Risperidon-Mepha compresse rivestite con film/soluzione orale/oro compresse orodispersibili

Mepha Pharma AG

Composizione

Principi attivi

Risperidone.

Sostanze ausiliarie

Risperidon-Mepha compresse rivestite con film:

Nucleo della compressa: lattosio anidro, cellulosa microcristallina, amido pregelatinizzato, magnesio stearato.

Rivestimento della compressa: ipromellosa, macrogol 6000, titanio diossido (E171), ossido di ferro giallo (E172) (solo nel dosaggio da 0,5 mg).

1 compressa rivestita con film da 0,5 mg contiene 61,70 mg di lattosio.

1 compressa rivestita con film da 1 mg contiene 61,25 mg di lattosio.

1 compressa rivestita con film da 2 mg contiene 122,50 mg di lattosio.

1 compressa rivestita con film da 3 mg contiene 183,75 mg di lattosio.

1 compressa rivestita con film da 4 mg contiene 245,00 mg di lattosio.

Risperidon-Mepha oro compresse orodispersibili:

Mannitolo (E421), butile metacrilato copolimero basico, povidone K25, cellulosa microcristallina, idrossipropilcellulosa a bassa sostituzione, aspartame (E951), crospovidone, ossido di ferro rosso (E172), calcio silicato, magnesio stearato, aroma menta piperita (contiene sorbitolo), aroma menta verde.

Compressa orodispersibile da 0,5 mg: contiene 0,40 mg di aspartame e 0,0029 mg di sorbitolo.

Compressa orodispersibile da 1 mg: contiene 0,80 mg di aspartame e 0,0058 mg di sorbitolo.

Compressa orodispersibile da 2 mg: contiene 1,60 mg di aspartame e 0,0116 mg di sorbitolo.

Compressa orodispersibile da 3 mg: contiene 2,40 mg di aspartame e 0,0174 mg di sorbitolo.

Compressa orodispersibile da 4 mg: contiene 3,20 mg di aspartame e 0,0232 mg di sorbitolo.

Risperidon-Mepha 1 mg/ml soluzione orale:

Acido benzoico (E210) 1 mg/ml, acido tartarico, acqua depurata.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 compressa rivestita con film Risperidon-Mepha da 0,5 mg (divisibile), 1 mg (divisibile), 2 mg (divisibile), 3 mg (divisibile), 4 mg (divisibile) di risperidone.

1 compressa orodispersibile Risperidon-Mepha oro da 0,5 mg, 1 mg, 2 mg, 3 mg, 4 mg di risperidone.

1 ml di soluzione orale Risperidon-Mepha da 1 mg di risperidone.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Risperidon-Mepha è indicato:

·per il trattamento della schizofrenia e di altri disturbi psicotici, inclusa la terapia di mantenimento per la prevenzione delle recidive della malattia nei pazienti che hanno risposto al trattamento;

·nella demenza di tipo Alzheimer, come terapia a breve termine (fino a 12 settimane) dell'aggressività grave o dei sintomi psicotici di grave entità che comportano un rischio o una significativa compromissione per il paziente e/o altri soggetti e che non rispondono ai metodi non farmacologici (cfr. «Posologia/impiego» e «Avvertenze e misure precauzionali/Pazienti anziani con demenza»);

·come terapia supplementare in aggiunta agli stabilizzatori dell'umore (mood stabilizer) nella fase iniziale del trattamento o come monoterapia per una durata massima di 12 settimane, per il trattamento di episodi maniacali associati a disturbo bipolare. Nei pazienti che non rispondono devono essere prese in considerazione opzioni di trattamento alternative, inclusa l'interruzione di Risperidon-Mepha.

Il trattamento può essere continuato per un totale di 12 settimane, se non utilizzato in combinazione con stabilizzatori dell'umore. Il proseguimento del trattamento serve a garantire la risposta iniziale del paziente. In caso di associazione con stabilizzatori dell'umore, la terapia con Risperidon-Mepha può essere interrotta prima, perché gli effetti degli stabilizzatori dell'umore associati a Risperidon-Mepha dovrebbero manifestarsi nelle prime settimane di trattamento.

Non sono stati condotti studi sulla profilassi delle recidive.

A causa del decorso della malattia e dei medicamenti utilizzati per il trattamento, incluso Risperidon-Mepha, si deve monitorare l'insorgenza di sintomi depressivi anche dopo un'iniziale risposta alla terapia.

·per il trattamento sintomatico dei disturbi del comportamento sociale, del disturbo oppositivo provocatorio o di altri comportamenti socialmente inopportuni in bambini, adolescenti e adulti con capacità intellettuali sotto la media o ritardo mentale che presentano comportamenti distruttivi quali aggressività, impulsività e autolesionismo;

·per il trattamento sintomatico dei disturbi autistici con sintomi comprendenti principalmente iperattività e irritabilità (inclusi aggressività, comportamento autolesionistico, ansia e comportamenti ripetitivi) in bambini e adolescenti a partire dai 5 anni di età. Il trattamento deve essere iniziato e monitorato regolarmente da uno specialista esperto. Il trattamento farmacologico deve essere somministrato nell'ambito di un approccio integrato con trattamenti socio- e psicoterapeutici.

Posologia/Impiego

Risperidon-Mepha può essere prescritto sotto forma di compresse rivestite con film, di compresse orodispersibili Risperidon-Mepha oro o di soluzione orale.

Posologia abituale

Risperidon-Mepha può essere somministrato 1 o 2 volte al giorno. Le dosi superiori a 8 mg al giorno devono essere suddivise in 2 dosi (mattino e sera).

Una dose di 0,25 mg o un aumento della dose di 0,25 mg nei bambini o nei pazienti con demenza deve essere somministrato sotto forma di mezza compressa rivestita con film da 0,5 mg o di soluzione orale.

Schizofrenia e altri disturbi psicotici

Adulti di età inferiore a ~65 anni

Tutti i pazienti, sia acuti che cronici, devono iniziare con 2 mg di Risperidon-Mepha al giorno. Nel secondo giorno la dose può essere aumentata a 4 mg al giorno. In seguito, la dose del singolo paziente può restare invariata o essere adeguata ulteriormente, se necessario. Per la maggior parte dei pazienti la dose ottimale è compresa tra 4 e 6 mg al giorno. In alcuni pazienti può essere opportuno un dosaggio più basso all'inizio del trattamento e per la terapia di mantenimento. È stato dimostrato che dosi superiori a 5 mg 2 volte al giorno non sono più efficaci delle dosi più basse, ma possono portare a un aumento dei sintomi extrapiramidali. Poiché la sicurezza di dosi superiori a 8 mg 2 volte al giorno non è stata studiata, tali dosi devono essere evitate.

Adulti di età superiore a ~65 anni

Si raccomanda una dose iniziale di 0,5 mg 2 volte al giorno (1 mg/giorno). Il dosaggio può essere modificato individualmente di 0,5 mg 2 volte al giorno e può essere incrementato fino a una dose di 1-2 mg 2 volte al giorno (2-4 mg/giorno), che corrisponde a un'esposizione leggermente più elevata rispetto ai pazienti più giovani.

Se si desidera anche un effetto sedativo, si può somministrare in concomitanza una benzodiazepina.

Terapia a breve termine dell'aggressività grave o dei sintomi psicotici di grave entità nella demenza di tipo Alzheimer

Si raccomanda una dose iniziale di 0,25 mg 2 volte al giorno. Se necessario, il dosaggio può essere adeguato individualmente con incrementi di 0,25 mg 2 volte al giorno; la dose deve essere aumentata a intervalli di almeno 2 giorni. Nella maggior parte dei pazienti, la dose ottimale è di 0,5 mg 2 volte al giorno. Alcuni pazienti tuttavia possono beneficiare di dosi fino a 1 mg 2 volte al giorno.

Quando i pazienti hanno raggiunto la dose target, si può prendere in considerazione la somministrazione della dose 1 volta al giorno.

Dopo un massimo di tre mesi di terapia con Risperidon-Mepha, va tentata la sospensione del trattamento; la terapia va ripresa solo se insorgono nuovamente gravi disturbi del comportamento (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali/Pazienti anziani con demenza»).

Episodi maniacali nel disturbo bipolare (adulti e adolescenti di età superiore ai 15 anni)

Risperidone deve essere somministrato 1 volta al giorno alla sera. La dose iniziale raccomandata è di 2 mg/giorno. Se è indicato un adeguamento della dose, questo deve avvenire con incrementi di 1 mg e a intervalli non inferiori a 24 ore.

