Alfuzosina axapharm

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Beschreibung, Bemerkung

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30100a-08 (01)

21.10.2020

Ersterstellung gemäss Fuzocim

05.2020

KE

 

30100a-08 (02)

09.11.2020

Bereinigtes Manuskirpt

05.2020

KE

 

30100a-09 (01)

18.08.2025

HMV4-Anpassung

05.2020

CL

19.08.2025/WE

30100a-09 (02)

19.09.2025

Bereinigtes Manuskript

05.2020

CL

 

30100a-10 (01)

21.08.2025

Neuerstellung anhand Xatral Uno

(inkl. Textupdate)

07.2024

CL

26.08.2025/WE

30100a-10 (02)

08.09.2025

Bereinigtes Manuskript

07.2024

CL

 

 

 

 


Alfuzosina axapharm

Composizione

Principi attivi

Alfuzosina cloridrato.

Sostanze ausiliarie

Lattosio monoidrato 8.00 mg

Ipromellosa (E464)

Povidone K25

Magnesio stearato (E470b)

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Una compressa a rilascio ritardato di Alfuzosina axapharm contiene 10 mg di alfuzosina cloridrato.

Indicazioni/Possibilità dimpiego

Trattamento sintomatico delle manifestazioni funzionali delliperplasia prostatica benigna (IPB).

Posologia/Impiego

Le compresse devono essere ingerite intere. I pazienti devono essere avvisati che le compresse non vanno spezzate, masticate, schiacciate oppure frantumate in polvere poiché ciò potrebbe interferire con il rilascio ritardato del principio attivo e causare possibili effetti indesiderati (in particolare ipotensione ortostatica).

Posologia abituale

La posologia raccomandata è di 1 compressa a rilascio ritardato di 10 mg al giorno, da assumere preferibilmente dopo un pasto.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Nei pazienti con insufficienza epatica, luso di Alfuzosina axapharm è controindicato.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Nei pazienti con insufficienza renale, lesposizione allalfuzosina risulta leggermente aumentata (vedere «Farmacocinetica»); tuttavia non è necessario alcun adeguamento della dose. Nei pazienti affetti da grave insufficienza renale, Alfuzosina axapharm va pertanto somministrato soltanto con cautela.

Pazienti anziani

Non è necessario alcun adeguamento della dose in base alletà.

Bambini e adolescenti

Alfuzosina axapharm compresse a rilascio ritardato non è indicato per lutilizzo nella popolazione pediatrica.

Controindicazioni

-Insufficienza epatica.

-Associazione con altri alfabloccanti.

-Associazione con potenti inibitori del CYP3A4.

-Ipersensibilità allalfuzosina o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie.

Avvertenze e misure precauzionali

Rischio di ipotensione

In alcuni casi può manifestarsi ipotensione ortostatica (sintomatica o asintomatica) e raramente sincopi nelle prime ore successive allassunzione dellalfuzosina. Il paziente deve essere informato sui possibili sintomi dellipotensione ortostatica (ad es. sensazione di debolezza, sudorazione, vertigini, stanchezza). Ai primi sintomi di ipotensione, il paziente deve sdraiarsi fino alla completa scomparsa dei disturbi. Questi effetti sono normalmente transitori, si presentano allinizio della terapia e non richiedono generalmente linterruzione del trattamento.

A seguito del rilascio dellomologazione sono stati riferiti anche casi di forte riduzione della pressione sanguigna, in particolare in pazienti con fattori di rischio preesistenti (vedere di seguito).

Nei casi riportati di seguito, il rischio di insorgenza di ipotensione ortostatica risulta aumentato. Nei gruppi di pazienti riportati di seguito è pertanto richiesta particolare cautela nel trattamento con alfuzosina e la pressione arteriosa va controllata regolarmente, soprattutto allinizio della terapia.

-Pazienti con ipotensione ortostatica allanamnesi. In questi pazienti si raccomanda di monitorare la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa durante lassunzione della prima dose.

-Pazienti che in passato hanno manifestato una marcata ipotensione a seguito del trattamento con un altro antagonista degli adrenorecettori alfa-1.

-Pazienti con disturbi sintomatici o asintomatici della circolazione sanguigna cerebrale. In caso di riduzione della pressione sanguigna, in tali pazienti possono insorgere disturbi ischemici cerebrali.

-Pazienti con malattia coronarica. Il trattamento specifico dellinsufficienza coronarica va continuato in questi pazienti. Occorre considerare che la somministrazione concomitante di alfuzosina e nitrati può aumentare il rischio di ipotensione. Il paziente deve pertanto essere monitorato attentamente. In caso di nuova insorgenza o peggioramento dei disturbi anginosi occorre interrompere il trattamento con Alfuzosina axapharm.

