Inhibace® submite, Inhibace mite, Inhibace

 

Composizione

Principi attivi

Cilazapril anidro come cilazapril monoidrato

 

Sostanze ausiliarie

Inhibace submite 1 mg:

Lattosio monoidrato (81,506 mg), amido di mais, hypromellose, talco, sodio stearil fumarato (equivalente a 0,08 mg di sodio), biossido di titanio (E171), ossido di ferro giallo (E172)

Inhibace mite 2,5 mg:

Lattosio monoidrato (124,39 mg), amido di mais, hypromellose, talco, sodio stearil fumarato (equivalente a 0,12 mg di sodio), biossido di titanio (E171), ossido di ferro giallo (E172), ossido di ferro rosso (E172)

Inhibace 5 mg:

Lattosio monoidrato (121,78 mg), amido di mais, hypromellose, talco, sodio stearil fumarato (equivalente a 0,12 mg di sodio), biossido di titanio (E171), ossido di ferro rosso (E172)

 

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Inhibace submite 1 mg: Compresse rivestite con film di colore giallo chiaro (con linea di frattura, divisibile) da 1 mg di cilazapril anidro (come cilazapril monoidrato)

Inhibace mite 2,5 mg: Compresse rivestite con film di colore rosa (con linea di frattura, divisibile) da 2,5 mg di cilazapril anidro (come cilazapril monoidrato)

Inhibace 5 mg: Compresse rivestite con film di colore marrone-rossiccio (con linea di frattura, divisibile) da 5 mg di cilazapril anidro (come cilazapril monoidrato)

 

Indicazioni/possibilità d’impiego

Trattamento dell’ipertensione e dell’insufficienza cardiaca grave delle classi NYHA III e IV.

 

Posologia/impiego

Osservazioni generali

Inhibace deve essere assunto una volta al giorno. Dal momento che l'assunzione di cibo non ha un impatto clinicamente significativo sull'assorbimento, il paziente può assumere Inhibace prima o durante il pasto. Il medicamento deve essere sempre assunto approssimativamente alla stessa ora del giorno.

 

Ipertensione

La posologia iniziale consigliata è di 1,0–1,25 mg una volta al giorno. La posologia abituale di Inhibace prevede l’assunzione di 2,5-5 mg una volta al giorno. La posologia deve essere aggiustata individualmente, a seconda della risposta della pressione sanguigna. Generalmente, l’effetto terapeutico completo si manifesta solo dopo due-quattro settimane.

 

Insufficienza cardiaca grave delle classi NYHA III e IV

Posologia iniziale

Il trattamento con Inhibace dovrebbe essere avviato con una posologia iniziale consigliata di 0,5 mg una volta al giorno, sotto controllo medico.

 

Posologia di mantenimento

La dose viene successivamente aumentata fino alla posologia di mantenimento più bassa di 1 mg una volta al giorno, a seconda della tollerabilità e delle condizioni di salute.

 

Durante la terapia di mantenimento, occorre effettuare un ulteriore aggiustamento della dose nel quadro della posologia di mantenimento (1-2,5 mg una volta al giorno), a seconda della tollerabilità e delle condizioni di salute.

 

Normalmente, la dose massima è di 5 mg una volta al giorno.

 

I risultati di esami clinici hanno dimostrato che l’escrezione di cilazaprilato nei pazienti con insufficienza cardiaca grave è correlata alla clearance della creatinina. Pertanto, nei pazienti con insufficienza cardiaca grave e funzionalità renale compromessa valgono raccomandazioni posologiche speciali (cfr. anche «Farmacocinetica», «Cinetica di gruppi di pazienti speciali» e «Istruzioni posologiche speciali»).

 

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) attivato

È necessario usare particolare cautela nei pazienti con RAAS attivato. Ciò può accadere, ad esempio, in pazienti con ipertensione renovascolare o altre forme gravi di ipertensione, ipovolemia, scompenso cardiaco o terapia concomitante con diuretici o vasodilatatori. In tali pazienti, dopo la dose iniziale può verificarsi una ipotensione eccessiva. Pertanto, per questi pazienti è consigliata una dose iniziale più bassa di 0,5 mg una volta al giorno. Una eventuale ipovolemia e/o deplezione di sodio nonché un possibile scompenso cardiaco devono essere corretti prima di iniziare il trattamento. Nei pazienti ipertonici, i diuretici dovrebbero essere sospesi 2-3 giorni prima della posologia iniziale di Inhibace. L'inizio del trattamento deve avvenire sotto controllo medico.

