▼ Questo medicamento è soggetto a monitoraggio addizionale. Ciò consente una rapida identificazione delle nuove conoscenze in materia di sicurezza. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare un nuovo o serio effetto collaterale sospetto. Per indicazioni a proposito della segnalazione di effetti collaterali, cfr. la rubrica «Effetti indesiderati».

 

Sondelbay®

 

Composizione

Principi attivi

Teriparatide ADNr (rhPTH[1-34]), prodotto in E. coli mediante la tecnologia del DNA ricombinante, è identico alla sequenza con aminoacido 34 N-terminale dell’ormone paratiroideo umano endogeno.

 

Sostanze ausiliarie

Acido acetico glaciale (E260), Sodio acetato (E262), Mannitolo (E241), Metacresolo, Acido cloridrico (per l'aggiustamento del pH, E507), Sodio idrossido (per l'aggiustamento del pH, E524) e Acqua per preparazioni iniettabili.

1 ml contiene 0,1 mg di sodio.

 

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Soluzione iniettabile in penna preriempita per uso sottocutaneo. Soluzione incolore, limpida.

Una penna preriempita da 2.4 ml contiene 600 microgrammi di teriparatide (corrispondenti a 250 microgrammi per ml).

Ogni dose da 80 microlitri contiene 20 microgrammi di teriparatide.

 

Indicazioni/possibilità d’impiego

Sondelbay è indicato per il trattamento delle donne in postmenopausa con osteoporosi conclamata e aumentato rischio di frattura. Nelle donne in postmenopausa con osteoporosi è stata dimostrata una riduzione significativa dell'incidenza delle fratture vertebrali e non vertebrali.

Sondelbay è indicato negli uomini con osteoporosi primaria o ipogonadica con elevato rischio di frattura. Negli uomini con osteoporosi primaria o ipogonadica, Sondelbay aumenta la densità minerale ossea.

Trattamento dell'osteoporosi indotta dai glucocorticoidi negli adulti con elevato rischio di frattura.

 

Posologia/impiego

L'impiego può essere effettuato solo da un medico che vanti una esperienza specifica nel trattamento dell'osteoporosi.

I pazienti devono essere istruiti a seguire tecniche d'iniezione appropriate. Attenersi alle istruzioni per l'uso della penna preriempita.

Non sussistono esperienze con l'associazione fra Sondelbay e altre terapie contro l'osteoporosi anti-riassorbenti (ad es. bifosfonati).

Dopo la conclusione della terapia con teriparatide, i pazienti possono proseguire con altre terapie per l'osteoporosi.

Per garantire la tracciabilità dei medicamenti biotecnologici, si raccomanda di prendere nota del nome commerciale e del numero di lotto in occasione di ogni trattamento.

 

Posologia abituale

La dose raccomandata di Sondelbay è di 20 microgrammi somministrati una volta al giorno tramite iniezione sottocutanea nella coscia o nell'addome.

Si raccomanda l'integrazione con calcio e vitamina D nei pazienti in cui l'assunzione di queste sostanze con la dieta è inadeguata.

 

Durata della terapia

L'efficacia e la sicurezza non sono dimostrate nel caso di trattamenti di oltre 24 mesi. È pertanto consigliata una durata del trattamento massima di 24 mesi.

 

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

La sicurezza e l'efficacia non sono state studiate nei pazienti con funzionalità epatica compromessa.

 

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Sondelbay non deve essere utilizzato nei pazienti con insufficienza renale grave. In caso di urolitiasi, Sondelbay deve essere utilizzato solo con cautela, come pure in caso di compromissione moderata della funzionalità renale.

 

Bambini e adolescenti

La sicurezza e l'efficacia di Sondelbay nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni non sono state stabilite. Sondelbay non deve essere utilizzato nei pazienti pediatrici (al di sotto di 18 anni).

 

Giovani adulti prima della saldatura delle epifisi

Sondelbay non deve essere utilizzato nei giovani adulti con epifisi non ancora saldate.

 

Pazienti anziani

La sicurezza e l'efficacia di teriparatide sono state studiate in donne con un'età media di 69,5 anni. Non è necessario alcun aggiustamento della dose in funzione dell'età.

 

Controindicazioni

·Altre malattie metaboliche delle ossa (compresi l'iperparatiroidismo e la sindrome di Paget) diverse dall'osteoporosi primaria e aumento ingiustificato dei livelli di fosfatasi alcalina.

·Precedente terapia radiante dello scheletro. Precedente terapia radiante dello scheletro da fonte esterna o da fonte interna (impianto).

·Ipercalcemia preesistente (data la possibilità di un aggravamento dell'ipercalcemia).

·Metastasi ossee precedenti o esistenti o tumori ossei maligni.

·Grave insufficienza renale.

·Bambini e adolescenti.

·Giovani adulti prima della saldatura delle epifisi.

