Vitafediol, capsule molli
Biomed AG
Composizione
Principi attivi
Calcifediolo monoidrato
Sostanze ausiliarie
Etanolo anidro 5 mg, trigliceridi a catena media, gelatina, glicerolo (E 422), soluzione di sorbitolo 70% (non cristallizzante) (E 420) 31 mg, diossido di titanio (E 171), giallo arancio S (E 110) 1 mg.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 capsula molle di Vitafediol contiene 0,266 mg di calcifediolo monoidrato corrispondenti a 0,255 mg di calcifediolo.
Capsule molli ovali arancioni di 15 mm per 9 mm.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Terapia della carenza di vitamina D (ossia livello di 25(OH)D < 20 ng/ml o < 50 nmol/l) negli adulti.
Posologia/Impiego
Informazione importante: il dosaggio dei preparati a base di vitamina D è spesso espresso in unità internazionali (UI o IU = international unit). Queste unità non sono trasferibili alle indicazioni di dosaggio del calcifediolo in mg (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).
Posologia abituale
La posologia iniziale abituale è pari a 1 capsula una volta al mese. A seconda del grado di carenza di vitamina D (ossia del livello di 25(OH)D prima di iniziare la terapia) e dei fattori di rischio alla base della carenza, può essere considerata anche una posologia di 1 capsula ogni due settimane, soprattutto se il livello iniziale è < 10 ng/ml.
3-4 mesi dopo l'inizio della terapia si dovrebbe controllare il livello di 25(OH)D nel siero e, se necessario, modificare la posologia. Se l'intervallo fisiologico non è ancora stato raggiunto e si continua quindi il trattamento con la posologia di 1 capsula ogni due settimane, si dovrebbero effettuare ulteriori controlli a intervalli di 3-4 mesi per evitare un aumento del livello oltre il limite superiore di normalità.
La dose massima è pari a 1 capsula ogni due settimane.
Se i fattori di rischio per la carenza di vitamina D persistono, si dovrebbe eseguire una terapia di mantenimento alla posologia di 1 capsula una volta al mese, dopo aver raggiunto l'intervallo fisiologico.
Vitafediol non deve essere assunto quotidianamente.
Durata della terapia
La dose, l'intervallo posologico e la durata della terapia vengono stabiliti dal medico, tenendo conto anche dei fattori di rischio per la carenza di vitamina D, come sindrome da malassorbimento, trattamento con corticosteroidi o obesità. In caso di terapia a lungo termine, si dovrebbe tenere sotto controllo il livello di 25(OH)D; la frequenza dei controlli viene stabilita individualmente a discrezione del medico curante.
Raccomandazioni posologiche speciali
Pazienti anziani
Non è necessario un adeguamento della dose in funzione dell'età. Tuttavia, si deve tenere conto di una possibile riduzione della funzionalità renale correlata all'età (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l'efficacia di Vitafediol in bambini e adolescenti non sono state studiate. Pertanto, Vitafediol non deve essere utilizzato in questa fascia d'età.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti con insufficienza renale lieve non è necessario alcun adeguamento della dose. Tuttavia, nei pazienti con insufficienza renale moderata in terapia con Vitafediol si dovrebbe monitorare regolarmente la concentrazione di calcio e fosfato nel siero (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). L'uso di Vitafediol non è raccomandato in caso di insufficienza renale grave.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Non è necessario un adeguamento della dose.
Controindicazioni
·Ipercalcemia (calcio sierico > 2,6 mmol/l) o ipercalciuria
·Ipervitaminosi D
·Tendenza alla formazione di calcoli renali di calcio
·Pseudoipoparatiroidismo (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»)
·Ipersensibilità al principio attivo o a uno degli altri componenti
Avvertenze e misure precauzionali
Durante la terapia a lungo termine con Vitafediol si dovrebbe controllare regolarmente il livello di 25(OH)D nel siero, soprattutto se Vitafediol è assunto più frequentemente di una volta al mese.
