Accupaque

Composizione

Principi attivi

Iohexolum

Sostanze ausiliarie

Trometamolum, natrii calcii edetas, acidum hydrochloridum (per la regolazione del pH), aqua ad iniectabile.

Accupaque 300 mg I/ml risp. 350 mg I/ml: contenuto massimo di sodio 0,012 mg/ml.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Accupaque è un mezzo di contrasto per radiodiagnostica non ionico, monomerico, triiodato, idrosolubile.

Soluzione iniettabile per uso endovenoso, endoarterioso, intratecale e per uso nelle cavità corporee:

 

Accupaque 300: 1 ml contiene: iohexolum 647 mg equiv. a un contenuto di iodio di 300 mg/ml.

 

50 ml

100 ml

200 ml

500 ml

Iohexolum [g]

32,35

64,7

129,4

323,5

Iodum [g]

15

30

60

150

 

Accupaque 350: 1 ml contiene: iohexolum 755 mg equiv. a un contenuto di iodio di 350 mg/ml.

 

50 ml

100 ml

200 ml

500 ml

Iohexolum [g]

37,75

75,5

151,0

377,5

Iodum [g]

17,5

35

70

175

 

La soluzione iniettabile pronta per l’uso presenta i seguenti valori di osmolalità e viscosità:

 

Accupaque

300

350

Osmolalità (Osm/kg H2O) a 37 °C

0,64

0,78

Viscosità (mPa•s) a 20 °C

Viscosità (mPa•s) a 37 °C

11,6

6,1

23,3

10,6

pH

6,8–7,6

6,8–7,6

Peso molecolare [g/mol]‍

821,1

 

Indicazioni/possibilità d’impiego

Mezzo di contrasto per radiodiagnostica per le persone adulte e la popolazione pediatrica, per cardioangiografia, arteriografia, urografia, flebografia e contrast enhancement in tomografia computerizzata.

Mielografia cervicale, uso nelle cavità corporee (ad es. artrografia; isterosalpingografia).

Mammografia con mezzo di contrasto (CEM) in donne adulte per la valutazione e lindividuazione di lesioni mammarie note o sospette

-come complemento alla mammografia (con o senza ecografia) o

-come alternativa alla risonanza magnetica (RM) quando la RM è controindicata o non disponibile.

 

Posologia/impiego

Per uso endovenoso, endoarterioso, intratecale e per uso nelle cavità corporee. La soluzione iniettabile deve essere riscaldata alla temperatura corporea prima dell’uso, poiché i mezzi di contrasto sono così meglio tollerati e si lasciano iniettare meglio in ragione della viscosità più bassa.

Un’adeguata idratazione deve essere assicurata prima e dopo la somministrazione del mezzo di contrasto.

In caso di funzionalità renale ridotta, insufficienza cardiovascolare e condizioni generali scadenti, la dose del mezzo di contrasto deve essere la più bassa possibile (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). In questi pazienti è consigliabile monitorare la funzionalità renale per almeno tre giorni dopo l’esame.

La somministrazione intravasale di mezzi di contrasto va effettuata, se possibile, mantenendo il paziente sdraiato.

Possono subentrare reazioni di ipersensibilità indipendentemente dalla dose e dalla via di somministrazione. Dei sintomi lievi possono essere i primi segni di una reazione anafilattica grave. La somministrazione del mezzo di contrasto va interrotta immediatamente e, qualora necessario, va somministrata una terapia specifica per via endovascolare. Ad ogni esame devono pertanto essere soddisfatti i requisiti in termini di personale per il trattamento di emergenza e deve essere pronto all’uso il materiale necessario (ossigeno, adrenalina, materiale per l’infusione, possibilità di intubazione e ventilazione ecc.). In caso di stato di shock imminente la somministrazione del mezzo di contrasto va interrotta immediatamente e, qualora necessario, va avviato un trattamento endovenoso specifico. È assolutamente necessario avere dimestichezza con l’impiego delle misure di emergenza, ed è anche consigliabile avere a disposizione per tutta la durata dell’esame radiologico un catetere permanente o una cannula per un rapido accesso endovenoso.

Posologia abituale

Il dosaggio si basa tra le altre cose sull’età, il peso, la funzionalità cardiaca e renale, lo stato di salute generale, le possibilità tecniche, il quesito diagnostico, la metodica dell’esame e la regione da studiare. Nel corso di una giornata di esami, non va superata la dose complessiva di 1,5 g di iodum per kg di peso corporeo. Il medico deve definire la concentrazione di iodio appropriata e il volume necessario caso per caso.

In caso di funzionalità renale ridotta, insufficienza cardiocircolatoria e anche in presenza di un cattivo stato di salute generale, la dose del mezzo di contrasto deve essere mantenuta più bassa possibile (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»). In questi pazienti è consigliabile monitorare la funzionalità renale per almeno tre giorni dopo l’esame.

La somministrazione per via intravascolare va effettuata se possibile mentre il paziente è sdraiato.

Il paziente non deve assumere cibo nelle due ore precedenti l’esame.

Consultare la tabella seguente come riferimento per la scelta della concentrazione e del volume.

Posologia negli adulti

 

Indicazione/esame

Concentrazione

Volume

Commento

Somministrazione endovenosa

 

Urografia

300 mg I/ml

oppure

350 mg I/ml

40–80 ml

40–80 ml

Il volume di 80 ml può essere superato in determinati casi

Flebografia (gamba)

300 mg I/ml

20–100 ml

per gamba

 

Angiografia a sottrazione digitale (DSA e.v.)

300 mg I/ml

oppure

350 mg I/ml

20–60 ml/ iniezione

20–60 ml/ iniezione

Velocità di flusso:

8–12 ml/s nella vena cubitale

10–20 ml/s nella vena cava

Mammografia con mezzo di contrasto (CEM)

 

 

 

300 mg I/ml

o

350 mg I/ml

Dose (per kg

di peso corporeo)

1,5 ml/kg

 

1,3 ml/kg

 

Contrast enhancement in tomografia computerizzata

300 mg I/ml

oppure

350 mg I/ml

100–200 ml/ iniezione

100–150 ml/ iniezione

Di norma la quantità totale di iodum è compresa tra 30 e 60 g

Somministrazione endoarteriosa

 

Arteriografia:

·Arco aortico

300 mg I/ml

30–40 ml/ iniezione

Il volume dipende dal sito di iniezione

·Selettiva cerebrale

300 mg I/ml

5–10 ml/ iniezione

·Femorale

300 mg I/ml

oppure

350 mg I/ml

30–50 ml/ iniezione

·Aortografia

350 mg I/ml

40–60 ml/ iniezione

·Varie

300 mg I/ml

dipende dal tipo di esame

Cardioangiografia:

 

·Iniezione nel ventricolo sinistro e nella radice aortica

·Arteriografia coronarica selettiva

350 mg I/ml

 

 

 

350 mg I/ml

30–60 ml/ iniezione

 

 

4–8 ml/ iniezione

 

Angiografia a sottrazione digitale (DSA e.a.)