·Gravidanza, allattamento.

·Ipersensibilità a teriparatide o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie

 

Avvertenze e misure precauzionali

Nei ratti, in funzione della dose e della durata del trattamento, è stata riscontrata un'elevata incidenza di osteosarcomi (tumori ossei maligni) (vedere «Dati preclinici»). Fino a quando non saranno disponibili ulteriori dati, la durata del trattamento raccomandata di 24 mesi non deve essere superata.

Il trattamento con teriparatide della durata di 24 mesi non deve essere ripetuto.

I seguenti gruppi di pazienti presentano un rischio elevato di sviluppare osteosarcomi e devono pertanto essere esclusi da un trattamento con teriparatide (vedere «Controindicazioni»):

Pazienti con malattia di Paget o con un aumento ingiustificato della fosfatasi alcalina.

Bambini e adolescenti.

Precedente terapia radiante dello scheletro.

 

Ipotensione

Negli studi clinici a breve termine con teriparatide sono stati osservati episodi isolati di ipotensione ortostatica transitoria. In genere tali eventi iniziavano entro 4 ore dalla somministrazione della dose e si risolvevano spontaneamente entro un periodo di tempo variabile da alcuni minuti a poche ore. Nel caso di ipotensione ortostatica transitoria, questa si manifestava a seguito delle prime somministrazioni, si attenuava facendo assumere ai soggetti una posizione distesa e non precludeva la continuazione del trattamento.

 

Ipercalcemia

Teriparatide non è stato studiato in pazienti con un'ipercalcemia preesistente. Questi pazienti devono essere esclusi da un trattamento con teriparatide, in quanto l'ipercalcemia potrebbe intensificarsi. Nei pazienti con valori normali della calcemia, dopo iniezione di teriparatide sono stati osservati aumenti lievi e transitori delle concentrazioni sieriche di calcio. Dopo ogni dose di teriparatide le concentrazioni sieriche di calcio hanno raggiunto un massimo tra le 4 e le 6 ore, per tornare poi ai valori basali entro 16 - 24 ore. Questi effetti devono essere sempre tenuti in considerazione, poiché le concentrazioni sieriche di calcio osservate nelle 16 ore successive a una dose possono riflettere l'effetto farmacologico di teriparatide. Un'ipercalcemia persistente non è stata osservata negli studi clinici con teriparatide. Se viene riscontrata un'ipercalcemia persistente, il trattamento con teriparatide deve essere interrotto fino a quando non sia stata chiarita la causa dell'ipercalcemia.

I pazienti nei quali è noto un disturbo ipercalcemico, quale l'iperparatiroidismo primario, non devono essere trattati con teriparatide (vedere «Controindicazioni»).

Durante la terapia non è richiesto un monitoraggio del calcio di routine.

 

Urolitiasi

Teriparatide non è stato studiato in pazienti con una urolitiasi preesistente. Teriparatide deve essere utilizzato con cautela nei pazienti con urolitiasi in fase attiva o recente perché può potenzialmente peggiorare questa condizione.

Livelli di calcio urinario: Teriparatide aumenta l'escrezione di calcio nelle urine; tuttavia, la frequenza di ipercalciuria negli studi clinici condotti in pazienti trattati con teriparatide e in pazienti trattati con placebo era simile (vedere «Farmacocinetica, Disturbi della funzionalità renale»).

 

Esami di laboratorio

Funzione renale

Negli studi clinici non sono stati osservati effetti indesiderati clinicamente rilevanti sulla funzione renale. Sono stati determinati: clearance della creatinina, indice di azoto ureico ematico (BUN), creatinina ed elettroliti nel siero; peso specifico e pH dell'urina; sedimento urinario. Non sono stati condotti studi a lungo termine su pazienti con grave insufficienza renale, pazienti in dialisi acuta o cronica o pazienti con trapianti renali funzionanti.

Deve essere usata cautela nei pazienti con compromissione di grado moderato della funzione renale.

 

Concentrazioni sieriche di acido urico

Teriparatide aumenta le concentrazioni di acido urico nel siero. Negli studi clinici, il 2.8% dei pazienti trattati con teriparatide aveva concentrazioni sieriche di acido urico che oltrepassavano il limite superiore dei valori nella norma rispetto allo 0.7% dei pazienti trattati con placebo. L'iperuricemia non ha tuttavia ingenerato un incremento di attacchi di gotta, artralgie o urolitiasi.

 

Sostanze ausiliarie di particolare interesse

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè è essenzialmente «senza sodio».

 

Interazioni

Interazioni farmacodinamiche

Influsso di altri medicamenti sull'efficacia di teriparatide

La co-somministrazione di raloxifene o di una terapia ormonale sostitutiva con teriparatide non ha modificato né gli effetti di teriparatide sul calcio sierico o urinario né gli eventi clinici avversi.

