Somavert®

Pfizer AG

Composizione

Principi attivi

Pegvisomantum.

Antagonista ricombinante del recettore dell'ormone somatotropo prodotto in cellule di Escherichia coli.

Sostanze ausiliarie

Polvere: glycinum, mannitolum, dinatrii phosphas anhydricus, natrii dihydrogenophosphas monohydricus.

Contenuto di sodio: 0.40 mg per flaconcino.

Solvente: aqua ad iniectabilia.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Polvere e solvente per soluzione iniettabile. Per uso sottocutaneo.

Polvere da 10 mg: 1 flaconcino contiene 10 mg di pegvisomant. La polvere è di colore da bianco a leggermente biancastro.

Polvere da 15 mg: 1 flaconcino contiene 15 mg di pegvisomant. La polvere è di colore da bianco a leggermente biancastro.

Polvere da 20 mg: 1 flaconcino contiene 20 mg di pegvisomant. La polvere è di colore da bianco a leggermente biancastro.

Solvente: 1 siringa preriempita contiene 1 ml di acqua per preparazioni iniettabili.

1 ml di soluzione iniettabile pronta all'uso contiene 10 mg, 15 mg o 20 mg di pegvisomant.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Somavert è indicato per il trattamento dell'acromegalia in pazienti in cui un intervento chirurgico e/o una radioterapia e/o altre terapie mediche non hanno raggiunto il successo terapeutico desiderato o in cui nessuna di queste terapie è adeguata. L'obiettivo del trattamento è la normalizzazione della concentrazione sierica di IGF-I.

Posologia/Impiego

Il trattamento deve essere avviato sotto la supervisione di un medico con esperienza nel trattamento dell'acromegalia.

Prima di iniziare il trattamento occorre valutare la funzionalità epatica (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Per garantire la tracciabilità dei medicamenti biotecnologici, si raccomanda di prendere nota del nome commerciale e del numero di lotto in occasione di ogni trattamento.

Deve essere somministrata una dose iniziale da 80 mg di pegvisomant per via sottocutanea sotto la supervisione del medico. Successivamente, devono essere somministrati 10 mg di pegvisomant disciolti in 1 ml di acqua per preparazioni iniettabili mediante iniezione sottocutanea una volta al giorno.

Dosi >20 mg devono essere somministrate mediante due o più iniezioni in sedi diverse. La dose iniziale da 80 mg deve essere somministrata in quattro iniezioni separate da 20 mg.

La sede di iniezione deve essere cambiata ogni giorno per prevenire un'ipertrofia adiposa.

Gli adeguamenti della dose devono basarsi sui livelli sierici del fattore di crescita insulino-simile I (IGF-I). Ogni 4-6 settimane devono essere determinate le concentrazioni sieriche di IGF-I e devono essere effettuati gli opportuni adeguamenti della dose in incrementi di 5 mg/d per mantenere le concentrazioni sieriche di IGF-I nell'intervallo normale adeguato all'età e per raggiungere un successo terapeutico ottimale.

La dose massima non deve superare i 30 mg/d.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti anziani

Non è necessario alcun adeguamento della dose.

Bambini e adolescenti

La sicurezza e l'efficacia di Somavert non sono state studiate nei pazienti pediatrici.

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Sono disponibili dati limitati sull'uso di pegvisomant in pazienti con funzionalità epatica ridotta. Nei pazienti con risultati anormali alle prove della funzionalità epatica, il trattamento con Somavert deve avvenire solo previa valutazione diagnostica e sotto monitoraggio periodico dei valori epatici (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

La sicurezza e l'efficacia di pegvisomant non sono state studiate in pazienti con funzionalità renale ridotta. Pertanto, non è possibile formulare raccomandazioni posologiche.

Pazienti con diabete mellito

All'inizio del trattamento con pegvisomant la sensibilità all'insulina può aumentare. In alcuni pazienti diabetici trattati con insulina o antidiabetici orali è stato riscontrato un aumentato rischio di ipoglicemia durante il trattamento con Somavert. Pertanto, nei pazienti diabetici può essere necessario ridurre la dose di insulina o degli antidiabetici orali (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»).

