Seractil® polvere
Gebro Pharma AG
Composizione
Principi attivi
Dexibuprofene.
Sostanze ausiliarie
Saccarosio, acido citrico anidro, aroma arancia (contiene glucosio), saccarina sodica, silicio colloidale anidro, sodio laurilsolfato.
Una bustina da 200 mg di dexibuprofene contiene 5,68 mg di sodio e 1,2 g di saccarosio.
Una bustina da 300 mg di dexibuprofene contiene 8,52 mg di sodio e 1,8 g di saccarosio.
Una bustina da 400 mg di dexibuprofene contiene 11,36 mg di sodio e 2,4 g di saccarosio.
Avvertenza per i diabetici:
Una bustina da 200 mg di dexibuprofene corrisponde a 4,9 kcal, rispettivamente 0,12 UP.
Una bustina da 300 mg di dexibuprofene corrisponde a 7,4 kcal, rispettivamente 0,18 UP.
Una bustina da 400 mg di dexibuprofene corrisponde a 9,8 kcal, rispettivamente 0,24 UP.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Seractil polvere per sospensione orale in bustine da 200 mg, 300 mg e 400 mg di dexibuprofene.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Trattamento sintomatico di dolori e infiammazioni in caso di osteoartrite/ artrosi,
trattamento dei sintomi acuti dei dolori mestruali (dismenorrea primaria),
trattamento sintomatico di dolori di entità da lieve a moderata, come dolori dell'apparato motorio o mal di denti.
Posologia/Impiego
Bisogna effettuare un aggiustamento della dose a seconda del livello di gravità della patologia e dei disturbi del paziente. Si deve usare la dose efficace più bassa per il tempo più breve necessario ad alleviare i sintomi (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Posologia abituale
La dose singola massima di dexibuprofene è di 400 mg, la dose giornaliera massima di dexibuprofene è di 1200 mg.
Per poter impostare la dose in modo personalizzato sono disponibili bustine da 200, 300 e 400 mg di dexibuprofene.
Durata della terapia
Il trattamento non deve superare la durata di 2 settimane. Se è necessario un trattamento per un periodo di tempo più lungo, si raccomandano in alternativa p.es. le compresse rivestite con film di dexibuprofene.
Istruzioni posologiche speciali
Dolori e infiammazioni in caso di osteoartrite/ artrosi
La dose raccomandata è di 600-900 mg di dexibuprofene al giorno, distribuiti su tre dosi singole al massimo. La dose può essere incrementata fino a 1200 mg di dexibuprofene al giorno nei pazienti con disturbi acuti o in caso di esacerbazione.
Dolore da lieve a moderato
La dose raccomandata è di 600 mg di dexibuprofene al giorno, distribuiti su tre dosi singole al massimo. In caso di evidente necessità, la dose giornaliera può temporaneamente essere aumentata fino a 1200 mg nei pazienti in fase di dolore acuto (ad es. in seguito all'estrazione chirurgica di denti).
Dolori dovuti a dismenorrea
La dose raccomandata è di 600-900 mg di dexibuprofene al giorno, distribuiti su tre dosi singole al massimo.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
I pazienti con disturbi della funzionalità epatica da lievi a moderati devono iniziare il trattamento con una dose più bassa ed essere attentamente monitorati. Il dexibuprofene non deve essere utilizzato nei pazienti con gravi disturbi della funzionalità epatica (vedere rubrica «Controindicazioni»).
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
La dose iniziale deve essere ridotta nei pazienti con disturbi della funzionalità renale da lievi a moderati. Il dexibuprofene non deve essere utilizzato nei pazienti con gravi disturbi della funzionalità renale (vedere rubrica «Controindicazioni»).
Pazienti anziani
Non è necessario alcun aggiustamento particolare della dose nei pazienti anziani. Tuttavia, siccome i pazienti anziani sono più sensibili agli effetti collaterali di tipo gastrointestinale si deve prendere in considerazione una riduzione personalizzata della dose (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Bambini e adolescenti
L'uso e la sicurezza di Seractil polvere nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni finora non sono stati esaminati.
