Physiotens® mite 0,2/Physiotens® 0,3/Physiotens® forte 0,4

Viatris Pharma GmbH

Composizione

Principi attivi

Moxonidinum.

Sostanze ausiliarie

Nucleo della compressa:

Lactosum monohydricum, povidonum K25, crospovidonum, magnesii stearas.

Rivestimento con film:

Hypromellosum, ethylcellulosum, macrogolum 6000, talcum, E172 e E171.

Una compressa rivestita con film contiene al massimo 95,8 mg di lattosio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Physiotens mite 0,2: 1 compressa rivestita con film contiene 0,2 mg di moxonidina.

Physiotens 0,3: 1 compressa rivestita con film contiene 0,3 mg di moxonidina.

Physiotens forte 0,4: 1 compressa rivestita con film contiene 0,4 mg di moxonidina.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Ipertensione arteriosa essenziale (primaria).

Posologia/Impiego

Il trattamento antipertensivo deve essere iniziato con la dose di moxonidina più bassa, cioè 1 compressa rivestita con film da 0,2 mg (Physiotens mite) al giorno.

In linea di principio, la posologia deve essere aggiustata in base alla risposta individuale, nella maggior parte dei casi la dose terapeutica quotidiana è compresa tra 0,2 mg e 0,4 mg di moxonidina.

Nel caso in cui l'effetto terapeutico non sia sufficiente, la dose può essere incrementata dopo almeno 3 settimane a 0,4 mg al giorno, corrispondenti a 2 compresse rivestite con film di Physiotens mite 0,2 al mattino oppure 1 compressa rivestita con film 2 volte al giorno (1 compressa rivestita con film al mattino, 1 compressa rivestita con film la sera). Se è indicata una dose giornaliera più alta, sono disponibili Physiotens 0,3 e Physiotens forte 0,4 per semplificare l'assunzione.

Non si deve superare una dose singola di 0,4 mg né una dose giornaliera di 0,6 mg di moxonidina.

Nei pazienti con compromissione renale moderata o grave la dose iniziale deve essere di 0,2 mg al giorno; se clinicamente indicata e ben tollerata, la dose giornaliera può essere aumentata fino a un massimo di 0,4 mg nei pazienti con compromissione renale moderata e fino a 0,3 mg nei pazienti con compromissione renale grave (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Nei pazienti anziani si deve prevedere un aggiustamento individuale della dose, poiché l'eliminazione è rallentata rispetto a quella dei pazienti giovani.

Bambini e adolescenti

L'efficacia e la sicurezza nei bambini e negli adolescenti non sono state dimostrate, quindi il trattamento di bambini e adolescenti non è raccomandato.

Si raccomanda di non sospendere/terminare bruscamente l'assunzione di Physiotens.

Modo di somministrazione

Le compresse vanno deglutite con sufficiente liquido, senza masticarle, al mattino durante o dopo il pasto.

Controindicazioni

·Ipersensibilità alla moxonidina o a una delle sostanze ausiliarie

·Malattia del nodo del seno

·Disturbi della conduzione senoauricolare e atrioventricolare di 2° e 3° grado

·Bradicardia a riposo inferiore a 50 battiti/min

·Insufficienza cardiaca

·Disfunzione renale ad uno stadio avanzato (GFR <30 ml/min, concentrazione della creatinina sierica >1,8 mg/dl)

Avvertenze e misure precauzionali

Limitazioni d'impiego per mancanza di esperienze terapeutiche

Gravidanza, allattamento.

Età inferiore ai 18 anni.

Precauzioni

In fase post-marketing sono stati segnalati casi di blocco atrioventricolare di diverso grado in pazienti sottoposti a trattamento con moxonidina. Sulla base di questi casi clinici non può essere completamente escluso il ruolo causale della moxonidina nel ritardare la conduzione atrioventricolare. Pertanto, si richiede cautela nel trattamento di pazienti con una possibile predisposizione a sviluppare un blocco atrioventricolare.

Se Physiotens viene somministrato a pazienti con blocco atrioventricolare di primo grado occorre prestare particolare cautela per evitare la bradicardia. La moxonidina non deve essere usata con blocchi atrioventricolari di grado superiore al primo (vedere «Controindicazioni»).

