Piroxicam-Mepha compresse

Mepha Pharma AG

Composizione

Principi attivi

Piroxicam.

Sostanze ausiliarie

Lattosio monoidrato, amido di mais, croscarmellosa sodica (E468), cellulosa microcristallina, silice colloidale anidra, copovidone, magnesio stearato. Contiene 78,80 mg di lattosio monoidrato e 2,34 mg di sodio per compressa.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Piroxicam-Mepha compresse

1 compressa (dispersibile) contiene: 20 mg di piroxicam.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Piroxicam-Mepha è indicato per il trattamento dei sintomi di poliartrite cronica, artrosi e spondilite anchilosante.

Tra i farmaci antireumatici non steroidei (FANS) terapeuticamente indicati, il piroxicam non è quello di prima scelta, a causa del suo profilo di sicurezza. Pertanto, la decisione di prescrivere Piroxicam-Mepha deve essere presa solo dopo una valutazione del rischio globale del singolo paziente (cfr. «Posologia/impiego», «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).

Posologia/Impiego

In linea di massima, la prescrizione di piroxicam deve essere effettuata da un medico esperto nella diagnosi e nel trattamento di pazienti con malattie reumatiche infiammatorie o degenerative.

Posologia abituale

Adolescenti e adulti

Dose iniziale: 20 mg, 1 volta al giorno.

La dose massima giornaliera raccomandata è di 20 mg.

Nella maggior parte dei pazienti, la terapia viene proseguita con 20 mg 1 volta al giorno. Un gruppo relativamente ristretto di pazienti può essere gestito con una dose di mantenimento da 10 mg/giorno.

Per ridurre al minimo il rischio di insorgenza di effetti collaterali, occorre somministrare la dose minima efficace per il periodo di trattamento più breve possibile. I benefici e la tollerabilità del trattamento devono essere rivalutati entro 14 giorni. Se è ritenuto necessario un trattamento di lunga durata, questo dovrà essere controllato regolarmente e frequentemente.

Il piroxicam è associato ad un aumento del rischio di complicazioni gastrointestinali (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). Pertanto, in particolare nei pazienti anziani, deve essere presa in considerazione una possibile combinazione con gastroprotettori (ad es. misoprostolo o inibitori di pompa protonica).

Uso corretto

Le compresse, di gusto neutrale, possono essere ingerite intere con un po' di liquido o disciolte in almeno 50 ml di acqua (½ bicchiere).

Le compresse di piroxicam presentano un solco nel mezzo per essere facilmente suddivise.

Istruzioni posologiche speciali

Bambini

L'uso di piroxicam nei bambini non è consigliato.

Controindicazioni

·Ipersensibilità al principio attivo o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie secondo la «Composizione».

·Anamnesi di broncospasmo, orticaria o sintomi di tipo allergico dopo l'assunzione di acido acetilsalicilico o di altri farmaci antireumatici non steroidei.

·Terzo trimestre di gravidanza e allattamento, cfr. «Gravidanza, allattamento».

·Ulcera gastrica e/o duodenale o emorragie gastrointestinali in atto o pregresse.

·Malattie infiammatorie intestinali (come il m. di Crohn o la colite ulcerosa).

·Gravi disturbi della funzionalità epatica (cirrosi epatica e ascite).

·Grave insufficienza renale (clearance della creatinina <30 ml/min).

·Grave insufficienza cardiaca (NYHA III-IV).

·Trattamento del dolore post-operatorio dopo un intervento di bypass aorto-coronarico (in particolare in caso d'impiego della macchina cuore-polmone).

Avvertenze e misure precauzionali

Effetti gastrointestinali

Durante il trattamento con farmaci antireumatici non steroidei (FANS) selettivi della COX-2 o meno, possono insorgere in qualsiasi momento ulcerazioni, emorragie o perforazioni gastrointestinali, anche senza sintomi premonitori o evidenze anamnestiche. Per ridurre questo rischio, deve essere somministrata la dose minima efficace per il periodo di trattamento più breve possibile.

L'esposizione a FANS, sia a breve sia a lungo termine, aumenta il rischio di eventi gastrointestinali gravi. I risultati ottenuti da studi osservazionali mostrano che il piroxicam potrebbe essere associato a un più alto rischio di tossicità intestinale grave rispetto ad altri FANS.

