Striascan 74 MBq/ml soluzione iniettabile

Composizione

Principi attivi

Ioflupanum [123I] 74 MBq/ml alla data e ora di riferimento (corrisponde a 0,07 - 0,13 μg ioflupanum/ml).

 

Sostanze ausiliarie

Ioflupanum [123I], Acidum aceticum glaciale (E 260), Natrii acetas trihydricus (E 262) (corrisponde 4,9 mg Natrium), Ethanolum anhydricum (E 1510), Acidum phosphoricum concentratum (E 338), Aqua ad injectabilia.

Questo medicinale contiene 39,5 g/l di etanolo.

Specifiche

Attività specifica:  2,5 - 4,5 × 1014 Bq/mmol alla data e ora di riferimento

Purezza radiochimica: ≥ 96 %

Purezza radionuclidica: ≥ 99,7 %

Impurità più importanti: 123I 4 %, [123I]-acido ioflupanico ≤ 2 %

Data e ora di riferimento: cfr. bolla di consegna ed etichette di imballaggio

 

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Soluzione iniettabile, limpida e incolore.

Ogni flaconcino da 2,5 ml contiene:

Ioflupanum [123I] 185 MBq alla data e ora di riferimento (corrisponde a 9 ng).

Ogni flaconcino da 5 ml contiene: 

Ioflupanum [123I] 370 MBq am Kalibrierungstermin (corresp. 18 ng).

Radionuclide diagnostico pronto all’uso per l’utilizzo diretto.

Per iniezione endovenosa.

 

Indicazioni/possibilità d’impiego

Radionuclide diagnostico.

Striascan è destinato al rilevamento della perdita di terminazioni nervose dopaminergiche funzionali nel corpo striato (in patologie quali malattia di Parkinson, atrofia multisistemica, paralisi sopranucleare progressiva, degenerazione corticobasale, atassia spinocerebellare (tipo 1, 2 e 3), demenza nella malattia di Parkinson (PDD) e demenza a corpi di Lewy) in pazienti con sintomi di parkinsonismo clinicamente incerti e come misura di supporto alla differenziazione tra tremore essenziale e sindromi parkinsoniane riconducibili alla malattia di Parkinson idiopatica, all’atrofia multisistemica o alla paralisi sopranucleare progressiva. Striascan non consente di differenziare tra malattia di Parkinson e atrofia multisistemica o paralisi sopranucleare progressiva.

Striascan è altresì indicato per supportare la differenziazione tra una probabile demenza a corpi di Lewy e la malattia di Alzheimer. Striascan non consente di differenziare tra demenza a corpi di Lewy e demenza nella malattia di Parkinson (PDD).

 

Posologia/impiego

Luso di Striascan e linterpretazione dei risultati dellesame possono essere eseguiti solo da un medico specialista in medicina nucleare riconosciuto a livello federale con esperienza nellinterpretazione di questo esame.

 

Posologia abituale

L’efficacia clinica è stata dimostrata con attività da 111 a 185 MBq. Si consiglia di non somministrare più di 185 MBq e non meno di 111 MBq. In caso di sovradosaggio, occorre consultare la relativa rubrica «Posologia eccessiva».

Per ridurre al minimo la captazione di iodio radioattivo da parte della tiroide, nei pazienti deve essere eseguito un blocco tiroideo prima dell'iniezione. A tale scopo, circa 120 mg di ioduro di potassio vengono somministrati per via orale da 1 a 4 ore prima dell'iniezione di Striascan.

Striascan è una soluzione etanolica al 5% (V/V) per iniezione endovenosa e deve essere usata non diluita, pertanto, iniettando la soluzione troppo rapidamente in una vena di ridotte dimensioni, si può indurre dolore. Si raccomanda di effettuare una iniezione endovenosa lenta (della durata di non meno di 15 - 20 secondi) in una vena del braccio per evitare dolori nel sito di iniezione.

