Informazione professionale  
ALFASIGMA  
Carnitene  
Composizione  
Principio attivo  
L-Carnitinum  
Sostanze ausiliarie  
Compresse masticabili: Saccharum (1.805 g per compr. mast.), aromatica (mentam,  
lacorice), magnesii stearas.  
Soluzione iniettabile: Acidum hydrochloridum (per la regolazione del pH), aqua ad  
iniectabile q.s. ad solutionem.  
Soluzione orale: Acidum malicum, saccharinum natricum (5 mg), natrii benzoas (E 211)  
(48 mg), aqua purificata.  
1 flacone soluzione orale contiene 8.2 mg di sodio.  
Sciroppo: Sorbitolum (E 420) (330 mg per misurino di 3.3 ml), saccharum (92.4 mg per  
misurino di 3.3 ml), ethylis parahydroxy-benzoas natricum (E 219), propylis  
parahydroxybenzoas natricus (E 217), aromatica (cerasi, cerasi nigrum), acidum tartaricum.  
1 misurino di 3.3 ml contiene 0.617 mg di sodio.  
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità  
1 compressa masticabile contiene 1 g di L-carnitina.  
1 fiala con 5 ml di soluzione iniettabile contiene 1 g di L-carnitina.  
1 flacone con 10 ml di soluzione orale contiene 1 g di L-carnitina.  
1 misurino di 3.3 ml di sciroppo contiene 1 g di L-carnitina.  
Indicazioni/possibilità d’impiego  
Carenza primaria di carnitina  
Carenza secondaria di carnitina:  
- miopatie con accumulo lipidico e cardiomiopatie con accumulo lipidico;  
- difetti genetici del metabolismo intermedio;  
- perdita di carnitina dovuta a dialisi.  
Posologia/impiego  
Carenza primaria di carnitina.  
Carenza secondaria di carnitina (miopatie e cardiomiopatie con accumulo lipidico, difetti  
genetici del metabolismo intermedio).  
Bambini di 0-4 anni  
Soluzione orale: 1 flacone da 1 g/10 ml al giorno.  
Sciroppo: 1 misurino (=3,3 ml) al giorno.  
Bambini di 5-10 anni  
Compresse masticabili: 2 compresse masticabili (in 2 somministrazioni/giorno).  
Soluzione orale: 2 flaconi da 1 g/10 ml (in 2 somministrazioni/giorno).  
Sciroppo: 2 misurini (in 2 somministrazioni/giorno).  
Bambini sopra i 10 anni e adulti  
Compresse masticabili: 3 compresse masticabili (in 3 somministrazioni/giorno).  
Soluzione orale: 3 g/giorno in 2-3 somministrazioni.  
Sciroppo: 3 misurini (in 3 somministrazioni/giorno).  
All’occorrenza, le posologie possono essere aumentate fino al 50%.  
Importanti indicazioni per l’assunzione o la somministrazione: Per l’assunzione, lo  
sciroppo dovrebbe essere diluito con un po’ di liquido. I pazienti con sensibilità del tratto  
gastrointestinale dovrebbero assumere tutti i preparati Carnitene con un po’ di liquido.  
L’iniezione endovenosa deve essere effettuata lentamente in 2-3 minuti.  
Dialisi  
Somministrazione endovenosa  
1 fiala (1 g): alla fine di ogni dialisi (soluzione iniettabile), in totale 3 g/settimana.  
Pazienti anziani:  
Nei pazienti anziani non sono necessarie misure precauzionali specifiche né  
aggiustamenti della dose. Nell’ambito di studi clinici, negli adulti anziani e più giovani è  
stato osservato un profilo di sicurezza simile.  
Controindicazioni  
Ipersensibilità al principio attivo o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie secondo la  
composizione.  
