Medikinet® MR

Salmon Pharma GmbH

È soggetto alla legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope

Composizione

Principi attivi

Methylphenidatum (ut methylphenidati hydrochloridum).

Sostanze ausiliarie

Contenuto delle capsule:

sacchari sphaerae (corresp. saccharum et maydis amylum), poly(alcohol vinylicus), talcum, macrogolum 3350, acidi methacrylici et ethylis acrylatis polymerisatum 1:1, polysorbatum 80, natrii laurilsulfas, natrii hydroxidum, triethylis citras, indigocarmini lacca aluminica (E 132, corresp. indigocarminum et aluminii oxidum hydricum), simethiconum emulsio (corresp. simethiconum, methylcellulosum et acidum sorbicum (E 200)), silica colloidalis anhydrica.

Involucro delle capsule:

titanii dioxidum (E 171), natrii laurilsulfas, aqua purificata, gelatina.

L'involucro delle capsule di Medikinet MR 10 mg/20 mg contiene inoltre:

erythrosinum (E 127), caeruleum protectum V (E 131).

L'involucro delle capsule di Medikinet MR 30 mg/40 mg contiene inoltre:

erythrosinum (E 127), ferrum oxydatum nigrum (E 172), indigocarminum (E 132).

Le capsule rigide a rilascio modificato da 5 mg di Medikinet MR contengono 63,57-72,71 mg di saccarosio e 0,05 mg di sodio.

Le capsule rigide a rilascio modificato da 10 mg di Medikinet MR contengono 127,14-145,42 mg di saccarosio e 0,09 mg di sodio.

Le capsule rigide a rilascio modificato da 20 mg di Medikinet MR contengono 114,65-131,13 mg di saccarosio e 0,09 mg di sodio.

Le capsule rigide a rilascio modificato da 30 mg di Medikinet MR contengono 69,60-79,61 mg di saccarosio e 0,07 mg di sodio.

Le capsule rigide a rilascio modificato da 40 mg di Medikinet MR contengono 92,80-106,14 mg di saccarosio e 0,09 mg di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Capsule rigide a rilascio modificato da 5 mg, 10 mg, 20 mg, 30 mg e 40 mg di metilfenidato cloridrato.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD)

Medikinet MR è indicato per il trattamento delle forme di disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) presenti fin dall'infanzia, nell'ambito di un approccio terapeutico globale.

Il trattamento deve essere iniziato e monitorato solo da medici specializzati nei disturbi comportamentali dei bambini e degli adolescenti o degli adulti.

L'efficacia di Medikinet MR nel trattamento dell'ADHD è stata documentata in studi clinici controllati su bambini e adolescenti tra i 6 e i 17 anni di età e adulti tra i 18 e i 65 anni di età che presentavano i criteri per l'ADHD del DSM-IV.

Alcuni dei bambini con diagnosi di ADHD mostrano i sintomi anche in età adulta. Pertanto, se si inizia un trattamento negli adulti, la sintomatologia deve essere presente fin dall'infanzia.

L'uso di Medikinet MR deve essere limitato ai pazienti che richiedono un preparato il cui effetto duri fino alla sera in caso di assunzione al mattino.

Medikinet MR deve essere impiegato nell'ambito di un programma terapeutico completo, quando le misure comportamentali da sole si siano dimostrate insufficienti. Un programma terapeutico completo per il trattamento dell'ADHD può comprendere misure psicologiche, pedagogiche e sociali.

La diagnosi deve essere formulata secondo i criteri del DSM-IV o secondo la classificazione ICD-10 e deve basarsi su un'anamnesi e una valutazione complete del paziente.

Il trattamento con metilfenidato non è indicato in tutti i pazienti con ADHD e la decisione sull'impiego del medicamento deve basarsi su una valutazione molto accurata della gravità dei sintomi del paziente. Gli stimolanti non sono indicati per l'impiego in pazienti che mostrano sintomi secondari dovuti al contesto e/o altri disturbi psichiatrici primari, tra cui psicosi. Sono essenziali misure educative adeguate e spesso può essere utile un'assistenza psicosociale.

Quando si trattano dei bambini, la gravità e la durata dei sintomi devono essere valutate in relazione all'età del bambino (6–18 anni).

L'eziologia specifica di questa sindrome non è nota. Una diagnosi adeguata non può essere formulata sulla base di un solo test diagnostico, ma richiede l'impiego di risorse mediche e di specifiche risorse psicologiche, pedagogiche e sociali. L'apprendimento può essere compromesso, ma non necessariamente.

Il trattamento con Medikinet MR può alleviare i principali sintomi dell'ADHD, come distraibilità da moderata a grave, rapido calo dell'attenzione, impulsività, iperattività motoria e comportamento sociale disturbato.

Posologia/Impiego

Accertamenti prima dell'inizio del trattamento

Prima dell'inizio del trattamento con metilfenidato è necessario valutare e documentare lo stato cardiovascolare, comprese la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca. Poiché non sono disponibili dati a lungo termine, in presenza di fattori di rischio è necessario effettuare regolarmente esami cardiovascolari (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Prima dell'inizio del trattamento si devono inoltre misurare peso e l'altezza e registrarli sulla curva di crescita. Negli adulti deve essere misurato solo il peso.

Prima dell'inizio del trattamento con metilfenidato, i pazienti devono essere sottoposti a una valutazione delle malattie cardiovascolari e psichiatriche presenti e deve essere raccolta l'anamnesi familiare relativa a morte improvvisa, aritmie ventricolari e disturbi psichiatrici.

Posologia abituale

Posologia nei bambini a partire dai 6 anni di età e negli adolescenti

Medikinet MR (capsule rigide a rilascio modificato di metilfenidato cloridrato a lunga durata d'azione) è indicato per la somministrazione orale una volta al giorno al mattino. Medikinet MR deve essere assunto con o dopo la colazione, per garantire un rilascio sufficientemente prolungato del principio attivo e un'efficacia ottimale. Le capsule rigide a rilascio modificato e il loro contenuto non devono essere frantumati o masticati (cfr. il paragrafo «Modo di somministrazione»).

Medikinet MR somministrato come dose singola garantisce un'esposizione complessiva (AUC) a metilfenidato paragonabile a quella ottenuta con la stessa dose di metilfenidato compresse somministrata 2×/die.

Pazienti che stanno già assumendo metilfenidato

La dose di Medikinet MR raccomandata nei pazienti che ricevono attualmente metilfenidato compresse 2×/die è indicata di seguito.

Dose precedente di metilfenidato

Dose raccomandata di Medikinet MR

10 mg metilfenidato 2×/die

20 mg 1×/die

15 mg metilfenidato 2×/die

30 mg 1×/die

20 mg metilfenidato 2×/die

40 mg 1×/die

 

Per gli altri regimi posologici di metilfenidato, la dose iniziale deve essere scelta in base alla situazione clinica.

Titolazione della dose

Il trattamento con Medikinet MR richiede un dosaggio individuale che dipende dall'efficacia e dalla tollerabilità. La titolazione della dose deve iniziare con la dose più bassa possibile. La dose di Medikinet MR può essere modificata a intervalli settimanali con incrementi di 5-10 mg. Non deve essere superata la dose massima giornaliera di 60 mg.

Posologia negli adulti a partire dai 18 anni

Proseguimento della terapia con metilfenidato

Medikinet MR deve essere assunto al mattino e a mezzogiorno con o dopo un pasto, per garantire un rilascio sufficientemente prolungato del principio attivo e un'efficacia ottimale. Le capsule rigide a rilascio modificato e il loro contenuto non devono essere frantumati o masticati (cfr. il paragrafo «Modo di somministrazione»).

Gli adulti che durante l'infanzia o l'adolescenza hanno ottenuto un chiaro beneficio dal trattamento con Medikinet MR possono proseguire il trattamento, inizialmente con la stessa posologia giornaliera (mg/die). Occorre verificare regolarmente se in base all'efficacia e alla tollerabilità è necessario o possibile un adeguamento della posologia.