 

Acquisizione delle immagini

Si consiglia di eseguite l’esame SPECT da 3 a 6 ore dopo l’iniezione.

L’acquisizione delle immagini deve avvenire utilizzando una gamma camera dotata di un collimatore ad alta risoluzione e calibrata utilizzando il fotopicco a 159 keV ed una finestra energetica del +/- 10%. Il campionamento angolare deve produrre non meno di 120 proiezioni su 360 gradi di rotazione. Per i collimatori ad alta risoluzione il raggio di rotazione deve essere tenuto costante e va scelto quanto più piccolo possibile (tipicamente 11 – 15 cm). Studi sperimentali con un fantoccio striatale suggeriscono che per ottenere immagini ottimali con i sistemi attualmente in uso, la dimensione della matrice e i fattori di zoom devono essere selezionati per dare una dimensione di pixel di 3,5 - 4,5 mm. Si devono raccogliere un minimo di 500.000 conteggi per immagini ottimali.

 

Bambini e adolescenti

Striascan non è raccomandato per l’uso in bambini e adolescenti, perché per questi gruppi di età non sono disponibili dati.

 

Esposizione alle radiazioni

L’esposizione alle radiazioni di un paziente adulto medio (70 kg) dopo iniezione endovenosa di ioflupanum [123I] è riportata nella seguente tabella. Nel calcolo delle dosi di radiazioni assorbite si è ipotizzato uno svuotamento vescicale a intervalli di 4,8 ore e un blocco tiroideo adeguato.

Per rendere minima l’esposizione alle radiazioni bisogna invitare il paziente a svuotare frequentemente la vescica dopo la somministrazione della dose.

 

Organo bersaglio

Dose di radiazione assorbita [µGy/MBq]

Ghiandole surrenali

17,0

Superfici ossee

15,0

Cervello

16,0

Ghiandole mammarie

7,3

Parete della cistifellea

44,0

Apparato gastrointestinale

 

Parete dello stomaco

12,0

Parete dell’intestino tenue

26,0

Parete del colon

59,0

 Parete dell'intestino crasso superiore

57,0

 Parete dell'intestino crasso inferiore

62,0

Parete del cuore

32,0

Reni

13,0

Fegato

85,0

Polmoni

42,0

Muscoli

8,9

Esofago

9,4

Ovaie

18,0

Pancreas

17,0

Midollo osseo rosso

9,3

Ghiandole salivari

41,0

Cute

5,2

Milza

26,0

Testicoli

6,3

Timo

9,4

Tiroide

6,7

Parete della vescica

35,0

Utero

14,0

Organi rimanenti

10,0

 Corpo intero

 

Dose efficace

(ponderazione in base a ICRP 128)

               25,0 μSv/MBq

 

La dose efficace (ED, ponderazione in base a ICRP 128), risultante dopo iniezione di 185 MBq Striascan, è di 4,63 mSv per un adulto con peso corporeo di 70 kg. I dati su riportati sono validi in caso di distribuzione farmacocinetica normale.

Nel caso di ridotta funzione renale o epatica dovuta a malattie o precedenti terapie, la dose efficace e la dose di radiazioni assorbite dagli organi possono risultare aumentate.

 

Controindicazioni

·Gravidanza, durante l’allattamento.

·Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie, secondo la composizione.

 

Avvertenze e misure precauzionali

Qualsiasi impiego di radiofarmaci nei pazienti è di competenza e responsabilità esclusiva del medico di medicina nucleare curante. Gli esami sono giustificati solo se il loro beneficio supera il rischio associato allesposizione alle radiazioni. In ogni caso, la somministrazione deve avvenire nel rispetto delle precauzioni di radioprotezione. Si dovrebbero prendere in considerazione metodi alternativi di analisi che non comportino l'utilizzo di radiazioni ionizzanti. La possibilità di ipersensibilità, incluse reazioni anafilattiche/anafilattoidi, deve sempre essere presa in considerazione.