Avvertenze e misure precauzionali  
Tutte le forme galeniche per somministrazione orale (compresse masticabili, soluzione  
orale, sciroppo)  
Non è possibile raccomandare la somministrazione prolungata di dosi orali elevate di L-  
carnitina a pazienti con insufficienza renale terminale o con severa compromissione della  
funzionalità renale poiché nel sangue di questi pazienti si verifica un accumulo di  
trimetilammina (TMA) e di ossido di trimetilammina (TMAO). Aumentati livelli di TMA in  
pazienti dializzati sono stati associati a effetti neurofisiologici indesiderati. Questo  
accumulo determina anche un aumentato contenuto di TMA nelle urine, che è possibile  
riconoscere dall’«odore di pesce» delle urine, ma anche dell’espirato e del sudore. Queste  
manifestazioni non compaiono dopo somministrazione endovenosa di L-carnitina (v.  
anche il capitolo Farmacocinetica).  
I pazienti con tendenza a diarrea o fastidi allo stomaco non devono assumere a digiuno, e  
senza averli diluiti, i preparati Carnitene per uso orale.  
Tutte le forme galeniche (incluse anche le soluzioni iniettabili)  
Nei pazienti con diabete mellito che ricevono insulina o antidiabetici orali, l’utilizzo di L-  
carnitina può portare a un’ipoglicemia. In questi pazienti si raccomanda un monitoraggio  
regolare del livello del glucosio plasmatico.  
In pazienti trattati in concomitanza con L-carnitina e anticoagulanti orali come i cumarinici,  
molto raramente è stato osservato un aumento dell’International Normalized Ratio (INR).  
L’INR o altri parametri appropriati per lo stato di coagulazione dovrebbero essere  
controllati settimanalmente fino a una stabilizzazione dei valori. Successivamente, nei  
pazienti che assumono anticoagulanti orali in concomitanza con L-carnitina, i controlli  
dovrebbero avvenire con cadenza quantomeno mensile.  
In pazienti con crisi convulsive in anamnesi, il trattamento con L-carnitina può aumentare  
la frequenza e/o la severità delle crisi. In pazienti con condizioni predisponenti, un  
trattamento con L-carnitina potrebbe provocare una crisi convulsiva.  
Lo sciroppo contiene sodio metilidrossi benzoato (E 219) e sodio propilidrossi benzoato (E  
217), che possono provocare reazioni allergiche (anche reazioni tardive).  
La soluzione orale contiene sodio benzoato (E 211). Il sodio benzoato può aumentare  
l'ittero (ingiallimento della pelle e degli occhi) nei neonati (fino a 4 settimane di età). Un  
aumento del contenuto di bilirubina nel sangue dopo spiazzamento dell’albumina può  
accentuare un ittero neonatale e provocare un ittero nucleare (depositi di bilirubina non  
coniugata nel tessuto cerebrale).  
Sorbitolo  
Lo sciroppo contiene 0,23 g di sorbitolo per 3,3 ml di misurino (0,07 g/ml). I pazienti con  
intolleranza ereditaria al fruttosio (HFI) non devono assumere questo medicamento.  
L'effetto additivo della co-somministrazione di medicinali contenenti sorbitolo (o fruttosio)  
e l'assunzione di sorbitolo (o fruttosio) con la dieta deve essere considerato.  
Il contenuto di sorbitolo dei medicamenti utilizzati per via orale può influenzare la  
biodisponibilità di altri medicamenti per via orale utilizzati in concomitanza.  
Saccarosio  
Lo sciroppo e le compresse masticabili contengono saccarosio. I pazienti affetti da rari  
problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio o  
da insufficienza di sucrasi-isomaltasi non devono assumere questo medicamento.  
Potrebbe danneggiare i denti e dovrebbe essere tenuto presente anche nei diabetici e nei  
pazienti che seguono una dieta a ridotto contenuto calorico.  
Sodio  
Lo sciroppo e la soluzione orale contengono meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per ogni  
misurino da 3.3 ml o per flacone di 10 ml, cioè sono quasi "senza sodio".  