Nuovo trattamento con Medikinet MR negli adulti

Ogni trattamento con metilfenidato richiede un dosaggio individuale che dipende dall'efficacia e dalla tollerabilità, perché la risposta individuale può essere molto variabile. Per questo, quando si inizia un nuovo trattamento con Medikinet MR negli adulti, è necessaria un'accurata titolazione. La titolazione della dose deve iniziare con la dose più bassa possibile.

La dose totale (dose giornaliera) è suddivisa in due assunzioni, al mattino e a mezzogiorno. La dose iniziale consigliata è di 10 mg al giorno. Se necessario, la dose giornaliera può essere aumentata con incrementi settimanali di 10 mg al giorno a seconda della tollerabilità e del grado di efficacia osservato.

Lo scopo della titolazione individuale è arrivare alla dose giornaliera più bassa che permetta un controllo soddisfacente dei sintomi.

Nei pazienti adulti può essere necessario un dosaggio giornaliero più elevato che nei bambini e adolescenti; il dosaggio dipende dal peso corporeo del paziente. La dose massima giornaliera non deve superare 1 mg/kg di peso corporeo. Indipendentemente dal peso corporeo, non deve essere superata la dose massima giornaliera di 80 mg di metilfenidato cloridrato, perché l'esperienza negli studi clinici con dosi giornaliere superiori a 80 mg è limitata.

Istruzioni posologiche speciali

Nota: se dopo un aumento della dose i sintomi non migliorano entro un mese, il medicamento deve essere sospeso.

Se i sintomi peggiorano o insorgono effetti indesiderati, si deve ridurre il dosaggio o - se necessario - interrompere il medicamento.

Se la dose è sufficientemente elevata, l'effetto si manifesta entro un'ora dall'assunzione e dura per tutta la mattinata, di solito fino alle prime ore del pomeriggio.

La necessità e l'entità di un'eventuale seconda dose di metilfenidato come formulazione a rilascio immediato nel pomeriggio devono essere valutate in base alla sintomatologia clinica. In linea di massima, si consiglia di somministrare l'ultima dose di metilfenidato prima delle 16:00, a causa della possibile compromissione del sonno notturno.

Si raccomanda cautela quando si utilizzano le formulazioni a lunga durata d'azione del metilfenidato in modo intercambiabile, poiché queste formulazioni differiscono per frequenza di assunzione, somministrazione con il cibo e concentrazioni plasmatiche raggiunte.

Di tanto in tanto (al massimo dopo 12 mesi) Medikinet MR deve essere sospeso e il beneficio della terapia deve essere rivalutato. Il miglioramento dei sintomi potrebbe persistere anche dopo l'interruzione temporanea o definitiva del medicamento. Il trattamento farmacologico non può e non deve protrarsi a tempo indeterminato. Normalmente può essere interrotto durante o dopo la pubertà. Tuttavia, i disturbi comportamentali ipercinetici possono persistere anche in età adulta, per cui il trattamento con Medikinet MR può essere indicato oltre la pubertà.

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Non sono disponibili studi sistematici su pazienti con funzionalità epatica ridotta.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Non sono disponibili studi sistematici su pazienti con funzionalità renale ridotta (cfr. «Farmacocinetica»).

Pazienti anziani (> 65 anni)

L'uso di Medikinet MR in pazienti anziani sopra i 65 anni di età non è stato valutato in studi controllati, quindi non sono disponibili dati di studi controllati in questa popolazione di pazienti.

Bambini (< 6 anni)

L'uso di Medikinet MR in pazienti sotto i sei anni di età non è stato valutato in studi controllati. Medikinet MR non deve essere impiegato nei pazienti sotto i sei anni di età.

Modo di somministrazione

L'assorbimento del principio attivo metilfenidato può essere influenzato dai pasti.

In caso di assunzione di Medikinet MR a stomaco vuoto, l'assorbimento di metilfenidato è significativamente più rapido e non è più garantito un sufficiente effetto retard. Quando si determina la dose bisogna tenerne conto.

Pertanto, per un'efficacia ottimale e per evitare livelli di picco elevati nel plasma, Medikinet MR deve essere assunto con o dopo un pasto, perché solo in questo modo si può garantire una lunga durata d'azione.

Le capsule rigide a rilascio modificato devono essere assunte con un po' di liquido. Le capsule rigide a rilascio modificato e il loro contenuto non devono essere frantumati o masticati (cfr. il paragrafo « Posologia nei bambini a partire dai 6 anni di età e negli adolescenti»). In alternativa, è possibile aprire la capsula e disperderne il contenuto in una piccola quantità (un cucchiaio) di purea di mele o yogurt, che va assunta immediatamente. Questa preparazione non deve essere conservata per una successiva assunzione. Dopo aver ingerito il contenuto della capsula insieme alla purea di mele o allo yogurt, si deve bere del liquido, ad es. acqua.

Controindicazioni

·Situazioni di intensa ansia, tensione o agitazione, perché metilfenidato può accentuare questi sintomi.

·Diagnosi o anamnesi di depressione grave, anoressia nervosa, sintomi psicotici, tendenze suicide, mania, schizofrenia, disturbo borderline di personalità, perché metilfenidato potrebbe aggravare queste condizioni.

·Abuso di alcool o droghe.

·Anamnesi familiare o diagnosi di sindrome di Tourette.

·Glaucoma.

·Pazienti con iperplasia prostatica e residuo post-minzionale.

·Feocromocitoma.

·Ipertiroidismo.

·Aritmie cardiache.

·Malattie cardiovascolari preesistenti, tra cui ipertensione grave, insufficienza cardiaca, angina pectoris, difetti cardiaci congeniti emodinamicamente significativi, cardiomiopatie, infarto del miocardio, aritmie e canalopatie (malattie causate da disfunzioni dei canali ionici) potenzialmente letali.

·Arteriopatia obliterante.

·Malattie cerebrovascolari preesistenti, come aneurismi cerebrali, anomalie vascolari, tra cui vasculite o ictus.

·Trattamento con inibitori delle monoaminoossidasi (MAO-inibitori) e per almeno 14 giorni dopo la sospensione di un MAO-inibitore (possono verificarsi crisi ipertensive) (cfr. «Interazioni»).

·Ipersensibilità nota al metilfenidato o a uno degli altri componenti del preparato.

·Medikinet MR non deve essere assunto in caso di grave acloridria gastrica nota e pH > 5.5, terapia con bloccanti dei recettori H2, inibitori della pompa protonica o antiacidi, perché in questi casi si potrebbe verificare un rapido rilascio dell'intera dose di principio attivo.

Avvertenze e misure precauzionali

Eventi indesiderati cardiovascolari

Stato cardiovascolare

Nei pazienti in cui si valuta il trattamento con stimolanti deve essere raccolta un'anamnesi accurata (comprendente la valutazione dell'anamnesi familiare per quanto riguarda morte cardiaca improvvisa, morte inattesa e aritmie maligne) e si deve effettuare un esame fisico per rilevare eventuali malattie cardiache presenti. Nel caso in cui i primi risultati indichino un'anamnesi positiva o la presenza di malattie rilevanti, i pazienti devono essere sottoposti a ulteriori esami cardiaci da parte di uno specialista. I pazienti che durante la terapia con metilfenidato sviluppano sintomi quali palpitazioni, dolore toracico da sforzo, sincope inspiegata, dispnea o altri sintomi che suggeriscono una malattia cardiaca, devono essere immediatamente sottoposti a un esame cardiaco da parte di uno specialista.

L'analisi dei dati degli studi clinici con metilfenidato in bambini e adolescenti affetti da ADHD ha mostrato che i pazienti in trattamento con metilfenidato sviluppano frequentemente, rispetto ai controlli, delle variazioni di oltre 10 mmHg della pressione arteriosa diastolica e sistolica rispetto al valore basale. Variazioni della pressione arteriosa diastolica e sistolica sono state rilevate anche nei dati degli studi clinici su pazienti adulti con ADHD. Le conseguenze cliniche a breve e a lungo termine di questi effetti cardiovascolari nei bambini e negli adolescenti non sono note. Non si possono escludere possibili complicanze cliniche conseguenti agli effetti mostrati dai dati degli studi clinici. Si raccomanda prudenza quando si trattano pazienti il cui stato di salute potrebbe essere compromesso da un aumento della pressione arteriosa o della frequenza cardiaca (cfr. «Controindicazioni»).

