Quilonorm® retard

Doetsch Grether AG

Composizione

Principi attivi

Lithii carbonas

Sostanze ausiliarie

Povidonum, Gelatina, Maydis Amylum, Lactosum Monohydricum 62.00 mg, Carmellosum Calcicum, Talcum, Calcii Arachinas, Macrogolum 6000, Magnesii Stearas, Titanii Dioxidum (E 171), Copolymerum Methacrylatis Butylati Basicum

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 compressa rivestita con film contiene 450 mg di litio carbonato, corrisp. a 12,2 mmol di litio

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Nel trattamento degli episodi maniacali e ipomaniacali acuti.

Nella profilassi degli episodi maniaco-depressivi.

Possibilità d'impiego

Nei pazienti depressi che non rispondono o rispondono in maniera insufficiente al trattamento con gli antidepressivi classici a dosi sufficientemente elevate o prolungate, Quilonorm retard può essere associato all'antidepressivo (terapia di potenziamento con litio).

Posologia/Impiego

Prima di iniziare il trattamento con il litio, è necessario effettuare un elettrocardiogramma.

2 compresse al giorno.

La dose va regolata individualmente in base alle concentrazioni sieriche e al decorso clinico. È importante misurare le concentrazioni sieriche di litio nei campioni di sangue prelevati con la massima precisione possibile 12 ore dopo l'ultima assunzione. Di regola questa è l'ultima dose di sera.

L'intervallo ottimale delle concentrazioni sieriche di litio è compreso tra 0,6 e 1,0 mmol (mval)/l. Le significative differenze nell'eliminazione del litio e una notevole gamma di risposta della malattia richiedono un dosaggio individuale.

Episodi maniacali acuti

L'effetto ottimale si ottiene di regola con 4 compresse di Quilonorm retard (1800 mg), ripartite in più dosi singole. A tali dosi, si raggiungono di regola concentrazioni sieriche comprese nell'intervallo compreso tra 0,8 e 1,2 mmol/l.

Trattamento a lungo termine e profilassi

La dose di mantenimento deve mirare a una concentrazione sierica di litio compresa tra 0,5 e 1,0 mmol/l. I livelli di litio devono essere misurati frequentemente durante la fase acuta e nei casi non complicati, e ogni 2 mesi durante la terapia di mantenimento.

I dosaggi raccomandati per gli episodi maniacali valgono anche per la terapia di potenziamento.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti anziani

I pazienti anziani richiedono spesso dosi più basse per ottenere concentrazioni sieriche terapeutiche. In questo gruppo di pazienti possono anche comparire degli effetti collaterali a dosi tollerate nei pazienti più giovani (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Bambini e adolescenti

Siccome mancano dati sull'efficacia e la sicurezza nei bambini sotto i 12 anni, la terapia con il litio non è raccomandata in questa fascia d'età.

Negli adolescenti, il preparato va utilizzato solo in ospedali con adeguata esperienza.

Controindicazioni

Pazienti con ipersensibilità nota al litio o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie secondo la composizione di Quilonorm retard.

In generale, il litio non va somministrato nei pazienti con:

·malattie renali,

·malattie cardiovascolari (in particolare l'insufficienza cardiaca), la sindrome del QT lungo congenito o questa malattia nell'anamnesi familiare, e nei pazienti con noto allungamento del QT acquisito (intervallo QTc >450 msec [uomini] o >470 msec [donne]),

·ipotiroidismo non trattato,

·alterazione del bilancio del sodio a causa di disidratazione,

·ridotta assunzione di sale,

·malattia di Addison,

perché in questi casi sussiste un rischio maggiore di intossicazione da litio. Tuttavia, se l'indicazione psichiatrica è pericolosa per la vita e il paziente non risponde ad altri trattamenti, il trattamento con Quilonorm retard può essere effettuato, ma con grande prudenza. In questi casi, il paziente va ricoverato in ospedale e le concentrazioni sieriche di litio devono essere misurate quotidianamente.

Non allattare al seno durante l'assunzione di Quilonorm retard (vedere Gravidanza, allattamento).

