Alvesco®, aerosol dosatore
Composizione
Principi attivi
Ciclesonide
Sostanze ausiliarie
Norflurano (HFA-134a), Etanolo 4,74 mg (Alvesco 80) o 4,73 mg (Alvesco 160) per singola dose
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione pressurizzata per inalazione
1 dose di inalazione di Alvesco 80 contiene: Ciclesonide 80 μg «ex actuator»*.
1 dose di inalazione di Alvesco 160 contiene: Ciclesonide 160 μg «ex actuator»*.
* 80 μg «ex actuator» (dose rilasciata dal boccaglio) = 100 μg Alvesco «ex valve» (dose rilasciata dalla valvola)
Indicazioni/possibilità d’impiego
Per il trattamento antinfiammatorio cronico dell'asma negli adulti, negli adolescenti e nei bambini a partire dai 6 anni d'età.
Posologia/impiego
Alvesco è destinato esclusivamente all'inalazione per via orale.
Essendo un trattamento cronico, Alvesco deve essere utilizzato ogni giorno per un periodo di tempo prolungato.
Il dosaggio di Alvesco è individuale. La dose iniziale deve essere adeguata al livello di gravità della malattia. Una volta raggiunto l'effetto desiderato la dose dovrà essere ridotta gradualmente fino al raggiungimento della minima dose necessaria per il controllo dei sintomi.
Pazienti adulti, anziani e adolescenti dai 12 anni d'età
Asma da lieve a moderata: La dose giornaliera raccomandata varia da 160 a 640 μg e deve essere suddivisa in una o due somministrazioni al giorno.
Asma grave: La dose può essere aumentata fino a 2 dosi giornaliere da 640 μg.
L'uso di Alvesco conduce a un miglioramento dei sintomi asmatici entro 24 ore dall'inizio della terapia. È presumibile che l'effetto massimo, come per altri corticosteroidi inalatori, si raggiunga dopo 2-3 mesi di terapia.
I pazienti non devono interrompere la terapia, neppure in caso di miglioramento dei sintomi.
Bambini dai 6 anni d'età
Asma da lieve a moderata: La dose giornaliera raccomandata è di 80-160 μg una sola volta al giorno o 80 μg due volte al giorno.
Asma grave: I dosaggi appropriati per questo impiego, e il loro grado di efficacia e sicurezza, non hanno ancora trovato una conferma sperimentale.
Alvesco può essere utilizzato con o senza camera inalatoria «AeroChamberPlus».
Istruzioni posologiche speciali
Non è necessario alcun adattamento di dose in caso di pazienti anziani o pazienti con disturbi epatici o renali.
Adulti e adolescenti sotto terapia regolare con corticosteroidi orali
Nel caso di pazienti con asma grave persistente dipendenti da una terapia con prednisone orale, la dose di Alvesco è pari a 640 µg due volte al giorno. Prima di poter passare dallo steroide orale ad Alvesco il paziente deve trovarsi in una fase stabile. La dose di Alvesco (640 µg due volte al giorno) deve essere somministrata per 10 giorni in concomitanza con lo steroide orale. In seguito, la dose di steroide orale dovrà essere ridotta gradualmente ogni settimana fino al più basso livello possibile e la dose giornaliera non dovrebbe mai scendere al di sotto dei 2,5 mg al giorno.
Controindicazioni
Ipersensibilità nota verso il principio attivo o una delle sostanze ausiliarie.
Avvertenze e misure precauzionali
Alvesco deve essere utilizzato con cautela nei pazienti affetti da tubercolosi polmonare attiva o latente o infezioni batteriche, virali o micotiche del tratto respiratorio.
Alvesco non è indicato per il trattamento dello stato asmatico o altre crisi asmatiche acute che richiedono interventi terapici intensivi.
Alvesco non è indicato per la mitigazione dei sintomi asmatici acuti che richiedono un trattamento con un broncodilatatore inalatorio a breve durata d’azione. I pazienti devono essere informati della necessità di portare con sé tale medicamento d'emergenza.
