Tiapridal®

Neuraxpharm Switzerland AG

Composizione

Principi attivi

Tiapridum (ut tiapridi hydrochloridum).

Sostanze ausiliarie

Mannitolum (E421), Cellulosum microcristallinum, Povidonum K30, Silica colloidalis anhydrica, Magnesii stearas.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 compressa (con scanalatura/linea di frattura, divisibile) contiene 100 mg di tiapride base (sotto forma di cloridrato).

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Forme gravi di corea di Huntington negli adulti.

Tic gravi in bambini, adolescenti e adulti solo se non hanno risposto a un trattamento non farmacologico.

Posologia/Impiego

Posologia abituale

È indispensabile adattare il dosaggio di Tiapridal al tipo di indicazione:

·corea grave nella malattia di Huntington: all'inizio del trattamento sono necessarie dosi fino a 1200 mg al giorno; la dose di mantenimento varia tra 300 e 600 mg/giorno;

·tic refrattari a un trattamento non farmacologico nei bambini: da 7 a 12 anni di età: 50 mg (½ compressa) 2 o 3 volte al giorno; a partire da 12 anni di età: 100 mg (1 compressa) 3 volte al giorno (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

La dose somministrata sarà divisa nel corso della giornata, di solito in 3 dosi.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Sono necessari aggiustamenti del dosaggio a seconda del grado di insufficienza renale:

·clearance della creatinina <10 ml/min: dose somministrata = 25% della dose normale.

·clearance della creatinina tra 10 e 30 ml/min: dose somministrata = 50% della dose normale.

·clearance della creatinina tra 30 e 60 ml/min: dose somministrata = 75% della dose normale.

Pazienti anziani

Nei pazienti anziani è necessario controllare la funzionalità renale prima di iniziare la terapia.

Bambini e adolescenti

Tiapridal deve essere usato con estrema cautela nei pazienti pediatrici.

L'effetto di Tiapridal non è stato esaminato nei bambini sotto i 6 anni di età. Tiapridal non deve quindi essere utilizzato in questa fascia d'età.

Controindicazioni

·Ipersensibilità a tiapride o agli altri componenti.

·Tumori concomitanti prolattino-dipendenti, ad esempio, prolattinoma ipofisario, cancro della mammella.

·In combinazione con la levodopa.

·Nelle persone affette da parkinsonismo.

·Feocromocitoma (a causa di possibili riacutizzazioni ipertensive).

·In caso di allattamento (vedere «Allattamento»).

Avvertenze e misure precauzionali

Prolungamento dell'intervallo QT

Triapride può determinare un prolungamento dell'intervallo QT. È noto che questo effetto può potenziare il rischio di insorgenza di aritmie ventricolari gravi quali le torsioni di punta (vedere «Effetti indesiderati»).

Prima della somministrazione e, se possibile in funzione dello stato clinico del paziente, si raccomanda il monitoraggio dei fattori che potrebbero favorire l'insorgenza di tale disturbo del ritmo, quali ad esempio:

·bradicardia inferiore a 55 battiti al minuto;

·squilibrio elettrolitico, in particolare ipokaliemia,

·prolungamento congenito dell'intervallo QT

·trattamento in corso con un medicamento che può provocare bradicardia pronunciata (<55 bpm), squilibrio elettrolitico, rallentamento della conduzione intracardiaca o un prolungamento dell'intervallo QT (vedere «Interazioni»).

·il consumo di alcol può causare disturbi elettrolitici e quindi prolungare l'intervallo QT.

Tiapride deve essere prescritto con estrema cautela nei pazienti con fattori di rischio che possono predisporre al prolungamento dell'intervallo QT.

Sindrome neurolettica maligna

La sindrome neurolettica maligna (SNM) è una complicanza potenzialmente fatale: in caso di ipertermia, la sospensione di Tiapridal è tassativa. Questa ipertermia può effettivamente essere uno dei componenti della sindrome maligna (pallore, ipertermia, disturbi vegetativi) che è stata descritta con i neurolettici. Sono stati segnalati casi con caratteristiche atipiche come ipertermia anche senza rigidità muscolare o ipertonia e febbre moderata.

Questa precauzione deve essere osservata soprattutto quando il prodotto è usato a dosi elevate e durante un trattamento a lungo termine, soprattutto negli anziani.