Ipercalcemia e iperfosfatemia
Durante la terapia con Vitafediol, soprattutto in caso di uso prolungato, si dovrebbero controllare regolarmente il calcio, il fosfato e la fosfatasi alcalina nel siero, così come il calcio e il fosfato nelle urine. In caso di ipercalcemia o di riduzione della funzionalità renale, si deve diminuire la dose o interrompere il trattamento. Si raccomanda una riduzione della dose (o la sospensione temporanea della somministrazione) se la concentrazione di calcio nelle urine supera i 7,5 mmol/24 ore (equivalenti a 300 mg/24 ore).
Disturbi della funzionalità renale
Vitafediol va usato con cautela nei pazienti con ridotta funzionalità renale. In questi pazienti il trattamento deve essere affiancato da controlli periodici dei livelli di calcio e fosfato nel siero. L'uso di Vitafediol non è raccomandato in caso di disturbi della funzionalità renale gravi (clearance della creatinina < 30 ml/min), poiché si prevede un effetto farmacologico ridotto.
Insufficienza cardiaca cronica
Nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica, in particolare in quelli in terapia con digitalici, si deve controllare frequentemente il livello di calcio nel siero, poiché esiste un elevato rischio di aritmie in caso di ipercalcemia. All'inizio della terapia si consigliano analisi due volte la settimana.
Sarcoidosi, tubercolosi o altre patologie granulomatose
Vitafediol deve essere usato con cautela nei pazienti affetti da sarcoidosi a causa di un elevato rischio di conversione nel suo metabolita attivo. In questi pazienti si deve controllare il livello di calcio nel siero e nelle urine.
Lo stesso vale per i pazienti con tubercolosi o altre patologie granulomatose.
Pseudoipoparatiroidismo
Vitafediol non deve essere utilizzato in pazienti con pseudoipoparatiroidismo, poiché il fabbisogno di vitamina D nelle fasi di normale sensibilità alla vitamina D può essere ridotto. In questo caso esiste il rischio di un sovradosaggio prolungato. Per questi pazienti sono disponibili derivati della vitamina D (come il calcitriolo) più facilmente gestibili, poiché non sono soggetti al metabolismo dipendente dal paratormone a livello renale.
Nefrolitiasi
Nei pazienti con tendenza alla formazione di calcoli renali va monitorato il livello di calcio nel siero, poiché la vitamina D aumenta l'assorbimento del calcio e può quindi favorire la formazione di concrementi. In questi pazienti, la supplementazione di vitamina D dovrebbe essere attuata solo dopo una valutazione individuale del rapporto rischio/beneficio.
Pazienti anziani
È noto che per la profilassi della carenza di vitamina D nei pazienti anziani sono necessarie dosi più elevate rispetto agli adulti più giovani. Meno chiaro è invece quanto questo valga anche per la terapia della carenza di vitamina D. Pertanto, la concentrazione di 25(OH)D va eventualmente controllata con regolarità nei pazienti > 60 anni per garantire un sufficiente incremento dei livelli. Se la dose superiore di 0,266 mg viene somministrata ogni due settimane e/o la terapia si protrae a lungo termine, in questa fascia d'età devono essere controllati anche il calcio e il fosfato nel siero e nelle urine oltre alla funzionalità renale, soprattutto nei pazienti con funzionalità renale ridotta e in quelli che assumono contemporaneamente diuretici o glicosidi cardioattivi.
Immobilizzazione prolungata
Nei pazienti immobilizzati per lunghi periodi (ad es. dopo interventi chirurgici ortopedici correttivi o in caso di affezioni scheletriche con allettamento) può essere indicata una riduzione della dose per evitare l'ipercalcemia.
Ulteriori misure precauzionali
Si consiglia inoltre cautela nei pazienti con alterazioni del metabolismo del calcio o dell'escrezione di calcio e fosfato nelle urine, nei pazienti con arteriosclerosi o malattia coronarica e nei pazienti in terapia con derivati della benzotiadiazina.
Per ottenere un'adeguata risposta clinica alla somministrazione orale di Vitafediol, è necessario anche un adeguato apporto di calcio con l'alimentazione.
Durante l'assunzione di Vitafediol occorre accertarsi di non usare altri medicamenti contenenti vitamina D. Nella determinazione della dose è necessario considerare la quantità di vitamina D assunta sotto forma di alimenti arricchiti con vitamina D3 (ad es. latte, grassi).
