Ongentys® capsule rigide
Composizione
Principio attivo: opicapone
Sostanze ausiliarie:
Contenuto delle capsule rigide: lattosio monoidrato (156.0 mg), sodio amido glicolato ( tipo A) (contiene 0.714 mg di sodio), amido pregelatinizzato, magnesio stearato. Involucro delle capsule rigide: gelatina, indigotina (E132), eritrosina (E127), biossido di titanio (E171), gommalacca, glicole propilenico, soluzione concentrata di ammoniaca, simeticone.
Forma galenica e quantità di principio attivo per unità
Ogni capsula rigida contiene 50 mg di opicapone come principio attivo.
Aspetto:
Capsule rigide da 50 mg: Capsule rigide di colore blu scuro di misura 1 (circa 19 mm), con impresse le scritte “OPC 50” sulla parte superiore e “Bial” sulla parte inferiore.
Indicazioni/possibilità d’impiego
Ongentys è indicato, in associazione ai preparati a base di levodopa/inibitori della DOPA decarbossilasi (DDCI), nel trattamento dei pazienti adulti con malattia di Parkinson e fluttuazioni motorie di fine dose, non stabilizzati con queste associazioni.
Posologia/impiego
La dose raccomandata di opicapone è di 50 mg.
Ongentys va assunto una volta al giorno prima di andare a dormire, almeno un’ora prima o un’ora dopo il trattamento a base di levodopa.
Aggiustamenti posologici del trattamento antiparkinson
L’opicapone potenzia gli effetti della levodopa. È necessario, quindi, aggiustare spesso la posologia della levodopa nei giorni o nelle settimane dopo l’avvio del trattamento con opicapone (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Dimenticanza di una dose
Se si dimentica una dose, quella successiva va assunta all’ora prevista. Il paziente non deve assumere una dose aggiuntiva per compensare quella dimenticata.
Se Ongentys viene interrotto, è necessario aggiustare la dose degli altri trattamenti antiparkinson, in particolare della levodopa, per ottenere un sufficiente livello di controllo dei sintomi.
Particolari gruppi di pazienti
Pazienti anziani
Nei pazienti anziani non è necessario alcun aggiustamento della dose (vedere «Farmacocinetica»). Esercitare cautela nei pazienti di età superiore ai 75 anni, perché l’esperienza in questa fascia di età è limitata.
Insufficienza renale
Nei pazienti con insufficienza renale non è necessario alcun aggiustamento della dose, perché l’opicapone non viene eliminato per via renale (vedere «Farmacocinetica»).
Insufficienza epatica
La biodisponibilità dell’opicapone è risultata significativamente più elevata nei pazienti con insufficienza epatica cronica moderata (vedere «Farmacocinetica»).
Non sono disponibili esperienze cliniche nei pazienti con insufficienza epatica lieve (Child Pugh classe A) e nei pazienti con insufficienza epatica severa (Child Pugh classe C).
Perciò, Ongentys non è raccomandato nei pazienti con insufficienza epatica o cirrosi epatica (Child Pugh classe A, B, C).
Popolazione pediatrica
L’uso di Ongentys non è giustificato nella popolazione pediatrica in caso di malattia di Parkinson e fluttuazioni motorie.
Modo di somministrazione
Per via orale.
Le capsule rigide vanno deglutite intere, con un po’ d’acqua. Ongentys va assunto preferibilmente a digiuno (cioè due ore prima o due ore dopo un pasto)
Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie menzionate in «Composizione».
Feocromocitoma, paraganglioma o altre neoplasie secernenti catecolamine.
Presenza all’anamnesi di sindrome neurolettica maligna e/o di rabdomiolisi non traumatica.
Uso concomitante di inibitori delle monoaminossidasi (MAO-A e MAO-B) (es. fenelzina, tranilcipromina, linezolide e moclobemide), tranne quelli utilizzati nel trattamento della malattia di Parkinson (vedere «Interazioni»).