Modo di somministrazione
La polvere viene sciolta in un bicchiere d'acqua da circa 200 ml e assunta immediatamente.
Le bustine possono essere assunte con o indipendentemente dai pasti (vedere rubrica «Farmacocinetica»). In generale i FANS (antinfiammatori non steroidei) vengono assunti preferibilmente con il cibo, per ridurre le irritazioni gastrointestinali soprattutto in caso di impiego cronico. Se la sospensione viene assunta con un pasto o poco dopo, la sua azione può esplicarsi in modo ritardato in alcuni pazienti.
Controindicazioni
·Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie, secondo la composizione.
·Anamnesi di broncospasmo, orticaria o sintomi similallergici dopo assunzione di acido acetilsalicilico o di altri antireumatici non steroidei.
·Terzo trimestre di gravidanza e allattamento (vedere «Gravidanza, allattamento»).
·Ulcera gastrica e/o duodenale attiva o emorragie gastrointestinali.
·Malattie infiammatorie intestinali (come ad es. m. di Crohn, colite ulcerosa).
·Gravi disfunzioni epatiche (cirrosi epatica e ascite).
·Grave insufficienza renale (clearance della creatinina <30 ml/min).
·Grave insufficienza cardiaca (NYHA III-IV).
·Trattamento dei dolori postoperatori dopo intervento di bypass coronarico (o impiego di una macchina cuore-polmone).
·Bambini e adolescenti sotto i 18 anni.
Avvertenze e misure precauzionali
Avvertenza generale in caso di uso di antinfiammatori non steroidei sistemici con obbligo di prescrizione:
Durante il trattamento con gli antinfiammatori non steroidei (FANS), selettivi e non selettivi per COX-2, possono presentarsi in qualsiasi momento, anche senza sintomi premonitori o indicazioni anamnestiche, ulcere gastrointestinali, emorragie o perforazioni. Per ridurre questo rischio, dovrebbe essere somministrata la più bassa dose efficace durante un periodo di trattamento della durata più breve possibile.
Copertura dei sintomi di infezioni soggiacenti
Il dexibuprofene può coprire i sintomi di un'infezione, cosa che può far sì che si intervenga in ritardo con il trattamento specifico per l'infezione e così a un aggravamento dell'infezione. Questo è stato osservato nel caso di polmoniti batteriche, contratte in contesto ambulatoriale e complicanze della varicella causate da batteri. Se il dexibuprofene viene somministrato per il trattamento di febbre o dolori in relazione con un'infezione, si raccomanda il monitoraggio dell'infezione. I pazienti trattati in contesto ambulatoriale devono consultare un medico se i sintomi persistono o peggiorano.
Per alcuni inibitori di COX-2 selettivi è stato mostrato in studi controllati con placebo un rischio più alto di complicanze trombotiche di tipo cardiovascolare e cerebrovascolare. Non è ancora noto se questo rischio correli direttamente con la selettività per COX-1/COX-2 dei singoli FANS. Poiché non sono attualmente disponibili dati di studi clinici comparabili per il dexibuprofene alla dose massima e su un periodo prolungato, non si può escludere un aumento del rischio simile. Fino all'ottenimento dei dati corrispondenti, il dexibuprofene deve essere usato solo dopo una valutazione accurata del rapporto rischio-beneficio in caso di cardiopatia coronarica clinicamente confermata, patologie cerebrovascolari, arteriopatia obliterante periferica, o in pazienti con fattori di rischio importanti (ad es. ipertensione arteriosa, iperlipidemia, diabete mellito, fumo). Anche a causa di questo rischio, si deve somministrare la più bassa dose efficace durante un periodo di trattamento della durata più breve possibile.
Gli effetti a livello renale dei FANS comprendono ritenzione idrica con edemi e/o ipertensione arteriosa. Il dexibuprofene deve essere usato con estrema cautela nei pazienti con compromissione della funzionalità cardiaca e altre condizioni che predispongono alla ritenzione di liquidi. Deve essere usata prudenza anche con l'assunzione concomitante di diuretici o ACE-inibitori, come pure quando esiste un rischio elevato di ipovolemia.