Avvertenze e misure precauzionali

Un esame fisico approfondito all'inizio del trattamento deve essere seguito da un attento monitoraggio dell'effetto di Quilonorm retard nel paziente. All'inizio della terapia, è necessaria una misurazione settimanale dei livelli sierici di litio. Se il trattamento viene continuato, i livelli di litio vanno misurati ogni 2 mesi.

In caso di una breve interruzione (non senza rischio per il paziente), la dose giornaliera va ridotta in modo che i livelli sierici di litio non scendano al di sotto del limite terapeutico di 0,6 mmol (mval)/l. Inoltre, si raccomanda in questo caso di ripartire la dose giornaliera in circa 4 assunzioni, per evitare dei picchi di concentrazione sierica.

Prima di avviare il trattamento con il litio, va sempre effettuato un esame completo del sangue, con test di funzionalità tiroidea (T4 e TSH), una misurazione sierica della creatinina (o determinazione della clearance della creatinina) e il sedimento urinario. Va controllato il peso corporeo. Il litio può influenzare le onde T nell'elettrocardiogramma. Prima di iniziare il trattamento con il litio, è necessario effettuare un elettrocardiogramma. Un regolare monitoraggio clinico ed emato-chimico della funzione tiroidea in trattamento continuo con il litio è essenziale per rilevare eventuali disturbi iatrogeni della tiroide.

La terapia cronica con il litio può essere associata a una ridotta capacità di concentrazione renale, che occasionalmente si può manifestare come diabete insipido nefrogenico, con poliuria e polidipsia. Si raccomanda quindi di verificare un sospetto disturbo della funzionalità renale (riassorbimento dell'acqua), misurando i livelli sierici di sodio. Nei pazienti con questi sintomi, si deve prevenire con particolare attenzione una disidratazione, per evitare una ritenzione tossica di litio.

Nella terapia a lungo termine, si è osservata molto raramente una nefropatia tubulo-interstiziale cronica, che può essere irreversibile, per cui nella terapia al litio si raccomanda il regolare monitoraggio della funzionalità renale.

Nei pazienti sottoposti a intervento bariatrico può essere necessaria una dose di litio di mantenimento inferiore. I livelli di litio devono essere monitorati attentamente, a causa del rischio di tossicità da litio fino alla stabilizzazione del peso.

Terapia combinata

I pazienti trattati in concomitanza con neurolettici vanno attentamente monitorati ed esaminati, per poter cogliere i primi sintomi di una neurotossicità. Se compaiono questi sintomi, il trattamento va immediatamente interrotto. In casi estremamente rari, la somministrazione concomitante di litio e neurolettici può causare una sindrome encefalopatica (caratterizzata da delirio, convulsioni o aumentata incidenza di sintomi extrapiramidali), che può essere simile o identica a una sindrome neurolettica maligna. In alcuni casi, sono comparsi dei danni cerebrali irreversibili.

I diuretici vanno prescritti con cautela durante la terapia con il litio (vedere «Interazioni»). La concentrazione di litio deve essere determinata a intervalli più brevi e la dose va adattata di conseguenza.

Trattamento con elettroshock

Il litio va sospeso 2 giorni prima dell'inizio del trattamento con elettroshock, per ridurre il rischio di delirio, che può comparire quando si associano queste due terapie.

Prima di un'anestesia generale, si raccomanda di interrompere il litio 2-3 giorni prima dell'intervento.

Tossicità

La tossicità del litio è strettamente correlata alla concentrazione sierica del litio e va attesa a partire da concentrazioni di 1,5 mmol/l, anche se in pazienti particolarmente sensibili possono comparire sintomi di tossicità anche a livelli ematici terapeutici. Ai primi segni di tossicità, il trattamento va immediatamente interrotto. I sintomi di tossicità comprendono:

·Sintomi gastrointestinali, ad esempio diarrea, vomito e disidratazione.

·Segni cardiovascolari, ad esempio allungamento del QT/QTc.

·Disturbi neurologici, ad esempio atassia, tremore, ipertensione, contrazioni muscolari involontarie, iperreflessia, disturbi del linguaggio, confusione, sonnolenza e nistagmo.

