COLCTAB® compresse
Streuli Pharma AG
AVVERTENZA IMPORTANTE per l'uso di COLCTAB!
A causa del ristretto indice terapeutico della colchicina, non si deve superare la dose massima raccomandata. Il sovradosaggio, dovuto anche alla mancata considerazione delle interazioni, può portare a un'intossicazione grave, molto dolorosa e irreversibile con esito fatale. Fare riferimento alle rubriche «Avvertenze e misure precauzionali», «Interazioni», «Effetti indesiderati» e «Sovradosaggio» della presente informazione professionale.
La confezione da 30 compresse può essere distribuita solo per una terapia a lungo termine.
Il medicamento deve essere conservato inaccessibile a terzi prima e dopo l'uso.
L'efficacia e la sicurezza di «COLCTAB® compresse» sono state esaminate solo sommariamente da Swissmedic. L'omologazione di «COLCTAB® compresse» si basa su «Colchicina Lirca® compresse» con stato dell’informazione del settembre 2019 che contiene lo stesso principio attivo ed è omologato in Italia.
Composizione
Principi attivi
Colchicinum
Sostanze ausiliarie
Colctab 0.5 mg compresse: Lactosum monohydricum (24.5 mg), gummi arabicum, saccharum (10 mg), magnesii stearas
Colctab 1 mg compresse: Lactosum monohydricum (49 mg), gummi arabicum, saccharum (20 mg), magnesii stearas
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Compresse da 0.5 mg
Ogni compressa contiene 0.5 mg di colchicina.
Compresse (con linea di frattura, divisibili) da 1 mg
Ogni compressa contiene 1 mg di colchicina.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Adulti:
Attacco acuto di artrite gottosa. Prevenzione di un attacco di gotta all'inizio di un trattamento di riduzione dell'acido urico. Trattamento della pericardite acuta e della pericardite ricorrente.
Adulti, bambini e adolescenti a partire dai 5 anni:
Prevenzione degli attacchi acuti di febbre mediterranea familiare e dell'amiloidosi, una possibile complicanza della febbre mediterranea familiare.
Posologia/Impiego
Posologia
A causa del ristretto indice terapeutico della colchicina, si deve prestare molta attenzione al rispetto della posologia. Il sovradosaggio di colchicina deve essere assolutamente evitato. L'assunzione di colchicina deve avvenire sotto stretto controllo medico. L'adeguatezza del dosaggio e la funzionalità epatica e renale devono essere controllate regolarmente da un medico. Se si manifestano diarrea e vomito, interrompere immediatamente l'assunzione del medicamento poiché questi possono essere i primi segni di intossicazione (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
La confezione da 30 compresse può essere distribuita solo per una terapia a lungo termine.
Attacco acuto di artrite gottosa
Adulti:
Dose iniziale: 1 mg di colchicina seguita da 0,5 mg di colchicina dopo 2 ore; se necessario dopo 2 ore ancora 0,5 mg di colchicina.
Dose massima: 2 mg di colchicina nelle 24 ore.
Dal 2° al 3° giorno: 2-3 volte al giorno 0,5 mg di colchicina fino a quando il dolore si attenua.
4° giorno: 2 x 0,5 mg di colchicina se necessario (fino a raggiungere la dose totale per attacco).
Il trattamento deve essere interrotto se compaiono sintomi gastrointestinali o se non si riscontra alcun effetto dopo 2 o 3 giorni.
La dose totale per attacco acuto di 6 mg di colchicina non deve essere superata.
Dopo questo periodo non assumere le compresse di COLCTAB per almeno 3 giorni.
Prevenzione di un attacco di gotta all'inizio di un trattamento di riduzione dell'acido urico
Adulti:
0.5 - 1 mg di colchicina al giorno per un massimo di 6 mesi.
Pericardite acuta e ricorrente
Adulti:
0,5 mg di colchicina due volte al giorno in pazienti adulti di peso >70 kg o 0,5 mg di colchicina una volta al giorno in pazienti adulti di peso ≤70 kg o in pazienti che non possono tollerare dosi superiori per almeno sei mesi nella pericardite ricorrente e per almeno tre mesi nella pericardite acuta.