Lo stato cardiovascolare deve essere attentamente monitorato. La pressione arteriosa e la frequenza cardiaca devono essere documentate in un grafico ad ogni adeguamento della dose e in caso di necessità clinica, e poi almeno ogni 6 mesi. Nei pazienti in cui si rilevano ripetutamente tachicardia, aritmie o un aumento della pressione arteriosa sistolica (> 95° percentile), il trattamento con metilfenidato deve essere interrotto e si deve prendere in considerazione l'invio a un cardiologo.

L'uso di metilfenidato è controindicato in presenza di determinate malattie cardiovascolari, qualora non sia stato richiesto il parere di un cardiologo (cfr. «Controindicazioni»).

Morte improvvisa e anomalie strutturali cardiache preesistenti o altre gravi malattie cardiache

In bambini e adulti, alcuni dei quali presentavano anomalie cardiache strutturali o altri gravi problemi cardiaci, è stata segnalata morte improvvisa associata all'uso di stimolanti del sistema nervoso centrale a dosi normali. Sebbene alcuni gravi problemi cardiaci da soli possano già comportare un maggior rischio di morte improvvisa, gli stimolanti non sono raccomandati in pazienti con anomalie strutturali cardiache, cardiomiopatie, gravi aritmie cardiache o altri gravi problemi cardiaci noti che potrebbero aumentare il rischio di effetti simpaticomimetici associati all'uso di uno stimolante.

Adulti

In adulti che assumevano stimolanti per l'ADHD alle dosi abituali sono stati segnalati morte improvvisa, ictus e infarto miocardico. Sebbene negli adulti l'influenza degli stimolanti in questi casi sia sconosciuta, la probabilità di gravi anomalie strutturali cardiache, cardiomiopatia, aritmie gravi, cardiopatia coronarica o altre gravi malattie cardiache è più elevata negli adulti che nei bambini. Di norma, gli adulti che presentano tali anomalie non dovrebbero essere trattati con stimolanti.

Abuso ed eventi cardiovascolari

L'abuso di stimolanti del sistema nervoso centrale può essere associato a morte improvvisa e ad altri gravi eventi avversi cardiovascolari.

Disturbi cerebrovascolari

I pazienti con fattori di rischio aggiuntivi (come anamnesi di malattie cardiovascolari, medicamenti concomitanti che aumentano la pressione arteriosa) devono essere rivalutati a ogni visita per rilevare eventuali segni e sintomi neurologici insorti dopo l'inizio del trattamento con metilfenidato.

La vasculite cerebrale sembra essere una reazione idiosincratica molto rara all'assunzione di metilfenidato. Alcuni dati indicano che sia possibile individuare i pazienti ad alto rischio. L'iniziale insorgenza di sintomi può essere la prima indicazione di una malattia clinica di base. Una diagnosi precoce basata su indicazioni chiare può consentire l'immediata sospensione del metilfenidato e un trattamento tempestivo. Pertanto, la diagnosi deve essere presa in considerazione in tutti i pazienti che sviluppano nuovi sintomi neurologici compatibili con un'ischemia cerebrale durante il trattamento con metilfenidato. Questi sintomi possono includere cefalea grave, intorpidimento, debolezza, paralisi e compromissione della coordinazione, della vista, della parola, del linguaggio o della memoria.

Il trattamento con metilfenidato non è controindicato nei pazienti con paralisi cerebrale emiplegica.

Priapismo

In associazione con il trattamento con prodotti contenenti metilfenidato sono state segnalate molto raramente erezioni prolungate e dolorose (priapismo) che hanno richiesto un immediato intervento medico, talvolta chirurgico (cfr. «Effetti indesiderati»). Il priapismo non è stato segnalato all'inizio della terapia, ma si è sviluppato in una fase successiva del trattamento, spesso in seguito a un incremento della dose. Casi di priapismo sono insorti anche in periodi in cui l'assunzione di metilfenidato era stata sospesa o interrotta. I pazienti che sviluppano erezioni prolungate o frequenti e dolorose devono consultare immediatamente un medico.

Disturbi psichiatrici

Nell'ADHD, le comorbidità psichiatriche sono comuni e si deve tenerne conto quando si prescrivono stimolanti. Prima dell'inizio del trattamento con metilfenidato, il paziente deve essere valutato per identificare eventuali disturbi psichiatrici e deve essere raccolta l'anamnesi familiare relativa ai disturbi psichiatrici (cfr. «Posologia/impiego»). In caso di insorgenza di sintomi psichiatrici o peggioramento di una malattia psichiatrica preesistente, la terapia con metilfenidato deve essere proseguita solo se i benefici del trattamento sono superiori ai potenziali rischi per il paziente.

Ad ogni adeguamento della dose e poi almeno ogni 6 mesi e ad ogni visita, occorre verificare l'eventuale insorgenza o peggioramento di disturbi psichiatrici; potrebbe essere indicata l'interruzione del trattamento.

Peggioramento di sintomi psicotici o maniacali preesistenti

Nei pazienti psicotici, la somministrazione di metilfenidato può aggravare i sintomi dei disturbi del comportamento e del pensiero.

Insorgenza di nuovi sintomi psicotici o maniacali

Normali dosaggi di metilfenidato possono causare sintomi psicotici correlati al trattamento (allucinazioni visive/tattili/uditive e delirio) o manie in pazienti senza malattie psicotiche o manie note (cfr. «Effetti indesiderati»). Se insorgono sintomi maniacali o psicotici, si deve sospettare una possibile relazione causale con metilfenidato e valutare l'interruzione della terapia.

Comportamento aggressivo o ostile

Il trattamento con stimolanti può portare all'insorgenza o peggioramento di comportamenti aggressivi o ostilità. I pazienti in trattamento con metilfenidato devono essere attentamente monitorati per rilevare l'insorgenza o il peggioramento di comportamento aggressivo, all'inizio del trattamento, ad ogni adeguamento della dose e poi almeno ogni 6 mesi e ad ogni visita. Nei pazienti che mostrano queste alterazioni del comportamento, il medico deve valutare la necessità di adeguare il trattamento, eventualmente con una nuova titolazione per aumentare o diminuire gradualmente la dose. Si deve prendere in considerazione anche l'interruzione del trattamento.

Suicidalità

I pazienti che sviluppano pensieri suicidari o comportamento suicidario durante il trattamento per l'ADHD devono essere immediatamente valutati dal medico. Si deve prendere in considerazione un peggioramento della malattia psichiatrica di base e una possibile relazione causale con il trattamento con metilfenidato. Può essere necessario un trattamento appropriato della malattia psichiatrica di base e si deve valutare l'interruzione del trattamento con metilfenidato.

Stati d'ansia e tensione o agitazione

Metilfenidato è stato associato al peggioramento di stati d'ansia e tensione o agitazione preesistenti. La valutazione clinica degli stati d'ansia e tensione e dell'agitazione deve precedere l'impiego di metilfenidato e i pazienti devono essere sottoposti a un monitoraggio dell'insorgenza o peggioramento di questi sintomi regolarmente durante il trattamento, ovvero ad ogni adeguamento della dose e poi almeno ogni 6 mesi o ad ogni visita.

Tic

Il metilfenidato è stato associato all'insorgenza o al peggioramento di tic motori e verbali. Deve essere controllata l'anamnesi familiare e i pazienti devono essere sottoposti a un esame clinico per l'identificazione di tic prima dell'impiego di metilfenidato. Anche durante il trattamento con metilfenidato, i pazienti devono essere monitorati regolarmente per rilevare l'insorgenza o il peggioramento di tic. Il monitoraggio va effettuato ad ogni adeguamento della dose e poi almeno ogni 6 mesi o ad ogni visita.