Nell'intossicazione da litio, è stata riportata in rari casi un'insufficienza renale acuta.

Nei casi severi, possono comparire convulsioni, coma o morte.

Tumori renali:

In pazienti con insufficienza renale severa che avevano ricevuto il litio per un periodo di oltre 10 anni, sono stati riportati casi di microcisti, oncocitomi e carcinomi dei dotti di Bellini del rene (vedere «Effetti indesiderati»). Si raccomanda di condurre regolarmente in questi pazienti un'ecografia renale, anche dopo aver interrotto la somministrazione del litio.

Ai primi segni di tossicità, il paziente deve consultare immediatamente un medico. Inoltre, vanno misurati i livelli di litio. I pazienti vanno informati sui sintomi dell'intossicazione da litio.

Riassorbimento di sodio e potassio

All'inizio della terapia, il litio riduce il riassorbimento renale di sodio e potassio, con possibili importanti perdite di sodio. Di regola, tuttavia, l'eliminazione del sodio e del potassio dovrebbe tornare, entro una settimana, ai livelli basali prima del trattamento.

I pazienti in trattamento ambulatoriale o i loro familiari vanno avvisati

·di interrompere immediatamente la terapia con il litio e di rivolgersi immediatamente al medico se compaiono i seguenti sintomi: polidipsia, poliuria o segni clinici di tossicità da litio,

·della necessità di un'adeguata assunzione di sali e di acqua,

·della necessità di assumere il medicamento all'ora stabilita. Se si dimentica una dose, il paziente deve tralasciare questa dose e attendere l'ora prevista per l'assunzione successiva. Non vanno assunte dosi doppie per compensare quelle dimenticate.

La capacità di tollerare il litio è maggiore durante la fase maniacale acuta e diminuisce dopo regressione dei sintomi maniacali.

I seguenti fattori possono ridurre l'eliminazione renale del litio e quindi causare tossicità:

·vomito,

·diarrea,

·infezioni concomitanti,

·perdita di liquidi,

·altri medicamenti (vedere «Interazioni»).

Sindrome di Brugada

Il litio può slatentizzare o aggravare la sindrome di Brugada, una malattia ereditaria del canale cardiaco del sodio con alterazioni caratteristiche dell'ECG (blocco di branca destra e sopraslivellamento del segmento ST nelle derivazioni precordiali destre), che può causare arresto cardiaco o morte improvvisa.

Il litio non è raccomandato nei pazienti con sindrome di Brugada nota o anamnesi familiare di sindrome di Brugada.

Si consiglia cautela nei pazienti con anamnesi familiare di arresto cardiaco o morte improvvisa.

Pazienti anziani

Il litio va usato con cautela nei pazienti anziani, perché nei pazienti con ridotta funzionalità renale è presente una maggiore sensibilità.

I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.

Interazioni

Delle interazioni possono comparire con diversi medicamenti e il trattamento combinato con altri medicamenti deve avvenire con cautela. In particolare, sono state riportate le seguenti interazioni cliniche:

Interazioni che:

Causano un aumento delle concentrazioni sieriche di litio:

I seguenti principi attivi possono aumentare le concentrazioni sieriche di litio all'equilibrio, il che può essere associato a una possibile intossicazione da litio:

·metronidazolo,

·antinfiammatori non steroidei,

·ACE-inibitori,

·antagonisti recettoriali dell'angiotensina II (sartani),

·diuretici: risparmiatori di potassio, diuretici dell'ansa. I tiazidici possono paradossalmente causare ritenzione idrica e intossicazione da litio (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Causano una riduzione delle concentrazioni sieriche di litio:

Una diminuzione delle concentrazioni sieriche di litio si può osservare somministrando contemporaneamente le seguenti sostanze:

·urea (carbamide),

·xantine,

·sostanze alcalinizzanti, quali ad esempio il bicarbonato di sodio,

·diuretici (vedere anche sopra): diuretici osmotici e inibitori dell'anidrasi carbonica, tra cui l'acetazolamide.