Febbre mediterranea familiare
Adulti:
1 - 1,5 mg al giorno.
Se il/la paziente non risponde alla terapia alla dose raccomandata, si può considerare un aumento della dose di colchicina fino a un massimo di 3 mg al giorno se le funzioni epatica e renale sono intatte.
Bambini e adolescenti:
Bambini di età compresa tra i 5 e i 10 anni: 0,5 - 1 mg al giorno
Bambini e adolescenti di età superiore ai 10 anni: 1 - 1,5 mg al giorno.
Se il/la paziente non risponde alla terapia alla dose raccomandata, si può considerare un aumento della dose di colchicina fino a un massimo di 2 mg al giorno se le funzioni epatica e renale sono intatte.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti con disturbi della funzionalità renale da lievi a moderati, la dose deve essere ridotta o l'intervallo di assunzione deve essere prolungato. Questo gruppo di pazienti deve essere attentamente monitorato in relazione agli effetti collaterali della colchicina. Non utilizzare il medicamento in caso di grave insufficienza della funzionalità renale, cfr. rubrica «Controindicazioni».
Modo di somministrazione
Uso orale.
La compressa di 1 mg può essere deglutita intera o spezzata a metà lungo la linea di frattura per ottenere una dose singola di 0,5 mg.
La dose raccomandata nei pazienti può variare a seconda della funzionalità renale ed epatica.
Controindicazioni
·ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie elencate alla rubrica «Composizione».
·durante la gravidanza e l'allattamento (rischio di teratogenicità), cfr. rubrica «Gravidanza, allattamento»
·grave insufficienza della funzionalità renale (eGFR <30 ml/min), cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»
·alterazioni dell'emocromo (ad es. anemia)
·cattive condizioni generali (polimorbidità)
·malattie epatiche con grave compromissione della funzionalità epatica
·uso concomitante di inibitori della P-glicoproteina e forti inibitori del CYP3A4, cfr. rubrica «Interazioni»
·uso concomitante di ciclosporina A
·se si desidera avere figli
·uomini che desiderano avere un figlio fino a 6 mesi dopo l'assunzione del medicamento (danni alle cellule spermatiche)
La colchicina non deve essere somministrata a pazienti con grave insufficienza cardiaca, renale e gastrointestinale.
Avvertenze e misure precauzionali
A causa del ristretto indice terapeutico della colchicina, si deve prestare molta attenzione al rispetto della posologia. COLCTAB non deve essere sovradosato. Si deve prestare attenzione al sovradosaggio assoluto e relativo (cfr. anche la rubrica «Interazioni»).
Il medico deve informare i pazienti che devono conservare il medicamento inaccessibile a terzi prima e dopo l'uso per evitare possibili abusi.
La colchicina può causare gravi alterazioni dell'emocromo (agranulocitosi, anemia aplastica, trombocitopenia). Le alterazioni dei valori ematici possono avvenire lentamente o molto improvvisamente. L'anemia aplastica, per esempio, ha un alto tasso di mortalità. Pertanto sono necessari regolari esami del sangue. Se si manifestano alterazioni cutanee come petecchie, è necessario eseguire immediatamente un esame del sangue.
Sono stati descritti decessi con l'uso concomitante di claritromicina con medicamenti contenenti colchicina (cfr. rubrica «Interazioni»).
Il trattamento con COLCTAB richiede un'attenta supervisione medica. In particolare, in pazienti anziani e debilitati e in pazienti con compromissione della funzionalità epatica o renale (da lieve a moderata), disturbi gastrointestinali noti o acuti (per esempio nausea/vomito, inappetenza, diarrea) o disturbi cardiaci noti, il medicamento deve essere usato solo dopo un'attenta valutazione dei rischi e dei benefici, poiché in queste persone il rischio di effetti collaterali è aumentato. Il rischio di miopatie è aumentato nei pazienti con insufficienza renale.
Il rischio di rabdomiolisi può aumentare con l'uso concomitante di medicamenti che possono causare rabdomiolisi, specialmente fibrati e inibitori della HMG-CoA reduttasi.