Disturbi bipolari

È richiesta particolare prudenza nell'uso di metilfenidato per il trattamento dell'ADHD in pazienti con concomitanti malattie bipolari (come disturbo bipolare I non trattato e altre forme di disturbo bipolare), poiché in tali pazienti potrebbe insorgere un episodio misto/maniacale. Prima dell'inizio del trattamento con metilfenidato, i pazienti con concomitanti sintomi depressivi devono essere sottoposti a un'adeguata valutazione per determinare se presentino un rischio di disturbi bipolari. Tale valutazione deve comprendere una dettagliata anamnesi psichiatrica inclusa l'anamnesi familiare relativa a tendenze suicidarie, disturbi bipolari e depressione. In questi pazienti è essenziale un monitoraggio continuo e accurato (cfr. il precedente paragrafo «Disturbi psichiatrici» e «Istruzioni posologiche speciali»). I pazienti devono essere sottoposti a un monitoraggio dei sintomi ad ogni adeguamento della dose, almeno ogni 6 mesi e ad ogni visita.

Crescita e peso

Nei bambini, durante il trattamento a lungo termine con metilfenidato è stata segnalata un'inibizione della crescita (riduzione dell'aumento di peso e/o altezza). Gli studi di follow-up su bambini tra i 7 e i 10 anni di età indicano che i bambini che assumono costantemente metilfenidato (ad es. 7 giorni a settimana per 1 anno) possono presentare un rallentamento transitorio del tasso di crescita (in media 2 cm in meno di crescita in altezza e 2,7 kg in meno di aumento di peso in 3 anni). Per tale ragione, nei bambini e negli adolescenti che necessitano di un trattamento a lungo termine, l'altezza, il peso e l'appetito devono essere attentamente monitorati (almeno ogni 6 mesi) e documentati in una curva di crescita. Durante il trattamento con metilfenidato è stata riscontrata una perdita di peso negli adulti. Nei pazienti in cui la crescita o l'aumento di peso non corrisponde alle attese, il trattamento deve essere interrotto. Il peso deve essere controllato regolarmente negli adulti.

Sindrome serotoninergica

Con metilfenidato – come con altre sostanze ad azione serotoninergica – può insorgere una sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente fatale, soprattutto quando metilfenidato è somministrato in concomitanza con altri medicamenti serotoninergici (cfr. «Interazioni»).

La somministrazione concomitante di metilfenidato e medicamenti serotoninergici è sconsigliata, perché può portare allo sviluppo di una sindrome serotoninergica. I sintomi della sindrome serotoninergica possono comprendere: alterazioni dello stato mentale (ad es. agitazione, allucinazioni, delirio e coma), instabilità autonomica (ad es. tachicardia, pressione arteriosa labile, vertigini, diaforesi, vampate di calore, ipertermia), sintomi neuromuscolari (ad es. tremore, rigidità, mioclono, iperreflessia, disturbi della coordinazione), convulsioni e/o sintomi gastrointestinali (ad es. nausea, vomito, diarrea). Nelle sue forme più gravi, la sindrome serotoninergica può essere simile alla sindrome neurolettica maligna, che comprende sintomi quali ipertermia, rigidità muscolare, instabilità autonomica con possibile rapida fluttuazione dei segni vitali e alterazioni dello stato mentale. È importante riconoscere rapidamente questi sintomi.

Metilfenidato e i medicamenti serotoninergici devono essere interrotti immediatamente e si deve iniziare un trattamento appropriato (cfr. «Interazioni»).

Convulsioni

Metilfenidato deve essere usato con cautela nei pazienti affetti da epilessia. Metilfenidato può abbassare la soglia convulsiva, sia nei pazienti con anamnesi di convulsioni sia nei pazienti con anamnesi di anomalie all'EEG ma non di convulsioni, e in rari casi anche in pazienti senza anamnesi di anomalie all'EEG o convulsioni. Se la frequenza delle crisi aumenta o insorgono nuove crisi, metilfenidato deve essere interrotto.

Uso improprio, abuso e diversione

I pazienti devono essere sottoposti a un attento monitoraggio dell'abuso, uso improprio e diversione di metilfenidato.

L'abuso cronico di metilfenidato può portare a una significativa tolleranza e dipendenza psicologica, con anomalie comportamentali di varia entità. L'abuso per via parenterale in particolare può determinare episodi manifestamente psicotici.

Quando si valuta un trattamento per l'ADHD, si deve tenere conto dell'età del paziente, della presenza di fattori di rischio per i disturbi da dipendenza (come disturbo oppositivo, disturbi comportamentali e disturbo bipolare), di un eventuale abuso all'anamnesi o in atto. Si raccomanda cautela con i pazienti emotivamente instabili, come ex tossicodipendenti o alcolisti, poiché potrebbero aumentare la dose autonomamente.

Per alcuni pazienti ad alto rischio di abuso, metilfenidato o altri stimolanti potrebbero non essere appropriati e si dovrebbe prendere in considerazione un trattamento senza stimolanti.

Uso a lungo termine (più di 12 mesi)

La sicurezza e l'efficacia dell'uso a lungo termine di metilfenidato non sono state valutate sistematicamente in studi controllati. Il trattamento con metilfenidato non può e non deve essere illimitato. Quando viene utilizzato nei bambini con ADHD, di solito può essere interrotto durante o dopo la pubertà. I medici che prescrivono metilfenidato per periodi prolungati (oltre i 12 mesi) devono riesaminare regolarmente il beneficio a lungo termine del medicamento per il singolo paziente, introducendo periodi senza terapia per valutare il comportamento del paziente in assenza di trattamento farmacologico. Si raccomanda di sospendere metilfenidato almeno una volta all'anno (nei bambini preferibilmente durante le vacanze scolastiche) per valutare le condizioni del paziente. Un eventuale miglioramento potrebbe essere mantenuto anche dopo la sospensione o l'interruzione del medicamento.

Interruzione

È necessario un attento monitoraggio quando si sospende il medicamento, poiché possono manifestarsi depressione o iperattività cronica precedentemente mascherati dal trattamento. Alcuni pazienti potrebbero richiedere un follow-up più lungo.

Durante la sospensione dopo un abuso del medicamento è necessario un attento monitoraggio, poiché può insorgere depressione grave.

Stanchezza e depressione

Metilfenidato non deve essere usato per la prevenzione o il trattamento di normali stati di affaticamento e/o per il trattamento della depressione.

Test antidroga

I medicamenti contenenti metilfenidato possono produrre risultati falsi positivi negli esami di laboratorio per le anfetamine, soprattutto quando si utilizzano metodi immunologici. Gli atleti devono essere consapevoli che questo medicamento può portare a risultati positivi nei test antidoping.

Aumento della pressione intraoculare e glaucoma

Vi sono state segnalazioni di aumento della pressione intraoculare (pressione intraoculare, IOP) e glaucoma (inclusi glaucoma ad angolo aperto e glaucoma ad angolo chiuso) in associazione al trattamento con metilfenidato (vedere «Effetti indesiderati»). Ai pazienti deve essere indicato di contattare il medico qualora presentino sintomi indicativi di IOP e glaucoma. Se necessario, consultare un oculista. In caso di aumento della pressione intraoculare, è necessario consultare un oftalmologo e valutare l'interruzione del trattamento con metilfenidato (vedere «Controindicazioni»). Si raccomanda il monitoraggio oftalmologico dei pazienti con anamnesi di aumento dell'IOP.

Disturbi visivi

In rari casi sono insorti sintomi di disturbi visivi, come disturbi dell'accomodazione e visione offuscata.

Effetti ematologici

Durante la terapia a lungo termine sono indicati esami ematologici periodici (formula leucocitaria e conta dei trombociti). In presenza di leucopenia, trombocitopenia, anemia o altre alterazioni, tra cui segni di una malattia renale o epatica, bisogna valutare l'interruzione del trattamento (cfr. «Effetti indesiderati»).

I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio, o da insufficienza di sucrasi isomaltasi, non devono assumere questo medicamento.