-Pazienti trattati con antipertensivi, nitrati o altri medicamenti con effetti ipotensivi (vedere «Interazioni»).

-Pazienti anziani.

La somministrazione concomitante di Alfuzosina axapharm con forti inibitori del CYP3A4 è controindicata, poiché laumento dellesposizione allalfuzosina può aumentare il rischio di ipotensione (vedere «Interazioni»).

Somministrazione in pazienti con malattie cardiache

Come tutti gli antagonisti degli adrenorecettori alfa-1, lalfuzosina va somministrata con cautela nei pazienti con le seguenti malattie cardiache:

-edema polmonare dovuto a stenosi aortica o mitralica,

-insufficienza cardiaca ad alta gittata,

-insufficienza cardiaca destra in seguito a embolia polmonare o versamento pericardico,

-insufficienza cardiaca sinistra con ridotta pressione di riempimento.

Prolungamento dellintervallo QT

Nel caso di pazienti con prolungamento dellintervallo QT, congenito o acquisito, o di pazienti che ricevono medicamenti noti per prolungare lintervallo QT, è richiesta cautela nella somministrazione di alfuzosina.

Priapismo

Lalfuzosina, come altri antagonisti degli adrenorecettori alfa-1, è stata associata a priapismo. Il priapismo rappresenta unurgenza urologica che, se non propriamente trattata, può causare lesioni ai tessuti del pene e portare a impotenza permanente. Il paziente deve pertanto essere informato di questo rischio e avvertito di recarsi immediatamente dal medico qualora unerezione duri più di 4 ore.

Sindrome delliride a bandiera intraoperatoria (Intraoperative Floppy Iris Syndrome, IFIS)

La sindrome delliride a bandiera intraoperatoria è stata osservata in alcuni pazienti sottoposti a interventi di cataratta, precedentemente trattati o in trattamento con antagonisti degli adrenorecettori alfa-1. Questa variante della sindrome della piccola pupilla è caratterizzata da uniride flaccida che vaga a causa del lavaggio intraoperatorio, da una miosi progressiva intraoperatoria nonostante la dilatazione preoperatoria con medicamenti midriatici standard e da un eventuale prolasso delliride in direzione delle incisioni praticate durante la fase di facoemulsificazione. Loftalmologo che effettua lintervento chirurgico deve essere preparato ad adeguare eventualmente la propria tecnica operatoria (ad es. mediante lutilizzo di retrattori iridei, anelli espansori iridei o sostanze viscoelastiche). La sospensione delladrenorecettore alfa-1 prima di un intervento di cataratta non comporta evidentemente alcun vantaggio.

Ulteriori misure precauzionali

Lesperienza clinica sulluso di alfuzosina in pazienti con grave insufficienza renale (clearance della creatinina <30 ml/min) è limitata. In questi pazienti lalfuzosina va pertanto somministrata soltanto con cautela.

Nei pazienti con ipersensibilità nota nei confronti di altri alfabloccanti è richiesta particolare cautela nel trattamento con Alfuzosina axapharm.

Lattosio

Questo medicamento contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi o da malassorbimento glucosio-galattosio non devono assumere questo medicamento.

Interazioni

Interazioni farmacocinetiche

CYP3A4 è il principale isoenzima epatico coinvolto nel metabolismo dellalfuzosina.

Influsso di altri medicamenti sulla farmacocinetica dellalfuzosina

Inibitori del CYP3A4: una dose giornaliera di 200 mg di ketoconazolo (potente inibitore del CYP3A4) ripetuta per sette giorni ha indotto un aumento della Cmax dellalfuzosina di 2.11 volte e dellAUClast di 2.46 volte. Altri parametri, quali in particolare lemivita di eliminazione, non sono stati modificati.

Una dose giornaliera di 400 mg di ketoconazolo ripetuta per otto giorni ha aumentato la Cmax dellalfuzosina di 2.3 volte e lAUC di 3 volte.

La somministrazione concomitante di altri inibitori del CYP3A4 può aumentare le concentrazioni di alfuzosina, comportando eventualmente un maggior rischio di comparsa di effetti indesiderati, in particolare a livello del sistema cardiovascolare. Alfuzosina axapharm non può pertanto essere somministrato in concomitanza con potenti inibitori del CYP3A4 (quali itraconazolo, voriconazolo, posaconazolo, claritromicina, ritonavir o cobicistat) (vedere «Controindicazioni»).

Influsso dellalfuzosina sulla farmacocinetica di altri medicamenti

Lalfuzosina ritarda lassorbimento e riduce la biodisponibilità del diltiazem.

Interazioni farmacodinamiche

La somministrazione concomitante di alfabloccanti (quali doxazosina, fentolamina, urapidil) può comportare una forte riduzione della pressione arteriosa ed è pertanto controindicata.