 

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Nei pazienti con insufficienza renale, la dose deve essere ridotta secondo il seguente schema, in funzione della clearance della creatinina:

Clearance della creatinina

Dose iniziale di Inhibace

Dose massima di Inhibace

>40 ml/min

1 mg una volta al giorno

5 mg una volta al giorno

10-40 ml/min

0,5 mg una volta al giorno

2,5 mg una volta al giorno

<10 ml/min

Non consigliato

 

Nei pazienti che necessitano di emodialisi, Inhibace deve essere assunto nei giorni in cui non viene eseguita la dialisi. La posologia deve essere adattata alla risposta della pressione sanguigna al medicamento. Come per altri ACE-inibitori, con l’impiego di membrane in poliacrilonitrile («AN69») aumenta la probabilità di reazioni anafilattoidi. Tale associazione deve pertanto essere evitata utilizzando altri medicamenti antipertensivi oppure altre membrane per l’emodialisi.

 

Pazienti con cirrosi epatica

Nei pazienti con cirrosi epatica (ma senza ascite) che necessitano di una terapia contro l’ipertensione, Inhibace deve essere dosato con molta cautela. La dose non dovrebbe superare 0,5 mg/giorno e la pressione sanguigna deve essere monitorata con attenzione poiché potrebbe insorgere ipotensione grave.

 

Pazienti anziani con ipertensione

Il trattamento dovrebbe iniziare con 0,5-1 mg di Inhibace al giorno, a seconda dell’equilibrio idroelettrolitico e delle condizioni generali del paziente. La posologia di mantenimento di Inhibace deve poi essere adattata alla risposta individuale del paziente.

 

Pazienti anziani con insufficienza cardiaca cronica

Nei pazienti anziani con insufficienza cardiaca cronica (classi NYHA III e IV) che assumono dosi elevate di diuretici, la terapia deve essere avviata assolutamente solo con una posologia di 0,5 mg.

 

Bambini e adolescenti

Efficacia e tollerabilità in bambini e adolescenti non sono state studiate. Pertanto, Inhibace non può essere somministrato a bambini e adolescenti.

 

Controindicazioni

Inhibace è controindicato:

-nei pazienti con ipersensibilità al principio attivo cilazapril o ad una delle sostanze ausiliarie secondo composizione o ad altri ACE-inibitori;

-nei pazienti nei quali in passato sono insorti angioedemi a seguito della terapia con altri ACE-inibitori, e nei pazienti con angioedema congenito o idiopatico;

-gli ACE-inibitori, incluso Inhibace, sono controindicati se assunti in associazione con sacubitril/valsartan, a causa di un aumento del rischio di angioedema. Un trattamento con Inhibace può essere avviato non prima di 36 ore dopo l'ultima dose di sacubitril/valsartan (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»);

-durante la gravidanza e l'allattamento (cfr. «Gravidanza, allattamento»;

-in associazione con aliskiren nei pazienti con diabete mellito (tipo 1 e tipo 2), e nei pazienti con ridotta funzionalità renale (GFR <60 ml/min/1,73 m2) (cfr. «Interazioni»).

 

Efficacia e tollerabilità in bambini e adolescenti non sono state studiate. Pertanto, Inhibace non può essere somministrato a bambini e adolescenti.

 

Avvertenze e misure precauzionali

Ipersensibilità/angioedema

La terapia con ACE-inibitori può provocare la comparsa di angioedemi e l'incidenza riportata è compresa tra 0,1 e 0,5%. Gli angioedemi causati dagli ACE-inibitori possono manifestarsi come ripetuti episodi di gonfiore del viso, che regrediscono dopo la sospensione della terapia, o come edema orofaringeo acuto e come ostruzione delle vie respiratorie potenzialmente letale, che richiede un trattamento di emergenza. Come variante, può anche presentarsi un angioedema intestinale, che insorge solitamente entro le prime 24-48 ore di trattamento. I pazienti con una storia pregressa di angioedema non correlata agli ACE-inibitori possono avere un rischio più elevato (cfr. «Controindicazioni»).

 

L'uso concomitante di ACE-inibitori, tra cui Inhibace, con racecadotril, inibitori di mTOR (mammalian target of rapamycin, ad esempio sirolimus, everolimus, temsirolimus) o inibitori della dipeptidil-peptidasi IV (inibitori della DPP-4, ad esempio vildagliptin) può portare ad un maggior rischio di angioedema (ad esempio gonfiore alle vie respiratorie o alla lingua, con o senza difficoltà respiratorie). È richiesta cautela nell’uso concomitante di racecadotril, inibitori di mTOR (ad esempio sirolimus, everolimus, temsirolimus) o di inibitori della DPP-4, come vildagliptin, con ACE-inibitori (cfr. «Interazioni»).

 

Non appena si manifesti un edema angioneurotico che interessi le estremità, il viso, le labbra, la lingua, la glottide e/o la laringe, il trattamento con Inhibace deve essere immediatamente interrotto. Il paziente deve essere attentamente monitorato fino a quando il gonfiore non si attenui.

