Plegridy™ / Plegridy™ PEN
Biogen Switzerland AG
Composizione
Principi attivi
Peginterferone beta-1a.
Peginterferone beta-1a è un coniugato covalente di interferone beta-1a – prodotto in cellule ovariche di criceto cinese – e di metossipolietilenglicole 20 kDa, realizzato con l'impiego di un linker O-2-metilpropionaldeide.
Sostanze ausiliarie
Soluzione iniettabile (penna preriempita per somministrazione sottocutanea e siringa preriempita per somministrazione intramuscolare)
Acetato di sodio triidrato, acido acetico glaciale 99 %, arginina cloridrato, polisorbato 20, acqua per preparazioni iniettabili q.s. ad solutionem pro 0,5 ml.
Una penna preriempita contiene (0,5 ml) 0,13 mg di sodio.
Una siringa preriempita (0,5 ml) contiene 0,13 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione iniettabile (penna preriempita per somministrazione sottocutanea [s.c.])
Plegridy™ Pen 63 µg: ogni penna preriempita contiene 63 µg/0,5 ml di peginterferone beta-1a.
Plegridy™ Pen 94 µg: ogni penna preriempita contiene 94 µg/0,5 ml di peginterferone beta-1a.
Plegridy™ Pen 125 µg: ogni penna preriempita contiene 125 µg/0,5 ml di peginterferone beta-1a.
Soluzione iniettabile (siringa preriempita per somministrazione intramuscolare [i.m.])
Plegridy™ 125 µg: ogni siringa preriempita contiene 125 µg/0,5 ml di peginterferone beta-1a.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Plegridy è indicato per il trattamento della sclerosi multipla recidivante-remittente per ridurre la frequenza delle recidive e rallentare la progressione della disabilità.
Posologia/Impiego
Il trattamento deve essere iniziato sotto la supervisione di un medico esperto nella terapia di questa malattia.
Quando si passa dalla terapia con un interferone non pegilato a quella con un interferone pegilato occorre tenere presente che non sono disponibili dati comparativi diretti né dati di efficacia o di sicurezza relativi al passaggio (cfr. «Efficacia clinica»).
Per garantire la tracciabilità dei medicamenti biotecnologici, si raccomanda di prendere nota del nome commerciale e del numero di lotto in occasione di ogni trattamento.
Plegridy viene somministrato per via sottocutanea con una penna preriempita monouso o per via intramuscolare con una siringa preriempita monouso.
Posologia abituale
La dose raccomandata di Plegridy è di 125 µg ogni 2 settimane.
Adulti
Avvio della terapia
Per ridurre nei pazienti i sintomi simil-influenzali che possono essere associati all'avvio della terapia con interferone si può effettuare una titolazione della dose all'inizio del trattamento. L'uso profilattico e concomitante di antinfiammatori, analgesici e/o antipiretici può prevenire o ridurre i sintomi simil-influenzali che insorgono occasionalmente durante la terapia con interferone (cfr. «Effetti indesiderati»).
Il passaggio dalla somministrazione s.c. a quella i.m. e viceversa non è stato studiato. Sulla base della dimostrata bioequivalenza tra le due forme di somministrazione, si ritiene che in caso di passaggio non sia necessario titolare la dose per ridurre i sintomi simil-influenzali.
Si raccomanda generalmente di iniziare il trattamento s.c. o i.m. con una prima dose (giorno 0) di 63 µg, di aumentare la dose a 94 µg con la seconda somministrazione (giorno 14), di passare alla dose completa di 125 µg alla terza somministrazione (giorno 28) e poi di continuare il trattamento con la dose completa (125 µg) somministrata ogni 2 settimane (cfr. la tabella 1a per la somministrazione s.c. e la tabella 1b per la somministrazione i.m.).
Somministrazione sottocutanea
È disponibile una confezione di inizio trattamento per la somministrazione con le prime due dosi da 63 µg (dose 1) (penna con etichetta arancione) e 94 µg (dose 2) (penna con etichetta blu). A partire dalla settimana 4 i pazienti devono utilizzare la confezione con la dose completa di 125 µg (penna con etichetta grigia).
Tabella 1a: schema della titolazione all'inizio del trattamento per la somministrazione s.c.
Dose | Giorno* | Quantità (µg) | Etichetta della penna |
Dose 1 | Giorno 0 | 63 | Arancione |
Dose 2 | Giorno 14 | 94 | Blu |
Dose 3 | Giorno 28 | 125 (dose completa) | Grigia |
* Somministrazione della dose ogni 14 giorni (2 settimane)
Somministrazione intramuscolare
La confezione contiene la dose completa di 125 µg in 1 siringa preriempita.
Le clip di titolazione di Plegridy da applicare sulla siringa preriempita riducono la dose somministrata nel giorno 0 a 63 µg (dose 1, clip di titolazione di Plegridy gialla) e a 94 µg nel giorno 14 (dose 2, clip di titolazione di Plegridy lilla). Ogni clip di titolazione di Plegridy è monouso e deve essere smaltita insieme alla siringa preriempita e ad eventuali residui di Plegridy. Dalla settimana 4 i pazienti devono utilizzare la dose completa di 125 µg (non è richiesta una clip di titolazione di Plegridy) (somministrazione ogni 14 giorni).
Tabella 1b: schema della titolazione all'inizio del trattamento per la somministrazione i.m.
Dose | Giorno* | Quantità (µg) | Clip di titolazione di Plegridy |
Dose 1 | Giorno 0 | 63 | Gialla |
Dose 2 | Giorno 14 | 94 | Lilla |
Dose 3 | Giorno 28 | 125 (dose completa) | Clip non necessaria |
* Somministrazione della dose ogni 14 giorni (2 settimane)
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l'efficacia di Plegridy nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni di età non sono state studiate nella sclerosi multipla. Non sono disponibili dati in merito.
Pazienti anziani
La sicurezza e l'efficacia di Plegridy non sono state studiate adeguatamente in questa fascia di età. I pazienti di età superiore ai 65 anni non hanno partecipato agli studi clinici.
Pazienti con insufficienza renale
Sulla base dei dati degli studi sull'insufficienza renale lieve, moderata, grave e terminale, nei pazienti con insufficienza renale non sono necessari aggiustamenti della dose (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Farmacocinetica»).
Pazienti con insufficienza epatica
Plegridy non è stato studiato nei pazienti con insufficienza epatica (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Modo di somministrazione
Si raccomanda che un operatore sanitario istruisca i pazienti alla corretta tecnica di autosomministrazione delle iniezioni sottocutanee con la penna preriempita (iniezione s.c.) o con la siringa preriempita (iniezione i.m.). Si deve raccomandare ai pazienti di cambiare ogni 2 settimane la sede dell'iniezione s.c. o i.m. Le sedi abituali per l'iniezione sottocutanea sono la coscia, l'addome e il braccio. La sede abituale per l'iniezione i.m. è la coscia.