L'intervallo di dosaggio raccomandato è di 2-6 mg al giorno.

Come per tutti i trattamenti sintomatici, la necessità di continuare la terapia con Risperidon-Mepha deve essere rivalutata regolarmente. Non sono disponibili dati sull'efficacia di Risperidon-Mepha nella mania bipolare acuta per periodi superiori a 12 settimane.

Terapia supplementare: in caso di associazione con stabilizzatori dell'umore, la terapia con Risperidon-Mepha può essere interrotta prima, perché gli effetti degli stabilizzatori dell'umore associati a Risperidon-Mepha dovrebbero manifestarsi nelle prime settimane di trattamento.

A causa del decorso della malattia e dei medicamenti utilizzati per il trattamento, incluso Risperidon-Mepha, si deve monitorare l'insorgenza di sintomi depressivi anche dopo un'iniziale risposta alla terapia.

Trattamento sintomatico dei disturbi del comportamento sociale o dei comportamenti socialmente inopportuni

Pazienti ≥50 kg

Si raccomanda una dose iniziale di 0,5 mg 1 volta al giorno. Se necessario, la dose può essere adeguata individualmente con incrementi di 0,5 mg 1 volta al giorno; tra un aggiustamento posologico e il successivo devono passare almeno 2 giorni. Nella maggior parte dei pazienti, la dose giornaliera ottimale è di 1 mg 1 volta al giorno. Tuttavia, per alcuni pazienti sono sufficienti 0,5 mg 1 volta al giorno, mentre altri pazienti hanno bisogno di 1,5 mg 1 volta al giorno.

Pazienti (bambini a partire dai 5 anni e adulti) < 50 kg

Si raccomanda una dose iniziale di 0,25 mg 1 volta al giorno. Se necessario, la dose può essere adeguata individualmente con incrementi di 0,25 mg 1 volta al giorno; tra un aggiustamento posologico e il successivo devono passare almeno 2 giorni. Nella maggior parte dei pazienti, la dose giornaliera ottimale è di 0,5 mg. Per alcuni pazienti sono sufficienti 0,25 mg 1 volta al giorno, mentre altri pazienti hanno bisogno di 0,75 mg 1 volta al giorno.

Come per tutti i trattamenti sintomatici, la necessità di continuare la terapia con Risperidon-Mepha deve essere rivalutata regolarmente.

Nei bambini sotto i 5 anni di età non sono disponibili esperienze cliniche con risperidone (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Autismo (adolescenti e bambini a partire dai 5 anni di età)

Il dosaggio deve essere adattato individualmente in base alle esigenze del paziente e all'effetto clinico.

Pazienti con peso corporeo < 50 kg

Il dosaggio iniziale è di 0,25 mg/giorno; dal giorno 4 il dosaggio può essere aumentato di 0,25 mg.

Si dovrebbe proseguire con la dose di mantenimento di 0,5 mg e la risposta clinica dovrebbe essere rivalutata intorno 14° giorno. Un incremento della dose di 0,25 mg a intervalli di due settimane deve essere preso in considerazione solo nei pazienti che non mostrano una risposta clinica soddisfacente.

Pazienti con peso corporeo ≥50 kg

Il dosaggio iniziale è di 0,5 mg/giorno; dal giorno 4 il dosaggio può essere aumentato di 0,5 mg.

Si dovrebbe proseguire con la dose di mantenimento di 1 mg e la risposta clinica dovrebbe essere rivalutata intorno 14° giorno. Un incremento della dose di 0,5 mg a intervalli di due settimane deve essere preso in considerazione solo nei pazienti che non mostrano una risposta clinica soddisfacente.

Dose di Risperidon-Mepha nei pazienti pediatrici con autismo (dose totale in mg/giorno)

Fascia di peso

Dose iniziale

Dose di mantenimento raccomandata

Incrementi della dose (se necessari)

Intervallo di dose

 

Giorni

 

 

 

1-3

4-14+

 

 

< 50 kg

0,25 mg

0,5 mg

+ 0,25 mg a intervalli ≥2 settimane

< 20 kg: 0,5 mg-1,25 mg

≥20 kg: 0,5 mg-2,5 mg*

≥50 kg

0,5 mg

1,0 mg

+ 0,5 mg a intervalli ≥2 settimane

1,0 mg-2,5 mg*

 

* I pazienti con peso corporeo > 45 kg possono richiedere dosi più elevate; la dose massima negli studi è stata di 3,5 mg/giorno.

Tabella di conversione dalla dose in mg alla dose in ml

Dosaggio della soluzione orale di Risperidon-Mepha (concentrazione della soluzione 1 mg/ml)

Dosaggio raccomandato in mg

Dosaggio raccomandato in ml

0,25

0,25

0,50

0,50

0,75

0,75

1,0

1,0

 

Risperidon-Mepha può essere somministrato una o due volte al giorno.

I pazienti che soffrono di sonnolenza con la somministrazione una volta al giorno potrebbero beneficiare del passaggio alla somministrazione serale prima di andare a letto o alla somministrazione due volte al giorno. Negli studi sui disturbi autistici, circa due terzi dei bambini hanno sofferto di stanchezza, che è stata osservata soprattutto durante la fase di titolazione.

Una volta raggiunto un effetto clinico soddisfacente, si può valutare una graduale riduzione della dose, per arrivare a un equilibrio ottimale tra efficacia e sicurezza. I dati degli studi controllati non permettono di trarre conclusioni sulla durata del trattamento con risperidone nei pazienti autistici. Per questo motivo sono necessari controlli regolari da parte di uno specialista esperto.

Adeguamento della dose a causa di effetti indesiderati/interazioni

Se insorgono gravi effetti indesiderati (ad es. disturbi extrapiramidali, discinesia tardiva, aumento di peso incontrollato) si deve ridurre la dose di Risperidon-Mepha o interrompere il trattamento (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

Passaggio da altri antipsicotici a Risperidon-Mepha

Se per ragioni mediche è necessario cambiare il trattamento antipsicotico, si raccomanda di ridurre gradualmente la dose del medicamento precedente durante la titolazione di Risperidon-Mepha.

Quando si passa da un neurolettico a rilascio prolungato a Risperidon-Mepha, la terapia con risperidone deve essere iniziata al posto della successiva iniezione programmata. Se è in corso una terapia con antiparkinsoniani, la necessità di continuare il trattamento deve essere rivalutata periodicamente.

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

I pazienti con funzionalità epatica compromessa mostrano un aumento delle concentrazioni plasmatiche della frazione libera di risperidone.

Indipendentemente dall'indicazione, si devono dimezzare la dose iniziale e quelle successive. Nei pazienti con malattie epatiche, l'adeguamento della dose deve essere più lento.

Risperidon-Mepha va usato con prudenza in questi pazienti.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Nei pazienti con funzionalità renale compromessa, la capacità di escrezione della frazione antipsicotica attiva è più bassa rispetto agli adulti normali.

Indipendentemente dall'indicazione, si devono dimezzare la dose iniziale e quelle successive. Nei pazienti con malattie renali, l'adeguamento della dose deve essere più lento.

Risperidon-Mepha va usato con prudenza in questi pazienti.

Bambini e adolescenti

Per le indicazioni schizofrenia ed episodi maniacali non sono ancora disponibili esperienze nei bambini e adolescenti sotto i 15 anni di età.

Modo di somministrazione

Risperidon-Mepha soluzione orale

Risperidon-Mepha soluzione 1 mg/ml è fornito in flaconi di vetro marrone da 30 e 100 ml con chiusura a prova di bambino. Il flacone da 30 ml è fornito con una pipetta da 3 ml che consente un dosaggio esatto in ml o mg (volume di prelievo minimo: 0,25 ml; volume di prelievo massimo: 3 ml; tacche ogni 0,25 ml).

Anche il flacone da 100 ml è fornito con una pipetta da 3 ml che consente un dosaggio esatto in ml o mg (volume di prelievo minimo: 0,25 ml; volume di prelievo massimo: 3 ml; tacche ogni 0,25 ml).

Risperidon-Mepha oro compresse orodispersibili

Quando si assume Risperidon-Mepha oro si deve procedere come segue: mettere una compressa orodispersibile sulla lingua. La compressa orodispersibile comincerà a disgregarsi in bocca entro qualche secondo e può quindi essere deglutita con o senza acqua (liquido). Se la compressa orodispersibile viene assunta durante un pasto, la bocca dev'essere vuota prima che la compressa orodispersibile venga messa sulla lingua.