Le pazienti devono essere accuratamente informate che l'uso durante la gravidanza e l'allattamento è controindicato. Le donne devono essere informate della necessità di una contraccezione sicura durante il trattamento e per almeno 3 mesi dopo l'interruzione della colchicina. A causa del possibile danno alle cellule spermatiche, gli uomini non devono concepire bambini durante il trattamento e per almeno 6 mesi dopo (cfr. rubriche «Controindicazioni» e «Gravidanza/allattamento»).
Informazioni importanti su alcune sostanze ausiliarie
COLCTAB contiene lattosio: I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.
COLCTAB contiene saccarosio: I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio o da insufficienza di sucrasi isomaltasi, non devono assumere questo medicamento.
Interazioni
Inibitori enzimatici, inibitori della P-glicoproteina o forti inibitori del CYP3A4
La colchicina è un substrato dell'enzima citocromo P3A4 (CYP3A4) e della proteina di trasporto P-glicoproteina (P-gp). Pertanto COLCTAB non deve essere assunto in concomitanza con:
·inibitori della P-glicoproteina (ad es. amiodarone, chinidina, propafenone, lansoprazolo, fenotiazine, tamoxifene, conivaptan, dronedarone, lapatinib, lopinavir, ranolazina, telaprevir, valspodar, ciclosporina A) e
·forti inibitori del CYP3A4 (ad es. antibiotici macrolidi come claritromicina, eritromicina, telitromicina, azitromicina, anche fluconazolo, itraconazolo, ketoconazolo, indinavir, nelfinavir, ritonavir, saquinavir, aprepitant),
poiché il rischio di insorgenza di effetti collaterali della colchicina può essere aumentato (cfr. la rubrica «Controindicazioni»). Decessi sono stati descritti con l'uso concomitante di claritromicina con medicamenti contenenti colchicina.
La colchicina è anche un substrato per modulatori di multiresistenza a farmaci quali la ciclosporina A. La combinazione di entrambi i principi attivi inibisce l'eliminazione dellee cellule dei preparati contenenti colchicina, con possibile insorgenza di miopatie attraverso meccanismi non totalmente noti (cfr. rubrica «Controindicazioni»). L'effetto è reversibile dopo una riduzione della dose o l'interruzione di uno dei due medicamenti.
Il succo di pompelmo può aumentare i livelli plasmatici di colchicina. Il succo di pompelmo non deve quindi essere assunto insieme a COLCTAB.
Si consiglia cautela nell'uso concomitante di altri medicamenti metabolizzati tramite il CYP3A4 (ad es. tacrolimus, amlodipina, verapamil, diltiazem, sildenafil).
Per i calcio-antagonisti come verapamil o diltiazem (moderati inibitori del CYP3A4), la dose di colchicina deve essere ridotta.
L'assunzione concomitante di interferone-alfa può ridurre l'efficacia di quest'ultimo.
Altri medicamenti che interagiscono attraverso altri isoenzimi all'interno del sistema del citocromo P450 con un meccanismo simile includono fenitoina, teofillina, valproato e fenobarbital.
Statine
Si consiglia cautela nell'uso concomitante di medicamenti che possono causare rabdomiolisi, specialmente fibrati e inibitori della HMG-CoA reduttasi (simvastatina, atorvastatina, lovastatina), cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali». I pazienti dovrebbero essere avvisati di segnalare dolore o debolezza muscolare.
Nei pazienti con insufficienza renale, è stata riportata l'insorgenza di miopatia con la somministrazione concomitante a lungo termine di preparati contenenti colchicina con un inibitore della HMG-CoA reduttasi (simvastatina, atorvastatina, lovastatina).
Glucocorticoidi
L'uso concomitante di glucocorticoidi aumenta anche il rischio di miopatie.
Non sono state segnalate interazioni dall'uso concomitante del medicamento con i comuni preparati per il trattamento della gotta. Non sono inoltre note interferenze con i test di laboratorio.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva.