Quando si sospetta una SNM o in caso di ipertermia di origine non diagnosticata – che può essere considerata un segno/sintomo precoce di SNM o una SNM atipica – il trattamento con tiapride deve essere immediatamente interrotto sotto controllo medico.

A causa del rischio di SNM osservato con qualsiasi medicamento neurolettico, tiapride deve essere usato con cautela nei pazienti trattati simultaneamente con altri neurolettici o qualsiasi altro medicinale noto per indurre SNM.

Pazienti anziani con demenza

·Ictus: in studi clinici randomizzati versus placebo condotti in una popolazione di pazienti anziani con demenza, trattati con alcuni antipsicotici atipici, è stato osservato un aumento di tre volte del rischio di eventi cerebrovascolari. Il meccanismo sottostante l'aumento del rischio non è noto. Un aumento del rischio con altri medicamenti antipsicotici o in altre popolazioni di pazienti non può essere escluso. Tiapride deve essere usato con cautela in pazienti con fattori di rischio dell'ictus.

·I pazienti anziani con psicosi correlate alla demenza trattati con medicamenti antipsicotici presentano un aumentato rischio di morte. Le analisi di diciassette studi clinici controllati verso placebo (nella maggior parte dei casi, della durata di 10 settimane) hanno rivelato un rischio di morte da 1,6 a 1,7 volte maggiore nei pazienti sottoposti a trattamento rispetto a quelli del braccio placebo; i pazienti trattati assumevano prevalentemente medicamenti antipsicotici atipici. Nel corso di uno studio controllato, di 10 settimane, la percentuale dei decessi nei pazienti trattati con il medicamento è stata di circa il 4,5%, rispetto al 2,6% registrato nel gruppo trattato con placebo. Sebbene le cause di morte durante gli studi clinici con antipsicotici atipici siano state varie, la maggior parte dei decessi è sembrata essere di natura cardiovascolare (ad es. insufficienza cardiaca, morte improvvisa) o infettiva (ad es. polmonite). Studi osservazionali suggeriscono che, come con i medicamenti antipsicotici atipici, anche il trattamento con medicamenti antipsicotici convenzionali può incrementare la mortalità. Non è chiaro se l'aumento della mortalità rilevato negli studi osservazionali possa essere attribuito al medicamento antipsicotico e non ad alcune caratteristiche peculiari dei pazienti.

Tromboembolia venosa

Casi di tromboembolia venosa, a volte letali, sono stati riportati con medicamenti antipsicotici. Di conseguenza, tiapride deve essere somministrato con prudenza nei pazienti con fattori di rischio tromboembolico (vedere «Effetti indesiderati»).

Cancro della mammella

Tiapride può aumentare i livelli di prolattina. Pertanto, deve essere utilizzato con precauzione e le pazienti con una storia personale o familiare di cancro della mammella devono essere monitorate con attenzione durante il trattamento con tale medicamento.

Il consumo concomitante di bevande alcoliche è sconsigliato.

L'ipotensione può verificarsi più marcatamente negli anziani a causa della loro alta sensibilità (vedere «Effetti indesiderati»).

Nei pazienti con funzionalità renale compromessa si raccomanda di ridurre la posologia a causa del possibile rischio di coma dopo sovradosaggio (vedere «Posologia/impiego», «Posologia eccessiva» e «Farmacocinetica»).

Come per altri neurolettici, l'uso di tiapride negli anziani deve essere valutato con particolare attenzione a causa del possibile rischio di riduzione del livello di coscienza e di coma.

Nei pazienti epilettici si raccomanda una più stretta sorveglianza (clinica ed eventualmente elettroencefalografica) poiché la soglia epilettogena potrebbe abbassarsi (vedere «Effetti indesiderati»).

Casi di leucopenia, neutropenia e agranulocitosi sono stati segnalati con l'uso di antipsicotici, compreso Tiapridal. Infezioni inspiegabili o febbre possono essere segnali di discrasia ematica (vedere rubrica «Effetti indesiderati») che richiedono un'immediata indagine ematologica.

Interazioni

Associazione controindicata

Levodopa: antagonismo reciproco della levodopa e dei neurolettici.

Durante il trattamento con neurolettici, non trattare la sindrome extrapiramidale con levodopa (inibizione e perdita dell'attività neurolettica). Qualora nei pazienti parkinsoniani trattati con levodopa sia necessario utilizzare anche neurolettici, optare preferibilmente per quelli che inducono pochi effetti extrapiramidali quali clorpromazina o levomepromazina.