I pazienti con asma grave sono soggetti al rischio di una crisi asmatica acuta. Questi pazienti devono sottoporsi regolarmente a un controllo adeguato dell'asma con test della funzione polmonare. L'impiego crescente di broncodilatatori a breve durata d’azione per la mitigazione dei sintomi asmatici è un segno che l'asma non è controllata in modo sufficiente. Se il paziente ha l'impressione che l'effetto dei broncodilatatori a breve durata d’azione diminuisca, o se richiede più inalazioni del solito, sarà necessario correggere (ed eventualmente aumentare) la dose di Alvesco o iniziare una terapia con corticosteroidi orali. Le esacerbazioni asmatiche gravi devono essere trattate con gli interventi tradizionali.
I corticosteroidi inalati, specialmente in caso di dosaggio elevato per un periodo di tempo prolungato, possono causare effetti sistemici. Tuttavia l'insorgenza di effetti sistemici è più probabile in caso di utilizzo di corticosteroidi orali. Tra i possibili effetti sistemici, oltre alla sindrome di Cushing e sintomi cushingoidi, vi sono anche: inibizione della funzione surrenale (soppressione surrenale) con episodi ipoglicemici, ritardo della crescita in bambini e adolescenti, diminuzione della densità ossea, cataratta e glaucoma. Inoltre è importante titolare la dose di corticosteroidi inalati al minimo dosaggio efficace per il controllo soddisfacente dell'asma.
L’uso di glucocorticosteroidi sistemici e topici può comportare disturbi visivi. Se un paziente
manifesta sintomi come visione annebbiata o altri disturbi visivi, è necessario consultare un
oftalmologo per la valutazione delle possibili cause che possono includere cataratta, glaucoma o
malattie rare come la corioretinopatia sierosa centrale (CSCR). Tali disturbi sono stati segnalati dopo
l’uso di glucocorticosteroidi sistemici e topici.
L'effetto a lungo termine degli steroidi inalati nei bambini non è stato completamente chiarito. In generale il medico deve osservare con attenzione l'andamento della crescita dei bambini trattati con glucocorticosteroidi per periodi prolungati.
La terapia con Alvesco per inalazione dovrebbe ridurre il fabbisogno di corticosteroidi orali del paziente. Tuttavia nei pazienti che provengono da una terapia con corticosteroidi orali la funzione di riserva surrenale può risultare ridotta per lungo tempo dopo il passaggio al trattamento inalatorio con Alvesco. I possibili effetti indesiderati degli steroidi orali possono persistere per un certo tempo. Eventualmente in questi pazienti, prima di iniziare un trattamento, è indicato un esame speciale per determinare l'entità di compromissione della funzione surrenale. La possibilità di un disturbo residuo della funzione surrenale dovrebbe essere sempre tenuta in considerazione nelle situazioni d'emergenza mediche o chirurgiche, così come in altre situazioni che potrebbero evocare una reazione da stress. In tali casi si dovrebbe iniziare un trattamento idoneo con corticosteroidi.
In caso di mancato effetto o esacerbazioni gravi si dovrà aumentare la dose di Alvesco inalato o, se necessario, somministrare degli steroidi orali. In caso di infezione si dovranno utilizzare degli antibiotici.
Il trattamento con Alvesco non deve essere interrotto bruscamente.
Un broncospasmo paradosso con aumento dei rantoli respiratori o altri sintomi di broncocostrizione subito dopo l'inalazione devono essere trattati con un broncodilatatore inalato a breve durata d’azione che, generalmente, provoca un rapido alleviamento. Il paziente deve essere sottoposto a una visita e il trattamento con Alvesco potrà proseguire solo se, dopo un'accurata ponderazione, il beneficio previsto supera il possibile rischio. Si deve prendere in considerazione una correlazione tra la gravità dell'asma e la generale predisposizione alle reazioni bronchiali acute (cfr. anche la rubrica «Effetti indesiderati»).
La tecnica inalatoria dei pazienti deve essere controllata regolarmente per verificare che la dose inalata sia erogata correttamente in modo da garantire l'erogazione ottimale del principio attivo nei polmoni.