Non sono disponibili dati in merito all'utilizzo contemporaneo di altre terapie anti-riassorbenti per la cura dell'osteoporosi (ad es. bifosfonati) insieme a teriparatide.

 

Influsso di teriparatide sull'efficacia di altri medicamenti

In uno studio su 15 soggetti sani cui veniva somministrata giornalmente digossina fino al raggiungimento dello stato stazionario, una singola dose di teriparatide non ha modificato l'effetto cardiaco della digossina. In caso di un'ipercalcemia aumenta però la tossicità da digitale. Poiché teriparatide determina transitoriamente aumenti della calcemia, teriparatide deve essere assunto con cautela nei pazienti che assumono digitale.

In studi di interazione farmacodinamica non sono state osservate interazioni clinicamente rilevanti tra teriparatide e idroclorotiazide, furosemide, atenololo nonché forme 'retard' di diltiazem, nifedipina, felodipina e nisoldipina.

 

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Studi effettuati sui conigli hanno evidenziato una tossicità sul sistema riproduttivo (vedere «Dati preclinici»). Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto.

Teriparatide non deve essere utilizzato durante la gravidanza (vedere «Controindicazioni»).

 

Allattamento

Non è noto se teriparatide venga escreto nel latte materno. Teriparatide non deve essere utilizzato durante l'allattamento (vedere «Controindicazioni»).

 

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

Non sono stati condotti studi sugli effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine. Tuttavia, in alcuni pazienti è stata osservata ipotensione ortostatica o capogiro a carattere transitorio. Questi pazienti devono astenersi dalla guida o dall'uso di macchinari fino a che i sintomi non siano scomparsi.

 

Effetti indesiderati

Lista degli effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono classificati per classi di sistemi e organi MedDRA e per frequenza secondo la seguente convenzione:

«molto comune» (≥1/10),

«comune» (≥1/100, <1/10),

«non comune» (≥1/1'000, <1/100),

«raro» (≥1/10'000, <1/1'000),

«molto raro» (<1/10'000),

«non nota» (non può essere stimata sulla base dei dati disponibili).

 

Patologie del sistema emolinfopoietico

Comune: anemia.

 

Patologie del sistema immunitario

Raro: anafilassi.

 

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: ipercolesterolemia.

Non comune: ipercalcemia > 2,76 mmol/l (11 mg/dl).

Raro: ipercalcemia > 3,25 mmol/l (13 mg/dl).

 

Disturbi psichiatrici

Comune: depressione.

 

Patologie del sistema nervoso

Comune: vertigini, insonnia, sindrome sciatica, sincope, cefalea.

 

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Comune: vertigini.

 

Patologie cardiache

Comune: angina pectoris, palpitazioni cardiache.

Non comune: tachicardia.

 

Patologie vascolari

Comune: ipertensione, ipotensione.

 

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Comune: rinite, tosse aumentata, faringite, dispnea, polmonite.

Non comune: enfisema.

 

Patologie gastrointestinali

Comune: nausea, stipsi, diarrea, dispepsia, vomito, patologia gastrointestinale, patologia dentale.

Non comune: emorroidi.

 

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: eruzione cutanea, sudorazione.

 

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Molto comune: artralgia 10,1%.

Comune: crampi alle gambe, crampi dorsali.

Non comune: mialgia, artralgia, crampi muscolari.

Molto raro: crampi gravi della muscolatura dorsale.

Patologie renali e urinarie

Non comune: incontinenza urinaria, poliuria, urgenza minzionale, nefrolitiasi.

Raro: insufficienza renale / deterioramento della funzionalità renale.

 

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto comune: dolore 21,3%.

Comune: astenia, dolori cervicali, reazioni lievi e transitorie in sede di iniezione con dolore, gonfiore, eritema, ematomi locali, prurito e lievi sanguinamenti in sede di iniezione.

Raro: dispnea acuta, edema della regione orale e facciale, orticaria generalizzata, dolore toracico, anafilassi.

 

Esami diagnostici

Comune: iperuricemia.

Non comune: aumento di peso, soffi cardiaci, aumento della fosfatasi alcalina

 

Teriparatide può provocare un lieve aumento transitorio della calcemia. Quando si prelevano campioni di sangue da un paziente, si consiglia di farlo almeno 16 ore dopo l'ultima iniezione di teriparatide.

Teriparatide può provocare lievi incrementi della secrezione di calcio nell'urina, ma l'incidenza di una ipercalciuria non si è tuttavia differenziata negli studi clinici da quella dei pazienti trattati con placebo (vedere «Misure precauzionali»).

Immunogenicità: in un ampio studio clinico, nel 2.8% delle donne che hanno ricevuto teriparatide, sono stati trovati anticorpi che presentavano una reazione crociata con teriparatide. Abitualmente gli anticorpi venivano inizialmente scoperti dopo 12 mesi di trattamento e diminuivano dopo la cessazione della terapia. Non c'è stata evidenza di reazioni di ipersensibilità, di reazioni allergiche, di effetti sulla calcemia o di effetti sulla risposta della densità minerale ossea.