Interazioni  
Anticoagulanti orali:  
Sono disponibili segnalazioni isolate di un aumento dell’«International Normalized Ratio»  
(INR) in pazienti trattati contemporaneamente con L-carnitina e anticoagulanti orali  
(vedere anche paragrafo «Effetti indesiderati»). L’INR o altri parametri appropriati per lo  
stato di coagulazione dovrebbero essere controllati settimanalmente fino a una  
stabilizzazione dei valori. Successivamente, nei pazienti che assumono anticoagulanti  
orali in concomitanza con L-carnitina, i controlli dovrebbero avvenire con cadenza  
quantomeno mensile (vedere paragrafo «Avvertenze e misure precauzionali»).  
Medicamenti per il trattamento del diabete:  
Mentre l’utilizzazione del glucosio viene migliorata, la somministrazione di L-carnitina a  
pazienti con diabete che ricevono insulina o un trattamento con antidiabetici orali può  
provocare un’ipoglicemia. In questi pazienti, i livelli di glucosio nel plasma devono essere  
monitorati regolarmente, per adattare immediatamente il trattamento al bisogno (vedere  
rubrica Avvertenze e misure precauzionali).  
Altre interazioni:  
In caso di somministrazione concomitante di L-carnitina con medicamenti che, per via  
dell’aumentata perdita renale di carnitina, determinano un’ipocarnitinemia (come acido  
valproico, profarmaci contenenti acido pivalico, cefalosporine, cisplatino, carboplatino e  
ifosfamide), la disponibilità di L-carnitina può essere ridotta.  
Gravidanza, allattamento  
Gravidanza  
Non sono disponibili dati sufficienti di studi clinici per l’utilizzo in gravidanza.  
La L-carnitina non dovrebbe essere utilizzata durante la gravidanza, a meno che il  
beneficio per la madre superi i potenziali rischi per il feto.  
Allattamento  
La L-carnitina è un normale componente del latte umano. Gli effetti sul bambino di una  
supplementazione con L-carnitina alle madri durante l’allattamento non sono stati  
esaminati.  
La L-carnitina non dovrebbe essere utilizzata durante l’allattamento, a meno che il  
beneficio per la madre superi i possibili rischi per il bambino risultanti da un’esposizione  
eccessiva alla carnitina.  
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine  
La L-carnitina non ha effetti sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare  
macchine.  
Effetti indesiderati  
Gli effetti indesiderati del medicamento elencati di seguito, elencati secondo le classi  
organiche MedDRA, provengono da tutte le fonti. In ciascuna classe organica, gli effetti  
indesiderati del medicamento sono elencati per frequenza. In ciascun gruppo di  
frequenza, gli effetti indesiderati del medicamento sono elencati per severtià. I gruppi di  
frequenza si basano sulla seguente classificazione: molto comune (≥1/10), comune  
(<1/10, ≥1/100), non comune <1/100, ≥1/1’000), raro (<1/1‘000, ≥1/10’000), molto raro  
(<1/10’000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).  
Patologie del sistema nervoso  
Non comune: cefalea  
Non nota: crisi convulsive#, capogiro.  
Patologie cardiache  
Non nota: palpitazioni.  
Patologie vascolari  
Non comune: ipertensione, ipotensione.  
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche  
Non nota: dispnea.  
Patologie gastrointestinali  
Comune: diarrea, nausea, vomito, dolori addominali.  
Non nota: disgeusia, dispepsia, secchezza orale.  
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo  
Non comune: odore cutaneo anormale.  
Non nota: prurito, eruzione cutanea.  
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo  
Non comune: crampi muscolari  
Non nota: miogelosi.  
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione  
Non comune: dolore toracico, sensazione anomala, reazioni in sede di iniezione*,  
piressia.  
Esami diagnostici  
Non comune: pressione arteriosa aumentata.  
Molto raro: aumento dell’«International Normalized Ratio» (INR) in caso di utilizzo  
concomitante con anticoagulanti.  
# In pazienti con crisi convulsive in anamnesi, il trattamento con L-carnitina può aumentare  
la frequenza e/o la severità delle crisi. In pazienti con condizioni predisponenti, un  
trattamento con L-carnitina potrebbe provocare una crisi convulsiva.  