Pertanto, il trattamento con piroxicam di pazienti che assumono alcol o che presentano significativi fattori di rischio per lo sviluppo di eventi gastrointestinali deve essere avviato solo dopo un'accurata valutazione. L'uso di dosi giornaliere superiori a 20 mg aumenta il rischio di effetti collaterali gastrointestinali.

Il rischio di insorgenza di complicazioni gastrointestinali gravi aumenta con l'età: oltre i 70 anni sussiste un rischio elevato di complicazioni; l'uso in pazienti oltre gli 80 anni deve perfino essere evitato.

L'assunzione concomitante di piroxicam con altri FANS per uso sistemico (inclusi gli inibitori della COX-2), anticoagulanti per uso orale, corticosteroidi, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), cfr. «Interazioni», o medicamenti antiaggreganti piastrinici, come l'acido acetilsalicilico a basso dosaggio, deve anch'essa essere evitata a causa del rischio elevato di sviluppare effetti collaterali gastrointestinali.

Come per altri FANS, in questi pazienti a rischio deve essere considerato il trattamento con piroxicam in combinazione con gastroprotettori (ad es. misoprostolo o inibitori di pompa protonica).

Durante la terapia con piroxicam, i pazienti e i medici devono costantemente prestare attenzione ad eventuali segni di ulcerazioni e/o emorragie gastrointestinali: i pazienti devono essere esortati a segnalare sintomi addominali nuovi o sospetti.

Se si sospettano complicazioni gastrointestinali, il trattamento con Piroxicam-Mepha deve essere immediatamente interrotto e si devono prendere in considerazione gli esami clinici o il trattamento del caso.

Effetti cardiovascolari

Per alcuni inibitori selettivi della COX-2, in studi controllati verso placebo è stato dimostrato un rischio aumentato di complicazioni trombotiche cardio- e cerebrovascolari. Non è ancora noto se questo rischio sia direttamente correlato alla selettività COX-1/COX-2 dei singoli FANS; probabilmente il rischio è simile per tutti i FANS. Poiché ad oggi non sono disponibili dati derivanti da studi clinici comparabili per piroxicam al dosaggio massimo e durante una terapia a lungo termine, un analogo aumento del rischio non può essere escluso. Fino a quando non saranno disponibili dati in merito, in pazienti affetti da cardiopatie coronariche clinicamente accertate, disturbi cerebrovascolari, arteriopatia occlusiva periferica o pazienti con notevoli fattori di rischio (ad es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo), il piroxicam dovrà essere utilizzato solo dopo un'accurata valutazione del rapporto rischio-beneficio. Sempre per via di questo rischio deve essere somministrata la dose minima efficace per il periodo di trattamento più breve possibile.

L'aumento relativo del rischio di accidenti cardiovascolari (CV) sembra essere simile nei pazienti con e senza malattie o fattori di rischio cardiovascolari. Tuttavia, per quanto riguarda l'incidenza assoluta, i pazienti con malattie cardiovascolari in atto o fattori di rischio sono probabilmente più a rischio a causa della maggiore frequenza di base.

Nei pazienti trattati con FANS sono stati riportati casi di sindrome di Kounis. La sindrome di Kounis è caratterizzata da sintomi cardiovascolari secondari a una reazione allergica o reazione da ipersensibilità associata a restringimento delle arterie coronarie e può potenzialmente portare all'infarto miocardico.

Effetti renali

Gli effetti renali dei FANS comprendono la ritenzione di liquidi con edemi e/o ipertensione arteriosa. Pertanto, nei pazienti con funzionalità cardiaca compromessa ed altre condizioni che predispongono alla ritenzione di liquidi, il piroxicam deve essere utilizzato con cautela. Occorre cautela anche nel caso di pazienti che assumono contemporaneamente diuretici o ACE-inibitori, nonché in presenza di un aumentato rischio di ipovolemia.

In casi rari, i FANS possono causare nefrite interstiziale, glomerulite, necrosi papillare e sindrome nefrosica. I FANS inibiscono la sintesi delle prostaglandine renali, che contribuiscono alla conservazione della perfusione renale nei pazienti con circolazione sanguigna renale e volume ematico compromessi. In questi pazienti, la somministrazione di FANS può provocare insufficienza renale manifesta che, in genere, ritorna allo stato di partenza dopo l'interruzione del medicamento. Sono a rischio di sviluppare una reazione di questo tipo soprattutto i pazienti con insufficienza cardiaca, insufficienza epatica, sindrome nefrosica o patologie renali manifeste. Questi pazienti devono essere attentamente monitorati durante la terapia con farmaci antireumatici non steroidei.