Se Physiotens viene somministrato in pazienti con malattia coronarica grave o con angina pectoris instabile occorre prestare particolare cautela poiché l'esperienza in questa popolazione di pazienti è limitata.

Occorre prestare cautela nella somministrazione di Physiotens a pazienti con ridotta funzionalità renale e a pazienti anziani con ridotta funzionalità renale conseguente all'età, poiché Physiotens è escreto principalmente per via renale. In questi pazienti è raccomandato un attento aggiustamento della dose, specialmente all'inizio della terapia. La dose iniziale dovrà essere di 0,2 mg al giorno e potrà essere aumentata fino a un massimo di 0,4 mg al giorno in pazienti con una moderata compromissione renale (GFR >30 ml/min e <60 ml/min) e fino a un massimo di 0,3 mg al giorno in pazienti con una grave compromissione renale (GFR <30 ml/min) se tale posologia è clinicamente indicata e ben tollerata.

Se Physiotens è somministrato congiuntamente con un ß-bloccante e la terapia deve essere sospesa, occorre cessare dapprima gradualmente la somministrazione del ß-bloccante e solo successivamente, ad una distanza di alcuni giorni, Physiotens, per evitare un aumento della controregolazione pressoria.

Fino ad ora non è stato osservato alcun effetto rebound sulla pressione arteriosa dopo interruzione del trattamento con Physiotens. Ciononostante, l'interruzione brusca del trattamento con Physiotens è sconsigliata. La dose dovrà essere ridotta progressivamente nell'arco di due settimane.

Quando somministrato in concomitanza a benzodiazepine, Physiotens ha dimostrato di aumentare significativamente il loro effetto sedativo (vedere anche «Interazioni»).

Di conseguenza, durante un trattamento con Physiotens, si dovrà fare un'accurata analisi del rapporto rischio-beneficio in caso di assunzione concomitante di medicamenti con principi attivi ad azione centrale, come benzodiazepine, barbiturici e alcool.

Lattosio

I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere Physiotens.

Interazioni

L'assunzione concomitante di altri antipertensivi aumenta l'effetto antipertensivo di Physiotens.

Se Physiotens è somministrato congiuntamente con un ß-bloccante e la terapia deve essere sospesa, occorre cessare dapprima in modo progressivo la somministrazione del ß-bloccante e solo in seguito quella di Physiotens ad una distanza di alcuni giorni, per evitare un aumento della controregolazione pressoria. Anche la posologia di Physiotens deve essere ridotta progressivamente nell'arco di 2 settimane.

Physiotens può aumentare l'effetto sedativo degli antidepressivi triciclici (evitare la co-somministrazione), dell'alcool, dei tranquillanti, dei sonniferi e degli ipnotici. Quando assunto insieme alle benzodiazepine, Physiotens può aumentare significativamente il loro effetto sedativo. La tolazolina, utilizzata in oftalmologia, può attenuare o neutralizzare l'effetto di Physiotens in modo dose-dipendente.

Poiché gli antidepressivi triciclici possono attenuare l'efficacia degli antipertensivi ad azione centrale, l'uso contemporaneo di antidepressivi triciclici e moxonidina è sconsigliato.

La moxonidina è escreta per via renale. Interazioni con altri principi attivi, anch'essi escreti per via renale, non possono essere escluse.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Non vi sono dati sufficienti riguardanti l'uso della moxonidina in donne in gravidanza. Gli studi condotti su animali hanno evidenziato effetti embriotossicologici (vedere «Dati preclinici»). Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto. Physiotens non deve essere utilizzato durante la gravidanza, se non in caso di assoluta necessità.

Allattamento

La moxonidina viene escreta nel latte materno. Le donne che allattano e che sono in trattamento con Physiotens devono interrompere l'allattamento o sospendere l'assunzione di Physiotens.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono stati effettuati studi in merito.

A causa delle diverse reazioni individuali, la capacità di prendere attivamente parte alla circolazione stradale o di utilizzare macchine può essere compromessa. Ciò vale in particolare all'inizio del trattamento o con il cambio di un medicamento, nonché in associazione ad alcool.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota».

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: angioedema.