Avvertenze e misure precauzionali
Aggiustamenti della dose del trattamento antiparkinson
Ongentys va somministrato in associazione al trattamento con levodopa. Le precauzioni valide per il trattamento con levodopa vanno, quindi, tenute in considerazione anche per Ongentys. L’opicapone potenzia gli effetti della levodopa. Per ridurre gli effetti indesiderati dopaminergici correlati alla levodopa (es. discinesia, allucinazioni, nausea, vomito e ipotensione ortostatica), è spesso necessario aggiustare la dose giornaliera di levodopa, prolungando gli intervalli tra le dosi e/o riducendo la dose di levodopa nei giorni o nelle settimane dopo l’avvio del trattamento con Ongentys, in base alle condizioni cliniche del paziente (vedere «Posologia/impiego»).
Disturbi psichiatrici
I pazienti e le persone che se ne prendono cura devono sapere che nei pazienti che ricevono agonisti dopaminergici e/o altri trattamenti dopaminergici, possono comparire disturbi del controllo degli impulsi, tra cui gioco d’azzardo patologico, aumento della libido, ipersessualità, spese o acquisti compulsivi, alimentazione incontrollata e compulsiva. In questi pazienti va regolarmente monitorata la comparsa di disturbi del controllo degli impulsi. Se si presentano questi sintomi, si raccomanda di rivalutare il trattamento.
Negli studi 1 e 2 (vedere la sezione Efficacia clinica), si sono verificate allucinazioni (allucinazioni; allucinazioni uditive, visive, miste) nel 5% dei pazienti trattati con Ongentys 25 mg e 50 mg, rispetto all'1% dei pazienti che avevano ricevuto il farmaco placebo. Deliri, stati di agitazione o comportamenti aggressivi sono stati osservati nell'1% dei pazienti trattati con Ongentys 50 mg e in nessun paziente trattato con placebo. Qualora si verificassero allucinazioni o comportamenti di tipo psicotico, si deve prendere in considerazione la sospensione del trattamento con Ongentys.
Di norma i pazienti con un disturbo psicotico maggiore non devono essere trattati con Ongentys a causa del rischio di esacerbazione della psicosi attraverso l’aumento del tono dopaminergico centrale. Inoltre, i trattamenti per la psicosi che antagonizzano gli effetti dei farmaci dopaminergici possono esacerbare i sintomi della malattia di Parkinson.
Altro
Negli studi condotti con inibitori di tipo nitrocatecolo della catecol-O-metiltransferasi (COMT), sono stati riportati aumenti degli enzimi epatici. Per i pazienti con anoressia, astenia e calo ponderale progressivi in un lasso di tempo relativamente breve, va presa in considerazione una valutazione medica generale comprendente la funzione epatica.
Intolleranza alle sostanze ausiliarie
Lattosio
Una capsula rigida contiene 148 mg di lattosio. Il suo uso non è raccomandato nei pazienti con intolleranza al galattosio, carenza di Lapp lattasi o sindrome da malassorbimento del glucosio o del galattosio (malattie ereditarie rare).
Sodio
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.
Interazioni
Effetto di Ongetys sur altri medicamenti
Medicamenti metabolizzati tramite COMT
L’opicapone può interferire con il metabolismo dei medicamenti contenenti un gruppo catecolico metabolizzati tramite COMT (es. rimiterolo, isoprenalina, adrenalina, noradrenalina, dopamina, dopexamina o dobutamina), con conseguente potenziamento degli effetti di questi medicamenti. Quando si utilizza l’opicapone, si raccomanda un attento monitoraggio dei pazienti trattati con questi medicamenti.
Inibitori delle monoaminossidasi (MAO)
L’associazione di opicapone con MAO-inibitori può determinare un’inibizione della maggior parte delle vie metaboliche delle catecolamine. Pertanto, l’uso concomitante di opicapone e MAO-inibitori (es. fenelzina, tranilcipromina, linezolide e moclobemide), tranne quelli destinati al trattamento della malattia di Parkinson, è controindicato.
È consentito l’uso concomitante di opicapone e MAO-inibitori per il trattamento della malattia di Parkinson, quali la rasagilina (fino a 1 mg/giorno) e la selegilina (fino a 10 mg/giorno come formulazione orale o 1,25 mg/giorno come formulazione ad assorbimento buccale) (vedere «Controindicazioni»).