I livelli sierici di litio vanno quindi misurati più frequentemente non appena si inizia la terapia con una delle sostanze sopra descritte.

Topiramato

Nei volontari sani è stata osservata una riduzione (18% dell'AUC) dell'esposizione sistemica al litio durante la somministrazione concomitante di topiramato 200 mg/giorno. Nei pazienti con disturbo bipolare, la farmacocinetica del litio è rimasta invariata durante il trattamento con topiramato a dosi di 200 mg/giorno; è stato tuttavia osservato un aumento dell'esposizione sistemica (26% dell'AUC) dopo dosi di topiramato fino a 600 mg/giorno. Sono stati segnalati casi di tossicità da litio quando è stato somministrato in concomitanza con topiramato. I livelli di litio devono essere monitorati attentamente in caso di somministrazione concomitante con topiramato.

Associazioni potenzialmente neurotossiche:

Reazioni neurotossiche sono possibili in associazione con:

·neurolettici, che possono causare una sindrome encefalopatica (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»),

·antiepilettici,

·metildopa,

·antagonisti selettivi della serotonina (antagonisti della 5-HT). La somministrazione concomitante va impiegata con cautela, perché questa associazione può causare una sindrome serotoninergica.

·calcio-antagonisti. Questi possono aumentare l'effetto neurotossico del litio e può essere necessario regolare i livelli di litio all'estremità inferiore della gamma terapeutica.

·antidepressivi triciclici.

Altre interazioni

Il litio può prolungare l'effetto degli agenti bloccanti neuromuscolari. Quando calcitonina e litio vengono utilizzati contemporaneamente, la concentrazione plasmatica del litio può diminuire fino al 30%. Può essere necessario un aggiustamento della dose del litio.

Trattamento con elettroshock: vedere «Avvertenze e misure precauzionali».

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Sono presenti chiari segni di rischio per il feto umano. I dati epidemiologici suggeriscono che il litio aumenti il rischio fetale di anomalie cardiache, in particolare la sindrome di Ebstein e altre anomalie.

Quilonorm retard non va somministrato in gravidanza (soprattutto nel primo trimestre).

Se è necessaria una terapia con il litio, la gravidanza va esclusa prima dell'inizio del trattamento e durante il trattamento deve essere utilizzata una contraccezione affidabile.

Se compare comunque una gravidanza durante il trattamento con il litio, va scelta la dose minima efficace e i livelli sierici devono essere determinati frequentemente, a causa delle alterazioni della funzionalità renale associate alla gravidanza e al parto.

Il litio va sospeso 7-10 giorni prima della data del parto, perché la capacità di eliminazione renale diminuisce drasticamente durante il parto. Ciò può condurre a intossicazione della madre e del neonato.

I neonati possono presentare segni di intossicazione da litio, che può richiedere una terapia con liquidi nel periodo neonatale. I neonati con bassa concentrazione sierica di litio possono presentare un'ipotonia e difficoltà di suzione, che si normalizzano senza alcun trattamento.

Allattamento

Il litio passa nel latte materno. L'allattamento al seno non è consentito durante la terapia con il litio.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Il litio può causare disturbi del SNC quali sonnolenza, capogiri o allucinazioni. Pertanto, Quilonorm retard ha un effetto marcato sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

Per la frequenza degli effetti indesiderati, sono state usate le seguenti categorie: «Molto comune» (≥1/10), «comune» (<1/10, ≥1/100), «non comune» (<1/100, ≥1/1000), «raro» (<1/1000, ≥1/10'000), «molto raro» (<1/10'000).

La comparsa e l'entità degli effetti collaterali sono generalmente correlate ai livelli di litio, ma dipendono anche dalla sensibilità individuale. L'intervallo tra dosi terapeutiche e tossiche è molto ristretto.

All'inizio della terapia possono comparire:

Molto comuni (30-50%): lieve tremore delle mani, poliuria, sete e nausea. Questi effetti scompaiono di regola nel corso della terapia o dopo una riduzione della dose.