Per il passaggio dei pazienti trattati con corticosteroidi orali
Il passaggio dei pazienti trattati con steroidi orali ad Alvesco e la relativa terapia successiva richiedono una particolare cautela in quanto il ripristino della ridotta funzione surrenale dovuta alla terapia prolungata con steroidi sistemici può richiedere parecchio tempo.
I pazienti che sono stati trattati per periodi prolungati con steroidi sistemici o con alte dosi possono presentare un’inibizione della funzione surrenale (soppressione surrenale). In questi pazienti la funzione delle ghiandole surrenali deve essere tenuta regolarmente sotto controllo e la dose di steroidi sistemici deve essere ridotta con cautela.
Dopo circa una settimana sarà possibile iniziare la riduzione graduale degli steroidi sistemici riducendo di 1 mg la dose giornaliera di prednisolone (o di un suo equivalente). In caso di dosi di mantenimento superiori a 10 mg al giorno di prednisolone può essere opportuno adottare, con cautela e a intervalli settimanali, maggiori riduzioni di dosaggio a intervalli settimanali.
Durante la fase di riduzione alcuni pazienti possono provare malessere anche se la funzione respiratoria rimane invariata o addirittura migliora. In tal caso si dovrà approfondire clinicamente l'eventuale presenza di un'insufficienza surrenalica.
I pazienti provenienti da una terapia con steroidi orali e con funzione surrenalica ancora ridotta devono portare con sé un libretto sanitario d'urgenza in cui è riportata la necessità di steroidi sistemici addizionali in caso di stress (per es. attacchi asmatici gravi, infezioni toraciche, gravi malattie intercorrenti, interventi chirurgici, traumi ecc.).
La sostituzione di steroidi sistemici con una terapia inalatoria lascia trasparire, talvolta, allergie precedentemente nascoste dalla terapia sistemica (per es. febbre da fieno o eczemi). Queste allergie devono essere trattate sintomatologicamente con antistaminici e/o preparati topici tra cui steroidi topici.
Si deve evitare la somministrazione contemporanea di Alvesco con forti inibitori del CYP3A4 (cfr. «Interazioni»).
Alvesco contiene rispettivamente 4,74 mg (Alvesco 80) e 4,73 mg (Alvesco 160) di alcol (etanolo) per unità di dosaggio. La quantità contenuta in questo farmaco corrisponde a meno di 1 ml di birra o 1 ml di vino.
La bassa quantità di alcol presente nel medicinale non ha effetti rilevabili.
Interazioni
I dati in vitro mostrano che il CYP3A4 è il principale enzima coinvolto nel metabolismo del metabolita attivo M1 (des-ciclesonide) della ciclesonide nell'uomo.
Le concentrazioni sieriche della ciclesonide e dei suoi metaboliti attivi sono basse e generalmente non sussistono interazioni rilevanti con il metabolismo di altri medicamenti. Uno studio sulle interazioni tra ciclesonide e il substrato CYP3A4 dell'eritromicina non ha mostrato alcuna interazione tra le due sostanze.
Interazioni con forti inibitori del CYP3A4.
La ciclesonide è metabolizzata per mezzo del CYP3A4. La somministrazione concomitante con forti inibitori del CYP3A4 (per es. chetoconazolo, itraconazolo, claritromicina, ritonavir, medicamenti a base di cobicistat) può provocare una maggiore esposizione ai corticosteroidi, con conseguente aumento del rischio di effetti collaterali da parte dei corticosteroidi sistemici. Il beneficio di una somministrazione concomitante deve essere attentamente valutato rispetto al potenziale rischio degli effetti dei corticosteroidi sistemici. In tale caso i pazienti devono essere tenuti sotto controllo per quanto riguarda gli effetti collaterali dei corticosteroidi sistemici.
Gravidanza, allattamento
Non è stato condotto alcuno studio sulle donne incinte. Tuttavia le concentrazioni sieriche di ciclesonide sono in generale molto basse dopo la somministrazione inalatoria; di conseguenza l'esposizione fetale è trascurabile e il potenziale di tossicità riproduttiva ridotto. L'escrezione della ciclesonide o dei suoi metaboliti nel latte materno non è stata studiata.