300 mg I/ml

1–15 ml/ iniezione

è possibile utilizzare fino a 30 ml/ iniezione, in base alla sede di somministrazione

 

Somministrazione intratecale

 

Mielografia cervicale (iniezione lombare)

300 mg I/ml

7–10 ml

Per ridurre al minimo le reazioni indesiderate, con la somministrazione intratecale non va superata la dose complessiva di 3 g di iodum

Mielografia cervicale (iniezione laterale cervicale)

300 mg I/ml

6–8 ml

Somministrazione nelle cavità corporee

 

Artrografia

300 mg I/ml

oppure

350 mg I/ml

5–15 ml

5–10 ml

 

Isterosalpingografia (ISG)

300 mg I/ml

15–25 ml

 

 

Posologia per la popolazione pediatrica

Indicazione/ esame

Concentrazione

Volume

Commento

Somministrazione endovenosa

 

Urografia:

·bambini < 7 kg

·bambini > 7 kg

 

300 mg I/ml

 

 

300 mg I/ml

 

3 ml/kg di peso corporeo

2 ml/kg di peso corporeo

 

 

 

 

max 40 ml

Contrast enhancement

in tomografia computerizzata

300 mg I/ml

1–3 ml/kg di peso corporeo fino a 40 ml

In casi eccezionali possono essere somministrati fino a 100 ml

 

 

 

 

 

 

 

 

Somministrazione endoarteriosa

 

Cardioangiografia

300 mg I/ml

oppure

350 mg I/ml

 

 

max 8 ml/kg di peso corporeo

A seconda dell’età, del peso, della patologia

Controindicazioni

·Anamnesi di grave ipersensibilità in seguito a somministrazione di Accupaque o ad una delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.

·Ipertiroidismo conclamato e tireotossicosi conclamata.

·L’isterosalpingografia è controindicata durante la gravidanza e in caso di infiammazione pelvica acuta.

Avvertenze e misure precauzionali

Precauzioni generali per l’uso di mezzi di contrasto non ionici

Preparazione alle emergenze: quando si utilizzano mezzi di contrasto iodati si deve sempre tenere in considerazione la possibilità di una reazione di ipersensibilità che può arrivare fino a gravi, potenzialmente letali o letali reazioni anafilattiche/anafilattoidi (sintomi cardiovascolari [shock], respiratori [edema della laringe, broncospasmo] o addominali, orticaria, angioedema o complicanze neurologiche). Indipendentemente dalla quantità e dal metodo di somministrazione, sintomi quali angioedema, congiuntivite, tosse, prurito, rinite, starnuti e orticaria possono essere indizi di una reazione anafilattica grave, che deve essere trattata. In caso di stato di shock imminente la somministrazione del mezzo di contrasto va interrotta immediatamente e, qualora necessario, va avviato un trattamento endovenoso specifico. Le attrezzature per le misure di supporto vitale avanzato devono essere disponibili in ogni momento.

Idratazione: occorre garantire un’idratazione adeguata prima e dopo la somministrazione del mezzo di contrasto. Se necessario, si deve instaurare un’idratazione endovenosa fino alla completa eliminazione del mezzo di contrasto. Questo vale soprattutto per i pazienti con disproteinemie o paraproteinemie come il mieloma multiplo, diabete mellito, disfunzione renale, iperuricemia, nonché per i bambini, i lattanti e i bambini piccoli (età < 1 anno), i neonati, gli anziani e i pazienti con cattivo stato di salute generale. Nei pazienti a rischio bisogna controllare l’equilibrio idrico ed elettrolitico e prestare attenzione ai sintomi di un calo dei livelli sierici di calcio. A causa del pericolo di disidratazione causata da diuretici, per limitare il rischio di danno renale acuto è necessario innanzitutto reidratare il paziente con acqua ed elettroliti. Si raccomanda prudenza nei pazienti affetti da grave cardiopatia e ipertensione polmonare, perché potrebbero sviluppare alterazioni emodinamiche o aritmie.

Tempo di follow-up: dopo la somministrazione del mezzo di contrasto il paziente va tenuto in osservazione per almeno 30–60 minuti, poiché la maggior parte degli effetti indesiderati gravi si verifica in questo lasso di tempo (cfr. rubrica «Effetti indesiderati»). L’esperienza tuttavia insegna che l’ipersensibilità può subentrare tardivamente, dopo diverse ore o diversi giorni dall’iniezione.

Stravaso: la somministrazione extravascolare di un mezzo di contrasto può in rari casi provocare dolori locali, edemi ed eritema, che spariscono di solito senza conseguenze. Sono state osservate infiammazioni e addirittura necrosi tissutale. La zona interessata andrebbe sempre sollevata e raffreddata. Nei casi di sindrome compartimentale la decompressione deve essere di tipo chirurgico.

Reazioni allergiche o anafilattoidi (reazioni di ipersensibilità)

La somministrazione di qualsiasi mezzo di contrasto deve essere preceduta da un’anamnesi accurata. Nei pazienti con diatesi allergica o con reazioni di ipersensibilità note è necessaria una chiara indicazione clinica. Se si sono verificate allergia, asma o gravi reazioni indesiderate con altri mezzi di contrasto iodati è richiesta cautela. In questi casi si deve prendere in considerazione una premedicazione con corticosteroidi e/o antagonisti dei recettori istaminici H1 e H2. Questi medicamenti tuttavia non sono in grado di prevenire uno shock anafilattico e potrebbero anzi mascherarne i primi sintomi.

Le reazioni di ipersensibilità si manifestano solitamente con disturbi di lieve entità a livello delle vie respiratorie o della cute, come leggera difficoltà a respirare, arrossamento della cute (eritema), orticaria, prurito o edema facciale. Le reazioni gravi come angioedema, edema sottoglottico, broncospasmo e shock sono rare. Solitamente queste reazioni si verificano nel giro di un’ora dalla somministrazione del mezzo di contrasto. In rari casi si assiste tuttavia a reazioni ritardate (da ore a giorni dopo), ma questi casi sono di rado potenzialmente letali e riguardano principalmente la cute. Dal momento che tali eventi subentrano in modo irregolare, in singoli casi non sono prevedibili, è tuttavia noto che le reazioni allergiche ai mezzi di contrasto si presentano con frequenza maggiore soprattutto nei pazienti con predisposizione allergica (allergie) e/o con asma bronchiale e nei pazienti con reazioni di ipersensibilità ai mezzi di contrasto note.

Nei pazienti con asma bronchiale è più alto in particolare il rischio di broncospasmo. I pazienti trattati con bloccanti β-adrenergici, in particolare quelli asmatici, possono avere una soglia più bassa per gli attacchi di broncospasmo e rispondere meno al trattamento con β-agonisti e adrenalina, il che può rendere necessario l’impiego di dosi più alte. In questi pazienti possono presentarsi anche sintomi atipici di anafilassi che possono essere interpretati erroneamente come una reazione vagale.

Ad ogni esame devono pertanto essere soddisfatti i requisiti in termini di personale per il trattamento di emergenza e deve essere pronto all’uso il materiale necessario (ossigeno, adrenalina, materiale per l’infusione, possibilità di intubazione e ventilazione ecc.). In caso di stato di shock imminente la somministrazione del mezzo di contrasto va interrotta immediatamente e, qualora necessario, va avviato un trattamento endovenoso specifico.

È assolutamente necessario avere dimestichezza con l’impiego delle misure di emergenza, ed è anche consigliabile avere a disposizione per tutta la durata dell’esame radiologico un catetere permanente o una cannula per un rapido accesso endovenoso.

Disturbi della funzionalità tiroidea

Ipertiroidismo

A causa del loro contenuto di iodio libero, i mezzi di contrasto per radiodiagnostica contenenti iodio interferiscono con la funzionalità tiroidea e possono portare a ipertiroidismo o anche ad una crisi tireotossica in pazienti predisposti. Per evitare questo disturbo metabolico è necessario identificare i possibili fattori di rischio tiroidei. Sono a rischio i pazienti con ipertiroidismo manifesto ma non ancora riconosciuto, ipertiroidismo latente (ad es. gozzo nodulare) o autonomia funzionale (frequente ad es. nei pazienti anziani, soprattutto in aree caratterizzate da carenza di iodio). In pazienti potenzialmente a rischio occorre chiarire lo stato della funzionalità tiroidea ed escludere un ipertiroidismo prima dell’esame. In questi casi si deve prendere in considerazione un blocco farmacologico preventivo della tiroide. Nei pazienti affetti da gozzo nodulare esiste il rischio che in seguito all’iniezione di un mezzo di contrasto contenente iodio insorga ipertiroidismo.