L'insorgenza di effetti collaterali può essere minimizzata utilizzando la dose minima efficace per la durata più breve sufficiente ad ottenere la scomparsa dei disturbi (vedere rubrica «Posologia/impiego» nonché la rubrica «Rischi gastrointestinali e cardiovascolari» più sotto).
Deve essere evitato l'uso concomitante di dexibuprofene e altri FANS, compresi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi 2.
Nei pazienti anziani si sviluppano più spesso effetti collaterali con l'assunzione di FANS, specialmente emorragie gastrointestinali e perforazioni, in alcuni casi con esito letale (vedere rubrica «Posologia/impiego»).
Il rischio di emorragie gastrointestinali, ulcera e perforazione aumenta con l'aumentare della dose dei FANS nei pazienti con ulcera nell'anamnesi, in particolare se complicata da emorragia o perforazione (vedere rubrica «Controindicazioni»), con l'abuso di alcool o nei pazienti anziani. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la dose minima possibile. Si deve prendere in considerazione una terapia combinata con medicamenti protettivi (ad es. misoprostolo o inibitori della pompa protonica) in questi pazienti, come anche in quei pazienti che sono sottoposti a una terapia concomitante con acido acetilsalicilico a basso dosaggio o altri medicamenti che possono aumentare i rischi a livello gastrointestinale (vedere sotto e rubrica «Interazioni»).
I pazienti con anamnesi di tossicità gastrointestinale, specialmente i pazienti anziani, devono riferire tutti i sintomi addominali (specialmente le emorragie gastrointestinali), soprattutto all'inizio del trattamento.
È richiesta cautela nei pazienti che contemporaneamente ricevono medicamenti che possono aumentare il rischio di ulcera o emorragie, come ad es. corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o inibitori dell'aggregazione piastrinica come l'acido acetilsalicilico (vedere rubrica «Interazioni»).
Si deve interrompere subito il trattamento se si sviluppano emorragie gastrointestinali o ulcera in pazienti che ricevono dexibuprofene.
Nei pazienti con anamnesi di patologie gastrointestinali il dexibuprofene deve essere usato con cautela, poiché l'uso può aggravare la loro condizione (vedere rubrica «Effetti indesiderati»).
Come per gli altri FANS, se non vi è stata una precedente esposizione al principio attivo, possono subentrare reazioni allergiche, incluse reazioni anafilattiche e anafilattoidi.
Sono state segnalate molto raramente reazioni cutanee gravi, alcune delle quali letali, comprese dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica in relazione alla terapia con FANS (vedere rubrica «Effetti indesiderati»). Sembra che il picco di rischio per queste reazioni sia all'inizio del trattamento, poiché la maggior parte dei casi subentra durante il primo mese di trattamento. Al primo segno di eruzioni cutanee, lesioni delle mucose o altri segni di una reazione di ipersensibilità si deve sospendere il dexibuprofene.
È richiesta cautela nei pazienti affetti da lupus eritematoso sistemico e connettivite mista, poiché questi pazienti potrebbero avere una predisposizione per gli effetti collaterali a livello renale e a carico del SNC (inclusa meningite asettica) indotti dai FANS (vedere rubrica «Effetti indesiderati»).
Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari:
È necessario monitorare e orientare adeguatamente i pazienti con ipertensione arteriosa e/o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata nell'anamnesi, poiché sono stati segnalati ritenzione di liquidi ed edemi connessi alla terapia con FANS.
I pazienti con ipertensione arteriosa difficile da controllare, insufficienza cardiaca scompensata, presenza di cardiopatia ischemica, arteriopatie periferiche e/o patologie cerebrovascolari devono essere trattati con dexibuprofene solo dopo una valutazione approfondita. È opportuno effettuare una valutazione analoga anche prima di intraprendere un trattamento continuato in pazienti con fattori di rischio per eventi cardiovascolari (ad es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo).
Sono stati riportati casi di sindrome di Kounis in pazienti trattati con FANS. La sindrome di Kounis comprende sintomi cardiovascolari conseguenti a una reazione allergica o a una reazione di ipersensibilità con restringimento delle arterie coronarie e può potenzialmente portare a infarto miocardico.