Le seguenti reazioni possono comparire a seconda dei livelli di litio ai dosaggi abituali:

Patologie del sistema emolinfopoietico

Molto rari: trombocitosi, aumento del numero di eritrociti

Nella maggior parte dei pazienti possono comparire: leucocitosi

Patologie endocrine

Molto comune: ipercalcemia

Comuni: struma (gozzo eutiroideo), ipotiroidismo

Rari: ipertiroidismo, iperparatiroidismo.

Frequenza non nota: iperparatiroidismo, adenoma paratiroideo, iperplasia paratiroidea

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Molto comuni (ca. 30%): aumento del peso corporeo

Inoltre possono comparire: iperglicemia, ipercalcemia

Disturbi psichiatrici

Possono comparire: allucinazioni, sonnolenza, perdita di memoria.

Patologie del sistema nervoso

Comuni: tremore

Rari: miastenia grave.

Inoltre possono comparire: fascicolazioni, spasmi e cloni degli arti, atassia, coreoatetosi, riflessi tendinei iperattivi, sintomi extrapiramidali, convulsioni, difficoltà di parola, capogiri, nistagmo, stupor, coma, pseudotumor cerebri, mal di testa, disgeusia.

Patologie dell'occhio

Possono comparire: scotoma, vista offuscata.

Patologie cardiache

Molto comuni (20-30%): alterazioni dell'ECG: appiattimento reversibile e inversione delle onde T e allungamento dell'intervallo QT.

Frequenza non nota: sindrome di Brugada (slatentizzazione/aggravamento).

Inoltre possono comparire: aritmie, soprattutto bradicardia dovuta a disfunzione del nodo del seno, collasso circolatorio periferico, ipotensione arteriosa, edema, malattia di Raynaud e cardiomiopatia.

Patologie gastrointestinali

Molto comuni: secchezza della bocca

Comuni: anoressia, nausea, vomito, diarrea

Inoltre possono comparire: gastrite, eccessiva salivazione

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comuni: acne, follicolite

Rari: si sono riportati alopecia, prurito, scatenamento o peggioramento di psoriasi, angioedema, eruzioni cutanee e altri segni di ipersensibilità.

Frequenza non nota: reazione lichenoide al medicamento, esantema da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Possono comparire: artralgia, mialgia.

Patologie renali e urinarie

Molto comuni (10-25%): sintomi di un diabete insipido nefrogenico (polidipsia, poliuria)

Inoltre possono comparire: incontinenza urinaria, sindrome nefrosica (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Rari: Sono stati riportati casi isolati di microcisti, oncocitomi e carcinomi dei dotti di Bellini del rene (nel trattamento a lungo termine, cioè per un periodo di oltre 10 anni) (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Molto rari: nefropatia tubulo-interstiziale cronica, in parte con fibrosi irreversibile

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Possono comparire: impotenza, disfunzioni sessuali.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Edemi

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Le concentrazioni tossiche del litio sono vicine a quelle terapeutiche. I sintomi sono simili a quelli descritti in «Effetti indesiderati» (tra cui disturbi cardiovascolari quali aritmie cardiache, allungamento dell'intervallo QT/QTc, collasso circolatorio). Nei casi severi, possono comparire convulsioni, coma o morte.

Il trattamento consiste nello svuotamento gastrico, accompagnato da misure sintomatiche e di supporto, compresa la normalizzazione del bilancio elettrolitico. La diuresi forzata e la dialisi sono efficaci.

Il litio è tubulo-tossico e produce una riduzione dose-dipendente della capacità di concentrazione dell'urina, fino al diabete insipido; il sovradosaggio può portare a insufficienza renale acuta a causa della necrosi dei tubuli.

Non è noto alcun antidoto.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N05AN01

Meccanismo d'azione

Il meccanismo d'azione del litio non è stato ancora chiarito. Tuttavia, gli studi dimostrano che il litio può modulare diversi sistemi neurochimici. Questi sono: canali ionici, neurotrasmettitori (serotonina, dopamina e norepinefrina) e sostanze messaggere secondarie, quali fosfoinositidi e AMP ciclico (cAMP).

Farmacodinamica

Nel campo dei neurotrasmettitori, la funzione dei β-recettori può essere inibita e il rilascio di norepinefrina e serotonina può essere aumentato.

