XENETIX® 300, 350

DESIGNAZIONE DEL MEDICAMENTO

Composizione

Principi attivi

Iobitridolo

Sostanze ausiliarie

Edetato disodico di calcio, cloridrato di trometamina, trometamina, acqua per preparazioni iniettabili.

Tenore di sodio: 0.035 mg/ml tenuto conto della quanità variabile di idrossido di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Contrasto radiografico pronto all'uso, a bassa osmolalità, non ionico, per iniezione intravascolare, intraarticolare o intrauterina, disponibile in due concentrazioni di iodio:

XENETIX 300:

1 ml contiene 658,1 mg di iobitridolo, corrispondente a un tenore di iodio di 300 mg/ml (= 30 % m/v)

 

50 ml

100 ml

200 ml

500 ml

Iobitridolo [g]

32.9

65.8

131.6

329.1

Iodio [g]

15.0

30.0

60.0

150.0

 

XENETIX 350:

1 ml contiene 767,8 mg di iobitridolo, corrispondente a un tenore di iodio di 350 mg/ml (= 35 % m/v)

 

20 ml

50 ml

100 ml

200 ml

500 ml

Iobitridolo [g]

15.4

38.4

76.8

153.6

383.9

Iodio [g]

7.0

17.5

35.0

70.0

175.0

 

Indicazioni/possibilità d’impiego

Indicazioni documentate per adulti e bambini (gli studi clinici includevano bambini a partire da 3 settimane di età):

XENETIX 300: urografia endovenosa, tomografia computerizzata (TC) del cranio e del corpo, angiografia a sottrazione digitale (DSA) endovenosa, arteriografia, angiocardiografia, isterosalpingografia, artrografia

XENETIX 350: urografia endovenosa, tomografia computerizzata (TC) del cranio e del corpo, angiografia a sottrazione digitale (DSA) endovenosa, arteriografia, angiocardiografia

Posologia/impiego

Il dosaggio deve essere adattato di volta in volta alla domanda clinica, al tipo di esame, nonché all’età, al peso corporeo, allo stato di salute e alla funzione renale del soggetto. Al fine di ridurre il carico fisiologico, bisognerebbe optare per la dose minore possibile che garantisce un risultato diagnostico ottimale.

In genere, il soggetto dovrebbe essere a digiuno, ma adeguatamente idratato. I disturbi dell'equilibrio elettrolitico e/o idrico devono essere compensati prima e dopo l'esame, soprattutto nei soggetti a rischio (diabetici, soggetti con insufficienza renale, mieloma multiplo, poliuria, oliguria, iperkaliemia, bambini piccoli). L'iniezione intravascolare del mezzo di contrasto deve essere effettuata, se possibile, in posizione distesa e il soggetto deve essere monitorato per almeno 30-60 minuti dopo la somministrazione, poiché l’esperienza ha mostrato che la maggior parte degli effetti indesiderati gravi si verifica in questo lasso di tempo. Tuttavia, è ugualmente possibile l’apparizione di reazioni tardive (ore o giorni dopo l’amministrazione), si veda “Avvertenze e misure precauzionali” e/o “Effetti indesiderati”.

Sulla base dei risultati clinici, i dosaggi raccomandati (validi solo per gli adulti, se non diversamente specificato) sono i seguenti. Si consideri la possibilità di adattare i dosaggi alla domanda clinica e al tipo di esame:

Indicazione

Conc.

Dose

Urografia intravenosa

Adulti

 

 

300

 

 

1.1 – 1.6 ml/kg di peso corporeo fino a 100 ml di volume totale

 

350

0.7 – 1.3 ml/kg di peso corporeo fino a 100 ml di volume totale

Neonati

300

Fino a 4.0 ml/kg di peso corporeo

Lattanti

300

Fino a 3.0 ml/kg di peso corporeo

Bambini piccoli

300

Fino a 1.5 ml/kg di peso corporeo

Tomografia Computerizzata

Adulti

 

350, 300

1.0 – 2.0 ml/kg di peso corporeo

-bolo o infusione o combinati

-In genere, al massimo 200 ml o circa 60 g di iodio

Bambini

350, 300

1.2 – 2.4 ml/kg di peso corporeo

Angiografia a sottrazione digitale endovenosa

350, 300

In genere: 100 – 200 ml o 2 ml/kg di peso corporeo fino a un massimo di 270 ml

Angiografia cerebrale

350, 300

1.8 ml/kg di peso corporeo

Intervallo di dosaggio: 40 – 215 ml

Angiografia periferica

350, 300

1 – 3.7 ml/kg di peso corporeo

Intervallo di dosaggio: 70 – 300 ml

Angiografia addominale

350

A seconda dell’arteria 1 – 3.7 ml/ kg di peso corporeo

Intervallo di dosaggio: 40 – 290 ml

Angiocardiografia

350, 300

60 – 270 ml per soggetto, spesso suddivisi in 6 – 20 iniezioni

Bambini: 0.9 – 13 ml/kg di peso corporeo

In media: 4.6 ml/kg di peso corporeo

Artrografia

300

A seconda del volume dell’articolazione interessata: fino a 20 ml

Isterosalpingografia

300

5 – 20 ml

 

Il mezzo di contrasto deve essere riscaldato a temperatura corporea prima dell'uso.

La dose massima dipende sia dallo stato di salute del soggetto sia dal tempo complessivo richiesto per la somministrazione della dose totale. I bambini piccoli, i soggetti con una riserva cardiaca ridotta, un volume di distribuzione ridotto, un’alterazione della barriera ematoencefalica, un’insufficienza epatica o renale presentano un rischio relativo maggiore di soffrire di un sovradosaggio del mezzo di contrasto. In casi urgenti, la ripetizione o la continuazione della diagnosi con dosi più elevate di mezzo di contrasto può essere effettuata al più presto dopo un intervallo di 10 ore, nel rispetto di tutte le procedure di sicurezza. In questo caso, si raccomanda di monitorare attentamente la funzione renale per almeno 72 ore.

I requisiti generali di igiene per le soluzioni sterili devono sempre essere osservati quando si utilizzano mezzi di contrasto (si veda "Avvertenze e misure precauzionali").

Per evitare uno stravaso, il sistema di iniezione intravascolare deve essere attentamente monitorato prima e anche durante l'iniezione, se necessario.

Artrografia

Per le iniezioni intra-articolari devono essere rigorosamente rispettate le raccomandazioni speciali in materia di igiene (lavoro in condizioni sterili).

Controindicazioni

Ipertiroidismo manifesto, storia di reazione conosciuta grave o anafilattoide a XENETIX (iobitridolo), storia di reazione avversa cutanea grave (SCAR) acuta o ritardata, causata da XENETIX (iobitridolo, si veda anche “Avvertenze e misure precauzionali”), ipersensibilità a qualsiasi eccipiente, insufficienza renale molto grave con lesioni epatiche gravi.

Isterosalpingografia

Xenetix è assolutamente controindicato in caso di gravidanza accertata.

Artrografia

Xenetix è assolutamente controindicato in caso di articolazioni clinicamente infiammate, d’infezioni o di anticoagulazione (pericolo di emorragia o ematoma).