Qualora insorgessero reazioni di ipersensibilità, si deve interrompere immediatamente la somministrazione del medicamento e, se necessario, iniziare un trattamento endovenoso. Prima della somministrazione, assicurarsi che siano disponibili attrezzature adeguate per la rianimazione.

Su pazienti con insufficienza renale o epatica non sono stati svolti studi clinici. Poiché non sono disponibili dati, Striascan non è raccomandato per l’uso in pazienti con insufficienza renale o epatica da moderata a grave.

Questo medicamento contiene fino a 100 mg di alcool (etanolo) per flaconcino, corrispondenti a 5% V/V, equivalenti a meno di 2 ml di birra o 1 ml di vino. La scarsa quantità di alcol contenuta in questo medicamento non ha effetti percepibili.

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per flaconcino, cioè è essenzialmente «senza sodio».

 

Preparazione del paziente

Il paziente deve essere sufficientemente idratato prima dellesame e deve essere incoraggiato a svuotare la vescica il più spesso possibile nelle prime 48 ore dopo lesame, al fine di minimizzare quanto più possibile lesposizione alle radiazioni.

 

 

Interpretazione delle immagini Striascan

Le immagini Striascan vengono interpretate visivamente in base all’aspetto dello striato.

La rappresentazione ottimale delle immagini ricostruite per l’interpretazione visiva è costituita da sezioni transassiali parallele alla linea di commessura anteriore-commessura posteriore (AC-PC). Per determinare se un’immagine sia normale o anormale si valuta l’estensione (come indicato dalla forma) e l’intensità (in rapporto allo sfondo) del segnale striatale.

Le immagini normali sono caratterizzate da due aree simmetriche falciformi di uguale intensità. Le immagini anormali sono asimmetriche o simmetriche con intensità non uniforme o ridotta e/o perdita dell’aspetto falciforme.

In aggiunta, la valutazione visiva può essere integrata da un’analisi semi-quantitativa mediante un software con marchio CE, in cui le scansioni Striascan nello striato vengono confrontate con le scansioni in una regione di riferimento e i rapporti sono confrontati con una banca dati di soggetti sani corretta per l’età.

Anche l’analisi dei rapporti, ad es. tra le scansioni Striascan nello striato sinistro/destro (simmetria) o le scansioni nel caudato/putamen, può essere utile per l’interpretazione delle immagini.

Quando si impiegano metodi semi-quantitativi occorre applicare le seguenti misure precauzionali:

·L’analisi semi-quantitativa deve essere utilizzata solo come complemento della valutazione visiva.

·Devono essere utilizzati solo software con marchio CE.

·Gli utenti devono essere addestrati all’uso del software con marchio CE dal produttore del software e devono seguire le linee guida EANM per l’acquisizione, la ricostruzione e la valutazione delle immagini.

·I lettori devono prima interpretare visivamente la scansione e poi effettuare l’analisi semi-quantitativa secondo le istruzioni del produttore, inclusi i controlli di qualità per il processo di quantificazione:

o Per confrontare l’assorbimento nello striato con quello nella regione di riferimento deve essere impiegata una tecnica ROI/VOI.

oSi raccomanda il confronto con una banca dati aggiustata per l’età di soggetti sani, in modo da tenere conto della diminuzione del legame striatale legata all’età.

oLe impostazioni utilizzate per la ricostruzione e i filtri (inclusa la correzione dell’attenuazione) possono influenzare i valori semi-quantitativi. Devono essere utilizzate le impostazioni per la ricostruzione e i filtri raccomandati dal produttore del software con marchio CE, ed esse devono corrispondere a quelle utilizzate per l’analisi semi-quantitativa della banca dati di soggetti sani.

oL’intensità del segnale striatale, misurata mediante SBR (rapporto di legame striatale), e l’asimmetria, così come il rapporto tra caudato e putamen, forniscono valori numerici oggettivi che corrispondono ai parametri di valutazione visiva e possono essere utili nei casi di difficile interpretazione.

oSe i valori semi-quantitativi non concordano con l’interpretazione visiva, occorre verificare che il posizionamento dei ROI/VOI sia appropriato, che l’orientamento dell’immagine sia corretto e che i parametri per l’acquisizione dell’immagine e la correzione dell’attenuazione siano adeguati. Questi processi possono essere supportati da pacchetti software che riducono la variabilità legata all’operatore.

oPer la decisione finale devono sempre essere considerati sia la valutazione visiva che i risultati semi-quantitativi.