Non sono disponibili esperienze sull’uso concomitante di opicapone e safinamide, un inibitore delle MAO-B. Il loro uso concomitante deve quindi essere valutato con la dovuta cautela.
Antidepressivi triciclici e inibitori della ricaptazione della noradrenalina
Sono disponibili limitate esperienze sull’uso concomitante di opicapone e antidepressivi triciclici o inibitori della ricaptazione della noradrenalina (es. venlafaxina, maprotilina e desipramina). Il loro uso concomitante deve quindi essere valutato con la dovuta cautela.
Studi in vitro
Negli studi in vitro sui microsomi epatici umani, si è osservata un'inibizione minore del CYP1A2 e del CYP2B6. Tutte le diminuzioni di attività sono state osservate principalmente alla massima concentrazione di opicapone (10 mcg/ml).
L’opicapone riduce l’attività del CYP2C9 con un’inibizione di tipo competitivo/misto.
L’opicapone e/o il BIA 9-1103 inibiscono OAT1, OAT3, OATP1B1, OATP1B3 e BSEP in vitro. Considerando le frazioni plasmatiche libere di opicapone e BIA 9-1103 rilevate negli studi clinici, non si prevede alcuna interazione con i trasportatori OAT1, OAT3, OATP1B3, OCT1, OCT2, BCRP, P-gp/MDR1, BSEP, MATE1 e MATE2-K.
In vitro, l’opicapone è un inibitore debole di CYP2C8 e di OATP1B1.
Dati in vivo
Repaglinide
Repaglinide è un substrato sensibile di CYP2C8 e OATP1B1. Uno studio su soggetti sani, ha mostrato che, allo stato di equilibrio, l’opicapone 50 mg non aveva effetto sull’esposizione sistemica di repaglinide.
Warfarin
Dopo una co-somministrazione di dosi multiple di 50 mg di opicapone (dose quotidiana) e di una dose unica di 25 mg di warfarin, la Cmax del warfarin S e R (substrati di CYP2C9, 3A4 e 1A2) è rimasta invariata. In presenza di opicapone, si è osservata una riduzione del 13,7% e del 14,8% dell’AUC del warfarin S e R (rispettivamente).
Influenza di altre sostanzesu Ongentys
Studi in vitro
Gli studi in vitro hanno messo in evidenza che l’opicapone non viene trasportato da OATP1B1 ma da OATP1B3 e i trasportatori di efflusso sono la P-gp e la BCRP. BIA 9-1103, il suo metabolita principale, viene trasportato da OATP1B1 e da OATP1B3 e il trasportatore di efflusso è la BCRP, ma non si tratta di un substrato dell’efflusso di P-gp/MDR1.
Gli effetti degli inibitori di OATP1B1, OATP1B3 o di BCRP sulla farmacocinetica dell’opicapone e di BIA 9-1103 non sono stati studiati.
Dati in vivo
Chinidina
Uno studio condotto in volontari sani ha mostrato che quando una dose singola di 50 mg di opicapone veniva co-somministrata (entro 1 ora) con una dose singola di chinidina (600 mg), l’esposizione sistemica di opicapone diminuiva del 37% (AUC0-tlast). Pertanto la co-somministrazione di inibitori di P-gp con opicapone deve essere valutata attentamente in quanto dovrebbe essere evitata.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
I dati sull’uso dell’opicapone nelle donne in gravidanza sono limitati o non disponibili. Gli studi sulla tossicità riproduttiva condotti negli animali sono insufficienti (vedere «Dati preclinici»). Ongentys non va utilizzato in gravidanza e nelle donne in età fertile che non usano misure contraccettive, se non in caso di assoluta necessità.
Allattamento
Non è noto se l’opicapone o i suoi metaboliti passino nel latte materno. Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso. L’allattamento va interrotto durante il trattamento con Ongentys.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine
L’opicapone in associazione alla levodopa può avere effetti marcati sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine. In associazione alla levodopa, l’opicapone può causare capogiri, ipotensione ortostatica e sonnolenza. Occorre quindi cautela durante la guida o l’uso di macchine.