Controindicazioni

Ipersensibilità a pegvisomant o a una delle sostanze ausiliarie (cfr. «Composizione»).

Avvertenze e misure precauzionali

Monitoraggio della funzionalità epatica/procedura in caso di funzionalità epatica ridotta

Prima di iniziare il trattamento con pegvisomant devono essere misurati i valori epatici (alanina-aminotransferasi [ALT], aspartato-aminotransferasi [AST], bilirubina totale [TBIL] e fosfatasi alcalina [AP]). A seconda del risultato, per l'istituzione e il monitoraggio di una terapia con Somavert valgono le seguenti raccomandazioni:

·Se i valori epatici rientrano nell'intervallo normale, le transaminasi devono essere determinate a intervalli di 4-6 settimane per i primi 6 mesi di trattamento. Nei successivi 6 mesi di trattamento, i controlli devono essere effettuati a intervalli trimestrali, nell'anno successivo ogni 6 mesi. Un controllo è inoltre indicato ogniqualvolta un paziente sviluppi sintomi clinici che potrebbero essere indicativi di epatite o di altro danno epatico (ad es. stanchezza, dolore addominale superiore destro, nausea, vomito, ittero, edemi di origine non chiara, ascite, tendenza alla formazione di ematomi). In assenza di alterazioni delle transaminasi entro la fine del secondo anno di trattamento (o di segni clinici di danno epatico), in seguito è possibile rinunciare ai controlli periodici.
Per la procedura da seguire nel caso in cui un paziente sviluppi un aumento dei valori epatici e/o segni clinici di un disturbo della funzionalità epatica durante il trattamento con pegvisomant, cfr. sotto.

·Se i valori epatici sono elevati prima dell'inizio della terapia, ma sono tutti al massimo 3 volte il limite superiore di normalità (≤3 volte l'ULN), i valori epatici (incluse bilirubina e AP) devono essere controllati a intervalli mensili per almeno un anno dall'inizio della terapia, nell'anno successivo due volte all'anno.

·Se prima dell'inizio della terapia uno o più valori epatici superano l'ULN di >3 volte, il trattamento con pegvisomant deve essere considerato solo dopo una valutazione approfondita delle cause del disturbo della funzionalità epatica. Deve essere esclusa la presenza di una colelitiasi/coledocolitiasi, in particolare nei pazienti pretrattati con analoghi della somatostatina. A seconda del risultato della valutazione si può prendere in considerazione l'uso di Somavert. In questo caso devono essere monitorati molto attentamente i valori epatici e gli eventuali segni clinici di danno epatico.

Nel caso in cui il paziente sviluppi un aumento dei valori epatici e/o segni clinici di un disturbo della funzionalità epatica/epatite durante il trattamento con Somavert, valgono le seguenti raccomandazioni:

·Transaminasi aumentate, ma ≤3 volte l'ULN: il trattamento con Somavert può essere proseguito sotto controllo mensile dei valori epatici. Se i valori epatici continuano ad aumentare, deve essere considerata l'interruzione della terapia.

·Transaminasi >3 volte l'ULN e <5 volte l'ULN senza aumento concomitante della bilirubina e senza di segni clinici di danno epatico: il trattamento con Somavert può essere proseguito sotto controllo settimanale dei valori epatici. Se i valori epatici continuano ad aumentare, deve essere considerata l'interruzione della terapia.
Deve essere eseguita una valutazione diagnostica approfondita per escludere l'esistenza di altre cause del disturbo della funzionalità epatica.

·Transaminasi ≥5 volte l'ULN oppure ≥3 volte l'ULN con aumento concomitante della bilirubina sierica (con o senza segni clinici di danno epatico): la terapia con Somavert deve essere immediatamente interrotta. Deve essere eseguita una valutazione diagnostica approfondita. In particolare devono essere attentamente controllati i valori epatici per riconoscere quando ritornano entro l'intervallo normale.
Quando i valori epatici si sono normalizzati, indipendentemente dalla causa del disturbo della funzionalità epatica, può essere presa in considerazione una cauta ripresa del trattamento con pegvisomant sotto stretto monitoraggio dei valori epatici.