* Solo in caso di utilizzo e.v.  
Posologia eccessiva  
Posologie elevate di L-carnitina e un trattamento di lungo corso sono stati associati a  
diarrea. Sono stati descritti numerosi casi di somministrazione di dosi molto elevate (200-  
800 mg/kg) a bambini senza effetti collaterali seri. Se i reni sono intatti, la carnitina in  
eccesso viene escreta rapidamente. Solo in pazienti con insufficienza renale non dializzati  
si verificano aumenti eccessivi dei livelli plasmatici, che tuttavia non hanno effetti tossici  
nel breve periodo. Con la dialisi è possibile normalizzare molto rapidamente i livelli di  
carnitina.  
Proprietà/effetti  
Codice ATC  
A 16 AA 01  
Meccanismo d’azione  
La carnitina è un componente naturale dell’organismo e normalmente è presente in  
quantità sufficienti, in particolare nel tessuto muscolare e nel miocardio. Le seguenti  
funzioni della carnitina sono state dimostrate scientificamente da esami biochimici:  
la carnitina come vettore è deputata al trasporto di acidi grassi a catena lunga attraverso  
la membrana mitocondriale interna, una barriera di acil-coenzima A.  
La carnitina svolge pertanto una funzione chiave nella degradazione degli acidi grassi per  
beta-ossidazione nei mitocondri e quindi nella produzione di energia nel muscolo e  
soprattutto anche nel miocardio.  
Farmacodinamica  
Le acilcarnitine fungono da riserva di energia per la conservazione e per l’eliminazione di  
gruppi acilici temporaneamente in eccesso derivati dalla degradazione lipidica, in base  
alla formula:  
carnitina libera + acil-CoA = acilcarnitina + coenzima A libero.  
Se la produzione di energia avviene in misura elevata per via anaerobica (ipossiemia,  
ischemia locale), secondo l’equilibrio indicato sopra, la carnitina libera è in grado di  
regolare il rapporto tra coenzima A libero e acilato in modo che sia sempre disponibile  
coenzima A libero sufficiente per il mantenimento della funzione della catena respiratoria  
e per la produzione di energia nei mitocondri del miocardio e dei muscoli (carnitina =  
regolatore CoA).  
Efficacia clinica  
Le possibilità d’impiego terapeutiche di Carnitene sono pertanto molteplici. A oggi, i test  
clinici hanno dimostrato scientificamente le seguenti:  
in situazioni di carenza di carnitina, Carnitene può ripristinare il normale metabolismo  
energetico, migliorando nelle miopatie l’equilibrio energetico all’interno del muscolo e  
pertanto la funzione muscolare.  
In caso di severe massicce perdite metaboliche di carnitina dovute a difetti genetici del  
metabolismo proteico o lipidico (ad es. acidopatie organiche, acidemie organiche o  
carenza di acil-coenzima A-deidrogenasi), Carnitene può prevenire severi danni di salute  
e normalizzare il metabolismo.  
Dialisi: Nella dialisi, la L-carnitina contribuisce a compensare le perdite di carnitina e  
impedisce la sindrome post-dialitica. La L-carnitina è quindi un componente  
indispensabile del trattamento dei pazienti dializzati.  
Intossicazione da acido valproico: Secondo segnalazioni isolate in letteratura, in caso di  
tossicità epatica da acido valproico o iperammoniemia, il trattamento endovenoso con L-  
carnitina potrebbe prolungare la sopravvivenza. Tuttavia, questo effetto di L-carnitina non  
è dimostrato da studi clinici randomizzati prospettici.  
Farmacocinetica  
Nell’adulto con metabolismo sano, il normale fabbisogno di carnitina viene coperto per  
sintesi endogena (dal 40% al 75%), la restante parte è coperta da alimenti di origine  
animale.  