Patologie cardiache

Non comune: bradicardia.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Non comune: tinnito.

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea, capogiro, sonnolenza.

Non comune: sincope.

Patologie gastrointestinali

Molto comune: bocca secca.

Comune: diarrea, nausea, vomito, dispepsia.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: reazioni cutanee allergiche, compresi arrossamento e prurito.

Patologie vascolari

Non comune: ipotensione, ipotensione ortostatica.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: astenia.

Non comune: edema.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune: dolore dorsale.

Non comune: dolore al collo.

Disturbi psichiatrici

Comune: disturbi del sonno.

Non comune: nervosismo.

Gli effetti indesiderati segnalati più di frequente durante l'assunzione di Physiotens comprendono bocca secca, cefalea, capogiro, astenia e sonnolenza. Di frequente questi disturbi regrediscono poche settimane dopo l'inizio del trattamento.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Dopo ingestione accidentale di moxonidina da parte di due bambini piccoli (2 e 3 anni) si sono manifestati stanchezza, coma, ipotensione e/o miosi. Lavaggio gastrico, infusione di glucosio e riposo hanno consentito una ripresa totale nell'arco di 24 ore.

Negli adulti sono state tollerate, in casi singoli, dosi giornaliere fino a 2,0 mg somministrate oralmente senza effetti collaterali seri. La tolazolina può ridurre o neutralizzare l'effetto di Physiotens in modo dipendente dalla dose.

Tossicità generale

Sono stati segnalati alcuni casi di sovradosaggio, tuttavia un'assunzione di 19,6 mg di moxonidina non ha avuto ripercussioni gravi. I segni e i sintomi segnalati in caso di sovradosaggio comprendono: cefalea, sedazione, sonnolenza, calo della pressione sanguigna, capogiro, astenia, bradicardia, bocca secca, vomito, stanchezza e disturbi gastrici. In caso di sovradosaggio grave si raccomanda un attento monitoraggio, specialmente delle alterazioni della coscienza e della depressione respiratoria.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

C02AC05

Meccanismo d'azione

La moxonidina è un antipertensivo del gruppo degli agonisti selettivi dei recettori imidazolinici (SIRA) con effetto adrenergico a livello centrale. L'effetto a livello del sistema nervoso centrale determina una diminuzione dell'attività simpatica periferica, che a sua volta porta a una riduzione della resistenza vascolare periferica e, di conseguenza, a un abbassamento della pressione sanguigna arteriosa.

Farmacodinamica

La moxonidina si è dimostrata un potente agente antipertensivo in diversi modelli animali. I dati sperimentali disponibili evidenziano che gli effetti antipertensivi della moxonidina sono prodotti da un'azione sul sistema nervoso centrale (SNC). È stato dimostrato che la moxonidina si lega selettivamente ai recettori imidazolinici I1 a livello del tronco encefalico. Tali recettori imidazolinici sono concentrati nel midollo rostrale ventrolaterale, un'area di decisiva importanza nel controllo centrale del sistema nervoso simpatico periferico. La stimolazione dei recettori dell'imidazolina I1 riduce l'attività simpatica ed abbassa la pressione arteriosa.

La moxonidina si distingue dagli altri farmaci antipertensivi ad azione centrale disponibili per una più bassa affinità con i recettori alfa2 centrali rispetto a quella con i recettori imidazolinici I1. Questa bassa affinità per i recettori alfa2 potrebbe spiegare la bassa incidenza di astenia e bocca secca quali effetti indesiderati.

Nell'uomo, la moxonidina causa un abbassamento delle resistenze vascolari sistemiche e conseguentemente della pressione arteriosa, grazie a una riduzione dell'attività del sistema simpatico. L'effetto antipertensivo della moxonidina è stato dimostrato in studi randomizzati, in doppio cieco, controllati verso placebo.

Efficacia clinica

Nessun dato disponibile

Farmacocinetica

Assorbimento

Nach oraler Verabreichung wird Moxonidin zu ca. 88% resorbiert, unterliegt keinem First-pass-Metabolismus und ist nahezu vollständig bioverfügbar.

Die Nahrungsmittelaufnahme hat keinen Einfluss auf die Pharmakokinetik von Moxonidin.