Associazioni sconsigliate

Alcol: amplificazione dell'effetto sedativo dei neurolettici con l'assunzione di alcol. L'alterazione della vigilanza può rendere la guida di veicoli e l'impiego di macchine pericolosi. Evitare il consumo di bevande alcoliche e di altri medicamenti contenenti alcol.

L'associazione con i seguenti medicamenti può causare insorgenza di torsioni di punta o prolungamento dell'intervallo QT:

·medicamenti che inducono bradicardia, come β-bloccanti, inibitori dei canali del calcio che possono causare bradicardia quali diltiazem e verapamil, clonidina, guanfacina, digitale;

·medicamenti che causano squilibrio elettrolitico, specialmente ipokaliemia: diuretici risparmiatori di potassio, lassativi stimolanti, amfotericina B IV; glucocorticoidi, tetracosactidi. L'ipokaliemia deve essere corretta;

·antiaritmici di classe Ia come chinidina e disopramide;

·antiaritmici di classe III quali amiodarone, sotalolo;

·altri medicamenti quali pimozide, sultopride, aloperidolo, tioridazina, metadone, antidepressivi tipo imipramina, litio, bepridil, cisapride, eritromicina IV, vincamina IV, alofantrina, pentamidina, sparfloxacina.

Associazioni da considerare con attenzione

Antipertensivi: effetto antipertensivo e rischio di ipotensione ortostatica (effetto additivo).

Altre sostanze che deprimono il sistema nervoso centrale: derivati della morfina (analgesici e antitussivi), la maggior parte degli antistaminici H1, barbiturici, benzodiazepine, tranquillanti non-benzodiazepinici, clonidina e affini: aumento della depressione centrale, che può avere conseguenze significative, soprattutto durante la guida di veicoli e nell'impiego di macchine.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Non ci sono dati sufficienti sull'uso di Tiapridal nelle donne gravide e l'esperienza relativa all'utilizzo del medicamento in gravidanza è limitata. Le sperimentazioni sugli animali hanno mostrato tossicità per la riproduzione (vedere «Dati preclinici»). L'uso di tiapride non è raccomandato nelle donne in gravidanza e nelle donne in età fertile che non usano misure contraccettive efficaci.

Tiapride attraversa la barriera placentare. Come misura precauzionale e in considerazione della sua azione sul sistema nervoso, il medicamento non deve essere somministrato durante il primo trimestre di gravidanza, salvo in caso di assoluta necessità. Tuttavia, le sindromi extrapiramidali e/o di astinenza sono state raramente descritte nei neonati nati da madri trattate a lungo termine con alte dosi di medicamenti neurolettici.

Effetti non teratogeni:

I neonati le cui madri sono state esposte ad antipsicotici (incluso tiapride) durante il terzo trimestre di gravidanza possono sviluppare, dopo la nascita, effetti indesiderati quali sintomi motori extrapiramidali e/o di astinenza.

Tra i sintomi che può manifestare il neonato figurano agitazione, ipertonia o ipotonia, tremore, sonnolenza, stress respiratorio, disturbi dell'assunzione di cibo.

Queste complicanze possono essere più o meno gravi. In alcuni casi, i neonati hanno richiesto un monitoraggio intensivo o un'ospedalizzazione prolungata.

Se possibile, alla fine della gravidanza è opportuno diminuire progressivamente le posologie dei neurolettici soprattutto in considerazione delle loro proprietà atropiniche.

Allattamento

Non è noto se tiapride sia escreto nel latte materno. Gli esperimenti sugli animali hanno dimostrato che tiapride viene escreto nel latte materno. Poiché occorre tener conto di tutti i rischi cui è esposto il bambino, l'uso di tiapride è controindicato.

Fertilità

La sperimentazione sugli animali ha mostrato effetti sulla fertilità (vedere «Dati preclinici»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Tiapridal incide sulla capacità di condurre veicoli o sull'impiego di macchine.

Anche quando impiegato seguendo le raccomandazioni, Tiapridal può causare sedazione tale da incidere potenzialmente sulla capacità di usare strumenti o macchine (vedere «Effetti indesiderati»). Questo effetto è potenziato dalla combinazione con alcol.