Ipotiroidismo

Dopo la somministrazione di mezzi di contrasto contenenti iodio in pazienti adulti e pediatrici, inclusi bambini piccoli, sono stati riportati test di funzionalità tiroidea indicativi di ipotiroidismo o soppressione temporanea della tiroide. Alcuni pazienti sono stati trattati per ipotiroidismo (cfr. «Popolazione pediatrica»).

Test di funzionalità tiroidea

Prima della somministrazione di un mezzo di contrasto iodato bisogna assicurarsi che il paziente non debba sottoporsi a una scansione tiroidea o ad un test di funzionalità tiroidea oppure a un trattamento con iodio radioattivo a breve termine, poiché la somministrazione di mezzi di contrasto iodati, indipendentemente dalla via di somministrazione utilizzata, può interferire con i saggi ormonali e con la captazione di iodio da parte della tiroide o delle metastasi di un cancro tiroideo finché l’escrezione urinaria di iodio non si è normalizzata.

Coagulopatie

Nel corso di procedure angiocardiografiche con mezzi di contrasto sia ionici che non ionici, si sono registrati eventi tromboembolici gravi, raramente letali, che hanno portato a infarto miocardico e ictus. L’angiografia con catetere con mezzo di contrasto comporta il rischio di eventi tromboembolici.

Quando vengono impiegate procedure di cateterizzazione vascolare, occorre prestare particolare attenzione alla tecnica angiografica e lavare spesso il catetere (ad es. con soluzione fisiologica eparinizzata) per minimizzare il rischio di trombosi ed embolia correlate alla procedura. Nell’eseguire la cateterizzazione bisogna considerare che oltre al mezzo di contrasto, numerosi altri fattori possono influenzare lo sviluppo di eventi tromboembolici, tra cui: la durata della procedura di esame, il numero di iniezioni, la natura del materiale del catetere e della siringa, le patologie di base preesistenti e i trattamenti concomitanti. L’esame dovrebbe essere il più breve possibile. Si raccomanda cautela nei pazienti con omocistinuria (rischio di tromboembolia).

In vitro, i mezzi di contrasto non ionici hanno un effetto inibitorio sulla coagulazione più debole dei mezzi di contrasto ionici.

Disturbi del sistema cardiovascolare

È richiesta prudenza nei pazienti con gravi patologie cardiache/cardiovascolari e ipertensione polmonare, poiché possono sviluppare alterazioni emodinamiche o aritmie. Questo vale soprattutto in seguito alla somministrazione del mezzo di contrasto intracoronarica, nel ventricolo sinistro e nel ventricolo destro. Per le reazioni cardiache sono particolarmente a rischio i pazienti con insufficienza cardiaca, grave coronaropatia, angina pectoris instabile, patologie delle valvole cardiache, infarto cardiaco recente, bypass coronarico e pazienti con ipertensione polmonare. Nei pazienti anziani e nei pazienti con cardiopatie preesistenti si presentano con maggiore frequenza reazioni accompagnate da modificazioni ischemiche dell’ECG e aritmie. Nei pazienti con insufficienza cardiaca l’iniezione intravasale di mezzi di contrasto può scatenare edema polmonare.

Disturbi della funzionalità renale

L’impiego di mezzi di contrasto contenenti iodio può avere come conseguenza un aumento dei livelli di creatinina sierica e danno renale acuto. I fattori predisponenti sono: anamnesi di patologie renali, anamnesi di insufficienza renale in seguito a somministrazione di un mezzo di contrasto, insufficienza renale in atto, età superiore a 60 anni, disidratazione, avanzata sclerosi vascolare, insufficienza cardiaca scompensata, alte dosi del mezzo di contrasto e iniezioni multiple, somministrazione diretta del mezzo di contrasto nell’arteria renale, esposizione ad altre sostanze nefrotossiche, grave ipertensione cronica, iperuricemia e paraproteinemia (mieloma multiplo, macroglobulinemia di Waldenström, plasmocitoma) o disproteinemia.

Nei pazienti con disturbi della funzionalità renale e diabete mellito, nonché nei pazienti con paraproteinemie, è necessaria particolare cautela per evitare un danno renale acuto dopo la somministrazione di un mezzo di contrasto. Le misure preventive comprendono:

·identificare i pazienti ad alto rischio;

·garantire un’idratazione adeguata sia prima che dopo la somministrazione del mezzo di contrasto;

·evitare un ulteriore sovraccarico dei reni con medicamenti nefrotossici, preparati orali per colecistografia, clampaggio arterioso, angioplastica dell’arteria renale, interventi chirurgici importanti fino alla completa eliminazione del mezzo di contrasto;

·un nuovo esame con mezzo di contrasto va rimandato fino al ripristino dei parametri di funzionalità renale ai livelli pre-esame;

·ridurre la dose al minimo necessario.

Un nuovo esame con mezzo di contrasto va effettuato solo una volta che la funzionalità renale sia ritornata ai livelli di partenza. I mezzi di contrasto iodati possono essere eliminati mediante dialisi. I pazienti in dialisi possono ricevere mezzi di contrasto iodati per gli esami radiologici. Non è necessario sincronizzare la somministrazione del mezzo di contrasto e l’emodialisi.

Pazienti diabetici che assumono metformina

Gli esami con mezzi di contrasto iodati somministrati per via endovascolare possono portare ad alterazione acuta della funzionalità renale e sono stati posti in relazione con acidosi lattica in pazienti trattati con metformina, in particolare nei pazienti con neuropatia diabetica. Per evitare l’acidosi nei pazienti di questo tipo che ricevono metformina, prima della somministrazione endovascolare deve essere misurata la creatininemia e devono essere messe in atto le seguenti misure di sicurezza nelle rispettive condizioni:

·Creatininemia e funzionalità renale normali (< 130 μmol/l)

Il trattamento con metformina deve essere sospeso al momento della somministrazione del mezzo di contrasto e ripreso non meno di 48 ore dopo o in seguito alla normalizzazione della funzionalità renale ovvero della creatininemia.

·Creatininemia e funzionalità renale anormali (> 130 μmol/l)

Il trattamento con metformina deve essere sospeso e l’esame con mezzo di contrasto rimandato di 48 ore.

La somministrazione di metformina deve riprendere solo se la funzionalità renale ovvero la creatininemia è rimasta invariata.

·Emergenze

In caso di emergenza, se la funzionalità renale è anormale o sconosciuta, il medico deve valutare il rapporto rischio/beneficio dell’esame con mezzo di contrasto e adottare le seguenti misure precauzionali: sospendere il trattamento con metformina, idratare adeguatamente il paziente (fino a 24 ore dopo la somministrazione), monitorare la funzionalità renale (creatininemia) ed eventuali segni di acidosi (livelli sierici di lattato, pH ematico).

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica e della funzionalità renale

Nei pazienti con insufficienza renale grave l’aggiunta di un disturbo grave della funzionalità epatica può portare a un serio prolungamento del tempo di eliminazione del mezzo di contrasto che talvolta rende necessaria l’emodialisi.

Disturbi del SNC

I pazienti con patologie cerebrali acute, tumori o epilessia sono predisposti allo sviluppo di complicanze neurologiche quali coma, paresi, confusione, disturbi visivi, sonnolenza e convulsioni e richiedono particolare attenzione. Alcuni pazienti hanno sviluppato transitoriamente in seguito a mielografia una riduzione passeggera dell’udito o persino sordità, dovuta probabilmente a un calo della pressione del liquido cerebrospinale provocato dalla puntura lombare.