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsula, cioè essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

Interazioni farmacocinetiche

Non è noto in che modo metilfenidato possa influenzare le concentrazioni plasmatiche dei medicamenti usati in concomitanza. Si raccomanda quindi cautela quando metilfenidato viene utilizzato insieme ad altri medicamenti, soprattutto se hanno un basso indice terapeutico.

Metilfenidato non viene degradato in misura clinicamente rilevante dal citocromo P450. Non si prevede che gli induttori o inibitori del citocromo P450 abbiano un'influenza rilevante sulla farmacocinetica di metilfenidato. Viceversa, gli enantiomeri d ed l di metilfenidato non inibiscono in misura rilevante gli enzimi del citocromo P450 1A2, 2C8, 2C9, 2C19, 2D6, 2E1 o 3A.

Vi sono indicazioni che metilfenidato possa inibire il metabolismo degli anticoagulanti di tipo cumarinico, degli anticonvulsivanti (ad es. fenobarbital, fenitoina, primidone) e di alcuni antidepressivi (antidepressivi triciclici e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina). Quando si inizia o si interrompe un trattamento con metilfenidato, può essere necessario aggiustare il dosaggio di questi medicamenti somministrati in concomitanza e determinare la concentrazione del principio attivo nel plasma (o il tempo di coagulazione, per i cumarinici).

Interazioni farmacodinamiche

Impiego in concomitanza con alfa-2 agonisti ad azione centrale (ad es. clonidina)

In caso di impiego in concomitanza con clonidina sono stati segnalati gravi effetti collaterali, compresa la morte improvvisa. La sicurezza dell'impiego di metilfenidato in combinazione con clonidina o altri alfa-2 agonisti ad azione centrale non è stata studiata sistematicamente.

Impiego in concomitanza con sostanze che aumentano la pressione arteriosa

A causa del possibile aumento della pressione arteriosa, Medikinet MR deve essere usato con prudenza in combinazione con sostanze vasopressorie.

Medicamenti ipotensivi

Metilfenidato può attenuare l'effetto antipertensivo dei principi attivi per il trattamento dell'ipertensione.

Impiego in concomitanza con medicamenti serotoninergici

È stata segnalata l'insorgenza di una sindrome serotoninergica in seguito all'uso di metilfenidato in concomitanza con altri medicamenti serotoninergici.

I medicamenti serotoninergici comprendono per esempio: triptani, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI), litio, fentanil e i suoi analoghi, tramadolo, destrometorfano, tapentadolo, meperidina, metadone, pentazocina o erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum), oppure medicamenti che inibiscono il metabolismo della serotonina (inclusi MAOI, come il blu di metilene), il principio attivo antibiotico linezolid o i precursori della serotonina come gli integratori di triptofano.

L'uso di Medikinet MR in concomitanza con un medicamento serotoninergico è sconsigliato, perché può portare all'insorgenza di una sindrome serotoninergica (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). È stato dimostrato che metilfenidato aumenta la concentrazione extracellulare di serotonina e noradrenalina e sembra avere una bassa capacità di legame al trasportatore della serotonina.

La sindrome serotoninergica è una condizione potenzialmente fatale. I sintomi possono comprendere ad esempio alterazioni dello stato mentale, instabilità autonomica, sintomi neuromuscolari, convulsioni e/o sintomi gastrointestinali. Nelle sue forme più gravi, la sindrome serotoninergica può essere simile alla sindrome neurolettica maligna.

È importante riconoscere rapidamente questi sintomi. Se si sospetta la presenza di una sindrome serotoninergica, metilfenidato deve essere interrotto immediatamente e si deve iniziare un trattamento appropriato (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Impiego con principi attivi dopaminergici

Si raccomanda cautela quando si usa metilfenidato insieme a principi attivi dopaminergici, inclusi gli antipsicotici.

Poiché l'aumento delle concentrazioni extracellulari di dopamina è uno degli effetti primari di metilfenidato, la somministrazione di metilfenidato in concomitanza con agonisti diretti e indiretti della dopamina (inclusi DOPA e antidepressivi triciclici) o antagonisti della dopamina (inclusi gli antipsicotici) può determinare interazioni farmacodinamiche.

Anestetici alogenati: esiste il rischio di un improvviso aumento della pressione arteriosa durante un'operazione. Se è previsto un intervento chirurgico, metilfenidato non deve essere assunto nel giorno dell'intervento.

Uso concomitante di alcool

L'alcool può potenziare gli effetti indesiderati sul sistema nervoso centrale degli psicofarmaci, incluso Medikinet MR. Pertanto, è consigliabile astenersi dal consumo di alcool durante il trattamento.

Utilizzare con altri farmaci

Medikinet MR non deve essere assunto insieme a bloccanti dei recettori H2, inibitori della pompa protonica o antiacidi, poiché ciò può portare a un rilascio più rapido dell'intera quantità di principio attivo.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

I dati provenienti da uno studio di coorte su un numero complessivo di circa 3.400 gravidanze esposte nel primo trimestre non indicano un aumento del rischio di difetti alla nascita complessivi. È stato rilevato un piccolo aumento della frequenza di malformazioni cardiache (rischio relativo congiunto aggiustato: 1,3: IC al 95%: 1,0-1,6), corrispondente a 3 ulteriori neonati con malformazioni cardiache congenite per 1.000 donne trattate con metilfenidato durante il primo trimestre di gravidanza, rispetto a gravidanze non esposte.

Esistono segnalazioni spontanee di tossicità cardiorespiratoria nei neonati, in particolare, sono stati segnalati tachicardia fetale e distress respiratorio.

Negli studi sperimentali su ratti e conigli non sono stati osservati effetti teratogeni alle esposizioni terapeutiche (cfr. «Dati preclinici»). Medikinet MR non deve essere somministrato nelle donne in gravidanza, se non in caso di assoluta necessità.

Allattamento

Metilfenidato è stato rilevato nel latte materno di donne trattate con metilfenidato.

È noto il caso di un lattante che ha sviluppato una perdita di peso non specifica durante il periodo di utilizzo, ma ha recuperato e ripreso peso dopo che la madre ha interrotto il trattamento con metilfenidato. Non si può escludere un rischio per il lattante.

Per motivi di sicurezza, si deve decidere se interrompere l'allattamento oppure sospendere o interrompere il trattamento, soppesando i benefici dell'allattamento per il bambino e i benefici della terapia per la madre.

Fertilità

Non sono disponibili dati sugli effetti di metilfenidato sulla fertilità negli esseri umani. Negli studi sugli animali non sono stati osservati effetti clinicamente rilevanti sulla fertilità.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Medikinet MR può causare sonnolenza e vertigini (cfr. «Effetti indesiderati»). I pazienti devono essere avvertiti di questi possibili effetti e, nel caso in cui si manifestino, devono evitare attività potenzialmente pericolose, come la guida di veicoli o l'utilizzo di macchinari.

