Vigamox®

Novartis Pharma Schweiz AG

Composizione

Principio attivo

Moxifloxacina (sotto forma di cloridrato).

Sostanze ausiliarie

Sodio cloruro, acido borico, sodio idrossido e/o acido cloridrico (per la regolazione del pH), acqua depurata.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 ml di soluzione oftalmica contiene: 5.45 mg di moxifloxacina cloridrato equivalenti a 5 mg di moxifloxacina.

Una goccia di soluzione oftalmica contiene 190 microgrammi di moxifloxacina.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Trattamento topico di infezioni batteriche della sezione anteriore dell'occhio, causate da ceppi sensibili alla moxifloxacina.

Posologia/Impiego

Solo per uso oftalmico.

Pazienti adulti, inclusi gli anziani

Applicare 1 goccia 3 volte al giorno nell'occhio/negli occhi affetto/i per 4 giorni. Non sono state riscontrate differenze tra pazienti giovani e anziani in termini di sicurezza ed efficacia.

Neonati e bambini, anche piccoli

La posologia è la stessa degli adulti.

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica e renale

La moxifloxacina somministrata per via orale non ha modificato in modo significativo i parametri farmacologici nei pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata (classi Child-Pugh A e B). Non sono stati condotti studi su pazienti con insufficienza epatica grave (classe Child-Pugh C). Poiché con la somministrazione topica l'esposizione sistemica è modesta, non è necessario modificare la dose di Vigamox collirio nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica.

La moxifloxacina somministrata per via orale non ha modificato in modo significativo i parametri farmacocinetici nei pazienti con insufficienza renale lieve, moderata o grave. Nei pazienti con compromissione della funzionalità renale modesta non è necessario modificare la dose di Vigamox collirio.

Controindicazioni

Ipersensibilità a moxifloxacina, ad altri chinoloni o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie.

Avvertenze e misure precauzionali

Non usare per iniezioni. Vigamox non deve essere iniettato per via subcongiuntivale né instillato direttamente nella camera anteriore dell'occhio.

Poiché non si possono escludere reazioni di ipersensibilità, il trattamento con Vigamox collirio deve essere interrotto ai primi segni di ipersensibilità.

Sono state segnalate reazioni di ipersensibilità di tipo anafilattico gravi e potenzialmente letali in seguito a somministrazione unica di chinoloni per via sistemica. Le reazioni si sono manifestate sotto forma di collasso cardiovascolare, perdita di coscienza, angioedema (edema laringeo, faringeo o facciale), ostruzione delle vie aeree, dispnea, formicolio, orticaria e prurito. Solo una piccola porzione dei pazienti affetti aveva storia di reazioni di ipersensibilità.

Reazioni di ipersensibilità gravi a Vigamox possono richiedere un trattamento di emergenza immediato. In caso di reazione di ipersensibilità a Vigamox, il prodotto non deve più essere utilizzato.

Non utilizzare il medicamento in caso di infezioni che coinvolgono le strutture più profonde dell'occhio.

Come con tutti gli antibiotici, l'uso a lungo termine di Vigamox collirio può causare una crescita eccessiva dell'infezione causata da batteri o funghi non sensibili. In caso di superinfezione, sospendere il trattamento e instaurare una terapia alternativa.

In caso di terapia sistemica con fluorochinoloni, inclusa la terapia con moxifloxacina, possono verificarsi infiammazione o rottura del tendine, in particolare nei pazienti anziani e in quelli in terapia concomitante con corticosteroidi. Il trattamento con Vigamox deve essere interrotto al primo segno di infiammazione del tendine.

Durante il trattamento con moxifloxacina somministrata per via endovenosa o orale alcuni pazienti hanno evidenziato un prolungamento dell'intervallo QT. Tuttavia, il rischio di prolungamento dell'intervallo QT con l'uso di Vigamox collirio è minimo, poiché la concentrazione media allo stato stazionario in seguito all'applicazione oculare topica è circa 1600 volte inferiore rispetto a quella successiva all'applicazione orale di 400 mg.

Indicazione per i portatori di lenti a contatto:

L'utilizzo di lenti a contatto è controindicato durante la terapia con Vigamox collirio.

Interazioni

Non sono stati effettuati studi specifici sulle interazioni di Vigamox collirio con altri medicamenti. È stata, invece, studiata la somministrazione orale a dosi molto più elevate rispetto a quella oculare topica. A differenza di altri fluorochinoloni, non sono state riscontrate interazioni clinicamente significative tra moxifloxacina per via sistemica e itraconazolo, teofillina, warfarin, digossina, contraccettivi orali, probenicide, ranitidina o gliburide. Studi in vitro dimostrano che la moxifloxacina non inibisce CYP3A4, CYP2D6, CYP2C9, CYP2C19 o CYP1A2. Ciò indica che la moxifloxacina non modifica la farmacocinetica dei principi attivi che vengono metabolizzati da tali isoenzimi del citocromo P450.