 

Interazioni

Non sono stati condotti studi sulle interazioni nell’uomo.

Ioflupanum si lega al trasportatore della dopamina, pertanto, i medicamenti o le sostanze che si legano con forte affinità al trasportatore della dopamina, possono interferire nella diagnostica con Striascan; tra essi vi sono ad es. amfetamina, bupropione, codeina, desamfetamina, cocaina,  metilfenidato, modafinil e fentermina. Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, come la sertralina, possono aumentare o diminuire il legame dello ioflupanum con il trasportatore della dopamina. Prima di somministrare lo ioflupanum, lo specialista in medicina nucleare deve compilare o avere a disposizione un elenco completo dei medicamenti assunti dal paziente. Come regola generale vale che le sostanze qui elencate o altre non devono essere somministrate né contemporaneamente con Striascan né a distanza di poco tempo dal suo impiego. Nella interpretazione dei reperti occorre tener conto della terapia.

Negli studi clinici non hanno determinato interazioni, tra gli altri, i seguenti principi attivi:

medicamenti anti-Parkinson

triesifenidile, amantadina, levodopa, selegilina, budipina

betabloccanti

metoprololo, propranololo

antiepilettici

primidone

Non si prevede un’interferenza con le immagini ottenute mediante Striascan da parte degli agonisti ed antagonisti della dopamina che si legano ai recettori post-sinaptici della dopamina, Quindi, se necessario, la loro somministrazione può continuare.

In studi condotti sugli animali è stato dimostrato che pergolide non presenta interazioni con ioflupanum.

 

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

L’utilizzo di Striascan durante la gravidanza è controindicato (cfr. rubrica «Controindicazioni»).

Non sono stati condotti studi sulla tossicità riproduttiva nell’animale con questo medicamento radioattivo.

 

Allattamento

Non è noto se ioflupanum [123I] passi nel latte materno.

Prima della somministrazione di un medicamento radiofarmaceutico a una donna che allatta, occorre verificare se un rinvio dell'esame a un momento successivo al termine del periodo di allattamento sia clinicamente giustificabile e se sia stato scelto il medicamento radioattivo appropriato al fine di ottenere un'escrezione di radioattività nel latte materno quanto più bassa possibile. Se l'uso è essenziale, l'allattamento al seno deve essere interrotto per 3 giorni e sostituito con il biberon. Durante questo periodo il latte materno deve essere tirato regolarmente e il latte pompato deve essere scartato.

 

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

Non sono stati condotti studi sugli effetti sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

 

Effetti indesiderati

Le frequenze degli effetti indesiderati sono definite come segue:

«molto comune» (≥ 1/10) «comune» (≥ 1/100, < 1/10), «non comune» (≥ 1/1000, < 1/100), «raro»

(≥ 1/10’000, < 1/1000), «molto raro» (< 1/10’000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). In ogni gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono elencati in ordine di gravità decrescente.