 

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio- beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

 

Posologia eccessiva

Durante gli studi clinici non sono stati segnalati casi di sovradosaggio. Teriparatide è stato tollerato molto bene in dosi singole fino a 100 µg. In uno studio clinico sono state tollerate molto bene dosi di 60 µg al giorno per 6 settimane.

 

Segni e sintomi

Gli effetti di un sovradosaggio che potrebbero essere attesi comprendono un'ipercalcemia ritardata e il rischio di ipotensione ortostatica. Possono verificarsi anche nausea, vomito, capogiro e cefalea.

 

Esperienza di sovradosaggio basata su segnalazioni spontanee dopo commercializzazione

Fra le segnalazioni spontanee dopo commercializzazione, ci sono stati casi di errori nella somministrazione del medicinale in cui l'intero contenuto della penna con teriparatide (fino a 800 µg) era stato somministrato come dose singola. Gli eventi transitori riportati hanno compreso nausea, debolezza/letargia e ipotensione. In alcuni casi, a seguito del sovradosaggio non si è verificato nessun evento avverso. Non sono stati riferiti casi con esito fatale associati al sovradosaggio.

 

Trattamento

Non esiste un antidoto specifico per teriparatide. Il trattamento di un sospetto sovradosaggio deve comprendere la sospensione temporanea di teriparatide, il monitoraggio della calcemia e l'attuazione di appropriate misure di supporto, come l'idratazione.

 

Proprietà/effetti

Codice ATC

H05AA02

Sondelbay è un medicamento biosimilare.

 

Meccanismo d'azione

L'ormone paratiroideo endogeno (PTH) costituito da 84 aminoacidi è il principale regolatore del metabolismo del calcio e del fosfato nelle ossa e nei reni. L'attività fisiologica del PTH comprende la stimolazione dell'osteogenesi mediante effetti diretti sulle cellule deputate alla formazione di osso (osteoblasti) aumentando indirettamente l'assorbimento intestinale del calcio ed aumentando il riassorbimento tubulare di calcio e l'eliminazione renale di fosfato. L'attività biologica del PTH si esplica mediante il legame con recettori PTH specifici siti sulla superficie delle cellule. Teriparatide [rhPTH(1-34)] è il frammento attivo (1-34) dell'ormone paratiroideo umano endogeno che viene prodotto mediante tecnologia del DNA ricombinante. Teriparatide si lega a questi recettori con la stessa affinità del PTH e ha un effetto su ossa e reni analogo a quello del PTH. Come per il PTH endogeno, verosimilmente teriparatide non si accumula nelle ossa o in altri tessuti.

 

Farmacodinamica

Teriparatide è un medicamento che ricostituisce le ossa per il trattamento dell'osteoporosi. Gli effetti di teriparatide sulle ossa dipendono dal tipo di esposizione sistemica. La somministrazione di teriparatide una volta al giorno aumenta l'apposizione di nuovo tessuto osseo sulle superfici trabecolari e corticali dell'osso (endostio e periostio) mediante stimolazione preferenziale dell'attività osteoblastica rispetto a quella osteoclastica. Al contrario, un eccesso continuo di PTH endogeno può essere pregiudizievole per lo scheletro, poiché può stimolare maggiormente il riassorbimento osseo rispetto alla formazione ossea.

 

Efficacia clinica

Il programma clinico ha incluso studi su donne in postmenopausa e uomini con osteoporosi. Le donne sono state trattate fino a 24 mesi per valutare l'effetto sulle fratture vertebrali. Gli uomini sono stati trattati fino a 14 mesi per valutare l'effetto sulla densità minerale ossea. Fra gli uomini e le donne che hanno partecipato agli studi sul trattamento con teriparatide, sono state osservate sistematicamente 1930 persone per 18 mesi in uno studio di follow-up dopo la fine del trattamento.

 

Trattamento delle donne in postmenopausa con osteoporosi

Lo studio registrativo comprendeva 1637 donne in postmenopausa (con età media di 69.5 anni). Al basale, il 90% delle pazienti aveva una o più fratture vertebrali. Ogni giorno tutte le pazienti hanno ricevuto 1000 mg di calcio e almeno 400 UI di vitamina D. I risultati dopo un periodo di trattamento con teriparatide fino a 24 mesi (mediamente: 19 mesi) dimostrano una riduzione significativa delle fratture.

 

Effetto sulle fratture vertebrali

Teriparatide, somministrato su una durata mediana di 19 mesi, ha ridotto significativamente, rispetto a un placebo, il rischio e la gravità di nuove fratture vertebrali nelle donne in postmenopausa con osteoporosi. Teriparatide ha ridotto l'incidenza di una o più nuove fratture vertebrali del 65% e le fratture multiple del 77% (Tabella 1). 11 donne devono essere trattate su una durata media di 19 mesi per prevenire una o più fratture vertebrali.