È richiesta cautela anche nella somministrazione concomitante di alfuzosina con altri antipertensivi (quali betabloccanti, calcio-antagonisti, ACE-inibitori o antagonisti dei recettori dellangiotensina) o con nitrati.

La somministrazione di anestetici generali in pazienti trattati con alfuzosina può indurre instabilità della pressione arteriosa.

Effetti di Alfuzosina axapharm su altri medicamenti

Studi di interazione con atenololo, digossina, idroclorotiazide o warfarin non hanno evidenziato interazioni farmacocinetiche o farmacodinamiche.

Gravidanza, allattamento

Alfuzosina axapharm è destinato esclusivamente al trattamento dei pazienti di sesso maschile.

Non sono disponibili dati sulleventuale passaggio di alfuzosina dallo sperma al feto.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sullimpiego di macchine

Non sono stati effettuati studi in merito. Lalfuzosina può tuttavia causare effetti indesiderati, quali stordimento, vertigini o astenia, che possono compromettere la capacità di condurre veicoli e utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati osservati in pazienti trattati con alfuzosina a rilascio ritardato. Tali effetti collaterali devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e in ordine di frequenza discendente:

«Molto comune» (≥1/10),

«Comune» (≥1/100, <1/10),

«Non comune» (≥1/1000, <1/100),

«Raro» (≥1/10'000, <1/1000),

«Molto raro» (<1/10'000),

«Non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non nota: piastrinopenia.

Disturbi del sistema immunitario

Molto raro: orticaria, angioedema.

Patologie del sistema nervoso

Comune: stordimento, cefalee, vertigini, malessere.

Raro: sonnolenza.

Patologie dellocchio

Non comune: disturbi visivi.

Non nota: sindrome delliride a bandiera intraoperatoria (IFIS, vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie cardiache

Non comune: palpitazioni, tachicardia.

Molto raro: angina pectoris in pazienti con malattia coronarica preesistente (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»), fibrillazione atriale.

Patologie vascolari

Non comune: ipotensione ortostatica, sincope, flushing (rossore).

Molto raro: episodi di ischemia cerebrale (in pazienti con sclerosi cerebrale preesistente).

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: rinite.

Patologie gastrointestinali

Comune: dolore addominale, dispepsia, nausea, secchezza orale.

Non comune: diarrea, vomito.

Patologie epatobiliari

Non nota: lesioni epatocellulari, epatopatia colestatica.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: eruzione cutanea, prurito.

Sono stati segnalati casi molto rari di necrolisi epidermica tossica e di dermatosi bollose legate al trattamento con alfuzosina. Sebbene si tratti di casi isolati, non è possibile escludere con sicurezza un eventuale nesso causale.

Patologie dellapparato riproduttivo e della mammella

Non nota: priapismo.

Patologie generali

Comune: astenia, malessere.

Non comune: edema, precordialgie.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo lomologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

Ipotensione, stordimento, molto raro: stato comatoso.

Trattamento

In caso di posologia eccessiva, il paziente deve essere ospedalizzato, mantenuto in posizione supina e deve essergli praticato un trattamento convenzionale per lipotensione.

A causa dellelevato legame proteico, lalfuzosina è difficilmente dializzabile.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

G04CA01

Meccanismo dazione

Lalfuzosina è un derivato chinazolinico attivo per uso orale, dotato di attività antagonista selettiva periferica sui recettori α1-adrenergici post-sinaptici.

Studi farmacologici in vitro hanno evidenziato la selettività specifica dellalfuzosina per i recettori α1 adrenergici situati nella prostata, nel collo vescicale e nelluretra a livello della prostata.

Farmacodinamica

Clinicamente il manifestarsi delliperplasia prostatica benigna è associato allostruzione infravescicale. Si tratta a riguardo di un meccanismo che include fattori sia anatomici (statici) che funzionali (dinamici). Il meccanismo funzionale dellostruzione è riferibile allo stato di tensione della muscolatura liscia prostatica che è mediato dai recettori α1-adrenergici.

Lattivazione dei recettori α1-adrenergici stimola la contrazione della muscolatura liscia aumentando in tal modo lo stato di tensione della prostata, della capsula prostatica, delluretra e del collo vescicale e, di conseguenza, aumenta la resistenza al flusso urinario, comportando ostruzione durante lo svuotamento della vescica e secondariamente instabilità della vescica. Gli alfa-bloccanti possono ridurre detta ostruzione infravescicale mediante unazione diretta sulla muscolatura liscia prostatica.

Nelluomo, lalfuzosina migliora lo svuotamento della vescica, riducendo il tono delluretra e la resistenza vescicale, facilitando il flusso urinario.