È opportuno chiedere ai pazienti di rinunciare a guidare veicoli o impiegare macchine. Inoltre, si deve tener conto dei disturbi all'origine del trattamento.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10),

«non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10000, <1/1000), «molto raro» (<1/10 000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: leucopenia, neutropenia e agranulocitosi (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie endocrine

Comune: iperprolattinemia reversibile dopo la sospensione del trattamento con i seguenti disturbi associati: amenorrea, galattorrea, ginecomastia, frigidità, impotenza.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Raro: iponatriemia, sindrome da inappropriata secrezione dell'ormone antidiuretico (SIADH).

Disturbi psichiatrici

Comune: sonnolenza insonnia, agitazione, indifferenza.

Non comune: confusione, allucinazione.

Patologie del sistema nervoso

Comune:

·vertigini, cefalea,

·parkinsonismo e sintomi associati: tremore, ipertonia, ipocinesia, ipersalivazione. Questi sintomi sono di solito reversibili con la somministrazione di farmaci antiparkinsoniani.

Non comune: acatisia, distonia (spasmo, torcicollo spasmodico, crisi oculogira, trisma) – sintomi che sono generalmente reversibili con la somministrazione di medicamenti antiparkinsoniani – convulsione, sincope.

Raro: discinesia acuta. Questo sintomo è generalmente reversibile con la somministrazione di medicamenti antiparkinsoniani. Come con tutti i neurolettici, è stata riportata discinesia tardiva (caratterizzata da movimenti ritmici involontari prevalentemente a carico della lingua e/o del viso). I medicamenti anticolinergici antiparkinsoniani sono inefficaci o possono causare un aggravamento.

Sindrome neurolettica maligna (ipertermia, rigidità muscolare e aumento dei livelli ematici di CPK, disturbo della coscienza con mutismo o stupor, disturbo del sistema nervoso autonomo con, talvolta: pallore, ipersudorazione, scialorrea, tachicardia, ipotensione, tachipnea, incontinenza, allucinazioni, tremore). Le complicanze della sindrome neurolettica maligna possono avere esito fatale. Perdita di coscienza.

Patologie cardiache

Raro: prolungamento dell'intervallo QT e aritmie ventricolari, torsioni di punta, tachicardia ventricolare che può causare fibrillazione ventricolare o arresto cardiaco, morte improvvisa (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie vascolari

Non comune: ipotensione, di solito ortostatica, trombosi venosa profonda. L'ipotensione ortostatica e la sedazione possono sembrare rafforzate negli anziani a causa della loro elevata sensibilità. Pertanto, in questo gruppo di pazienti occorre esercitare particolare cautela, soprattutto per quanto riguarda il dosaggio.

Raro: embolia polmonare, a volte fatale (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro: polmonite da aspirazione, depressione respiratoria quando Tiapridal viene usato con altri depressori del sistema nervoso centrale.

Patologie gastrointestinali

Non comune: stipsi.

Raro: ostruzione intestinale, ileo.

Patologie epatobiliari

Raro: innalzamento degli enzimi epatici.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: eruzioni cutanee tra cui esantema eritematoso, eruzione maculopapulare.

Raro: orticaria.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Raro: aumento dei livelli sierici di creatinina fosfochinasi (CPK), rabdomiolisi.

Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali

Molto raro: sintomi motori extrapiramidali e/o segni di astinenza nel neonato.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Non comune: amenorrea, frigidità.

Raro: dolore mammario, galattorrea, ginecomastia, impotenza.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: astenia, stanchezza.

Non comune: aumento di peso.

Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura

Non comune: caduta, soprattutto nei pazienti anziani.

La notifica di effetti indesiderati sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

È possibile osservare sonnolenza, sedazione, coma, ipotensione e sintomi extrapiramidali.

Trattamento

Poiché tiapride è scarsamente dializzato, l'emodialisi non deve essere usata per eliminare il medicamento. Non esiste un antidoto specifico. Un trattamento sintomatico con monitoraggio cardiaco (rischio di prolungamento del QT e successive aritmie ventricolari) e delle funzioni vitali deve essere istituito fino al recupero del paziente.

In caso di gravi sintomi extrapiramidali, somministrare anticolinergici.

Sono stati segnalati casi con esito fatale soprattutto in occasione dell'associazione con altri medicamenti psicotropi.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N05AL03

Meccanismo d'azione/Farmacodinamica

Tiapride è una benzamide ortometossi-sostituita o ortopramide. Farmacologicamente è caratterizzato da una marcata affinità per i recettori centrali della dopamina, in particolare quando questi sono precedentemente sensibilizzati alla dopamina. Tiapride ha un'affinità preferenziale per i recettori D2 indipendenti dall'adenilciclasi, soprattutto a livello del sistema striatale, che gli conferisce un potenziale antidiscinetico specifico e un'azione nei disturbi del comportamento psicomotorio.

