 6 mesi dopo la sua conclusione. Si consiglia agli uomini in grado di procreare di utilizzare misure contraccettive affidabili e di non procreare durante la terapia e per almeno 3 mesi dopo la sua conclusione.

Sostanze ausiliarie di particolare interesse

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per flaconcino, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

In uno studio clinico che ha utilizzato fludarabina fosfato in combinazione con pentostatina (deossicoformicina) per il trattamento della LLC refrattaria è stata osservata un'incidenza non accettabile di effetti tossici a livello polmonare con esito fatale. Pertanto, l'uso di fludarabina fosfato in combinazione con pentostatina è sconsigliato.

L'effetto terapeutico di fludarabina fosfato può essere ridotto dal dipiridamolo e da altri inibitori della captazione dell'adenosina.

Gravidanza, allattamento

A causa delle proprietà genotossiche di fludarabina fosfato (cfr. «Dati preclinici») le donne in età fertile devono utilizzare misure contraccettive affidabili durante la terapia e per almeno 6 mesi dopo la sua conclusione. Si consiglia agli uomini in grado di procreare di utilizzare misure contraccettive affidabili e di non procreare durante la terapia e per almeno 3 mesi dopo la sua conclusione.

Gravidanza

Fludarabin-Teva è controindicato durante la gravidanza. Fludarabina fosfato presenta il potenziale di causare danni fetali. Non sono disponibili dati sufficienti sull'uso in gravidanza. Negli studi sugli animali è stata riscontrata una tossicità per la riproduzione.

Allattamento

Dati preclinici suggeriscono che fludarabina fosfato o i suoi metaboliti possono passare nel latte materno.

A causa della possibilità di gravi effetti collaterali di fludarabina fosfato nei bambini allattati al seno, Fludarabin-Teva è controindicato durante l'allattamento.

Fertilità

Fludarabin compromette la fertilità maschile ed anche femminile. Prima di iniziare un trattamento con Fludarabin si consiglia alle pazienti che pianificano una gravidanza di richiedere una consulenza genetica. Prima di inziare un trattamento con Fludarabin, i pazienti maschi devono richiedere una consulenza sulle possibilità disponibili per preservare la fertilità.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Gli effetti sulla capacità di guidare veicoli e sulla capacità di utilizzare macchine non sono stati studiati. Tuttavia si consiglia cautela a causa dei possibili effetti indesiderati di fludarabina fosfato.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

I più comuni effetti collaterali comprendono mielosoppressione (neutropenia, trombocitopenia e anemia), infezioni (tra cui polmonite), tosse, febbre, nausea, vomito, diarrea, stanchezza e sensazione di debolezza. Altri comuni effetti collaterali sono stomatite, malessere, edemi, brividi, neuropatia periferica, disturbi visivi, anoressia, mucosite ed eruzione cutanea. Durante la terapia con fludarabina fosfato si sono manifestate gravi infezioni opportunistiche. A causa di effetti collaterali gravi sono stati segnalati decessi.

Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1'000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1'000), molto raro (<1/10'000). Le frequenze si basano sui dati ottenuti negli studi clinici indipendenti da un nesso causale con fludarabina fosfato. Gli effetti indesiderati rari sono stati osservati principalmente nell'esperienza post-marketing.

Infezioni ed infestazioni

Molto comune: polmoniti (fino al 22%), infezioni opportunistiche (20,1%) incl. riattivazione di infezioni virali latenti, ad es. herpes zoster, infezioni da virus di Epstein-Barr e leucoencefalopatia multifocale progressiva.

Tumori benigni, maligni e non specificati (incl. cisti e polipi)

Raro: cancro della cute, malattia linfoproliferativa (associata a EBV), sindrome mielodisplastica (associata a terapia precedente, concomitante o successiva con alchilanti o radiazioni).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Molto comune: neutropenia (62,6%), trombocitopenia (56,4%) e anemia (fino al 60%).

La mielosoppressione può essere grave e cumulativa.

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: anemia emolitica autoimmune, sindrome di Evans, emofilia acquisita, trombocitopenia immune.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: anoressia.

Disturbi psichiatrici

Non comune: confusione.

Raro: agitazione.