·Segni di epatite o di altro danno epatico (ad es. ittero, bilirubinuria, stanchezza, nausea, vomito, dolore all'addome superiore destro, ascite, edemi di origine non chiarita, aumentata tendenza alla formazione di ematomi): deve essere immediatamente eseguita una valutazione approfondita della funzionalità epatica. Se la presenza di un danno epatico è confermata, il trattamento con Somavert deve essere interrotto.

Monitoraggio dell'efficacia

Pegvisomant è un potente antagonista dell'azione dell'ormone somatotropo (growth hormone, GH). Pertanto, l'uso di pegvisomant può dar luogo a uno stato di deficit di GH, nonostante la presenza di livelli sierici elevati di ormone somatotropo. La concentrazione di IGF-I nel siero deve essere monitorata e mantenuta nell'intervallo normale appropriato per l'età con l'adeguamento della dose di pegvisomant.

Uso nei pazienti diabetici

In uno studio clinico con pegvisomant in pazienti diabetici trattati con insulina o antidiabetici orali è stato osservato un aumentato rischio di ipoglicemia. Pertanto, nei pazienti acromegalici con diabete mellito può essere necessario ridurre la dose di insulina o degli antidiabetici orali (cfr. «Posologia/impiego», «Interazioni» e «Proprietà/effetti»).

Tumori dell'ipofisi

Dal momento che i tumori dell'ipofisi secernenti GH possono aumentare di dimensioni nel corso della malattia e quindi causare gravi complicazioni (ad es. difetti del campo visivo), è necessario un attento monitoraggio di tutti i pazienti. Non appena compaiono segni di espansione del tumore, si consigliano metodi di trattamento alternativi. La terapia con pegvisomant non porta ad una riduzione delle dimensioni del tumore.

Immunogenicità

Nel 16.9% dei pazienti trattati con Somavert è stato osservato lo sviluppo di isolati anticorpi anti-ormone somatotropo a basso titolo. La rilevanza clinica di questi anticorpi non è nota.

Fertilità

Nelle pazienti di sesso femminile, la riduzione della concentrazione di IGF-I potrebbe aumentare la fertilità. Pertanto, le pazienti in età fertile devono essere istruite a utilizzare adeguate misure contraccettive, se necessario. La somministrazione di pegvisomant durante la gravidanza non è consigliata (cfr. «Gravidanza, allattamento»).

Gravidanza

Il controllo dell'acromegalia può migliorare durante la gravidanza. Se necessario, la dose di pegvisomant deve essere regolata in funzione dei valori di IGF-I.

Altre avvertenze

L'uso di pegvisomant in combinazione con altri medicamenti per il trattamento dell'acromegalia, ossia in particolare con analoghi della somatostatina, non è stato specificamente studiato. Pertanto, la prosecuzione del trattamento con analoghi della somatostatina durante la terapia con Somavert deve avvenire solo dopo una valutazione critica del rischio-beneficio individuale.

Indicazioni sulle sostanze ausiliarie

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

Non sono stati condotti studi di interazione con pegvisomant.

Nei pazienti che ricevono insulina o antidiabetici orali può essere necessaria una riduzione della dose di questi medicamenti a causa dell'effetto di pegvisomant sulla sensibilità all'insulina.

I pazienti in trattamento con oppioidi possono necessitare di una dose più alta di pegvisomant.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

I dati nell'uomo sull'uso di pegvisomant in gravidanza sono limitati. Non sono disponibili studi controllati nelle gestanti esposte. Studi sugli animali con pegvisomant non hanno evidenziato tossicità diretta o indiretta su gravidanza, sviluppo embrionale e/o sviluppo del feto (cfr. «Dati preclinici»).

La somministrazione di pegvisomant durante la gravidanza non è consigliata. Il medicamento deve essere utilizzato solo se il beneficio atteso giustifica il potenziale rischio per il feto.

Se il preparato viene utilizzato durante la gravidanza, devono essere attentamente monitorati i livelli di IGF-I, in particolare durante il primo trimestre. In determinate circostanze può essere necessario un adeguamento della dose durante la gravidanza (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Allattamento

Non è noto se pegvisomant sia escreto nel latte materno. Pertanto, durante l'uso di pegvisomant non si deve allattare.