Effetti epatici

Il piroxicam può causare ittero ed epatite con esito fatale. Benché queste reazioni siano rare, la terapia con Piroxicam-Mepha deve essere interrotta in presenza di parametri patologici della funzionalità epatica che persistono o peggiorano, se si sviluppano sintomi indicativi di una patologia epatica o in caso di manifestazioni sistemiche (ad es. eosinofilia, eruzione cutanea ecc.).

Reazioni cutanee gravi

Durante la terapia con FANS sono state riportate molto raramente reazioni cutanee gravi, alcune con esito fatale, incluse dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell) nonché esantema da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) (cfr. «Effetti indesiderati»). I risultati di studi osservazionali lasciano supporre che il piroxicam potrebbe essere associato a un maggiore rischio di reazioni cutanee gravi rispetto ai FANS con struttura non oxicamica. Il rischio che si verifichi questa reazione sembra essere massimo all'inizio del trattamento e, nella maggior parte dei casi, queste reazioni insorgono entro un mese dall'inizio della terapia. Piroxicam-Mepha deve essere interrotto alla prima comparsa di eruzione cutanea, alterazioni delle mucose o altri segni di reazione da ipersensibilità.

Durante il trattamento con piroxicam sono stati segnalati casi di eruzione fissa da farmaci. I pazienti con anamnesi di eruzione fissa da farmaci correlata a piroxicam non devono essere nuovamente trattati con piroxicam. È possibile una reazione crociata con altri oxicam, cfr. «Effetti indesiderati».

Ulteriori avvertenze e misure precauzionali

Durante la terapia con FANS sono state descritte reazioni indesiderate a carico dell'occhio. Per questo motivo, i pazienti che durante il trattamento con piroxicam sviluppano disturbi della vista devono sottoporsi a un esame oftalmologico.

Come altri FANS, Piroxicam-Mepha inibisce l'aggregazione piastrinica e prolunga pertanto il tempo di sanguinamento; ciò va tenuto presente nella misurazione del tempo di sanguinamento.

Nei pazienti che sono notoriamente o presumibilmente metabolizzatori lenti di CYP2C9 (anamnesi o esperienza di altri substrati di CYP2C9), il piroxicam deve essere usato con cautela: a causa della ridotta clearance metabolica, in questi pazienti può presentarsi un aumento molto marcato dei livelli plasmatici, cfr. «Farmacocinetica, metabolismo».

Sostanze ausiliarie di particolare interesse

Piroxicam-Mepha contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè è essenzialmente „senza sodio”.

Interazioni

Anticoagulanti

L'assunzione concomitante di FANS, incluso il piroxicam, con anticoagulanti per uso orale aumenta il rischio di emorragie GI e non-GI, e deve avvenire con cautela. Questo vale sia per gli anticoagulanti tipo warfarin sia per gli anticoagulanti di ultima generazione come apixaban, dabigatran e rivaroxaban. In caso di terapia concomitante con Piroxicam-Mepha e anticoagulanti orali, la coagulazione deve pertanto essere monitorata.

Acido acetilsalicilico, FANS

Come con altri FANS, l'uso di piroxicam insieme all'acido acetilsalicilico o l'uso concomitante con altri FANS, incl. altri preparati contenenti piroxicam, devono essere evitati. I dati disponibili non dimostrano in misura sufficiente se combinazioni di questo tipo siano più efficaci rispetto a una monoterapia. Allo stesso tempo, queste combinazioni aumentano il rischio di sviluppare effetti indesiderati.

Studi condotti nell'uomo hanno rivelato che la somministrazione concomitante di piroxicam e acido acetilsalicilico riduce i livelli plasmatici di piroxicam a ca. l'80% dei valori normali.

Antiacidi

La somministrazione concomitante di antiacidi non ha avuto alcun effetto sui livelli plasmatici di piroxicam.