È richiesta prudenza nei pazienti che soffrono di patologie epatiche o renali; i rischi di ritenzione di liquidi, edemi e peggioramento della funzionalità renale sono da prendere in considerazione. Se in questi pazienti si usa dexibuprofene, bisogna mantenere il dosaggio più basso possibile e si deve controllare regolarmente la funzionalità renale.
È richiesta prudenza nei pazienti con asma bronchiale (acuta o nell'anamnesi), poiché i FANS possono scatenare broncospasmi in questi pazienti (vedere rubrica «Controindicazioni»).
I FANS possono mascherare i sintomi di malattie infettive.
Come tutti i FANS, anche il dexibuprofene può aumentare i livelli plasmatici di urea e creatinina. Come altri FANS, il dexibuprofene può essere connesso con effetti collaterali a livello renale, che possono portare a glomerulonefrite, nefrite interstiziale, necrosi papillare renale, sindrome nefrosica e insufficienza renale acuta (vedere rubriche «Posologia/impiego», «Controindicazioni» e «Interazioni»).
Come altri FANS, anche il dexibuprofene può causare un leggero aumento transitorio degli indici di funzionalità epatica e un aumento significativo dei livelli di SGOT e SGPT. Se questi parametri aumentano notevolmente, si deve interrompere la terapia (vedere rubriche «Posologia/impiego» e «Controindicazioni»).
Come anche altri FANS, il dexibuprofene può inibire in modo reversibile l'aggregazione delle piastrine e prolungare la durata delle emorragie. È quindi richiesta prudenza nei pazienti con diatesi emorragica o un altro disturbo della coagulazione e quando si somministra il dexibuprofene in concomitanza con anticoagulanti orali (vedere rubrica «Interazioni»).
Per sicurezza, i pazienti che ricevono un trattamento con dexibuprofene per un periodo di tempo prolungato devono essere sottoposti regolarmente a dei controlli (funzionalità renale ed epatica, emocromo).
Se si usano degli analgesici ad alto dosaggio per un periodo di tempo prolungato, non conformemente alle indicazioni, può subentrare una cefalea che non deve essere trattata con dosaggi più alti del medicamento.
In linea generale, l'abitudine di assumere analgesici, specialmente se in combinazione con numerosi altri principi attivi ad azione antidolorifica, può portare a un danno permanente dei reni con il rischio di insufficienza renale (nefropatia da analgesici). Si deve quindi evitare la combinazione con ibuprofene o altri FANS (inclusi i preparati senza obbligo di prescrizione e gli inibitori selettivi della COX-2).
I medicamenti noti come inibitori della ciclossigenasi/sintesi delle prostaglandine possono compromettere in maniera reversibile la fertilità e sono quindi sconsigliati alle donne che pianificano una gravidanza (vedere rubrica «Gravidanza, allattamento»).
I risultati di studi preclinici indicano che l'effetto inibitorio dell'acido acetilsalicilico a basso dosaggio sull'aggregazione delle piastrine può essere compromesso dalla somministrazione concomitante di FANS come il dexibuprofene. Questa interazione potrebbe ridurre l'effetto protettivo a livello cardiovascolare. Se è indicata la somministrazione concomitante di acido acetilsalicilico a basso dosaggio bisogna prestare particolare attenzione se la durata dell'impiego si estende oltre un periodo di tempo di breve durata.
Reazioni cutanee
Durante la terapia con FANS sono state riportate molto raramente reazioni cutanee gravi, talvolta con esito fatale, incluse dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell) nonché esantema da medicamenti con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) (cfr. «Effetti indesiderati»). Il rischio che si verifichino tali reazioni sembra essere più elevato all'inizio del trattamento e nella maggior parte dei casi le reazioni insorgono entro un mese dall'inizio della terapia. Seractil polvere deve essere interrotto alla prima comparsa di eruzioni cutanee, alterazioni della mucosa o altri segni di una reazione di ipersensibilità.
