Comilorid-Mepha/-mite compresse
Mepha Pharma AG
Composizione
Principi attivi
Amiloride cloridrato come amiloride cloridrato diidrato, idroclorotiazide.
Sostanze ausiliarie
Lattosio monoidrato, amido di mais, cellulosa microcristallina, carbossimetilamido sodico (tipo A), magnesio stearato, talco, silice colloidale anidra, ossido di ferro rosso e giallo (E172).
1 compressa di Comilorid-Mepha mite da 2,5 mg/25 mg contiene 46,2 mg di lattosio e fino a 0,126 mg di sodio.
1 compressa di Comilorid-Mepha da 5 mg/50 mg contiene 92,4 mg di lattosio e fino a 0,252 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 compressa di Comilorid-Mepha mite (con linea di frattura) contiene: 2,5 mg di amiloride cloridrato (corrispondenti a 2,84 mg di amiloride cloridrato diidrato) e 25 mg di idroclorotiazide.
1 compressa di Comilorid-Mepha (con linea di frattura) contiene: 5 mg di amiloride cloridrato (corrispondenti a 5,68 mg di amiloride cloridrato diidrato) e 50 mg di idroclorotiazide.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Comilorid-Mepha è indicato nei pazienti per i quali si sospetta e si prevede una deplezione di potassio. Comilorid-Mepha, un'associazione di amiloride HCl e idroclorotiazide, riduce la probabilità che si verifichi un'eccessiva deplezione di potassio nei pazienti sottoposti a diuresi intensiva e prolungata. Comilorid-Mepha con amiloride HCl, un agente risparmiatore di potassio, è quindi particolarmente indicato quando è di cruciale importanza l'effetto positivo di un corretto equilibrio potassico.
Comilorid-Mepha può essere somministrato da solo o in associazione ad altri antipertensivi in caso di
ipertensione arteriosa;
edemi di origine cardiaca;
cirrosi epatica con ascite ed edema.
Posologia/Impiego
La posologia riportata si riferisce sia a Comilorid-Mepha sia a Comilorid-Mepha mite, disponibili in forma di compresse per uso orale. Due compresse di Comilorid-Mepha mite contengono la stessa quantità di principio attivo di una compressa di Comilorid-Mepha.
Le compresse di Comilorid-Mepha e di Comilorid-Mepha mite possono essere divise lungo la linea di frattura per facilitarne l'assunzione, ma non per ottenere la posologia di una dose parziale.
Ipertensione arteriosa
La posologia abituale è di 1 o 2 compresse di Comilorid-Mepha (corrispondenti a 2 o 4 compresse di Comilorid-Mepha mite) al giorno, in monosomministrazione o in dosi separate. Alcuni pazienti hanno bisogno solo di 1 compressa di Comilorid-Mepha mite una volta al giorno. La posologia può essere aumentata al bisogno, ma senza superare le 4 compresse di Comilorid-Mepha al giorno.
Edemi cardiaci
Il trattamento con Comilorid-Mepha può essere iniziato con 1-2 compresse al giorno. La posologia può essere aumentata al bisogno, ma non deve superare le 4 compresse al giorno. La posologia ottimale viene determinata dalla diuresi e dai livelli di potassio sierico. Una volta ottenuta la diuresi iniziale, si deve mirare a ridurre la dose per la terapia di mantenimento. La terapia di mantenimento può essere effettuata ad intermittenza.
Cirrosi epatica con ascite (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»)
Il trattamento deve essere avviato con una compressa di Comilorid-Mepha al giorno, aumentando gradualmente, se necessario, la dose giornaliera fino ad ottenere una diuresi efficace. La posologia non deve superare le 4 compresse al giorno.
La dose di mantenimento può essere inferiore a quella richiesta per ottenere una diuresi iniziale. Quando in presenza di diuresi efficace la graduale riduzione di peso corporeo del paziente si stabilizza, si deve cercare di ridurre la dose giornaliera. Un graduale calo ponderale dei pazienti cirrotici è particolarmente auspicabile per ridurre l'eventualità di reazioni sfavorevoli alla terapia con diuretici.