Avvertenze e misure precauzionali

Particolare cautela è richiesta in caso di prescrizione del prodotto a soggetti con una storia di ipersensibilità al mezzo di contrasto, d’insufficienza cardiovascolare, d’enfisema polmonare, di pessime condizioni generali, d’asma, di malattie renali ed epatiche combinate, arteriosclerosi cerebrale avanzata, d’infarto cerebrale acuto, d’emorragia intracraniale acuta o di stati associati a una lesione della barriera ematoencefalica e a un edema cerebrale, di un’affezione cerebrale accompagnata da convulsioni, d’ipertiroidismo latente, di gozzo nodulare benigno incluso quello non tossico, di mieloma multiplo o altre cause di paraproteinemia, di feocromocitoma, di diabete mellito di lunga data, di predisposizione a reazioni allergiche, di malattie dell’emostasi, d’omocistinuria. Particolare cautela è anche richiesta quando si prescrive il prodotto a portatori omozigoti di anemia falciforme; in questi soggetti la somministrazione endovenosa o intra-arteriosa del prodotto può causare la formazione di drepanociti e pertanto si deve garantire un’idratazione suffciente per evitare una crisi. Deve essere utilizzato il volume più piccolo possibile di un mezzo di contrasto a bassa concentrazione e a bassa osmolarità. I mezzi di contrasto non dovrebbero essere utilizzati nei diabetici con funzione renale ridotta, a meno che il bilancio rischi-benefici non sia positivo.

Xenetix non dev’essere utilizzato per la mielografia poiché nessuno studio è stato condotto in merito.

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, è cioè essenzialmente

‘senza sodio’.

Stravaso

Lo stravaso è una complicanza non eccezionale (dallo 0,04% allo 1,2%) delle iniezioni endovenose di mezzi di contrasto. Le lesioni sono in genere lievi (per es. gonfiore localizzato, dolore ed eritema), tuttavia lesioni gravi come ulcerazioni cutanee, necrosi dei tessuti e sindrome del compartimento si possono verificare con qualsiasi mezzo di contrasto a base di iodio. I fattori di rischio e/o di gravità sono correlati al paziente (condizioni vascolari compromesse o fragili, punto di iniezione periferico, per esempio con catetere) e alla tecnica (utilizzo di iniettori elettrici, volumi elevati). È importante identificare tali fattori, ottimizzare di conseguenza il punto e la tecnica di iniezione e monitorare l’iniezione prima, durante e dopo l'iniezione di Xenetix. Ciò malgrado, i sintomi lievi quali il gonfiore localizzato, il dolore e l’eritema regrediscono in genere senza complicazioni. Un trattamento sintomatico si è dimostrato benefico (sollevamento dell’arto interessato, applicazione di compresse fredde o calde).

Idratazione

Si deve garantire una sufficiente idratazione prima e dopo la somministrazione del mezzo di contrasto; eventualmente si deve proseguire l’apporto di fluidi per via endovenosa fino all’eliminazione completa del mezzo di contrasto. Questa precauzione vale in modo particolare per pazienti con una disfunzione renale preesistente, una disproteinemia o una paraproteinemia, diabete mellito, iperuricemia, nonché per neonati, lattanti, bambini piccoli e anziani oltre che per pazienti in cattive condizioni generali. Nei pazienti a rischio deve essere monitorato l'equilibrio idrico ed elettrolitico e devono essere annotati i sintomi di un calo del calcio sierico.

A causa del rischio di disidratazione indotta da diuretici, è necessaria prima la sostituzione di liquidi ed elettroliti per ridurre il rischio di insufficienza renale acuta.

Neonati e lattanti

I lattanti di età inferiore a 1 anno e i neonati sono particolarmente suscettibili agli squilibri elettrolitici e ai cambiamenti emodinamici. Si richiede quindi cautela riguardo alla dose del mezzo di contrasto, all'esecuzione dell'esame e alle condizioni del paziente. I neonati prematuri devono essere monitorati con molta attenzione poiché dopo la somministrazione del mezzo di contrasto può verificarsi ipotiroidismo transitorio. Secondo la letteratura, l'ipotiroidismo è stato rilevato nell'8,3% dei neonati a termine e nel 18,3% dei neonati prematuri a seguito dell’esposizione della madre a mezzi di contrasto iodati durante la gravidanza.

Nei neonati, in particolare nei neonati prematuri, si raccomanda di eseguire i test di funzionalità tiroidea (solitamente TSH e T4) 7-10 giorni e 1 mese dopo la somministrazione di un mezzo di contrasto iodato a causa del rischio di ipotiroidismo da eccesso di iodio.

Rischio di ipersensibilità - reazioni allergiche o anafilattoidi

Come per tutti i mezzi di contrasto iodati, anche dopo l'uso di Xenetix possono verificarsi reazioni non allergiche (pseudoallergiche, simil-allergiche) di vario grado di gravità e con sintomi di natura eterogenea. Queste reazioni di solito si presentano come lievi sintomi respiratori o sintomi cutanei come lieve difficoltà respiratoria, arrossamento della pelle (eritema), orticaria, prurito o edema facciale. Reazioni gravi come angioedema, edema subglottico, broncospasmo e shock sono rare. In generale, queste reazioni si verificano entro un'ora dalla somministrazione del mezzo di contrasto. In rari casi possono verificarsi reazioni ritardate (dopo ore o giorni). Tali eventi non sono prevedibili nei singoli casi a causa del loro verificarsi irregolare. Tuttavia, è noto che le reazioni allergiche ai mezzi di contrasto si verificano più frequentemente nei pazienti con predisposizione allergica (allergie) e/o asma bronchiale e nei pazienti con note reazioni di ipersensibilità ai mezzi di contrasto. Nei pazienti con asma bronchiale, in particolare, aumenta il rischio di sviluppare broncospasmo. All'inizio di ogni esame con mezzo di contrasto, quindi, dovrebbe esserci un'anamnesi il più dettagliata possibile rispetto ai fattori di rischio sopra citati. Nei pazienti con diatesi allergica e nei pazienti con una nota reazione di ipersensibilità, l'indicazione deve essere fatta in modo particolarmente rigoroso. In questi casi, può essere presa in considerazione la premedicazione con antistaminici e/o glucocorticoidi prima dell'esame col mezzo di contrasto, sebbene questi non possano sempre prevenire lo shock anafilattico.

Il rischio di una reazione allergica è indipendente dalla via di somministrazione o dalla dose. Nel caso di applicazione locale (intrauterina, articolare o biliare) i dati sui potenziali rischi sono poco chiari, in ogni caso il mezzo di contrasto si diffonde in varia misura nell'intero organismo e può innescare in qualsiasi momento reazioni immuno-allergiche.

Se si verifica una reazione anafilattica/anafilattoide, devono essere messe a disposizione adeguate opzioni di rianimazione e, in particolare, adrenalina per uso parenterale (si veda sotto). Per i pazienti che assumono beta-bloccanti, vedere Interazioni.

Particolare cautela è richiesta in caso di intolleranza nota agli inibitori delle prostaglandine, atopia/asma (aumento del rischio di reazione di ipersensibilità o broncospasmo), insufficienza epatica, renale, cardiovascolare o respiratoria. Un test preliminare con piccole quantità di mezzo di contrasto non consente una prognosi affidabile di gravi reazioni al mezzo di contrasto.

Reazioni di ipersensibilità

Come con tutti i mezzi di contrasto a base di iodio, le reazioni anafilattoidi possono verificarsi in modo imprevedibile con complicazioni cardiovascolari (shock) o respiratorie (edema della laringe, broncospasmo) potenzialmente fatali, nonché sintomi addominali, orticaria, angioedema o complicazioni neurologiche. Indipendentemente dalla quantità e dalla via di somministrazione, sintomi come angioedema, congiuntivite, tosse, prurito, rinite, starnuti e orticaria possono essere segni precoci di una grave reazione anafilattoide che richiede un trattamento.