Somministrazione ritardata della dose
La dose raccomandata di Plegridy è di 125 µg ogni 2 settimane, somministrati sotto forma di iniezione s.c. o i.m. Se una dose di Plegridy non viene somministrata, deve essere recuperata il prima possibile.
·Se mancano almeno 7 giorni alla successiva dose programmata: i pazienti devono recuperare immediatamente la dose saltata. In seguito il trattamento può continuare come previsto con la dose successiva.
·Se mancano meno di 7 giorni alla successiva dose programmata: i pazienti devono iniziare un nuovo ciclo di 2 settimane, che inizia con la somministrazione della dose saltata. Tuttavia, si deve evitare di somministrare due dosi di Plegridy nell'arco di 7 giorni.
Tutte le penne preriempite di Plegridy per la somministrazione s.c. sono già dotate di ago. La siringa preriempita di Plegridy per la somministrazione i.m. è fornita come siringa preriempita con un ago separato per la somministrazione i.m. (23 G, 0,6 × 32 mm). Sia le siringhe preriempite per la somministrazione i.m. che le penne preriempite per la somministrazione s.c. sono esclusivamente monouso e devono essere smaltite dopo l'uso.
Controindicazioni
Plegridy è controindicato:
·nei pazienti con ipersensibilità nota all'interferone beta naturale o ricombinante o al peginterferone oppure a uno degli altri componenti (cfr. «Composizione»);
·in pazienti che attualmente sono affetti da depressione grave e/o presentano pensieri suicidari (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» ed «Effetti indesiderati»).
Avvertenze e misure precauzionali
Danno epatico
Con interferone beta sono stati riportati danni epatici, tra cui aumento dei livelli di transaminasi epatiche nel siero, epatite ed epatite autoimmune, nonché rari casi di insufficienza epatica grave. Con Plegridy sono stati osservati aumento degli enzimi epatici, epatite non infettiva (inclusa epatite grave) e danno epatico. I pazienti devono essere esaminati per rilevare i segni di un eventuale danno epatico (cfr. «Effetti indesiderati»).
Insufficienza epatica
In caso di impiego di Plegridy in pazienti con insufficienza epatica grave occorre avere cautela e prendere in considerazione un attento monitoraggio. I pazienti devono essere sottoposti a monitoraggio dei segni di danno epatico. Inoltre è richiesta prudenza quando si somministrano interferoni insieme con altri medicamenti associati a danno epatico (cfr. «Effetti indesiderati» e «Farmacocinetica»).
Depressione
Nei pazienti che hanno sofferto o soffrono di disturbi depressivi, in particolare nei pazienti con anamnesi di pensieri suicidari, Plegridy deve essere utilizzato con prudenza (cfr. «Controindicazioni»). Depressione e pensieri suicidari insorgono più comunemente nei pazienti affetti da sclerosi multipla e in associazione con la somministrazione di interferoni. I pazienti devono quindi essere invitati a segnalare immediatamente al proprio medico curante eventuali segni di depressione e/o pensieri suicidari.
I pazienti che mostrano segni di depressione devono essere monitorati attentamente durante la terapia e trattati opportunamente. Si deve prendere in considerazione l'interruzione della terapia con Plegridy (cfr. «Effetti indesiderati»).
Anafilassi e reazioni di ipersensibilità
Come rare complicanze del trattamento con interferoni beta, incluso Plegridy, sono state riferite gravi reazioni di ipersensibilità, inclusi casi di anafilassi. I pazienti devono essere istruiti a interrompere Plegridy e a richiedere assistenza medica immediata nel caso in cui insorgano segni e sintomi di anafilassi o di gravi reazioni di ipersensibilità. Il trattamento non deve essere ripreso (cfr. «Effetti indesiderati»).
Riduzione del numero di cellule nel sangue periferico
Nei pazienti trattati con interferone beta è stata riferita una riduzione nel sangue periferico del numero di cellule di tutte le linee di maturazione, incluse pancitopenia e, in casi rari, trombocitopenia grave. Nei pazienti trattati con Plegridy sono insorti casi di citopenia, inclusa neutropenia grave e, in casi rari, trombocitopenia. Pertanto i pazienti devono essere sottoposti a monitoraggio dei segni e sintomi di una riduzione del numero di cellule nel sangue periferico (cfr. «Effetti indesiderati»). Particolare cautela è richiesta nei pazienti con grave mielosoppressione.
Reazioni nel sito di iniezione
In caso di impiego s.c. di interferone beta sono state segnalate reazioni nel sito di iniezione, tra cui insorgenza di necrosi. Per ridurre al minimo il rischio di reazioni nel sito di iniezione, i pazienti devono essere istruiti all'uso di una tecnica di iniezione asettica. La tecnica di autoiniezione del paziente deve essere controllata regolarmente, specialmente se sono insorte reazioni nel punto di iniezione. I pazienti devono essere istruiti a consultare il proprio medico in caso di insorgenza di lesioni cutanee, che possono essere accompagnate da gonfiore o fuoriuscita di liquido dal sito di iniezione. Un paziente trattato con Plegridy per via s.c. nell'ambito di uno studio clinico ha sviluppato necrosi nel sito di iniezione. La decisione se interrompere la terapia dopo l'insorgenza di necrosi in una sola sede dipende dall'estensione della necrosi (cfr. «Effetti indesiderati»).
Patologie renali e urinarie
Sindrome nefrosica
Durante il trattamento con medicamenti a base di interferone beta, sono stati segnalati casi di sindrome nefrosica con alla base diverse nefropatie, tra cui glomerulosclerosi focale segmentaria (GSFS), glomerulopatia a lesioni minime (MCGD), glomerulonefrite membrano-proliferativa (MPGN) e glomerulonefrite membranosa (MGP). Gli eventi sono stati segnalati in momenti diversi durante il trattamento e possono insorgere dopo diversi anni di trattamento con interferone beta. Si raccomanda un regolare monitoraggio dei segni e sintomi precoci, p. es. edema, proteinuria e riduzione della funzionalità renale, soprattutto nei pazienti ad alto rischio di nefropatia. È necessario un trattamento immediato della sindrome nefrosica e si deve prendere in considerazione l'interruzione del trattamento con Plegridy.
