1. Informazione professionale dei medicamenti per uso umano
concomitanza con tenofovir disoproxil fumarato, per diverse combinazioni studiate per il
trattamento dell'infezione da HIV 1 è stato riferito un alto tasso di fallimento virologico (cfr. anche
«Triplice terapia con NRTI o terapia con NNRTI»).
Triplice terapia con NRTI o con NNRTI
In combinazioni di tenofovir disoproxil fumarato con lamivudina e abacavir, con lamivudina e
didanosina, con didanosina ed efavirenz, così come con lamivudina e nevirapina, somministrate una
volta al giorno, sono stati riferiti un alto tasso di fallimento virologico precoce e lo sviluppo precoce di
resistenza in pazienti infetti da HIV. Queste combinazioni, così come le triplici combinazioni di NRTI in
generale, che contengono tenofovir disoproxil fumarato, sono quindi sconsigliate.
Tenofovir disoproxil fumarato non è stato studiato in pazienti con infezione da HIV già sottoposti a
terapia con antiretrovirali con completo fallimento dei regimi terapeutici precedenti (copie di RNA
dell'HIV > 100'000/ml). Nel caso in cui tenofovir debba essere utilizzato in questo gruppo di pazienti,
devono essere effettuati degli attenti controlli delle copie di RNA dell'HIV per verificare l'effetto di
tenofovir in questa situazione. Una combinazione di uno o più medicamenti anti-HIV non ancora
utilizzati in questi pazienti è da raccomandare secondo possibilità, sebbene non siano disponibili dati
riguardo a questo utilizzo. Nello studio condotto con pazienti naïve agli antiretrovirali sono stati inclusi
anche pazienti con più di 100'000 copie/ml di RNA dell'HIV.
Debolezza motoria generalizzata
In casi molto rari, è stata osservata una debolezza motoria generalizzata in pazienti trattati con una
ART a base di analoghi nucleosidici. Molti casi, benché non tutti, si sono manifestati nell'ambito di
un'acidosi lattica. Dal punto di vista clinico, questa debolezza motoria può mimare una sindrome di
Guillain-Barré, inclusa la paralisi respiratoria. Al termine della terapia, i sintomi possono eventualmente
persistere o peggiorare ulteriormente (cfr. anche «Effetti indesiderati»).
Esposizione in utero: disfunzione mitocondriale
Gli analoghi nucleos(t)idici possono compromettere la funzione mitocondriale in misura variabile. Ciò è
maggiormente marcato con stavudina, didanosina e zidovudina. Vi sono segnalazioni di disturbi della
funzione mitocondriale in bambini piccoli HIV-negativi esposti, in utero e/o dopo la nascita, ad analoghi
nucleosidici. Queste segnalazioni hanno riguardato prevalentemente trattamenti contenenti zidovudina.
Gli effetti indesiderati principalmente segnalati sono stati disturbi ematologici (anemia, neutropenia) e
disturbi del metabolismo (iperlattatemia, iperlipasemia). Questi eventi sono stati per lo più transitori.
Raramente sono stati riferiti disturbi neurologici a insorgenza tardiva (ipertono, convulsioni, alterazioni
del comportamento). Non è attualmente noto se tali disturbi neurologici siano transitori o permanenti.
Questi risultati dovrebbero essere tenuti in considerazione per ogni bambino che è stato esposto in
utero ad analoghi nucleos(t)idici e che presenta manifestazioni cliniche severe, in particolare
neurologiche, di eziologia non nota. Ogni bambino esposto in utero ad analoghi nucleos(t)idici, anche
bambini HIV negativi, deve essere esaminato dal punto di vista clinico e sulla base di parametri di
laboratorio e, in caso di segni o sintomi rilevanti, deve essere sottoposto a una valutazione completa
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