Uso nei bambini e negli adolescenti
La somministrazione di amiloride HCl nei bambini e negli adolescenti non è stata studiata.
L'uso di Comilorid-Mepha non è quindi raccomandato nei bambini e negli adolescenti.
Controindicazioni
Iperkaliemia (valori del potassio sierico superiori a 5,5 mmol/l).
Contemporanea somministrazione di altra terapia antikaliuretica o di sali di potassio (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Funzionalità renale limitata (anuria, insufficienza renale acuta, nefropatia progressiva grave e nefropatia diabetica (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).
Ipersensibilità a singoli componenti di questo medicamento o ad altri sulfamidici.
Cfr. anche «Gravidanza, allattamento» e «Uso nei bambini e negli adolescenti».
Avvertenze e misure precauzionali
Iperkaliemia
L'iperkaliemia (livelli di potassio sierico superiori a 5,5 mmol/l) è stata osservata in pazienti trattati con amiloride HCl sia da solo che in associazione ad altri diuretici. In particolare questo fenomeno è stato riscontrato in pazienti anziani, in pazienti ricoverati in ospedale con cirrosi epatica o edema cardiaco con coinvolgimento renale, in pazienti gravemente malati o che ricevevano un trattamento diuretico intensivo. Questi pazienti devono essere monitorizzati al fine di rilevare segni clinici, di laboratorio ed elettrocardiografici di iperkaliemia. In questo gruppo di pazienti sono stati segnalati anche alcuni decessi.
I medicamenti contenenti potassio o una dieta ricca di potassio non devono essere utilizzati, ad eccezione dei casi di ipokaliemia grave e/o resistente alla terapia. Se è necessario un apporto di potassio, è indispensabile eseguire un controllo accurato dei valori di potassio nel siero.
Trattamento dell'iperkaliemia
Se si presenta iperkaliemia nei pazienti in trattamento con Comilorid-Mepha, il medicamento deve essere immediatamente sospeso e, se necessario, dovranno essere prese misure energiche per ridurre il livello di potassio sierico.
Funzionalità renale limitata
I diuretici tiazidici non sono efficaci con una clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min.
Nei seguenti gruppi di pazienti è richiesto un monitoraggio attento e frequente degli elettroliti sierici e dei valori dell'urea: aumento dell'azoto ureico (BUN) superiore a 30 mg/100 ml, creatinina sierica superiore a 1,5 mg/100 ml (135 µmol/l), azotemia superiore a 60 mg/100 ml e diabete mellito. In presenza di funzionalità renale limitata, la ritenzione di potassio associata a trattamento con agenti antikaliuretici può causare il rapido sviluppo di iperkaliemia.
Squilibrio elettrolitico
Sebbene la tendenza allo squilibrio elettrolitico con Comilorid-Mepha sia ridotta, si deve prestare attenzione ai sintomi di squilibrio idroelettrolitico, in particolare a iponatriemia, alcalosi ipocloremica, ipokaliemia e ipomagnesiemia. È particolarmente importante eseguire la determinazione degli elettroliti del siero e delle urine nei pazienti che vomitano in modo abbondante o sono sottoposti a nutrizione parenterale. I segni di allarme di squilibrio idroelettrolitico comprendono bocca secca, sete, debolezza, letargia, capogiro, agitazione, convulsioni, crampi o dolori muscolari, affaticamento muscolare, ipotensione, oliguria, tachicardia, sintomi gastrointestinali come nausea e vomito.
L'ipokaliemia può svilupparsi con idroclorotiazide così come con qualsiasi altro diuretico efficace, specialmente in caso di diuresi molto forte, trattamento prolungato o cirrosi grave. L'ipokaliemia può sensibilizzare il cuore agli effetti tossici della digitale o causare reazioni cardiache eccessive (per es. aumentata irritabilità ventricolare).