Distribuzione

I picchi plasmatici della moxonidina sono raggiunti dopo 30-90 minuti, in casi singoli fino a 180 minuti dopo la somministrazione della compressa. In vitro il legame alle proteine plasmatiche umane è appena del 7,2% circa. Il volume di distruzione è calcolato pari a 1,8-2,3 l/kg.

Metabolismo

La moxonidina viene metabolizzata per un 10-20%, principalmente in 4,5-deidromoxonidina e in un derivato della guanidina; nella sperimentazione animale queste due molecole mostrano rispettivamente appena 1/10 e 1/100 dell'efficacia antipertensiva della moxonidina.

Eliminazione

Nelle 24 ore dopo la somministrazione, il 78% della dose totale è escreta con le urine come moxonidina immodificata e il 13% come moxonidina deidrogenata. Circa l'8% della dose viene escreta nelle urine sotto forma di altri metaboliti. Meno dell'1% è eliminato attraverso le feci.

Il tempo di emivita di eliminazione della moxonidina e dei suoi metaboliti principali è di circa 2,5 e 5 ore, rispettivamente.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disfunzioni renali

L'eliminazione della moxonidina è significativamente correlata alla clearance della creatinina. In pazienti ipertesi con funzionalità renale moderatamente ridotta (GFR 30-60 ml/min), le concentrazioni plasmatiche allo steady-state e l'emivita sono rispettivamente circa 2 e 1,5 volte più alte rispetto a pazienti ipertesi con funzione renale normale (GFR >90 ml/min).

In pazienti ipertesi con funzionalità renale gravemente ridotta (GFR <30 ml/min), le concentrazioni plasmatiche allo steady-state e l'emivita sono circa 3 volte più alte. In questi pazienti non è stato osservato un inatteso accumulo di farmaco dopo dosi multiple.

Nei pazienti con insufficienza renale all'ultimo stadio (GFR <10 ml/min), in trattamento con emodialisi, l'AUC e l'emivita terminale sono rispettivamente 6 volte e 4 volte più alte rispetto ai pazienti ipertesi con funzione renale normale.

In pazienti con ridotta funzionalità renale la dose deve essere aggiustata in base alle necessità individuali. La moxonidina è eliminata in piccola parte con l'emodialisi.

Dati preclinici

Genotossicità

La studio della moxonidina in una batteria di test standard non ha evidenziato alcuna proprietà mutagena.

Cancerogenicità

Studi di cancerogenicità condotti su ratti con dosi fino a 3,6 mg/kg/giorno e su topi con dosi fino a 7,5 mg/kg/giorno non hanno evidenziato un rischio carcinogenico della moxonidina.

Tossicità per la riproduzione

Gli studi sulla riproduzione eseguiti con moxonidina non hanno evidenziato una compromissione della fertilità e neppure effetti teratogeni.

Studi su animali hanno mostrato effetti di embriotossicità con dosi tossiche per la madre.

Effetti embriotossicologici sono stati riscontrati nei ratti a dosi superiori a 9 mg/kg/24 h e nei conigli a dosi superiori a 0,7 mg/kg/24 h. In uno studio peri- e post-natale sui ratti è stata riscontrata un'influenza sullo sviluppo e la vitalità con dosi superiori a 3 mg/kg/24 h.

Altre indicazioni

Stabilità

Il trattamento dell'ipertensione con questo medicamento richiede controlli medici regolari. Si raccomanda di non sospendere/terminare bruscamente l'assunzione di Physiotens.

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Physiotens mite 0,2

Non conservare a temperature superiori a 25°C.

Physiotens 0,3

Non conservare a temperature superiori a 30°C.

Physiotens forte 0,4

Non conservare a temperature superiori a 30°C.

Conservare nella confezione originale.

Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

51884 (Swissmedic)

Confezioni

Compresse rivestite con film da 0,2 mg (mite): 28 e 98 [B]

Compresse rivestite con film da 0,3 mg: 28 e 98 [B]

Compresse rivestite con film da 0,4 mg (forte): 28 e 98 [B]

Titolare dell’omologazione

Viatris Pharma GmbH, 6312 Steinhausen

Stato dell'informazione

Gennaio 2022