 

Effetto sulle fratture non vertebrali

Teriparatide ha ridotto significativamente l'incidenza globale di fratture non vertebrali dovute all'osteoporosi, come le fratture del polso, delle costole, del malleolo, dell'omero, dell'anca, del piede, del bacino e altre, del 53%.

 

Effetto sulla densità minerale ossea

Teriparatide ha aumentato rapidamente la densità minerale ossea delle vertebre lombari. Un incremento significativo è stato osservato già dopo 3 mesi ed è proseguito per l'intera durata del trattamento. Dopo una durata media del trattamento di 19 mesi la densità minerale ossea rispetto al placebo è aumentata del 9% nelle vertebre lombari nonché del 4% nell'anca (p<0.001). L'efficacia di teriparatide è risultata indipendente dall'età, dal metabolismo fisiologico osseo e dalla densità minerale ossea al basale.

 

Efficacia in presenza di dolori dorsali

Teriparatide ha ridotto significativamente l'incidenza e la gravità dei dolori dorsali. Fra le donne con osteoporosi postmenopausale, è stata osservata una riduzione significativa del 26% rispetto al placebo (p=0.017) delle segnalazioni spontanee di nuovi dolori dorsali o di un peggioramento di dolori dorsali esistenti.

 

Effetto sulla riduzione della statura

Fra le 86 donne in postmenopausa che hanno subito fratture vertebrali, le donne trattate con teriparatide hanno sperimentato una riduzione staturale significativamente inferiore a quelle trattate con placebo (p=0.001).

 

Istologia ossea

L'effetto di teriparatide sull'istologia ossea è stata esaminata in 61 donne in postmenopausa che erano state trattate per 24 mesi con placebo o con 20 e 40 µg di teriparatide al giorno, a mezzo di una biopsia sacro-iliaca. L'incremento della densità minerale ossea e la resistenza alle fratture ottenuta grazie a teriparatide non sono accompagnati da alcun segno di tossicità cellulare o di effetti avversi sull'architettura ossea o sulla mineralizzazione. Questi risultati ottenuti da biopsie ossee umane equivalgono a quelli riscontrati in studi preclinici condotti sui primati.

 

Efficacia sulle fratture post-trattamento

Al termine del trattamento con teriparatide 1262 donne in postmenopausa che avevano partecipato allo studio registrativo sono state arruolate in uno studio di follow-up post-terapeutico. Nell'arco di 18 mesi il 50% circa delle donne, a prescindere dal precedente braccio di trattamento, ha iniziato un trattamento autorizzato dell'osteoporosi (non teriparatide) a discrezione del medico. Ogni giorno tutte le donne hanno ricevuto 1000 mg di calcio e almeno 400 UI di vitamina D.

Durante una media di 18 mesi dopo la sospensione del trattamento con teriparatide, le donne precedentemente trattate con teriparatide hanno registrato una significativa riduzione del 40% del rischio relativo di nuove fratture vertebrali rispetto al placebo. Questa riduzione del rischio relativo era simile nelle donne con e senza trattamento per l'osteoporosi (rispettivamente 41% e 37%). Durante l'intero periodo di osservazione, nelle donne precedentemente trattate con teriparatide, rispetto al placebo, è stata riscontrata una riduzione del 42% del rischio di fratture non vertebrali dovute all'osteoporosi.

I dati di questi studi dimostrano che, indipendentemente dal trattamento di follow-up scelto, il rischio di una fattura era ridotto nelle pazienti precedentemente trattate con teriparatide.

In uno studio in aperto, 503 donne in postmenopausa con grave osteoporosi e una frattura da osteoporosi verificatasi nei 3 anni precedenti (l'83% aveva ricevuto una precedente terapia per osteoporosi) sono state trattate con teriparatide fino a 24 mesi. A 24 mesi, l'aumento medio della BMD nel tratto lombare della colonna vertebrale, del femore in toto e del collo femorale è stato, rispettivamente, del 10.5%, 2.6% e 3.9%. Da 18 a 24 mesi l'aumento medio della densità minerale ossea nel tratto lombare della colonna vertebrale, del femore in toto e del collo femorale è stato, rispettivamente, dell'1.4%, 1.2% e 1.6%.

 

Osteoporosi maschile

L'efficacia della somministrazione di teriparatide una volta al giorno è stata dimostrata in uno studio clinico in doppio cieco, controllato con placebo, che ha coinvolto 437 uomini. Questi uomini avevano o una osteoporosi idiopatica o una osteoporosi dovuta a un ipogonadismo primario. Tutti i pazienti hanno ricevuto ogni giorno 1000 mg di calcio nonché almeno 400 UI di vitamina D e sono stati trattati fino a 14 mesi.