Per ogni visita devono quindi essere soddisfatti i requisiti di personale per la terapia d'urgenza e il materiale necessario deve essere pronto per l'uso (ossigeno, adrenalina o altri farmaci a seconda della co-medicazione, materiale per infusione, opzioni di intubazione e ventilazione, ecc.). È essenziale conoscere l'attuazione di tutte le misure di emergenza. I pazienti con insufficienza cardiaca congestizia devono rimanere sotto sorveglianza per diverse ore dopo la somministrazione del mezzo di contrasto, e gli altri per almeno 60 minuti, poiché l'esperienza ha dimostrato che la maggior parte di tutte le reazioni avverse si verificano entro questo tempo (vedere “Effetti indesiderati”). Tuttavia, reazioni ritardate sono possibili anche dopo ore o giorni. Il paziente deve essere informato della possibilità di reazioni ritardate (fino a 7 giorni).

Reazioni avverse cutanee gravi (SCAR)

Reazioni cutanee indotte da farmaci (SCAR) gravi e potenzialmente pericolose per la vita come "Reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS)", sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN o sindrome di Lyell) e "pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP) sono stati riportati in pazienti trattati con AA (vedi anche Reazioni avverse). In caso di somministrazione del prodotto, i pazienti devono essere informati dei possibili segni e sintomi e monitorati attentamente per reazioni cutanee gravi. Se si sospetta una reazione di ipersensibilità grave, Xenetix deve essere interrotto immediatamente. Dopo una reazione cutanea grave con una probabile correlazione causale a Xenetix (iobitridolo), Xenetix (o iobitridolo) non dev’essere mai più somministrato a questo paziente. Esiste il rischio di un'immediata reazione allergica IgE-dipendente al mezzo di contrasto (si veda Controindicazioni”).

Fattore di rischio per disfunzione tiroidea

A causa del loro contenuto di ioduro libero nonché dello ioduro aggiuntivo rilasciato mediante deiodinazione dopo l'applicazione intracorporea, i mezzi di contrasto iodati influenzano la funzione tiroidea e possono portare a ipertiroidismo inclusa crisi tireotossica o ipotiroidismo in pazienti predisposti. Per evitare questo disturbo metabolico, è necessario identificare i possibili fattori di rischio tiroideo. Sono a rischio i pazienti con ipertiroidismo manifesto ma non ancora riconosciuto, con ipertiroidismo latente (spesso pazienti con gozzo nodulare), con autonomia funzionale (spesso pazienti più anziani, soprattutto nelle aree di carenza di iodio) o con carcinoma tiroideo in trattamento con iodio radioattivo-131. Prima di somministrare un mezzo di contrasto a base di iodio, assicurarsi che non siano previsti per il paziente scintigrafia tiroidea o test di funzionalità tiroidea o terapia con radioiodio, poiché i mezzi di contrasto a base di iodio, indipendentemente dalla via di somministrazione, alterano le concentrazioni di ormoni (interferendo con le loro determinazioni) e l’assorbimento di iodio da parte della tiroide o da parte di metastasi di un tumore tiroideo fino a quando l'escrezione urinaria di iodio non torna alla normalità. Nei pazienti potenzialmente a rischio, la funzionalità tiroidea deve essere esaminata prima dell'esame e deve essere escluso l'ipertiroidismo. Deve essere preso in considerazione un blocco tiroideo farmacologico preventivo.

 

Ulteriori informazioni sulla pediatria:

In seguito all'esposizione a mezzi di contrasto iodati si può osservare ipotiroidismo o una transitoria riduzione della funzione tiroidea. Ciò colpisce, tra gli altri, i neonati le cui madri hanno ricevuto un mezzo di contrasto contenente iodio durante la gravidanza. Inoltre, la somministrazione di mezzi di contrasto iodati può innescare l'ipotiroidismo anche nei neonati e soprattutto nei neonati pretermine. Ciò vale anche se la madre ha ricevuto un mezzo di contrasto iodato durante la gravidanza.

L'incidenza dell'ipotiroidismo nei bambini di età inferiore a 3 anni che hanno ricevuto mezzi di contrasto iodati è compresa tra l'1% e il 15%, a seconda dell'età e della dose del mezzo di contrasto.

L’età inferiore, il peso alla nascita molto basso, la prematurità e la presenza di altre condizioni mediche (come il ricovero in un’unità di terapia intensiva neonatale o pediatrica e/o malattie cardiache) sono associati ad un aumento del rischio.

I bambini con malattie cardiache possono essere maggiormente a rischio perché spesso richiedono alte dosi di mezzi di contrasto durante procedure cardiache invasive come cateterizzazione o scansioni di tomografia computerizzata (TC).

Di conseguenza, deve essere prestata particolare attenzione ai bambini di età inferiore a 3 anni, poiché l'ipotiroidismo che si manifesta nelle prime fasi della vita può compromettere lo sviluppo motorio, uditivo e cognitivo e può richiedere una terapia sostitutiva temporanea con tiroxina (T4).

Pertanto, i valori di TSH e T4 vanno controllati nei casi indicati di seguito:

·Per i bambini di età inferiore a 3 anni (soprattutto neonati prematuri o neonati) a cui è stato somministrato un mezzo di contrasto iodato: 7-10 giorni e 1 mese dopo la somministrazione del mezzo di contrasto per assicurarsi che la funzione tiroidea sia normale. Se viene identificato ipotiroidismo, la funzione tiroidea deve essere trattata e monitorata secondo il giudizio clinico.

·Neonati e neonati prematuri alle cui madri sono stati somministrati mezzi di contrasto iodati durante la gravidanza: la funzionalità tiroidea deve essere attentamente monitorata durante la prima settimana di vita. Si raccomanda di ricontrollare la funzionalità tiroidea 2 settimane dopo la nascita.

Si veda anche sotto "Interazioni", "Effetti indesiderati" e "Altre indicazioni".

Fattore di rischio disfunzione renale

In rari casi, specialmente nei reni precedentemente danneggiati, può verificarsi insufficienza renale acuta, reversibile nella maggior parte dei casi. Fattori predisponenti sono: insufficienza renale preesistente, in particolare nefropatia diabetica, età fino a un anno o superiore a 60 anni, disidratazione, sclerosi vascolare avanzata, plasmocitoma, insufficienza cardiaca congestizia, alte dosi di mezzi di contrasto e iniezioni multiple, somministrazione diretta del mezzo di contrasto nell’arteria renale, esposizione ad altre nefrotossine nonché una precedente nefropatia indotta da mezzi di contrasto nello stesso paziente. Il rischio in caso di ipertensione, iperuricemia e proteinuria non è chiaro. Si raccomandano le seguenti misure preventive: assicurare un'adeguata assunzione di liquidi prima e dopo la somministrazione del mezzo di contrasto, preferibilmente mediante infusione di soluzione salina, evitare qualsiasi nefrotossina aggiuntiva o ulteriore stress sui reni (angioplastica arteriosa renale, chirurgia maggiore, ecc.), limitare la dose al minimo assolutamente necessario, rispettare un intervallo di tempo sufficientemente lungo tra due somministrazioni di mezzo di contrasto (almeno 48 ore) e un attento monitoraggio della funzionalità renale.