Come gli altri corticosteroidi inalati, anche la ciclesonide dovrebbe essere usata in gravidanza o allattamento solo nei casi di reale necessità. I neonati di madri che sono state trattate con corticosteroidi durante la gravidanza devono essere tenuti sotto stretto controllo per un eventuale iposurrenalismo.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine
L'effetto di Alvesco sulla capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchine non è stato specificamente studiato. L'effetto di Alvesco sulla capacità di guidare veicoli e utilizzare macchine è improbabile.
Effetti indesiderati
Negli studi clinici il 5% circa dei pazienti ha manifestato effetti indesiderati alle dosi giornaliere di Alvesco, tra 80 e 1280 µg. Nella maggior parte dei casi questi effetti indesiderati erano di entità lieve, tale da non richiedere la sospensione del trattamento con Alvesco.
La frequenza delle reazioni indesiderate è definita nel modo seguente: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10 000 <1/1000), molto raro (<1/10000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Infezioni
Non comuni: Infezioni micotiche orali* (frequenza variabile secondo le dosi, a dosi medio-alte [2 x 320 µg] = 2%, il rischio di insorgenza di mughetto orale può essere ridotta sciacquando la bocca con acqua o assumendo del cibo subito dopo l'utilizzo di Alvesco).
Disturbi del sistema immunitario
Rari: Angioedema, ipersensibilità.
Patologie del sistema nervoso
Non comuni: Cefalea*.
Patologie cardiache
Rare: Palpitazioni**.
Patologie vascolari
Rare: Ipertensione.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comuni: Disfonia, tosse dopo l'inalazione*, broncospasmo paradosso*.
Patologie gastrointestinali
Non comuni: Nausea, vomito*, gusto sgradevole.
Rare: Dolore addominale*. Dispepsia*.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comuni: Eczema ed eruzione cutanea.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Non comuni: Reazioni orali, bocca secca
* Insorgenza uguale o inferiore rispetto al placebo.
** Nell'ambito di studi clinici sono state osservate palpitazioni, soprattutto in caso di somministrazione concomitante di medicamenti con effetti cardiaci noti (per es. teofillina o salbutamolo).
Patologie dell’occhio
Frequenza non nota: Visione offuscata
Subito dopo l'inalazione può verificarsi un broncospasmo paradosso come reazione acuta aspecifica a tutti i medicamenti inalati. Questo può verificarsi a causa dei raffreddamenti da evaporazione correlati al principio attivo, agli eccipienti o all'uso di aerosol dosatori. Nella maggior parte dei casi si tratta di una reazione indesiderata lieve che non richiede alcuna sospensione del trattamento con Alvesco e può addirittura risolversi spontaneamente. Nei casi gravi è opportuno prendere in considerazione una sospensione del trattamento con Alvesco (cfr. anche rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
I corticosteroidi inalati possono presentare effetti sistemici, specialmente se vengono prescritte dosi elevate per un periodo di tempo prolungato (cfr. anche rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Acuto
L'inalazione di una dose singola di 2880 µg di ciclesonide è stata ben tollerata da volontari sani. Il potenziale di effetti tossici acuti dopo un sovradosaggio di ciclesonide inalato è basso. Non è richiesto alcun trattamento specifico a seguito di un sovradosaggio acuto.
Cronico
Dopo la somministrazione di 1280 µg di ciclesonide per un periodo prolungato non è stato osservato alcun segno clinico di soppressione surrenale. Tuttavia non è possibile escludere che la funzione surrenale sia ridotta, in una certa misura, in caso di somministrazione continuativa e prolungata di dosi superiori a quelle raccomandate. In tal caso potrebbe essere necessario un monitoraggio della funzione surrenale. Nei casi di sovradosaggio di Alvesco è comunque possibile proseguire con dosi adeguate la terapia per il controllo dell'asma con dosi adeguate.
Proprietà/effetti
Codice ATC
R03BA08
Meccanismo d’azione
Farmacodinamica
La ciclesonide presenta una scarsa affinità di legame con il recettore dei glucocorticoidi. Dopo l'inalazione orale la ciclesonide viene metabolizzata nel suo metabolita principale (des-ciclesonide, C21-des-isobutirril-ciclesonide), che dispone di un notevole effetto antinfiammatorio ed è perciò considerato alla stregua del metabolita attivo.