Data la bassa concentrazione sistemica derivante dall'applicazione topica del prodotto, la probabilità di interazione con altri medicamenti è scarsamente probabile.

Se si usa più di un medicamento topico oftalmico, la loro somministrazione deve avvenire a intervalli di almeno 5 minuti l'uno dall'altro. Gli unguenti oftalmici devono essere applicati per ultimi.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

L'uso sistemico della moxifloxacina in gravidanza è controindicato a causa del noto rischio di danno cartilagineo alle articolazioni portanti negli animali giovani, osservato nell'ambito di studi sugli animali, e del danno articolare reversibile descritto nei bambini trattati con alcuni fluorochinoloni.

Non sono stati effettuati studi adeguati e controllati con Vigamox sulle donne in gravidanza. Data la bassa esposizione sistemica alla moxifloxacina a seguito della somministrazione oculare topica, non si prevedono effetti sulla gravidanza causati dalla somministrazione di Vigamox. Tuttavia, l'uso di Vigamox collirio durante la gravidanza è consentito solo se strettamente necessario.

Allattamento

Non è noto se la moxifloxacina e i suoi metaboliti vengano escreti nel latte materno. Studi sugli animali hanno dimostrato l'escrezione di piccole quantità di moxifloxacina nel latte materno in seguito a somministrazione orale. Tuttavia, alle basse dosi terapeutiche prescritte non sono previsti effetti sul bambino allattato al seno. Se Vigamox viene utilizzato per un periodo prolungato, si deve valutare l'opportunità di uno svezzamento.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Vigamox non ha effetti o ha effetti trascurabili sulla capacità di guidare veicoli e di impiegare macchine. Un annebbiamento transitorio della vista può influire sulla capacità di condurre veicoli e di impiegare macchine. Se dopo l'instillazione si manifesta un annebbiamento della vista, il paziente non deve mettersi alla guida di veicoli né impiegare macchine fino alla risoluzione di tale disturbo.

Effetti indesiderati

Negli studi clinici che hanno coinvolto un totale di 2252 partecipanti, Vigamox collirio è stato utilizzato due o tre volte al giorno. Negli studi clinici non sono stati osservati effetti indesiderati gravi di tipo oftalmologico o sistemico correlati a Vigamox collirio. Il tasso di interruzione del trattamento a causa di disturbi oculari è stato pari allo 0.1%. Durante gli studi clinici, gli effetti collaterali più comuni sono stati dolore oculare e irritazione oculare, verificatisi ciascuno con un'incidenza dell'1.44%.

I seguenti effetti indesiderati sono stati riportati negli studi clinici con Vigamox e sono stati classificati per frequenza secondo la seguente convenzione:

«molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1000), «molto raro» (<1/10'000)

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: emoglobina ridotta.

Patologie del sistema nervoso

Non comune: cefalea.

Raro: parestesia.

Patologie dell'occhio

Comune: dolore oculare, irritazione oculare.

Non comune: cheratite puntata, occhio secco, emorragia congiuntivale, iperemia oculare, prurito oculare, edema della palpebra, fastidio oculare.

Raro: difetti dell'epitelio corneale, malattie della cornea, congiuntivite, blefarite, tumefazione dell'occhio, edema congiuntivale, visione annebbiata, riduzione dell'acuità visiva, astenopia, eritema della palpebra.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro: fastidio nasale, dolore faringolaringeo, sensazione di corpo estraneo (gola).

Patologie gastrointestinali

Non comune: disgeusia.

Raro: vomito.

Patologie epatobiliari

Raro: aumento dell'alanina aminotransferasi, aumento della gamma-glutamiltransferasi.

Effetti indesiderati dopo l'introduzione sul mercato

I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati successivamente all'introduzione sul mercato, ma la loro frequenza non è nota e non può essere stimata sulla base dei dati disponibili. Pertanto, la frequenza è classificata come casi isolati. All'interno della classe per sistemi e organi, gli effetti indesiderati sono riportati per gravità decrescente della malattia.

Disturbi del sistema immunitario

Casi isolati: ipersensibilità.

Patologie del sistema nervoso

Casi isolati: capogiri.

Patologie dell'occhio

Casi isolati: cheratite ulcerativa, cheratite, aumento della lacrimazione, fotofobia, secrezione oculare.

Patologie cardiache

Casi isolati: palpitazioni.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Casi isolati: dispnea.

Patologie gastrointestinali

Casi isolati: nausea.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Casi isolati: eritema, prurito, eruzione cutanea, orticaria.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

La capacità limitata del sacco congiuntivale di trattenere i prodotti oftalmici esclude praticamente qualsiasi sovradosaggio da Vigamox collirio.