 

Gli ACE-inibitori, incluso Inhibace, non devono essere somministrati assieme a sacubitril/valsartan a causa del rischio di angioedema. Nei pazienti che ricevano un trattamento concomitante con sacubitril/valsartan, può sussistere un maggior rischio di angioedema. Un trattamento con sacubitril/valsartan può essere avviato non prima di 36 ore dopo l'ultima dose della terapia con Inhibace. Un trattamento con Inhibace può essere avviato non prima di 36 ore dopo l'ultima dose di sacubitril/valsartan (cfr. «Controindicazioni» e «Interazioni»).

 

Anafilassi

Emodialisi

Nei pazienti in terapia con ACE-inibitori, che sono dializzati con membrane ad alto flusso (ad esempio AN 69), si sono verificati casi di anafilassi. In tali pazienti, si deve considerare l'uso di un diverso tipo di membrane per dialisi o di una diversa classe di farmaci antipertensivi.

 

Aferesi con lipoproteine a bassa densità (LDL aferesi)

Nei pazienti in terapia con ACE-inibitori, si è verificata la comparsa di anafilassi potenzialmente letali durante l'esecuzione di LDL aferesi con destrano solfato. Pertanto, il trattamento con ACE-inibitori deve essere temporaneamente sospeso prima di ogni aferesi.

 

Desensibilizzazione

Possono verificarsi reazioni anafilattiche in pazienti in terapia con ACE-inibitori durante una terapia di desensibilizzazione con veleno di vespe o api. Prima di iniziare la terapia desensibilizzante, deve essere terminato il trattamento con Inhibace e non deve essere sostituito con un beta-bloccante.

 

Disturbi ematologici

Disturbi quali trombocitopenia, neutropenia e agranulocitosi sono stati associati agli ACE-inibitori. L’agranulocitosi è stata osservata in particolare nei pazienti con ridotta funzionalità renale, con collagenosi oppure nei pazienti in terapia immunosoppressiva. Pertanto, soprattutto in tali pazienti si raccomanda il monitoraggio periodico della conta leucocitaria.

 

Stenosi aortica/cardiomiopatia ipertrofica

In pazienti con disturbi ostruttivi cardiaci (ad esempio: stenosi mitralica, stenosi aortica, cardiomiopatia ipertrofica), gli ACE-inibitori dovrebbero essere usati con cautela, in quanto non è possibile un aumento della gittata cardiaca per compensare una vasodilatazione sistemica e vi è il rischio di grave ipotensione.

 

Ipotensione

Gli ACE-inibitori possono causare ipotensione grave, in particolare all'inizio del trattamento. L'ipotensione dopo la prima dose si presenta con più alta probabilità in pazienti nei quali è attivato il sistema renina-angiotensina-aldosterone. Ciò accade spesso, ad esempio, nei pazienti con ipertensione renovascolare o altre forme gravi di ipertensione, ipovolemia, scompenso cardiaco o terapia concomitante con diuretici o vasodilatatori. In tali pazienti, dopo la dose iniziale può verificarsi una ipotensione eccessiva. Pertanto, per questi pazienti è consigliata una dose iniziale più bassa. Una eventuale ipovolemia e/o deplezione di sodio nonché un possibile scompenso cardiaco devono essere corretti prima di iniziare il trattamento. L'inizio del trattamento deve avvenire sotto controllo medico (cfr. «Posologia/impiego»).

 

In pazienti con angina pectoris o malattie cerebrovascolari dovrebbero essere adottate precauzioni simili dal momento che l’ipotensione può causare ischemia miocardica o cerebrale.

 

Cirrosi epatica e danni epatici

Nei pazienti con cirrosi epatica (ma senza ascite) che necessitano di terapia antipertensiva, il trattamento con Inhibace deve essere avviato con una dose bassa e con molta cautela in quanto è possibile l’insorgenza di ipotensione significativa. Nei pazienti con ascite, non è consigliabile la somministrazione di Inhibace (cfr. anche «Istruzioni posologiche speciali»).

 

Sono insorti disturbi della funzionalità epatica, come ad esempio un aumento dei valori epatici (transaminasi, bilirubina, fosfatasi alcalina, gamma-GT) ed epatite colestatica. I pazienti che durante il trattamento con Inhibace sviluppano ittero o che presentano un significativo aumento degli enzimi epatici, dovrebbero interrompere il trattamento ed essere sottoposti a controlli medici.

 

Insufficienza renale

Per pazienti con insufficienza renale, a seconda della clearance della creatinina occorrono eventualmente dosi inferiori (cfr. «Istruzioni posologiche speciali»). Nel trattamento con ACE-inibitori può manifestarsi un aumento dell’urea ematica e/o della creatinina sierica. Sebbene tali alterazioni siano generalmente reversibili dopo la sospensione di Inhibace e/o del diuretico, sono stati riportati casi di disfunzione renale grave e, più raramente, di insufficienza renale acuta.