In questo studio teriparatide ha aumentato rapidamente negli uomini la densità minerale ossea della vertebra lombare. Questo incremento è stato precoce e significativo solo dopo 3 mesi ed è proseguito nel corso dell'intera durata del trattamento. Dopo una durata media del trattamento di 11 mesi la densità minerale ossea della colonna vertebrale è aumentata in media del 5% e quella dell'anca dell'1%. L'aumento della densità minerale ossea è stato analogo negli uomini con osteoporosi ipogonadica o idiopatica. L'efficacia di teriparatide è risultata indipendente dall'età, dal metabolismo fisiologico osseo e dalla densità minerale ossea al basale.

 

Tabella 1

Incidenza delle fratture vertebrali nelle donne in postmenopausa

 

Placebo
(N = 448)

(%)

Teriparatide
(N = 444)

(%)

Riduzione del rischio assoluto (%)

Riduzione del rischio relativo (%) rispetto a placebo

Riduzione del rischio relativo (IC 95%**) rispetto a placebo

Nuova frattura (≥1)

14.3

5.0*

9.3

65

0.35 (0.22, 0.55)

Fratture multiple (≥2)

4.9

1.1*

3.8

77

0.23 (0.09, 0.60)

Frattura mediamente grave o grave (≥1)

9.4

0.9*

8.5

90

0.10 (0.04, 0.27)

* p < 0.001 rispetto a placebo.

** IC = intervallo di confidenza.

 

Osteoporosi indotta dai glucocorticoidi

L'efficacia di teriparatide in uomini e donne (N=428) che ricevevano una prolungato trattamento con glucocorticoidi per via sistemica (almeno 5 mg/die di prednisone o equivalente per almeno 3 mesi) è stata dimostrata nei 18 mesi iniziali di uno studio della durata totale di 36 mesi, in doppio cieco, randomizzato e controllato verso un comparatore attivo (alendronato 10 mg/die). Al basale, il 28% dei pazienti aveva una o più fratture vertebrali confermate radiograficamente. Tutti i pazienti ricevevano ogni giorno 1000 mg di calcio e 800 UI di vitamina D.

Questo studio includeva donne in postmenopausa (N=277), donne in premenopausa (N=67) e uomini (N=83). Al basale, le donne in postmenopausa avevano un'età media di 61 anni, una BMD a livello del tratto lombare della colonna vertebrale con un T-score medio di -2.7 e mediamente una dose equivalente di prednisone di 7.5 mg. Il 34% presentava una o più fratture vertebrali confermate radiograficamente. Le donne in premenopausa avevano un'età media di 37 anni, una BMD media a livello del tratto lombare della colonna vertebrale con un T-score medio di -2.5 e mediamente una dose equivalente di prednisone di 10 mg/die. Il 9% presentava una o più fratture vertebrali confermate radiograficamente. Gli uomini avevano un'età media di 57 anni, una BMD a livello del tratto lombare della colonna vertebrale con un T-score medio di -2.2 e mediamente una dose equivalente di prednisone di 10 mg/die. Il 24% presentava una o più fratture vertebrali confermate radiograficamente.

Il 69% dei pazienti ha completato i 18 mesi relativi alla fase iniziale dello studio. Al termine della fase iniziale di 18 mesi, teriparatide aveva aumentato significativamente la densità minerale ossea (BMD) del tratto lombare della colonna vertebrale (7.2%) rispetto all'alendronato (3.4%) (p<0.001). Teriparatide aveva aumentato la BMD a livello del femore in toto (3.6%), rispetto all'alendronato (2.2%) (p<0.01), così come a livello del collo femorale (3.7%) rispetto all'alendronato (2.1%) (p<0.05).

Tra i 18 e i 24 mesi nei pazienti trattati con teriparatide, a livello del tratto lombare della colonna vertebrale, del femore in toto e del collo femorale la BMD è aumentata, rispettivamente, di un ulteriore 1.7%, 0.9% e 0.4%.

A 36 mesi, l'analisi di radiografie alla colonna vertebrale di 169 pazienti trattati con alendronato e di 173 pazienti trattati con teriparatide mostrava che 13 pazienti nel gruppo trattato con alendronato (7.7%) avevano presentato una nuova frattura vertebrale rispetto a 3 pazienti nel gruppo trattato con teriparatide (1.7%) (p=0.01). Inoltre, 15 pazienti su 214 del gruppo trattato con alendronato (7%) avevano presentato una frattura non vertebrale rispetto a 16 pazienti su 214 del gruppo trattato con teriparatide (7.5%) (p=0.84).