Si può escludere praticamente anche l'intossicazione in seguito a ingestione orale accidentale.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

S01AE07

Meccanismo d'azione

La moxifloxacina è un fluorochinolone di quarta generazione attivo contro un'ampia gamma di patogeni gram-positivi e gram-negativi, come pure contro microrganismi e anaerobi atipici.

La moxifloxacina è un 8-metossi fluorochinolone con un anello diazabiciclononilico in posizione C7. L'effetto antibatterico della moxifloxacina si basa sull'inibizione della topoisomerasi II (DNA girasi) e della topoisomerasi IV. La DNA girasi è un enzima essenziale coinvolto nella replicazione, trascrizione e riparazione del DNA batterico. La topoisomerasi IV è un enzima noto per svolgere un ruolo chiave nella scomposizione del DNA cromosomico durante la divisione cellulare batterica.

Meccanismi di resistenza

La resistenza in vitro alla moxifloxacina si sviluppa lentamente attraverso mutazioni multifasiche e si verifica nei batteri gram-positivi con una frequenza da 1.8 × 10-9 a 10-11.

I fluorochinoloni, inclusa la moxifloxacina, differiscono per struttura chimica e modalità di azione da tetracicline, macrolidi e aminoglicosidi; pertanto, possono essere efficaci contro organismi resistenti a tali antibiotici. Non vi è resistenza crociata tra moxifloxacina e tetracicline, macrolidi o aminoglicosidi. È stata osservata resistenza crociata tra la moxifloxacina somministrata per via sistemica e altri chinoloni.

La moxifloxacina è attiva contro la maggior parte dei ceppi dei seguenti microrganismi, sia in vitro sia nelle infezioni batteriche della sezione anteriore dell'occhio:

Microrganismi gram-positivi aerobici

Corynebacterium species*, Micrococcus luteus*, Staphylococcus aureus, Staphylococcus epidermidis, Staphylococcus haemolyticus, Staphylococcus hominis, Staphylococcus warneri*, Streptococcus pneumoniae, gruppo Streptococcus viridans.

Microrganismi gram-negativi aerobici

Acinetobacter Iwoffii*, Haemophilus influenzae, Haemophilus parainfluenzae*.

Altri microrganismi

Chlamydia trachomatis.

*L'effetto su questi organismi è stato testato in meno di 10 infezioni.

Sono disponibili anche i seguenti dati in vitro, ma la loro rilevanza clinica nelle infezioni oftalmiche non è nota. La sicurezza e l'efficacia di Vigamox collirio nel trattamento delle infezioni oftalmiche con questi microrganismi non sono state stabilite negli studi clinici.

I seguenti microrganismi sono risultati sensibili all'impiego di breakpoint sistemici. Tuttavia, la correlazione tra breakpoint in vitro ed efficacia oftalmologica non è stata dimostrata. La moxifloxacina presenta una concentrazione inibitoria minima (MIC) in vitro di 2 µg/ml o meno contro la maggior parte dei ceppi (≥90%) dei seguenti patogeni oftalmologici:

Microrganismi gram-positivi aerobici

Listeria monocytogenes, Staphylococcus saprophyticus, Streptococcus agalactiae, Streptococcus mitits, Streptococcus pyogenes, Streptococcus gruppi C, G ed F.

Microrganismi gram-negativi aerobici

Acinetobacter baumanii, Acinetobacter calcoaceticus, Citrobacter freundii, Citrobacter koseri, Enterobacter aerogenes, Enterobacter cloacae, Escherichia coli, Klebsiella oxytoca, Klebsiella pneumoniae, Moraxella catarrhalis, Morganella morganii, Neisseria gonorrhoeae, Proteus mirabilis, Proteus vulgaris, Pseudomonas stutzeri.

Microrganismi aerobici

Costridium perfringens, Fusobacterium species, Prevotella species, Propionibacterium acnes.

Altri microrganismi

Chlamydia pneumoniae, Legionella pneumophila, Mycobacterium avium, Mycobacterium marinum, Mycoplasma pneumoniae.

In quattro studi clinici randomizzati, in doppio cieco, multicentrici e controllati, i pazienti hanno ricevuto Vigamox collirio 3 volte al giorno per 4 giorni. La guarigione della congiuntivite batterica si è verificata nell'84%–94% dei pazienti trattati. Esami microbiologici hanno dimostrato che il 78%–97% degli agenti patogeni è stato eradicato.

L'80% dei neonati (fino al completamento del primo mese di età) con congiuntivite batterica è guarito clinicamente in seguito al trattamento con Vigamox collirio. Esami microbiologici hanno dimostrato che il 92% dei germi è stato eradicato.

In uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, multicentrico e controllato, i pazienti hanno ricevuto Vigamox collirio due volte al giorno per 3 giorni. La congiuntivite batterica è guarita nel 74% dei pazienti trattati. Esami microbiologici hanno dimostrato che l'81% degli agenti patogeni inizialmente presenti è stato eradicato.