L'iponatriemia indotta dal diuretico è solitamente lieve e asintomatica. Solo in un piccolo numero di pazienti può diventare severa e sintomatica. Tali pazienti richiedono attenzione immediata e trattamento appropriato.
I tiazidi possono ridurre l'escrezione urinaria di calcio e talvolta causare aumenti transitori e moderati dei livelli di calcio nel siero anche in assenza di disturbi noti del metabolismo del calcio. I tiazidi devono essere sospesi prima di eseguire un test della funzionalità paratiroidea.
Azotemia
L'idroclorotiazide può accelerare la comparsa di un'azotemia ed aumentarne i livelli. Nei pazienti con funzionalità renale limitata l'effetto può essere cumulativo. Se durante il trattamento della malattia renale si verifica un innalzamento dell'azotemia e dell'oliguria, il diuretico deve essere sospeso.
Patologie epatiche
Nei pazienti con funzionalità epatica limitata o malattia epatica progressiva i tiazidici devono essere usati con cautela, poiché anche piccoli squilibri idroelettrolitici possono provocare coma epatico.
Metabolismo
In certi pazienti i tiazidi possono provocare iperuricemia o gotta.
I tiazidi possono ridurre la tolleranza al glucosio. La posologia dei medicamenti antidiabetici, compresa l'insulina, deve essere opportunamente aggiustata.
Può verificarsi un aumento dei valori del colesterolo e dei trigliceridi associato alla terapia con diuretici tiazidici.
Per mantenere basso il rischio di una iperkaliemia, si deve accertare la funzionalità renale prima di somministrare Comilorid-Mepha a pazienti diabetici o per i quali vi sia sospetto di diabete. Comilorid-Mepha deve essere sospeso almeno tre giorni prima di un test di tolleranza al glucosio.
La terapia antikaliuretica richiede particolare cautela nei pazienti seriamente malati nei quali può verificarsi acidosi respiratoria o metabolica: questo vale per i pazienti con malattie cardiopolmonari e i pazienti con diabete mal controllato. I disturbi dell'equilibrio acido-base alterano anche l'equilibrio tra il potassio extracellulare e il potassio intracellulare; a un aumento rapido del potassio sierico segue poi acidosi.
Ipersensibilità
Con l'uso dei tiazidi è stata descritta la possibilità di esacerbazione o attivazione del lupus eritematoso sistemico.
Tumori cutanei maligni non melanocitari
In due studi epidemiologici, sulla base del registro nazionale danese dei tumori, è stato osservato un aumento del rischio di tumore cutaneo maligno non melanocitario sotto forma di carcinoma basocellulare (BBC) e carcinoma a cellule squamose (SCC) con l'esposizione a dosi cumulative crescenti di idroclorotiazide. L'attività fotosensibilizzante di idroclorotiazide potrebbe agire come possibile meccanismo di sviluppo di tumore cutaneo maligno non melanocitario.
I pazienti trattati con idroclorotiazide devono essere informati del rischio di tumore cutaneo maligno non melanocitario e avvisati della necessità di controllare regolarmente la cute per identificare eventuali nuove lesioni nonché di segnalare immediatamente ogni alterazione cutanea sospetta. Ai pazienti deve essere raccomandata l'adozione di misure preventive come l'esposizione limitata alla luce solare e ai raggi UV e, in caso di esposizione, una protezione solare adeguata per ridurre al minimo il rischio di cancro cutaneo. Le alterazioni cutanee sospette devono essere esaminate immediatamente, possibilmente con l'ausilio di esami istologici su biopsie. Nei pazienti con storia di tumore cutaneo maligno non melanocitario potrebbe essere necessario rivalutare l'uso di idroclorotiazide (cfr. anche la rubrica «Effetti indesiderati»).