I pazienti con la rara malattia ereditaria intolleranza al fruttosio/galattosio, con malassorbimento di glucosio-galattosio o deficit di saccarasi-isomaltasi non dovrebbero assumere questo medicamento.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per bustina, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Le seguenti informazioni si basano sulle conoscenze acquisite con altri FANS. In generale si deve usare cautela nell'associazione di FANS con altri medicamenti che possono aumentare il rischio di ulcerazioni gastrointestinali, emorragie gastrointestinali o che possono compromettere la funzionalità renale.
Interazioni farmacodinamiche
Associazioni non raccomandate:
Anticoagulanti: i FANS possono potenziare l'azione dei medicamenti anticoagulanti come il warfarin (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). Si devono effettuare dei test della coagulazione sanguigna (INR, tempo alla formazione di un coagulo) all'inizio del trattamento con dexibuprofene e qualora necessario si deve aggiustare la dose dell'anticoagulante.
Metotrexato a dosi superiori ai 15 mg/settimana: se FANS e metotrexato vengono somministrati nel giro di 24 ore, il livello plasmatico del metotrexato può aumentare a causa della riduzione della clearance renale, per cui il potenziale tossico del metotrexato può risultare aumentato. Perciò non è raccomandabile la somministrazione concomitante di dexibuprofene nell'ambito di un trattamento con metotrexato ad alto dosaggio (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Litio: i FANS possono provocare l'aumento dei livelli plasmatici di litio attraverso la riduzione dell'eliminazione renale. La combinazione è sconsigliata (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). Se una combinazione dovesse essere necessaria, si dovrebbe effettuare un controllo regolare dei livelli di litio. Si deve prendere in considerazione la possibilità di ridurre la dose di litio.
Altri FANS e salicilati (acido acetilsalicilico a dosi superiori rispetto a quelle da ca. 100 mg/giorno usate per la terapia antitrombotica): l'assunzione concomitante di altri FANS, inclusi gli inibitori selettivi della COX-2, è da evitare, poiché con la somministrazione contemporanea di diversi FANS può aumentare il rischio di ulcere gastrointestinali ed emorragie.
Combinazioni, che necessitano di un uso prudente:
Acido acetilsalicilico: l'assunzione concomitante può compromettere l'azione inibitoria sull'aggregazione piastrinica di basse dosi di acido acetilsalicilico per via dell'inibizione competitiva del sito di acetilazione della ciclossigenasi nelle piastrine (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Antipertensivi: i FANS possono ridurre l'efficacia dei beta-bloccanti, forse attraverso l'inibizione della produzione di prostaglandine vasodilatatorie. L'uso concomitante di FANS e ACE inibitori o bloccanti del recettore dell'angiotensina II può andare di pari passo con un aumento del rischio di insufficienza renale acuta, soprattutto nei pazienti con disturbi della funzionalità renale preesistenti. Combinazioni di questo tipo possono portare a insufficienza renale acuta in pazienti anziani e/o disidratati attraverso un'azione diretta sulla filtrazione glomerulare. All'inizio del trattamento si raccomanda un monitoraggio accurato della funzionalità renale. Inoltre, la somministrazione cronica di FANS può in teoria ridurre l'effetto antipertensivo dei bloccanti del recettore dell'angiotensina II, come noto degli ACE inibitori. Quindi è richiesta prudenza con l'impiego di tali combinazioni e all'inizio del trattamento la funzionalità renale andrebbe monitorata accuratamente (e i pazienti devono essere incoraggiati a mantenere un apporto adeguato di liquidi).
Ciclosporina, tacrolimus, sirolimus e antibiotici aminoglicosidici: attraverso la riduzione della sintesi renale delle prostaglandine, la tossicità renale può essere amplificata dal trattamento combinato con FANS. Durante una terapia combinata si deve monitorare strettamente la funzionalità renale, specialmente nei pazienti anziani.
Corticosteroidi: il rischio di ulcera gastrointestinale ed emorragie può essere aumentato (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Digossina: i FANS possono aumentare la concentrazione plasmatica della digossina e il rischio di tossicità connessa alla digossina.