Fertilità

ll beneficio terapeutico di una riduzione della concentrazione di IGF-I potrebbe potenzialmente aumentare la fertilità delle pazienti. Se necessario, alla paziente deve essere raccomandato un metodo contraccettivo adeguato. Non sono disponibili studi sugli animali per quanto riguarda l'effetto di pegvisomant sulla fertilità (cfr. «Dati preclinici»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono stati effettuati studi in merito. Durante l'uso di pegvisomant sono stati riportati effetti indesiderati come stanchezza, sonnolenza e vertigini, che possono ridurre la capacità di guidare veicoli o di utilizzare macchine. Il paziente deve conoscere la propria reazione al medicamento prima di mettersi alla guida di un veicolo o di utilizzare macchine pericolose.

Effetti indesiderati

Di seguito sono riportati, secondo la classificazione sistemica organica (MedDRA) e in ordine di frequenza, gli effetti indesiderati osservati negli studi clinici e/o dopo l'introduzione sul mercato con l'uso di pegvisomant. Sono riportati solo gli effetti indesiderati per i quali esiste almeno il fondato sospetto di un nesso causale con il trattamento con pegvisomant.

Le frequenze sono definite come segue: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1'000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1'000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota» (la frequenza non può essere definita in modo attendibile sulla base dei dati disponibili).

Infezioni ed infestazioni

Molto comune: influenza (14.4%).

Comune: sinusite.

Non comune: altre infezioni.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non comune: trombocitopenia, leucopenia, leucocitosi, diatesi emorragica.

Disturbi del sistema immunitario

Non nota: reazioni da ipersensibilità (inclusi reazioni anafilattiche/anafilattoidi e angioedema).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: ipercolesterolemia, aumento ponderale, iperglicemia, fame.

Non comune: ipertrigliceridemia, ipoglicemia.

Disturbi psichiatrici

Comune: sogni anormali, disturbi del sonno.

Non comune: collera, apatia, confusione, libido aumentata, attacchi di panico, perdita della memoria a breve termine.

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea, vertigini, parestesie, tremore, sonnolenza.

Non comune: ipoestesie, disgeusia, emicrania, narcolessia.

Patologie dell'occhio

Non comune: astenopia, dolore oculare.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Non comune: malattia di Ménière.

Patologie vascolari

Comune: ipertensione.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: dispnea.

Non nota: laringospasmo.

Patologie gastrointestinali

Molto comune: diarrea (12.7%).

Comune: addome disteso, flatulenza, nausea, vomito, stipsi, dispepsia.

Non comune: bocca secca, emorroidi, ipersalivazione, disturbi dentali.

Patologie epatobiliari

Comune: prove della funzionalità epatica anormali (ad es. aumento delle transaminasi) (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: iperidrosi, prurito, eruzione cutanea.

Non comune: eritema, orticaria, edema della faccia, cute secca, contusione, aumentata tendenza alla formazione di ematomi, attacchi di sudorazione notturna.

Non nota: reazioni cutanee generalizzate (eruzione cutanea, eritema, prurito, orticaria).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Molto comune: dolore dorsale (11.1%).

Comune: artralgie, mialgia, tumefazione periferica.

Non comune: artrite.

Patologie renali e urinarie

Non comune: ematuria, proteinuria, poliuria, disturbi della funzionalità renale.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: reazione in sede di iniezione (inclusa ipersensibilità in sede di iniezione), stanchezza, edemi periferici, dolore toracico, ipertrofia in sede di iniezione (ad es. ipertrofia adiposa), dolore.

Non comune: astenia, debolezza, febbre, ematoma o emorragia in sede di iniezione, guarigione ritardata di ferita.