Un riesame con mezzo di contrasto deve essere effettuato solo quando la funzionalità renale è tornata al valore basale. I mezzi di contrasto a base di iodio possono essere impiegati nei pazienti in dialisi in quanto vengono eliminati attraverso la dialisi.

Diabete mellito

Pazienti trattati con metformina: poiché la somministrazione intravascolare di iobitridolo può portare a insufficienza renale, il trattamento con metformina deve essere sospeso prima o al momento dell’iniezione del mezzo di contrasto e non deve essere ripreso prima che siano trascorse 48 ore, se la funzionalità renale è normale, ovvero fino al ripristino della normale funzione renale (si veda Interazioni”). Nei pazienti di emergenza la cui funzionalità renale è compromessa o sconosciuta, il medico deve valutare i rischi e i benefici dell'esame del mezzo di contrasto e adottare misure precauzionali: interruzione della terapia con metformina, idratazione del paziente, monitoraggio dei valori di funzionalità renale, del lattato sierico e del pH e individuazione dei segni di acidosi lattica.

Disturbi del sistema della coagulazione

Gli esami angiografici con mezzo di contrasto e catetere sono associati al rischio di indurre tromboembolia. I mezzi di contrasto radiografici non ionici sono caratterizzati in vitro da un effetto anticoagulante più debole rispetto ai mezzi di contrasto radiografici ionici. Nel caso del cateterismo vascolare, va tenuto presente che, oltre al mezzo di contrasto, numerosi altri fattori possono influenzare lo sviluppo di eventi tromboembolici. Questi includono: durata della procedura di esame, numero di iniezioni, materiale del catetere e della siringa, malattie sottostanti esistenti e farmaci concomitanti. Al fine di ridurre al minimo il rischio di tromboembolismo correlato all'esame, è necessario garantire un'attenta tecnica angiografica e un frequente lavaggio dei cateteri utilizzati nonché mantenere la durata dell'esame il più breve possibile. Si richiede cautela anche nei pazienti con omocisteinuria (rischio di induzione di tromboembolia).

Fattore di rischio insufficienza epatica

Particolare cautela deve essere prestata nei pazienti con insufficienza epatica significativa, diabete o anemia falciforme. In caso di grave insufficienza renale, un'ulteriore grave disfunzione epatica può portare a un grave ritardo nell'eliminazione del mezzo di contrasto, che può richiedere l'emodialisi.

Fattore di rischio asma

Si raccomanda la stabilizzazione dell’asma prima dell’iniezione di un mezzo di contrasto radiografico.

A causa di un aumentato rischio di broncospasmo, è necessario adottare una particolare cautela nei pazienti che hanno subito un attacco di asma negli 8 giorni precedenti all’esame.

Fattore di rischio malattia cardiovascolare

I pazienti con malattie cardiovascolari sono maggiormente a rischio di gravi alterazioni dell'emodinamica e dell'elettrofisiologia cardiache (stimolazione e conduzione). Ciò è particolarmente vero dopo l'applicazione intracoronarica di mezzo di contrasto così pure come quella nel ventricolo sinistro e nel ventricolo destro oppure dopo l’uso di dosi elevate di mezzo di contrasto. I pazienti con insufficienza cardiaca, grave malattia coronarica, angina pectoris instabile, malattie delle valvole cardiache, infarto miocardico recente, innesti di bypass coronarico e pazienti con ipertensione polmonare sono particolarmente suscettibili di sviluppare reazioni cardiache.

Xenetix può indurre edema polmonare in pazienti con insufficienza cardiaca manifesta o latente. La somministrazione nell'ipertensione polmonare e nella cardiopatia valvolare può portare a marcati cambiamenti nell'emodinamica. Nell'ipertensione grave e cronica, il rischio di danno renale può essere aumentato sia dal mezzo di contrasto che come conseguenza del cateterismo. Alterazioni ischemiche dell'ECG e gravi aritmie si osservano più spesso nei pazienti anziani e cardiovascolari. Molto raramente sono state osservate anche fibrillazioni ventricolari, che si sono verificate immediatamente dopo la somministrazione del mezzo di contrasto indipendentemente dall'ipersensibilità. In questi casi, il rapporto rischio/beneficio deve essere soppesato con particolare attenzione.

Fattore di rischio disturbi del SNC

Si consiglia cautela nell'applicazione intravascolare in pazienti con infarto cerebrale acuto o emorragia intracranica acuta e in pazienti con malattie che determinano un'alterazione della barriera ematoencefalica, in pazienti con edema cerebrale o demielinizzazione acuta. Tumori o metastasi intracraniche e una storia di epilessia possono causare una maggiore incidenza di convulsioni post-contrasto. I sintomi neurologici causati da metastasi, processi degenerativi o infiammatori possono essere intensificati dalla somministrazione di mezzo di contrasto. L'iniezione intra-arteriosa di mezzi di contrasto può causare vasospasmo e conseguenti fenomeni ischemici cerebrali. I pazienti con malattia cerebrovascolare sintomatica, ictus recente o frequenti attacchi ischemici transitori sono ad aumentato rischio di complicanze neurologiche indotte dal mezzo di contrasto.

Alcolismo / tossicodipendenza

L'alcolismo acuto o cronico può aumentare la permeabilità della barriera ematoencefalica e quindi favorire eventualmente reazioni al SNC causate dai mezzi di contrasto. In altri tossicodipendenti, c'è anche un aumento del rischio quando il mezzo di contrasto viene somministrato per via intra-arteriosa. Il rapporto rischio/beneficio deve essere valutato attentamente in ogni singolo caso.

È stata segnalata encefalopatia con l'uso di agenti di contrasto iodati (vedere la sezioneEffetti indesiderati). L'encefalopatia da contrasto può presentarsi con sintomi e segni di disfunzione neurologica come mal di testa, disturbi visivi, cecità corticale, confusione, convulsioni, perdita di coordinazione, emiparesi, afasia, perdita di coscienza, coma e edema cerebrale. I sintomi di solito compaiono entro pochi minuti o poche ore dopo la somministrazione del mezzo di contrasto iodato e generalmente si risolvono entro pochi giorni. Fattori che aumentano la permeabilità della barriera ematoencefalica facilitano il passaggio del mezzo di contrasto nei tessuti cerebrali; ciò può provocare reazioni al SNC inclusa, ad esempio, encefalopatia.

Se si sospetta un'encefalopatia da contrasto, deve essere istituita un'appropriata gestione medica e la somministrazione di iobitrodolo non deve essere ripetuta.

Plasmocitoma e paraproteinemia

L'insufficienza renale può verificarsi in pazienti con plasmacitoma o paraproteinemia dopo somministrazione di mezzo di contrasto. Un'adeguata idratazione è obbligatoria.

Fattore di rischio feocromocitoma

La premedicazione con alfa-bloccanti è raccomandata nei pazienti con feocromocitoma a causa del rischio di gravi crisi ipertensive.

Fattore di rischio miastenia grave

La somministrazione di mezzi di contrasto a raggi X può influenzare negativamente i sintomi della miastenia grave.

Malattie autoimmuni

Casi di grave vasculite o sindrome simil-Stevens-Johnson sono stati segnalati in pazienti con malattie autoimmuni.