Insufficienza renale
La farmacocinetica di Plegridy è stata esaminata in uno studio con dose singola su volontari sani e soggetti con insufficienza renale lieve, moderata, grave o terminale. Non sono state riscontrate differenze clinicamente rilevanti nel profilo farmacocinetico a seconda della funzionalità renale (cfr. «Farmacocinetica»). Sono disponibili solo dati limitati sulla tollerabilità clinica nei pazienti con insufficienza renale.
Si raccomanda prudenza in caso di impiego di Plegridy in pazienti con insufficienza renale grave.
Microangiopatia trombotica (TMA)
Durante il trattamento con medicamenti a base di interferone beta sono stati riferiti casi di TMA che si sono manifestati come porpora trombotica trombocitopenica (PTT) o sindrome emolitico-uremica (SEU), inclusi casi fatali. Gli eventi sono stati segnalati in momenti diversi durante il trattamento e possono insorgere da alcune settimane a diversi anni dopo l'inizio del trattamento con interferone beta. Alcune delle caratteristiche cliniche precoci sono: trombocitopenia, ipertensione di nuova insorgenza, febbre, sintomi a carico del SNC (ad es. confusione, paresi) e compromissione della funzionalità renale. Alcuni dei risultati di laboratorio indicativi di una TMA sono: riduzione della conta piastrinica, aumento dei livelli sierici di lattato deidrogenasi (LDH) dovuto a emolisi e presenza di schistociti (eritrociti frammentati) in uno striscio ematico. Si raccomanda quindi, qualora si riscontrino le caratteristiche cliniche di una TMA, di controllare i livelli di trombociti, la LDH sierica, la funzionalità renale e di effettuare uno striscio ematico. In caso di diagnosi di TMA occorre un trattamento immediato (prendere in considerazione uno scambio plasmatico) ed è consigliabile interrompere subito Plegridy.
Alterazioni dei valori di laboratorio
Con l'impiego di interferoni sono state osservate alterazioni dei valori di laboratorio. Si raccomanda pertanto di monitorare, prima dell'inizio del trattamento e poi a intervalli regolari, l'emocromo completo con formula leucocitaria, la conta piastrinica e i parametri chimici del sangue (compresi i test di funzionalità epatica). Nei pazienti con mielosoppressione possono essere necessari controlli più frequenti dell'emocromo con formula leucocitaria e della conta piastrinica.
Con l'impiego di medicamenti a base di interferone beta sono stati osservati ipotiroidismo e ipertiroidismo. L'esecuzione di regolari test di funzionalità tiroidea è raccomandata nei pazienti con anamnesi di disfunzione tiroidea o in presenza di un'indicazione medica.
Convulsioni
Plegridy deve essere usato con cautela nei pazienti con anamnesi di crisi epilettiche e nei pazienti in trattamento con antiepilettici, specialmente se l'epilessia non è adeguatamente controllata con gli antiepilettici (cfr. «Effetti indesiderati»).
Cardiopatia
Nei pazienti in trattamento con interferone beta si sono verificati casi di peggioramento di una cardiopatia. Pertanto, i pazienti con significative cardiopatie preesistenti quali insufficienza cardiaca, coronaropatia o aritmie devono essere monitorati per rilevare un eventuale peggioramento della malattia cardiaca, soprattutto all'inizio del trattamento (vedi «Effetti indesiderati»).
Immunogenicità
I pazienti possono sviluppare anticorpi contro Plegridy. I dati ottenuti in pazienti trattati con Plegridy per via s.c. per un massimo di 2 anni indicano che meno dell'1 % dei pazienti (5/715) ha sviluppato anticorpi neutralizzanti persistenti correlati al trattamento contro l'interferone beta-1a. Gli anticorpi neutralizzanti possono ridurre l'efficacia clinica di Plegridy. Nel 3 % (18/681) dei pazienti sono stati riscontrati anticorpi persistenti correlati al trattamento contro la porzione PEG.
Nello studio ADVANCE con somministrazione s.c., la formazione di anticorpi contro la porzione interferone o PEG di Plegridy non ha avuto effetti rilevabili sulla risposta farmacodinamica, la sicurezza o l'efficacia clinica; tuttavia l'analisi era limitata dalla bassa incidenza di immunogenicità.
L'impiego di test diversi per la rilevazione degli anticorpi sierici, le differenze nella sequenza aminoacidica, la variabilità delle definizioni statistiche per la positività agli anticorpi e le diverse popolazioni di pazienti limitano la possibilità di confrontare l'immunogenicità dei diversi preparati.
Non sono disponibili dati sull'immunogenicità di Plegridy dopo somministrazione i.m. Negli studi clinici, l'incidenza di immunogenicità dell'interferone-β è stata più bassa con l'uso i.m. che con l'uso s.c. In generale, l'uso i.m. è considerato altrettanto o meno immunogenico rispetto all'uso s.c. Il cambiamento della via di somministrazione non dovrebbe avere un impatto significativo sull'immunogenicità.
Sistema respiratorio
In rari casi, nei pazienti trattati con interferone sono state segnalate malattie respiratorie come infiltrazione polmonare, polmonite, infezione polmonare o ipertensione arteriosa polmonare (cfr. «Effetti indesiderati»). I pazienti che sviluppano sintomi respiratori devono essere attentamente monitorati e, se necessario, si deve interrompere la terapia con peginterferone beta-1a.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per penna preriempita o siringa preriempita, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Non sono stati condotti studi di interazione tra medicamenti. I pazienti che sviluppavano una recidiva durante lo studio avevano l'opportunità di ricevere una terapia standard con corticosteroidi. É stato riportato che gli interferoni riducono l'attività degli enzimi epatici dipendenti dal citocromo P450 nell'uomo e nell'animale. È necessaria cautela quando Plegridy viene somministrato in combinazione con medicamenti con un basso indice terapeutico e la cui eliminazione dipende in gran parte dal sistema del citocromo P450 epatico, come alcune classi di anticonvulsivanti e antidepressivi.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Sulla base di studi sugli animali, è possibile un aumento del rischio di aborti spontanei.
Il rischio di aborto spontaneo nelle donne in gravidanza esposte a interferone-beta non può essere valutato adeguatamente sulla base dei dati attualmente disponibili. Finora, tuttavia, i dati non indicano un aumento del rischio.
Non esistono studi controllati con interferone beta-1a su donne in gravidanza.
I dati dei registri delle gravidanze su più di 1000 pazienti e le esperienze post-marketing sull'uso di interferone beta-1a e -1b in donne in gravidanza, con esposizione principalmente durante il primo trimestre, suggeriscono che la frequenza di malformazioni congenite nei figli di queste donne sia paragonabile al rischio di base stimato nella popolazione generale. Le esperienze sull'esposizione a interferoni durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza sono molto limitate.