 

In particolare i pazienti con stenosi dell’arteria renale trattati con Inhibace presentano un aumentato rischio di sviluppare insufficienza renale, compresa insufficienza renale acuta. Nel trattamento di tali pazienti è pertanto necessario usare cautela.

 

La funzionalità renale nei gruppi di pazienti predisposti deve essere monitorata nelle prime settimane di trattamento. Qualora si presentasse un rilevante deterioramento della funzionalità renale, la terapia deve essere sospesa.

 

«Doppio blocco» del sistema renina-angiotensina-aldosterone

È dimostrato che l’uso concomitante di ACE-inibitori, di antagonisti del recettore dell'angiotensina II o di aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, di iperkaliemia e di riduzione della funzionalità renale (inclusa insufficienza renale acuta). Il doppio blocco del RAAS attraverso l’uso concomitante di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato. Se la terapia del doppio blocco è considerata assolutamente necessaria, essa deve essere avviata solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna.

 

Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell’angiotensina II non devono essere usati in concomitanza nei pazienti con nefropatia diabetica.

 

Potassio sierico

Gli ACE-inibitori, inibendo il rilascio di aldosterone, possono causare iperkaliemia. Nei pazienti con funzionalità renale normale, tale effetto non è normalmente significativo. Tuttavia, nei pazienti con insufficienza renale e/o nei pazienti trattati con integratori di potassio (compresi i sostituti del sale da cucina), con diuretici risparmiatori di potassio, trimetoprim o cotrimossazolo (anche noto come trimetoprim/sulfametossazolo) e in particolare con antagonisti dell’aldosterone o antagonisti del recettore dell'angiotensina, può insorgere iperkaliemia. Per questo, la concentrazione sierica di potassio e la funzionalità renale devono essere regolarmente monitorate. Nei pazienti che ricevono in concomitanza ACE-inibitori, i diuretici risparmiatori di potassio e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina dovrebbero essere utilizzati solo con particolare cautela (si veda «Interazioni»).

 

Operazioni, anestesia

Nei pazienti in terapia con ACE-inibitori, gli anestetici con proprietà antipertensive possono causare ipotensione.

 

Diabete

La somministrazione di ACE-inibitori a pazienti con diabete, in particolare nei pazienti con ridotta funzionalità renale, può potenziare l’effetto ipoglicemizzante degli antidiabetici orali o dell’insulina. In questi pazienti, i livelli glicemici devono essere monitorati con attenzione durante l’avvio del trattamento con Inhibace.

 

Appartenenza etnica

Nei pazienti di origine africana con la pelle nera, è stata decritta una ridotta efficacia degli ACE-inibitori per abbassare la pressione sanguigna. Nei pazienti con pelle nera, è stato descritto anche un aumento del rischio di insorgenza di angioedema.

 

Lattosio

Le compresse rivestite con film contengono lattosio. Pertanto, i pazienti con rare patologie ereditarie quali intolleranza al galattosio, deficit di Lapp lattasi o malassorbimento del glucosio-galattosio non devono assumere questo medicamento.

 

Sodio

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compresse rivestite con film, cioè essenzialmente «senza sodio».

 

Interazioni

Altri antipertensivi

Un effetto additivo può risultare quando Inhibace viene somministrato in associazione con altri farmaci antipertensivi.

 

Litio

Somministrando il litio in concomitanza con ACE-inibitori, si è manifestato l’aumento reversibile dei livelli di litio nel siero. L’uso concomitante di diuretici tiazidici può aumentare il rischio di tossicità del litio e rafforzare il rischio già aumentato di tossicità del litio in caso di somministrazione concomitante di ACE-inibitori. La somministrazione concomitante di Inhibace e litio non è raccomandata; tuttavia, se l’associazione è necessaria, i livelli sierici del litio devono essere attentamente monitorati.

 

Assunzione di potassio, diuretici risparmiatori di potassio, medicamenti che influenzano i livelli sierici di potassio

Sebbene i livelli di potassio nel sangue di solito rimangano all'interno dei valori normali, nei pazienti trattati con Inhibace può insorgere iperkaliemia.

 

Pertanto, non è raccomandato l'uso concomitante di Inhibace con diuretici risparmiatori di potassio (per esempio: spironolattone, triamterene o amiloride), integratori di potassio, soluzioni per infusione contenenti potassio e altri principi attivi che aumentano i livelli di potassio nel siero, ad esempio trimetoprim e cotrimossazolo (trimetoprim/sulfametossazolo; trimetropim potrebbe agire come diuretico risparmiatore di potassio, come anche amiloride) (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

 

Se è indicata una sostituzione del potassio, questa dovrebbe essere eseguita con cautela ed accompagnata da frequenti controlli dei livelli del potassio sierico.