Intensificazione degli effetti indesiderati dei farmaci

Gli effetti collaterali dipendenti dal mezzo di contrasto possono essere intensificati nei pazienti con pronunciata irrequietezza, ansia o dolore. Oltre a un'attenta cura del paziente, potrebbero essere necessarie ulteriori misure calmanti.

Per uso intrauterino

Prima di un'isterosalpingografia, la gravidanza deve essere esclusa con certezza (vedi “Controindicazioni”). In caso di processi infiammatori o infettivi acuti nella cavità pelvica, l'isterosalpingografia può essere eseguita solo dopo un'attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio. L'esposizione degli organi riproduttivi femminili ai raggi X, con o senza mezzo di contrasto, deve sempre essere sottoposta ad una valutazione critica del rapporto rischio-beneficio.

 

Le seguenti misure precauzionali e avvertenze devono essere osservate per i singoli tipi di applicazione:

Arteriografia cerebrale

Particolare cautela è indicata nei pazienti con aterosclerosi avanzata, ipertensione grave, scompenso cardiaco, senilità e pregressa trombosi o embolia cerebrale ed emicrania. Qui possono verificarsi reazioni cardiovascolari come bradicardia e aumento o diminuzione della pressione sanguigna.

Arteriografia periferica

La pulsazione dovrebbe essere presente nell'arteria da iniettare. Nella tromboangioite obliterante o nelle infezioni ascendenti associate a grave ischemia, l'angiografia deve essere eseguita con cautela, se non del tutto.

Aortografia

A seconda della tecnica utilizzata, l'aortografia può causare lesioni all'aorta e agli organi adiacenti, puntura pleurica, sanguinamento retroperitoneale, lesione del midollo spinale e sintomi di paraplegia.

Arteriografia coronarica e ventricolografia

L'arteriografia coronarica e la ventricolografia del lato sinistro possono mostrare scompenso cardiaco, aritmie gravi, ischemia e infarto del miocardio. È indispensabile che l'esame sia eseguito da personale specializzato e che siano disponibili apparecchiature per ECG e adeguate strutture per la rianimazione e la cardioversione. Il monitoraggio dell'ECG e dei segni vitali dovrebbe essere di routine durante l'esame.

Angiocardiografia ventricolare destra nei bambini

Particolare cautela deve essere prestata nei neonati cianotici con ipertensione polmonare e disfunzione cardiaca.

Angiografia sopra-aortica

Durante l'angiografia sopraaortica occorre prestare particolare attenzione all'inserimento del catetere. Un'elevata pressione della pompa di iniezione può causare infarto renale, lesione del midollo spinale, emorragia retroperitoneale, infarto intestinale e necrosi. Dopo il completamento dell'angiografia, deve essere determinata la funzionalità renale. Nelle donne, l'angiografia deve essere eseguita solo durante la fase preovulatoria del ciclo mestruale.

Flebografia

Particolare cautela è richiesta nei pazienti con sospetta trombosi, flebite, grave ischemia, infezioni locali o occlusione totale del sistema venoso. Si raccomanda la fluoroscopia a raggi X per evitare lo stravaso durante l'iniezione.

 

 

Interazioni

Antidiabetici del gruppo delle biguanidi (metformina, buformina)

La compromissione della funzione renale, che si osserva spesso nei diabetici dopo dosi più elevate di mezzo di contrasto, può causare o peggiorare l'acidosi lattica.

Di seguito, l'abbreviazione CKD (Chronic Kidney Disease) designa le categorie di insufficienza renale cronica.

Nei pazienti con eGFR ≥ 60 mL/min/1,73 m2 (CKD 1 e 2), il rischio è basso e la metformina può essere continuata normalmente.

Nei pazienti con eGFR di 30-59 ml/min/1,73 m2 (CKD 3):

-In caso di iniezione endovenosa di XENETIX e un eGFR ≥ 45 ml/min/1,73 m2: la metformina può essere continuata normalmente.

-In caso di iniezione intra-arteriosa di XENETIX (eGFR 30-59 ml/min/1,73 m2) o per iniezione endovenosa di XENETIX con un eGFR di 30-44 ml/min/1,73 m2: interrompere la metformina 48 ore prima della somministrazione del mezzo di contrasto. Riprendere la terapia con metformina 48 ore dopo la somministrazione del mezzo di contrasto se la funzione renale non si è deteriorata.

Nei pazienti con eGFR <30 ml/min/1,73 m2 (CKD 4 e 5) o con malattie concomitanti associate a pronunciata ridotta funzionalità epatica o ipossia la metformina è controindicata e il mezzo di contrasto deve essere evitato.

In caso di un’emergenza con pazienti con funzionalità renale compromessa (vedi sopra): interrompere la terapia con metformina dopo la somministrazione del mezzo di contrasto. Dopo l'esame, il paziente deve essere monitorato per segni di acidosi lattica. La metformina deve essere ripresa non prima di 48 ore dopo la somministrazione del mezzo di contrasto se la creatinina sierica / l’eGFR è invariata.

In caso di esami di emergenza senza controllo della funzionalità renale, devono essere osservate tutte le misure per prevenire l'insufficienza renale o l'acidosi lattica. Va inoltre osservata la rubricaAvvertenze e misure precauzionali”.

Interleuchina-2 (IL-2), interferone

Alla somministrazione simultanea di interleuchina-2 può essere associata una maggiore ipersensibilità ai mezzi di contrasto o una maggiore tossicità dell'IL-2 con sintomi quali arrossamento della pelle, eritema, febbre o sintomi simil-influenzali e reazioni allergiche ritardate. Lo stesso è riportato anche di altri immunomodulatori come l'interferone. Se possibile, un esame con mezzo di contrasto deve essere evitato nei pazienti in trattamento con IL-2 e programmato per una data almeno due settimane dopo la fine della terapia.

Beta-bloccanti

La predisposizione a reazioni idiosincratiche è aumentata nei pazienti che assumono beta-bloccanti attraverso la modulazione dell'adenilato ciclasi e il conseguente aumento del rilascio di mediatori anafilattoidi. Inoltre, i beta-bloccanti provocano una ridotta capacità di compensazione cardiaca e vascolare. C'è anche un aumentato rischio di broncospasmo. Inoltre, deve essere presa in considerazione una risposta ridotta all'adrenalina o ai beta simpaticomimetici in caso di una medicazione d’urgenza. Oltre a un'attenta preparazione d'emergenza (possibilmente glucagone al posto delle catecolamine), si raccomanda la (progressiva) riduzione del beta-bloccante, se clinicamente giustificabile, soprattutto nei pazienti ad alto rischio (asmatici, insufficienza cardiovascolare, precedente reazione al mezzo di contrasto), nonché la premedicazione con antistaminici e/o steroidi.

Sostanze vasoattive, ACE inibitori, antagonisti AT-II

Simili ai beta-bloccanti, questi preparati alterano i meccanismi compensatori cardiaci e vascolari che si verificano in caso di disturbi emodinamici. Questo deve essere preso in considerazione e devono essere disponibili adeguate misure di emergenza.

Farmaci che abbassano le soglie convulsive

I farmaci che abbassano la soglia convulsiva, ad esempio fenotiazine, antidepressivi triciclici, inibitori MAO, analeptici, neurolettici, anestetici devono essere sospesi, se giustificabile dal punto di vista medico, 48 ore prima di un'arteriografia cerebrale fino a 24 ore dopo, specialmente negli epilettici o nei pazienti con danno cerebrale focale. Questi farmaci possono aumentare il rischio di convulsioni, in particolare nei pazienti con epilessia o danno cerebrale focale.