Se clinicamente necessario, Plegridy può essere utilizzato durante la gravidanza.
Allattamento
Le limitate informazioni sul passaggio di interferone beta-1a nel latte materno, insieme alle proprietà chimiche e fisiologiche dell'interferone beta-1a, suggeriscono che la quantità di interferone beta-1a escreta nel latte materno sia trascurabile. Nei lattanti di donne trattate con interferone beta-1a non sono stati riferiti effetti nocivi, sebbene i dati finora disponibili siano molto limitati.
Plegridy può essere utilizzato durante l'allattamento.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi riguardo agli effetti di Plegridy sulla capacità di guidare veicoli e utilizzare macchine. Gli effetti indesiderati a carico del sistema nervoso centrale associati all'uso di interferone beta possono compromettere la capacità dei pazienti di guidare veicoli e utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati più comuni (frequenza ≥10 % e ≥2 % di differenza con il placebo) associati alla somministrazione di Plegridy 125 µg per via sottocutanea ogni 2 settimane sono stati eritema nel sito di iniezione, sindrome simil-influenzale, piressia, cefalea, dolore muscolare, brividi, dolore nel sito di iniezione, astenia, prurito nel sito di iniezione e artralgia.
Gli eventi indesiderati segnalati più comunemente come causa dell'interruzione della terapia nei pazienti trattati con Plegridy 125 µg per via s.c. ogni 2 settimane sono state le sindromi simil-influenzali (< 1 %).
Studio di omologazione con somministrazione sottocutanea
Negli studi clinici (ADVANCE e ATTAIN), un totale di 1468 pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente ha ricevuto Plegridy per un massimo di 278 settimane (65 mesi); questo equivale a un'esposizione totale di 4217 anni-persona. Complessivamente, 1285 pazienti sono stati trattati con Plegridy per almeno 1 anno, 1124 per almeno 2 anni, 947 pazienti per almeno 3 anni e 658 pazienti per almeno 4 anni. In totale, durante la fase controllata con placebo dello studio ADVANCE (anno 1), 512 pazienti hanno ricevuto Plegridy 125 µg ogni 2 settimane e 500 pazienti Plegridy 125 µg ogni 4 settimane. I risultati della fase randomizzata, in cieco per la dose, dello studio ADVANCE (2° anno) e dello studio di estensione sulla sicurezza ATTAIN (tutti i pazienti hanno ricevuto Plegridy, durata del trattamento fino a 4 anni) sono stati simili a quelli ottenuti durante la fase controllata con placebo della durata di 1 anno dello studio ADVANCE.
Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati osservati in 512 pazienti trattati con Plegridy 125 µg per via s.c. ogni 2 settimane e in 500 pazienti che hanno ricevuto un placebo per un massimo di 48 settimane.
Gli effetti indesiderati sono riportati come termini preferiti MedDRA secondo la classificazione sistemica organica MedDRA. La frequenza degli effetti indesiderati è riportata secondo le seguenti categorie:
·Molto comune (≥1/10)
·Comune (≥1/100, < 1/10)
·Non comune (≥1/1'000, < 1/100)
·Raro (≥1/10'000, < 1/1'000)
·Molto raro (< 1/10'000)
·Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Patologie del sistema emolinfopoietico
Non comune: Trombocitopenia.
Raro: Microangiopatia trombotica, inclusa porpora trombotica trombocitopenica/sindrome emolitico-uremica (effetto di classe di tutti i medicamenti a base di interferone beta (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»)).
Disturbi del sistema immunitario
Non comune: Reazione di ipersensibilità.
Frequenza non nota: Anafilassi.
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: Cefalea (44 % vs 33 % nel gruppo placebo).
Non comune: Convulsioni.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Frequenza non nota: Ipertensione arteriosa polmonare (effetto di classe dei prodotti a base di interferone, cfr. «Ipertensione arteriosa polmonare» di seguito).
Patologie gastrointestinali
Comune: Nausea, vomito.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: Prurito, alopecia (effetto classe per i prodotti a base di interferone).
Non comune: Orticaria.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Molto comune: Dolore muscolare (19 % vs 6 % nel gruppo placebo), artralgia (11 % vs 7 % nel gruppo placebo).
Patologie renali e urinarie
Raro: Sindrome nefrosica, glomerulosclerosi.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune: Eritema nel sito di iniezione (62 % vs 7 % nel gruppo placebo), sindrome simil-influenzale (47 % vs 13 % nel gruppo placebo), piressia (45 % vs 15 % nel gruppo placebo), brividi (17 % vs 5 % nel gruppo placebo), dolore nel sito di iniezione (15 % vs 3 % nel gruppo placebo), astenia (13 % vs 8 % nel gruppo placebo), prurito nel sito di iniezione (13 % vs 1 % nel gruppo placebo).
Comune: Ipertermia, dolore, edema nel sito di iniezione, calore nel sito di iniezione, ematoma nel sito di iniezione, eruzione cutanea nel sito di iniezione, gonfiore nel sito di iniezione, alterazione del colore nel sito di iniezione, sito di iniezione infiammato.
Raro: Sito di iniezione necrotico
Esami diagnostici
Comune: Aumento della temperatura corporea, aumento dell'alanina aminotransferasi, aumento dell'aspartato aminotransferasi, aumento della gamma-glutamiltransferasi, riduzione dell'emoglobina, riduzione della conta leucocitaria.
Disturbi psichiatrici
Comune: Depressione.
Descrizione di specifici effetti indesiderati
Sintomi simil-influenzali
Una sindrome simil-influenzale è insorta nel 47 % dei pazienti trattati con Plegridy 125 µg ogni 2 settimane e nel 13 % dei pazienti del gruppo placebo. La frequenza di sintomi simil-influenzali (p. es. sindrome simil-influenzale, brividi, iperpiressia, dolori muscoloscheletrici, dolori muscolari, dolore, piressia) è stata più alta all'inizio del trattamento ed è poi diminuita, generalmente entro 6 mesi. Il 90 % dei pazienti con sintomi simil-influenzali ha descritto tali sintomi come lievi o moderati. Non sono insorti sintomi considerati gravi. Meno dell'1 % dei pazienti trattati con Plegridy durante la fase controllata con placebo dello studio ADVANCE ha interrotto la terapia a causa di sintomi simil-influenzali.
Uno studio in aperto su pazienti passati dal trattamento con interferone beta a quello con Plegridy ha analizzato la comparsa e la durata di sintomi simil-influenzali trattati preventivamente. Nei pazienti con sintomi simil-influenzali, il tempo mediano di insorgenza dei sintomi dopo l'iniezione è stato di 10 ore (intervallo interquartile 7-16 ore) e la durata mediana di 17 ore (intervallo interquartile 12-22 ore).