 

L'iperkaliemia può inoltre insorgere in caso di uso concomitante di ACE-inibitori/Inhibace con ciclosporina o eparina. In questo caso, i livelli di potassio nel siero dovrebbero essere monitorati.

 

Diuretici (diuretici tiazidici o diuretici dell'ansa)

Un precedente trattamento con alte dosi di diuretici può portare a deplezione volemica e quindi al rischio di ipotensione all'inizio della terapia con Inhibace (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). L'effetto ipotensivo può essere ridotto con la sospensione del diuretico, aumentando l'afflusso di volume o l'assunzione di sale oppure avviando la terapia con Inhibace con una dose bassa.

 

Antidepressivi triciclici, antipsicotici, anestetici o narcotici

L'uso concomitante di anestetici in anestesia generale, come l'uso di antidepressivi triciclici e antipsicotici con ACE-inibitori, può portare ad un ulteriore abbassamento della pressione sanguigna (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

 

Antinfiammatori non steroidei (FANS), inclusi gli inibitori della COX-2 e aspirina ≥3 g/giorno

La somministrazione di FANS può portare ad una riduzione dell'effetto antipertensivo degli ACE-inibitori. Nei pazienti anziani, nei pazienti con disturbi della funzionalità renale e nei pazienti con ipovolemia (anche in terapia diuretica), la somministrazione concomitante di FANS con ACE-inibitori può aumentare il rischio di deterioramento della funzionalità renale (inclusa insufficienza renale acuta) e di un aumento del potassio sierico. In tali pazienti, questi medicamenti dovrebbero pertanto essere utilizzati in associazione solo con cautela e monitorando la funzionalità renale e il potassio.

 

Simpaticomimetici

I simpaticomimetici possono ridurre l’effetto antipertensivo degli ACE-inibitori.

 

Inibitori di mTOR

L'uso concomitante di ACE-inibitori e inibitori di mTOR, come sirolimus, everolimus, temsirolimus, può portare ad un aumento del rischio di angioedema (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

 

Antidiabetici

Studi epidemiologici hanno mostrato indicazioni di una maggiore riduzione della glicemia, con il rischio di ipoglicemia con l'uso concomitante di ACE-inibitori e farmaci antidiabetici (insulina, farmaci antidiabetici ipoglicemizzanti orali). La comparsa di tale fenomeno sembra essere più frequente durante le prime settimane di trattamento in associazione e in pazienti con ridotta funzionalità renale.

 

L'uso concomitante di ACE-inibitori e degli inibitori della DPP-4, come vildagliptin, può portare ad un aumento del rischio di angioedema (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

 

Oro

Nei pazienti in terapia con oro iniettabile (sodio aurotiomalato) e somministrazione concomitante di ACE-inibitori, sono state raramente segnalate reazioni di tipo nitritoide (i sintomi includono arrossamento del volto, nausea, vomito e ipotensione).

 

«Doppio blocco» del sistema renina-angiotensina-aldosterone (sistema RAA) con ACE-inibitori (ACE-I), antagonista del recettore dell'angiotensina II (ARB) o aliskiren

cfr. «Avvertenze e misure precauzionali».

 

Medicamenti contro l’insufficienza cardiaca

In caso di uso concomitante di un ACE-inibitore, incluso Inhibace, con sacubitril/valsartan, può aumentare il rischio di angioedema (cfr. «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).

 

Altri medicamenti

In caso di somministrazione concomitante di Inhibace con digossina, non si è osservato alcun aumento dei livelli plasmatici di digossina. Non sono state osservate interazioni farmacologiche clinicamente significative con la somministrazione concomitante di Inhibace con nitrati, anticoagulanti cumarinici e bloccanti dei recettori H2. Non ci sono state significative interazioni farmacocinetiche tra Inhibace e furosemide o diuretici tiazidici.

 

Con l'uso concomitante di ACE-inibitori e certe membrane per emodialisi (ad esempio: membrane in poliacrilonitrile o LDL aferesi con solfato di destrano), in dialisi sono state descritte reazioni di ipersensibilità (reazioni anafilattoidi) (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

 

L’uso concomitante di un ACE-inibitore, incluso Inhibace, con racecadotril, può aumentare il rischio di angioedema (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

 

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Inhibace è controindicato per l’utilizzo in gravidanza (cfr. «Controindicazioni»).

 

Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, che presentino un profilo di sicurezza consolidato per l'utilizzo in gravidanza. Se viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con Inhibace deve essere sospeso immediatamente. Se necessario, deve essere iniziato un trattamento alternativo adeguato.