Metotrexato a dosi inferiori ai 15 mg/settimana: il dexibuprofene può far aumentare il livello del metotrexato. Se il dexibuprofene viene usato insieme a metotrexato a basso dosaggio, si deve controllare accuratamente l'emocromo del paziente, soprattutto nelle prime settimane del trattamento combinato. Un monitoraggio intensificato di disturbi anche minimi della funzionalità renale, specialmente nei pazienti anziani, è altrettanto indicato quanto i controlli della funzionalità renale per prevenire una riduzione dell'eliminazione del metotrexato.
Fenitoina: alcuni FANS possono rimuovere la fenitoina dai siti di legame per le proteine, cosa che può eventualmente portare a un aumento del livello di fenitoina nel siero o a un aumento della tossicità. Anche se l'evidenza clinica di questa interazione è limitata, si raccomanda un aggiustamento della dose della fenitoina in base alle concentrazioni plasmatiche della fenitoina e/o alla constatazione di segni di tossicità.
Fenitoina, fenobarbital e rifampicina: l'uso concomitante di sostanze che inducono il CYP2C8 e il CYP2C9 può ridurre l'effetto del dexibuprofene.
Antiaggreganti e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): aumento del rischio di emorragie gastrointestinali.
Tiazidi, analoghi dei tiazidi, diuretici dell'ansa e diuretici risparmiatori di potassio: l'uso concomitante di FANS e diuretici può aumentare il rischio di insufficienza renale, come conseguenza di una diminuzione della circolazione sanguigna renale.
Medicamenti che aumentano i livelli plasmatici del potassio: i FANS possono alzare i livelli plasmatici del potassio. Perciò è necessario essere prudenti e controllare i livelli di potassio del siero in caso di uso concomitante di medicamenti che aumentano i livelli di potassio, come i diuretici risparmiatori di potassio, gli ACE inibitori, i bloccanti del recettore dell'angiotensina II, gli immunosoppressori (come la ciclosporina o il tacrolimus), il trimetoprim e l'eparina.
Trombolitici, ticlopidina e preparati antiaggreganti: il dexibuprofene inibisce l'aggregazione piastrinica mediante inibizione della ciclossigenasi dei trombociti. Quindi a causa del rischio di amplificazione dell'effetto inibitorio sulla coagulazione del sangue è opportuno essere prudenti quando si combina il dexibuprofene con trombolitici, ticlopidina e altri preparati ad azione antiaggregante.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
L'inibizione della sintesi delle prostaglandine può influenzare negativamente la gravidanza o lo sviluppo dell'embrione e del feto. Dati da studi epidemiologici indicano che c'è un rischio più alto di aborti e di malformazioni cardiache e gastroschisi in seguito all'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Si suppone che il rischio aumenti con l'aumentare della dose e della durata della terapia.
Negli animali è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine causa un aumento degli aborti in fase preimpianto e postimpianto e della mortalità dell'embrione e del feto. Inoltre, è stato segnalato un aumento dell'incidenza di diversi tipi di malformazioni, comprese malformazioni cardiovascolari, negli animali che avevano ricevuto un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante il periodo in cui avviene l'organogenesi.
Primo e secondo trimestre
Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza si deve somministrare dexibuprofene soltanto se questo è assolutamente necessario. Se il dexibuprofene è usato da una donna che sta cercando di rimanere incinta o se viene usato durante il primo o il secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere mantenuta più bassa possibile, e la durata del trattamento deve essere più breve possibile.
Terzo trimestre
Il dexibuprofene è controindicato nel terzo trimestre di gravidanza. Tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono:
·esporre il feto ai rischi seguenti:
·tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);
·disturbi della funzionalità renale, che progrediscono verso l'insufficienza renale con oligoidramnios.
·esporre la donna e il neonato ai rischi seguenti:
·possibilità di emorragie di durata più lunga, per l'effetto inibitorio sull'aggregazione piastrinica, che può verificarsi anche a dosi molto basse;
·inibizione delle contrazioni uterine, con conseguente ritardo nell'inizio del travaglio o prolungamento della sua durata.
Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, Seractil polvere dovrebbe essere somministrato solo laddove ciò sia assolutamente necessario. Se Seractil polvere è utilizzato in una donna che sta cercando una gravidanza o se è utilizzato nel primo o nel secondo trimestre di gravidanza, il dosaggio dovrebbe essere il più basso possibile e la durata del trattamento dovrebbe essere la più breve possibile.
Oligoidramnios / insufficienza renale neonatale / restringimento del dotto arterioso
L'assunzione di FANS a partire dalla 20a settimana di gravidanza può causare disfunzioni renali fetali che possono portare a oligoidramnios e, in alcuni casi, a insufficienza renale neonatale. Questi effetti indesiderati insorgono mediamente dopo diversi giorni o settimane di trattamento, anche se in rari casi è stato segnalato oligoidramnios già 48 ore dopo l'inizio del trattamento con FANS. Spesso, ma non sempre, l'oligoidramnios è reversibile con l'interruzione del trattamento. Le complicazioni di un oligoidramnios prolungato possono includere contratture degli arti e ritardo nella maturazione polmonare. Dopo l'introduzione sul mercato, in alcuni casi di compromissione della funzione renale neonatale sono state necessarie procedure invasive come la trasfusione di scambio o la dialisi.
Inoltre, in seguito al trattamento nel secondo trimestre è stato segnalato un restringimento del dotto arterioso, che nella maggior parte dei casi è regredito dopo l'interruzione del trattamento.
Se il trattamento con Seractil polvere ha una durata superiore a 48 ore, si deve valutare il monitoraggio ecografico del liquido amniotico e del cuore del feto. Se insorgono oligoidramnios o restringimento del dotto arterioso, sospendere Seractil polvere ed effettuare un monitoraggio secondo la pratica clinica.
Durante il terzo trimestre di gravidanza, Seractil polvere è controindicato.
Allattamento
I FANS passano nel latte materno. Per precauzione quindi le donne che allattano non devono assumere il dexibuprofene. Se il trattamento è indispensabile, bisogna passare all'allattamento artificiale.
Fertilità
L'impiego di dexibuprofene può compromettere la fertilità femminile ed è quindi sconsigliato alle donne che desiderano una gravidanza. Nelle donne che hanno difficoltà a rimanere incinte o nelle quali sono in atto accertamenti relativi all'infertilità, è opportuno considerare la possibilità di sospendere il dexibuprofene.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Durante il trattamento con dexibuprofene la capacità di reazione dei pazienti può risultare ridotta, nel caso in cui compaiano capogiro e stanchezza come effetti collaterali. Bisogna prestare attenzione a ciò quando si esercitano attività che richiedono una maggiore attenzione (ad es. nel traffico stradale o quando si utilizzano macchine).
In caso di somministrazione singola o di uso per un breve periodo di tempo non sono in generale necessarie misure speciali.
Effetti indesiderati
L'esperienza clinica ha mostrato che il rischio di effetti indesiderati del dexibuprofene è paragonabile a quello dell'ibuprofene racemico. Gli effetti collaterali di tipo gastrointestinale sono i più comuni. Possono svilupparsi ulcera peptica, perforazioni o emorragie gastrointestinali, talvolta con esito letale, specialmente nei pazienti anziani (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Studi clinici di «bridging» e altri studi della durata di circa 2 settimane mostrano nell'8-20% circa dei pazienti principalmente effetti collaterali lievi di tipo gastrointestinale, che sono molto meno comuni nei gruppi di pazienti in cui il rischio è basso, ad es. nei trattamenti di breve durata e in caso di uso occasionale.
Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione:
«molto comune» (≥1/10)
«comune» (≥1/100, <1/10),
«non comune» (≥1/1000, <1/100)
«raro» (≥1/10000, <1/1000)
«molto raro» (<1/10 000)
«non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Infezioni ed infestazioni
Molto raro: infiammazioni connesse ad infezioni possono risultare amplificate (fascite necrotizzante).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Può aumentare la durata delle emorragie.