Patologie del sistema nervoso

Comune: neuropatia periferica.

Raro: crisi epilettiche, coma.

Patologie dell'occhio

Comune: disturbi visivi.

Raro: neurite ottica, neuropatia ottica, cecità.

Patologie cardiache

Raro: insufficienza cardiaca, aritmie.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Molto comune: tosse (20%).

Non comune: reazioni da ipersensibilità polmonare (infiltrati polmonari, polmonite e fibrosi polmonare) accompagnate da dispnea e tosse.

Patologie gastrointestinali

Molto comune: nausea e vomito (23,4%), diarrea (14,1%).

Comune: stomatite.

Non comune: alterazioni dei valori degli enzimi pancreatici; emorragia gastrointestinale.

Patologie epatobiliari

Non comune: alterazioni dei valori degli enzimi epatici.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: eruzioni cutanee.

Raro: necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell), sindrome di Stevens-Johnsons, pemfigo.

Patologie renali e urinarie

Raro: cistite emorragica, nefropatia acuta da acido urico con insufficienza renale acuta (cfr. sindrome da lisi tumorale).

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto comune: febbre, stanchezza, sensazione di debolezza.

Comune: brividi, malessere, edema.

Non comune: sindrome da lisi tumorale (che comprende insufficienza renale, iperkaliemia, acidosi metabolica, ematuria, escrezione di cristalli di acido urico, iperuricemia, iperfosfatemia e ipocalcemia).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Dosi elevate di fludarabina fosfato sono state associate a tossicità irreversibile a carico del SNC che può manifestarsi con cecità a esordio ritardato, coma e morte. Dosi elevate possono inoltre causare trombocitopenia e neutropenia dovute a mielosoppressione.

Non sono noti antidoti specifici in caso di posologia eccessiva da fludarabina fosfato. In tali casi, il trattamento deve essere interrotto e devono essere avviate misure di supporto.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

L01BB05

Meccanismo d'azione

Fludarabin-Teva contiene fludarabina fosfato, un analogo nucleotide fluorurato del virostatico vidarabina (Ara-A, 9-(β-D-arabinofuranosil) adenina), relativamente stabile contro la deaminazione da parte dell'adenosina deaminasi.

Fludarabina fosfato (2F-Ara-AMP) viene rapidamente defosforilato in fludarabina (2F-Ara-A), che viene captata nelle cellule e successivamente, a livello intracellulare, fosforilata dalla deossicitidina chinasi nel trifosfato attivo 2F-Ara-ATP. Questo metabolita impedisce la sintesi del DNA mediante inibizione della ribonucleotide reduttasi, della DNA polimerasi α, δ e ε, nonché della DNA primasi e della DNA ligasi. Inoltre si ha anche un'inibizione parziale della RNA polimerasi II, con conseguente riduzione della sintesi proteica.

Sebbene il meccanismo d'azione della 2F-Ara-ATP non sia stato ancora completamente chiarito, si ritiene che gli effetti su DNA, RNA e sintesi proteica contribuiscano all'inibizione della crescita cellulare, e si segnala in particolare l'inibizione della sintesi del DNA come fattore dominante. Inoltre, studi in vitro hanno dimostrato che l'influsso di 2F-Ara-A sui linfociti induce apoptosi. Di conseguenza vengono distrutti i tumori maligni linfatici e anche i linfociti normali.

Non è stata trovata una chiara correlazione tra la farmacocinetica di 2F-Ara-A e l'efficacia del trattamento in pazienti oncologici. Tuttavia, la comparsa di neutropenia e di alterazioni dell'ematocrito ha dimostrato che l'effetto citotossico di fludarabina fosfato porta a un'inibizione dose-dipendente dell'ematopoiesi.

Farmacodinamica

Cfr. «Meccanismo d'azione».

Efficacia clinica

In uno studio multicentrico comparativo, 938 pazienti non pre-trattati con LLC in stadio avanzato (stadio B o C sec. Binet) sono stati trattati con fludarabina fosfato o CAP (ciclofosfamide, adriamicina, prednisolone) o CHOP (ciclofosfamide, adriamicina, vincristina, prednisolone) per 6 mesi. I tassi di remissione sono stati del 71,1% con fludarabina fosfato, del 58,2% con CAP e del 71,5% con CHOP, e la sopravvivenza mediana non è diversa (69,67 e 70 mesi).