Dato che le compresse orodispersibili sono fragili, non si devono estrarre dal blister premendo perché si danneggerebbero. Per aprire il blister togliere la pellicola di protezione. Le mani devono essere asciutte quando si estraggono le compresse dal blister. Dopo averle estratte dal blister le compresse orodispersibili vanno assunte subito, perché non protette dal blister non si possono conservare. Le compresse orodispersibili non si possono suddividere.

Controindicazioni

Pazienti con ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie.

Pazienti affetti da demenza con sintomatologia parkinsoniana in termini di rigidità, bradicinesia e alterazioni posturali parkinsoniane.

Pazienti affetti da demenza con probabile diagnosi di demenza a corpi di Lewy (presenza di almeno due dei seguenti tre sintomi oltre ai sintomi di demenza: parkinsonismo/allucinazioni visive/fluttuazioni nel decorso).

Avvertenze e misure precauzionali

Pazienti anziani con demenza

Aumento della mortalità totale

Una meta-analisi di 17 studi controllati con antipsicotici atipici, tra cui risperidone, ha mostrato un aumento della mortalità rispetto al placebo nei pazienti anziani affetti da demenza trattati con antipsicotici. Negli studi controllati con placebo con risperidone orale, il tasso di mortalità in questa popolazione è stato del 4,0% nei pazienti trattati con risperidone e del 3,1% nei pazienti del gruppo placebo. L'età media dei pazienti deceduti era di 86 anni (intervallo di età 67-100 anni).

Non è stato identificato un profilo di fattori di rischio specifico per l'aumento della mortalità con risperidone. Sono state invece riscontrate cause di morte che si osservano tipicamente nella fascia d'età > 65 anni: eventi cardiovascolari e cerebrovascolari, tumori, infezioni (ad es. polmonite) e diabete.

Aumento della mortalità in caso di assunzione concomitante di furosemide

Negli studi controllati con placebo su pazienti anziani affetti da demenza, è stato osservato un tasso di mortalità più elevato con il trattamento concomitante con risperidone e furosemide (7,3%; età media 89 anni, intervallo di età 75-97 anni) rispetto alla monoterapia con risperidone (3,1%; età media 84 anni, intervallo di età 70-96 anni) o furosemide (4,1%; età media 80 anni, intervallo di età 67-90 anni). L'aumento del tasso di mortalità nei pazienti trattati con risperidone più furosemide è stato osservato in due studi clinici su quattro. Nei pazienti che assumevano altri diuretici in combinazione con risperidone non è stato riscontrato un aumento della mortalità.

Non è stato possibile identificare un chiaro meccanismo fisiopatologico che spieghi questo risultato. Inoltre, la causa di morte non è stata uniforme. Tuttavia, si deve usare cautela e valutare il rapporto rischi-benefici di questa associazione o del trattamento concomitante con altri potenti diuretici prima dell'uso.

Indipendentemente dal trattamento, la disidratazione era un fattore di rischio generale per la mortalità e deve quindi essere attentamente evitata nei pazienti anziani affetti da demenza.

Incremento degli eventi cerebrovascolari

Negli studi controllati con placebo su pazienti anziani con demenza, l'incidenza di eventi cerebrovascolari (ictus e attacchi ischemici transitori (TIA)), inclusi eventi fatali, è stata significativamente maggiore nei pazienti trattati con risperidone orale che nei pazienti trattati con placebo (età media 85 anni; intervallo di età 73-97 anni).

I dati aggregati di sei studi controllati con placebo su pazienti anziani con demenza (età ≥65 anni) hanno mostrato un'incidenza di eventi cerebrovascolari (eventi gravi e non gravi) del 3,3% (33/989) nei pazienti trattati con risperidone e dell'1,2% (8/693) nei pazienti trattati con placebo. Il rapporto tra il gruppo risperidone e il gruppo placebo (odds ratio; intervallo di confidenza al 95%) era di 2,96 (1,33; 7,45); nel sottogruppo di pazienti con demenza vascolare era di 5,26 (1,18; 48,11).

Il rischio di eventi cerebrovascolari era più elevato nei pazienti con demenza di tipo misto o vascolare che nei pazienti con demenza di Alzheimer. Pertanto, i pazienti affetti da forme di demenza diverse dalla demenza di Alzheimer non devono essere trattati con risperidone. I pazienti devono essere rivalutati regolarmente e la necessità di continuare il trattamento deve essere riesaminata. Quando si prescrive Risperidon-Mepha in pazienti anziani con demenza, si devono valutare con attenzione a livello individuale i benefici e i rischi, in particolare i fattori che predispongono all'ictus. È indicata particolare cautela nei pazienti con demenza che soffrono di ipertensione o malattie cardiovascolari e nei pazienti con demenza vascolare. Il medico curante deve raccomandare ai pazienti o a chi si prende cura di loro di segnalare immediatamente i segni di un possibile evento cerebrovascolare, come improvviso indebolimento, intorpidimento del viso, delle braccia o delle gambe, disturbi del linguaggio e della vista. Si devono valutare subito tutte le opzioni di trattamento, inclusa la sospensione della terapia (cfr. anche «Effetti indesiderati»).

Bambini e adolescenti

Prima di prescrivere Risperidon-Mepha a bambini e adolescenti bisogna effettuare un'accurata analisi dei rischi e dei benefici. La necessità di somministrare Risperidon-Mepha deve essere rivalutata costantemente (cfr. «Effetti indesiderati»). L'impiego nelle indicazioni «trattamento sintomatico dei disturbi del comportamento sociale, del disturbo oppositivo provocatorio o di altri comportamenti socialmente inopportuni» e «disturbi autistici» è stato studiato solo in bambini sopra i 5 anni di età. Con queste indicazioni quindi Risperidon-Mepha non deve essere somministrato a bambini sotto i 5 anni di età.

Per le altre indicazioni non sono disponibili esperienze in bambini e adolescenti sotto i 15 anni di età.

I dati disponibili sui bambini e gli adolescenti si basano su studi che hanno coperto un periodo di un anno. Questi dati mostrano che la crescita e lo sviluppo non subiscono alcuna influenza. Tuttavia, gli effetti sulla crescita e lo sviluppo per periodi superiori a un anno non sono noti. Pertanto devono essere effettuati esami clinici regolari dello stato endocrino, compresa la determinazione dell'altezza e del peso, dello sviluppo sessuale, dei potenziali effetti prolattino-dipendenti, e si devono monitorare i sintomi extrapiramidali e gli altri disturbi del movimento.

Sonnolenza: negli studi controllati con placebo in bambini autistici è stata osservata spesso sonnolenza. Nella maggior parte dei casi è stata di entità lieve o moderata. La sonnolenza è stata osservata generalmente all'inizio del trattamento – con la massima frequenza nelle prime due settimane di terapia – ed è stata transitoria, con una durata media di 16 giorni (cfr. «Effetti indesiderati»). I pazienti con sonnolenza persistente possono trarre beneficio da una variazione dello schema posologico (cfr. «Posologia/impiego – Autismo»).

Ipotensione ortostatica

L'effetto anti-α1 del risperidone può portare a ipotensione (ortostatica), soprattutto durante la fase iniziale di aggiustamento posologico. Si raccomanda prudenza nei pazienti con malattie cardiovascolari note (ad es. insufficienza cardiaca, infarto del miocardio, disturbi della conduzione, disidratazione, ipovolemia o malattie cerebrovascolari); in questi casi la dose deve essere adeguata gradualmente sulla base delle raccomandazioni (cfr. «Posologia/impiego»).

Se insorge ipotensione, si deve prendere in considerazione una riduzione della dose.

Prolungamento dell'intervallo QT

Negli studi clinici, risperidone non è stato associato a prolungamento dell'intervallo QT. Un prolungamento dell'intervallo QT è stato segnalato molto raramente nella fase post-marketing. Come per altri antipsicotici, occorre prestare attenzione quando si prescrive risperidone a pazienti con malattie cardiovascolari note e/o bradicardia, disturbi elettrolitici (ipopotassiemia, ipomagnesiemia) o prolungamento dell'intervallo QT nell'anamnesi familiare. Si raccomanda cautela anche in caso di associazione con altri medicamenti che prolungano l'intervallo QT (cfr. «Interazioni»).

Leucopenia, neutropenia e agranulocitosi

Casi di leucopenia, neutropenia e agranulocitosi durante l'impiego di antipsicotici (incluso Risperidon-Mepha) sono stati segnalati negli studi clinici e/o dopo l'introduzione sul mercato. Dopo l'immissione in commercio è stata osservata molto raramente (< 1/10'000 pazienti) agranulocitosi.