I pazienti, soprattutto quelli in terapia a lungo termine, devono essere informati dei possibili sintomi di sovradosaggio (come stanchezza, sonnolenza, cefalea, perdita di appetito, nausea, vomito, diarrea seguita da stipsi, dolori muscolari e articolari, debolezza muscolare, polidipsia, poliuria).
Per evitare l'ipercalcemia, è necessario osservare le raccomandazioni posologiche (cfr. «Posologia/impiego»). Si noti che le unità internazionali (UI) non possono essere usate per determinare la dose di calcifediolo.
Sostanze ausiliarie particolari
Questo medicamento contiene 5 mg di alcol (etanolo) in ogni capsula. La quantità in una capsula di questo medicamento è equivalente a meno di 1 ml di birra o 1 ml di vino. La piccola quantità di alcol contenuta in questo medicamento non produrrà effetti rilevanti.
Questo medicamento contiene 22 mg di sorbitolo per capsula molle. L'effetto additivo della co-somministrazione di medicamenti contenenti sorbitolo (o fruttosio) e l'assunzione giornaliera di sorbitolo (o fruttosio) con la dieta deve essere considerato. Il contenuto di sorbitolo in medicamenti per uso orale può modificare la biodisponibilità di altri medicamenti per uso orale co-somministrati.
Contiene inoltre il colorante giallo arancio S (E 110), che può causare reazioni allergiche.
Interazioni
Interazioni farmacocinetiche
Influsso di altri medicamenti sulla farmacocinetica del calcifediolo
·L'uso concomitante di resine a scambio ionico (come colestiramina o colestipolo), orlistat o lassativi come l'olio di paraffina possono ridurre l'assorbimento gastrointestinale di vitamina D. Si raccomanda di mantenere un intervallo di almeno 2 ore tra l'assunzione di tali medicamenti e l'assunzione di preparati di vitamina D.
·Induttori enzimatici: induttori enzimatici come fenitoina, fenobarbital, primidone e altri possono ridurre la concentrazione plasmatica del calcifediolo e ridurne l'effetto. Quando il calcifediolo viene somministrato assieme a un anticonvulsivante in grado di indurre il CYP3A4, si raccomanda di monitorare il livello di 25(OH)D.
·Gli antimicotici imidazolici possono compromettere l'effetto della vitamina D mediante inibizione della conversione della 25-idrossivitamina D in 1,25-diidrossivitamina D da parte dell'enzima renale 25-idrossivitamina D-1-idrossilasi.
Interazioni farmacodinamiche
·Glicosidi cardioattivi: il calcifediolo può causare ipercalcemia, che a sua volta aumenta gli effetti desiderati e indesiderabili dei glicosidi cardioattivi, portando in particolare alla comparsa di aritmie. I pazienti che ricevono questi medicamenti concomitanti vanno tenuti sotto stretto monitoraggio, controllando il livello del calcio nel siero e nelle urine e mediante ECG.
·Diuretici tiazidici: la co-somministrazione di diuretici tiazidici con preparati di vitamina D può portare a ipercalcemia in seguito a una riduzione dell'escrezione renale di calcio. In caso di tale assunzione concomitante si raccomanda di controllare regolarmente il livello di calcio nel siero e nelle urine.
·Corticosteroidi: l'assunzione contemporanea di corticosteroidi può ridurre l'azione dei preparati di vitamina D (tra cui il calcifediolo).
·Sali di magnesio: il magnesio è legato al fosfato nel siero. Poiché la vitamina D esercita un effetto sul trasporto del fosfato nell'intestino, nei reni e nelle ossa, durante la terapia con vitamina D può verificarsi ipermagnesiemia. In caso di terapia concomitante con magnesio si deve eventualmente modificare la dose di magnesio.
·Alcuni antibiotici come penicillina, neomicina e cloramfenicolo possono aumentare l'assorbimento del calcio e incrementare il rischio di ipercalcemia in caso di co-somministrazione con la vitamina D.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Non sono stati condotti studi controllati con il calcifediolo su donne in gravidanza.