È stata segnalata encefalopatia con l’utilizzo di mezzi di contrasto come iohexolum (cfr. «Effetti indesiderati»). L’encefalopatia indotta da mezzi di contrasto si può manifestare con sintomi e segni di disfunzione neurologica come cefalea, disturbi visivi, cecità corticale, stato confusionale, crisi convulsive, perdita della coordinazione, emiparesi, afasia, perdita di coscienza, coma ed edema cerebrale. I sintomi subentrano normalmente da alcuni minuti ad alcune ore dopo la somministrazione di iohexolum e regrediscono solitamente nel giro di qualche giorno.

I fattori che aumentano la permeabilità della barriera ematoencefalica facilitano il passaggio del mezzo di contrasto nel tessuto cerebrale e possono portare a possibili reazioni a livello del SNC, ad es. encefalopatia. Si raccomanda prudenza in caso di somministrazione intravasale in pazienti con infarto cerebrale acuto o emorragie intracraniche acute, in pazienti affetti da patologie che compromettono la barriera ematoencefalica e in pazienti che presentano edema cerebrale, demielinizzazione acuta o aterosclerosi cerebrale avanzata. In caso di sospetto di encefalopatia indotta da mezzo di contrasto si deve interrompere la somministrazione di iohexolum e avviare un trattamento medico appropriato. Iohexolum non può più essere somministrato in futuro.

La presenza di tumori o metastasi intracranici o un’anamnesi di epilessia può portare a un aumento dell’insorgenza di attacchi epilettici in seguito alla somministrazione del mezzo di contrasto. I sintomi neurologici causati da metastasi e processi degenerativi o infiammatori possono peggiorare in seguito alla somministrazione di mezzi di contrasto. I pazienti con patologie cerebrovascolari sintomatiche, i pazienti recentemente colpiti da ictus e i pazienti che soffrono di frequenti attacchi ischemici transitori presentano un rischio elevato di complicanze neurologiche indotte da mezzo di contrasto in seguito a iniezione endoarteriosa. L’iniezione endoarteriosa di mezzi di contrasto può provocare vasospasmi e di conseguenza eventi ischemici cerebrali.

Alcolismo/tossicodipendenza

L’alcolismo acuto o cronico può aumentare la permeabilità della barriera ematoencefalica e quindi eventualmente causare reazioni dovute a mezzi di contrasto a livello del SNC. Negli alcolisti e nei tossicodipendenti sussiste un rischio più elevato di crisi convulsive e reazioni neurologiche, in ragione di una soglia convulsiva eventualmente ridotta.

Terapia con neurolettici/antidepressivi

La somministrazione di neurolettici e antidepressivi deve essere sospesa 48 ore prima dell’esame, poiché questi medicamenti abbassano la soglia convulsiva.

Stati ansiosi: stati di forte eccitazione, ansia o dolore possono aumentare il rischio di effetti collaterali o potenziare le reazioni dovute ai mezzi di contrasto. In caso di forte ansia può essere somministrato un sedativo.

Altri fattori di rischio

·Specialmente nei pazienti anziani, gravi patologie vascolari e neurologiche costituiscono dei fattori di rischio per reazioni ai mezzi di contrasto.

·Nei pazienti con malattie autoimmuni sono stati osservati casi di vasculite grave o sindrome di Stevens-Johnson.

·Miastenia gravis: i mezzi di contrasto iodati possono aggravare i sintomi di miastenia gravis.

·Feocromocitoma: nei pazienti con feocromocitoma si può sviluppare una crisi ipertensiva grave, occasionalmente non controllabile, in seguito alla somministrazione intravasale di mezzi di contrasto. Per evitare una crisi ipertensiva, i pazienti affetti da feocromocitoma devono essere sottoposti a trattamento profilattico con alfa-bloccanti prima dell’esame radiografico. La somministrazione di mezzi di contrasto iodati a pazienti con feocromocitoma noto o sospetto deve avvenire con prudenza.

·Anemia falciforme: in caso di somministrazione endovenosa o endoarteriosa, i mezzi di contrasto possono favorire la produzione di cellule falciformi nei portatori omozigoti di questa condizione.

·Uso intratecale: è necessario soppesare con particolare attenzione l’indicazione di mielografia in pazienti con soglia convulsiva ridotta, ad es. epilettici, alcolisti, tossicodipendenti, nonché nei pazienti che assumono determinati medicamenti come neurolettici e antidepressivi, poiché in questi casi possono essere favoriti disturbi neurologici.

·Mielografia: possono insorgere lesioni del midollo spinale e sintomi di paraplegia. Se la mielografia in tali pazienti è necessaria, si deve effettuare un monitoraggio post-radiologico accurato per 8 ore. Se vengono utilizzati antiemetici, questi non devono avere azione neurolettica (cfr. rubrica «Interazioni»). Dopo ogni esame del canale cerebro-midollare – in particolare le porzioni più alte – il mezzo di contrasto va incanalato, nella misura del possibile, nella zona lombare del canale vertebrale.

Durante il follow-up routinario della mielografia il paziente deve essere tenuto sdraiato sul dorso, a riposo per 1 ora con la testa e il busto sollevati di 20 °. Successivamente il paziente può di nuovo effettuare movimenti, con cautela, ma senza piegarsi in avanti. Se subentrano cefalea, forte emesi, febbre o altri tipi di malessere analoghi se ne deve informare tempestivamente il medico e si deve avviare una terapia adeguata. Ciò vale in particolare anche per crisi convulsive e sindromi confusionali.

Non si prevedono tuttavia tali gravi complicanze se la mielografia è stata effettuata lege artis e rispettando le linee guida per il dosaggio e il follow-up post-mielografico qui riportate. Durante le prime 6 ore a letto, il capo e il torace devono rimanere sollevati. Tenere sotto osservazione durante questo periodo i pazienti con bassa soglia convulsiva. I pazienti esterni non devono rimanere completamente soli per le prime 24 ore successive alla mielografia. Effetti collaterali aspecifici come cefalea, nausea, conati di vomito, vomito e rigidità della nuca, che generalmente sono riconducibili a una perdita di liquido cerebrospinale conseguente alla puntura, sono risolvibili mediante un apporto sufficiente di liquidi per via orale o parenterale. In base alle esperienze fatte, la posizione sdraiata con la testa leggermente sollevata migliora i disturbi conseguenti alla puntura.

Alcuni pazienti hanno sviluppato in seguito a mielografia una riduzione o persino una perdita transitoria dell’udito, dovuta probabilmente a un calo della pressione del liquido cerebrospinale provocato dalla puntura lombare.

·Arteriografia: A seconda della procedura scelta possono verificarsi lesioni all’arteria, alla vena, all’aorta e agli organi adiacenti, puntura della pleura ed emorragie retroperitoneali, lesioni al midollo spinale e sintomi di paraplegia.

Arteriografia cerebrale: Nei pazienti con arteriosclerosi in fase avanzata, ipertensione grave, scompenso cardiaco, età avanzata e anamnesi di trombosi o embolia cerebrale oppure emicrania possono insorgere più frequentemente disturbi cardiovascolari quali bradicardia e riduzione o aumento della pressione arteriosa.

 

Popolazione pediatrica

Si possono osservare ipotiroidismo o soppressione transitoria della tiroide in seguito all’esposizione a mezzi di contrasto contenenti iodio.