Antipertensivi incl. diuretici, ACE inibitori, antagonisti dell'angiotensina II (AIIA) e beta-bloccanti

I FANS possono ridurre l'effetto dei diuretici e di altri antipertensivi. Nei pazienti con funzionalità renale compromessa (ad es. pazienti disidratati o anziani con funzionalità renale ridotta), l'uso concomitante di ACE inibitori, antagonisti dell'angiotensina II, inibitori della cicloossigenasi o diuretici può determinare un ulteriore peggioramento della funzionalità renale. Sussiste addirittura la possibilità di un'insufficienza renale acuta, che tuttavia è generalmente reversibile.

L'insorgenza di interazioni di questo tipo deve essere considerata in pazienti che assumono il piroxicam insieme a questi antipertensivi. Pertanto, questi principi attivi devono essere somministrati con cautela, soprattutto nei pazienti anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere verificata la necessità di un monitoraggio della funzionalità renale sia all'inizio dell'uso concomitante sia successivamente a intervalli regolari.

Glicosidi cardiaci (digossina e digitossina)

I FANS possono peggiorare un'insufficienza cardiaca, ridurre la velocità di filtrazione glomerulare (GFR) e aumentare i livelli glicemici. La somministrazione concomitante di piroxicam e digossina o digitossina non ha influito sui livelli plasmatici delle singole sostanze.

Litio e altre sostanze legate alle proteine

Poiché il piroxicam è altamente legato alle proteine, si può presumere che spiazzi altri medicamenti dal legame proteico. Pertanto, i pazienti che ricevono altri medicamenti altamente legati alle proteine devono essere monitorati con precisione per effettuare un eventuale aggiustamento della dose.

Vi sono state segnalazioni di un aumento dei livelli plasmatici del litio allo stato stazionario dovuto a FANS, incl. il piroxicam. Pertanto, si raccomanda di monitorare questi livelli plasmatici quando viene avviata, aggiustata o interrotta una terapia con Piroxicam-Mepha.

Cimetidina

In base a due studi è stato dimostrato che l'assorbimento di piroxicam dopo l'assunzione di cimetidina è leggermente aumentato. Non sono invece state osservate alterazioni significative dei parametri di eliminazione.

La cimetidina aumenta l'area sotto la curva concentrazione-tempo (AUC0-120h) di piroxicam. La cimetidina aumenta la Cmax di piroxicam del 13-15% circa. Le costanti di eliminazione e l'emivita non vengono alterate in modo significativo. Il leggero ma significativo aumento dell'assorbimento probabilmente non è clinicamente rilevante.

Colestiramina

È stato dimostrato che la colestiramina aumenta la clearance orale e riduce l'emivita di eliminazione di piroxicam. Per ridurre al minimo le interazioni, il piroxicam deve essere somministrato almeno 2 h prima o 6 h dopo la colestiramina.

Ciclosporina

Aumento del rischio di nefrotossicità.

Corticosteroidi

Aumento del rischio di ulcerazioni o emorragie gastrointestinali.

Metotrexato

Ridotta eliminazione del metotrexato.

Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI)

Aumento del rischio di emorragie gastrointestinali.

Tacrolimus

La somministrazione concomitante di FANS e di tacrolimus può aumentare il rischio di nefrotossicità.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

L'inibizione della sintesi delle prostaglandine può influire negativamente sulla gravidanza e/o lo sviluppo embriofetale. Dati provenienti da studi epidemiologici evidenziano un aumento del rischio di aborto, malformazioni cardiache e astroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Si presume che il rischio aumenti con l'aumentare della dose e della durata della terapia.

Negli animali è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi di prostaglandine porta ad un aumento della perdita pre e post-impianto e della mortalità embriofetale. Inoltre, un'aumentata incidenza di varie malformazioni, incluse le malformazioni cardiovascolari, è stata osservata in animali a cui erano stati somministrati inibitori della sintesi di prostaglandine durante il periodo organogenetico.

Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, il piroxicam deve essere somministrato solo se assolutamente necessario. Qualora il piroxicam venga utilizzato da una donna che sta pianificando una gravidanza, o se viene utilizzato nel primo o nel secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere la più bassa possibile e la durata del trattamento il più breve possibile.