Durante una terapia con COLCTAB deve essere assicurata una contraccezione sicura. La contraccezione deve essere usata per ulteriori 3 mesi dopo la fine del trattamento con COLCTAB.
COLCTAB non deve essere assunto durante la gravidanza (cfr. rubrica «Controindicazioni»).
Allattamento
COLCTAB non deve essere assunto durante l'allattamento poiché la colchicina e i suoi metaboliti sono stati rilevati nei neonati allattati al seno di donne trattate (cfr. rubrica «Controindicazioni»). Non sono disponibili dati sufficienti sugli effetti della colchicina sui neonati.
Fertilità
Gli studi sugli animali hanno dimostrato che la colchicina può influire negativamente sulla spermatogenesi (cfr. rubrica «Dati preclinici»).
Poiché le cellule spermatiche possono essere danneggiate, gli uomini trattati con COLCTAB non devono procreare fino a 6 mesi dopo (cfr. le rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Controindicazioni»).
Se tuttavia si verifica una gravidanza, si dovrebbe ricorrere all'opzione della consulenza genetica.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Dopo l'assunzione di colchicina, la capacità di guidare e di azionare macchine è limitata.
L'alcol può compromettere ulteriormente la capacità di guidare e usare macchinari, già compromessa dalla colchicina.
Effetti indesiderati
In dosi elevate, può causare diarrea grave, emorragie gastrointestinali, eruzioni cutanee e danni renali ed epatici. Tuttavia è necessario somministrare il medicamento a pieno dosaggio per ottenere un sufficiente effetto terapeutico. Pertanto, in caso di diarrea, può essere somministrato un medicamento antidiarroico.
La colchicina può causare un malassorbimento reversibile della vitamina B12 alterando la funzione della mucosa dell'ileo.
La seguente tabella riassume i principali effetti indesiderati della colchicina secondo la classificazione per sistemi e organi MedDRA:
Gli effetti collaterali sono basati sui seguenti dati di frequenza:
molto comune (>1/10);
comune (>1/100, <1/10);
non comune (>1/1000, <1/100);
raro (>1/10 000, <1/1'000);
molto raro (<1/10'000),
non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Classificazione per Sistemi e Organi (SOC) | Frequenza | Effetto collaterale |
Patologie del sistema emolinfopoietico | Non comune | Leucopenia |
| Raro | Trombocitosi Epistassi Patologia del midollo osseo (anemia aplastica o emolitica, pancitopenia, neutropenia, trombocitopenia) |
Patologie del sistema nervoso | Molto raro | Neuropatia motoria periferica |
Patologie gastrointestinali | Comune | Nausea, vomito, diarrea, dolore addominale |
| Non nota | Diarrea grave, emorragie gastrointestinali |
Patologie epatobiliari | Non nota | Ipertransaminasemia, epatotossicità |
Patologie renali e urinarie | Non nota | Danni renali |
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Non comune | Alopecia |
| Raro | Orticaria, eruzione vescico-bollosa, porpora, eritema, edema |
| Non nota | Eruzioni cutanee |
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Non comune | Miotonia, debolezza muscolare, dolore muscolare, rabdomiolisi |
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella | Raro | Azoospermia, oligospermia |
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
La colchicina ha un indice terapeutico ristretto. Gli effetti collaterali e i sintomi tossici compaiono prima negli organi e nei tessuti con un alto tasso di proliferazione (ad es. tratto gastrointestinale, midollo osseo). La gravità degli effetti indesiderati o tossici sembra aumentare in proporzione alla dose e alla durata di utilizzo. Anche dosi che non superano la dose massima giornaliera possono causare gravi sintomi se assunte per un lungo periodo di tempo. Dopo l'assunzione di una grande quantità di colchicina, sintomi gastrointestinali, insufficienza multiorgano e morte possono verificarsi entro 24-72 ore.
La dose tossica, che può avere effetti fatali, è di circa 10 mg.
In caso di sovradosaggio, ci si devono aspettare i seguenti sintomi di intossicazione:
da 2 a 5 (fino a 6,5) ore dopo l'assunzione per via orale inizio dei sintomi di intossicazione.