Effusione coroideale, miopia acuta e glaucoma secondario ad angolo chiuso
I sulfamidici e i derivati da sulfamidici possono causare una reazione idiosincrasica che può determinare effusione coroideale con scotoma, miopia transitoria e glaucoma acuto ad angolo chiuso. I sintomi comprendono perdita di acuità visiva ad insorgenza acuta o dolore oculare e in genere si manifestano in un periodo che va da qualche ora a settimane dall'inizio della terapia. Il glaucoma ad angolo chiuso non trattato può portare a una perdita permanente dell'acuità visiva. La terapia primaria consiste nell'immediata interruzione del medicamento. Se la pressione intraoculare rimane elevata, si deve prendere in considerazione un immediato trattamento medico o un intervento chirurgico. I fattori di rischio per lo sviluppo di un glaucoma ad angolo chiuso possono comprendere una storia di allergia ai sulfamidici o alla penicillina.
Tossicità respiratoria acuta
Dopo l'assunzione di idroclorotiazide sono stati segnalati casi severi molto rari di tossicità respiratoria acuta, compresa la sindrome da distress respiratorio acuto (acute distress respiratory syndrome, ARDS). L'edema polmonare si sviluppa generalmente entro pochi minuti od ore dall'assunzione di idroclorotiazide. All'esordio i sintomi comprendono dispnea, febbre, deterioramento polmonare e ipotensione. Se si sospetta la diagnosi di ARDS, Comilorid-Mepha deve essere interrotto e deve essere somministrato un trattamento appropriato. Non deve essere somministrato idroclorotiazide a pazienti che in precedenza hanno manifestato ARDS in seguito all'assunzione di idroclorotiazide.
Altre avvertenze
In caso di abuso cronico di diuretici può manifestarsi una sindrome pseudo-Bartter.
Sostanze ausiliarie
Questo medicamento contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
In generale il litio non deve essere usato insieme ai diuretici, in quanto questi riducono la clearance renale del litio comportando un alto rischio di avvelenamento da litio. Leggere quanto indicato nel foglietto illustrativo del preparato a base di litio prima di farne uso.
Medicamenti antinfiammatori non steroidei compresi gli inibitori selettivi della cicloossigenasi-2
I medicamenti antinfiammatori non steroidei (FANS) compresi gli inibitori selettivi della cicloossigenasi-2 (inibitori COX-2) possono diminuire l'effetto dei medicamenti antipertensivi, ivi compresi gli effetti diuretici, natriuretici e antipertensivi dei diuretici.
In alcuni pazienti con compromissione della funzionalità renale (per es. i pazienti anziani o i pazienti ipovolemici, compresi quelli in terapia diuretica) trattati con antinfiammatori non steroidei, compresi inibitori della cicloossigenasi-2, la somministrazione concomitante di antagonisti del recettore dell'angiotensina II o di ACE-inibitori può causare un ulteriore deterioramento della funzionalità renale, inclusa una possibile insufficienza renale acuta. Di solito questi effetti sono reversibili. Pertanto, nei pazienti con funzionalità renale compromessa la somministrazione concomitante deve essere effettuata con cautela.
La somministrazione concomitante di FANS e agenti risparmiatori di potassio, compreso amiloride cloridrato, può causare iperkaliemia, specie nei pazienti anziani. Per questo motivo, qualora si somministri amiloride cloridrato in concomitanza a FANS, i livelli sierici di potassio devono essere attentamente monitorati.
I pazienti in trattamento con Comilorid-Mepha che assumono anche ACE-inibitori (per es. captopril, enalapril) sono esposti, all'inizio del trattamento, al rischio di un calo massivo della pressione arteriosa e di un peggioramento della funzionalità renale. Pertanto il trattamento con diuretici deve essere sospeso 2-3 giorni prima dell'inizio di una terapia con ACE-inibitore, per ridurre la probabilità che si verifichi ipotensione all'inizio della terapia.
Quando amiloride HCl è somministrato in concomitanza con agenti antinfiammatori non steroidei, ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina-II, ciclosporina o tacrolimus, altri medicamenti risparmiatori di potassio (per es. triamterene, spironolattone), il rischio di una iperkaliemia è maggiore. Se una somministrazione concomitante di questi principi attivi fosse comunque indicata a causa della diagnosi di una ipokaliemia, tale somministrazione deve avvenire con cautela e con frequente controllo del potassio sierico.
