Informazione professionale su medicinali per uso umano

 

        ALFASIGMA

 

Lodine®/- retard

 

Composizione

Principio attivo

Etodolacum

Sostanze ausiliarie

Lodine 300 mg: Lactosum monohydricum 206,6 mg, carboxymethylamylum natricum (A) 33,0 mg, cellulosum microcristallinum, silica hydrophobica colloidalis, providonum K90, magnesii stearas, hypromellosum, ferrum oxydatum rubrum, ferrum oxydatum flavum, titanii dioxidum, macrogolum 400, macrogolum 6000, polysorbatum 80.

1 compressa rivestita con film Lodine 300 mg contiene 1,4 mg di sodio.

Lodine 600 mg: Lactosum monohydricum 108,8 mg, hypromellosum, dinatrii phosphas dihydricus anhydricus 105,0 mg, ethylcellulosum, magnesii stearas, hydroxypropylcellulosum, titanii dioxidum, ferrum oxydatum nigrum, macrogolum 400, macrogolum 6000.

1 compressa rivestita con film Lodine 600 mg retard contiene 34 mg di sodio.

 

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Compresse rivestite con film da 300 mg

Compresse rivestite con film a rilascio prolungato da 600 mg

 

Indicazioni/possibilità d’impiego

Lodine

Trattamento acuto e cronico della sintomatologia di: poliartrite cronica; artrosi; dolore da lieve a moderato di origine non reumatica.

Trattamento di: reumatismi extra-articolari acuti come il dolore alla spalla; lombalgia acuta.

Lodine retard

Trattamento cronico della sintomatologia di: poliartrite cronica; artrosi.

 

Posologia/impiego

Lodine

La dose raccomandata per il trattamento iniziale e acuto dei sintomi reumatici è di 600 mg al giorno.

Anche nel trattamento a lungo termine, la dose giornaliera raccomandata è di 600 mg, divisa in 2 somministrazioni singole, dopo i pasti. Alcuni pazienti possono rispondere ad una dose di 300 mg al giorno.

Nel dolore acuto, la dose massima giornaliera raccomandata è di 1200 mg, somministrata in più singole dosi per massimo una settimana.

Lodine retard

La dose per il trattamento iniziale e a lungo termine è di 600 mg al giorno in una singola somministrazione.

Le compresse rivestite con film a rilascio prolungato di Lodine retard devono essere deglutite intere, senza masticarle o dividerle, onde evitare di modificare il rilascio del principio attivo.

Le compresse rivestite con film a rilascio prolungato possono essere assunte indipendentemente dai pasti.

L’uso e la sicurezza di Lodine, compresse rivestite con film e Lodine retard, compresse rivestite con film nei bambini e negli adolescenti fino a 16 anni finora non sono stati esaminati.

 

Istruzioni posologiche speciali

Non sono state osservate differenze sostanziali nei pazienti di età superiore ai 65 anni rispetto ai pazienti più giovani per quanto riguarda la farmacocinetica e il profilo degli effetti collaterali di Lodine. Non si è reso necessario alcun aggiustamento della dose.

 

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie contenute nel medicamento secondo la composizione.

Anamnesi di broncospasmo, orticaria o sintomi pseudoallergici a seguito dell’assunzione di acido acetilsalicilico o altri antinfiammatori non steroidei.

Terzo trimestre di gravidanza (cfr. «Gravidanza, allattamento»).

Ulcera gastrica e/o duodenale attiva o sanguinamento gastrointestinale.

Pazienti con diatesi emorragica manifestatasi in associazione ad altri antinfiammatori non steroidei.

Patologie infiammatorie intestinali (come M. di Crohn o colite ulcerosa).

Gravi disfunzioni epatiche (cirrosi epatica e ascite).

Insufficienza renale grave (clearance della creatinina < 30 ml/min).

Insufficienza cardiaca grave (NYHA III-IV).

Trattamento del dolore postoperatorio a seguito di un’operazione di bypass coronarico (e/o dell’utilizzo di una macchina cuore-polmoni).

Somministrazione ai bambini: la sicurezza e l’efficacia di Lodine nei bambini e negli adolescenti sotto i 16 anni non sono state dimostrate.

 

Avvertenze e misure precauzionali

Avvertenza generale per l’utilizzo di antinfiammatori non steroidei sistemici:

Durante il trattamento con antinfiammatori non steroidei (FANS), COX-2 selettivi e no, possono insorgere in qualsiasi momento ulcerazioni, sanguinamenti o perforazioni gastrointestinali, anche senza sintomi di allarme o evidenze anamnestiche. Per ridurre questo rischio, dovrebbe essere somministrata la minor dose efficace nell’ambito di una terapia della più breve durata possibile.