Gli studi sperimentali condotti su animali hanno evidenziato tossicità riproduttiva (cfr. «Dati preclinici»).
Durante la gravidanza si deve evitare il sovradosaggio prolungato di vitamina D, poiché l'ipercalcemia derivante può portare a stenosi aortica sopravalvolare, retinopatia e ritardi fisici e mentali nel bambino.
A causa dei limitati dati scientifici sul calcifediolo, l'uso di questo medicamento in gravidanza è sconsigliato.
Allattamento
Il calcifediolo viene escreto nel latte materno.
Non è possibile dunque escludere un rischio per il lattante allattato al seno.
Pertanto, Vitafediol non va usato durante l'allattamento.
Fertilità
Non sono disponibili dati su possibili effetti del calcifediolo sulla fertilità umana.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati eseguiti studi corrispondenti. Tuttavia, non si prevede un effetto del calcifediolo sulla capacità di condurre veicoli o utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati segnalati con l'uso di calcifediolo (negli studi clinici e in letteratura) sono elencati di seguito in base alla classificazione per sistemi e organi MedDRA. Non è possibile assegnare la frequenza a causa della natura dei dati sottostanti.
Disturbi del sistema immunitario
Reazioni di ipersensibilità (come eruzione cutanea, edema localizzato/tumefazione locale ed eritema; dispnea, anafilassi, angioedema).
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Ipercalcemia e ipercalciuria.
Gli altri effetti indesiderati sono solitamente il risultato di un sovradosaggio (cfr. «Sovradosaggio»).
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Concentrazioni sieriche di 25-idrossicolecalciferolo superiori a 150 ng/ml possono essere associate a una maggiore incidenza di effetti indesiderati.
Segni e sintomi
La somministrazione di vitamina D in dosi elevate o per un periodo prolungato può causare ipercalcemia, ipercalciuria, iperfosfatemia e insufficienza renale. I sintomi di sovradosaggio non sono caratteristici. Tra i sintomi precoci possono manifestarsi debolezza, spossatezza, sonnolenza, irritabilità, cefalea, vertigini, tinnito, atassia, aritmie, anoressia, bocca secca, polidipsia, gusto metallico, crampi addominali, nausea, vomito, diarrea iniziale seguita da stipsi, eruzione cutanea, dolori muscolari o ossei, poliuria e nicturia e (soprattutto nei bambini) ipotensione. I tipici risultati di laboratorio sono un aumento di 25(OH)D, ipercalcemia e ipercalciuria.
Tra i sintomi tardivi di sovradosaggio sono compresi anemia, calo ponderale, ipercolesterolemia, libido diminuita, convulsioni, congiuntivite con calcificazioni, fotofobia, naso che cola, pancreatite, transaminasi aumentate, prurito, albuminuria, nefrocalcinosi, funzionalità renale aggravata e ipertermia. Nei bambini può manifestarsi un ritardo di crescita, negli adulti osteoporosi. Inoltre, l'ipercalcemia può portare a calcificazione vascolare generalizzata e calcificazione dei tessuti molli. Raramente si verificano ipertensione o sintomi psicotici. Alterazioni elettrolitiche accompagnate da moderata acidosi possono causare aritmie. Può verificarsi una diminuzione della fosfatasi alcalina sierica.
In casi particolarmente gravi, possono subentrare sincope, acidosi metabolica e coma.
I sintomi dell'ipercalcemia sono solitamente reversibili. Tuttavia, le calcificazioni dovute a un'ipercalcemia prolungata possono causare grave insufficienza renale o cardiaca con esito letale.
Trattamento
Non esiste alcun antidoto specifico. In caso di sovradosaggio sono necessarie misure per la terapia dell'ipercalcemia, che potrebbe risultare pericolosa per la vita.
Innanzitutto devono essere sospesi il calcifediolo e qualunque altro preparato di calcio. L'ulteriore trattamento dipende dalla gravità dei sintomi e può comprendere le seguenti misure: adottare un'alimentazione a contenuto di calcio ridotto o nullo; somministrare grandi volumi di liquidi; somministrare corticosteroidi; indurre la diuresi forzata (mediante diuretici dell'ansa come la furosemide).