 

Disturbi del sistema immunitario

Non nota:  ipersensibilità

 

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non comune:  appetito aumentato

 

Patologie del sistema nervoso

Comune:  cefalea

Non comune:  capogiro, sensazione di insetti striscianti (parestesia), disgeusia

 

Patologie dell’orecchio e del labirinto

Non comune:  vertigine

 

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non nota:  eritema, prurito, eruzione cutanea, orticaria, iperidrosi

 

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non nota:  dispnea

 

Patologie gastrointestinali

Non comune: nausea, bocca secca

Non nota:  vomito

 

Patologie vascolari

Non nota:  pressione arteriosa ridotta

 

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non comune:  dolore in sede di iniezione (dolore intenso o sensazione di bruciore

dopo l’iniezione in vene piccole)

Non nota:  sensazione di calore

 

L’esposizione alle radiazioni ionizzanti è associata all’induzione di tumori e alla potenziale insorgenza di danni al materiale genetico. Poiché quando si somministra l’attività massima raccomandata di 185 MBq la dose effettiva è di 4,63 mSv, ci si aspetta che la probabilità di insorgenza di tali effetti indesiderati sia bassa.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

 

Posologia eccessiva

In caso di sovradosaggio il paziente deve essere invitato a svuotare frequentemente la vescica e l’intestino, per ridurre al minimo l’esposizione alle radiazioni. Occorre prestare attenzione a evitare contaminazioni dovute alla radioattività escreta dal paziente.

 

Proprietà/effetti

Codice ATC

V09AB03

 

Proprietà fisiche

L'iode-123 a une période de 13,2 heures et décroît en tellure-123 par capture électronique, essentiellement avec émission d'un rayonnement gamma d'une énergie de 159 keV et d'un rayonnement X de 27 keV.

 

Meccanismo d’azione

Ioflupanum è un analogo della cocaina. Studi condotti su animali hanno dimostrato che ioflupanum forma un legame ad elevata affinità con la proteina trasportatrice pre-sinaptica della dopamina, pertanto ioflupanum [123I] radiomarcato può essere utilizzato come marcatore sostitutivo per esaminare l’integrità dei neuroni dopaminergici nigrostriatali.

Ioflupanum forma un legame anche con la proteina trasportatrice della serotonina sui

neuroni 5-HT ma con una affinità di legame di circa 10 volte inferiore.

Non esistono esperienze rispetto a tipi di tremore diversi dal tremore essenziale.

 

Farmacodinamica

Dopo la somministrazione endovenosa di ioflupanum alla dose raccomandata non si prevedono effetti farmacologici, a causa della scarsa quantità di ioflupanum iniettato.

 

Efficacia clinica

Non pertinente.

 

Studi clinici che supportano l’uso integrativo di informazioni semi-quantitative per l’interpretazione delle immagini: l’affidabilità dell’uso di informazioni semi-quantitative come complemento dell’esame visivo è stata analizzata in quattro studi clinici, nei quali è stata confrontata la sensibilità, la specificità o l’accuratezza complessiva dei due metodi di interpretazione delle immagini.

Nei quattro studi (totale n = 578) è stato utilizzato un software di analisi semi-quantitativa con marchio CE. La differenza (ossia il miglioramento conseguente all’aggiunta di informazioni semi- quantitative all’esame visivo) è risultata compresa tra 0,1% e 5,5% per la sensibilità, tra 0,0% e 2,0% per la specificità e tra 0,0% e 12,0% per l’accuratezza complessiva.

Il più grande dei quattro studi ha valutato retrospettivamente un totale di 304 esami con Ioflupanum da precedenti studi di fase 3 o 4, ai quali hanno partecipato pazienti con diagnosi clinica di sindrome di Parkinson (PS), forme Parkinson-simili (prevalentemente tremore essenziale [ET]), probabile demenza a corpi di Lewy (DLB) e altri tipi di demenza (prevalentemente demenza di Alzheimer [AD]). Cinque medici di medicina nucleare che avevano solo un’esperienza limitata nell’interpretazione di scansioni con Ioflupanum hanno valutato le immagini due volte (senza e con i dati semi-quantitativi del software DaTQUANT) a distanza di almeno un mese. Questi risultati sono stati confrontati con le diagnosi dei partecipanti dopo 1-3 anni di follow-up per determinare l’accuratezza diagnostica. I miglioramenti in termini di sensibilità e specificità (con intervalli di confidenza al 95%) sono stati rispettivamente di 0,1% (-6,2%, 6,4%) e 2,0% (-3,0%, 7,0%). Inoltre, i risultati della valutazione combinata sono stati associati a un aumento della sicurezza del lettore nell’interpretazione.