La maggior parte delle reazioni in sede di iniezione, descritte come eritemi e dolorabilità localizzati, è migliorata spontaneamente o con un trattamento sintomatico locale nonostante la prosecuzione del trattamento con pegvisomant.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Le esperienze di sovradosaggio con pegvisomant sono limitate. Nell'unico caso di sovradosaggio acuto riportato con la somministrazione di 80 mg/d per 7 giorni, il paziente ha sviluppato un lieve aumento della stanchezza e bocca secca. Nella settimana successiva all'interruzione del trattamento sono stati osservati i seguenti effetti indesiderati: insonnia, aumento della stanchezza, lievi edemi dei piedi, tremore fine e aumento ponderale. Due settimane dopo la fine del trattamento sono state osservate leucocitosi ed emorragie massicce in sede di iniezione e venipuntura, considerate come potenzialmente correlate a pegvisomant.

In caso di sovradosaggio, l'uso di Somavert deve essere interrotto e ripreso solo nel caso in cui livelli di IGF-I rientrino di nuovo nel o superino l'intervallo normale.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

H01AX01

Meccanismo d'azione/farmacodinamica

Pegvisomant è un analogo dell'ormone somatotropo umano geneticamente modificato in antagonista del recettore del GH. Pegvisomant è prodotto in un ceppo di Escherichia coli.

Pegvisomant si lega ai recettori del GH sulla superficie cellulare, dove blocca il legame dell'ormone somatotropo interferendo in tal modo con la trasduzione del segnale intracellulare del GH. Pegvisomant è altamente selettivo per il recettore del GH, motivo per cui non si verificano reazioni crociate con altri recettori citochinici, incluso il recettore della prolattina.

L'inibizione dell'azione del GH causata da pegvisomant porta a una diminuzione delle concentrazioni sieriche di IGF-I e di altre proteine sieriche dipendenti dal GH, come l'IGF-I libero, la subunità acido-labile di IGF-I (ALS) e la proteina di legame-3 dell'IGF-I (IGFBP-3).

Pegvisomant aumenta la sensibilità all'insulina, probabilmente attraverso il blocco dei recettori del GH nei tessuti, in particolare nel fegato, nel tessuto adiposo, nei reni e nel sistema muscoloscheletrico, il che potrebbe ridurre gli effetti negativi del GH sulle vie di segnalazione dell'insulina, sulla lipolisi e sulla gluconeogenesi. Tuttavia, il meccanismo d'azione di questi effetti non è del tutto noto.

In studi clinici è stato possibile osservare una corrispondente riduzione del glucosio plasmatico a digiuno (fasting plasma glucose, FPG) e dell'insulina plasmatica a digiuno (fasting plasma insulin, FPI).

Efficacia clinica

L'efficacia di pegvisomant è stata esaminata in uno studio randomizzato, multicentrico, in doppio cieco, controllato con placebo, della durata di 12 settimane condotto in n=112 pazienti con acromegalia. In tutti i punti temporali valutati dopo l'inizio del trattamento, nei gruppi trattati con pegvisomant sono state osservate riduzioni dose-dipendenti statisticamente significative dei valori medi di IGF-I (p<0.0001), IGF-I libero (p<0.05), IGFBP-3 (p<0.05) e ALS (p<0.05). Al termine dello studio (Settimana 12), l'IGF-I sierico si era normalizzato nel 9.7%, 38.5%, 75% e 82% dei pazienti trattati rispettivamente con placebo e con 10 mg/d, 15 mg/d, 20 mg/d di pegvisomant.

In tutti i gruppi di dose sono stati osservati miglioramenti statisticamente significativi dei punteggi complessivi dei sintomi (p<0.05) rispetto al placebo.

Un gruppo di 38 pazienti acromegalici è stato osservato per un minimo di 12 mesi consecutivi (media = 55 settimane) nell'ambito di uno studio a lungo termine, in aperto, di titolazione della dose con somministrazione giornaliera di pegvisomant. In questo gruppo, la concentrazione media di IGF-I è scesa da 917 ng/ml a 299 ng/ml dopo la somministrazione di pegvisomant, con il 92% dei pazienti che ha raggiunto una concentrazione di IGF-I normale (appropriata per l'età).

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo somministrazione sottocutanea, l'assorbimento di pegvisomant è lento e prolungato e i livelli sierici di picco di pegvisomant vengono raggiunti generalmente solo 33-77 ore dopo l'iniezione. La biodisponibilità con la somministrazione sottocutanea era del 57%.