Diuretici

A causa delle proprietà iperosmolari di Xenetix, esiste un effetto diuretico additivo. Possono verificarsi disidratazione, aumento del rischio di nefropatia, squilibrio elettrolitico e disturbi ipotensivi con sequele cardiache. Particolare cautela deve essere prestata nei pazienti diabetici, con insufficienza renale, nei pazienti anziani multimorbosi, nei pazienti che assumono farmaci con un ristretto range terapeutico e quando si utilizzano alte dosi di mezzi di contrasto. Le precauzioni includono un'adeguata idratazione, l'interruzione della somministrazione concomitante (se clinicamente appropriata) e un appropriato monitoraggio del paziente.

Farmaci potenzialmente nefrotossici

Farmaci che possono potenzialmente avere un effetto nefrotossico, come inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE), aminoglicosidi, amfotericina, farmaci antinfiammatori non steroidei, diuretici, platinoidi, alte dosi di metotrexato, pentamidina, foscarnet, vari antivirali (aciclovir, ganciclovir , valaciclovir, adefovir, cidofovir, tenofivir), vancomicina, ifosfamide o ciclosporina usati in concomitanza coi mezzi di contrasto iodati possono compromettere maggiormente la funzionalità renale e causare danni permanenti. Pertanto, in particolare nei pazienti ad alto rischio (diabetici, insufficienza renale), la clearance deve essere monitorata con una buona idratazione fino a 72 ore dopo la somministrazione del mezzo di contrasto e l'(emo)dialisi iniziata in caso di emergenza.

In questi casi, deve esserci un intervallo minimo di 48 ore tra due esami del mezzo di contrasto, oppure una nuova dose deve essere somministrata solo dopo che la funzionalità renale è tornata alla normalità.

Fibrinolitici

In vitro, i mezzi di contrasto iodati alterano l'effetto dei fibrinolitici in modo dipendente dalla concentrazione. A causa di questa inibizione enzimatica, che varia a seconda del fibrinolitico, i mezzi di contrasto iodati non devono essere utilizzati contemporaneamente.

Terapia con radioiodio della tiroide

Per quanto riguarda la diagnosi e la terapia, l’avidità del tessuto tiroideo o dei tumori tiroidei e delle metastasi ai radioisotopi (iodio 131) è compromessa dai mezzi di contrasto iodati idrosolubili per 2 - 6 settimane e in rari casi più a lungo.

Scintigrafia renale

Se è prevista una scintigrafia renale con un radiofarmaco a secrezione tubulare, questa deve essere eseguita, se possibile, prima dell'iniezione del mezzo di contrasto.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Vi sono prove evidenti di rischi per il feto umano derivanti dagli esami a raggi X (effetti dei raggi X).

Gli esperimenti sugli animali dopo la somministrazione di iobitridolo a ratti e conigli non hanno mostrato alcun effetto teratogeno specifico per la sostanza. La sicurezza dell'uso di iobitridolo durante la gravidanza non è stata stabilita. Non ci sono pubblicazioni sull’esperienza clinica con Xenetix, pertanto il prodotto non deve essere usato durante la gravidanza se non in caso di assoluta necessità. Oltre alla prevenzione dell'esposizione del feto alle radiazioni, nella valutazione dei benefici e dei rischi deve essere presa in considerazione anche la sensibilità della tiroide fetale allo iodio (vedi Avvertenze e misure precauzionali).

Durante la gravidanza, l'uso intrauterino è controindicato per l'isterosalpingografia.

Se l’esposizione materna avviene durante la gravidanza, la funzionalità tiroidea neonatale deve essere monitorata. Si prega di consultare la sezione “Avvertenze e misure precauzionali”.

Allattamento

Si può presumere che piccole quantità di iobitridolo siano escrete nel latte materno (< 3% negli studi sugli animali). Xenetix pertanto non deve essere utilizzato durante l'allattamento. Se assolutamente necessario, si consiglia di interrompere l'allattamento al seno da 24 a 48 ore.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

Non sono stati condotti studi clinici al riguardo. Poiché è generalmente prevedibile una reazione acuta entro la prima ora dopo la somministrazione del mezzo di contrasto e il paziente deve rimanere sotto stretto controllo, durante questo periodo non devono essere azionati veicoli o macchinari.

Occorre tenere conto dell'influenza della malattia di base e dell'esame sulle condizioni generali del paziente (vedi «Effetti indesiderati»).

Effetti indesiderati

Il profilo di sicurezza di Xenetix non è rigorosamente differenziabile in base alla concentrazione di iodio, pertanto i dati di sicurezza seguenti si applicano a tutte le concentrazioni di iodio.

Effetti avversi negli studi clinici

In studi prospettici (n=905), sono stati osservati lievi malesseri come sensazione di calore o freddo (34,6%), dolore durante l'iniezione (2,6%) o arrossamento della pelle (1,2%), alterazioni temporanee del gusto (1%) o nausea/vomito (0,9%).

Per uso intravascolare

Nella maggior parte dei casi, gli effetti indesiderati sono da lievi a moderati, molto raramente gravi o pericolosi per la vita.

Reazioni di ipersensibilità

Le reazioni di ipersensibilità di natura anafilattica o anafilattoide possono manifestarsi in modo completamente inaspettato con lievi sintomi (vedi sotto) e trasformarsi molto rapidamente in una grave reazione di shock generalizzata:

-Reazioni cutanee o delle mucose: prurito, eritema, orticaria, edema facciale, edema di Quinck

-Vie respiratorie: starnuti, tosse, distress respiratorio, dispnea, dispnea, broncospasmo, edema laringeo o laringospasmo

-Reazioni cardiovascolari: ipotensione, vertigini, malessere generale, tachicardia, arresto cardiaco. Aritmie gravi, inclusa la fibrillazione ventricolare, sono state riportate molto raramente in pazienti con malattie cardiache, sia con che senza ipersensibilità.

-Altre manifestazioni: nausea, vomito, crampi o dolori addominali

In tali casi, la somministrazione deve essere interrotta immediatamente e, a seconda della progressione dei sintomi, deve essere iniziata una terapia adeguata (vedi anche "Avvertenze e misure precauzionali" e "Altre indicazioni").

La maggior parte degli effetti collaterali si verifica durante i primi minuti dopo la somministrazione del mezzo di contrasto. Tuttavia, sono riportate anche reazioni ritardate che si manifestano fino a pochi giorni dopo la somministrazione del mezzo di contrasto (reazioni ritardate). Oltre alle reazioni cutanee, queste includono complicazioni neurologiche, compromissione della funzionalità renale, autonomia tiroidea, febbre e sintomi gastrointestinali (nausea, vomito).

Le reazioni avverse al farmaco elencate di seguito provengono dai cosiddetti studi osservazionali post-marketing comprendenti 352255 pazienti nonché da segnalazioni di farmacovigilanza e di effetti collaterali. Sono suddivisi per classe d'organo e la frequenza degli effetti collaterali è descritta come segue:

 

Descrizione

Frequenza

Percentuale

molto comune

Uguale o superiore a 1/10 pazienti

≥10%

comune

1/100 a meno di 1/10 pazienti

≥ 1% - < 10%

non comune

1/1000 a meno di 1/100 pazienti

≥ 0,1% - < 1%

raro

1/10000 a meno di 1/1000 pazienti

≥ 0,01% - < 0,1%

molto raro

Meno di 1/10000 pazienti

< 0,01%

non conosciuto

non può essere stimato sulla base dei dati disponibili

 

 

Disturbi del sistema immunitario

Raro: ipersensibilità.