Reazioni nel sito di iniezione dopo somministrazione s.c.
Reazioni nel sito di iniezione (p. es. eritema, dolore, prurito o edema nel sito di iniezione) sono state riferite dal 66 % dei pazienti trattati con Plegridy 125 µg ogni 2 settimane e dall'11 % dei pazienti del gruppo placebo. La reazione nel sito di iniezione segnalata più frequentemente è stata l'eritema. Nel 95 % dei pazienti con reazioni nel sito di iniezione, queste sono state descritte come lievi o moderate. In uno dei 1468 pazienti trattati con Plegridy nell'ambito degli studi clinici è insorta una necrosi nel sito di iniezione, che è guarita in seguito a un trattamento medico standard.
Alterazioni delle transaminasi epatiche
L'incidenza di incrementi dei livelli di transaminasi epatiche è stata più elevata in caso di trattamento con Plegridy che con la somministrazione di placebo. Nella maggior parte dei casi il livello degli enzimi era inferiore a 3 volte il limite superiore della norma (ULN). Incrementi dei livelli di alanina aminotransferasi e aspartato aminotransferasi (oltre 5 volte l'ULN) sono insorti rispettivamente nell'1 % e in < 1 % dei pazienti del gruppo placebo e nel 2 % e in < 1 % dei pazienti trattati con Plegridy. In due pazienti trattati con Plegridy nello studio ADVANCE sono stati osservati aumenti asintomatici dei livelli sierici di transaminasi epatiche associati a un incremento dei livelli di bilirubina, che si sono normalizzati dopo l'interruzione di Plegridy.
Disturbi ematologici
Nel 7 % dei pazienti trattati con Plegridy e nell'1 % dei pazienti del gruppo placebo sono state osservate riduzioni della conta leucocitaria a valori < 3,0 x 109/l. La conta leucocitaria media è rimasta entro i limiti della norma durante il trattamento con Plegridy. La riduzione della conta leucocitaria non è stata accompagnata da un aumento del rischio di infezioni o di infezioni gravi. La frequenza di riduzioni potenzialmente significative dal punto di vista clinico dei livelli di linfociti (< 0,5 x 109/l) (< 1 %), di neutrofili (≤1,0 x 109/l) (< 1 %) e di trombociti (≤100 x 109/l) (≤1%) è stata paragonabile nei pazienti trattati con Plegridy e in quelli del gruppo placebo. In due dei pazienti trattati con Plegridy sono insorti eventi gravi: un paziente (< 1%) ha sviluppato una trombocitopenia grave (trombociti < 10 x 109/l) e un altro paziente (< 1%) una neutropenia grave (neutrofili < 0,5 x 109/l). In entrambi i pazienti il numero di cellule si è normalizzato dopo l'interruzione di Plegridy. Nei pazienti trattati con Plegridy non sono state osservate differenze significative in termini di conta eritrocitaria rispetto al gruppo placebo.
Reazioni di ipersensibilità
Reazioni di ipersensibilità sono insorte nel 16 % dei pazienti trattati con Plegridy 125 µg ogni 2 settimane e nel 14 % dei pazienti del gruppo placebo. Meno dell'1 % dei pazienti trattati con Plegridy ha sviluppato un'ipersensibilità grave (p. es. angioedema, orticaria), e questa è regredita rapidamente dopo il trattamento con antistaminici e/o corticosteroidi.
Depressione e pensieri suicidari
La frequenza totale di eventi indesiderati associati a depressione e pensieri suicidari è stata dell'8 % sia nel gruppo trattato con Plegridy 125 µg ogni 2 settimane che nel gruppo placebo. L'incidenza di eventi gravi associati a depressione e pensieri suicidari durante il trattamento con Plegridy 125 µg ogni 2 settimane e nel gruppo placebo è stata paragonabile e bassa (< 1 %).
Convulsioni
La frequenza di attacchi epilettici nel gruppo trattato con Plegridy (125 µg ogni 2 settimane) e nel gruppo placebo è stata paragonabile e bassa (< 1 % in entrambi i gruppi).
Ipertensione arteriosa polmonare
Sono stati riferiti casi di ipertensione arteriosa polmonare (IAP) associati all'uso di prodotti contenenti interferone. Gli eventi sono stati segnalati in momenti differenti e fino a diversi anni dopo l'inizio del trattamento con interferone.
Malattie cardiovascolari
La frequenza di eventi cardiovascolari è stata paragonabile nel gruppo trattato con Plegridy (125 µg ogni 2 settimane) e nel gruppo placebo (7 % in entrambi i gruppi). Nei pazienti trattati con Plegridy nell'ambito dello studio ADVANCE non sono insorti eventi cardiovascolari gravi.
Studio di bioequivalenza tra somministrazione s.c. e somministrazione i.m.
In uno studio cross-over in aperto su 136 soggetti sani è stata verificata la bioequivalenza di dosi singole di 125 µg di Plegridy somministrate mediante iniezione s.c. e i.m.
Gli eventi avversi o EA (con incidenza > 10 % in entrambi i bracci dello studio) nei due periodi di trattamento sono indicati nella tabella 2.
Tabella 2: eventi avversi o EA (con incidenza > 10 % in entrambi i bracci dello studio) nei due periodi di trattamento
Eventi avversi | Incidenza con somministrazione i.m. | Incidenza con somministrazione s.c. |
Brividi | 35,6 % | 26,9 % |
Dolore | 22,0 % | 14,2 % |
Dolore nel sito d'iniezione | 11,4 % | 14,9 % |
Eritema nel sito d'iniezione | 2,3 % | 25,4 % |
Cefalea | 35,6 % | 41,0 % |
Le reazioni nel sito di iniezione sono state riportate con una minore frequenza con l'uso i.m. (14,4 %) rispetto all'uso s.c. (32,1 %).
Livelli anormali di proteine nelle urine (proteinuria) sono stati rilevati sulla base dei risultati clinici di laboratorio in 1/130 pazienti (0,8 %) nel braccio s.c. e in 4/131 pazienti (3,1 %) nel gruppo i.m., senza che fossero riportati come effetto collaterale.
Effetti indesiderati provenienti dalla fase di post-marketing
Reazioni anafilattiche
Nella fase post-marketing sono state riferite gravi reazioni di ipersensibilità dopo la somministrazione di Plegridy, inclusi casi di anafilassi.