È richiesta particolare prudenza in caso di trattamento a lungo termine e nei pazienti anziani.

Studi controllati con placebo hanno evidenziato un aumento del rischio di complicanze cardio- e cerebrovascolari trombotiche in concomitanza con il trattamento con determinati inibitori della COX-2. Non è ancora noto se questo rischio sia direttamente correlato alla selettività COX-1/COX-2 dei singoli FANS. Dal momento che attualmente per etodolac non esistono dati clinici confrontabili derivanti da studi realizzati con il dosaggio massimo e una terapia nel lungo periodo, non è possibile escludere tale rischio aumentato. Fino a quando non saranno disponibili i dati corrispondenti, in caso di patologia cardiaca coronarica clinicamente accertata, patologie cerebrovascolari, arteriopatia obliterante periferica o in pazienti con fattori di rischio considerevoli (ad es. pressione alta, iperlipidemia, diabete mellito, fumo), etodolac potrà essere usato solo a seguito di un’attenta considerazione dei rischi e dei benefici. Anche in ragione di questo rischio, dovrebbe essere somministrata la minor dose efficace nell’ambito di una terapia della più breve durata possibile.

Sono stati segnalati casi di sindrome di Kounis in pazienti trattati con FANS. La sindrome di Kounis comprende sintomi cardiovascolari dovuti a una reazione allergica o di ipersensibilità con restringimento delle arterie coronarie e può potenzialmente portare a un infarto del miocardio.

Gli effetti renali dei FANS comprendono la riduzione di liquidi con edema e/o ipertensione arteriosa. Pertanto, in pazienti con funzionalità cardiaca compromessa e altri stati predisponenti alla ritenzione idrica, etodolac dovrebbe essere utilizzato solo con cautela. Si raccomanda cautela anche in pazienti che assumono contemporaneamente diuretici o ACE-inibitori o che presentano un rischio aumentato di ipovolemia.

Nell’ambito degli studi clinici condotti con Lodine, non sono state rilevate alterazioni clinicamente significative della funzionalità renale o epatica. Tuttavia, un’insufficienza epatica o renale dovuta ad altre cause può alterare il metabolismo di Lodine. Sarà quindi necessario monitorare attentamente i pazienti con insufficienza epatica o renale e quelli in trattamento a lungo termine, soprattutto in caso di pazienti anziani, per evitare la comparsa di potenziali effetti collaterali ed eventualmente riaggiustare il dosaggio.

Il rischio di sviluppare insufficienza renale durante il trattamento con antinfiammatori non steroidei è maggiore nei pazienti con manifestazioni di disidratazione, insufficienza cardiaca o che sono trattati con diuretici. Ciò è riconducibile ad una possibile diminuzione del flusso sanguigno renale, conseguente a una ridotta sintesi di prostaglandine.

Le sostanze che inibiscono la sintesi di prostaglandina possono compromettere in qualche misura la funzionalità piastrinica. I pazienti in cui si osserva tale effetto durante il trattamento con Lodine devono essere attentamente monitorati.

Reazioni cutanee

Reazioni cutanee gravi, alcune fatali, tra cui dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell) nonché eruzioni cutanee da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) sono state riportate molto raramente con la terapia con FANS (vedere Reazioni avverse). Il rischio che si verifichi questa reazione sembra essere maggiore all'inizio del trattamento e nella maggior parte dei casi queste reazioni iniziano entro un mese dall'inizio della terapia. Lodine deve essere interrotto alla prima comparsa di un'eruzione cutanea, alterazioni della mucosa o qualsiasi altro segno di reazione di ipersensibilità.
E
ccipienti

Lodine contiene lattosio come eccipiente; i pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit totale di lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono usare questo medicinale.

Sodio

1 compressa di Lodine 300 mg contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg), cioè è quasi «priva di sodio».

1 compressa di Lodine 600 mg retard contiene 34 mg di sodio, pari all'1,7% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS di 2 g di sodio per un adulto.

Occorre prestare attenzione quando si cambia la terapia con un'altra forma di dosaggio e/o un altro medicinale con lo stesso principio attivo. Il paziente deve essere adeguatamente monitorato.