Molto raro: shock anafilattico, reazione anafilattica, reazione anafilattoide

Patologie endocrine

Molto raro: disturbo della tiroide (disfunzione tiroidea), ipotiroidismo da sovraccarico di iodio nei neonati ma soprattutto nei bambini prematuri (decorso temporaneo, ma anche più duraturo). In letteratura è stato descritto ipotiroidismo con una frequenza fino al 18,3% in relazione a mezzi di contrasto radiografici iodati nei bambini prematuri. Ipotiroidismo o una transitoria riduzione della funzione tiroidea sono stati osservati anche in pazienti pediatrici (0-3 anni) in seguito alla somministrazione di mezzi di contrasto iodati (vedi “Avvertenze e misure precauzionali”).

Patologie del sistema nervoso

Raro: perdita di coscienza, presincope (crisi vasovagale), tremore* (tremito), parestesia*

Molto raro: cefalea, capogiro, irrequietezza (agitazione)*, stato confusionale*, disturbo delle vie ottiche (disturbi visivi)*, fotofobia*, cecità transitoria*, disorientamento (disorientamento temporospaziale), amnesia*, crisi convulsiva (convulsione)* , sonnolenza*, coma*

* Più comune con alte concentrazioni di mezzi di contrasto nella circolazione cerebrale.

** più comunemente associato a una reazione di ipersensibilità

Non conosciuto: encefalopatia da contrasto

Con altri mezzi di contrasto radiologici iodati idrosolubili

Paralisi, paresi, allucinazione, disturbo del linguaggio

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Raro: vertigine

Molto raro: ipoacusia (udito ridotto), tinnito

Patologie cardiache

Raro: tachicardia, bradicardia, ipertensione, ipotensione

Molto raro: collasso circolatorio, arresto cardiaco, infarto miocardico*, aritmia, fibrillazione ventricolare, angina pectoris, disturbo cardiovascolare (disturbo funzionale del flusso ematico), torsione di punta, arteriospasmo coronarico

Non conosciuto: cianosi**, sindrome di Kounis.

* più comune con somministrazione intracoronarica

** più comunemente associato a una reazione di ipersensibilità

Per altri mezzi di contrasto radiologici iodati idrosolubili:

tromboflebite

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro: dispnea, tosse, sensione della gola, starnuto

Molto raro: arresto respiratorio, edema polmonare, broncospasmo, edema della laringe, laringospasmo

Patologie gastrointestinali

Non comune: nausea

Raro: vomito

Molto raro: disturbo del gusto, dolore addominale (crampi addominali)

Per altri mezzi di contrasto radiologici iodati idrosolubili:

Pancreatite acuta (dopo ERCP), diarrea solitamente presente dopo applicazione orale o rettale, ingrossamento della ghiandola salivare, ipersecrezione salivare

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: (vedi anche «Controindicazioni» e «Avvertenze e precauzioni»)

Raro: angioedema, orticaria (da locale a generalizzata), eritema, prurito

Molto raro: pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (TEN o sindrome di Lyell), eczema, eruzione cutanea papulare (come reazione di ipersensibilità ritardata; reazione cutanea ritardata), sensazione di gran calore (cute arrossata), eruzione cutanea, edema, tumefazione della palpebra.

Non conosciuto: reazione cutanea da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS).

Per altri mezzi di contrasto radiologici iodati idrosolubili:

eritema multiforme

Patologie renali e urinarie

Molto raro: Creatinina ematica aumentata (temporaneamente), oliguria, anuria, lesione traumatica renale acuta (insufficienza renale acuta). Per quanto riguarda i pazienti a maggior rischio si rimanda alle corrispondenti “Avvertenze e misure precauzionali”.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non comune: sensazione di caldo

Raro: edema della faccia, malessere, brividi, dolore in sede di iniezione, astenia (debolezza), piressia

Molto raro: necrosi al sito di iniezione (probabilmente a causa di stravaso), infiammazione al sito di iniezione (probabilmente a causa di stravaso), edema al sito di iniezione (probabilmente a causa di stravaso). Questi possono verificarsi anche senza stravaso della preparazione iniettata e sono generalmente transitori.

Non conosciuto: sindrome compartimentale dovuta a stravaso

Nel caso dell'iniezione intra-arteriosa, il dolore dell'iniezione dipende dall'osmolalità della soluzione iniettabile.

Occorre prestare attenzione per garantire una corretta applicazione intravascolare.

Reazioni avverse ai farmaci nei bambini

Simili per qualità e natura a quelle osservate negli adulti - la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili.

Uso intrauterino

Comune (da studi clinici prospettici): dolore pelvico (3%)

Per uso intraarticolare

Comune (da studi clinici prospettici): dolore articolare in sede di iniezione (4%)

Raro: infezione articolare in sede di iniezione, infiammazione articolare in sede di iniezione, tumefazione articolare in sede di iniezione. Se il gonfiore aumenta in modo significativo dopo la procedura, il paziente deve consultare un medico.

Il collasso cardiovascolare di vari gradi di gravità può verificarsi improvvisamente e in modo del tutto inaspettato senza segni premonitori o aggravare significativamente gli effetti collaterali cardiovascolari sopra menzionati.

 

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Un sovradosaggio può essere pericoloso per la vita del paziente. Possono essere interessate le vie respiratorie, il cuore e la circolazione, i reni con l'equilibrio idro-elettrolitico e la barriera ematoencefalica. Il trattamento deve mirare al mantenimento delle funzioni vitali e al rapido utilizzo del trattamento sintomatico. La funzionalità renale deve essere seguita per almeno tre giorni.

Non ci sono informazioni sull'uso dell'emodialisi, anche se, sulla base delle proprietà fisico-chimiche e dell'esperienza con preparati simili, potrebbe essere utilizzata per favorire l'eliminazione.

Proprietà/effetti

Codice ATC

V08AB11

Meccanismo d’azione

Lo iodio legato in modo covalente assorbe i raggi X creando così il contrasto. Xenetix appartiene alla classe dei mezzi di contrasto per raggi X triiodati (monomerici), idrosolubili, a bassa osmolarità, non ionici.

Farmacodinamica

Lo iobitridolo è un monomero triiodato non ionico caratterizzato da elevata solubilità in acqua e idrofilia. La soluzione iniettabile pronta per l'uso è limpida, di colore da incolore a leggermente giallognolo e presenta le seguenti proprietà fisico-chimiche.

 

XENETIX 300

XENETIX 350

Concentrazione di iodio (mg I/ml)

300

350

Osmolalità (mOsm/kg H2O)

695

915

Viscosità:

 

 

37°C (mPa.s)

6

10

20°C (mPa.s)

11

21

 

Efficacia clinica

Non applicabile (prodotto diagnostico).

Farmacocinetica

Assorbimento

Non applicabile.

Distribuzione

Dopo somministrazione intravascolare, XENETIX, come tutti i farmaci uroangiografici idrosolubili, si distribuisce rapidamente nei vasi sanguigni e nello spazio interstiziale (t½ = 18 min). Non è in grado di attraversare la barriera ematoencefalica integra, si lega solo in minima parte alle proteine ​​sieriche, penetra a malapena nelle membrane cellulari e viene assorbito poco anche dopo somministrazione orale. Il volume di distribuzione (0,2 ml/kg di peso corporeo) indipendente dalla dose conferma esclusivamente la distribuzione extracellulare.