Effetti indesiderati

Durante l'uso di medicamenti contenenti metilfenidato sono stati osservati effetti indesiderati (EI) che possono essere considerati come effetti di classe. I più comuni di questi effetti collaterali sono riportati di seguito:

Infezioni ed infestazioni: rinofaringite

Disturbi del metabolismo e della nutrizione: appetito ridotto, moderata riduzione dell'aumento di peso e altezza con l'uso prolungato nei bambini

Disturbi psichiatrici: insonnia, nervosismo, anoressia, labilità affettiva, aggressività, irrequietezza, ansia, depressione, irritabilità, comportamento anormale

Patologie del sistema nervoso: cefalea, vertigini, discinesia, iperattività psicomotoria, sonnolenza

Patologie cardiache: aritmia, tachicardia, palpitazioni

Patologie vascolari: ipertensione

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: tosse, dolore faringeo e laringeo

Patologie gastrointestinali: dolore addominale, diarrea, nausea, disturbi gastrici e vomito, bocca secca

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: alopecia, prurito, eruzione cutanea, orticaria

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: artralgia

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione: piressia, ritardo della crescita nei bambini con l'uso prolungato

Esami diagnostici: alterazione (di solito aumento) della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, perdita di peso

Indipendentemente dalla loro frequenza, vanno segnalati anche i seguenti effetti collaterali gravi o clinicamente significativi associati ai medicamenti contenenti metilfenidato:

Disturbi psichiatrici: suicidio, tentativo di suicidio, idea suicida, disturbo ossessivo-compulsivo (incluse tricotillomania e dermatillomania), allucinazioni tattili

Patologie del sistema nervoso: movimenti coreici, tic o peggioramento di tic preesistenti, deficit nervosi reversibili, emicrania, sindrome neurolettica maligna

Patologie dell'occhio: pressione intraoculare aumentata, glaucoma, disturbi dell'accomodazione

Patologie cardiache: morte cardiaca improvvisa, infarto del miocardio

Patologie vascolari: disturbi o emorragie cerebrovascolari, vasculite, sindrome di Raynaud, sensazione di freddo alle estremità (mani o piedi freddi)

Patologie gastrointestinali: disfunzione epatica

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, esantema da medicamenti

Patologie renali e urinarie: ematuria

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella: ginecomastia

Dataset degli effetti indesiderati rilevati negli studi clinici

I dati di sicurezza sull'uso di Medikinet MR provengono da 5 studi clinici con impiego di Medikinet MR in bambini e adolescenti (dai 6 ai 17 anni) con ADHD e da 4 studi clinici con impiego di Medikinet MR in adulti (dai 18 ai 65 anni) con ADHD.

Negli studi pediatrici sono stati trattati con Medikinet MR complessivamente 1078 pazienti, negli studi sugli adulti 1073 pazienti.

Definizione di frequenza: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, < 1/10), «non comune» (≥1/1000, < 1/100), «raro» (≥1/10'000, < 1/1000), «molto raro» (< 1/10'000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Gli effetti indesiderati (EI) provenienti dalla fase di post-marketing non elencati in precedenza come effetti di classe sono riportati con frequenza «non nota», poiché solitamente non è possibile determinare la frequenza sulla base di segnalazioni spontanee. Tutti gli EI riportati con frequenza «non nota» provengono dal la fase di post-marketing.

Elenco degli EI con Medikinet MR

Infezioni ed infestazioni

Non comune: rinofaringite*

Raro: gastroenterite*

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non nota: leucopenia, pancitopenia, trombocitopenia, porpora trombocitopenica, anemia, riduzione della conta piastrinica e della conta dei leucociti

Patologie endocrine

Non comune: aumento dell'ormone tireostimolante nel sangue*

Disturbi del sistema immunitario

Non nota: reazioni di ipersensibilità come edema angioneurotico, reazioni anafilattiche, malattie bollose, condizioni esfoliative, eruzioni cutanee, gonfiore auricolare, prurito, rash e orticaria

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: appetito ridotto

Raro: anoressia*

Disturbi psichiatrici

Comune: aggressività, agitazione*, umore depresso, irrequietezza, disturbi del sonno

Non comune: idea suicida*, labilità affettiva*, ansia, tensione*, apatia, depressione*, nervosismo*, attacchi di panico*, irritabilità**, insonnia, sbalzi d'umore, tic

Raro: dipendenza*, bruxismo*, libido diminuita*, disturbi della libido*, umore alterato*, stress*, stato confusionale*, disturbo ossessivo-compulsivo (incluse tricotillomania e dermatillomania)

Non nota: allucinazioni uditive e visive, pensiero anormale, comportamento anormale, disturbi del pensiero, disorientamento, ipervigilanza, logorrea, mania, disturbi psicotici, peggioramento dei tic preesistenti della sindrome di Tourette, delirio, lacrimosità, rabbia. Sono stati descritti casi di abuso e dipendenza, più frequentemente con le formulazioni a rilascio rapido.

Patologie del sistema nervoso

Comune: Cefalea, capogiri

Non comune: emicrania*, parestesia*, iperattività psicomotoria, tremore*

Raro: afasia*, discinesia*, logorrea**, sonnolenza*

Non nota: convulsioni, malattie cerebrovascolari (incluse emorragie cerebrali, arterite cerebrale, eventi cerebrovascolari, vasculite, occlusione cerebrale), acatisia, movimenti coreo-atetosici, disfemia, convulsioni da grande male, deficit neurologico ischemico reversibile, sedazione

Patologie dell'occhio

Non comune: occhio secco***, visione annebbiata*

Raro: aumento della pressione intraoculare*, diplopia**

Non nota: midriasi, compromissione della vista, glaucoma

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Non comune: tinnito*

Patologie cardiache

Comune: palpitazioni*, tachicardia*

Non comune: disturbi toracici*

Raro: aritmia*, extrasistoli*, fastidio cardiaco*

Non nota: angina pectoris, arresto cardiaco, infarto miocardico, bradicardia, dolore toracico, tachicardia sopraventricolare, extrasistoli ventricolari

Patologie vascolari

Non comune: rossore*, vampate di calore*, ipertensione*, freddo alle estremità*

Non nota: arterite e/o occlusione cerebrale

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: epistassi*, tosse*

Raro: dispnea*, dolore orofaringeo*

Patologie gastrointestinali

Comune: bocca secca*, nausea

Non comune: dolore addominale**, diarrea*, vomito*

Raro: dispepsia*, disturbi gastrici*, stipsi*, conati di vomito*, mal di denti**

Patologie epatobiliari

Raro: aumento della bilirubina nel sangue*, aumento degli enzimi epatici*

Non nota: funzione epatica anormale incluso coma epatico, aumento della fosfatasi alcalina nel sangue

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: iperidrosi

Non comune: alopecia*, prurito, rash*

Raro: eritema*

Non nota: edema angioneurotico, eritema multiforme, malattie vescicolari, eritema fisso da medicamento, eruzione cutanea a chiazze, malattie desquamative

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: tensioni muscolari*, mialgia*

Raro: artralgia*

Non nota: crampi muscolari, contrazioni muscolari, trisma

Patologie renali e urinarie

Non nota: Incontinenza

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Raro: disfunzione erettile*, dolore toracico*

Non nota: priapismo, aumento dell'erezione ed erezione prolungata

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: stanchezza

Non comune: astenia*, sete*, malattia simil-influenzale*

Non nota: iperpiressia, morte cardiaca improvvisa, alterazione dell'attenzione, febbre, sensazione di irrequietezza interna, disturbi al torace

Esami diagnostici

Comune: calo ponderale

Non comune: aumento della pressione arteriosa*, aumento della frequenza cardiaca*

Raro: aumento della pressione arteriosa diastolica*, riduzione della pressione arteriosa*, irregolarità del polso*

Non nota: soffio cardiaco

Circostanze sociali

Non comune: problemi con il partner*

Raro: problemi con la famiglia*

* Osservato solo negli adulti

** Osservato solo nei bambini/adolescenti

*** La frequenza è ricavata da studi clinici condotti su adulti e non da dati provenienti da studi clinici condotti su bambini e adolescenti; tuttavia, potrebbe essere rilevante anche per bambini e adolescenti.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Quando si tratta un paziente che ha assunto una dose eccessiva, si deve tenere conto anche della frazione a rilascio ritardato delle formulazioni di metilfenidato.

Segni e sintomi

I segni e i sintomi del sovradosaggio di metilfenidato, che derivano principalmente dall'iperstimolazione del sistema nervoso centrale e da un eccessivo effetto simpaticomimetico, comprendono: vomito, agitazione, spasmi muscolari, convulsioni cerebrali seguite da coma, confusione, allucinazioni (uditive e/o visive), sudorazione eccessiva, cefalea, piressia, tachicardia, palpitazioni, aumento della frequenza cardiaca, aritmia sinusale, ipertensione, midriasi, secchezza delle fauci e rabdomiolisi.

Trattamento

Quando si tratta un sovradosaggio, si deve considerare che circa 4-6 ore dopo la somministrazione si verifica un secondo rilascio di metilfenidato da Medikinet MR (capsule rigide a rilascio modificato di metilfenidato cloridrato).