Quando il litio viene somministrato in associazione ai neurolettici, l'induzione dei recettori della dopamina viene inibita. La concentrazione e il turnover della dopamina aumentano. Ciò impedisce il rilascio di norepinefrina e l'induzione dei recettori D2 e aumenta l'effetto degli agonisti indiretti.

Nel campo delle sostanze messaggere secondarie, si osserva una riduzione dell'inositolo e un'inibizione del ciclo dei fosfoinositidi. L'attività dell'adenilato ciclasi può essere inibita o aumentata.

Efficacia clinica

Quilonorm retard è indicato nella profilassi e nella terapia dei disturbi affettivi delle forme maniaco-depressive. L'effetto completo del trattamento compare talvolta solo dopo mesi. In molti casi, sono necessari anni di trattamento ininterrotto con il litio.

Farmacocinetica

Assorbimento

I sali di litio vengono quasi completamente assorbiti a livello gastrointestinale. Le concentrazioni sieriche massime vengono raggiunte con Quilonorm retard dopo 4-4,5 ore. Le concentrazioni sieriche variano notevolmente da paziente a paziente. Anche le concentrazioni sieriche terapeuticamente efficaci variano individualmente (vedere «Posologia/impiego»).

Distribuzione

Il litio si distribuisce in tutto l'organismo e la distribuzione è completata dopo circa 6-10 ore. Concentrazioni più elevate di quelle sieriche vengono rilevate nelle ossa, nella tiroide e in parti del cervello.

Il litio presenta un elevato volume di distribuzione relativa di circa il 120% del peso corporeo, cioè il litio viene immagazzinato a livello intracellulare ed extravasale.

Il litio non lega le proteine plasmatiche.

La diffusione attraverso la barriera emato-encefalica può essere ritardata.

La concentrazione sierica ottimale del principio attivo risulta compresa nell'intervallo 0,6-1,0 mmol (mval)/l e va aumentata a 1,2 mmol (mval)/l solo in casi eccezionali. La dose di litio necessaria viene determinata dall'eliminazione renale e dal peso corporeo, cioè da fattori che variano molto da persona a persona.

Il litio passa nel latte materno.

Metabolismo

Il litio viene eliminato in forma immodificata attraverso i reni.

Eliminazione

Il litio viene eliminato principalmente attraverso i reni. Dopo 5-7 giorni di impiego regolare, l'emivita è di circa 24 ore.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

L'emivita è di 30-36 ore nei pazienti anziani e di circa 18 ore negli adolescenti.

Dati preclinici

Il litio presenta uno spettro terapeutico solo ristretto. I primi sintomi di intossicazione compaiono di regola già a concentrazioni sieriche superiori a 1,5-2,0 mmol/l.

In presenza di fattori di rischio (vedere "Controindicazioni", «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni») o in pazienti particolarmente sensibili, i sintomi di tossicità possono comparire già a livelli ematici terapeutici.

Gli studi sulla tossicità subcronica e cronica negli animali da laboratorio hanno rivelato disturbi funzionali e ingrossamento della tiroide, danni renali e del SNC.

Gli studi sugli animali hanno messo in evidenza segni di potenziale tossicità per la riproduzione e teratogenicità del litio. Nel ratto, nel topo e nel maiale, si sono osservati più riassorbimenti intrauterini, cucciolate più piccole e meno neonati sopravvissuti dopo il parto; nel ratto e nel topo, di sono osservate anche malformazioni ossee.

Gli studi in vitro e negli animali da laboratorio hanno dimostrato che i composti del litio possono indurre mutazioni cromosomiche in un intervallo di dosi citotossiche molto elevate. Non sono noti dati certi su una potenziale cancerogenicità del litio.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare il medicamento a temperatura ambiente (15-25  C) e fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

35960 (Swissmedic)

Confezioni

Quilonorm retard compresse rivestite con film (divisibili): confezioni da 60 e 300 compresse rivestite con film (A)

Titolare dell’omologazione

Doetsch Grether AG, 4051 Basilea

Stato dell'informazione

Marzo 2025