Dopo dosi singole sottocutanee da 10, 15 o 20 mg di pegvisomant, la farmacocinetica era non lineare. Allo stato stazionario, invece, è stata osservata una farmacocinetica quasi lineare alle analisi cinetiche di popolazione. I dati di 145 pazienti trattati con 10, 15 o 20 mg al giorno in due studi a lungo termine hanno mostrato concentrazioni sieriche medie di pegvisomant (± SD) pari rispettivamente a circa 8'800 ± 6'300, 13'200 ± 8'000 e 15'600 ± 10'300 ng/ml.

Distribuzione

Il volume apparente di distribuzione di pegvisomant è relativamente basso (7-12 l). La clearance corporea totale media stimata di pegvisomant dopo somministrazioni multiple è di 28 ml/h per dosi sottocutanee da 10-20 mg/d.

Metabolismo

Il metabolismo di pegvisomant non è stato studiato.

Eliminazione

La clearance renale di pegvisomant è trascurabile, essendo inferiore all'1% della clearance corporea totale. Pegvisomant è eliminato lentamente dal siero. L'emivita media stimata dopo somministrazioni singole o multiple rientra generalmente nell'intervallo 74-172 h.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

La farmacocinetica di pegvisomant è comparabile nei volontari sani e nei pazienti acromegalici. I soggetti con peso corporeo maggiore tendono ad avere una clearance corporea totale di pegvisomant più alta rispetto ai soggetti con peso corporeo inferiore e possono pertanto necessitare di dosi più elevate di pegvisomant.

Non sono disponibili dati farmacocinetici per i pazienti pediatrici o geriatrici, come anche per i pazienti con funzionalità renale o epatica ridotta.

Dati preclinici

Tossicità per somministrazione ripetuta

I dati preclinici degli studi di tossicità per somministrazione ripetuta nei ratti e nelle scimmie non hanno evidenziato alcun rischio particolare per l'essere umano. Tuttavia, dato l'effetto farmacologico marcato nella scimmia, non sono state esaminate esposizioni sistemiche maggiori di quelle raggiunte nei pazienti trattati con dosaggi terapeutici.

Sia in uno studio di 6 mesi sui ratti sia in uno studio condotto sulle scimmie, la fosfatasi alcalina era ridotta, il che rispecchia l'effetto farmacologico di pegvisomant (l'inibizione dell'attivazione degli osteoblasti indotta dall'ormone somatotropo/IGF-I). In uno studio di 6 mesi sui ratti, le femmine hanno sviluppato un lieve aumento delle nefropatie spontanee cronicamente progressive con proteinuria. La rilevanza per l'uomo di questo risultato renale, osservato solo nelle femmine di ratto, non è stata chiarita. I dati clinici disponibili non indicano effetti renali sfavorevoli per i pazienti in terapia cronica con pegvisomant.

Nelle scimmie, lo schema di trattamento con somministrazione di pegvisomant 1 volta a settimana non corrispondeva allo schema terapeutico utilizzato nella clinica. I valori AUC così ottenuti nell'intervallo NOEL erano inferiori all'esposizione osservata nei pazienti trattati con dosaggi terapeutici.

Genotossicità

Pegvisomant è risultato non mutageno ai test di mutazione microbica inversa e non clastogeno al test di aberrazione cromosomica in vitro condotto su linfociti umani. Nei modelli animali di diversi carcinomi umani, pegvisomant non ha evidenziato alcun effetto di promozione.

Cancerogenicità

In uno studio di cancerogenicità nel ratto sono stati osservati casi di istiocitomi fibrosi maligni associati a fibrosi e infiammazione istiocitaria in sede di iniezione nei maschi a un'esposizione equivalente a tre volte l'esposizione umana (sulla base delle concentrazioni plasmatiche medie in due studi a lungo termine con una dose giornaliera da 30 mg). La rilevanza di tale reazione per l'uomo attualmente non è nota. L'aumentata incidenza di tumori alle sedi di iniezione è stata molto probabilmente causata dall'irritazione e dall'alta sensibilità del ratto a ripetute iniezioni sottocutanee.

Tossicità per la riproduzione

Non sono stati condotti studi di fertilità.