Effetti indesiderati
Sintesi del profilo di sicurezza
Gli effetti avversi sono stati determinati in due studi di fase 3 (vedere la sezione Efficacia clinica). In totale, la popolazione di sicurezza comprende 766 pazienti trattati con 25 mg (244 pazienti) o 50 mg (265 pazienti) di opicapone o placebo (257 pazienti).
Le reazioni avverse segnalate più frequentemente sono state disturbi del sistema nervoso. La discinesia è stato l’effetto avverso correlato al trattamento riportato più frequentemente(18,3% ).
Negli studi di fase 3 controllati con placebo, si sono osservati i seguenti effetti indesiderati.
Gli effetti indesiderati sono riportati secondo le classi sistemico-organiche e secondo la frequenza. Le categorie di frequenza sono indicate in ordine decrescente, secondo la seguente convenzione:
molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1000), molto raro (<1/10'000), frequenza non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
All’interno di ciascuna categoria di frequenza, gli effetti indesiderati vengono indicati in ordine decrescente del loro grado di severità.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Non comuni: riduzione dell’appetito, ipertrigliceridemia
Disturbi psichiatrici
Comuni: sogni anomali, allucinazioni, allucinazioni visive, insonnia, disturbi del controllo degli impulsi
Non comuni: ansia, atteggiamenti aggressivi, stati di agitazione, depressione, allucinazioni uditive, stato confusionale, deliri, incubi, disturbi del sonno
Modulo di valutazione del segnale OPC_SE_Delirium_Final 20240822
Patologie del sistema nervoso
Molto comuni: discinesia (17,7%)
Comuni: vertigini, cefalea, sonnolenza
Non comuni: disgeusia, ipercinesia, sincope
Patologie dell’occhio
Non comuni: secchezza oculare
Patologie dell’orecchio e del labirinto
Non comuni: congestione dell’orecchio
Patologie cardiache
Non comuni: palpitazioni
Delle cardiopatie ischemiche sono state frequentemente osservate in caso di utilizzazione di altre sostanze che presentano lo stesso meccanismo d’azione dell’opicapone (inibizione della COMT).
Patologie vascolari
Comuni: ipotensione ortostatica
Non comuni: ipertensione, ipotensione
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche |
Non comuni: dispnea
Patologie gastrointestinali
Comuni: stipsi, secchezza delle fauci, nausea, vomito
Non comuni: distensione addominale, dolore addominale, dolore addominale superiore, dispepsia
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Comuni: spasmi muscolari
Non comuni: contratture muscolari, rigidità muscolare, mialgie, dolore alle estremità
Patologie renali e urinarie
Non comuni: cromaturia, nicturia
Frequenza non nota: infezioni delle vie urinarie
Esami diagnostici
Comuni: aumento della creatina fosfochinasi nel sangue
Non comuni: riduzione del peso corporeo
Frequenza non nota: riduzione dei livelli di emoglobina
Lesioni, intossicazioni e complicanze degli interventi:
Occasionale : instabilità
Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione :
Occasionale : stanchezza
La notifica di presunti effetti collaterali dopo l'autorizzazione è di grande importanza: permette il monitoraggio costante del rapporto rischio-beneficio del farmaco. Gli operatori sanitari sono tenuti a segnalare qualsiasi presunto effetto collaterale nuovo o grave tramite il portale di segnalazione online ElViS (Sistema di Vigilanza Elettronico).
Informazioni in merito sono reperibili su www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Non esiste alcun antidoto specifico noto. Va avviato un adeguato trattamento sintomatico e di supporto. Va presa in considerazione l’eliminazione dell’opicapone mediante lavaggio gastrico e/o inattivazione con la somministrazione di carbone attivo.
Proprietà/effetti
Codice ATC: N04BX04
Meccanismo d’azione
L’opicapone è un inibitore periferico, selettivo e reversibile della catecol-O-metiltransferasi (COMT) dotato di un’elevata affinità di legame (sub-picomolare), che determina una lenta costante di dissociazione del complesso e una lunga durata d’azione (> 24 ore) in vivo.