I pazienti con una riduzione clinicamente significativa del numero di globuli bianchi all'anamnesi o con leucopenia/neutropenia indotta da medicamenti devono essere monitorati durante i primi mesi di terapia e, al primo segno di una significativa riduzione del numero di globuli bianchi in assenza di altri fattori causali, si deve prendere in considerazione l'interruzione della terapia con Risperidon-Mepha.

I pazienti con neutropenia clinicamente significativa devono essere sottoposti a un attento monitoraggio per rilevare febbre o altri sintomi o segni di infezione e devono essere trattati immediatamente se insorgono tali sintomi o segni. I pazienti con marcata neutropenia (conta assoluta dei neutrofili < 1× 109/l) devono interrompere la terapia con Risperidon-Mepha e i globuli bianchi devono essere monitorati fino alla remissione.

Tromboembolia venosa

In associazione con l'uso di antipsicotici sono stati segnalati casi di tromboembolia venosa (TEV). Poiché i pazienti trattati con antipsicotici presentano spesso fattori di rischio acquisiti per la TEV, prima e durante il trattamento con Risperidon-Mepha devono essere identificati tutti i possibili fattori di rischio per la TEV e devono essere adottate misure preventive.

Discinesia tardiva/sintomi extrapiramidali

I medicamenti con proprietà antidopaminergiche sono stati associati a induzione di discinesia tardiva, che può manifestarsi con movimenti ritmici involontari, soprattutto della lingua e/o del viso. L'insorgenza di sintomi extrapiramidali è un fattore di rischio per la discinesia tardiva. Se insorgono segni e sintomi di discinesia tardiva si deve prendere in considerazione l'interruzione di tutti gli antipsicotici.

Sintomi extrapiramidali e psicostimolanti

Nei pazienti che ricevono psicostimolanti (ad es. metilfenidato) in combinazione con risperidone occorre prudenza, perché in caso di aggiustamento della dose di uno o di entrambi i medicamenti possono insorgere sintomi extrapiramidali. Si deve valutare l'interruzione graduale di uno o di entrambi i trattamenti (cfr. «Interazioni»).

Malattia di Parkinson e demenza a corpi di Lewy

Si raccomanda prudenza quando si prescrive Risperidon-Mepha a pazienti con malattia di Parkinson o demenza a corpi di Lewy. Risperidon-Mepha può portare a un peggioramento della malattia di Parkinson. Entrambi i gruppi possono presentare un aumento del rischio di sindrome neurolettica maligna e una maggiore sensibilità agli antipsicotici (ad es. con confusione, ottundimento affettivo, disturbi dell'equilibrio con frequenti cadute, oltre a sintomi extrapiramidali).

Sindrome neurolettica maligna

Durante il trattamento con antipsicotici si verificano raramente casi di sindrome neurolettica maligna, che si manifestano con ipertermia, rigidità muscolare, instabilità autonomica, alterazioni della coscienza e aumento dei livelli sierici di creatinfosfochinasi. Altri sintomi possono essere la mioglobinuria (rabdomiolisi) e l'insufficienza renale acuta. In questo caso tutti i medicamenti antipsicotici, incluso Risperidon-Mepha, devono essere interrotti.

Iperglicemia e diabete mellito

Durante il trattamento con risperidone sono stati segnalati iperglicemia, diabete mellito ed esacerbazione di un diabete preesistente. La valutazione dell'associazione tra uso di antipsicotici atipici e alterazioni della glicemia è complicata dalla possibilità che il rischio di base di sviluppare un diabete mellito sia più elevato nei pazienti schizofrenici e dalla crescente incidenza del diabete mellito nella popolazione generale. Alla luce di questi fattori, l'associazione tra l'uso di antipsicotici atipici e l'insorgenza di effetti indesiderati correlati a iperglicemia non è pienamente compresa. Tuttavia, gli studi epidemiologici indicano un aumento del rischio di insorgenza di effetti indesiderati correlati a iperglicemia nei pazienti in trattamento con antipsicotici atipici. Tutti i pazienti trattati con antipsicotici atipici, compreso Risperidon-Mepha, devono essere sottoposti a monitoraggio dei sintomi di iperglicemia e diabete mellito.

Aumento di peso

Durante l'impiego di Risperidon-Mepha è stato segnalato un significativo aumento di peso. Si raccomanda pertanto di controllare regolarmente il peso.

Priapismo

È stato riportato che i medicamenti che determinano un blocco α-adrenergico possono causare priapismo. Casi di priapismo con Risperidon-Mepha sono stati segnalati dopo l'introduzione sul mercato (cfr. rubrica «Effetti indesiderati»).

Regolazione della temperatura corporea

Gli antipsicotici possono compromettere la capacità dell'organismo di ridurre la temperatura corporea interna. Occorre quindi prestare attenzione quando Risperidon-Mepha viene prescritto a pazienti esposti a situazioni che comportano un aumento della temperatura corporea interna (ad es. attività fisica intensa, esposizione a calore estremo, uso concomitante di medicamenti con effetto anticolinergico o disidratazione).

Effetto antiemetico

Negli studi preclinici con risperidone è stato osservato un effetto antiemetico. Nel caso in cui si manifesti nell'uomo, tale effetto potrebbe mascherare i segni e sintomi di un sovradosaggio di determinate sostanze o di malattie quali ostruzione intestinale, sindrome di Reye e tumori cerebrali.

Crisi epilettiche

Come tutti gli antipsicotici, Risperidon-Mepha deve essere usato con cautela nei pazienti con anamnesi di crisi epilettiche o altre condizioni che possono essere associate a un abbassamento della soglia convulsiva.

Sindrome intraoperatoria dell'iride a bandiera

Casi di sindrome intraoperatoria dell'iride a bandiera (IFIS) sono stati osservati durante interventi di cataratta in pazienti trattati con medicamenti che antagonizzano i recettori adrenergici alfa-1a, tra cui Risperidon-Mepha.

L'IFIS può aumentare il rischio di complicanze oculari durante e dopo l'intervento. Prima dell'intervento si deve informare il chirurgo oftalmico dell'eventuale impiego attuale o pregresso di medicamenti che antagonizzano i recettori alfa-1a adrenergici. Il potenziale beneficio dell'interruzione della terapia con alfa-1 antagonisti prima dell'intervento di cataratta non è stato studiato e deve essere valutato alla luce dei rischi connessi all'interruzione della terapia antipsicotica.

Insufficienza renale ed epatica

Nei pazienti con disfunzioni renali ed epatiche si raccomanda di dimezzare la dose iniziale e la dose di mantenimento (cfr. rubriche «Posologia/impiego (Istruzioni posologiche speciali)» e «Farmacocinetica»).

Tumori prolattino-dipendenti

Risperidon-Mepha deve essere utilizzato con particolare cautela in presenza di tumori prolattino-dipendenti, ad es. prolattinomi dell'ipofisi, o tumori probabilmente prolattino-dipendenti, come i tumori epiteliali mammari.

Sostanze ausiliarie

Risperidon-Mepha compresse rivestite con film contengono lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.

Risperidon-Mepha oro compresse orodispersibili contiene aspartame, 0,40 mg per compressa orodispersibile da 0,5 mg, 0,80 mg per compressa orodispersibile da 1 mg, 1,60 mg per compressa orodispersibile da 2 mg, 2,40 mg per compressa orodispersibile da 3 mg e 3,20 mg per compressa orodispersibile da 4 mg.

Aspartame è una fonte di fenilalanina. Può essere dannoso in caso di fenilchetonuria (PKU).

Risperidon-Mepha oro compresse orodispersibili contiene al massimo 0,0232 mg di sorbitolo per compressa orodispersibile. L'effetto additivo della co-somministrazione di medicamenti contenenti sorbitolo (o fruttosio) e l'assunzione giornaliera di sorbitolo (o fruttosio) con la dieta deve essere considerato. Il contenuto di sorbitolo in medicamenti per uso orale può modificare la biodisponibilità di altri medicamenti per uso orale co-somministrati.

Risperidon-Mepha soluzione contiene 1 mg/ml di acido benzoico (E210). L'aumento della bilirubinemia a seguito del suo distacco dall'albumina può aumentare l'ittero neonatale che può evolvere in kernittero (depositi di bilirubina non coniugata nel tessuto cerebrale).

Interazioni

Interazioni farmacocinetiche

L'alimentazione non ha alcuna influenza sull'assorbimento di Risperidon-Mepha.