La gestione consiste in misure di supporto e nel trattamento sintomatico degli eventi pericolosi per la vita (ad es. crisi ipertensive, aritmie cardiache, convulsioni).

Le misure di supporto devono proteggere il paziente dall'autolesionismo e dagli stimoli esterni, che potrebbero accentuare la sovraeccitazione già presente.

Se i segni e i sintomi non sono troppo gravi e il paziente è cosciente, lo stomaco può essere svuotato inducendo il vomito o con una lavanda gastrica. Prima di effettuare la lavanda gastrica occorre controllare l'agitazione e le convulsioni, se necessario, e mantenere libere le vie aeree. L'efficacia del carbone attivo non è dimostrata. Per mantenere la circolazione sanguigna e la respirazione devono essere utilizzate misure di terapia intensiva. Per ridurre un'eventuale iperpiressia possono essere necessarie misure di raffreddamento esterno.

L'efficacia della dialisi peritoneale o dell'emodialisi nel sovradosaggio di metilfenidato non è dimostrata.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N06BA04

Meccanismo d'azione

Metilfenidato è uno stimolante del sistema nervoso centrale con effetti pronunciati sulle attività mentali e motorie. Il suo meccanismo d'azione negli esseri umani non è ancora completamente compreso, ma si ritiene che i suoi effetti stimolanti siano riconducibili a una stimolazione corticale e probabilmente alla stimolazione del sistema reticolare attivante. Il meccanismo attraverso il quale metilfenidato esercita i suoi effetti mentali e comportamentali nei bambini non è ben compreso, né sono disponibili prove conclusive che mostrino in che modo questi effetti sono legati allo stato del sistema nervoso centrale.

Farmacodinamica

Non sono disponibili dati.

Efficacia clinica

Dopo essere stato omologato per il trattamento dell'ADHD nei bambini, Medikinet MR è stato valutato negli adulti affetti da ADHD in due studi clinici randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo. Lo studio EMMA (1) ha esaminato 363 pazienti trattati per un periodo di 24 settimane. Nello studio QUMEA (2), 162 pazienti sono stati trattati per un totale di 20 settimane: dopo una fase in doppio cieco di 8 settimane, tutti i pazienti sono stati trattati con Medikinet MR per altre 12 settimane in una fase in aperto. Il principale parametro di efficacia in entrambi gli studi era la riduzione del punteggio WRI (Wender-Reimherr Interview = WRAADDS). La valutazione è avvenuta alla settimana 24 (studio 1) o alla settimana 8 (studio 2).

La dose giornaliera è stata titolata individualmente con incrementi settimanali in base all'efficacia e alla tollerabilità a partire da una dose di 10 mg al giorno (studio 1) o di 0,5 mg/kg di peso corporeo (studio 2). La dose non doveva essere superiore a 60 mg al giorno (studio 1) o a 1 mg/kg di peso corporeo (studio 2). Al termine dello studio, la dose somministrata di metilfenidato era più bassa nel primo studio (0,55 mg/kg di peso corporeo; dose giornaliera somministrata: min 10 mg, max 60 mg) che nel secondo (in media 0,9 mg/kg di peso corporeo; dose giornaliera somministrata: min 20 mg, max 120 mg). Una maggiore dimensione dell'effetto per la popolazione di studio complessiva è stata calcolata con la somministrazione di una dose media più elevata (0,9 mg/kg di peso corporeo), come nello studio QUMEA. L'esperienza negli studi clinici con dosi giornaliere superiori a 80 mg al giorno è limitata, visto che solo 2 pazienti sono stati trattati con 120 mg/giorno.

Effetti della dose/del sesso

Sulla base dei risultati del primo studio (EMMA), non è escluso che vi siano differenze di genere nella risposta a metilfenidato e che le donne possano beneficiare di dosi inferiori. In questo studio, negli uomini è stato osservato un effetto solo nel range di dosaggio più alto con MPH > 0,7 mg/kg di peso corporeo. Nelle donne invece è stato osservato un effetto già nel range di dosaggio basso (< 0,3 mg/kg di peso corporeo) e in quello intermedio (0,3-0,7 mg/kg di peso corporeo). Per quanto riguarda la riduzione dei sintomi, nelle donne non è stato osservato alcun effetto significativo nel gruppo ad alto dosaggio, e in termini di tasso di risposta l'efficacia è stata paragonabile a quella nei gruppi a dosaggio più basso.

Nel secondo studio (QUMEA) non è stato possibile confermare in maniera affidabile questi effetti di genere, perché il range a basso dosaggio non è stato somministrato e solo pochi pazienti sono stati trattati nel range di dosaggio intermedio. Nel gruppo ad alto dosaggio, il tasso di risposta nelle donne è stato significativamente più alto con il medicamento attivo rispetto al placebo, mentre negli uomini è stato ottenuto un risultato non significativo. Per quanto riguarda il principale parametro di efficacia (riduzione del WRI alla settimana 8), sia negli uomini che nelle donne è stata ottenuta una significativa riduzione del punteggio rispetto al placebo.

Per la popolazione di studio complessiva sono disponibili i seguenti dati:

per la riduzione del punteggio totale WRI, nello studio EMMA è stata riscontrata alla settimana 24 una variazione rispetto al valore basale di - 18,88 per il medicamento attivo e di - 13,99 per il placebo; questo corrisponde a una dimensione dell'effetto di 0,39, IC 95% (0,18, 0,63, per la dimensione dell'effetto), p = 0,002 (ANOVA con LOCF per i valori mancanti).

Nello studio QUMEA, la variazione alla settimana 8 rispetto al valore basale è stata di - 13,2 per il medicamento attivo e di - 6,2 per il placebo; questo corrisponde a una dimensione dell'effetto di 0,54, IC 95% (0,22, 0,85, per la dimensione dell'effetto), p = 0,0001 (ANOVA con LOCF per i valori mancanti).

Il tasso ricalcolato di responder era:

Responder: pazienti che hanno ottenuto una riduzione di almeno il 30% del punteggio WRAADDS e che non hanno interrotto lo studio.

Non-responder: pazienti che hanno ottenuto una riduzione del punteggio WRAADDS inferiore o che hanno interrotto lo studio per qualsiasi motivo (nessun punteggio disponibile alla settimana 24 o 8).

Nello studio EMMA, il tasso ricalcolato di responder era di 128 (53%) nel gruppo con medicamento attivo e di 44 (37%) nel gruppo placebo (settimana 24, test esatto di Fisher, bilaterale, 0,0051). Nello studio QUMEA, il tasso ricalcolato di responder alla settimana 8 era di 41 (49%) vs 14 (18%) (medicamento attivo vs placebo, test esatto di Fisher, bilaterale, p < 0,0001).

Medikinet MR è stato valutato in un altro studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo (Comparison of Methylphenidate and Psychotherapy Study - studio COMPAS) in 433 pazienti adulti. Questo studio è stato condotto con Medikinet MR, che in Germania è omologato a livello nazionale anche come «Medikinet adult».

I partecipanti hanno ricevuto una terapia cognitivo-comportamentale di gruppo o una gestione clinica generale con servizi di consulenza individuali, oltre alla somministrazione quotidiana di placebo o Medikinet MR. Il trattamento è stato somministrato per un totale di 52 settimane.

L'endpoint principale dello studio era la riduzione dei sintomi dell'ADHD, misurata come diminuzione del punteggio CAARS-O: L dal basale alla 12a settimana di terapia.

I risultati hanno dimostrato la superiorità in termini di miglioramento dei sintomi dell'ADHD della combinazione di terapia di gruppo o gestione clinica con Medikinet MR rispetto alle corrispondenti combinazioni con placebo.

Con Medikinet MR, i sintomi dell'ADHD sono diminuiti considerevolmente (n = 210; media corretta dell'ADHD Index score, 16,2; ES = - 0,81) rispetto al placebo (n = 209; media corretta dell'ADHD Index score, 17,9; ES = - 0,50). La differenza era statisticamente significativa (differenza in termini di ADHD Index score tra Medikinet MR e placebo - 1,7; IC 97,5%, da - 3,0 a - 0,4; IC 95%, da - 2,8 a - 0,6; p = 0,003).