Particolare attenzione è da rivolgere ai pazienti pediatrici di età inferiore ai 3 anni, poiché la comparsa di ipofunzionamento della tiroide in una fase precoce della vita può essere dannosa per lo sviluppo motorio, uditivo e cognitivo e può rendere necessaria una terapia sostitutiva temporanea con T4. L’incidenza riportata di ipotiroidismo in pazienti al di sotto dei 3 anni che hanno ricevuto mezzi di contrasto iodati è compresa tra l’1,3% e il 15,4%, a seconda dell’età dei pazienti e della dose del mezzo di contrasto iodato, ed è maggiore nei neonati e nei prematuri. I neonati possono essere esposti a mezzi di contrasto contenenti iodio anche attraverso la madre durante la gravidanza. Occorre controllare la funzionalità tiroidea in tutti i pazienti pediatrici al di sotto dei 3 anni entro 1-3 settimane dall’esposizione al mezzo di contrasto contenente iodio, in particolare nei neonati e nei prematuri. Se si riscontra ipotiroidismo, si deve prendere in considerazione la necessità di una terapia e la funzionalità tiroidea va monitorata fino alla normalizzazione.

È stato segnalato ipofunzionamento della tiroide transitorio per 2,5 mesi compresa terapia con levotiroxina in un neonato prematuro allattato al seno. La madre che lo allattava era stata esposta per due volte ad Accupaque. È quindi necessario monitorare strettamente la funzionalità tiroidea anche in caso di esposizione della madre durante la gravidanza e l’allattamento. L’esecuzione di un esame con mezzo di contrasto nella madre deve essere rigorosamente indicata ed eventualmente va interrotto l’allattamento.

La somministrazione di mezzi di contrasto contenenti iodio a neonati e soprattutto a neonati prematuri può provocare ipotiroidismo. Per questo motivo vanno controllati i valori di TSH e T4 7–10 giorni e 1 mese dopo la somministrazione del mezzo di contrasto. Tenere in considerazione anche «Interazioni», «Effetti indesiderati», «Altre indicazioni» e «Gravidanza, allattamento».

Anche in caso di esposizione in utero bisogna monitorare attentamente la funzionalità tiroidea del neonato nella prima settimana di vita se alla madre è stato somministrato un mezzo di contrasto contenente iodio durante la gravidanza.

Anche il tasso di filtrazione glomerulare, ridotto in funzione dell’età nei bambini, può portare a un’eliminazione più lenta del mezzo di contrasto. Un’adeguata idratazione deve essere assicurata prima e dopo la somministrazione del mezzo di contrasto, in particolare nei lattanti e nei bambini piccoli come anche nei bambini. I lattanti, i bambini piccoli (< 1 anno di età) e i neonati sono soggetti ad alterazioni elettrolitiche ed emodinamiche. La somministrazione di medicamenti nefrotossici deve essere sospesa.

 

Mammografia con mezzo di contrasto (CEM)

La mammografia con mezzo di contrasto comporta un’esposizione maggiore alle radiazioni ionizzanti rispetto alla mammografia standard. La dose di radiazioni dipende dallo spessore della mammella, dal sistema di mammografia e dalle impostazioni del sistema ed è soggetta a variazioni (aumento medio della dose di radiazioni di un fattore compreso tra 1,4 e 1,8 a seconda della pubblicazione). La dose ghiandolare media per la CEM è di circa 3 mGy per esposizione (= circa 6 mGy per ghiandola mammaria).

 

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per unità di dosaggio, cioè è essenzialmente «senza sodio». Contenuto complessivo di sodio: max: 0,012 mg di sodio/ml.

Interazioni

L’impiego di mezzi di contrasto iodati può portare a una temporanea riduzione della funzionalità renale. Nei diabetici che assumono metformina, questo può provocare acidosi lattica (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

I pazienti trattati con interleuchina-2 e interferoni in concomitanza o nelle 2 settimane precedenti alla procedura presentano un rischio elevato di reazioni tardive (eritema, sintomi simil-influenzali o reazioni cutanee).

L’assunzione concomitante di determinati medicamenti (derivati della fenotiazina, inclusi determinati neurolettici, antistaminici, antidepressivi triciclici, MAO inibitori, analettici, antipsicotici, antiemetici ad azione neurolettica) può ridurre la soglia convulsiva e quindi aumentare il rischio di crisi convulsive indotte dal mezzo di contrasto. Si consiglia di sospendere questi medicamenti nelle 48 ore precedenti e fino a 24 ore dopo l’esame. I medicamenti anticonvulsivanti in uso vanno mantenuti.

I pazienti trattati con β-bloccanti presentano un rischio elevato di reazioni anafilattoidi, in particolare in presenza di asma bronchiale. In questi pazienti inoltre possono essere necessarie dosi più elevate di β-agonisti per trattare eventuali reazioni di ipersensibilità. β-bloccanti, sostanze vasoattive, ACE-inibitori e antagonisti del recettore dell’angiotensina possono ridurre l’efficacia dei meccanismi cardiaci di compensazione delle variazioni di pressione arteriosa.

Influenza su metodi diagnostici

Per informazioni riguardo all’influenza sui test di funzionalità tiroidea e sui test di laboratorio in vitro, cfr. «Altre indicazioni».

In seguito alla somministrazione intravasale di mezzi di contrasto iodati la capacità del tessuto tiroideo di assorbire radioisotopi per la diagnostica della tiroide è ridotta per alcune settimane.

Concentrazioni elevate di mezzo di contrasto nel siero e nelle urine possono compromettere test di laboratorio per la determinazione di bilirubina, proteine o sostanze inorganiche (ad es. ferro, rame, calcio e fosfato). Questi parametri di laboratorio non vanno pertanto misurati il giorno dell’esame con mezzo di contrasto.

Pazienti emodializzati: possono ricevere Accupaque per gli esami radiologici rispettando le relative misure di sicurezza. Non è necessario sincronizzare la somministrazione del mezzo di contrasto e l’emodialisi.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Finora la sicurezza dell’impiego di Accupaque durante la gravidanza non è stata dimostrata in studi clinici controllati.

Gli studi sperimentali sugli animali non suggeriscono effetti nocivi diretti o indiretti sull’embrione o sul feto. Poiché in gravidanza si deve sempre evitare l’esposizione a radiazioni, le donne incinte non devono essere sottoposte a esami radiografici (con o senza Accupaque), salvo in caso di assoluta necessità.

 

La funzionalità tiroidea va esaminata in tutti i pazienti pediatrici di età inferiore ai 3 anni entro 3 settimane dall’esposizione al mezzo di contrasto contenente iodio, in particolare nei neonati e nei prematuri. A tutti i neonati va controllata la funzionalità tiroidea nella prima settimana di vita, se la madre durante la gravidanza ha ricevuto un mezzo di contrasto contenente iodio. È raccomandata la ripetizione del controllo della funzionalità tiroidea tra la 2a e la 6a settimana di vita, specialmente nei neonati con peso ridotto alla nascita e nei prematuri.

Allattamento

I mezzi di contrasto vengono secreti nel latte materno solo in quantità minime e sono assorbiti in misura ridotta nell’intestino. Di norma è quindi improbabile un effetto dannoso per il lattante.

Nell’ambito di uno studio clinico, la quantità di iohexolum secreta durante le prime 24 ore dopo l’iniezione nel latte materno è stata pari allo 0,5% della dose calcolata sulla base del peso corporeo. I lattanti hanno assunto nelle prime 24 ore dopo l’iniezione solo lo 0,2% di una dose pediatrica.