L'efficacia dell'insulina o di antidiabetici orali, di medicamenti ipouricemizzanti così come di noradrenalina e adrenalina può essere attenuata in caso di uso concomitante di Comilorid-Mepha.
Sussiste un rischio elevato di comparsa di iperglicemia in caso di somministrazione concomitante di Comilorid-Mepha e beta-bloccanti.
In caso di trattamento concomitante con glicosidi cardiaci occorre considerare che una ipokaliemia e/o ipomagnesiemia sviluppatesi durante la terapia con Comilorid-Mepha accrescono la sensibilità del muscolo cardiaco ai glicosidi cardiaci, con conseguente potenziamento degli effetti dei glicosidi cardiaci, compresi quelli collaterali. Tuttavia, il principio attivo amiloride cloridrato può anche ridurre l'effetto dei glicosidi cardiaci.
L'uso concomitante di Comilorid-Mepha e diuretici kaliuretici (per es. furosemide), glucocorticoidi, ACTH, carbenoxolone, amfotericina B, penicillina G, salicilati o lassativi può aumentare la deplezione di potassio o di elettroliti.
In caso di utilizzo concomitante di citostatici (per es. ciclofosfamide, fluorouracile, metotressato), ci si deve aspettare un aumento della tossicità midollare (in particolare una granulocitopenia).
In caso di utilizzo concomitante di metildopa, sono stati descritti casi isolati di emolisi provocata dalla formazione di anticorpi diretti contro il componente idroclorotiazide di Comilorid-Mepha.
La somministrazione concomitante di Comilorid-Mepha e chinidina può causare una riduzione dell'escrezione di chinidina.
L'effetto antipertensivo di Comilorid-Mepha può essere potenziato da altri diuretici, medicamenti antipertensivi, beta-bloccanti, nitrati, barbiturici, fenotiazine, antidepressivi triciclici, vasodilatatori e dal consumo di alcool.
Colestiramina e colestipolo: l'assorbimento di idroclorotiazide è compromesso in presenza di resine a scambio anionico. Dosi singole di colestiramina o colestipolo legano idroclorotiazide e ne riducono l'assorbimento nel tratto gastro-intestinale di un fattore che può arrivare rispettivamente fino all'85% e al 43%.
È possibile che si verifichi un'eventuale riduzione della reazione alle ammine pressorie in caso di uso concomitante di diuretici tiazidici. Il loro impiego è tuttavia possibile.
Comilorid-Mepha può potenziare o prolungare l'effetto di miorilassanti tipo curaro. Nel caso in cui Comilorid-Mepha non possa essere sospeso prima dell'uso di miorilassanti periferici, il medico anestesista deve essere informato del trattamento con Comilorid-Mepha.
Interazioni con esami di laboratorio: a causa dell'effetto sul metabolismo calcico i tiazidi possono alterare il test della funzionalità paratiroidea (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Gravidanza, allattamento
L'uso di Comilorid-Mepha è controindicato durante la gravidanza e l'allattamento.
L'uso routinario di diuretici nelle donne sane in gravidanza con o senza edema di lieve entità non è indicato ed espone sia la madre sia il feto a rischi non necessari. I diuretici non impediscono lo sviluppo di tossicosi gravidiche e non c'è evidenza soddisfacente della loro utilità nel trattamento di tali condizioni.
I tiazidi attraversano la barriera placentare e compaiono nel sangue del cordone ombelicale. I possibili effetti collaterali del loro utilizzo comprendono ittero fetale o neonatale, trombocitopenia ed eventualmente altri effetti indesiderati che si manifestano negli adulti.
I tiazidi si ritrovano nel latte materno. Se il trattamento con i tiazidi è indispensabile, l'allattamento al seno deve essere interrotto.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Anche in caso di uso corretto, questo medicamento può alterare la capacità di reazione in misura tale da pregiudicare la capacità di partecipare attivamente al traffico stradale, di impiegare macchine o di eseguire lavori in posizione instabile. Ciò vale soprattutto all'inizio del trattamento, in caso di aumento della dose e di cambio del preparato e in associazione ad alcool.