La dose media giornaliera (SD) dei 179 pazienti trattati con Medikinet MR era di 48,8 (20,2) mg.

Lo studio COMPAS ha dimostrato che negli adulti gli interventi psicologici in condizioni controllate in combinazione con Medikinet MR hanno prodotto un effetto terapeutico maggiore (in un periodo complessivo di 52 settimane) rispetto alla combinazione con placebo.

Farmacocinetica

Assorbimento

Se negli adulti il medicamento viene assunto al mattino dopo la colazione, la frazione a rilascio non ritardato della capsula rigida a rilascio modificato si dissolve rapidamente e dopo circa 2 ore si raggiunge una concentrazione massima iniziale. Dopo il passaggio gastrico, nell'intestino tenue si libera metilfenidato dalla frazione a rilascio ritardato della capsula, che contribuisce a determinare una fase di plateau della durata di 3-4 h, durante la quale le concentrazioni non scendono sotto il 75% della concentrazione massima raggiunta. Se assunto una volta al giorno, Medikinet MR riduce al minimo le fluttuazioni tra la concentrazione massima e minima rispetto all'assunzione due volte al giorno di metilfenidato a rilascio immediato. Con la somministrazione una volta al giorno, la frazione assorbita di metilfenidato è paragonabile a quella che si ottiene con le formulazioni convenzionali a rilascio immediato somministrate due volte al giorno.

Medikinet MR combina i vantaggi di un rapido rilascio con una fase di plateau più prolungata.

Influenza dell'assunzione concomitante di cibo

Medikinet MR deve essere assunto con o dopo un pasto (consultare il paragrafo «Modo di somministrazione» nella rubrica «Posologia/impiego»).

Distribuzione

Nel sangue, metilfenidato e i suoi metaboliti sono distribuiti tra il plasma (57%) e gli eritrociti (43%). Il legame alle proteine plasmatiche di metilfenidato e dei suoi metaboliti è basso (10-33%). Il volume di distribuzione apparente è di circa 13,1 l/kg.

Metabolismo

Metilfenidato è metabolizzato ampiamente e rapidamente. Le concentrazioni plasmatiche massime del principale metabolita de-esterificato acido alfa-fenil-2-piperidin acetico vengono raggiunte circa 2-3 ore dopo la somministrazione di metilfenidato e sono 30-50 volte più elevate di quelle del principio attivo immodificato. L'emivita dell'acido alfa-fenil-2-piperidin acetico è circa due volte maggiore di quella del metilfenidato, e la clearance sistemica media è di 0,17 l/h/kg. I metaboliti idrossilati, come idrossimetilfenidato e acido idrossiritalinico, sono rilevabili solo in quantità limitate. L'effetto terapeutico sembra essere dovuto principalmente al principio attivo immodificato.

Eliminazione

Metilfenidato è eliminato dal plasma con un'emivita media di 2 h e la clearance sistemica media è di 10 l/h/kg. Entro 48-96 ore dopo la somministrazione orale, il 78-97% della dose è escreto nelle urine e l'1-3% nelle feci, sotto forma di metaboliti. Metilfenidato immodificato è rilevato nelle urine solo in quantità limitate (< 1%). La maggior parte della dose (60-86%) è escreta nelle urine sotto forma di acido alfa-fenil-2-piperidin acetico.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Bambini iperattivi

La farmacocinetica di metilfenidato nei bambini iperattivi non presenta differenze rispetto alla farmacocinetica negli adulti sani.

Disfunzioni renali

I dati sull'eliminazione nei pazienti con funzionalità renale normale suggeriscono che in caso di insufficienza renale la riduzione dell'eliminazione renale di metilfenidato immodificato è trascurabile. Tuttavia, l'eliminazione renale del metabolita acido alfa-fenil-2-piperidin acetico può essere ridotta.

Dati preclinici

Genotossicità

In un test in vitro (cellule CHO) sono stati rilevati incremento degli scambi tra cromatidi fratelli e aberrazioni cromosomiche. In altri due studi in vitro (test di AMES e test di mutagenicità nel linfoma murino) non sono stati osservati effetti mutageni.

In uno studio in vivo (test dei micronuclei, stesso ceppo di topi dello studio di cancerogenicità) con dosi fino a 250 mg/kg non sono stati osservati effetti clastogeni o aneugenici.

Cancerogenicità

In uno studio sperimentale su topi trattati per tutta la vita, metilfenidato ha portato a un aumento della frequenza degli adenomi epatocellulari (tumori epatici benigni) e, solo negli esemplari maschi, a un incremento dell'insorgenza di epatoblastomi (tumori epatici maligni) a una dose di circa 60/mg/kg/die (circa 35 volte più elevata della dose massima raccomandata nell'uomo). Non è stato osservato un generale aumento della frequenza dei tumori epatici maligni. Il ceppo di topi testato è particolarmente soggetto allo sviluppo di tumori epatici e la rilevanza di questi risultati per l'uomo non è nota.

Studi simili nei ratti non hanno fornito alcuna indicazione di cancerogenicità.

Tossicità per la riproduzione

In uno studio sulla riproduzione nei conigli con metilfenidato, in due cucciolate sono stati osservati spina bifida e malrotazione delle estremità posteriori a una dose di 200 mg/kg/die. Questa dose era circa 116 volte superiore alla dose massima raccomandata (MRHD) di 60 mg negli esseri umani.

Un secondo studio è stato condotto con una dose elevata (300 mg/kg/die), considerata tossica per le madri. Tuttavia, in 12 cucciolate sopravvissute (92 feti) non sono stati osservati casi di spina bifida.

Negli studi sperimentali sui ratti, metilfenidato si è dimostrato non teratogeno. Una dose elevata (75 mg/kg/die, 44 volte superiore alla MRHD) ha portato allo sviluppo di tossicità fetale sotto forma di aumento dell'incidenza di feti con ritardo nell'ossificazione del cranio e dell'osso ioide e di feti con costole corte soprannumerarie.

Tossicità in animali giovani

Negli studi sperimentali su ratti giovani, la somministrazione orale ripetuta di metilfenidato a una dose di 50 mg/kg/die (29 volte la MRHD) ha portato a una riduzione dell'attività locomotoria, dovuta a un'eccessiva attività farmacocinetica di metilfenidato. Inoltre, nei ratti femmina è stato osservato un deficit nell'acquisizione di capacità di apprendimento specifiche alla dose massima di 100 mg/kg/die (58 volte più elevata della MRHD). La rilevanza clinica di questi risultati non è nota.

Altre indicazioni

Influenza su metodi diagnostici

Metilfenidato può produrre risultati falsi positivi negli esami di laboratorio per le anfetamine, soprattutto con i test di screening immunologici.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Precauzioni particolari per la conservazione

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Conservare Medikinet MR nella confezione originale, a temperature non superiori a 25 °C.

Numero dell'omologazione

56847 (Swissmedic)

Confezioni

Medikinet MR («Modified Release») capsule rigide a rilascio modificato per la somministrazione orale 1 volta al giorno:

Capsule da 5 mg: confezioni da 20, 30, 50 o 100 capsule [A+]

Capsule da 10 mg: confezioni da 20, 30, 50 o 100 capsule [A+]

Capsule da 20 mg: confezioni da 20, 30, 50 o 100 capsule [A+]

Capsule da 30 mg: confezioni da 20, 30, 50 o 100 capsule [A+]

Capsule da 40 mg: confezioni da 20, 30, 50 o 100 capsule [A+]

È possibile che non tutte le confezioni siano in commercio.

Titolare dell’omologazione

Salmon Pharma GmbH, Basilea

Fabbricante

MEDICE Arzneimittel Pütter GmbH & Co. KG, 58638 Iserlohn, Germania

Stato dell'informazione

Febbraio 2026