Danno epatico
Nella fase post-marketing, sono stati segnalati casi di epatite non infettiva (inclusa epatite grave) in seguito alla somministrazione di Plegridy (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Non sono stati riferiti casi di sovradosaggio. In caso di sovradosaggio devono essere adottate misure di supporto adeguate.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
L03AB13
Meccanismo d'azione
Il meccanismo d'azione di Plegridy nella sclerosi multipla non è pienamente compreso. Tuttavia, poiché gli effetti biologici di Plegridy sono paragonabili a quelli dell'interferone beta-1a non pegilato, anche il meccanismo d'azione dovrebbe essere simile. Plegridy si lega al recettore degli interferoni di tipo I sulla superficie cellulare e innesca una cascata di eventi intracellulari che porta alla regolazione dell'espressione dei geni indotti da interferone. Si ritiene che l'efficacia di Plegridy nella sclerosi multipla sia mediata da questi geni e dai loro prodotti genici.
Come interferone beta, Plegridy modula reazioni immunitarie che probabilmente hanno un ruolo nella patogenesi della sclerosi multipla. Considerata la complessità e la varietà della patogenesi della malattia, è possibile che Plegridy agisca su più livelli, per esempio incrementando l'espressione di citochine antinfiammatorie (p. es. IL-4, IL-10, IL-27), riducendo l'espressione di citochine proinfiammatorie (p. es. IL-2, IL-12, IFN-γ, TNF-α) e inibendo il passaggio delle cellule T attivate attraverso la barriera ematoencefalica. Tuttavia, sono ipotizzabili anche altri meccanismi.
Farmacodinamica
Plegridy è un interferone beta-1a coniugato con una molecola lineare di 20 kDa di metossipolietilenglicole legata al gruppo alfa-amminico del residuo amminoacidico N-terminale.
Gli interferoni sono un gruppo di proteine naturali prodotte dalle cellule in risposta a stimoli biologici e chimici che mediano numerose risposte cellulari antivirali, antiproliferative e immunomodulatorie.
Le proprietà farmacologiche di Plegridy sono paragonabili a quelle dell'interferone beta-1a e sono probabilmente mediate dalla porzione proteica della molecola.
Farmacodinamica di Plegridy dopo somministrazione i.m. e s.c.
Per l'analisi della farmacodinamica (PD) è stata misurata la concentrazione sierica della neopterina, un marcatore dell'attività dell'IFN-beta, dopo la somministrazione di 125 µg di Plegridy i.m. o Plegridy s.c.
I profili della concentrazione sierica-tempo della neopterina dopo dosi singole di 125 µg di Plegridy s.c. o Plegridy i.m. sono stati simili, con le concentrazioni massime (EPeak) che sono state raggiunte dopo un ETmax medio rispettivamente di 40,1 ore e 44,0 ore. Le medie geometriche dei livelli di neopterina sono aumentate in maniera simile dal basale alla concentrazione massima per entrambi i tipi di iniezione (da 8,0 a 22,6 nmol/l per la somministrazione s.c. e da 8,1 a 23,2 nmol/l per la somministrazione i.m.). Anche l'esposizione sistemica totale alla neopterina (EAUC0-336h ed EAUC0-504h) è stata simile per le due vie di somministrazione.
Efficacia clinica
Somministrazione sottocutanea
L'efficacia e la sicurezza di Plegridy sono state valutate durante il primo anno (fase controllata con placebo) di uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, della durata di 2 anni su pazienti affetti da sclerosi multipla recidivante-remittente (studio ADVANCE). I 1512 pazienti sono stati randomizzati al trattamento con placebo (n = 500) o con una dose di Plegridy da 125 µg somministrata come iniezione s.c. ogni 2 (n = 512) o 4 (n = 500) settimane. Alla fine del primo anno, i pazienti del gruppo placebo sono stati randomizzati al trattamento con Plegridy ogni 2 o 4 settimane, mentre i pazienti che durante il primo anno erano stati trattati con Plegridy hanno continuato il trattamento alla stessa dose. I risultati di efficacia si riferiscono al primo anno dello studio, controllato con placebo. Non sono stati effettuati studi di efficacia clinica/sicurezza con interferone beta-1a/-1b non pegilato come controllo attivo dell'interferone beta-1a pegilato. Non sono disponibili dati per un confronto diretto tra Plegridy e interferone beta non pegilato o dati di efficacia sul passaggio a Plegridy dopo un trattamento con interferone beta non pegilato.
Allo studio hanno partecipato pazienti affetti da sclerosi multipla recidivante-remittente che avevano sviluppato almeno 2 recidive nei tre anni precedenti, di cui almeno una nell'anno prima della randomizzazione, e con un punteggio EDSS (Expanded Disability Status Scale) compreso tra 0 e 5. Sono stati effettuati esami neurologici all'inizio dello studio, ogni 12 settimane e in caso di sospetta recidiva. Sono stati effettuati esami di RM cerebrale all'inizio dello studio e dopo 24 e 48 settimane.
Nello studio non sono stati inclusi pazienti già sottoposti in precedenza senza successo a una terapia per la SM.
L'età media della popolazione dello studio era di 37 anni, e in totale meno dell'1 % dei pazienti aveva > 59 anni. La durata media della malattia era di 3,6 anni (mediana 2,0 anni). In media si erano verificate 2,5 ricadute nei 3 anni precedenti e l'EDSS medio al basale era di 2,46 punti. I pazienti erano prevalentemente di sesso femminile (71 %) e non avevano ricevuto precedenti trattamenti specifici per la SM (83 %).
L'endpoint primario era il tasso di recidiva annualizzato (ARR) in 1 anno. Gli endpoint secondari comprendevano la percentuale di partecipanti allo studio con recidive, le lesioni iperintense in T2 di nuova insorgenza o in espansione e il tempo alla progressione confermata della disabilità, definita come un aumento dell'EDSS – mantenuto per 12 settimane – di almeno un punto nei pazienti con punteggio basale ≥1 o di 1,5 punti nei pazienti con punteggio basale pari a 0. Plegridy ha avuto un effetto statisticamente significativo sull'endpoint primario e su tutti gli endpoint secondari.