 

Interazioni

Anticoagulanti orali: in virtù del forte legame proteico di Lodine, sono possibili interazioni con altri medicamenti ad alta affinità proteica.

Litio, digossina: i livelli plasmatici di litio o digossina possono aumentare fino a raggiungere una soglia tossica per effetto degli antinfiammatori non steroidei.

Antidiabetici orali: i pazienti in trattamento con antidiabetici orali devono essere monitorati in modo particolare, poiché l’esperienza con altri antinfiammatori non steroidei suggerisce che possono verificarsi interazioni farmacologiche.

Nei pazienti con diabete sotto controllo può manifestarsi iperglicemia.

Metotrexato: gli antinfiammatori non steroidei possono verosimilmente potenziare la tossicità ematologica del metotrexato.

Diuretici: vari antinfiammatori non steroidei possono influenzare l’effetto dei diuretici. Il trattamento concomitante con diuretici risparmiatori di potassio può provocare iperpotassemia.

Ciclosporina: l’azione nefrotossica della ciclosporina può essere potenziata dall’effetto degli antinfiammatori non steroidei sulle prostaglandine renali.

 

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Un’inibizione della sintesi di prostaglandina può influenzare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio-fetale. I dati derivanti dagli studi epidemiologici evidenziano un rischio aumentato di aborto spontaneo, nonché di malformazioni cardiache e gastroschisi, a seguito dell’utilizzo di un inibitore della sintesi di prostaglandina nei primi mesi di gravidanza. Si presume che il rischio aumenti con l’aumentare del dosaggio e della durata della terapia.

Negli animali è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi di prostaglandina determina un aumento della perdita di pre- e post-impianto e letalità embrio-fetale. Inoltre, è stato riferito un aumento dell’incidenza di diverse malformazioni, incluse le malformazioni cardiovascolari, negli animali che avevano ricevuto un inibitore della sintesi di prostaglandina durante la fase dell’organogenesi.

Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, etodolac dovrebbe essere somministrato solo laddove ciò sia assolutamente necessario. Se etodolac è utilizzato in una donna che sta cercando una gravidanza o se è utilizzato nel primo o nel secondo trimestre di gravidanza, il dosaggio dovrebbe essere il più basso possibile e la durata del trattamento dovrebbe essere la più breve possibile.

Oligoidramnios/insufficienza renale neonatale/restringimento del dotto arterioso

L'uso di FANS a 20 settimane di gestazione o più tardi può causare disfunzione renale fetale, che può causare oligoidramnios e, in alcuni casi, insufficienza renale neonatale. Questi effetti indesiderati si verificano, in media, dopo giorni o settimane di trattamento, sebbene in rari casi l'oligoidramnios sia stato segnalato già 48 ​​ore dopo l'inizio del trattamento con FANS. L'oligoidramnios è spesso, ma non sempre, reversibile con l'interruzione del trattamento. Le complicazioni di un oligoidramnios prolungato possono essere ad es. contratture degli arti e ritardata maturazione polmonare. Nell'esperienza post-marketing, alcuni casi di insufficienza renale nei neonati hanno richiesto procedure invasive come trasfusione di sangue o dialisi.

Inoltre, dopo il trattamento nel secondo trimestre è stato riportato restringimento del dotto arterioso, che si è risolto nella maggior parte dei casi dopo l'interruzione del trattamento.

 

Prendere in considerazione il monitoraggio ecografico del liquido amniotico e del cuore fetale, se il trattamento con Lodine dura più di 48 ore. Interrompere Lodine se si verifica oligoidramnios o un restringimento del dotto arterioso e condurre un esame di follow-up secondo la pratica clinica.

Durante il terzo trimestre di gravidanza, etodololac è controindicato.

 

Tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandina possono:

esporre il feto ai seguenti rischi:

- tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);

- disturbi della funzionalità renale che possono evolvere in insufficienza renale con oligoidramnios.

esporre il bambino e la madre ai seguenti rischi:

- possibile estensione del tempo di coagulazione, un effetto di inibizione dell’aggregazione piastrinica che può verificarsi anche con dosi molto ridotte;

- inibizione delle contrazioni uterine, con conseguente ritardo o prolungamento del parto.

 

Allattamento

I FANS passano nel latte materno. Pertanto, in via precauzionale, etodolac non dovrebbe essere assunto da donne che allattano. Se il trattamento è indispensabile, è necessario passare all’allattamento in biberon.  