È stato segnalato ipofunzionamento della tiroide transitorio per 2,5 mesi compresa terapia con levotiroxina in un neonato prematuro allattato al seno. La madre che lo allattava era stata esposta per due volte ad Accupaque. È quindi necessario monitorare strettamente la funzionalità tiroidea anche in caso di esposizione della madre durante la gravidanza e l’allattamento. L'esecuzione di un esame con mezzo di contrasto nella madre deve essere rigorosamente indicata. Eventualmente va interrotto l’allattamento.

 

Fertilità

Non si dispone di dati clinici concernenti le ripercussioni sulla fertilità. Da studi di sperimentazione animale non sono emerse indicazioni di compromissione della fertilità.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

Bisogna tenere conto delle condizioni generali del paziente, degli effetti indesiderati e della possibilità di una reazione tardiva. Si raccomanda di non guidare veicoli e di non usare macchine durante le 24 ore successive all’esame intratecale.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza (da tenere in considerazione in generale per tutte le vie di somministrazione di mezzi di contrasto contenenti iodio):

Di seguito sono elencati i possibili effetti indesiderati generali associati con gli esami radiografici che prevedono l’impiego di mezzi di contrasto monomerici e non ionici. Per informazioni sugli effetti collaterali specifici associati alle diverse vie di somministrazione consultare anche le rispettive sezioni.

Possono subentrare reazioni di ipersensibilità indipendentemente dalla dose e dalla via di somministrazione. Dei sintomi lievi possono essere i primi segni di una reazione anafilattica grave/ shock. La somministrazione del mezzo di contrasto va interrotta immediatamente e, qualora necessario, va somministrata una terapia specifica per via endovascolare.

Un aumento transitorio della creatininemia in seguito all’uso di mezzi di contrasto contenenti iodio è comune. Può insorgere nefropatia indotta dal mezzo di contrasto. Lo iodismo o parotite da ioduro è una complicazione molto rara dei mezzi di contrasto contenenti iodio associata a gonfiore e tensione delle ghiandole salivari che possono persistere fino a 10 giorni dopo l’esame.

Elenco degli effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati osservati durante l’impiego di Accupaque sono elencati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione: «molto comune» (≥ 1/10); «comune» (≥ 1/100, < 1/10); «non comune» (≥ 1/1000, < 1/100); «raro» (≥ 1/10’000, < 1/1000); «molto raro» (< 1/10’000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Le frequenze indicate si basano sulla documentazione clinica interna e su studi pubblicati che hanno coinvolto più di 90’000 pazienti.

Disturbi del sistema immunitario

Raro

Reazioni di ipersensibilità (possono essere potenzialmente letali o letali) tra cui dispnea, eruzione cutanea, eritema, orticaria, prurito, reazioni cutanee, congiuntivite, tosse, rinite, starnuti, vasculite, angioedema, edema della laringe, laringospasmo, broncospasmo o edema polmonare non cardiogeno. La somministrazione del mezzo di contrasto in questi casi deve essere immediatamente interrotta e se necessario si deve avviare una terapia appropriata mediante accesso venoso. Queste reazioni possono comparire subito dopo l’iniezione o fino a qualche giorno dopo ed essere segno di shock incipiente. Le reazioni cutanee associate a reazioni di ipersensibilità possono subentrare fino a qualche giorno dopo l’iniezione.

Molto raro

Reazioni anafilattiche/anafilattoidi (possono essere potenzialmente letali o letali)

Non nota

Shock anafilattico/anafilattoide (può essere potenzialmente letale o letale), per lo più associato a reazioni respiratorie e anche del sistema nervoso centrale. Le reazioni anafilattoidi sotto forma di shock sono caratterizzate da forte abbassamento di pressione arteriosa, tachicardia, dispnea, cianosi, pallore, sudore freddo, riduzione del livello di coscienza o perdita di coscienza e arresto respiratorio e circolatorio. In rari casi è stato segnalato un abbassamento di pressione arteriosa che poteva anche essere associato a bradicardia (reazione vasovagale), da cui poi nel decorso successivo si è generalmente sviluppata una tachicardia.

Patologie del sistema nervoso

Non comune

Cefalea

Molto raro

Sincope vasovagale, disgeusia (disturbi transitori del gusto)

Patologie cardiache

Raro

Bradicardia

Non nota

Sindrome di Kounis

Patologie vascolari

Molto raro

Ipotensione, ipertensione

Patologie gastrointestinali

Non comune

Nausea

Raro

Vomito, dolore addominale

Molto raro

Malessere in zona addominale, diarrea

Non nota

Ingrossamento delle ghiandole salivari

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune

Sensazione di calore

Non comune

Iperidrosi, sensazione di freddo, reazioni vasovagali

Raro

Piressia

Molto raro

Brividi

 

 

Descrizione di specifici effetti indesiderati e informazioni supplementari

Da tenere in considerazione in particolare per l’uso endovascolare (endoarterioso/endovenoso)

Leggere innanzitutto la sezione «Riassunto del profilo di sicurezza» nella rubrica «Effetti indesiderati», poiché qui di seguito sono elencati solamente gli effetti indesiderati aggiuntivi descritti durante l’uso endovascolare di Accupaque.

Con l’uso di mezzi di contrasto per radiodiagnostica contenenti iodio possono subentrare diversi tipi di effetti collaterali. Si fa distinzione tra le reazioni pseudoallergiche non prevedibili e le reazioni organotossiche farmacologicamente spiegabili e prevedibili. Le reazioni pseudoallergiche e organotossiche possono anche svilupparsi in parallelo, per cui una classificazione univoca non è sempre possibile. I tipi di effetti indesiderati associati specificamente all’uso endovascolare dipendono (a esclusione delle reazioni anafilattoidi) dalla dose e dal sito di iniezione. Le arteriografie selettive e le altre procedure in cui il mezzo di contrasto arriva a concentrazioni elevate in un particolare organo possono essere associate a complicazioni nell’organo interessato. Le reazioni ai mezzi di contrasto in seguito a somministrazione intravasale sono decisamente più frequenti e anche più gravi di quelle provocate dall’uso nelle cavità corporee (somministrazione intraduttale ed endocavitaria).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non nota

Trombocitopenia

Patologie endocrine

Non nota

Tireotossicosi, ipotiroidismo transitorio

Disturbi psichiatrici

Non nota

Stato confusionale, agitazione, irrequietezza, inquietudine, ansia

Patologie del sistema nervoso

Raro

Capogiro, paresi, paralisi, fotofobia, sonnolenza

Molto raro

Crisi convulsive, illusioni, ictus, disturbi della coscienza, encefalopatia indotta transitoria, cambiamenti sensoriali (comprese disgeusia, ipoestesie), parestesie, tremore, sonnolenza

Non nota

Disturbi transitori della funzionalità motoria (compresi disturbo dell’eloquio, afasia, disartria), encefalopatia transitoria indotta da mezzo di contrasto (compresi amnesia transitoria, coma, stupore, emiparesi, amnesia retrograda), disorientamento ed edema cerebrale

Patologie dell’occhio

Raro

Compromissione della vista (comprese visione doppia, visione offuscata)

Non nota

Cecità corticale transitoria

Patologie dell’orecchio e del labirinto

Non nota

Sordità transitoria, perdita dell’udito.