Se l'assunzione è avvenuta entro le 2 ore precedenti, si può considerare l'induzione del vomito o una lavanda gastrica. Se è già trascorso più tempo, è possibile somministrare un preparato a base di olio minerale. Ad assorbimento già avvenuto si può ricorrere a emodialisi o dialisi peritoneale con una soluzione dialitica priva di calcio.
In caso di sovradosaggio cronico può essere indicata anche la somministrazione di calcitonina.
L'ipercalcemia dovuta alla somministrazione prolungata di calcifediolo persiste per almeno 4 settimane dalla sospensione del trattamento.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
A11CC06
Meccanismo d'azione
La vitamina D è una sostanza fisiologicamente presente nell'organismo umano. Nella pelle il 7-deidrocolesterolo viene trasformato in vitamina D3 (colecalciferolo) grazie all'azione dei raggi ultravioletti. La vitamina D3 viene assunta in misura minore anche con gli alimenti (fegato, tuorlo d'uovo, avocado, latte e latticini). Il colecalciferolo viene convertito nella sua forma biologicamente attiva (1,25-diidrossivitamina D o calcitriolo) in due fasi di idrossilazione. La prima fase si svolge nel fegato, dove la vitamina D viene idrossilata in posizione 25 a calcifediolo (25-idrossicolecalciferolo). La seconda fase avviene nei reni, dove il calcifediolo viene convertito in calcitriolo (1,25-diidrossicolecalciferolo) dall'enzima 25-idrossicolecalciferolo 1-idrossilasi. La conversione in 1,25-diidrossicolecalciferolo è regolata dalla sua stessa concentrazione, dal paratormone (PTH) e dalla concentrazione di calcio e fosfato nel siero. Legandosi a specifiche proteine plasmatiche, l'1,25-diidrossicolecalciferolo viene trasportato dai reni ai tessuti bersaglio (intestino, ossa ed eventualmente reni e paratiroidi).
Negli adulti sani il fabbisogno è coperto dalla produzione endogena in presenza di una sufficiente esposizione al sole.
Farmacodinamica
Insieme al paratormone e alla calcitonina, il calcitriolo regola il metabolismo del calcio e del fosfato. Aumenta l'assorbimento di calcio e fosfato nell'intestino, l'integrazione di calcio nell'osteoide e il rilascio di calcio dal tessuto osseo.
Nei reni il calcitriolo inibisce l'escrezione di calcio e fosfato favorendo il riassorbimento tubulare. Nelle paratiroidi il calcitriolo inibisce la secrezione di paratormone.
Una carenza di vitamina D porta alla decalcificazione delle ossa (osteomalacia); nell'infanzia lo scheletro in crescita non calcifica adeguatamente.
Poiché la somministrazione di dosi maggiori di vitamina D evita l'inibizione fisiologica della sintesi cutanea di vitamina D3, sono possibili sovradosaggi e intossicazioni.
Efficacia clinica
L'efficacia di Vitafediol capsule molli è stata valutata in uno studio randomizzato in doppio cieco della durata di 12 mesi su donne in postmenopausa di età compresa tra 48 e 90 anni con una concentrazione sierica di 25(OH)D < 20 ng/ml. In questo studio, 200 pazienti sono state trattate con Vitafediol una volta al mese per almeno 4 mesi. Come endpoint primario era definita la percentuale di pazienti che aveva raggiunto un livello di 25(OH)D > 30 ng/ml al mese 4.
Le pazienti incluse nello studio avevano un'età media di 63,5 anni. Il 12% delle pazienti aveva un'età ≥75 anni. Le concentrazioni di 25(OH)D erano di 13,0 ng/ml circa al basale.
L'endpoint primario (livello di 25(OH)D > 30 ng/ml) è stato raggiunto dal 35% delle pazienti. Dopo 4 mesi l'81% delle pazienti aveva raggiunto un livello di 25(OH)D > 20 ng/ml.