 

Fertilità

L’utilizzo di etodolac può compromettere la fertilità femminile ed è dunque sconsigliato nelle donne che cercano di rimanere incinte.  Nelle donne che hanno difficoltà a rimanere incinte o che sono sottoposte a esami per l’infertilità è bene valutare una sospensione dell’assunzione di etodolac.

 

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

Poiché Lodine può causare vertigini, può compromettere la capacità di condurre veicoli e utilizzare macchine.

 

Effetti indesiderati

La comparsa degli effetti indesiderati osservati negli studi clinici condotti può essere, è probabilmente o sicuramente correlata all’assunzione di questo medicamento. Gli effetti indesiderati si sono verificati nel corso di studi controllati con placebo in pazienti affetti da osteoartrosi o artrite reumatoide trattati con etodolac.

I seguenti effetti indesiderati sono elencati per classi sistemiche-organiche e grado di frequenza, in base alla seguente definizione: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1‘000, <1/100); raro (≥1/10‘000, <1/1‘000); molto raro (<1/10’000).

 

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non comune: trombocitopenia, leucopenia, inibizione dell’aggregazione piastrinica, agranulocitosi, anemia aplastica, anemia emolitica, neutropenia, pancitopenia.

 

Patologie del sistema nervoso

Comune: vertigini, cefalea, insonnia, nervosismo, ansia, stanchezza, debolezza, malessere, depressione.

Non comune: sonnolenza.

 

Patologie dell'occhio

Non comune: disturbi della vista.

 

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Comune: tinnito.

 

Patologie cardiache

Non comune: insufficienza cardiaca, palpitazioni, dispnea, dolore toracico, tachicardia.

Non è noto: Sindrome di Kounis

 

Patologie vascolari

Non comune: ipertensione, sincope, vasculite (compresa quella necrotica e allergica).

 

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: infiltrati polmonari interstiziali (eosinofili).

 

Patologie gastrointestinali

Comune: dolore addominale, nausea, vomito, diarrea, bruciore di stomaco, disturbi digestivi, gonfiore, stipsi.

Non comune: gastrite, ulcere gastriche o intestinali con o senza sanguinamento o perforazione, melena, bocca secca, anoressia, stomatite, pancreatite, colite, sanguinamento rettale.

 

Patologie epatobiliari

Non comune: disturbi epatici, epatite con o senza ittero, aumento transitorio degli enzimi epatici, insufficienza epatica.

 

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: esantema, prurito.

Non comune: ecchimosi, iperpigmentazione, sudorazione, orticaria, fotosensibilità, eruzione cutanea bollosa, reazioni di ipersensibilità come vasculite cutanea con porpora, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson.

Frequenza non nota: eruzione cutanea da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS).

 

Patologie renali e urinarie

Comune: edema, poliuria.

Non comune: aumento della creatinina sierica e dell’urea, insufficienza renale, sindrome nefrosica, nefrite interstiziale, necrosi papillare, disuria.

 

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: malessere, febbre, brividi.

Non comune: reazione di ipersensibilità (reazioni allergiche, reazioni anafilattoidi, asma).

 

La segnalazione dopo l'autorizzazione di sospette reazioni avverse è importante. Consente il monitoraggio continuo del rapporto rischio/beneficio del medicinale. Gli operatori sanitari sono invitati a segnalare qualsiasi sospetto di un nuovo o grave effetto collaterale tramite il portale online ElViS (Sistema di Vigilanza Elettronica). Informazioni in merito sono disponibili su www.swissmedic.ch.

 

Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio si consigliano le misure standard come la lavanda gastrica, la somministrazione di carbone attivo e una terapia di supporto generale.

 

Proprietà/effetti

Codice ATC

M01AB08

 

Meccanismo d’azione

Lodine è un antinfiammatorio non steroideo con proprietà antinfiammatorie, analgesiche e antipiretiche.

L’azione farmacologica di Lodine è dovuta alla sua attività inibizione selettiva della sintesi di prostaglandina. Gli studi preclinici condotti dimostrano che l’inibizione della PGE2 a livello gastrico è debole e di breve durata.

Farmacodinamica
Nel modello di artrite adiuvante nei ratti, Lodine ha ridotto l’incidenza e la gravità delle lesioni ossee e articolari è stato in grado di arrestare in parte la progressione delle alterazioni erosive. In una varietà di modelli analgesici negli animali, Lodine ha esercitato i suoi effetti analgesici attraverso un meccanismo periferico.