In presenza di un inibitore della DOPA decarbossilasi (DDCI), la COMT diventa l’enzima principale del metabolismo della levodopa e ne catalizza la conversione in 3-O-metildopa (3-OMD) a livello cerebrale e periferico. Nei pazienti che assumono levodopa e un DDCI periferico come carbidopa o benserazide, l’opicapone aumenta i livelli plasmatici di levodopa e migliora quindi la risposta clinica alla levodopa.
Farmacodinamica
L’opicapone ha dimostrato un’inibizione marcata (> 90%) e prolungata (> 24 ore) della COMT nei soggetti sani dopo somministrazione di 50 mg di opicapone.
All’equilibrio, 50 mg di opicapone aumentano in misura significativa il livello di esposizione sistemica alla levodopa di circa il doppio rispetto al placebo dopo una singola somministrazione orale di 100/25 mg di levodopa/carbidopa o di 100/25 mg di levodopa/benserazide 12 ore dopo la dose di opicapone.
Efficacia clinica
L’efficacia e la sicurezza dell’opicapone sono state dimostrate in due studi di fase 3 in doppio cieco, controllati verso placebo e con controllo attivo (solo lo studio 1), condotti in 1027 pazienti adulti randomizzati con malattia di Parkinson, trattati con levodopa/DDCI (da soli o in associazione con altri medicamenti antiparkinson), con fluttuazioni motorie di fine dose durante 15 settimane. Allo screening, l’età media era simile in tutti i gruppi di trattamento di entrambi gli studi, tra 61,5 e 65,3 anni. I pazienti presentavano uno stadio di gravità della malattia da 1 a 3 (scala di Hoehn e Yahr modificata) in fase ON, venivano trattati con 3 - 8 dosi giornaliere di levodopa/DDCI e presentavano una media giornaliera di fasi OFF di almeno 1,5 ore. Nei due studi, 783 pazienti sono stati trattati con 25 mg o 50 mg di opicapone o placebo. Nello studio 1, 122 pazienti sono stati trattati con opicapone 5 mg e 122 pazienti sono stati trattati con entacapone 200 mg (controllo attivo). La maggior parte dei pazienti dei due studi cardine è stata trattata con levodopa a rilascio immediato/DDCI. Sessanta pazienti degli studi combinati di fase 3 hanno utilizzato prevalentemente levodopa a rilascio controllato (cioè >50% delle loro formulazioni di levodopa/DDCI) e 48 di essi sono stati trattati unicamente con formulazioni di levodopa a rilascio controllato. Benché non vi siano evidenze che l’efficacia o la sicurezza di opicapone possa essere alterata dall’uso di associazioni a base di levodopa a rilascio controllato, l’esperienza con queste associazioni è limitata.
L’opicapone ha presentato un’efficacia clinica superiore al placebo durante il trattamento in doppio cieco, sia per la variabile primaria di efficacia utilizzata in entrambi gli studi cardine, cioè la riduzione delle fasi OFF (Tabella 1), la percentuale di responder in fase OFF (cioè dei soggetti che hanno presentato una riduzione di almeno 1 ora delle fasi OFF dal basale alla fine dello studio) (Tabella 2), sia per la maggior parte degli endpoint secondari valutati in base al diario del paziente.
La riduzione media LS del tempo assoluto trascorso in fase OFF dal basale alla fine dello studio nel gruppo entacapone è stata di -78,7 minuti. La differenza della variazione media LS in fase OFF tra entacapone e placebo nello studio 1 è stata di -30,5 minuti. La differenza della variazione media LS in fase OFF tra opicapone 50 mg ed entacapone è stata di -24,8 minuti e la non inferiorità dell’opicapone 50 mg rispetto a entacapone è stata dimostrata (intervallo di confidenza al 95%: -61,4 - 11,8).