Oligoidramnios / insufficienza renale neonatale / stenosi del dotto arterioso

L'assunzione di FANS nella 20a settimana di gestazione o oltre può portare a disturbi della funzione renale fetale, che possono causare oligoidramnios e, in alcuni casi, insufficienza renale neonatale. Questi effetti indesiderati si manifestano in media dopo giorni o settimane di trattamento, sebbene in rari casi sia stato riportato oligoidramnios già dopo 48 h dall'inizio del trattamento con FANS. L'oligoidramnios è spesso, ma non sempre, reversibile con l'interruzione del trattamento. Tra le complicazioni associate a un oligoidramnios prolungato possono figurare ad es. contratture degli arti e ritardo nella maturazione polmonare. Dopo l'introduzione sul mercato, in alcuni casi di ridotta funzionalità renale neonatale si sono rese necessarie procedure invasive, come l'exsanguinotrasfusione o la dialisi.

Inoltre, dopo il trattamento nel secondo trimestre, è stata riportata stenosi del dotto arterioso, che nella maggior parte dei casi si è risolta dopo l'interruzione del trattamento.

Se il trattamento con piroxicam si protrae per più di 48 h, considerare un monitoraggio ecografico del liquido amniotico e del cuore fetale.

Se si verificano oligoidramnios o stenosi del dotto arterioso, interrompere piroxicam ed eseguire un follow-up secondo la pratica clinica.

Il piroxicam è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza.

Tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono:

·esporre il feto ai seguenti rischi:

·tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);

·disturbi della funzionalità renale, fino a possibile insufficienza renale con oligoidramnios.

·esporre la madre e il bambino ai seguenti rischi:

·possibile prolungamento del tempo di sanguinamento ed effetto antiaggregante sulle piastrine che può verificarsi anche a dosi molto basse.

·Inibizione delle contrazioni uterine, con conseguente ritardo o prolungamento del parto.

Allattamento

I FANS passano nel latte materno. Per precauzione, quindi, il piroxicam non deve essere assunto da donne in allattamento. Se il trattamento è indispensabile, è necessario ricorrere all'allattamento artificiale.

Fertilità

L'uso di piroxicam può compromettere la fertilità femminile e, pertanto, non è consigliato nelle donne che stanno pianificando una gravidanza. In donne con difficoltà di concepimento o sottoposte a indagini per infertilità deve essere presa in considerazione l'interruzione di piroxicam.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono stati effettuati studi in merito. A causa dei possibili effetti collaterali come stordimento e sonnolenza, si raccomanda cautela.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione: «molto comune» (≥1/10); «comune» (≥1/100, <1/10); «non comune» (≥1/1000, <1/100); «raro» (≥1/10'000, <1/1000); «molto raro» (<1/10'000); «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Comune: riduzione di emoglobina ed ematocrito (senza emorragie gastrointestinali visibili).

Non comune: anemie, trombocitopenie, leucopenia, eosinofilie.

Raro: anemie aplastiche ed emolitiche.

Disturbi del sistema immunitario

Molto raro: reazioni da ipersensibilità sotto forma di anafilassi, malattia da siero.

Non nota: titolo ANA (anticorpi antinucleo) positivo.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: aumento ponderale.

Non comune: ipoglicemia, iperglicemia, ritenzione di liquidi.

Molto raro: calo ponderale.

Disturbi psichiatrici

Comune: depressione, sogni insoliti, allucinazioni, insonnia, confusione, alterazioni dell'umore, nervosismo.

Patologie del sistema nervoso

Comune: stordimento, cefalea, sonnolenza, parestesie, capogiro.

Raro: meningite asettica.

Patologie dell'occhio

Non comune: tumefazione o irritazione degli occhi, visione annebbiata.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Comune: tinnito.

Non nota: ipoacusia.

Patologie cardiovascolari

Non comune: palpitazioni.

Molto raro: vasculite.

Non nota: sindrome di Kounis.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro: dispnea, epistassi.

Molto raro: broncospasmo.

Patologie gastrointestinali

Molto comune: disturbi gastrointestinali (11.9%) come stomatite, inappetenza, fastidio all'addome superiore, gastrite, nausea, vomito, stitichezza, malessere addominale, distensione, diarrea, dolore addominale, disturbi digestivi.

Non comune: emorragie gastrointestinali (incluse ematemesi e melena), ulcere, perforazioni.

Da studi obiettivi effettuati sulla mucosa gastrica (gastroscopia) e su perdite di sangue intestinali è emerso che 20 mg di piroxicam al giorno in una o più somministrazioni irritano il tratto gastrointestinale in misura significativamente minore rispetto all'acido acetilsalicilico.