Effetti indesiderati
Gli effetti collaterali descritti durante la terapia con Comilorid-Mepha sono riconducibili al trattamento diuretico in sé, ai tiazidi o alla malattia di base. Le sperimentazioni cliniche hanno dimostrato che l'associazione di amiloride HCl e idroclorotiazide non comporta un rischio più elevato rispetto ai componenti utilizzati separatamente.
Gli effetti collaterali elencati di seguito sono stati riferiti con Comilorid-Mepha o con la somministrazione separata dei due principi attivi (amiloride o idroclorotiazide). Questi effetti possono quindi essere potenziali effetti collaterali di Comilorid-Mepha.
Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione:
«molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10 000, <1/1000), «molto raro» (<1/10 000) e «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)
Non nota: tumori cutanei maligni non melanocitari [NMSC] (carcinoma basocellulare [BCC] e carcinoma a cellule squamose [SCC]).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto raro: trombocitopenia, anemia emolitica, agranulocitosi, anemia aplastica.
Frequenza non nota: neutropenia, leucopenia.
Disturbi del sistema immunitario
Raro: reazione anafilattica e shock.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Comune: iperglicemia, iperuricemia, iperkaliemia (cfr. anche la rubrica «Esami diagnostici»).
Non comune: sete, disidratazione, gotta, iponatriemia (iponatriemia sintomatica), tolleranza al glucosio diminuita, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia.
Raro: ipokaliemia, ipocloremia, ipomagnesiemia, ipercalcemia, acidosi metabolica.
Frequenza non nota: alterazione dell'appetito.
Disturbi psichiatrici
Non comune: insonnia, nervosismo, depressione, confusione.
Frequenza non nota: diminuzione della libido, agitazione.
Patologie del sistema nervoso
Non comune: parestesie.
Molto raro: tremore, encefalopatia.
Frequenza non nota: sincope, capogiro, stupore, disturbo del gusto, sonnolenza, assopimento.
Patologie dell'occhio
Non comune: disturbi della vista.
Raro: xantopsia.
Molto raro: pressione intraoculare aumentata.
Frequenza non nota: effusione coroideale, miopia acuta, glaucoma ad angolo chiuso, annebbiamento transitorio della vista.
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Molto raro: tinnito.
Frequenza non nota: vertigini.
Patologie cardiache
Comune: aritmia.
Non comune: tachicardia, angina pectoris.
Frequenza non nota: un paziente con arresto cardiaco parziale ha sviluppato un arresto cardiaco totale, palpitazioni.
Patologie vascolari
Non comune: ipotensione ortostatica.
Raro: sincope, angioite necrotizzante (vasculite, vasculite cutanea).
Frequenza non nota: sensazione di calore.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Comune: dispnea.
Non comune: singhiozzo, congestione nasale.
Raro: tosse.
Molto raro: edema polmonare acuto con shock, polmonite, dispnea.
Patologie gastrointestinali
Comune: nausea, anoressia, diarrea, dolore addominale.
Non comune: disgeusia, bocca secca, vomito, senso di pienezza, costipazione, flatulenza, dispepsia.
Raro: sanguinamento gastrointestinale, attivazione di eventuale ulcera peptica preesistente.
Molto raro: stomatite, ulcera orale, scialoadenite.
Frequenza non nota: pancreatite, crampi, disturbi gastrici.
Patologie epatobiliari
Raro: colestasi, ittero.
Molto raro: pancreatite.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: eruzione cutanea, prurito.
Non comune: diaforesi.
Raro: orticaria.
Molto raro: eritema, porpora, fotosensibilità, alopecia.
Frequenza non nota: necrolisi epidermica tossica.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Comune: dolore agli arti.
Non comune: crampi muscolari, dolore articolare, dolore toracico, dolore dorsale.
Frequenza non nota: dolore al collo/alle spalle.
Patologie renali e urinarie
Non comune: nicturia, disuria, incontinenza.