Tabella 1 - Variazione del tempo assoluto trascorso in fase OFF e ON (minuti) dal basale alla fine dello studio (safety set)
Trattamento | N | Media LS | IC 95% | Valore p | ||
Studio 1 |
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Variazione del tempo trascorso in fase OFF |
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|
| ||
Placebo | 121 | -48,3 | -- | -- | ||
OPC 5 mg | 122 | -77,6 | -- | -- | ||
OPC 25 mg | 119 | -73,2 | -- | -- | ||
OPC 50 mg | 115 | -103,6 | -- | -- | ||
OPC 5 mg – placebo | -- | -29,3 | -65,5, 6,8 | 0,0558 | ||
OPC 25 mg – placebo | -- | -25,0 | -61,5, 11,6 | 0,0902 | ||
OPC 50 mg – placebo | -- | -55,3 | -92,0, -18,6 | 0,0016 | ||
Variazione del tempo totale trascorso in fase ON senza discinesie fastidiosea | ||||||
Placebo | 121 | 40,0 | -- | -- | ||
OPC 5 mg | 122 | 75,6 | -- | -- | ||
OPC 25 mg | 119 | 78,6 | -- | -- | ||
OPC 50 mg | 115 | 100,8 | -- | -- | ||
OPC 5 mg – placebo | -- | 35,6 | -2,5, 73,7 | 0,0670 | ||
OPC 25 mg – placebo | -- | 38,6 | 0,2, 77,0 | 0,0489 | ||
OPC 50 mg – placebo | -- | 60,8 | 22,1, 99,6 | 0,0021 | ||
Studio 2 |
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|
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Variazione del tempo trascorso in fase OFF |
|
| ||||
Placebo | 136 | -54,6 | -- | -- | ||
OPC 25 mg | 125 | -93,2 | -- | -- | ||
OPC 50 mg | 150 | -107,0 | -- | -- | ||
OPC 25 mg – placebo | -- | -38,5 | -77,0, -0,1 | 0,0900 | ||
OPC 50 mg – placebo | -- | -52,4 | -89,1, -15,7 | 0,0101 | ||
Variazione del tempo totale trascorso in fase ON senza discinesie fastidiosea | ||||||
Placebo | 136 | 37,9 | -- | -- | ||
OPC 25 mg | 125 | 79,7 | -- | -- | ||
OPC 50 mg | 150 | 77,6 | -- | -- | ||
OPC 25 mg – placebo | -- | 41,8 | 0,7, 82,9 | 0,0839 | ||
OPC 50 mg – placebo | -- | 39,7 | 0,5, 78,8 | 0,0852 | ||
IC = intervallo di confidenza; media LS = media dei minimi quadrati; N = numero dei valori non mancanti; OPC = opicapone.
a.Tempo trascorso in fase ON senza discinesie fastidiose = tempo trascorso in fase ON con discinesie non fastidiose + tempo trascorso in fase ON senza discinesie
Tabella 2 - Percentuale dei soggetti che hanno risposto nel tempo trascorso in fase OFF alla fine dello studio (safety set)
Tipo di risposta | Placebo | Entacapone (N=122) | OPC 5 mg | OPC 25 mg | OPC 50 mg |
Studio 1 |
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Riduzione del tempo trascorso in fase OFF |
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Responder, n (%) | 55 (45,5) | 66 (54,1) | 64 (52,5) | 66 (55,5) | 75 (65,2) |
Differenza rispetto al placebo |
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Valore p | -- | 0,1845 | 0,2851 | 0,1176 | 0,0036 |
IC 95% |
| (-0,039; 0,209) | (-0,056; 0,193) | (-0,025; 0,229) | (0,065; 0,316) |
Studio 2 |
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Riduzione del tempo trascorso in fase OFF |
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Responder, n (%) | 65 (47,8) | NA | NA | 74 (59,2) | 89 (59,3) |
Differenza rispetto al placebo |
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| |||
Valore p | -- | -- | -- | 0,0506 | 0,0470 |
IC 95% |
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| (0,001; 0,242) | (0,003; 0,232) |
IC = intervallo di confidenza; N = numero totale di pazienti; n = numero di pazienti i cui dati sono disponibili; n.a.=non applicabile; OPC = opicapone
Nota: sono stati definiti responder i pazienti con riduzione del tempo assoluto trascorso in fase OFF (responder nel tempo trascorso in fase OFF).