Ha una bassa affinità per i recettori D1 della dopamina. L'attività ansiolitica di tiapride è stata dimostrata in diversi modelli di stress animale, compresi quelli che coinvolgono l'astinenza da alcol. Tiapride ha anche un effetto benefico sulla vigilanza negli anziani. I meccanismi responsabili delle proprietà ansiolitiche di tiapride non sono ancora stati completamente chiariti, ma sono distinti dall'azione antidopaminergica del prodotto.

Efficacia clinica

Non sono disponibili dati.

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo l'iniezione intramuscolare di una dose di 200 mg di tiapride, il picco plasmatico di 2,01 μg/ml viene raggiunto entro 30 minuti. Quando somministrata per via orale, una dose di 200 mg di tiapride sviluppa un picco plasmatico (Cmax) di 1,54 μg/ml un'ora dopo la somministrazione.

La biodisponibilità assoluta di tiapride (somministrazione i.m od orale) è dell'80%. L'assunzione di alimenti migliora l'assorbimento di tiapride e fa aumentare la Cmax del 40% e la biodisponibilità del 20%.

Negli anziani l'assorbimento è più lento.

Distribuzione

La distribuzione corporea di tiapride è rapida (meno di 1 ora). Tiapride attraversa la barriera emato-encefalica e la barriera placentare senza accumulo.

Il passaggio attraverso il latte è stato osservato in animali con un rapporto latte/sangue di 1,2.

Tiapride non si lega alle proteine plasmatiche e si lega molto debolmente agli eritrociti.

Metabolismo

Il metabolismo di tiapride nell'uomo è molto basso: il 70% della dose somministrata viene recuperato in forma immodificata nelle urine.

Eliminazione

Dopo una singola somministrazione di 200 mg di tiapride per via orale, l'emivita di eliminazione è di 2,9 ore nelle donne e di 3,6 ore negli uomini. L'escrezione è prevalentemente urinaria, la clearance renale è di 330 ml/min.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Una concentrazione plasmatica aumentata e un'emivita di eliminazione prolungata fino a 21,6 ore sono state riportate in alcuni pazienti con grave insufficienza renale.

Sono necessari aggiustamenti del dosaggio a seconda del grado di insufficienza renale:

·clearance della creatinina <10 ml/min: dose somministrata = 25% della dose normale.

·clearance della creatinina tra 10 e 30 ml/min: dose somministrata = 50% della dose normale.

·clearance della creatinina tra 30 e 60 ml/min: dose somministrata = 75% della dose normale.

Dati preclinici

Mutagenicità

Tiapride non presenta rischi di tossicità organo-specifica e clinicamente significativi. Non vi è alcuna indicazione di un effetto mutageno.

Gli effetti osservati negli animali sono direttamente legati all'attività farmacologica e principalmente all'iperprolattinemia.

Cancerogenicità

Per quanto riguarda la cancerogenicità, il profilo tumorale indotto dalla prolattina osservato nei roditori è specie-specifico e non rivela alcun pericolo particolare per l'uso terapeutico nell'uomo.

Tossicità riproduttiva

Gli studi di embriofetotossicità non hanno evidenziato effetti teratogeni. Un effetto embriotossico è stato riportato in uno studio sui conigli. Nei conigli, gli effetti embriotossici sono stati osservati alle dosi più alte testate (80 e 160 mg/kg/giorno). Tuttavia, gli studi sugli animali sono insufficienti per trarre conclusioni sui disturbi dello sviluppo neurologico.

In uno studio perinatale e postnatale sui ratti, a dosi elevate sono stati osservati effetti tossici sulla prole. La somministrazione di tiapride ha causato un calo di fertilità legato agli effetti farmacologici del principio attivo negli animali trattati.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Non conservare a temperature superiori a 30°C. Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

39220 (Swissmedic)

Confezioni

Compresse da 100 mg (con scanalatura/linea di frattura, divisibili): confezioni da 20 e 50 (B)

Titolare dell’omologazione

Neuraxpharm Switzerland AG, 6330 Cham

Stato dell'informazione

Novembre 2022