Dopo il mese 4 le pazienti sono state randomizzate al proseguimento della terapia con Vitafediol per altri 8 mesi (n=102) o al placebo (n=98). Nel gruppo placebo, i livelli di 25(OH)D sono diminuiti rapidamente dopo la sospensione di Vitafediol. La prosecuzione del trattamento con Vitafediol, invece, ha consentito di mantenere l'efficacia senza un ulteriore aumento dei livelli di 25(OH)D, ossia senza alcuna evidenza di accumulo.
In un altro studio sono stati arruolati 101 adulti più giovani, di età compresa tra 18 e 50 anni (età media: 29,8 anni). Di questi pazienti, 94 avevano un livello di 25(OH)D da 10 a < 20 ng/ml al basale e sono stati inizialmente trattati con Vitafediol una volta al mese per 4 mesi. I restanti 7 pazienti presentavano una grave carenza di vitamina D (ossia una concentrazione di 25(OH)D < 10 ng/ml) e sono stati trattati con Vitafediol ogni due settimane. L'endpoint primario era la percentuale di pazienti che raggiungevano un livello di 25(OH)D di 20-60 ng/ml al mese 4. Se a questo punto non era ancora stato raggiunto un valore di 20 ng/ml, i pazienti venivano trattati per altri 2 mesi. Successivamente è seguita una fase di studio in doppio cieco (il cosiddetto follow-up), in cui i pazienti, indipendentemente dalla gravità al basale, sono stati randomizzati a un trattamento di 5 mesi con Vitafediol una volta al mese o al placebo.
L'endpoint primario è stato raggiunto in > 80% dei pazienti in entrambi i gruppi di dosaggio; al termine della fase di trattamento, il 94% dei pazienti in totale aveva un livello di 25(OH)D tra 20 e 60 ng/ml.
Alla fine del follow-up, l'89% dei pazienti trattati con Vitafediol e il 49% dei pazienti trattati con placebo avevano ancora un livello di 25(OH)D ≥20 ng/ml (p<0,001). Alla fine del follow-up non sono stati osservati valori > 60 ng/ml (ossia superiori all'intervallo fisiologico).
Farmacocinetica
Assorbimento
Il calcifediolo viene assorbito per il 75-80% dal tratto gastrointestinale. Dopo la somministrazione orale di calcifediolo, la concentrazione sierica massima di 25-idrossicolecalciferolo viene raggiunta dopo 4 ore circa.
Distribuzione
Il calcifediolo circola nel sangue legato a una specifica α-globulina (DBP). Viene immagazzinato nel tessuto adiposo e nei muscoli per lunghi periodi. Il calcifediolo è meno lipofilo della vitamina D3, quindi il deposito nel tessuto adiposo è minore.
Metabolismo
Il calcifediolo viene convertito nel metabolita attivo calcitriolo dall'enzima 1-alfa-idrossilasi (CYP27B1), presente nei reni e in tutti i tessuti che rispondono alla vitamina D. Sia il calcifediolo che il calcitriolo vengono ulteriormente metabolizzati in metaboliti inattivi dal CYP24A1, anch'esso presente in questi tessuti.
Eliminazione
L'emivita del calcifediolo è di circa 18-21 giorni; viene escreto principalmente attraverso la bile, soprattutto sotto forma di metaboliti.
Dati preclinici
Gli effetti tossici sono stati osservati in studi non clinici solo a esposizioni ben superiori alla massima esposizione umana e indicano una scarsa rilevanza per l'uso clinico.
Dosi elevate di vitamina D (da 4 a 15 volte la dose raccomandata per l'essere umano) sono teratogene negli animali.
Altre indicazioni
Influenza su metodi diagnostici
Nella misurazione del colesterolo, il calcifediolo può interferire con il saggio colorimetrico di Zlatkis-Zak, che di conseguenza può indicare erroneamente un aumento del livello sierico di colesterolo.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperatura non superiore a 30 °C e fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
69012 (Swissmedic)
Confezioni
Confezioni da 5 e 10 capsule molli. [B]
Titolare dell’omologazione
Biomed AG, CH-8600 Dübendorf
Fabbricante
FAES FARMA S.A., ES-48940 Leioa (Bizkaia)
Stato dell'informazione
Novembre 2023