Metabolismo

Lo iobitridolo non viene metabolizzato.

Eliminazione

Lo iobitridolo viene eliminato completamente per via renale (filtrazione glomerulare) con unemivita di eliminazione t½ di 108 min, indipendentemente dalla dose. La velocità di eliminazione è di 0,080 l/h.kg o 93 ml/min negli adulti. L'88-98% della dose somministrata si trova nelle urine delle 8 ore e il 100% nelle urine delle 24 ore.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

In caso di insufficienza renale, l'escrezione è significativamente più lenta ed eterotopica attraverso i dotti biliari, per cui può essere necessaria la dialisi.

Dati preclinici

Gli studi di tossicità acuta nell’animale effettuati dopo la somministrazione i.v. di iobitridolo hanno rilevato la comparsa di segni di intolleranza soltanto a partire da dosi molto elevate (da 9 a 18 g di iodio/kg di peso corporeo) e comprendevano ipotermia transitoria, depressione respiratoria nonché lesioni istopatologiche dose-dipendenti nei due organi bersaglio, il fegato con vacuolizzazione negli epatociti e i reni con vacuoli tubulocellulari ed ectasie.

La somministrazione i.v. ripetuta di 2,8 g di iodio/kg/die ai cani per 28 giorni ha mostrato la formazione di vacuolo granulare nei tubuli renali, reversibile dopo l'interruzione del trattamento.

Il test di tolleranza locale dopo una singola applicazione intramuscolare o sottocutanea ha indicato possibili reazioni infiammatorie dopo stravaso.

Gli studi sulla mutagenicità sono risultati negativi. I test sugli effetti embriotossici o teratogeni su ratti o conigli non hanno fornito alcuna indicazione di un potenziale teratogeno.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Per evitare incompatibilità fisico-chimiche, generalmente non è consigliabile miscelare altri farmaci con XENETIX.

Influenza su metodi diagnostici

Test di funzionalità tiroidea

L’avidità del tessuto tiroideo ai radioisotopi per la diagnostica tiroidea è compromessa dai mezzi di contrasto iodati idrosolubili per un massimo di due settimane e in rari casi più a lungo. I test di funzionalità tiroidea non basati sulla determinazione dell'assunzione di iodio, ad esempio le determinazioni di T3-triiodotironina e tiroxina (T4 totale) rimangono inalterati. Vedi anche Avvertenze e misure precauzionali e Interazioni.

Test clinici di laboratorio:

Molto raro: aumento della creatinina sierica

Per altri mezzi di contrasto radiologici iodati idrosolubili:

EEG anormali, aumento dei livelli di amilasi nel sangue.

Consigli su come comportarsi in caso di incidenti correlati ai mezzi di contrasto

In considerazione dell'imprevedibilità di un incidente durante la somministrazione di mezzi di contrasto radiologici iodati, è necessaria la fornitura di tutte le possibili misure di emergenza per la rianimazione e la terapia d'urgenza (vedi anche Avvertenze e misure precauzionali). Durante l'esame, le condizioni generali del paziente (polso, pressione sanguigna) devono essere regolarmente monitorate dal medico e deve essere mantenuta una linea endovenosa per il trattamento immediato di un incidente.

Suggerimenti per evitare complicazioni tromboemboliche

I mezzi di contrasto iodati non ionici hanno un effetto anticoagulante più debole rispetto ai mezzi di contrasto iodati ionici. Per evitare coaguli di sangue o complicanze tromboemboliche, utilizzare una tecnica angiografica particolarmente attenta, evitare l’iniezione del prodotto in punti dove il sangue è stagnante, risciacquare frequentemente i cateteri e gli accessi vascolari con soluzioni saline (eparinizzate), limitare il più possibile i tempi di esame, utilizzare siringhe di plastica al posto di siringhe di vetro, prestare attenzione alla co-medicazione e alla somministrazione aggiuntiva di anticoagulanti (es. eparina).

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Periodo di scadenza dopo l'apertura

Questo preparato non contiene conservanti. Per ragioni microbiologiche, il preparato pronto all’uso deve essere utilizzato immediatamente dopo l’apertura. Le quantità rimanenti devono essere distrutte.

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Flaconi:

Conservare al riparo dalla luce e dai raggi X a temperatura non superiore a 30°C.

Sacche di polipropilene (Scanbags):

Proteggere dalla luce e dai raggi X e conservare a temperatura ambiente (15-25°C).

Poco prima dell'esame, preriscaldare il mezzo di contrasto preferibilmente a temperatura corporea (37°C).

 

Indicazioni per la manipolazione

Istruzioni igieniche

In linea di principio, quando si utilizzano mezzi di contrasto devono essere osservate le norme igieniche generali per le soluzioni sterili. Poiché le soluzioni non sono conservate e sono contenitori monodose, le quantità rimanenti non utilizzate nell'esame devono essere eliminate. Le sacche in polipropilene possono essere svuotate con un attacco tipo Luer senza forarle. (Nota le istruzioni specifiche sulla confezione). Se il prodotto viene utilizzato con un iniettore, devono essere osservate tutte le misure precauzionali per prevenire la contaminazione o l'esposizione alle particelle. Ad esempio, i tubi di collegamento al paziente, che sono vantaggiosamente provvisti di valvole di sicurezza contro il riflusso, devono essere sostituiti dopo ogni esame. Per il prelievo del mezzo di contrasto sono consigliati sistemi chiusi dotati di filtri dell'aria sterili. Al termine della giornata di esame, i residui del mezzo di contrasto devono essere eliminati. È assolutamente necessario osservare le istruzioni per l'uso supplementari dei rispettivi produttori di dispositivi e dispositivi medici.

Artrografia

Devono essere adottate tutte le misure possibili per un'igiene ottimale, ovvero lavorare in condizioni sterili.

Numero dell’omologazione

53001 (Swissmedic)

Confezioni

XENETIX è fornito in flaconi di vetro di tipo II (Ph. Eur.) trasparenti e incolori (tappo di gomma in clorobutile esente da lattice e anello di chiusura in alluminio) e in sacche / Scanbag in polipropilene (attacco tipo Luer in PVC):

XENETIX 300: (B)

Flaconi: 1 x 50 ml; 1 x 100 ml in flacone da 125 ml; 1 x 100 ml in flacone da 100 ml; 1 x 200 ml, 1 x 500 ml; 10 x 200 ml; 10 x 500 ml

Sacche / Scanbag: 1 x 100 ml; 1 x 200 ml; 1 x 500 ml; 10 x 100 ml; 10 x 200 ml; 10 x 500 ml

XENETIX 350: (B)

Fiale: 1 x 20 ml in flacone da 30 ml; 1 x 20 ml in flacone da 20 ml; 1 x 50 ml; 1 x 100 ml in flacone da 125 ml; 1 x 100 ml in flacone da 100 ml; 1 x 200 ml; 1 x 500 ml; 10 x 200 ml; 10 x 500 ml

Sacche / Scanbag: 1 x 100 ml; 1 x 200 ml; 1 x 500 ml; 10 x 100 ml; 10 x 200 ml; 10 x 500 ml

Titolare dell’omologazione

Guerbet AG, Zurigo

Stato dell’informazione

Gennaio 2023