In caso di terapia prolungata con una dose da 30 mg o superiore di piroxicam, il rischio di effetti collaterali a carico dell'apparato digerente aumenta.

Raro: pancreatite.

Patologie epatobiliari

Comune: aumento delle transaminasi sieriche.

Raro: ittero, epatite (in singoli casi con esito fatale).

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: reazioni cutanee da ipersensibilità (solitamente sotto forma di esantema e prurito).

Non comune: reazioni da fotosensibilità, porpora non trombocitopenica (Schönlein-Henoch).

Raro: onicolisi, alopecia, dermatite esfoliativa, esantema da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), eritema multiforme, sindrome di Lyell o di Stevens-Johnson, reazioni cutanee vescicobollose.

Molto raro: angioedema, orticaria.

Non nota: eruzione fissa da farmaci.

Patologie renali e urinarie

Comune: aumenti reversibili dell'urea e della creatinina.

Raro: sindrome nefrosica, glomerulonefrite, nefrite interstiziale, insufficienza renale.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: edemi (principalmente edemi alle caviglie).

Molto raro: malessere.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

In caso di sovradosaggio acuto di Piroxicam-Mepha sono indicate misure di supporto e sintomatiche. Non esiste un antidoto specifico. A seconda della quantità ingerita e del tempo trascorso dall'ingestione, devono essere considerate misure come l'induzione del vomito e/o la lavanda gastrica e/o la somministrazione di carbone attivo. Gli studi suggeriscono che la somministrazione di carbone attivo diminuisce l'assorbimento di piroxicam e quindi anche la quantità totale di medicamento attivo disponibile.

Sebbene non siano disponibili studi, l'emodialisi probabilmente non è utile per accelerare l'eliminazione di piroxicam, poiché il farmaco è altamente legato alle proteine plasmatiche.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

M01AC01

Meccanismo d'azione

Il piroxicam è un potente antireumatico non steroideo (FANS) ad azione analgesica e antipiretica. Sulla base di studi condotti sugli animali è stato possibile dimostrare che il piroxicam inibisce edemi, eritemi, proliferazione dei tessuti, febbre e dolori. Il piroxicam agisce indipendentemente dall'eziologia dell'infiammazione. Il suo meccanismo d'azione non è del tutto chiaro, ma studi in vitro e in vivo indipendenti l'uno dall'altro dimostrano che il piroxicam agisce su diversi livelli dei processi immunologici e infiammatori:

·inibizione della sintesi dei prostanoidi, incluse le prostaglandine, attraverso l'inibizione reversibile della cicloossigenasi,

·inibizione dell'aggregazione di neutrofili,

·inibizione della migrazione di neutrofili polimorfonucleati e monociti nell'area dell'infiammazione.

Dati sperimentali in vitro evidenziano i seguenti effetti:

·inibizione del rilascio di enzimi lisosomiali da leucociti stimolati,

·inibizione della formazione di anioni superossido attraverso i neutrofili,

·riduzione della produzione di fattori reumatoidi, sia a livello sistemico sia nel liquido sinoviale, in pazienti con poliartrite sieropositiva cronica.

È dimostrato che l'effetto del piroxicam non deriva dalla stimolazione dell'asse ipofisi-surrene. In studi in vitro non sono stati riscontrati effetti negativi sul metabolismo della cartilagine.

L'effetto analgesico del piroxicam nel dolore di diversa eziologia (post-traumatico, post-episiotomico, post-operatorio) è stato dimostrato nell'ambito di studi clinici. L'effetto analgesico si instaura rapidamente.

Farmacodinamica

Cfr. «Meccanismo d'azione».

Efficacia clinica

Nessuna indicazione.

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo somministrazione orale, il piroxicam è completamente assorbito. In caso di somministrazione orale e assunzione concomitante di alimenti si verifica una lieve riduzione della velocità di assorbimento, ma la quantità assorbita rimane invariata.

Una singola somministrazione giornaliera consente di ottenere concentrazioni plasmatiche stabili per tutta la giornata. In caso di terapia continua con 20 mg di piroxicam al giorno per un anno, le concentrazioni plasmatiche sono più o meno simili a quelle rilevate al raggiungimento dello stato stazionario (= 3–8 µg/ml).