Raro: disfunzione renale inclusa insufficienza renale.
Molto raro: nefrite interstiziale.
Frequenza non nota: poliuria, spasmo vescicale, glicosuria.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Non comune: impotenza.
Patologie generali
Comune: cefalea, debolezza, capogiro, stanchezza.
Frequenza non nota: febbre.
Esami diagnostici
Frequenza non nota: valori del potassio sierico aumentati (superiori a 5,5 mmol/litro), funzione epatica anormale.
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura
Frequenza non nota: tossicità da digitale (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Effetti indesiderati provenienti dalla fase di post-marketing
Sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Descrizione di alcuni effetti indesiderati
Tumori cutanei maligni non melanocitari (BCC e SCC): sulla base dei dati disponibili provenienti da studi epidemiologici è stata osservata un'associazione dipendente dalla dose cumulativa tra l'esposizione a idroclorotiazide e tumori cutanei maligni non melanocitari (cfr. anche le rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Proprietà/effetti»).
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Non sono disponibili dati sul sovradosaggio nell'uomo. Non sono disponibili informazioni sul trattamento del sovradosaggio da Comilorid-Mepha e nemmeno esiste un antidoto specifico. Il trattamento è sintomatico e di supporto. Il trattamento con Comilorid-Mepha deve essere sospeso e il paziente deve essere monitorato attentamente. Le misure raccomandate includono induzione del vomito e/o lavanda gastrica.
Non è noto se il medicamento sia dializzabile.
Amiloride HCl
I segni e i sintomi più frequenti di un sovradosaggio sono disidratazione e squilibrio elettrolitico. Se si manifesta iperkaliemia, devono essere adottate misure energiche per ridurre i livelli di potassio nel siero.
Idroclorotiazide
I segni e i sintomi più frequenti di un sovradosaggio sono dovuti a una riduzione degli elettroliti (ipokaliemia, ipocloremia, iponatriemia) e a disidratazione provocata da diuresi eccessiva. Se è stata somministrata digitale, l'ipokaliemia può potenziare le aritmie cardiache.
Proprietà/Effetti
ATC-Code
C03EA01
Meccanismo d'azione
Comilorid-Mepha (idroclorotiazide e amiloride HCl) è un diuretico e antipertensivo che associa la potente azione natriuretica di idroclorotiazide con le proprietà di risparmio potassico di amiloride HCl.
Comilorid-Mepha esercita un'attività diuretica e antipertensiva principalmente ascrivibile al componente idroclorotiazide, mentre il componente amiloride previene l'eccessiva deplezione di potassio che può manifestarsi nei pazienti in trattamento con diuretici tiazidici. Per effetto del componente amiloride, anche l'escrezione urinaria di magnesio è minore rispetto a quella di un diuretico tiazidico o di un diuretico dell'ansa impiegati singolarmente.
La lieve azione diuretica e antipertensiva di amiloride HCl è additiva all'attività natriuretica, diuretica e antipertensiva del tiazide, mentre riduce la deplezione di potassio e di bicarbonato rendendo maggiormente improbabile anche uno squilibrio acido-base.
Farmacodinamica
L'effetto diuretico di Comilorid-Mepha ha inizio nell'arco di due ore e si prolunga per circa 24 ore.
Idroclorotiazide è un diuretico ad azione orale nonché un antipertensivo.