Farmacodinamica

Non sono disponibili dati in merito.

Efficacia clinica

Non sono disponibili dati in merito.

Farmacocinetica

Assorbimento

In seguito all'applicazione oculare topica di Vigamox collirio, la moxifloxacina è stata assorbita per via sistemica.

Distribuzione

Le concentrazioni plasmatiche di moxifloxacina sono state determinate in 21 soggetti maschi e femmine che hanno ricevuto Vigamox collirio per via topica in entrambi gli occhi 3 volte al giorno per 4 giorni. La Cmax e l'AUC allo stato stazionario sono risultati pari a 2.7 ng/ml e 45 ng × h/ml, rispettivamente. Tali valori sono circa 1600 e 1000 volte inferiori, rispettivamente, ai valori medi di Cmax e AUC dopo dosi terapeutiche orali di 400 mg di moxifloxacina. L'emivita plasmatica stimata della moxifloxacina è di 13 ore.

Metabolismo

La penetrazione della moxifloxacina attraverso la cornea in seguito all'applicazione per via topica è descritta in letteratura. La concentrazione media di moxifloxacina nell'umore acqueo di 9 pazienti con cataratta che hanno applicato Vigamox 12 volte nell'arco di 3 giorni è stata pari a 2.28 µg/ml circa 10 minuti dopo l'ultima applicazione. La concentrazione media di moxifloxacina nel corpo vitreo di 10 pazienti con cataratta allo stesso regime posologico è risultata pari a 0.11 µg/ml circa 20 minuti dopo l'ultima applicazione. In 14 pazienti con cataratta che hanno instillato 3 dosi 3 volte al giorno e 1 dose ogni 15 minuti il giorno dell'intervento, la concentrazione media nell'umore acqueo è stata pari a 1.31 µg/ml circa 1 ora dopo l'ultima applicazione.

Eliminazione

Non sono disponibili dati in merito.

Dati preclinici

Cancerogenicità, mutagenicità e disturbi della fertilità

Non sono disponibili studi a lungo termine su animali sul potenziale oncogeno della moxifloxacina. In uno studio accelerato sulle sostanze che favoriscono e attivano la crescita delle cellule neoplastiche, la moxifloxacina alla dose di 500 mg/kg/die non ha mostrato alcun effetto cancerogeno dopo 38 settimane.

La moxifloxacina non ha rivelato proprietà mutagene al test di Ames con Salmonella in quattro ceppi batterici. Come con altri chinoloni, la reazione positiva del ceppo TA 102 nello stesso test è presumibilmente dovuta all'inibizione della DNA girasi. La moxifloxacina non è risultata mutagena al test di mutazione genica delle cellule di mammifero CHO/HGPRT. Un risultato altrettanto chiaro è stato ottenuto da questo stesso test sulle cellule v79. La moxifloxacina è risultata clastogenica al test di aberrazione cromosomica v79, ma non ha indotto alcuna sintesi inaspettata del DNA negli epatociti di ratto in coltura. Il test del micronucleo e il test del dominante letale nel topo non hanno fornito indicazioni sulla genotossicità in vivo.

La moxifloxacina non ha compromesso la fertilità di ratti maschi e femmine a dosi orali massime di 500 mg/kg/die (circa 21.700 volte la massima dose oftalmica giornaliera raccomandata per l'uomo).

Effetto teratogeno

La moxifloxacina non è risultata teratogena a dosi orali massime di 500 mg/kg/die (circa 21.700 volte la massima dose oftalmica giornaliera raccomandata per l'uomo) quando somministrata in ratte gravide durante l'organogenesi. Tuttavia, nei feti sono stati osservati effetti quali calo ponderale e lieve ritardo nello sviluppo scheletrico. Non è emersa alcuna evidenza di teratogenicità in seguito al trattamento di scimmie Cynomolgus femmine gravide con dosi orali massime di 100 mg/kg/die (circa 4.300 volte la massima dose oftalmica giornaliera raccomandata per l'uomo). Feti più piccoli sono stati osservati in madri trattate a dosi di 100 mg/kg/die.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deev essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Stabilità dopo apertura

Dopo l'apertura del flaconcino, utilizzare il contenuto per più di 28 giorni.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Non conservare a temperature superiori a 25 °C e conservare fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

Per evitare una possibile contaminazione del collirio, non toccare il contagocce; chiudere bene il flaconcino dopo l'uso.

Numero dell'omologazione

57349 (Swissmedic).

Confezioni

Collirio: flacone contagocce da 5 ml; [A]

Titolare dell’omologazione

Novartis Pharma Schweiz AG, Risch; domicilio: 6343 Rotkreuz.

Stato dell'informazione

Agosto 2020.