Efficacia clinica
In tre studi clinici la ciclesonide è stata in grado di abbassare la reattività respiratoria all'adenosina monofosfato nei pazienti iperreattivi. In un altro studio il pretrattamento per 7 giorni con ciclesonide ha mitigato in modo significativo le reazioni di fase precoce e tardiva dopo l'esposizione agli allergeni inalati. Inoltre, dopo il trattamento con ciclesonide inalata, c’è stato un aumento inferiore di cellule infiammatorie (eosinofili totali) e mediatori dell'infiammazione nell'espettorato indotto.
In uno studio con controllo attivo e placebo su 26 adulti asmatici sono stati comparati i livelli plasmatici (AUC) di cortisolo delle 24 ore dopo un trattamento di 7 giorni con ciclesonide.
Il valore medio del cortisolo plasmatico nelle 24 ore (AUCB(0-24)B/24 ore), dopo la somministrazione di ciclesonide in dosi di 320 µg, 640 µg e 1280 µg/giorno era diminuito rispettivamente dell'11%, 10% e 11% (p ≥ 0,05) rispetto al placebo.
Farmacocinetica
Alvesco si presenta come soluzione per aerosol con gas propellente norflurano (HFA-134a) ed etanolo. Esiste una correlazione lineare tra dosaggio, concentrazioni di escrezione ed esposizione sistemica.
Assorbimento
Dopo una somministrazione orale ed endovenosa di ciclesonide radiomarcata si è verificato un assorbimento orale incompleto (24,5%). La biodisponibilità orale della ciclesonide e del metabolita attivo è trascurabile (<0,5% per la ciclesonide, <1% per il metabolita) a causa di un elevato effetto di primo passaggio. Secondo gli esami con y-scintigrafia l'accumulo polmonare della ciclesonide nei volontari sani è superiore al 50%. Ciò è coerente anche con la biodisponibilità sistemica del metabolita attivo, superiore al 50%, dopo una dose di inalazione. Poiché la biodisponibilità orale del metabolita attivo è inferiore all'1%, la quota ingerita di principio attivo inalato non ha alcun effetto sull'esposizione sistemica.
Distribuzione
Dopo la somministrazione intravenosa di ciclesonide in volontari sani, la fase di distribuzione iniziale della sostanza è avvenuta in modo rapido e uniforme grazie alla sua alta lipofilia. Il volume di distribuzione ammontava mediamente a 2,9 l/kg per la ciclesonide e 12,1 l/kg per la des-ciclesonide. La ciclesonide si lega per circa il 99% (il metabolita attivo al 98-99%) alle proteine del plasma. Ciò equivale a un legame pressoché completo alle proteine plasmatiche della ciclesonide e del suo metabolita attivo in circolo. Solo la frazione libera del principio attivo nella circolazione sistemica è disponibile per un ulteriore effetto farmacodinamico.
Metabolismo
La ciclesonide viene idrolizzata nel metabolita biologicamente attivo. Le analisi enzimologiche sull'ulteriore metabolizzazione da parte dei microsomi epatici umani hanno mostrato che il metabolita attivo della ciclesonide viene trasformato principalmente mediante catalisi del CYP3A4 in metaboliti idrossilati inattivi. La clearance della ciclesonide (circa 152 l/h) e l'apparente clearance della des-ciclesonide (circa 228 l/h) indicano un'alta estrazione epatica.
Eliminazione
La ciclesonide, dopo la somministrazione sia orale che intravenosa, viene escreta principalmente attraverso le feci, cosa che indica che la via di escrezione è soprattutto biliare.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
UPazienti con asma
La ciclesonide non presenta una farmacocinetica modificata diversa nei pazienti con asma lieve rispetto ai volontari sani.
UPazienti con insufficienza renale o epatica, pazienti anziani
Le proprietà farmacocinetiche determinate dalla ciclesonide nei pazienti anziani indicano che in questi gruppi di pazienti non occorre alcuna correzione di dosaggio.