Risperidone è metabolizzato principalmente da CYP2D6 e in misura minore da CYP3A4. Sia risperidone sia il metabolita attivo 9-idrossirisperidone sono substrati della glicoproteina P (P-gp). Le sostanze che modificano l'attività di CYP2D6 o i potenti inibitori o induttori dell'attività di CYP3A4 e/o P-gp possono influenzare la farmacocinetica della frazione antipsicotica attiva di risperidone.

Interazioni farmacodinamiche

Medicamenti ad azione centrale e alcol

Considerati gli effetti primari di Risperidon-Mepha sul SNC, l'impiego in combinazione con altri medicamenti ad azione centrale o con alcol richiede cautela.

Levodopa e agonisti della dopamina

Risperidon-Mepha può ridurre l'effetto della levodopa e di altri agonisti della dopamina. Quando questa combinazione è considerata necessaria, soprattutto nella malattia di Parkinson allo stadio terminale, deve essere prescritta la dose efficace più bassa di ciascun trattamento.

Psicostimolanti

L'uso di psicostimolanti (ad es. metilfenidato) in combinazione con risperidone può portare, in caso di modifica di uno o entrambi i trattamenti, all'insorgenza di sintomi extrapiramidali (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Medicamenti con effetto ipotensivo

Dopo l'introduzione sul mercato è stata osservata ipotensione clinicamente significativa in seguito all'uso concomitante di risperidone e antipertensivi.

Medicamenti con noto effetto di prolungamento del QT

Si raccomanda prudenza quando si prescrive Risperidon-Mepha con medicamenti che hanno un noto effetto di prolungamento dell'intervallo QT.

Induttori enzimatici

Induttori di CYP3A4 e/o P-gp

In caso di impiego di Risperidon-Mepha con un potente induttore di CYP3A4 e/o P-gp, la concentrazione plasmatica della frazione antipsicotica attiva di risperidone può ridursi. Quando si inizia o si interrompe un trattamento concomitante con carbamazepina o con un altro potente induttore di CYP3A4 e/o P-gp, il dosaggio di Risperidon-Mepha deve essere rivalutato dal medico.

Inibitori enzimatici

Potenti inibitori di CYP2D6

In caso di impiego di Risperidon-Mepha con un potente inibitore di CYP2D6, la concentrazione plasmatica di risperidone può aumentare, ma l'effetto sulla frazione antipsicotica attiva è meno pronunciato. Potenti inibitori di CYP2D6 a dosi elevate possono aumentare la concentrazione della frazione antipsicotica attiva di risperidone (ad es. paroxetina, vedi sotto). Quando si inizia o si interrompe un trattamento concomitante con paroxetina, bupropione o con un altro potente inibitore di CYP2D6, soprattutto se a dosi elevate, il dosaggio di Risperidon-Mepha deve essere rivalutato dal medico.

Inibitori di CYP3A4 e/o P-gp

In caso di impiego di Risperidon-Mepha con un potente inibitore di CYP3A4 e/o P-gp, la concentrazione plasmatica della frazione antipsicotica attiva di risperidone può aumentare considerevolmente. Quando si inizia o si interrompe un trattamento concomitante con itraconazolo o con un altro potente inibitore di CYP3A4 e/o P-gp, il dosaggio di Risperidon-Mepha deve essere rivalutato dal medico.

Altre interazioni

Sostanze con un forte legame alle proteine

In caso di impiego di Risperidon-Mepha con principi attivi legati in percentuale elevata alle proteine, non si ha in nessun caso uno spiazzamento dalle proteine plasmatiche clinicamente significativo.

Se si utilizzano medicamenti concomitanti, bisogna prestare attenzione alle informazioni sul tipo di metabolizzazione e sull'eventuale necessità di un aggiustamento della dose riportate nelle rispettive informazioni sul medicamento.

Pazienti pediatrici

Sono stati condotti studi di interazione solo su adulti. La rilevanza dei risultati di questi studi per i pazienti pediatrici non è nota.

Esempi

Di seguito sono riportati alcuni esempi di medicamenti che potenzialmente interagiscono con risperidone o che hanno dimostrato di non interagire con risperidone.

Effetti di Risperidon-Mepha su altri medicamenti

Anticonvulsivanti:

·risperidone non ha un'influenza clinicamente significativa sulla farmacocinetica di valproato o topiramato.

Antipsicotici:

·per quanto riguarda aripiprazolo, un substrato di CYP2D6 e CYP3A4, non vi è evidenza clinica sufficiente a valutare un possibile effetto dei medicamenti contenenti risperidone sulla farmacocinetica di aripiprazolo e del suo metabolita attivo deidroaripiprazolo.

Glicosidi digitalici:

·risperidone non ha un'influenza clinicamente significativa sulla farmacocinetica di digossina.

Litio:

·risperidone non ha un'influenza clinicamente significativa sulla farmacocinetica del litio.

Effetti di altri medicamenti su Risperidon-Mepha

Agenti antibatterici:

·eritromicina, un moderato inibitore di CYP3A4, non altera la farmacocinetica di risperidone e della frazione antipsicotica attiva;

·rifampicina, un potente induttore di CYP3A4 e induttore della P-gp, riduce la concentrazione plasmatica della frazione antipsicotica attiva.

Anticolinesterasici:

·gli inibitori della colinesterasi galantamina e donepezil, entrambi substrati di CYP2D6 e CYP3A4, non hanno un'influenza clinicamente significativa sulla farmacocinetica di risperidone e della frazione antipsicotica attiva.

Anticonvulsivanti:

·carbamazepina, un potente induttore di CYP3A4 e induttore della P-gp, riduce la concentrazione plasmatica della frazione antipsicotica attiva di risperidone;

·topiramato determina una moderata riduzione della biodisponibilità di risperidone, ma non ha alcuna influenza sulla biodisponibilità della frazione antipsicotica attiva. Quindi probabilmente questa interazione non è clinicamente significativa.

Antimicotici:

·itraconazolo, un potente inibitore di CYP3A4 e inibitore della P-gp, ha aumentato la concentrazione plasmatica della frazione antipsicotica attiva di circa il 70% a dosi di 200 mg/giorno e con dosi di risperidone da 2 a 8 mg/giorno;

·ketoconazolo, un potente inibitore di CYP3A4 e inibitore della P-gp, ha aumentato la concentrazione plasmatica di risperidone e ha ridotto la concentrazione plasmatica di 9-idrossirisperidone a dosi di 200 mg/giorno.

Antipsicotici:

·le fenotiazine possono portare a un aumento della concentrazione plasmatica di risperidone, ma non hanno alcuna influenza sulla concentrazione plasmatica della frazione antipsicotica attiva.

Virostatici:

·inibitori della proteasi: non sono disponibili studi formali. Tuttavia, poiché ritonavir è un potente inibitore di CYP3A4 e un debole inibitore di CYP2D6, è possibile che ritonavir e gli inibitori della proteasi potenziati con ritonavir aumentino la concentrazione della frazione antipsicotica attiva di risperidone.

Beta-bloccanti:

·alcuni beta-bloccanti possono portare a un aumento della concentrazione plasmatica di risperidone, ma non hanno alcuna influenza sulla concentrazione plasmatica della frazione antipsicotica attiva.

Calcioantagonisti:

·verapamil, un moderato inibitore di CYP3A4 e inibitore della P-gp, aumenta la concentrazione plasmatica di risperidone e della frazione antipsicotica attiva.

Diuretici:

·furosemide: prestare attenzione alle informazioni riportate nel paragrafo Avvertenze e misure precauzionali in merito all'aumento della mortalità nei pazienti anziani con demenza che ricevono un trattamento concomitante con furosemide.

Medicamenti gastrointestinali:

·antagonisti dei recettori H2: cimetidina e ranitidina, entrambi deboli inibitori di CYP2D6 e CYP3A4, hanno aumentato la biodisponibilità di risperidone ma solo marginalmente quella della frazione antipsicotica attiva.