 

È stato riportato che l’esposizione del feto agli ACE-inibitori nel primo trimestre di gravidanza porta ad un aumento del rischio di malformazioni del sistema cardiovascolare (difetto atriale e/o del setto ventricolare, stenosi polmonare, dotto arterioso aperto), del sistema nervoso centrale (microcefalia, spina bifida) e dei reni.

 

È noto che l’esposizione del feto agli ACE-inibitori nel secondo e terzo trimestre di gravidanza porta a fetotossicità umana (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardata ossificazione dell'osso cranico) e a tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia). Qualora fosse avvenuta un’esposizione ad ACE-inibitori a partire dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio. I neonati le cui madri hanno assunto ACE-inibitori devono essere attentamente monitorati in termini di ipotensione.

 

Allattamento

I dati provenienti da studi su animali mostrano che il cilazapril è escreto nel latte dei ratti. Per gli esseri umani, non sono disponibili informazioni sulla sicurezza di cilazapril durante l'allattamento. Inhibace non deve essere somministrato alle madri che allattano (cfr. «Controindicazioni»). Durante l’allattamento, sono preferibili trattamenti alternativi con profilo di sicurezza maggiormente consolidato.

 

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Inhibace ha un effetto moderato sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine. Ad esempio, a volte possono comparire vertigini, mal di testa e affaticamento, soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento (cfr. «Effetti indesiderati»), così come in caso di aumento della dose e cambio del preparato e in associazione con l'alcol.

 

Effetti indesiderati

Mal di testa e vertigini sono gli effetti indesiderati più comunemente riferiti nei pazienti che hanno assunto Inhibace contro l’ipertensione. Nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica che hanno assunto Inhibace, gli effetti indesiderati più comunemente osservati sono stati vertigini e tosse.

 

I seguenti effetti collaterali sono stati osservati in associazione a cilazapril e/o altri ACE-inibitori, e le informazioni sulla frequenza si basano su studi clinici (effetti collaterali molto comuni (≥1/10), comuni (> 1/100, <1/10), non comuni (> 1/1000, <1/100) e rari (> 1/10.000, <1/1000) e sull'esperienza dopo l’introduzione sul mercato (effetti collaterali molto rari):

 

Patologie del sistema emolinfopoietico

Rari: Neutropenia, agranulocitosi, trombocitopenia, anemia

 

Disturbi del sistema immunitario

Non comuni: angioedema (può interessare volto, labbra, lingua, laringe o il tratto gastrointestinale) (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»)

Rari: anafilassi (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»), sindrome lupus-simile (i sintomi possono includere, tra gli altri: vasculite, mialgia, artralgia/artrite, anticorpi antinucleari positivi, aumento della velocità di eritrosedimentazione, eosinofilia e leucocitosi)

 

Patologie del sistema nervoso

Comuni: mal di testa

Non comuni: disgeusia

Rari: attacco ischemico transitorio, insulto ischemico

 

Patologie cardiache

Non comuni: angina pectoris, tachicardia, palpitazioni, sincope

Rari: infarto del miocardio

 

Patologie vascolari

Comuni: vertigini, intorpidimento

Non comuni: ipotensione (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»)

 

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Comuni: tosse

 

Patologie gastrointestinali

Comuni: nausea

Non comuni: vomito, diarrea

Rari: pancreatite

 

Patologie epatobiliari

Rari: valori della funzionalità epatica elevati (compresi transaminasi, bilirubina, fosfatasi alcalina, gamma GT) ed epatite colestatica con o senza necrosi

 

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comuni: esantema, prurito

Rari: necrolisi epidermica tossica (o TEN), sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, pemfigo, pemfigoide bolloso, dermatite esfoliativa, dermatite psoriasiforme, psoriasi (esacerbazione), lichen planus, orticaria, vasculite/porpora, reazioni di fotosensibilità, alopecia, onicolisi

 

Patologie renali e urinarie

Rari: deterioramento della funzionalità renale, insufficienza renale acuta, aumento dei livelli di creatinina nel sangue, aumento dei livelli di urea nel sangue, iperkaliemia, iponatriemia/SIADH

 

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comuni: affaticamento

 

All'inizio della terapia o quando viene aumentata la dose, può insorgere ipotensione, in particolare nei pazienti a rischio (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). I sintomi di ipotensione possono essere, tra gli altri, sincope, debolezza, vertigini e disturbi della vista.

 

Il deterioramento della funzionalità renale e l’insufficienza renale acuta si verificano più comunemente nei pazienti con insufficienza cardiaca grave, stenosi dell'arteria renale, malattie renali preesistenti, o deplezione di volume (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

 

L’iperkaliemia insorge con maggiore frequenza nei pazienti con ridotta funzionalità renale o nei pazienti che assumono diuretici risparmiatori di potassio o integratori di potassio.