Poiché il metabolita attivo non viene escreto per via renale, non sono stati condotti studi su pazienti con disturbi della funzione renale.
Nei pazienti con insufficienza epatica sono stati determinati un'emivita lievemente più lunga e un leggero aumento dell'esposizione. Sulla base dei dati attualmente disponibili non è quindi possibile escludere un accumulo in caso di dosi elevate.
UBambini
In due studi clinici sulla sicurezza e l'efficacia in pazienti asmatici di età da 4 a 11 anni sono stati prelevati campioni di siero per l'analisi farmacocinetica da 53 pazienti. I parametri farmacocinetici considerati per la des-ciclesonide erano analoghi nei bambini e negli adulti.
Dati preclinici
Sono state eseguite ricerche su una serie di specie animali diverse che erano state sottoposte per 2 anni a concentrazioni dello spray molto alte di gas propellente HFA-134a (norflurano) privo di FCKW.
Le concentrazioni dello spray erano molto più alte di quelle delle dosi utilizzate dai pazienti e non hanno mostrato alcun effetto tossico dell'HFA-134a.
Gli studi preclinici sulla ciclesonide per sicurezza farmacologica, la tossicità dopo somministrazione ripetuta, genotossicità, fertilità e cancerogenicità indicano che la ciclesonide non genera alcun rischio rilevante per l'uomo.
Gli studi sugli animali per l'analisi della tossicità riproduttiva suggeriscono un potenziale di induzione di malformazioni (palatoschisi, deformità ossee) da parte dei glucocorticoidi. Comunque questi risultati sugli animali, con somministrazione delle dosi consigliate per gli esseri umani, non presentano alcuna rilevanza per l'uomo.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Non pertinente.
Influenza su metodi diagnostici
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento
Il liquido nel contenitore si trova sotto pressione e deve essere protetto dalle temperature superiori a 50 °C, dalla luce solare diretta e dalle fonti di calore. Non conservare in frigo e non congelare. Il contenitore non deve essere danneggiato, aperto con la forza o bruciato.
Indicazioni per la manipolazione
Il paziente deve essere istruito a riguardo del corretto impiego dell'aerosol dosatore.
Al primo utilizzo dell'aerosol dosatore, o se l'aerosol dosatore non è stato usato per più di una settimana, le prime 3 dosi di inalazione devono essere spruzzate in aria. Trattandosi di una soluzione per aerosol non è necessario agitare il contenitore. Il paziente deve essere istruito nel modo seguente:
1.Rimuovere il tappo di protezione del boccaglio.
2.Espirare il più a lungo possibile senza sforzo.
3.Avvicinare il boccaglio alla bocca, stringerlo tra le labbra e inspirare lentamente, il più a lungo possibile senza sforzo.
4.Durante l'inspirazione attraverso la bocca, premere la parte superiore dell'aerosol dosatore.
5.Infine rimuovere il boccaglio dalla bocca e trattenere il respiro il più a lungo possibile (circa 10 secondi).
6.Espirare lentamente e rimettere il tappo sul boccaglio. Non espirare attraverso il boccaglio.
7.Il boccaglio deve essere pulito ogni settimana con un panno asciutto. L'aerosol dosatore e i relativi componenti non devono essere lavati con l'acqua.
8.Dopo l'inalazione risciacquare la bocca con acqua.
Le istruzioni complete per l'uso di Alvesco sono reperibili nell'Informazione destinata ai pazienti.
Numero dell’omologazione
57'303 (Swissmedic)
Confezioni
Alvesco 80: 1 aerosol dosatore da 120 dosi (B)
Alvesco 160: 1 aerosol dosatore da 120 dosi (B)
L'aerosol dosatore è costituito da un contenitore di alluminio chiuso da una valvola dosatrice e provvisto di un boccaglio e un tappo di protezione. Il contenuto del rispettivo contenitore è sufficiente per 120 erogazioni con 80 o 160 µg di ciclesonide somministrate tramite il boccaglio.
Titolare dell’omologazione
Covis Pharma GmbH
6300 Zug, Svizzera
Stato dell’informazione
Agosto 2025