Leffetto inibitorio dellalfuzosina sullipertono uretrale è più forte di quello sul tono della muscolatura vascolare. È pertanto possibile ridurre la pressione intrauretrale a dosi che non hanno alcun effetto sulla pressione arteriosa.

Efficacia clinica

Studi controllati verso placebo condotti in pazienti con iperplasia prostatica benigna hanno mostrato:

-un aumento significativo della velocità del flusso urinario (in media del 30% in pazienti con valore basale pari a ≤15 ml/s) sin dalla prima assunzione di alfuzosina,

-una riduzione significativa della pressione detrusoriale e un aumento del volume vescicale di urina che produce un forte desiderio di urinare,

-una riduzione significativa del volume urinario residuo.

Una minor frequenza di episodi di ritenzione urinaria acuta è osservata nei pazienti trattati con alfuzosina rispetto ai pazienti non trattati. Questi effetti urodinamici favorevoli hanno indotto un miglioramento dei sintomi urinari sia irritativi che ostruttivi.

In aggiunta, lefficacia di alfuzosina compresse a rilascio ritardato sul flusso urinario massimo e il limitato effetto sulla pressione arteriosa hanno dimostrato di essere correlati al suo profilo farmacocinetico. Inoltre, lefficacia sul flusso urinario massimo viene garantita per 24 ore dallassunzione.

Farmacocinetica

Assorbimento

Compresse a rilascio ritardato

La biodisponibilità assoluta delle compresse a rilascio ritardato da 10 mg è pari a 48.9 ± 2.9%.

Rispetto alla formulazione a rilascio immediato (2-5 mg tid), il valore medio di biodisponibilità è pari a 104.4% ± 6.4% (intervallo: 63.1–144%). La massima concentrazione plasmatica viene raggiunta 9 ore dopo la somministrazione. La concentrazione allo stato stazionario viene raggiunta nel corso del 2 giorno.

Gli studi condotti hanno mostrato che si ottiene un profilo farmacocinetico costante quando il prodotto è somministrato dopo il pasto. In tali condizioni, i valori di Cmax e di Cmin sono rispettivamente risultati pari a 13-6 ng/ml (SD = 5-6) e 3-1 ng/ml (SD = 1.6). La media delle AUC0-24 è risultata pari a 194 ng.h/ml (SD = 75). Un plateau della concentrazione si osserva dalla 3a alla 14a ora con concentrazioni superiori a 8.1 ng/ml (Cave) per 11 ore.

Distribuzione

Il legame alle proteine plasmatiche dellalfuzosina è di circa il 90%.

Metabolismo

Lalfuzosina viene metabolizzata in maniera considerevole a livello epatico. CYP3A4 è il principale enzima coinvolto nel metabolismo dellalfuzosina. I metaboliti sono farmacologicamente inattivi.

Eliminazione

Lemivita di eliminazione è di circa 9.1 ore.

Solo l11% del principio attivo è escreto immodificato attraverso le urine. La maggior parte dei metaboliti vengono escreti attraverso le feci (75-91%).

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disturbi della funzionalità epatica

La farmacocinetica di alfuzosina 10 mg compresse a rilascio ritardato in pazienti con insufficienza epatica non è stata studiata. In uno studio con la formulazione a rilascio immediato (compresse da 2.5 mg), una grave insufficienza epatica ha comportato laumento di Cmax di 2 volte e di AUC di 3 volte. Inoltre, lemivita rispetto alla popolazione sana (vedere «Controindicazioni») è risultata prolungata.

Disturbi della funzionalità renale

I valori medi di Cmax e AUC, in confronto a quelli ottenuti nei soggetti con funzionalità renale normale, risultano moderatamente aumentati nei soggetti con insufficienza renale, senza modificazione della durata apparente dellemivita. Tale cambiamento nel profilo farmacocinetico non è considerato clinicamente rilevante.

Pazienti anziani

Da un confronto con volontari sani di mezza età è risultato che i parametri farmacocinetici (Cmax e AUC) non risultano aumentati nei pazienti anziani.

Dati preclinici

Lalfuzosina non induce effetti cancerogeni o mutagenici e tali effetti non sono stati osservati neppure in studi sulla tossicità riproduttiva. Studi preclinici condotti sul ratto e sul cane dimostrano che lalfuzosina è generalmente ben tollerata in trattamenti sia di breve che di lunga durata. Le dosi somministrate in detti studi erano notevolmente superiori alla dose terapeutica usata nelluomo.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti limmagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25°C) e fuori dalla portata dei bambini.

Numero dellomologazione

59415 (Swissmedic).

Confezioni

10, 30 e 90 compresse a rilascio ritardato. [B]

Titolare dellomologazione

axapharm ag, 6340 Baar.

Stato dellinformazione

Luglio 2024.