Dopo un anno, Plegridy somministrato ogni 2 settimane ha ridotto l'ARR del 36 % rispetto al placebo (p = 0,0007) (tabella 3). Nei sottogruppi definiti in base ai dati demografici e alle caratteristiche della malattia al basale è stata osservata una riduzione uniforme dell'ARR. Dopo un anno, Plegridy ha ridotto il rischio di recidiva del 39 % (p = 0,0003), il rischio di progressione della disabilità con conferma dopo 12 settimane del 38 % (p = 0,0383) o con conferma dopo 24 settimane (analisi post hoc) del 54 % (p = 0,0069), il numero di lesioni in T2 di nuova insorgenza o in espansione del 67 % (p < 0,0001), il numero di lesioni captanti Gd dell'86 % (p < 0,0001) e il numero di nuove lesioni ipointense in T1 del 53 % (p < 0,0001). Con Plegridy 125 µg somministrato ogni 2 settimane un effetto del trattamento – sotto forma di riduzione del 61 % rispetto al placebo (p < 0,0001) delle lesioni in T2 di nuova insorgenza o in espansione – è stato osservato già dopo 6 mesi. In tutti gli endpoint relativi alle recidive o di RM, l'effetto del trattamento dopo 1 anno è stato numericamente maggiore con Plegridy 125 µg ogni 2 settimane che con lo schema posologico con somministrazione di Plegridy ogni 4 settimane.
I risultati del primo anno di questo studio, controllato con placebo, sono riportati nella tabella 3 e nella figura 1.
Tabella 3: risultati clinici e di RM dello studio 1*
Endpoint | Placebo | Plegridy 125 µg s.c. ogni 2 settimane | |
Endpoint clinici | n=500 | n=512 | |
Tasso di recidiva annualizato (endpoint primario) | Tasso corretto (IC 95 %) | 0,397 | 0,256 |
Riduzione % rispetto al placebo | – | 36 | |
Percentuale di pazienti con recidive | Percentuale stimata | 0,291 | 0,187 |
Riduzione % del rischio rispetto al placebo | – | 39 | |
Progressione della disabilità° | Percentuale stimata di pazienti con progressione (12 settimane) | 0,105 | 0,068 |
Riduzione % del rischio rispetto al placebo | – | 38 | |
Percentuale stimata di pazienti con progressione (24 settimane) | 0,084 | 0,040 | |
Riduzione % del rischio rispetto al placebo | – | 54 | |
Endpoint | Placebo | Plegridy 125 µg s.c. ogni 2 settimane | |
Endpoint di RM | n=476 | n=457 | |
Lesioni iperintense in T2 di nuova insorgenza o in espansione | Media corretta | 10,9 | 3,6 |
Riduzione % rispetto al placebo | - | 67 | |
Lesioni captanti Gd | Media | 1,4^ | 0,2 |
Riduzione % rispetto al placebo | - | 86 | |
Nuove lesioni ipointense in T1 | Media | 3,8 | 1,8 |
Riduzione % rispetto al placebo | - | 53 | |
^n = 477
* Analisi intent-to-treat
° La progressione della disabilità è stata definita come aumento dell'EDSS di almeno 1 punto con punteggio basale ≥1 o aumento ≥1,5 punti con punteggio basale pari 0.
Figura 1: tempo alla prima recidiva
[Percentuale di pazienti con ricaduta (%); Basale; Tempo dall'inizio dello studio (settimane)]
Plegridy 125 µg ogni 2 settimane (n = 512) vs placebo (n = 500) hazard ratio (IC 95 %) = 0,61 (0,47, 0,80), p = 0,0003
I risultati dei 2 anni hanno confermato il mantenimento dell'efficacia oltre il primo anno di studio controllato con placebo. In un'analisi post-hoc, con la somministrazione ogni 2 settimane di Plegridy sono state osservate riduzioni statisticamente significative nell'arco di 2 anni, rispetto alla somministrazione ogni 4 settimane, degli endpoint ARR (24 %, p = 0,0209), rischio di recidiva (24 %, p = 0,0212), rischio di progressione della disabilità con conferma dopo 24 settimane (36 %, p = 0,0459), e degli endpoint di RM (lesioni in T2 di nuova insorgenza o in espansione 60 %, lesioni Gd+ 71 % e nuove lesioni ipointense in T1 53 %; p < 0,0001 per tutti gli endpoint di RM). Nello studio di estensione ATTAIN, l'efficacia a lungo termine di Plegridy è stata mantenuta fino a 4 anni con trattamento continuo.
Come indicato di seguito, sono stati definiti sottogruppi di pazienti con più elevata attività di malattia sulla base delle recidive e di criteri di RM, con i seguenti risultati di efficacia:
·nei pazienti con ≥1 recidiva nell'anno precedente e ≥9 lesioni in T2 o ≥1 lesione Gd+ (n = 1.401), il tasso di recidiva annualizzato nel primo anno è stato di 0,39 con il placebo, di 0,29 con Plegridy somministrato ogni 4 settimane e di 0,25 con Plegridy somministrato ogni 2 settimane.
I risultati in questo sottogruppo corrispondevano a quelli della popolazione complessiva.
·Nei pazienti con ≥2 recidive nell'anno precedente e almeno 1 lesione Gd+ (n = 273), il tasso di recidiva annualizzato nel primo anno è stato di 0,47 con il placebo, di 0,35 con Plegridy somministrato ogni 4 settimane e di 0,33 con Plegridy somministrato ogni 2 settimane.
I risultati in questo sottogruppo erano numericamente simili a quelli della popolazione complessiva, ma non statisticamente significativi.
Studio di bioequivalenza tra somministrazione i.m. e somministrazione s.c.
Vista la dimostrata bioequivalenza tra la somministrazione i.m. e quella s.c., si può ipotizzare che Plegridy i.m. e Plegridy s.c. abbiano profili di efficacia simili.
Farmacocinetica
Assorbimento
In seguito alla somministrazione s.c. di peginterferone beta-1a in pazienti con sclerosi multipla, la concentrazione di picco è stata raggiunta 1-1,5 giorni dopo la somministrazione della dose. La Cmax (media ± SE) dopo somministrazione ripetuta di 125 µg ogni 2 settimane è stata di 280 ± 79 pg/ml. Le concentrazioni sieriche di peginterferone beta-1a sono aumentate con andamento approssimativamente proporzionale alla dose dopo la somministrazione di dosi da 63 a 188 µg.
Distribuzione
Dopo somministrazione s.c. ripetuta di 125 µg ogni 2 settimane, il volume di distribuzione (media ± SE), non corretto per la biodisponibilità, era di 481 ± 105 l.
Metabolismo
La coniugazione covalente di una proteina con una porzione PEG può alterare le proprietà in vivo della proteina non modificata, per esempio riducendone l'escrezione renale e la proteolisi e quindi aumentandone l'emivita in circolo. Nei pazienti affetti da SM, la clearance media di peginterferone beta-1a dopo somministrazione cronica a intervalli di due settimane era di 4,1 ± 0,4 l/h.
Eliminazione
Vedi «Metabolismo».