SSRI e antidepressivi triciclici:

·fluoxetina, un potente inibitore di CYP2D6, aumenta la concentrazione plasmatica di risperidone, ma l'effetto sulla frazione antipsicotica attiva è meno pronunciato;

·paroxetina, un potente inibitore di CYP2D6, aumenta la concentrazione plasmatica di risperidone, ma a dosaggi fino a 20 mg/giorno l'effetto sulla frazione antipsicotica attiva è meno pronunciato. Tuttavia, a dosi più elevate di paroxetina, la concentrazione della frazione antipsicotica attiva di risperidone può aumentare in maniera dose-dipendente;

·gli antidepressivi triciclici possono portare a un aumento della concentrazione plasmatica di risperidone, ma non hanno alcuna influenza sulla concentrazione plasmatica della frazione antipsicotica attiva. Amitriptilina non ha alcuna influenza sulla farmacocinetica di risperidone o della frazione antipsicotica attiva;

·sertralina, un debole inibitore di CYP2D6, e fluvoxamina, un debole inibitore di CYP3A4, a dosi fino a 100 mg/giorno non alterano in maniera clinicamente significativa la concentrazione della frazione antipsicotica attiva di risperidone. Tuttavia, a dosi di sertralina o fluvoxamina superiori a 100 mg/giorno la concentrazione della frazione antipsicotica attiva di risperidone può aumentare.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

La sicurezza dell'impiego di risperidone negli esseri umani durante la gravidanza non è stata dimostrata.

Uno studio osservazionale retrospettivo di coorte, basato su una banca dati statunitense di sinistri, ha confrontato il rischio di malformazioni congenite nei nati vivi da donne che avevano o non avevano usato antipsicotici durante il primo trimestre di gravidanza. Dopo la correzione per le variabili confondenti presenti nella banca dati, il rischio di malformazioni congenite è risultato più elevato in caso di trattamento con risperidone rispetto all'assenza di esposizione ad antipsicotici (rischio relativo = 1,26, IC 95%: 1,02-1,56). Non è noto alcun meccanismo biologico che possa spiegare questa osservazione, e negli studi non clinici non sono stati osservati effetti teratogeni. Sulla base di questo singolo studio osservazionale, la relazione causale tra l'esposizione a risperidone in utero e la presenza di malformazioni congenite non è dimostrata.

Sebbene risperidone non abbia mostrato tossicità riproduttiva diretta negli studi sugli animali, sono stati osservati alcuni effetti indiretti mediati dalla prolattina e dal SNC (cfr. rubrica «Dati preclinici»).

Risperidon-Mepha non deve essere somministrato durante la gravidanza, se non in caso di assoluta necessità. Se è necessario interrompere il trattamento durante la gravidanza, l'interruzione non dovrebbe essere repentina.

Terzo trimestre di gravidanza

I neonati le cui madri hanno assunto antipsicotici (incluso risperidone) durante il terzo trimestre di gravidanza sono a rischio di sintomi extrapiramidali e/o sintomi di astinenza dopo la nascita. Questi sintomi nei neonati possono comportare agitazione, insolito aumento o diminuzione del tono muscolare, tremore, sonnolenza, difficoltà respiratorie o problemi di alimentazione. Queste complicanze possono essere di varia gravità. In alcuni casi sono risultate autolimitantesi, in altri casi i neonati hanno avuto bisogno di un monitoraggio in terapia intensiva o di un ricovero prolungato.

Allattamento

Negli studi sugli animali, risperidone e 9-idrossirisperidone sono risultati escreti con il latte. È stato anche dimostrato che risperidone e 9-idrossirisperidone passano nel latte materno umano. In un caso singolo è stato calcolato che il 4,3% della frazione antipsicotica attiva (in relazione alla dose materna) era rilevabile nel latte materno. Pertanto le madri trattate con risperidone non devono allattare al seno.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Risperidon-Mepha può interferire con le attività che richiedono concentrazione e vigilanza mentale. Si deve pertanto raccomandare ai pazienti di non guidare veicoli o utilizzare macchine fino a quando la loro capacità individuale di reazione non sia stata valutata e il medico curante non abbia discusso con il paziente e spiegato tale valutazione.

Effetti indesiderati

Gli effetti collaterali segnalati più comunemente (frequenza ≥1/10) sono: parkinsonismo, sonnolenza, cefalea, insonnia.

Paliperidone è il metabolita attivo di risperidone. Quindi i profili degli effetti collaterali di queste due sostanze (incluse le loro formulazioni orali e iniettabili) sono di reciproca rilevanza. Di seguito è riportato un elenco completo degli effetti collaterali segnalati con risperidone e/o paliperidone negli studi clinici e dopo l'immissione in commercio. Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, < 1/10), non comune (≥1/1000, < 1/100), raro (≥1/10'000, < 1/1000), molto raro (< 1/10'000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

In ogni gruppo di frequenza, gli effetti collaterali sono riportati in ordine di gravità decrescente.

Effetti collaterali per classe sistemico-organica e frequenza

Infezioni ed infestazioni

Comune: polmonite, bronchite, infezioni delle vie aeree superiori, sinusite, infezioni delle vie urinarie, infezione dell'orecchio, influenza.

Non comune: infezione delle vie aeree, cistite, infezione oculare, tonsillite, onicomicosi, cellulite, infezione localizzata, infezione virale, acarodermatite.

Raro: infezione.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non comune: neutropenia, riduzione del numero di globuli bianchi, trombocitopenia, anemia, riduzione dell'ematocrito, riduzione del numero di granulociti eosinofili.

Non nota: agranulocitosi.

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: ipersensibilità.

Non nota: reazione anafilattica.

Patologie endocrine

Comune: iperprolattinemiaa.

Raro: secrezione inadeguata dell'ormone antidiuretico.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: aumento di peso, aumento dell'appetito, riduzione dell'appetito.

Non comune: diabete mellitob, iperglicemia, polidipsia, perdita di peso, anoressia, aumento della colesterolemia.

Raro: coma diabetico, ipoglicemia, aumento dei trigliceridi, glicosuria.

Molto raro: chetoacidosi diabetica.

Non nota: intossicazione da acqua, iperinsulinemia.

Disturbi psichiatrici

Molto comune: insonniac.

Comune: disturbi del sonno, agitazione, depressione, ansia.

Non comune: mania, stato confusionale, riduzione della libido, incubi.

Raro: catatonia, sonnambulismo, ottundimento affettivo, anorgasmia.

Non nota: disturbo alimentare legato al sonno (assunzione incontrollata di cibo durante episodi di sonnambulismo).

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: parkinsonismoc, sonnolenza, cefalea.

Comune: acatisiac, distoniac, vertigini, discinesiac, tremore.

Non comune: ischemia cerebrovascolare, perdita di conoscenza, convulsionic, sincope, discinesia tardiva, mancanza di risposta agli stimoli, riduzione del livello di coscienza, iperattività psicomotoria, disturbi dell'equilibrio, coordinazione anormale, vertigini posturali, disturbi dell'attenzione, disartria, disturbi del gusto, ipoestesia, parestesia.

Raro: sindrome neurolettica maligna, coma diabetico, tremore della testa.

Patologie dell'occhio

Comune: visione offuscata, congiuntivite.

Non comune: fotofobia, secchezza oculare, aumento della lacrimazione, iperemia oculare.

Raro: glaucoma, disturbi del movimento degli occhi, rotazione degli occhi, formazione di croste sul margine palpebrale.

Non nota: sindrome dell'iride a bandiera (intraoperatoria).

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Non comune: vertigini, tinnito, dolore all'orecchio.

Patologie cardiache

Comune: tachicardia.

Non comune: fibrillazione atriale, blocco atrioventricolare, disturbo della conduzione dell'impulso, prolungamento dell'intervallo QT nell'elettrocardiogramma, bradicardia, anomalie elettrocardiografiche, palpitazioni.

Raro: aritmie sinusali.

Non nota: sindrome da tachicardia ortostatica posturale.

Patologie vascolari

Comune: ipertensione.

Non comune: ipotensione, ipotensione ortostatica, vampate di calore.

Raro: embolia polmonare, trombosi venosa profonda.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Comune: dispnea, dolore faringo-laringeo, tosse, epistassi, congestione nasale.

Non comune: polmonite da aspirazione, congestione polmonare, ostruzione delle vie aeree, rantoli crepitanti polmonari, respiro affannoso, disfonia, disturbi respiratori.

Raro: sindrome da apnea notturna, iperventilazione.

Patologie gastrointestinali

Comune: disturbi addominali, vomito, nausea, stipsi, diarrea, dispepsia, secchezza delle fauci, odontalgia.

Non comune: incontinenza fecale, fecaloma, gastroenterite, disfagia, flatulenza.

Raro: pancreatite, ostruzione intestinale, gonfiore della lingua, cheilite, ileo.

Patologie epatobiliari

Non comune: aumento delle transaminasi, aumento dei livelli di gamma-glutamiltransferasi, aumento dei livelli degli enzimi epatici.