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo somministrazione di 2F-Ara-AMP, la farmacocinetica del metabolita 2F-Ara-A mostra un andamento lineare rispetto alla dose.

A seguito di una singola infusione della dose da 25 mg di 2F-Ara-AMP per metro quadrato di superficie corporea a pazienti con leucemia linfocitica cronica nell'arco di 30 minuti, sono state misurate concentrazioni plasmatiche massime medie di 3,5-3,7 µM al termine dell'infusione. Le corrispondenti concentrazioni plasmatiche massime di 2F-Ara-A alla fine dell'ultima infusione nel contesto di un trattamento di cinque giorni hanno mostrato un accumulo moderato di 4,4-4,8 µM. Durante un periodo di trattamento di cinque giorni, i livelli plasmatici minimi di 2F-Ara-A sono aumentati di circa 2 volte nel plasma. È possibile escludere un accumulo di 2F-Ara-A nel corso di diversi cicli di trattamento.

Distribuzione

Gli studi sulla farmacocinetica di 2F-Ara-A hanno mostrato un volume medio di distribuzione (Vss) di 83 l/m2 (2,4 l/kg). Sussiste una marcata variabilità interindividuale.

Studi in vitro con proteine plasmatiche umane non hanno mostrato un forte legame alle proteine per 2F-Ara-A.

Metabolismo

Fludarabina fosfato (2F-Ara-AMP) viene completamente convertito nel suo metabolita principale 2F-Ara-A in brevissimo tempo nell'organismo umano. 2F-Ara-A viene captato attivamente nelle cellule leucemiche, dove viene convertito nel metabolita citotossico 2F-Ara-ATP.

2F-Ara-ipoxantina, un metabolita principale nel cane, è stato rilevato solo in piccole quantità nelle urine umane.

Eliminazione

I livelli plasmatici di 2F-Ara-A si sono suddivisi in tre fasi con emivite di eliminazione di circa 5 minuti, 1-2 ore e un'emivita terminale di circa 20 ore. La clearance plasmatica totale media è di 79 ml/min/m2 (2,2 ml/min/kg).

2F-Ara-A viene escreto principalmente attraverso i reni. Il 40-60% di una dose somministrata per via e.v. viene escreto nelle urine. Non è noto il destino della frazione rimanente. Studi sul bilancio di massa negli animali da laboratorio con 3H-2F-Ara-AMP hanno mostrato un'escrezione urinaria completa delle sostanze radiomarcate. 2F-Ara-ipoxantina, un metabolita principale nel cane, è stato rilevato solo in piccole quantità nelle urine umane.

Farmacocinetica in situazioni cliniche particolari

Disturbi della funzionalità epatica

Non sono disponibili studi di farmacocinetica in pazienti con insufficienza epatica.

Disturbi della funzionalità renale

La clearance totale del metabolita principale 2F-Ara-A nel plasma è correlata alla clearance della creatinina. In pazienti con funzionalità renale compromessa sono stati riscontrati un aumento dell'esposizione al principio attivo 2F-Ara-A (AUC) e una diminuzione della clearance di 2F-Ara-A. Pertanto è indicata una riduzione della dose (cfr. «Posologia/impiego»).

Pazienti anziani

Non sono disponibili studi di farmacocinetica nei pazienti anziani.

Bambini e adolescenti

Non sono disponibili studi di farmacocinetica nei pazienti pediatrici.

Dati preclinici

Farmacologia di sicurezza

In studi di tossicità acuta con somministrazione ravvicinata di fludarabina fosfato sono stati osservati gravi sintomi di intossicazione o morte solo in un intervallo di dose con ordine di grandezza circa due volte superiore alla dose terapeutica.

Come atteso per una sostanza citotossica, gli effetti tossici hanno interessato soprattutto il midollo osseo, il sistema linfatico, la mucosa del tratto gastrointestinale, i reni e le gonadi maschili.