La carnitina libera è in equilibrio nell’organismo con le diverse acilcarnitine (pool delle  
carnitine). La carnitina libera somministrata a scopo terapeutico o profilattico passa nel  
pool delle carnitine e normalizza un rapporto patologico dei componenti del pool. La  
farmacocinetica della carnitina assunta a scopo terapeutico è pertanto straordinariamente  
complessa.  
Assorbimento  
L’assorbimento primario della L-carnitina viene determinato nell’intestino tenue mediante  
un meccanismo saturabile attivo e uno dipendente dalla concentrazione, passivo. Alla  
posologia terapeutica, la biodisponibilità orale primaria è del 10-18%.  
Distribuzione  
I valori normali per la carnitina libera sono:  
Siero/plasma: 32-48 µmol/l (carnitina libera + acilata: 39-68 µmol/l);  
Muscolatura: 24 µmol/g di proteina libera da collagene;  
Miocardio: 6.5-10 µmol/g di proteina libera da collagene;  
Urine: 80-200 µmol/24 h;  
Eritrociti: 0.1 µmol/g.  
Le concentrazioni plasmatiche oscillano anche in relazione all’attività fisica.  
La distribuzione della carnitina libera assorbita principalmente nell’organismo avviene  
tramite differenti compartimenti:  
accumulo (fisiologico) attivo (fino a 1:100 rispetto al plasma) nel muscolo e nel miocardio;  
immagazzinamento/escrezione tramite il pool delle carnitine (libera e acetilcarnitina);  
regolazione della concentrazione plasmatica mediante escrezione/riassorbimento renale  
in modalità concentrazione-specifica e sostanza-specifica.  
I livelli plasmatici massimi raggiunti dalla carnitina esogena in individui con reni sani  
(valori plateau) sono di 140-170 µmol/l.  
La carnitina libera e acilata può essere rilevata in tutti i tessuti e liquidi corporei. Il rapporto  
tra carnitina libera e acilcarnitine nel siero e nelle urine è di rilevanza diagnostica. Dopo  
singola somministrazione di una dose molto elevata di carnitina (90 mg/kg p.o.) vengono  
raggiunti valori di Cmax di 90 µmol/l (tmax 2-4 ore), che tuttavia non vengono superati anche  
in caso di somministrazione di questa dose per diversi giorni (steady state).  
Il legame proteico della L-carnitina libera è basso. Dato il pool naturale delle carnitine  
(molto elevato) nei muscoli e per via della compartimentalizzazione complicata e  
dell’equilibrio tra carnitina libera e acilata, non è possibile indicare un volume di  
distribuzione per la carnitina esogena.  
Metabolismo  
Biosintesi, metabolismo e biotrasformazioni  
La biosintesi avviene principalmente nel fegato, con lisina e metionina come componenti  
primari. I muscoli e il miocardio non sono in grado di sintetizzare la carnitina.  
La carnitina viene metabolizzata dall’organismo soltanto in piccola parte. È stata  
dimostrata la presenza di crotonilbetaina butirrobetaina come metaboliti, che tuttavia sono  
da considerare per la maggior parte prodotti della degradazione per tramite della flora  
intestinale.  
La L-carnitina somministrata per via orale viene degradata ed escreta per la maggior  
parte (80-90%, a seconda della dose) dalla flora intestinale con formazione di  
trimetilammina (TMA) e γ-butirrobetaina. La restante parte (10-20%) entra immodificata  
nel pool fisiologico delle carnitine. La TMA viene assorbita e nel fegato viene ossidata  
dalla trimetilammina-ossidasi in ossido di trimetilammina (TMAO). Il metabolismo della  
TMA è saturabile. TMA e TMAO vengono escreti per via renale.  
La L-carnitina, la crotonilbetaina e la butirrobetaina sottostanno a ricircolo enteroepatico.  
Dopo riassorbimento dall’intestino crasso, i prodotti della degradazione vengono  
riconvertiti nel fegato (e nei reni) in L-carnitina (biodisponibilità secondaria).  