Raro: ittero.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: eruzione cutanea, eritema.

Non comune: orticaria, prurito, alopecia, ipercheratosi, eczema, secchezza cutanea, scolorimento della cute, acne, dermatite seborroica, dermatosi, lesioni cutanee.

Raro: esantema da farmaci.

Molto raro: angioedema.

Non nota: sindrome di Stevens-Johnson/necrolisi epidermica tossica.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune: crampi muscolari, dolore muscolo-scheletrico, dolore dorsale, artralgia.

Non comune: aumento dei livelli di creatinfosfochinasi, postura anormale, rigidità articolare, edema articolare, debolezza muscolare, dolore cervicale.

Raro: rabdomiolisi.

Patologie renali e urinarie

Comune: incontinenza urinaria.

Non comune: pollachiuria, ritenzione urinaria, disuria.

Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali

Molto raro: sintomi motori extrapiramidali e/o sintomi di astinenza nel neonato (cfr. rubrica «Gravidanza/allattamento»).

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Non comune: disfunzione erettile, disturbi dell'eiaculazione, amenorrea, disturbi mestrualic, ginecomastia, galattorrea, disfunzioni sessuali, disturbi mammari, secrezioni vaginali.

Raro: ritardo mestruale, gonfiore delle ghiandole mammarie, secrezione dalle ghiandole mammarie.

Non nota: priapismo.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: edemac, piressia, disturbi toracici, astenia, spossatezza, dolore.

Non comune: edema del volto, brividi, aumento della temperatura corporea, disturbi della deambulazione, sete, sensazione di malessere, sensazione anomala, fastidio.

Raro: ipotermia, riduzione della temperatura corporea, sensazione di freddo alle estremità, sindrome da astinenza da medicamenti.

Non nota: indurimento.

Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura

Comune: cadute.

Non comune: dolore dopo interventi chirurgici.

a L'iperprolattinemia può portare in alcuni casi a ginecomastia, disturbi mestruali, amenorrea e galattorrea.

b Negli studi controllati con placebo, il diabete mellito è stato segnalato nello 0,18% dei pazienti trattati con risperidone, contro lo 0,11% nel gruppo placebo. L'incidenza totale in tutti gli studi clinici è stata dello 0,43% in tutti i pazienti trattati con risperidone.

c Insonnia comprende: insonnia iniziale, insonnia centrale.

Parkinsonismo comprende: acinesia, bradicinesia, segno della ruota dentata, salivazione, sintomi extrapiramidali, riflesso glabellare patologico, rigidità muscolare, tensione muscolare, rigidità muscolo-scheletrica.

Acatisia comprende: ipercinesia, «sindrome delle gambe senza riposo», irrequietezza.

Distonia comprende: blefarospasmo, spasmo cervicale, emprostotono, spasmo facciale, ipertonia muscolare, laringospasmo, contrazioni muscolari involontarie, miotonia, crisi oculogira, opistotono, spasmo orofaringeo, pleurototono, risus sardonicus, tetania, paralisi della lingua, spasmo della lingua, torcicollo, trisma.

Discinesia comprende: atetosi, corea, movimenti coreoatetosici, disturbi del movimento, fascicolazioni, mioclono.

Convulsioni comprende: attacchi di grande male.

Edema comprende: edema generalizzato, edema periferico, edema con fovea comprimibile («pitting edema»).

Disturbi mestruali comprende: mestruazioni irregolari, oligomenorrea.

Descrizione di alcuni effetti collaterali

Effetti di classe

Prolungamento dell'intervallo QT

Come con altri antipsicotici, con risperidone sono stati segnalati, dopo l'immissione in commercio, casi molto rari di prolungamento del QT. Altri effetti cardiaci di classe segnalati durante il trattamento con antipsicotici che prolungano l'intervallo QT sono: aritmia ventricolare, fibrillazione ventricolare, tachicardia ventricolare, morte improvvisa, arresto cardiaco e torsioni di punta (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Aumento di peso

La percentuale di pazienti adulti con schizofrenia trattati con risperidone e con placebo che hanno soddisfatto il criterio di aumento del peso di ≥7% del peso corporeo è stata confrontata in un pool di studi di 6-8 settimane controllati con placebo: l'incidenza dell'aumento di peso è stata significativamente maggiore con risperidone (18%) che con il placebo (9%). In uno studio controllato con placebo di tre settimane su pazienti adulti con mania acuta, l'incidenza di un aumento del peso di ≥7% al termine dello studio è stata paragonabile nei gruppi risperidone (2,5%) e placebo (2,4%) e leggermente più elevata nel gruppo di controllo con medicamento attivo (3,5%).

Negli studi a lungo termine su una popolazione di bambini e adolescenti con disturbi del comportamento e altri comportamenti inopportuni, dopo 12 mesi di trattamento il peso era aumentato mediamente di 7,3 kg. L'aumento di peso atteso in bambini sani di età compresa tra i 5 e i 12 anni è di 3-5 kg all'anno. Dai 12 ai 16 anni, l'aumento di peso si mantiene su questi livelli (3-5 kg) nelle ragazze, mentre il peso dei ragazzi aumenta di circa 5 kg all'anno.

Ulteriori informazioni su popolazioni speciali

Di seguito sono descritti gli effetti collaterali che sono stati segnalati nei pazienti anziani con demenza o nei pazienti pediatrici con un'incidenza maggiore rispetto alla popolazione adulta.

Pazienti anziani con demenza

Gli attacchi ischemici transitori e gli eventi cerebrovascolari sono effetti collaterali che sono stati segnalati negli studi clinici con una frequenza rispettivamente dell'1,4% e dell'1,5% nei pazienti anziani con demenza. Inoltre, in pazienti anziani con demenza sono stati segnalati i seguenti effetti collaterali con una frequenza di ≥5% e almeno doppia rispetto alla frequenza nelle altre popolazioni di adulti: infezioni delle vie urinarie, edema periferico, letargia e tosse.

Pazienti pediatrici

In generale, nei bambini sono attesi effetti collaterali paragonabili per frequenza, tipo e gravità a quelli insorti negli adulti.

I seguenti effetti collaterali sono stati segnalati nei pazienti pediatrici (dai 5 ai 17 anni di età) con una frequenza di ≥5% e almeno doppia rispetto alla frequenza osservata negli adulti negli studi clinici: sonnolenza/sedazione, stanchezza, cefalea, aumento dell'appetito, vomito, infezioni delle vie respiratorie superiori, congestione nasale, dolori nella parte superiore dell'addome, vertigini, tosse, piressia, tremore, diarrea ed enuresi.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

I sintomi attesi rappresentano un'accentuazione degli effetti farmacologici noti e includono stordimento e sedazione, tachicardia, ipotensione e sintomi extrapiramidali.

In caso di sovradosaggio sono stati osservati prolungamento del QT e convulsioni. Casi di torsione di punta sono stati segnalati in associazione con il sovradosaggio concomitante di risperidone e paroxetina.

Trattamento

In caso di sovradosaggio, le vie aeree devono essere liberate e mantenute libere e deve essere garantito un sufficiente apporto di ossigeno e ventilazione. Se necessario, si deve somministrare al paziente carbone attivo insieme a un lassativo. Il cuore e la circolazione devono essere monitorati immediatamente. È necessario un controllo ECG continuo per rilevare eventuali aritmie.

Non esiste un antidoto specifico per risperidone. È necessario quindi predisporre misure adeguate. In caso di sovradosaggio acuto si deve considerare la possibilità che siano coinvolti più medicamenti. L'ipotensione e il collasso circolatorio devono essere trattati con misure adeguate quali infusione endovenosa e/o medicamenti simpaticomimetici. In presenza di gravi sintomi extrapiramidali deve essere somministrato un anticolinergico. Un attento monitoraggio medico deve essere mantenuto fino al recupero del paziente.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N05AX08

Meccanismo d'azione

Risperidon-Mepha (risperidone) è un antipsicotico appartenente a una nuova classe, quella dei derivati del benzisossazolo. Presenta un'affinità elevata per i recettori dopaminergici D2 e i recettori serotoninergici 5HT2. Risperidone occupa anche i recettori adrenergici α1 e, con minore affinità, i recettori istaminergici H1 e i recettori adrenergici α2. Risperidone non ha alcuna affinità per i recettori colinergici. Sebbene presenti una forte attività D2-antagonista, che riduce i sintomi positivi della schizofrenia, risperidone inibisce l'attività motoria e induce catalessia in misura minore rispetto ai neurolettici classici. Attraverso l'antagonismo bilanciato della serotonina e della dopamina a livello centrale, si riduce la probabilità di effetti collaterali extrapiramidali e l'effetto terapeutico è esteso anche ai sintomi negativi e affettivi della schizofrenia.