Nelle donne in premenopausa, l'aumento della BMD dal basale al finale durante i 18 mesi dell'osservazione risultava significativamente maggiore nel gruppo trattato con teriparatide rispetto al gruppo trattato con alendronato a livello del tratto lombare della colonna vertebrale (4.2% rispetto a -1.9%; p<0.001) e a livello del femore in toto (3.8% rispetto a 0.9%; p=0.005). Comunque, non era dimostrato nessun effetto significativo sull'incidenza di nuove fratture.

 

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo iniezione sottocutanea (s.c.) teriparatide raggiunge una biodisponibilità assoluta del 95%. Dopo iniezione sottocutanea di una dose di 20 µg, il picco di concentrazione molare di teriparatide ha superato brevemente il limite superiore dei valori di riferimento della concentrazione di PTH endogeno (65 pg/ml [7.0 pM]) per circa 30 minuti da 4 a 5 volte e si è ridotto a una concentrazione non rilevabile nell'arco di 3 ore. La durata media di esposizione sistemica (PTH endogeno più teriparatide) su 24 ore non ha superato il limite superiore dei valori normali ed è inferiore ai livelli rilevabili nei pazienti con iperparatiroidismo lieve.

 

Distribuzione

Il volume di distribuzione è circa 1.7 l/kg. L'emivita di teriparatide è approssimativamente di 1 ora quando viene somministrato per via sottocutanea, e questo rispecchia il tempo richiesto per l'assorbimento dal sito di iniezione.

 

Metabolismo

Non sono stati condotti studi sul metabolismo o sull'eliminazione nel trattamento con teriparatide, tuttavia si ipotizza che il metabolismo periferico del paratormone si esplichi principalmente nel fegato e nei reni.

 

Eliminazione

Teriparatide viene eliminato mediante clearance epatica ed extra-epatica (circa 62 l/ora nelle donne e 94 l/ora negli uomini).

 

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Sesso

L'esposizione sistemica di teriparatide negli uomini è del 20-30% inferiore rispetto alle donne. Tuttavia, non vi è stata alcuna differenza legata al sesso in relazione a sicurezza, tolleranza o effetti farmacodinamici. Non è richiesto un aggiustamento della dose in base al sesso.

 

Disturbi della funzionalità epatica

I dati preclinici indicano che teriparatide viene metabolizzato principalmente nelle cellule epatiche di Kupffer. Pertanto, è improbabile che le patologie in cui la funzione degli epatociti è limitata abbiano un effetto clinicamente significativo sull'esposizione sistemica a teriparatide (vedere «Proprietà/Effetti»).

 

Disturbi della funzionalità renale

A seguito della somministrazione di una dose singola di teriparatide in pazienti con compromissione cronica lieve, media o grave della funzione renale, non sono state rilevate differenze clinicamente rilevanti in relazione a farmacocinetica e sicurezza.

Tuttavia, qualche paziente con disturbi della funzione renale (CrCl <30 ml/min.) trattato con teriparatide ha presentato un aumento dell'AUC e di t1/2 e un aumento più contenuto del calcio sierico e urinario con una Cmax invariata. Non sono stati condotti studi a lungo termine sull'efficacia e sulla sicurezza in pazienti con concentrazioni sieriche di creatinina <177 µmol/l. Non è stato condotto alcuno studio nei pazienti dializzati.

 

Insufficienza cardiaca

Fra i pazienti affetti da insufficienza cardiaca stabile (New York Heart Association Class I-III più disfunzione cardiaca comprovata), che avevano ricevuto due dosi singole di 20 µg teriparatide, non sono state rilevate alterazioni clinicamente rilevanti in relazione a farmacocinetica, pressione sanguigna, frequenza cardiaca e altri parametri di sicurezza. Non è richiesto un aggiustamento della dose in presenza di una insufficienza cardiaca da lieve e media. Non sussistono dati su pazienti con insufficienza cardiaca grave.

 

Pazienti anziani

Non sono state rilevate differenze nella farmacocinetica in relazione all'età (intervallo da 31 a 85 anni).

 

Dati preclinici

Cancerogenicità

Nei ratti trattati giornalmente quasi per tutta la vita con iniezioni di teriparatide da 5,30 o 75 µg/kg si è verificato un forte aumento dell’osteogenesi dipendente dalla dose e un’elevata incidenza di osteosarcomi (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»). Gli osteosarcomi, tumori ossei maligni rari nei ratti, sono stati osservati in ratti di genere maschile e femminile in tutti i gruppi di dosaggio. Nei ratti, gli osteosarcomi si sono manifestati solo in combinazione con un forte aumento dell’osteogenesi. Teriparatide non ha aumentato l’incidenza di neoplasie di altro tipo nei ratti.

Un secondo studio sulla cancerogenicità ha stabilito che la comparsa di osteosarcomi dipende dalla dose e dalla durata del trattamento. Ratti femmina che avevano raggiunto la maturità scheletrica e che hanno ricevuto dosi giornaliere di teriparatide di 5 µg/kg per 6 o 20 mesi, non hanno sviluppato osteosarcomi. Questo livello di dosaggio senza effetti osservati (no-observed-effect-level [NOEL]) nel senso di neoplasie ossee corrisponde a un’esposizione sistemica tre volte superiore a quella di donne in post-menopausa e uomini ai quali viene somministrata una dose stabilita sulla base dell’AUC di 20 µg (ca. 0.3 µg/kg).