Patologie cardiache

Raro

Aritmie (comprese bradicardia, tachicardia)

Molto raro

Infarto del miocardio, dolore toracico

Non nota

Gravi complicazioni cardiache (compresi arresto cardiaco e respiratorio), spasmi delle arterie coronarie, cianosi

Patologie vascolari

Molto raro

Rossore, ipertensione

Non nota

Spasmo arterioso, shock, tromboflebite, trombosi venosa

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune

Alterazione transitoria della frequenza respiratoria, affanno

Raro

Tosse, arresto respiratorio

Molto raro

Dispnea, fiato corto, edema della laringe, edema polmonare non cardiogeno

Non nota

Gravi sintomi clinici e segni relativi alle vie respiratorie, broncospasmo, laringospasmo, crisi asmatiche, apnea, aspirazione, edema polmonare, sindrome da distress respiratorio acuto

Patologie gastrointestinali

Raro

Diarrea, vomito

Molto raro

Fastidio addominale

Non nota

Peggioramento di una pancreatite, pancreatite acuta

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Raro

Eruzione cutanea, prurito, orticaria, eritema, angioedema

Molto raro

Flush

Non nota

Reazioni cutanee tossiche (bollose, pustolose ed esfoliative), sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, necrolisi epidermica tossica, pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), eruzione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), esacerbazione della psoriasi, eritema, esantema da medicamenti, esfoliazione cutanea

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non nota

Artralgia, debolezza muscolare, crampi muscoloscheletrici, dolore dorsale

Patologie renali e urinarie

Non comune

Lesione traumatica renale acuta

Raro

Peggioramento della funzionalità renale compresa insufficienza renale acuta

Non nota

Creatinina ematica aumentata

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non comune

Dolore, malessere

Raro

Cefalea, condizioni asteniche (compresi malessere, stanchezza), alterazione della temperatura corporea (piressia)

Molto raro

Sudorazione, sensazione di freddo e reazioni vasovagali, brividi

Non nota

Reazioni in sede di somministrazione, compreso stravaso, sincopi vasovagali

Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura

Non nota

Iodismo (avvelenamento da iodio)

 

Da tenere in considerazione in particolare per l’uso intratecale

Leggere innanzitutto la sezione «Riassunto del profilo di sicurezza» nella rubrica «Effetti indesiderati», poiché qui di seguito sono elencati solamente gli effetti indesiderati aggiuntivi descritti durante l’uso intratecale di Accupaque.

Gli effetti indesiderati possono insorgere come reazioni tardive dopo ore o giorni dalla somministrazione. La frequenza è la stessa osservata in seguito a puntura lombare. Cefalea, nausea, vomito e sensazione di vertigini possono essere una conseguenza dell’abbassamento della pressione nello spazio subaracnoideo causato da una fuoriuscita nel sito di puntura. Per ridurre al minimo il calo pressorio si dovrebbe evitare di prelevare quantità eccessive di liquido cerebrospinale.

Disturbi psichiatrici

Non nota

Confusione, agitazione, ansia

Patologie del sistema nervoso

Molto comune

Cefalea (27,2%) (eventualmente intensa e persistente)

Non comune

Meningite asettica (compresa meningite indotta da sostanze chimiche)

Raro

Capogiro, convulsioni

Non nota

Elettroencefalogramma (EEG) anormale, meningismo, stato epilettico, encefalopatia indotta da mezzo di contrasto transitoria, compresi perdita della memoria transitoria, coma, stupore, stordimento, amnesia retrograda, paresi, paralisi, disorientamento e altri sintomi neurologici, disturbi della funzionalità motoria (compresi disturbo dell’eloquio, afasia, disartria), parestesie, ipoestesie e disturbi sensoriali, disgeusia, disfunzioni del midollo spinale (ad es. mioclonie, dolori radicolari, disturbi della sensibilità)

Patologie dell’occhio

Non nota

Cecità transitoria, fotofobia

Patologie dell’orecchio e del labirinto

Non nota

Sordità transitoria, perdita dell’udito

Patologie gastrointestinali

Non comune

Nausea, vomito

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Raro

Dolore al collo, dolori alle estremità, dolori dorsali

Non nota

Spasmi muscolari

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Raro

Dolori alle estremità

Non nota

Reazioni in sede di somministrazione, parestesie o dolori localizzati alla radice dei nervi nel sito di iniezione

Patologie cardiache

Non nota

Disregolazione ortostatica con abbassamento della pressione arteriosa e capogiro

 

Da tenere in considerazione in particolare per l’uso nelle cavità corporee

Leggere innanzitutto la sezione «Riassunto del profilo di sicurezza» nella rubrica «Effetti indesiderati», poiché qui di seguito sono elencati solamente gli effetti indesiderati aggiuntivi descritti durante l’uso di Accupaque nelle cavità corporee.

Dal momento che anche in seguito alla somministrazione intraduttale ed endocavitaria vi può essere il passaggio di mezzo di contrasto nei vasi sanguigni, possono subentrare reazioni allergiche anche con questo metodo di somministrazione, come quelle già descritte per la somministrazione intravasale del mezzo di contrasto. Tali reazioni sono state tuttavia osservate molto di rado, sono state per lo più di lieve entità e si sono manifestate sotto forma di reazioni cutanee (orticaria, eritema, esantema, prurito). Non si può comunque escludere la possibilità di una reazione di ipersensibilità grave fino allo shock (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

 

·Isterosalpingografia (ISG)

Patologie gastrointestinali

Molto comune

Dolori addominali transitori nell’addome inferiore (17%)

 

·Artrografia

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non nota

Artrite

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto comune

Dolori (10,9%)

Non comune

Reazioni vasovagali come ad es. sudorazione, capogiro, nausea e vomito

 

Descrizione di specifici effetti indesiderati e informazioni supplementari

Sono state riportate complicanze tromboemboliche associate ad angiografia con contrast enhancement alle arterie coronarie, cerebrali, renali e periferiche. Il mezzo di contrasto potrebbe aver contribuito alle complicanze (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Complicanze a livello cardiaco, compreso infarto acuto del miocardio, sono state segnalate durante o dopo angiografia coronarica con contrast enhancement. I pazienti anziani o quelli con gravi patologie delle arterie coronarie, angina pectoris instabile e disfunzione del ventricolo sinistro avevano un rischio più elevato (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). In casi molto rari il mezzo di contrasto può superare la barriera ematoencefalica, per cui si verifica assorbimento di mezzo di contrasto nella corteccia cerebrale che può provocare reazioni neurologiche, tra cui convulsioni, disturbi motori e sensoriali transitori, confusione temporanea, perdita della memoria transitoria ed encefalopatia (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Le reazioni anafilattoidi e lo shock anafilattoide possono portare a un forte abbassamento di pressione arteriosa e ai sintomi ad esso associati e a segni quali encefalopatia ipossica, insufficienza renale ed epatica (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Uno stravaso del mezzo di contrasto ha causato in alcuni casi dolori locali ed edemi, che sono spariti di norma senza conseguenze. Sono subentrate infiammazione, necrosi tissutale e sindrome compartimentale (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Popolazione pediatrica

È stato segnalato ipotiroidismo transitorio dopo la somministrazione di mezzi di contrasto contenenti iodio a neonati prematuri, neonati a termine e bambini di altre fasce di età. I neonati prematuri sono particolarmente sensibili all’effetto dello iodio. È stato segnalato ipotiroidismo transitorio in un prematuro allattato al seno. La madre che lo allattava era stata sottoposta per due volte ad Accupaque (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Gravidanza, allattamento»).

In particolare nei lattanti e negli infanti va garantita un’idratazione sufficiente prima e dopo la somministrazione del mezzo di contrasto. I medicamenti nefrotossici vanno sospesi. Anche il tasso di filtrazione glomerulare, ridotto in funzione dell’età nei lattanti, può portare a un’eliminazione più lenta del mezzo di contrasto.

Nota sulla notifica di effetti indesiderati

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Non è stata stabilita una dose massima per l’uso di routine, endovascolare. Un sovradosaggio sintomatico è improbabile nei pazienti con funzionalità renale normale, a meno che il paziente non riceva più di 2000 mg I/kg di peso corporeo in un periodo limitato. Per la tollerabilità renale di dosi elevate di mezzo di contrasto (emivita: 2 ore) è determinante la durata della procedura. Un sovradosaggio accidentale è possibile nei bambini in seguito a esami angiografici complessi, soprattutto se devono essere somministrate più iniezioni.