Tossicità per somministrazione ripetuta

Studi sistematici di tossicità dopo somministrazione ripetuta di fludarabina fosfato al di sopra di una dose soglia hanno mostrato anche gli effetti attesi sugli organi con alti tassi di divisione cellulare. La gravità delle alterazioni morfologiche era più marcata con l'aumento della dose e della durata del trattamento e i cambiamenti osservati sono stati generalmente considerati reversibili.

Genotossicità/cancerogenicità

Fludarabina fosfato ha indotto aberrazioni cromosomiche in un test citogenetico in vitro, ha prodotto danni al DNA al test di scambio di cromatidi sorelle e ha aumentato il tasso dei micronuclei al test dei micronuclei di topo in vivo, mentre i test di mutazione genica e il test dei dominanti letali nei topi maschi sono risultati negativi. Pertanto le proprietà mutagene sono state dimostrate nelle cellule somatiche, ma non sono state riscontrate nelle cellule germinali.

L'ipotesi che la sostanza abbia proprietà di indurre la formazione di tumori si basa sull'attività nota di fludarabina fosfato sul DNA e sui risultati dei test di mutagenicità. Non sono stati effettuati specifici studi di tumorigenicità negli animali, poiché i sospetti esistenti relativi all'aumentato rischio di sviluppo di tumori secondari con fludarabina fosfato possono essere chiariti solo con l'aiuto di dati epidemiologici.

Tossicità per la riproduzione

I risultati degli studi di embriotossicità sugli animali suggeriscono un potenziale teratogeno di fludarabina fosfato, che si manifesta con malformazioni scheletriche, perdita di peso fetale e perdita post-impianto.

Tollerabilità locale

In base ai risultati degli studi sperimentali sugli animali con somministrazione endovenosa di fludarabina fosfato, non sono da attendersi fenomeni irritativi locali significativi in sede di iniezione. Anche in caso di iniezione non corretta, dopo somministrazione paravenosa, intrarteriosa e intramuscolare di una soluzione acquosa contenente 7,5 mg/ml di fludarabina fosfato non sono stati osservati fenomeni irritativi locali significativi.

La somiglianza delle lesioni osservate nel tratto digestivo dopo somministrazione endovenosa o intragastrica negli studi sugli animali supporta l'ipotesi che l'enterite indotta da fludarabina fosfato sia un effetto sistemico.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Fludarabin-Teva deve essere miscelato esclusivamente con NaCl 0,9% o glucosio 5%.

Stabilità

Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.

Stabilità dopo apertura

Il preparato iniettabile/per infusione diluito non contiene conservanti. La stabilità chimico-fisica durante l'uso è stata dimostrata per 3 giorni a una temperatura di 25°C e di 2-8°C. Per ragioni microbiologiche, il preparato pronto all'uso deve essere utilizzato immediatamente dopo la diluizione. Qualora ciò non sia possibile, i tempi e le condizioni di conservazione prima dell'uso sono di responsabilità dell'utilizzatore e generalmente non devono superare le 24 ore a una temperatura di 2-8°C, a meno che la diluizione/ricostituzione non sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e validate.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare nella confezione originale e in frigorifero (2-8°C). Non congelare.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

La somministrazione di Fludarabin-Teva viene effettuata mediante iniezione in bolo endovenosa o infusione endovenosa della durata di 30 minuti.

Per l'iniezione in bolo, diluire la quantità necessaria di concentrato con 10 ml di NaCl 0,9%.

Per l'infusione, diluire la quantità necessaria di concentrato con 100 o 125 ml di NaCl 0,9% o glucosio 5%.

Fludarabin-Teva deve essere somministrato esclusivamente per via endovenosa. Finora non sono stati segnalati effetti collaterali locali gravi a seguito di somministrazione paravenosa di fludarabina fosfato. Ciononostante, occorre tassativamente evitare la somministrazione accidentale di Fludarabin-Teva per via paravenosa.

Per la manipolazione di Fludarabin-Teva, la preparazione delle soluzioni e lo smaltimento, fare riferimento alle prescrizioni per i citostatici.

Numero dell'omologazione

58535 (Swissmedic).

Confezioni

Flaconcino da 50 mg/2 ml: 1 [A]

Titolare dell’omologazione

Teva Pharma AG, Basel.

Stato dell'informazione

Febbraio 2025.

Numero interno della versione: 4.4