 

L’insorgenza raramente riportata di attacchi ischemici transitori e insulti ischemici associati agli ACE-inibitori può eventualmente essere correlata a ipotensione in pazienti con malattia cerebrovascolare sottostante. Analogamente, l’ischemia miocardica può eventualmente essere correlata a ipotensione in pazienti con cardiopatia ischemica sottostante.

 

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

 

Posologia eccessiva

I dati disponibili sul sovradosaggio nell'uomo sono limitati. I sintomi che possono verificarsi con sovradosaggio di ACE-inibitori comprendono, tra gli altri, ipotensione, shock circolatorio, disturbi elettrolitici, insufficienza renale, iperventilazione, tachicardia, palpitazioni, bradicardia, vertigini, ansia e tosse.

 

In caso di sovradosaggio, sono indicate le misure adeguate per il trattamento del paziente. I segni vitali, gli elettroliti sierici e la funzionalità renale devono essere attentamente monitorati, se necessario in maniera continuativa.

 

Il cilazaprilato, la forma attiva di cilazapril, può essere eventualmente eliminato dalla circolazione mediante emodialisi (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

 

Proprietà/effetti

Codice ATC

C09AA08

 

Meccanismo d’azione/Farmacodinamica

Dopo la somministrazione orale, il principio attivo cilazapril viene convertito in cilazaprilato. Il cilazaprilato interviene sul sistema renina-angiotensina-aldosterone inibendo l’enzima responsabile della conversione dell’angiotensina I inattiva in angiotensina II attiva. In questo modo, l’attività dell’angiotensina II, potente vasocostrittore, diminuisce.

 

Alle posologie raccomandate, l’effetto di Inibace sui pazienti ipertesi e su quelli affetti da insufficienza cardiaca grave (classi NYHA III e IV) si mantiene fino a 24 ore.

 

Ipertensione

Inhibace è efficace in tutti i gradi di ipertensione essenziale e di ipertensione renale, in generale come monoterapia. Inibace induce una riduzione della pressione sia sistolica che diastolica, in posizione supina ed eretta. Qualora l’effetto non fosse sufficiente, Inhibace può essere associato ad altri medicamenti antipertensivi, ad esempio a diuretici non risparmiatori di potassio, i betabloccanti e gli antagonisti del potassio.

 

L’effetto antipertensivo di Inhibace si manifesta in generale entro un’ora dalla somministrazione, e l’effetto più marcato è previsto dalle tre alle sette ore dopo l’assunzione. In genere, la frequenza cardiaca rimane inalterata. Il preparato non induce tachicardia riflessa, sebbene possano svilupparsi lievi alterazioni della frequenza cardiaca, clinicamente non significative.

 

Alle dosi raccomandate, l’effetto antipertensivo di Inhibace si mantiene fino a 24 ore. In singoli pazienti, la riduzione della pressione sanguigna può attenuarsi verso la fine dell’intervallo di somministrazione. L’effetto antipertensivo di Inhibace non diminuisce anche durante una terapia a lungo termine. Dopo l’improvvisa sospensione di Inhibace, non è stato osservato alcun rapido aumento della pressione sanguigna.

 

Insufficienza cardiaca grave (classi NYHA III e IV)

Nei pazienti con insufficienza cardiaca grave, il sistema renina-angiotensina-aldosterone e il sistema nervoso simpatico sono generalmente attivati, e ciò conduce ad una maggiore vasocostrizione sistemica e ad un rafforzamento della ritenzione idrica e di sodio. Nei pazienti trattati con diuretici e/o digitale, Inhibace, inibendo il sistema renina-angiotensina-aldosterone, migliora le condizioni di carico nel cuore con funzionalità insufficiente, riducendo la resistenza vascolare sistemica (postcarico) nonché la pressione di occlusione dell’arteria polmonare (precarico). La tolleranza allo sforzo di questi pazienti aumenta, aspetto che viene percepito come miglioramento della qualità della vita. Gli effetti emodinamici e clinici si manifestano precocemente e sono duraturi.

 

Efficacia clinica

Non specificato

 

Farmacocinetica

Assorbimento

Cilazapril wird gut resorbiert und rasch in die aktive Form, Cilazaprilat, umgewandelt. Nimmt der Patient unmittelbar vor der Verabreichung von Inhibace Nahrung zu sich, so wird die Resorption geringfügig verzögert und verringert (um 15%), doch ist dies therapeutisch nicht von Belang. Die Bioverfügbarkeit von Cilazaprilat, anhand der Urinausscheidung gemessen, beträgt annähernd 60%. Die Maximalkonzentration im Plasma stellt sich innerhalb zweier Stunden nach Verabreichung ein und verhält sich proportional zur Dosis.