Efficacia clinica

Nei pazienti reumatici, le proprietà antinfiammatorie e analgesiche determinano un sensibile miglioramento dei sintomi quali rigidità mattutina, dolore notturno, a riposo o durante il movimento ed edema articolare, con conseguente miglioramento della funzionalità.
Nei pazienti con dolore acuto, la somministrazione delle compresse rivestite con film di Lodine ha determinato una significativa riduzione del dolore ½-1 ora dopo un intervento di chirurgia generale o dentaria o un’episiotomia. L’effetto analgesico massimo è stato raggiunto circa 1 ora dopo la somministrazione delle compresse rivestite con film di Lodine.

 

Farmacocinetica

Assorbimento
Le concentrazioni plasmatiche massime si raggiungono dopo circa 1,5 ore dalla somministrazione di una singola dose di 300 mg e sono in media pari a 21,3 µg/ml. Il valore AUC(0-24) determinato in base alla proporzionalità della dose nell’intervallo da 200 mg a 400 mg è di circa 106 mg/l·h per una singola dose da 300 mg.
Dopo la somministrazione di una dose giornaliera di Lodine retard 600 mg per 3 giorni, le concentrazioni plasmatiche massime si raggiungono dopo circa 8 ore e sono pari a 11,9 µg/ml.

Distribuzione
La biodisponibilità relativa di Lodine retard 600 mg rispetto alla somministrazione due volte al giorno della forma di dosaggio convenzionale è del 90%, un dato questo che dal quale si può
desumere la bioequivalenza delle due forme di dosaggio.
Etodolac è legato alle proteine sieriche per oltre il 99%.

 

Etodolac penetra facilmente nel liquido sinoviale.  Una volta completata la fase di distribuzione, i livelli di etodolac libero misurati nel liquido sinoviale sono significativamente maggiori rispetto a quelli determinati nel siero.

Metabolismo
La degradazione metabolica avviene principalmente per idrossilazione alla posizione 6, 7 e 8 della molecola e per coniugazione con acido glucuronico.

Eliminazione
L’emivita sierica media è di circa 7-8 ore. Negli studi con etodolac radiomarcato, il 60% della radioattività somministrata è stata eliminata entro 24 ore e il 92% in 7 giorni. Circa il 74% della dose somministrata (meno del 5% sotto forma di etodolac) viene escreto attraverso le urine e il 19% con le feci.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disfunzione epatica e renale

Non sono state riscontrate differenze nelle concentrazioni farmacologicamente attive di Lodine in pazienti con insufficienza renale o epatica.

Pazienti anziani, bambini e adolescenti
Studi su pazienti anziani e giovani volontari dimostrano che la farmacocinetica è indipendente dall’età.

 

Dati preclinici

Tossicità acuta

La tossicità acuta del principio attivo (LD50) nei topi è di 883-1141 mg/kg per via orale e di 333-379 mg/kg per via intraperitoneale.

Tossicità cronica

Nei cani, un dosaggio di 10 mg/kg/die per via orale per 1 anno è ben tollerato. I primi effetti tossici legati alla sostanza si osservano a partire da una somministrazione cronica di 90 mg/kg/die. Dosi di etodolac di 2-10 mg/kg/die nei topi e di 2-14 mg/kg/die nei ratti e nei conigli non hanno causato effetti embriotossici o teratogeni. La fertilità dei ratti maschi non è stata influenzata fino a dosi di 15 mg/kg/die. La capacità riproduttiva dei ratti femmina è stata alterata dall’inibizione della sintesi delle prostaglandine (distocia, parto ritardato).

Etodolac non è risultato mutageno nei test condotti.

Effetto ulcerogeno

Il rapporto tra dose ulcerogena e dose efficace (DU50/DE50) nei ratti è di 11,5 (fattore di sicurezza).

Altre indicazioni

Influenza su metodi diagnostici
Test di laboratorio:
i test della bilirubina possono dare risultati falsamente positivi a causa della presenza dei metaboliti fenolici di etodolac nelle urine.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25°C).

Tenere fuori dalla portata dei bambini.


Numero dell’omologazione

Lodine® compresse rivestite con film (300 mg): 48625 (Swissmedic)

Lodine® retard compresse rivestite con film a rilascio prolungato (600 mg): 51181 (Swissmedic)

 

Confezioni
Compresse rivestite con film da 300 mg: 10*, 30* e 100* (B)

Compresse rivestite con film a rilascio prolungato da 600 mg: 30* e 100* (B)

 

Titolare dell’omologazione

Alfasigma Schweiz AG, Zofingen

 

Stato dell’informazione

Maggio 2024