Il sovradosaggio può avere effetti sul sistema polmonare e cardiovascolare e quindi portare a effetti collaterali potenzialmente letali. Lo scopo del trattamento del sovradosaggio è pertanto quello di preservare tutte le funzioni vitali e avviare immediatamente una terapia sintomatica.

In caso di sovradosaggio occorre ripristinare l’equilibrio idrico ed elettrolitico alterato. La funzionalità renale deve essere monitorata nei tre giorni successivi. In situazioni di emergenza è possibile eliminare il mezzo di contrasto in eccesso mediante emodialisi.

Non esiste un antidoto specifico.

Utilizzo intratecale

In caso di sovradosaggio si può sviluppare una sintomatologia cerebrale e spinale (ad es. attacchi epilettici, mioclonie). La terapia consiste nell’assicurare il mantenimento di tutte le funzioni vitali e in una terapia sintomatica.

Proprietà/effetti

Codice ATC

V08AB02

Meccanismo d’azione

In soggetti sani l’iniezione endovenosa di Accupaque non ha portato ad alterazioni significative della maggior parte dei parametri emodinamici, clinico-chimici e della coagulazione rispetto ai valori basali. Le poche variazioni dei parametri di laboratorio sono state di lieve entità e clinicamente non rilevanti.

Farmacodinamica

Cfr. sezione «Meccanismo d’azione»

Efficacia clinica

Non si dispone di dati.

Farmacocinetica

Assorbimento

Nell’uomo, in seguito a iniezione endovenosa in bolo di dosi fino a 500 mg di iodio/kg di peso corporeo l’emivita per la fase di distribuzione è stata di circa 20 minuti.

In seguito a iniezione endovenosa, i pazienti con funzionalità renale normale eliminano quasi il 100% della dose di ioexolo somministrata entro 24 ore attraverso i reni in forma inalterata. La concentrazione massima nelle urine viene raggiunta un’ora dopo l’iniezione.

Distribuzione

Il legame alle proteine plasmatiche è inferiore al 2% e quindi clinicamente irrilevante.

Metabolismo

Non sono stati identificati metaboliti.

Eliminazione

L’emivita di eliminazione (t½β) è di circa 2 ore nei pazienti con funzionalità renale normale.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Nei pazienti con gravi disfunzioni sia renali che epatiche la clearance del mezzo di contrasto può essere significativamente ritardata.

Dati preclinici

Tossicità sistemica

Iohexolum ha mostrato una tossicità acuta molto limitata in seguito a somministrazione endovenosa nei topi e nei ratti. Gli studi sugli animali mostrano un legame alle proteine molto basso e una buona tollerabilità renale. La tossicità cardiovascolare e la neurotossicità sono limitate. La liberazione di istamina e le proprietà anticoagulanti sono meno marcate di quelle dei mezzi di contrasto ionici.

Mutagenicità

Negli studi di genotossicità non sono stati riscontrati effetti mutageni, né in vitroin vivo.

Cancerogenicità

Non sono stati eseguiti studi di cancerogenicità.

Tossicità per la riproduzione

Negli studi di embriotossicità e in particolare di teratogenicità in ratti e conigli non sono stati rilevati effetti teratogeni né embrioletali.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Poiché non sono stati condotti studi di compatibilità, non si può somministrare questo medicamento in combinazione con altri medicamenti. Si deve usare una siringa separata.

Influenza sui metodi diagnostici

·Test di funzionalità tiroidea: tutti i mezzi di contrasto contenenti iodio possono interferire con i test di funzionalità tiroidea cosicché la capacità di captazione dello iodio da parte della tiroide può ridursi per settimane.

Prima della somministrazione di un mezzo di contrasto iodato bisogna assicurarsi che il paziente non debba sottoporsi a una scansione tiroidea o ad un test di funzionalità tiroidea oppure a un trattamento con iodio radioattivo a breve termine, poiché la somministrazione di mezzi di contrasto iodati, indipendentemente dalla via di somministrazione utilizzata, può interferire con i saggi ormonali e la captazione di iodio da parte della tiroide o delle metastasi di un cancro tiroideo finché l’escrezione urinaria di iodio non si è normalizzata.

·Test di laboratorio per bilirubina, proteine, sostanze inorganiche (quali ferro, rame, calcio e fosfato): concentrazioni elevate del mezzo di contrasto nel siero e nelle urine possono interferire con i test di laboratorio. Pertanto queste sostanze non devono essere quantificate nel giorno dell’esame radiografico.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Stabilità dopo apertura

Questo preparato non contiene conservanti. La stabilità chimico-fisica durante l’uso è stata dimostrata per 24 ore a una temperatura di 15-25°C. Per ragioni microbiologiche, il preparato pronto all’uso deve essere utilizzato immediatamente dopo l’apertura. Gettare la soluzione non utilizzata. I tempi e le condizioni di conservazione prima dell’uso sono di responsabilità dell’utilizzatore.

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Non conservare a temperature superiori a 30 °C.

Non congelare.

Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce e dai raggi X. I flaconi in polipropilene possono essere conservati a 37 °C per 1 mese prima dell’uso.

Indicazioni per la manipolazione

La soluzione iniettabile sterile va ispezionata visivamente prima dell’uso per controllare che sia priva di particelle, che sia di colorazione normale, e che il contenitore non sia danneggiato. Sostanzialmente nell’utilizzo di mezzi di contrasto per uso parenterale si devono considerare le norme igieniche generali applicate nell’utilizzo di soluzioni sterili. Il medicamento è monouso e da utilizzare dopo l’apertura. La soluzione con il mezzo di contrasto va aspirata nella siringa solo immediatamente prima dell’esame. L’esperienza indica che il mezzo di contrasto portato alla temperatura corporea è meglio tollerato.

Indicazioni aggiuntive

Nel caso in cui il mezzo di contrasto sia somministrato con un iniettore automatico, si deve dimostrarne l’appropriatezza per l’utilizzo che si prevede di farne. Le istruzioni per l’uso dello strumento vanno rispettate e i vari strumenti devono essere utilizzati esclusivamente da personale appositamente istruito.

I flaconi da 500 ml possono essere riutilizzati più volte per la somministrazione intravasale nel corso di una giornata di lavoro, possono essere utilizzati anche flaconi più piccoli se adatti. Il tappo in gomma deve essere perforato una sola volta. Dopo ogni esame tutti i materiali che entrano in contatto con il paziente, come pure i relativi strumenti e tubi, devono essere eliminati al fine di evitare una contaminazione tra i pazienti. A fine giornata, la soluzione per infusione inutilizzata, i materiali di scarto e i materiali monouso del sistema di iniezione devono essere smaltiti attenendosi ai regolamenti.

 

Numero dell’omologazione

54637 (Swissmedic)

Confezioni

Accupaque 300 (B)

Flacone in polipropilene :

1 × 50 ml, 10 × 50 ml, 1 × 100 ml, 10 × 100 ml, 1 × 200 ml, 10 × 200 ml, 1 × 500 ml, 6 × 500 ml

Accupaque 350 (B)

Flacone in polipropilene:

1 × 50 ml, 10 × 50 ml, 1 × 100 ml, 10 × 100 ml, 1 × 200 ml, 10 × 200 ml, 1 × 500 ml, 6 × 500 ml

Titolare dell’omologazione

GE Healthcare AG, 8152 Opfikon

Stato dell’informazione

Giugno 2024