Tumori cutanei maligni non melanocitari (NMSC): sulla base dei dati disponibili provenienti da studi epidemiologici è stata osservata un'associazione dipendente dalla dose cumulativa tra l'esposizione a idroclorotiazide (HCTZ) e lo sviluppo di NMSC. Uno studio ha incluso una popolazione comprendente 71 533 casi di BCC e 8629 casi di SCC confrontati rispettivamente con 1 430 833 e 172 462 controlli. Un'elevata esposizione a HCTZ (dose cumulativa ≥50 000 mg) è stata associata a un odds ratio (OR) aggiustato pari a 1,29 (IC 95%: 1,23-1,35) per il BCC e pari a 3,98 (IC 95%: 3,68-4,31) per l'SCC. È stata osservata un'evidente relazione tra dose cumulativa e risposta sia per il BCC che per l'SCC. Un altro studio ha dimostrato una possibile associazione tra l'esposizione a HCTZ e il carcinoma delle labbra (SCC): 633 casi di carcinoma delle labbra confrontati con 63 067 controlli utilizzando una strategia di campionamento dei soggetti a rischio («risk set sampling»). È stata dimostrata una relazione tra dose cumulativa e risposta con un OR aggiustato di 2,1 (IC 95%: 1,7-2,6) aumentato fino a 3,9 (IC 95%: 3,0-4,9) in caso di dose cumulativa elevata (≥25 000 mg) e fino a 7,7 (IC 95%: 5,7-10,5) con la massima dose cumulativa (≥100 000 mg) (cfr. anche la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Farmacocinetica
Idroclorotiazide
Dopo somministrazione orale idroclorotiazide viene rapidamente assorbito per un 70% circa. L'effetto diuretico inizia entro due ore, raggiunge un picco dopo circa 4 ore e dura complessivamente circa 6-12 ore. Il 60-70% della dose somministrata viene escreto in forma immodificata nelle urine.
Amiloride HCl
La ritenzione di potassio di amiloride HCl, somministrato oralmente, inizia il suo effetto entro le prime due ore e raggiunge la massima attività fra le 6 e 10 ore, mentre l'attività antikaliuretica è misurabile per 24 ore.
I livelli plasmatici massimi sono raggiunti dopo 3-4 ore. L'emivita plasmatica varia da 6 a 9 ore. L'effetto sugli elettroliti aumenta con la dose delle singole somministrazioni, fino ad una dose di somministrazione di circa 15 mg.
Amiloride HCl non viene metabolizzato nel fegato. Circa il 50% di una dose di 20 mg di amiloride HCl viene escreto immodificato nelle urine e il 40% nelle feci entro 72 ore.
Dati preclinici
Mutagenicità
Amiloride non ha evidenziato alcun effetto mutageno nel test di Ames. In studi di mutagenicità idroclorotiazide ha evidenziato risultati negativi sia in vitro che in vivo.
Cancerogenicità
Amiloride e idroclorotiazide sono stati somministrati per 2 anni a dosi eccessive a topi e ratti. Non sono emerse indicazioni di un aumento della cancerogenicità.
Tossicità per la riproduzione
In studi sulla riproduzione in femmine gravide di ratto sottoposte a amiloride HCl verso la fine della gestazione, durante il parto e fino allo svezzamento della prole, alle massime posologie esaminate è stato osservato un ritardo della crescita e un aumento della mortalità della prole. Gli studi condotti su ratti hanno dimostrato che le concentrazioni di amiloride escrete nel latte materno sono più elevate delle concentrazioni plasmatiche.
Idroclorotiazide attraversa la placenta, ma non provoca alcun effetto teratogeno dimostrabile nel topo, nel ratto o nel coniglio. Nell'uomo un'esposizione a idroclorotiazide durante la seconda metà della gravidanza può causare trombocitopenia nei neonati. Squilibri elettrolitici della madre possono provocare effetti sul feto con conseguente riduzione della circolazione sanguigna nella placenta. Idroclorotiazide passa nel latte materno in piccole quantità. Ciò può ostacolare l'allattamento.
Altre indicazioni
Stabilità
Comilorid-Mepha compresse e Comilorid-Mepha mite compresse non devono essere utilizzati oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare nella confezione originale, al riparo dall'umidità e a temperatura ambiente (15-25°C).
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
50477 (Swissmedic).
Confezioni
Comilorid-Mepha mite 2,5 mg/25 mg compresse (con linea di frattura): 30 e 100 (B)
Comilorid-Mepha 5 mg/50 mg compresse (con linea di frattura): 20 e 100 (B)
Titolare dell’omologazione
Mepha Pharma AG, Basel.
Stato dell'informazione
Agosto 2022.
Numero interno della versione: 7.3