I risultati degli studi di estensione in aperto (open label, OL) della durata di 1 anno in 862 pazienti che hanno proseguito il trattamento dopo gli studi in doppio cieco (studio 1-OL e studio 2-OL) hanno dimostrato il mantenimento dell’effetto ottenuto nel corso dei periodi in doppio cieco. Negli studi OL, tutti i pazienti hanno ricevuto una dose iniziale di 25 mg di opicapone nella prima settimana (7 giorni), indipendentemente dal trattamento ricevuto in precedenza nel periodo in doppio cieco. In caso di controllo insufficiente delle fluttuazioni motorie di fine dose e se la tollerabilità lo consentiva, la dose di opicapone poteva essere aumentata a 50 mg. In presenza di eventi indesiderati dopaminergici inaccettabili, la dose di levodopa doveva essere aggiustata. Se ciò non era sufficiente per la gestione degli eventi indesiderati, la dose di opicapone poteva essere ridotta mediante titolazione. In caso di altri eventi indesiderati, la dose di levodopa e/o di opicapone poteva essere aggiustata.
Farmacocinetica
Assorbimento
I risultati farmacocinetici hanno messo in evidenza che l’opicapone viene rapidamente assorbito, con un tmax compreso tra 1,0 ora e 2,5 ore dopo somministrazione di dosi multiple fino a 50 mg una volta al giorno.
Distribuzione
Gli studi in vitro con concentrazioni di opicapone comprese tra 0,3 e 30 mcg/ml hanno mostrato che il legame di 14C-opicapone alle proteine plasmatiche umane è elevato (99,9%) e indipendente dalla concentrazione. Il legame di 14C-opicapone alle proteine plasmatiche non è stato influenzato dalla presenza di warfarin, diazepam, digossina e tolbutamide. Il legame di 14C-warfarin, 2-14C-diazepam, 3H-digossina e 14C-tolbutamide è rimasto invariato in presenza di opicapone e di opicapone solfato, il principale metabolita nell’uomo.
Dopo somministrazione orale, il volume di distribuzione apparente di opicapone a una dose di 50 mg è stato di 29 l, con una variabilità interindividuale del 36%.
Metabolismo
La solfatazione sembra essere la principale via metabolica dell’opicapone nell’uomo, che dà origine al metabolita inattivo opicapone solfato. Altre vie metaboliche comprendono la glucuronidazione, la metilazione e la riduzione.
I picchi plasmatici più elevati dopo una dose singola di 100 mg di 14C-opicapone corrispondono ai metaboliti BIA 9-1103 (solfato) e BIA 9-1104 (metilato), rispettivamente pari al 67,1% e al 20,5% dell’AUC radioattiva. Nella maggior parte dei campioni di plasma prelevati durante uno studio di bilancio di massa, non si sono trovati altri metaboliti in concentrazioni quantificabili.
Il metabolita ridotto dell’opicapone (dimostratosi attivo negli studi non clinici) è un metabolita secondario nel plasma umano, che rappresenta meno del 10% dell’esposizione sistemica totale all’opicapone.
Eliminazione
Nei soggetti sani, l’emivita di eliminazione dell’opicapone era compresa tra 0,7 e 3,2 ore dopo somministrazioni di dosi multiple fino a 50 mg una volta al giorno.
Dopo somministrazione di dosi multiple comprese tra 5 e 50 mg una volta al giorno, l’opicapone solfato ha presentato una lunga fase terminale con un’emivita di eliminazione compresa tra 94 e 122 ore. In conseguenza a questa lunga emivita terminale, l’opicapone solfato ha presentato un’elevata percentuale di accumulo nel plasma, con valori prossimi a 6,6.
Dopo somministrazione orale, la clearance corporea totale apparente di opicapone a una dose di 50 mg è stato di 22 l/ora, con una variabilità interindividuale del 45%.
Dopo somministrazione di una singola dose orale di 14C-opicapone, la principale via di eliminazione dell’opicapone e dei suoi metaboliti è stata quella fecale, con una percentuale compresa tra il 58,5% e il 76,8% della radioattività somministrata (media 67,2%). La radioattività residua è stata eliminata con le urine (media 12,8%) e con l’aria espirata (media 15,9%). Nelle urine, il metabolita principale è stato il metabolita glucuronide dell’opicapone, mentre la sostanza parentale e gli altri metaboliti sono risultati in generale sotto il limite di quantificazione. Complessivamente si può concludere che il rene non è la via principale di eliminazione. Si può quindi presumere che l’opicapone e i suoi metaboliti vengano eliminati principalmente con le feci.