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità renale
Uno studio con dose singola su soggetti sani e soggetti con compromissione renale di vario grado ha mostrato, nei pazienti con insufficienza renale lieve (clearance della creatinina da 50 a ≤80 ml/minuto), moderata (clearance della creatinina da 30 a < 50 ml/minuto) e grave (clearance della creatinina < 30 ml/minuto), un aumento frazionario dei valori di AUC0-tlast (31-49 %) e Cmax (26-42 %) rispetto ai soggetti con funzione renale normale (clearance della creatinina > 80 ml/minuto). Nei pazienti con malattia renale terminale che richiedevano un'emodialisi 2-3 volte a settimana, i valori di AUC e Cmax erano simili a quelli dei soggetti con funzione renale normale. Ogni emodialisi riduceva la concentrazione di peginterferone beta-1a di circa il 24 %, il che permette di concludere che l'emodialisi rimuove parzialmente peginterferone beta-1a dalla circolazione sistemica.
Disturbi della funzionalità epatica
La farmacocinetica di peginterferone beta-1a non è stata studiata nei pazienti con insufficienza epatica.
Pazienti anziani
Le esperienze cliniche nei pazienti di età superiore a 65 anni sono limitate.
Farmacocinetica di Plegridy dopo somministrazione i.m. e s.c.
I profili PK dopo dosi singole di Plegridy s.c. da 125 µg e Plegridy i.m. da 125 µg sono stati simili, con le concentrazioni massime raggiunte 40,0 ore dopo la somministrazione della dose (sia per la somministrazione s.c. che per quella i.m.). I valori di t1/2 sono stati rispettivamente di 97,1 ore e 79,1 ore. L'analisi statistica della Cmax e dell'AUCinf ha inoltre mostrato la bioequivalenza tra Plegridy i.m. ed da 125 µg. Il rapporto delle medie geometriche (intervallo di confidenza al 90 %) tra Plegridy i.m. ed s.c. è stato di 1,083 (da 0,975 a 1,203) per la Cmax e di 1,089 (da 1,020 a 1,162) per l'AUCinf .
Dati preclinici
Tossicologia
L'interferone beta-1a umano è farmacologicamente attivo nelle scimmie rhesus. A causa dell'immunogenicità degli interferoni umani nelle scimmie rhesus, questi studi hanno avuto una durata limitata di 5 settimane. La somministrazione s.c. settimanale di peginterferone beta-1a a dosi fino a 55 volte superiori alla dose terapeutica sulla base dei mg/kg (considerando un peso corporeo di 70 kg) per 5 settimane consecutive non ha prodotto segni di tossicità nelle scimmie rhesus.
Mutagenicità
Peginterferone beta-1a è risultato non mutageno in un test in vitro di mutazione inversa nei batteri (test di Ames) e non clastogeno in un test in vitro su linfociti umani.
Cancerogenicità
Non sono stati condotti studi di cancerogenicità sugli animali con peginterferone beta-1a.
Tossicità per la riproduzione
La somministrazione s.c. settimanale di peginterferone beta-1a a una dose 70 volte superiore alla dose terapeutica sulla base dei mg/kg (considerando un peso corporeo di 70 kg) in scimmie rhesus femmine sessualmente mature durante un ciclo mestruale (fino a 5 settimane) ha portato a irregolarità mestruali, anovulazione e riduzione dei livelli sierici di progesterone. Questi risultati sono in accordo con gli effetti abortivi osservati dopo la somministrazione di interferone beta non pegilato. Questi effetti sono regrediti in seguito all'interruzione del preparato. Non è noto in che misura i dati non clinici possano essere riferiti all'uomo.
Teratogenicità
Non sono stati condotti studi di tossicità per la riproduzione su animali gravidi con peginterferone beta-1a.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare fuori dalla portata dei bambini.
Conservare in frigorifero (2-8°C).
Non congelare. Eliminare il medicamento dopo un congelamento accidentale.
Conservare nella confezione originale per proteggere il contenuto dalla luce.
Indicazione per la manipolazione
Plegridy può essere conservato a temperatura ambiente (fino a 25°C) al riparo dalla luce per un massimo di 30 giorni. Se necessario, Plegridy può essere rimosso dal frigorifero per un periodo di tempo limitato. La conservazione senza refrigerazione, a una temperatura non superiore ai 25°C e al riparo dalla luce, deve avere una durata massima complessiva di 30 giorni.
Dopo aver rimosso Plegridy dal frigorifero, bisogna attendere che raggiunga la temperatura ambiente (circa 30 minuti) prima di eseguire l'iniezione. Per riscaldare Plegridy non devono essere utilizzate fonti di calore esterne, come acqua calda.
Plegridy (siringa preriempita, penna preriempita) non deve essere utilizzato se il liquido ha una colorazione anomala, è torbido o contiene particelle. La soluzione iniettabile deve essere limpida e incolore.
Soluzione iniettabile per somministrazione s.c. (penna preriempita)
La penna preriempita contiene una soluzione limpida e incolore per iniezione s.c.
Plegridy Pen contiene una soluzione pronta per l'uso in una penna preriempita da 0,5 ml. La siringa è già dotata di ago. La siringa in vetro è inserita in un dispositivo di iniezione monouso (iniettore a penna con meccanismo a molla).
Il medicamento non utilizzato e i materiali di scarto devono essere smaltiti.
Soluzione iniettabile per somministrazione i.m. (siringa preriempita)
La siringa preriempita contiene una soluzione limpida e incolore per iniezione i.m. La soluzione iniettabile di Plegridy è disponibile come soluzione pronta per l'uso in siringhe preriempite da 0,5 ml.
Ogni siringa preriempita di Plegridy contiene una sola dose. La siringa preriempita deve essere smaltita dopo l'uso.
Numero dell'omologazione
65242 (Swissmedic)
68280 (Swissmedic).
Confezioni
Soluzione iniettabile per somministrazione s.c. (penna preriempita)
Confezione di inizio trattamento contenente 2 penne preriempite con:
63 µg di Plegridy in 0,5 ml di soluzione iniettabile (1a dose)
94 µg di Plegridy in 0,5 ml di soluzione iniettabile (2a dose) (B)
Confezione contenente 2 penne preriempite con:
125 µg di Plegridy in 0,5 ml di soluzione iniettabile (B)
Soluzione iniettabile per somministrazione i.m. (siringa preriempita)
Confezione contenente 2 siringhe preriempite con:
125 µg di Plegridy in 0,5 ml di soluzione iniettabile (B)
Titolare dell’omologazione
Biogen Switzerland SA, 6340 Baar.
Stato dell'informazione
Febbraio 2024.