 

Farmacocinetica

Assorbimento

Cfr. rubrica «Distribuzione»

 

Distribuzione

Ioflupanum [123I] viene eliminato dal sangue rapidamente dopo iniezione endovenosa; 5 minuti dopo l’iniezione rimane nel sangue intero solo il 5% della radioattività somministrata.

La captazione da parte del cervello avviene rapidamente, raggiungendo il 7% dell’attività iniettata dopo 10 minuti dall’iniezione per scendere al 3% dopo 5 ore. Circa il 30% della radioattività totale presente nel cervello è attribuita alla captazione dello striato. Poiché ioflupanum presenta una bassa affinità di legame con il trasportatore della serotonina, è stata riscontrata la presenza di radioattività anche nel talamo e nella neocorteccia.

 

Metabolismo

I metaboliti principali sono rappresentati dall’acido ioflupanico e dal suo coniugato glucuronizzato. L’acido ioflupanico non è in grado di passare la barriera emato-encefalica e pertanto non interferisce con la rappresentazione scintigrafica dello striato.

 

Eliminazione

Entro 48 ore dall’iniezione circa il 60% della radioattività iniettata viene eliminata tramite il rene (senza tener conto del decadimento naturale e dopo blocco della tiroide). L’escrezione nelle feci è stata calcolata del 14% circa.

 

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Non sono stati effettuati studi in merito.

 

Dati preclinici

I dati preclinici degli studi convenzionali su farmacologia di sicurezza, tossicità e genotossicità non evidenziano alcun rischio particolare per l’essere umano dopo somministrazione singola e ripetuta.

 

 

 

Non sono stati effettuati studi di tossicità riproduttiva e valutazione del potenziale cancerogeno con ioflupan.

 

Altre indicazioni

Stabilità

Flaconcino da 2,5 ml:

Il medicinale è utilizzabile fino a 7 ore dopo la data e l’ora di riferimento indicate sull’etichetta (35 ore dalla fine della sintesi).

 

Flaconcino da 5 ml:

Il medicamento può essere utilizzato fino a 20 ore dopo la data di calibrazione indicata sull'etichetta (48 ore dalla fine della produzione).

 

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

 

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Non conservare a temperatura superiore 25°C. Non congelare.

Conservare nell’involucro piombato originale.

Disposizioni di legge

In Svizzera, l’impiego di sostanze radioattive nell’uomo è disciplinato legalmente dall’ultima versione valida della Ordinanza sulla radioprotezione. Conformemente, solo chi è in possesso della necessaria autorizzazione dell'Ufficio federale della sanità pubblica è autorizzato all'uso di radiofarmaci. Durante l’impiego di sostanze radioattive e lo smaltimento dei rifiuti radioattivi devono essere rispettati i provvedimenti protettivi di detta ordinanza, per evitare qualsiasi esposizione non necessaria dei pazienti e del personale alle radiazioni. Si raccomanda di rimuovere le etichette di identificazione prima dello smaltimento.

 

Numero dell’omologazione

68593 (Swissmedic)

 

Confezioni

1 flaconcino da 185 MBq (alla data di calibrazione) in 2,5 ml di soluzione [A]

1 flaconcino da 370 MBq (alla data di calibrazione) in 5 ml di soluzione [A]

Striascan viene fornito in flaconcini (15 ml) di vetro ambrato, sigillato con una chiusura di gomma e cappuccio metallico.

 

Titolare dell’omologazione

b.e.imaging AG, Schwyz

 

Fabbriccante

CIS bio international, Member of Curium Group

B.P. 32

F-91192 GIF-SUR-YVETTE Cedex

 

Stato dell’informazione

Giugno 2026