Linearità/non linearità
L’esposizione all’opicapone è aumentata in maniera dose-dipendente dopo somministrazione di dosi multiple fino a 50 mg una volta al giorno.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Anziani (≥ 65 anni d'età)
La farmacocinetica dell’opicapone è stata studiata nelle persone anziane (di età compresa tra 65 e 78 anni) dopo somministrazione di dosi multiple da 30 mg per 7 giorni. Nella popolazione anziana, si è osservato un aumento sia della percentuale che del grado di esposizione sistemica rispetto alla popolazione giovane. L’inibizione dell’attività della S-COMT è aumentata significativamente nei soggetti anziani. L’ampiezza di tale effetto non è considerata clinicamente rilevante.
Peso
Non esiste alcuna correlazione tra l’esposizione all’opicapone e il peso corporeo, per l’intervallo 40 - 100 kg.
Insufficienza renale
La farmacocinetica dell’opicapone non è stata studiata direttamente nell’insufficienza renale cronica. Tuttavia, la dose di 50 mg di opicapone è stata esaminata nei soggetti inclusi nei due studi di fase 3 con GFR/1,73 m2 <60 ml/min (cioè moderata riduzione della capacità di eliminazione renale), utilizzando i dati raggruppati su BIA 9-1103 (il metabolita principale dell’opicapone). I livelli plasmatici di BIA 9-1103 non sono stati influenzati nell’insufficienza renale cronica e, quindi, non è necessario prendere in considerazione alcun aggiustamento della dose.
Insufficienza epatica
L’esperienza clinica nei pazienti con insufficienza epatica moderata (Child Pugh classe B) è limitata. La farmacocinetica dell’opicapone è stata esaminata in soggetti sani e in pazienti con insufficienza epatica cronica moderata dopo somministrazione di una dose singola da 50 mg. La biodisponibilità dell’opicapone è risultata significativamente maggiore nei pazienti con insufficienza epatica cronica moderata (Cmax =1108 ng/ml vs. 559 ng/ml nei soggetti sani; AUC0-t = 3392 ng. h/ml vs. 1724 ng. h/ml nei soggetti sani).
Non sono disponibili esperienze cliniche nei pazienti con insufficienza epatica lieve (Child Pugh classe A) e nei pazienti con insufficienza epatica severa (Child Pugh classe C) (vedere «Posologia/impiego»).
Dati preclinici
I dati non clinici non hanno messo in evidenza rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di sicurezza farmacologica, tossicità a dosi ripetute, genotossicità e potenziale cancerogeno.
Tossicità per la riproduzione
Nel ratto, l’opicapone non ha avuto alcun effetto sulla fertilità maschile e femminile o sullo sviluppo embrionale precoce a livelli di esposizione 16-17 volte maggiori rispetto all’esposizione nell’uomo. L’opicapone non è risultato teratogeno nel ratto a un’esposizione pari a 31 volte l’esposizione umana. Nel coniglio in gravidanza, l’opicapone è stato meno tollerato e ha determinato livelli di esposizione sistemica compresi nell’intervallo terapeutico o al di sotto. Malgrado l’assenza di effetti negativi sullo sviluppo embrio-fetale nel coniglio, lo studio non è considerato predittivo in termini di determinazione del rischio nell’uomo. Durante gli studi sullo sviluppo pre e post-natale nel ratto, non si sono osservati effetti indesiderati sulla generazione F0, con un margine di sicurezza pari a 31 volte l'esposizione umana.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento
Non conservare a temperature superiori a 30 °C e conservare fuori dalla portata dei bambini.
Conservare nella confezione originale, al riparo dall’umidità.
Numero dell’omologazione
66547 (Swissmedic)
Confezioni
Ongentys 50 mg confezioni blister: 10, 30, 90 capsule rigide. [B]
Titolare dell’omologazione
Bial SA, Nyon
Fabbricante
BIAL – Portela & Cª, S.A., 4745-457 S. Mamede do Coronado, Portogallo.
Stato dell’informazione
Luglio 2025