Dopo l'assunzione di 10 e 20 mg di piroxicam, le concentrazioni plasmatiche di piroxicam sono proporzionali alla quantità assunta. La concentrazione plasmatica massima viene raggiunta normalmente nell'arco di 3-5 h dall'assunzione del medicamento.

Dopo l'assunzione di una singola dose di piroxicam da 20 mg, le concentrazioni plasmatiche massime di piroxicam sono comprese tra 1.5 e 2 µg/ml. Dopo l'assunzione ripetuta di 20 mg al giorno, nella maggior parte dei pazienti viene raggiunto uno stato stazionario compreso tra 3 e 8 µg/ml entro 7-12 giorni.

Con la somministrazione due volte al giorno di una dose di carico iniziale da 40 mg di piroxicam e una successiva terapia con 20 mg di piroxicam una volta al giorno, vengono raggiunte concentrazioni elevate (circa il 76% della concentrazione allo stato stazionario) già poco dopo l'assunzione della seconda dose. Le concentrazioni plasmatiche allo stato stazionario, l'AUC (area sotto la curva concentrazione-tempo) e l'emivita di eliminazione sono più o meno le stesse durante il trattamento con una dose giornaliera di piroxicam da 20 mg.

Distribuzione

Il legame alle proteine plasmatiche è pari al 99%.

Il piroxicam passa nel latte materno.

Metabolismo

Il piroxicam è ampiamente metabolizzato. Poiché il metabolismo di piroxicam è mediato prevalentemente tramite il citocromo P450tb (CYP2C9), possono verificarsi interazioni con altri preparati metabolizzati attraverso lo stesso enzima (ad es. anticoagulanti per uso orale).

Un'importante via metabolica è l'idrossilazione dell'anello piridinico della catena laterale di piroxicam, cui segue la coniugazione con acido glucuronico e l'eliminazione per via urinaria.

L'attività di CYP2C9 è ridotta in soggetti con polimorfismi genetici, come ad es. i polimorfismi CYP2C9*2 o CYP2C9*3. Informazioni limitate tratte da due pubblicazioni hanno evidenziato che i soggetti con genotipi eterozigote CYP2C9*1/*2 (n=9), eterozigote CYP2C9*1/*3 (n=9) e omozigote CYP2C9*3/*3 (n=1) mostravano livelli sistemici di piroxicam rispettivamente 1.7, 1.7 e 5.3 volte più alti rispetto ai soggetti con il genotipo di metabolizzazione normale CYP2C9*1/*1 (n=17) dopo somministrazione di una singola dose orale. I valori medi dell'emivita di eliminazione di piroxicam in soggetti con genotipi CYP2C9*1/*2 (n=9) e CYP2C9*3/*3 (n=1) erano rispettivamente 1.7 e 8.8 volte più alti rispetto a quelli dei soggetti con genotipo CYP2C9*1/*1.

Il genotipo omozigote *3/*3 si verifica presumibilmente con una frequenza da 0% a 5.7% nei diversi gruppi etnici.

Eliminazione

L'emivita plasmatica media di piroxicam è di 50 h (range di 30-86 h, sebbene siano stati registrati valori anche al di fuori di questo intervallo). Meno del 5% della dose giornaliera è eliminata in forma immodificata nelle urine e nelle feci.

Dati preclinici

Genotossicità

Negli studi in vitro e in vivo non sono emerse evidenze di effetti mutageni.

Cancerogenicità

In studi sul potenziale cancerogeno condotti su ratti e topi non sono state riscontrate evidenze di effetti cancerogeni.

Tossicità per la riproduzione

Sono stati condotti studi di tossicità embrionale su 2 specie animali (ratti, conigli) con dosaggi rispettivamente fino a 10 mg/kg e 70 mg/kg. Entro l'intervallo di dose tossico per la madre non sono emerse evidenze di effetti teratogeni o di altri effetti embriotossici. Il piroxicam ha determinato un prolungamento della gestazione e della durata del travaglio. Non sono stati riscontrati effetti negativi sulla fertilità.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare nella confezione originale e a temperatura ambiente (15-25°C). Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

50005 (Swissmedic).

Confezioni

Piroxicam-Mepha compresse (dispersibili) da 20 mg: 10, 30 e 100. [B]

Titolare dell’omologazione

Mepha-Pharma AG, Basel.

Stato dell'informazione

Ottobre 2024.

Numero interno della versione: 12.1