 

Distribuzione

Non specificato

 

Metabolismo

Il cilazaprilato viene escreto immodificato per via renale.

 

Eliminazione

L’eliminazione è bifasica, con emivita da 2 a 40 ore. L’emivita efficace (ovvero, l’emivita che determina il tempo necessario al raggiungimento dello stato stazionario) è di nove ore con una somministrazione unica giornaliera di Inhibace.

 

Nei pazienti con insufficienza renale: vedi «Cinetica di gruppi di pazienti speciali».

 

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Nei pazienti con insufficienza renale, si osservano concentrazioni plasmatiche più elevate di cilazaprilato rispetto ai pazienti con funzionalità renale normale, poiché l’eliminazione del preparato si riduce in modo proporzionale quando la clearance della creatinina è inferiore. Nei pazienti con insufficienza renale terminale, non vi è escrezione, tuttavia l'emodialisi riduce in misura limitata le concentrazioni sia di cilazapril che di cilazaprilato (cfr. anche «Istruzioni posologiche speciali»).

 

Nei pazienti anziani la cui funzionalità renale è normale per l’età, la concentrazione plasmatica di cilazaprilato potrebbe essere maggiore fino al 40% rispetto ai pazienti più giovani e l’eliminazione potrebbe essere ridotta, in modo corrispondente alla clearance della creatinina più bassa. Simili alterazioni farmacocinetiche si manifestano nei pazienti con cirrosi epatica di grado moderato e grave (cfr. anche «Istruzioni posologiche speciali»).

 

Nei pazienti con insufficienza epatica: Nei pazienti con cirrosi epatica si sono osservati un aumento delle concentrazioni plasmatiche e una riduzione della clearance plasmatica e renale, con un effetto maggiore sul cilazapril che sul suo metabolita attivo cilazaprilato.

 

Nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica, l’escrezione del cilazaprilato dipende dalla funzionalità renale ed è correlata alla clearance della creatinina. Quindi, sono indicati aggiustamenti della posologia come per i pazienti con ridotta funzionalità renale (cfr. anche «Istruzioni posologiche speciali»).

 

Dati preclinici

Come con altri ACE-inibitori, negli studi di tossicità subcronica e cronica condotti i reni sono risultati il bersaglio principale della tossicità sistemica. I risultati hanno mostrato un aumento dei valori plasmatici dell'urea e della creatinina, oltre ad un ispessimento delle arteriole glomerulari, talvolta in associazione con iperplasia delle cellule iuxtaglomerulari. Queste alterazioni si sono dimostrate in parte reversibili; sono una conseguenza dell'attività farmacodinamica esagerata del cilazapril.

 

Cancerogenicità

Lo studio del cilazapril su topi e ratti non ha mostrato alcuna evidenza di cancerogenicità.

 

Mutagenicità

In vari studi sulla mutagenicità (in vitro e in vivo), il cilazapril non ha mostrato effetti mutageni o citotossici.

 

Compromissione della fertilità

Il cilazapril non ha avuto effetti sulla fertilità nei ratti maschi e femmine.

 

Teratogenicità

Il cilazapril non è risultato teratogeno nei ratti e nelle scimmie cynomolgus.

 

Tossicità per la riproduzione

Come con altri ACE-inibitori, negli studi di tossicità riproduttiva con cilazapril si sono osservati segni di fetotossicità nei ratti. I risultati principali erano costituiti da un aumento della perdita preimpianto, un minor numero di feti vitali e una riduzione del peso corporeo. Si è osservata un'incidenza lievemente superiore dei casi di dilatazione delle pelvi renali nei ratti con una dose oltre i 7 mg/kg/giorno.

 

Attraversamento della barriera placentare

Dopo la somministrazione di cilazapril marcato con 14C a femmine gravide di topo, ratto e scimmie si è evidenziata radioattività anche nei feti.

 

Escrezione nel latte

I dati provenienti da studi su animali mostrano che il cilazapril è escreto nel latte dei ratti.

 

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul pacchetto.

 

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Non conservare a temperature superiori a 25 °C e tenere fuori dalla portata dei bambini.

 

Numero dell’omologazione

50373 (Swissmedic)

 

Confezioni

Inhibace submite 1 mg compresse rivestite con film (con linea di frattura, divisibile): 30 [B]

Inhibace mite 2,5 mg ompresse rivestite con film (con linea di frattura, divisibile): 28 und 100 [B]

Inhibace 5 mg ompresse rivestite con film (con linea di frattura, divisibile): 28 und 100 [B]

 

Titolare dell’omologazione

CHEPLAPHARM Schweiz GmbH, 4102 Binningen

 

Stato dell’informazione

Settembre 2021