A parte uno studio di segmento II nei conigli, non sono stati condotti altri studi sulla tossicità riproduttiva negli animali. Gli effetti di pegvisomant sullo sviluppo embrionale precoce e sullo sviluppo embriofetale sono stati esaminati in due studi separati condotti su coniglie gravide trattate con dosi sottocutanee da 1, 3 e 10 mg/kg/d. Non sono emerse evidenze di effetti teratogeni associati alla somministrazione di pegvisomant durante l'organogenesi. Alla dose da 10 mg/kg/d (equivalente a sei volte la dose terapeutica massima nell'uomo basata sulla superficie corporea), è stato osservato un aumento della perdita post-impianto quando pegvisomant è stato somministrato tra il giorno 0 e 7 di gestazione.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Questo medicamento non deve essere somministrato in combinazione con altri medicamenti.

Influenza su metodi diagnostici

Pegvisomant ha una marcata somiglianza strutturale con l'ormone somatotropo umano, il che porta a reazioni crociate con i test per il dosaggio del GH disponibili in commercio. Poiché nei pazienti acromegalici le concentrazioni sieriche di pegvisomant a dosi terapeutiche sono generalmente da 100 a 1'000 volte più alte rispetto alle concentrazioni sieriche effettive di ormone somatotropo, l'uso dei test per il dosaggio del GH disponibili in commercio può dare risultati errati per quanto riguarda le concentrazioni sieriche del GH. Pertanto, la dose di Somavert non deve essere monitorata o adeguata sulla base delle concentrazioni sieriche di GH rilevate con questi test.

Le concentrazioni sieriche di GH possono risultare aumentate durante il trattamento con pegvisomant, pertanto l'adeguamento della dose deve avvenire solo sulla base delle concentrazioni di IGF-I anche qualora siano disponibili test specifici per il dosaggio del GH.

Stabilità

Somavert non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Il prodotto deve essere utilizzato immediatamente dopo la ricostituzione.

Precauzioni particolari per la conservazione

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Flaconcini con polvere: conservare in frigorifero (2-8 °C). Non congelare. Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce.

La/e scatola/e contenente/i il/i flaconcino/i di Somavert polvere per soluzione iniettabile può/possono essere conservata/e una sola volta fino a 30 giorni a temperatura ambiente fino a 25 °C. La data di scadenza deve essere annotata sulla scatola (fino a 30 giorni dalla data di prelievo dal frigorifero). Il/i flaconcino/i deve/devono essere protetto/i dalla luce e non deve/devono essere nuovamente riposto/i in frigorifero. Il/i flaconcino/i deve/devono essere smaltito/i se non è/sono utilizzato/i entro 30 giorni dalla conservazione a temperatura ambiente o dalla data di scadenza stampata sulla scatola, a seconda di quale evento si verifichi per primo.

Siringhe preriempite con solvente: conservare a temperature non superiori a 30 °C oppure in frigorifero (2-8 °C). Non congelare.

Dopo la ricostituzione: utilizzare immediatamente. Monouso.

Indicazioni per la manipolazione

Preparare con 1 ml di acqua per preparazioni iniettabili.

Versare il solvente nel flaconcino con la polvere per l'iniezione. Sciogliere la polvere con un movimento rotatorio lento. Non agitare, poiché ciò può portare alla denaturazione del principio attivo.

Se dopo la ricostituzione la soluzione risulta opaca o contiene particelle, il prodotto deve essere eliminato.

Monouso. Il prodotto non utilizzato deve essere smaltito correttamente.

Numero dell'omologazione

57144 (Swissmedic).

Confezioni

Somavert 10 mg: 30 flaconcini con polvere e 30 siringhe preriempite con solvente. [A]

Somavert 15 mg: 30 flaconcini con polvere e 30 siringhe preriempite con solvente. [A]

Somavert 20 mg: 1 flaconcino con polvere e 1 siringa preriempita con solvente. [A]

Somavert 20 mg: 30 flaconcini con polvere e 30 siringhe preriempite con solvente. [A]

Titolare dell’omologazione

Pfizer AG, Zürich.

Stato dell'informazione

Ottobre 2023.

LLD V023