Il sintomo principale è un'enterite emorragica grave e prolungata con nausea e vomito, tenesmo, coliche e diarrea, che possono essere presenti o meno.
A causa della diarrea, possono verificarsi perdite idriche e di sali con lo sviluppo di ipokaliemia e iponatremia, così come di un'acidosi metabolica.
Ci si deve aspettare un aumento della pressione del liquido cefalorachidiano. Un effetto collaterale comune di intossicazione da colchicina è l'oppressione precordiale che può anche essere accompagnata da dolore. Nel corso successivo della intossicazione compaiono pallore, calo di temperatura, cianosi e dispnea. Inoltre sono possibili tachicardia e un calo della pressione arteriosa fino al collasso. Da parte del sistema nervoso i sintomi dell'intossicazione si manifestano con disturbi della ricezione delle sensazioni e degli stimoli sensoriali (disturbi della sensibilità), convulsioni e segni di paralisi.
La morte avviene dopo 2-3 giorni a causa di paralisi respiratoria o insufficienza cardiaca.
La sopravvivenza all'intossicazione acuta può provocare leucocitosi di rimbalzo e alopecia persistente.
A volte si osservano anche disturbi della funzionalità epatica. In casi isolati è stata riportata cecità.
Con il sovradosaggio o l'uso prolungato di medicamenti contenenti colchicina, si sono verificati diversi casi di rabdomiolisi (probabilmente a causa di interazioni) e ileo paralitico.
Terapia
La terapia deve iniziare il più presto possibile. Iniziare la terapia oltre 2 ore dopo l'assunzione può influenzare significativamente il risultato terapeutico, poiché il tempo di assorbimento della colchicina è di circa 30-120 minuti.
È essenziale preparare ricoverare il paziente presso un servizio di rianimazione ove si possono eseguire lavande gastriche e aspirazioni duodenali.
La terapia è sintomatica e comprende la correzione della perdita di acqua e sale e una terapia antibiotica.
Se si verifica acidosi lattica, si raccomanda una rapida emodialisi.
Non si devono somministrare oppiacei!
È necessario il monitoraggio delle funzioni d'organo a rischio per la tossicità da colchicina (soprattutto fegato, reni e midollo osseo).
Proprietà/Effetti
Codice ATC
M04AC01
Meccanismo d'azione
Il principio attivo del COLCTAB è la colchicina, un alcaloide estratto dai semi della gloriosa superba, una pianta erbacea della famiglia delle Colchicaceae.
Fin dall'antichità, sono note le proprietà diuretiche, analgesiche e antinfiammatorie dell'estratto di colchicina di colchico autunnale (Colchicum autumnale) che veniva quindi utilizzato come rimedio per i reumatismi, l'artrite e soprattutto come rimedio per la gotta.
Farmacodinamica
Anche se il meccanismo della colchicina come agente anti-gotta non è completamente noto, il medicamento sembra ridurre la risposta infiammatoria al deposito di cristalli di urato monosodico nei tessuti inibendo il metabolismo, la motilità e la chemiotassi dei polimorfonucleati e/o altre funzioni leucocitarie. La colchicina interferisce anche direttamente con il deposito di urato monosodico riducendo la produzione di acido lattico da parte dei polimorfonucleati e indirettamente riducendo la fagocitosi.
La colchicina inibisce quindi la divisione cellulare interferendo con la formazione del fuso mitotico a livello di metafase, cosa che è stata osservata nei granulociti.
Questi effetti sono stati dimostrati in colture cellulari e in cellule di pazienti trattati con colchicina.
La colchicina ha una potenziale tossicità che è dose-dipendente, quindi la terapia con colchicina dovrebbe essere regolata secondo la tolleranza individuale che varia ampiamente, con disturbi gastrointestinali e soprattutto diarrea come indice dei primi segni di tossicità.
Efficacia clinica
Non riportati.
Farmacocinetica
Assorbimento
La colchicina è rapidamente assorbita dopo la somministrazione orale e le concentrazioni massime nel plasma si verificano in un periodo compreso tra 30 minuti e 2 ore.