Eliminazione  
L’eliminazione della carnitina libera e acilata avviene essenzialmente per via renale. Le  
acilcarnitine a catena lunga vengono eliminate con velocità sostanzialmente più elevata  
della carnitina libera. Il riassorbimento renale della carnitina libera avviene in 2 siti, di cui  
uno è specifico.  
La clearance della carnitina libera è dose-dipendente. Con un apporto relativamente  
basso di carnitina (ad es. nei vegetariani cronici), diminuisce in maniera marcata a causa  
del maggiore riassorbimento. Viceversa, nell’adulto sano aumenta in maniera dipendente  
dalla dose terapeutica.  
L’emivita biologica (t1/2) è di ca. 100-200 volte superiore nel muscolo rispetto al fegato.  
Cinetica di gruppi di pazienti speciali  
Patologie epatiche  
Data la grande rilevanza del fegato per la sintesi endogena della carnitina, in questi  
pazienti vi è una carenza latente di carnitina.  
Insufficienza renale  
Nei reni ancora funzionanti non si prevede pressoché un accumulo di carnitina oltre i livelli  
fisiologici. In pazienti uremici, la carnitina sierica correla con la creatinina sierica. Poiché  
la carnitina sierica viene eliminata facilmente e in misura elevata (fino all’80% in ogni  
trattamento) dalla dialisi, subentra generalmente una perdita di carnitina che deve essere  
compensata (vedere «Posologia/impiego»).  
In pazienti con insufficienza renale in stadio terminale o con severa compromissione della  
funzionalità renale, la somministrazione orale prolungata di L-carnitina può portare a  
concentrazioni elevate di TMA e TMAO nel sangue e nelle urine (vedere sotto Misure  
precauzionali).  
In presenza di un difetto genetico del riassorbimento (sindrome di Fanconi), devono  
essere somministrate dosi massime croniche di carnitina per compensare le perdite.  
Aumentato consumo di carnitina  
In caso di anomalie metaboliche genetiche, nell’organismo si ritrovano grandi quantità di  
acidi mono e bicarbossilici ramificati, che vengono detossificati in via opzionale o  
obbligatoria come coniugati della carnitina. Occorre compensare l’ulteriore, in taluni casi  
molto elevato, consumo di carnitina dovuto a ciò.  
Dati preclinici  
Sono stati effettuati studi di riproduzione su ratti e conigli, senza evidenze di un effetto  
teratogeno in entrambe le specie. Nel coniglio, ma non nel ratto, alla dose massima  
testata (600 mg/kg al giorno) vi è stato un aumento, statisticamente non significativo, delle  
perdite post-impianto rispetto ai controlli. La rilevanza di questi reperti per l’uomo non è  
nota.  
Altre indicazioni  
Incompatibilità  
La soluzione iniettabile può essere aggiunta a soluzioni per infusione semplici (soluzione  
salina fisiologica, glucosio, ecc.). È nota anche l’aggiunta a soluzioni nutritive parenterali  
complesse.  
Stabilità  
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla  
confezione.  
Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento  
Conservare il medicamento fuori dalla portata dei bambini. Conservare a temperatura  
ambiente (15-25 °C) e al riparo dalla luce. Dopo l’apertura, lo sciroppo è stabile per 2  
settimane a temperatura ambiente.  
Numero dell’omologazione  
Compresse masticabili:  
48509 (Swissmedic)  
Soluzione iniettabile:  
Soluzione orale:  
Sciroppo:  
43716 (Swissmedic)  
48508 (Swissmedic)  
47597 (Swissmedic)  
Confezioni  
Carnitene compresse masticabili 1 g: 30 compresse masticabili [B]  
Carnitene soluzione iniettabile 1 g/5ml: 5 fiali [B]  
Carnitene soluzione orale 1 g/10 ml: 10 flaconi [B]  
Carnitene sciroppo 1 g/3.3 m: 1 flacone da 40 ml [B]  
Titolare dell’omologazione  
Alfasigma Schweiz SA, Zofingen  
Stato dell’informazione  
Marzo 2022