La rilevanza di questi risultati per l’uomo non è effettivamente nota, ma non si sono osservati osteosarcomi né durante gli studi clinici né durante il periodo di osservazione successivo al trattamento. Non sono stati riscontrati tumori ossei neanche nelle scimmie sottoposte a ovariectomia, tenute sotto osservazione per 18 mesi o durante un periodo successivo di 3 anni dopo la fine della terapia. Un aumento cronico del livello di PTH nel sangue, che si manifesta clinicamente nell’iperparatiroidismo primario o secondario, non è associato a un rischio elevato di osteosarcoma.

Gli studi sugli animali hanno dimostrato che un flusso sanguigno epatico fortemente ridotto diminuisce l’apporto di PTH nel sistema di degradazione principale e di conseguenza anche l’escrezione di PTH (I-84). Studi in vitro hanno dimostrato che il sistema di degradazione principale è rappresentato da cellule fagocitarie specifiche del fegato ad elevata capacità nei capillari sinusoidi del fegato. Sono queste cellule di Kupffer epatiche, e non gli epatociti, a frammentare il PTH (I-34) e il PTH (I-84). In seguito i frammenti vengono eliminati dalla circolazione sanguigna attraverso i reni.

 

Tossicità per la riproduzione

Teriparatide non ha avuto effetti teratogeni nei ratti, nei topi o nei conigli. Nelle coniglie gravide, a dosi > 3 µg/kg si è osservata mortalità embrionale o fetale riconducibile all’aumento dei livelli di calcio nel sangue. A dosi fino a 300 µg/kg teriparatide non ha compromesso la fertilità di ratti maschi o femmine.

 

Mutagenicità

Teriparatide non è risultato genotossico in nessuno dei seguenti sistemi di test: test di Ames per la mutagenesi batterica con o senza attivazione metabolica, test del linfoma murino per le mutazioni delle cellule mammarie, test delle aberrazioni cromosomiche nelle cellule ovariche del criceto cinese e test del micronucleo in vivo sui topi.

 

Altre indicazioni

Incompatibilità

Non essendo stati eseguiti studi di compatibilità, questo medicamento non deve essere miscelato con altri medicamenti.

 

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

 

Stabilità dopo apertura

La stabilità chimico-fisica durante l’uso è stata dimostrata per 28 giorni a una temperatura di 2-8 °C. Dopo il primo utilizzo, Sondelbay può essere conservato per un massimo di 28 giorni alla temperatura sopra indicata. Altre modalità e tempi di conservazione del prodotto in uso sono di responsabilità dell’utilizzatore.

Sondelbay può essere conservato a temperatura ambiente (non superiore a 25 °C) fino a 3 giorni quando non può essere tenuto in frigorifero, dopodiché deve essere riposto in frigorifero e utilizzato entro 28 giorni dalla prima iniezione.

Dopo 28 giorni la penna preriempita deve essere smaltita correttamente, anche se contiene ancora soluzione.

 

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare in frigorifero (2-8 °C), non congelare. Non usare il medicamento se è stato congelato. Conservare nella confezione originale per proteggere dalla luce. La penna preriempita deve essere riposta in frigorifero immediatamente dopo l’uso. Riporre il tappo sulla penna preriempita quando non è in uso per proteggere la cartuccia da danni e dalla luce. Non conservare la penna preriempita con l'ago inserito.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

 

Indicazioni per la manipolazione

Sondelbay viene fornito con una penna preriempita. Ogni penna deve essere usata da un solo paziente, anche nel caso in cui venga cambiato l'ago. Per ciascuna iniezione deve essere usato un ago nuovo, sterile. Ogni confezione di Sondelbay contiene le istruzioni per l'uso che descrive in modo esauriente come utilizzare la penna preriempita. Gli aghi non sono inclusi nella confezione. Il dispositivo può essere usato con aghi per penna preriempita (31G o 32G; 4 mm, 5 mm o 8 mm).

La data della prima iniezione deve essere annotata sulla scatola esterna e/o sulla penna preriempita di Sondelbay.

La penna preriempita non deve essere utilizzato se la soluzione appare torbida, colorata o contiene particelle.

 

Numero dell’omologazione

68534 (Swissmedic)

 

Confezioni

Sondelbay, Soluzione iniettabile in penna preriempita da 2.4 ml: 1 [B]

Gli aghi non sono inclusi nella confezione.

 

Titolare dell’omologazione

Accord Healthcare AG, 4103 Bottmingen.

 

Stato dell’informazione

Luglio 2026