Distribuzione
Il volume di distribuzione è di 49 ± 9 L. L'emivita di distribuzione nel plasma è di 3-5 minuti.
Un metabolita della colchicina, l'ossicolchicina si accumula selettivamente nei reni e viene eliminata piuttosto lentamente. Pertanto, nelle persone con insufficienza renale il medicamento e il suo metabolita possono accumularsi. La colchicina si distribuisce nei tessuti del rene, del fegato, della milza e dell'intestino e si concentra principalmente nei leucociti. La colchicina può essere ritrovata nei leucociti 10 giorni dopo la somministrazione.
Metabolismo
La colchicina è metabolizzata dal fegato e da altri tessuti. La colchicina assorbita è parzialmente convertita in ossicolchicina.
Eliminazione
Il t½ è di 65 ± 15 minuti in un soggetto normale e la clearance totale è di 601 ± 155 ml/min.
Il riciclo enteroepatico si verifica ampiamente e a dosi elevate può portare a effetti collaterali gastrointestinali. L'emivita di eliminazione varia da 1,7 a 20,9 ore in pazienti con funzione renale normale e aumenta in pazienti con insufficienza renale, quindi si raccomanda una riduzione della dose. La colchicina e i suoi metaboliti sono eliminati principalmente nelle feci, il 10-20% è eliminato invariato nelle urine.
L'eliminazione renale può aumentare nei pazienti con patologie epatiche.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Pazienti anziani (> 65 anni)
Dati non disponibili.
Bambini
Dati non disponibili.
Disturbi della funzionalità epatica
L'eliminazione renale può aumentare nei pazienti con patologie epatiche.
Disfunzioni renali
L'emivita di eliminazione aumenta nei pazienti con insufficienza renale, quindi si raccomanda una riduzione della dose.
Dati preclinici
La tossicità acuta della colchicina è molto elevata; la DL50 per via e.v. è di 1,6 e 4,13 mg/kg nel ratto e nel topo, rispettivamente.
La colchicina causa danni cromosomici in colture di linfociti umani. Una relazione tra questo danno cromosomico e un effetto teratogeno nell'uomo non è stata chiaramente stabilita. Gli studi sugli animali hanno mostrato effetti teratogeni nell'embrione di topo, criceto, coniglio e pulcino. Inoltre, dopo la somministrazione sottocutanea di colchicina a conigli maschi (1,5 e 3 mg/ 2 kg circa di peso corporeo, 2 volte alla settimana), sono stati osservati disturbi della spermatogenesi e atrofia dei testicoli.
Sono stati riportati casi di disturbi riproduttivi come l'azoospermia o la nascita di bambini trisomici dopo trattamento con colchicina dei padri, così come sono stati riportati casi in cui sono nati bambini sani nonostante la terapia con colchicina durante la gravidanza. Anche se queste segnalazioni di casi non sono sufficienti per una valutazione concreta del potenziale tossico riproduttivo della colchicina nell'uomo, la teratogenicità deve essere presunta a causa dell'effetto degli alcaloidi del tropolone su mitosi e meiosi. La formazione di spermatozoi aneuploidi è probabile.
La colchicina passa nel latte materno.
In caso di funzionalità renale compromessa aumenta la tossicità della colchicina.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Non applicabile
Influenza su metodi diagnostici
Non applicabile
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Precauzioni particolari per la conservazione
Non conservare a temperature superiori a 30°C. Conservare il blister nel cartone esterno per proteggere il contenuto dalla luce.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
67974 (Swissmedic)
Confezioni
COLCTAB 0.5 mg, 30 compresse [A] (Solo per trattamenti a lungo termine)
COLCTAB 1 mg, 10 compresse con linea di frattura, divisibili [A]
COLCTAB 1 mg, 30 compresse con linea di frattura, divisibili [A] (Solo per trattamenti a lungo termine)
Titolare dell’omologazione
Streuli Pharma SA, 8730 Uznach
Stato dell'informazione
Medicamento estero di confronto: febbraio 2023
Con integrazioni rilevanti per la sicurezza da parte di Swissmedic: giugno 2023