Farmacodinamica

Cfr. la rubrica «Meccanismo d'azione».

Efficacia clinica

Cfr. la rubrica «Indicazioni/possibilità d'impiego».

Farmacocinetica

Assorbimento

Risperidon-Mepha viene assorbito completamente dopo l'assunzione orale e raggiunge la concentrazione plasmatica massima entro 1-2 ore, o entro 2-3 nei pazienti anziani. Poiché il suo assorbimento non è influenzato dagli alimenti, risperidone può essere assunto con i pasti o indipendentemente dai pasti. La biodisponibilità assoluta è del 66% nei metabolizzatori rapidi e dell'82% nei metabolizzatori lenti.

Distribuzione

Risperidone si distribuisce rapidamente. Il volume di distribuzione apparente (Vd) è di 1-2 l/kg. Il legame di risperidone alle proteine plasmatiche albumina e α1-glicoproteina acida è dell'88%, quello del metabolita attivo 9-idrossirisperidone del 77%.

Nella maggior parte dei pazienti, lo stato stazionario di risperidone viene raggiunto entro un giorno. Lo stato stazionario di 9-idrossirisperidone viene raggiunto entro 4-5 giorni dopo la somministrazione. Le concentrazioni plasmatiche di risperidone sono proporzionali alla dose all'interno dell'intervallo terapeutico.

Metabolismo

Risperidone è metabolizzato prevalentemente nel fegato da CYP2D6. Viene degradato principalmente a 9-idrossirisperidone, che presenta un effetto farmacologico simile a quello del risperidone. Risperidone e 9-idrossirisperidone costituiscono insieme la frazione antipsicotica attiva.

CYP2D6 presenta un polimorfismo genetico (debrisochina/destrometorfano). I metabolizzatori rapidi convertono velocemente risperidone in 9-idrossirisperidone, mentre nei metabolizzatori lenti la conversione è più lenta. I metabolizzatori rapidi hanno quindi una minore concentrazione di risperidone e una maggiore concentrazione di 9-idrossirisperidone nel plasma rispetto ai metabolizzatori lenti. Poiché risperidone e 9-idrossirisperidone possiedono all'incirca la stessa attività antipsicotica, è la somma delle loro concentrazioni a essere determinante. Per questo motivo non sono state osservate differenze clinicamente rilevanti tra i metabolizzatori lenti e i metabolizzatori rapidi.

Una via di degradazione meno importante è la N-dealchilazione, probabilmente mediata da CYP3A4.

Eliminazione

Dopo la somministrazione orale, risperidone viene eliminato con un'emivita di 3 ore. L'emivita di eliminazione (t½β) di 9-idrossirisperidone e della frazione antipsicotica attiva è di 24 ore, o di 34 ore nei pazienti anziani.

Entro una settimana dalla somministrazione di una dose singola, il 70% viene eliminato nelle urine e il 14% nelle feci. Il 35-45% della dose è presente nelle urine come risperidone o 9-idrossirisperidone. La parte restante è costituita da metaboliti inattivi.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disturbi della funzionalità epatica

Nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica è stato osservato un minore legame alle proteine plasmatiche di risperidone.

Le concentrazioni plasmatiche di risperidone nei pazienti con insufficienza epatica erano comunque nel range normale, ma la frazione libera media di risperidone nel plasma era incrementata di circa il 35%.

Disfunzioni renali

Dopo una dose singola in pazienti con insufficienza renale sono stati riscontrati livelli plasmatici più elevati (l'AUC e la Cmax sono circa 2-2,5 volte maggiori) della frazione antipsicotica attiva e una riduzione del 60% della clearance della frazione antipsicotica attiva (cfr. rubrica «Istruzioni posologiche speciali»).

Pazienti anziani

Dopo una dose singola in pazienti anziani sono stati riscontrati livelli plasmatici più elevati (l'AUC e la Cmax sono circa 2-2,5 volte maggiori) della frazione antipsicotica attiva e una riduzione del 30% della clearance della frazione antipsicotica attiva (cfr. rubrica «Istruzioni posologiche speciali»).

Bambini e adolescenti

La farmacocinetica di risperidone, di 9-idrossirisperidone e della frazione antipsicotica attiva è simile nei bambini e negli adulti.

Dati preclinici

Tossicità per somministrazione ripetuta

Negli studi di tossicità con somministrazione ripetuta nei ratti e nei cani sono stati osservati principalmente effetti farmacologici, come sedazione ed effetti mediati dalla prolattina sulle ghiandole mammarie e sui genitali.

Genotossicità

Risperidone non è risultato genotossico nei test standard.

Cancerogenicità

Negli studi di cancerogenicità orale su ratti e topi è stata osservata una maggiore incidenza di adenomi ipofisari (topi), adenomi endocrini del pancreas (ratti) e adenocarcinomi mammari (entrambe le specie). Questi tumori possono essere associati a livelli elevati di prolattina e non sono considerati clinicamente rilevanti.

In uno studio di cancerogenicità intramuscolare nei ratti è stato riscontrato con 40 mg/kg, come prevedibile per un potente D2-antagonista, un aumento mediato dalla prolattina dell'incidenza di tumori endocrini del pancreas, dell'ipofisi e della midollare del surrene. Con 5 e 40 mg/kg sono insorti carcinomi della ghiandola mammaria. In entrambi i gruppi di dosaggio è stata osservata ipercalcemia, che si ipotizza porti a un aumento dell'incidenza di tumori della midollare del surrene. Nei ratti maschi sono insorti adenomi del tubulo renale. Al dosaggio più basso e nei gruppi di controllo trattati con NaCl 0,9% o microsfere non sono insorti tumori renali. Il meccanismo di insorgenza dei tumori renali nei ratti trattati con risperidone non è noto.

Tossicità per la riproduzione

Sebbene con risperidone non siano stati riscontrati effetti diretti sulla riproduzione negli studi sugli animali, sono stati osservati effetti indiretti mediati dalla prolattina.

Risperidone non ha mostrato effetti teratogeni nei ratti e nei conigli.

Nei ratti sono stati osservati effetti negativi sull'accoppiamento e sul peso alla nascita e la sopravvivenza della prole. I disturbi comportamentali nella prole non sono stati esaminati.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Risperidon-Mepha compresse rivestite con film: nessuna incompatibilità nota.

Risperidon-Mepha soluzione orale: incompatibile con il tè.

Risperidon-Mepha oro compresse orodispersibili: nessuna incompatibilità nota.

Stabilità

Risperidon-Mepha compresse rivestite con film, oro compresse orodispersibili e soluzione orale non devono essere utilizzati oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.

Stabilità dopo apertura

Dopo la prima apertura del flacone, Risperidon-Mepha soluzione è stabile per 6 mesi a temperatura ambiente (15-25°C).

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Compresse orodispersibili: conservare nella confezione originale, al riparo dall'umidità e a temperature non superiori a 30°C.

Compresse rivestite con film: conservare nella confezione originale, al riparo dall'umidità e a temperature non superiori a 25°C.

Soluzione orale: conservare nella confezione originale e a temperatura ambiente (15-25°C).

Non congelare.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

58092, 58085, 58467 (Swissmedic)

Confezioni

Risperidon-Mepha 0,5 compresse rivestite con film: CO 20 e 60 (B)

Risperidon-Mepha 1 compresse rivestite con film: CO 20 e 60 (B)

Risperidon-Mepha 2 compresse rivestite con film: CO 20 e 60 (B)

Risperidon-Mepha 3 compresse rivestite con film: CO 20 e 60 (B)

Risperidon-Mepha 4 compresse rivestite con film: CO 20 e 60 (B)

Risperidon-Mepha 0,5 oro compresse orodispersibili: CO 28 (B)

Risperidon-Mepha 1 oro compresse orodispersibili: CO 28 (B)

Risperidon-Mepha 2 oro compresse orodispersibili: CO 28 (B)

Risperidon-Mepha 3 oro compresse orodispersibili: CO 28 (B)

Risperidon-Mepha 4 oro compresse orodispersibili: CO 28 (B)

Risperidon-Mepha 1 mg/ml soluzione orale: CO 30 ml e 100 ml (B)

Titolare dell’omologazione

Mepha Pharma AG, Basel

Stato dell'informazione

Marzo 2026

Numero interno della versione: 17.1