Raro: disturbi dell'ematopoiesi incluse trombocitopenia, leucopenia, granulocitopenia, pancitopenia, agranulocitosi, anemia aplastica o anemia emolitica.
Disturbi del sistema immunitario
Non comune: porpora (inclusa porpora allergica), angioedema.
Raro: reazione anafilattica.
Molto raro: reazioni di ipersensibilità di carattere generale, inclusi sintomi come febbre con esantema, dolori addominali, cefalea, nausea e vomito, segni di disturbi della funzionalità epatica e meningite asettica. Nella maggior parte dei casi in cui è stata osservata meningite asettica con l'uso di ibuprofene vi era alla base una patologia autoimmune (come lupus eritematoso sistemico o connettiviti di altro tipo) quale fattore di rischio. Nel caso di reazioni di ipersensibilità di carattere generale si possono presentare edema nella zona del viso, della lingua e della laringe, broncospasmi, asma, tachicardia, ipotensione arteriosa e shock.
Disturbi psichiatrici
Non comune: stati d'ansia.
Raro: reazioni psicotiche, depressione, irritabilità.
Patologie del sistema nervoso
Comune: stordimento, cefalea, capogiro, vertigini.
Non comune: insonnia, irrequietezza.
Raro: disorientamento, confusione, agitazione.
Molto raro: meningite asettica (vedere «Disturbi del sistema immunitario»).
Patologie dell'occhio
Non comune: disturbi alla vista.
Raro: ambliopia tossica reversibile.
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Non comune: tinnito.
Raro: disturbi dell'udito.
Patologie cardiache
Frequenza non nota: sindrome di Kounis.
Patologie gastrointestinali
Molto comune: Dispepsia/dolori addominali (12%)
Comune: diarrea, nausea, vomito.
Non comune: ulcera gastrointestinale ed emorragie, gastrite, stomatite ulcerativa, melena. Bruciore locale nella zona della bocca o della gola.
Raro: perforazione gastrointestinale, flatulenza, stipsi, esofagite, stenosi esofagea, esacerbazione di una diverticolite, colite emorragica aspecifica, colite ulcerosa o morbo di Crohn.
Alla comparsa di emorragie gastrointestinali si può produrre anemia o ematemesi.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: eruzione cutanea.
Non comune: orticaria, prurito.
Molto raro: eritema essudativo polimorfo, necrolisi epidermica, lupus sistemico eritematoso, alopecia, fotosensibilità, reazione cutanea bollosa come sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica acuta (sindrome di Lyell) e vasculite allergica.
Frequenza non nota: esantema da medicamenti con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS).
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: rinite, broncospasmo.
Patologie renali e urinarie
Molto raro: nefrite interstiziale, sindrome nefrosica o insufficienza renale.
Patologie epatobiliari
Raro: disturbi della funzionalità epatica, epatite e ittero.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: stanchezza.
Ritenzione di liquidi: i pazienti affetti da ipertensione arteriosa o con disturbi della funzionalità renale sembrano esservi predisposti.
Sono stati segnalati edemi, ipertensione arteriosa e insufficienza cardiaca connessi al trattamento con FANS.
Studi clinici e dati epidemiologici dimostrano che l'uso dell'ibuprofene, specialmente a dosi elevate (2400 mg/giorno) e nell'ambito di una terapia di lunga durata, è potenzialmente connesso con un rischio leggermente aumentato di eventi trombotici a livello arterioso (ad es. infarto del miocardio o ictus).
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Il dexibuprofene ha una bassa tossicità acuta, dosi singole elevate da 54 g di ibuprofene (pari a circa 27 g di dexibuprofene) sono state sopravvissute. La maggior parte dei casi di dosaggio eccessivo hanno avuto un decorso asintomatico. Possono subentrare sintomi a dosi oltre gli 80 - 100 mg/kg di ibuprofene.
Segni e sintomi
I sintomi iniziano a manifestarsi normalmente nel giro di 4 ore. Si tratta principalmente di sintomi lievi come dolori addominali, nausea, vomito, letargia, stordimento, cefalea, nistagmo, tinnito e atassia. Raramente si presentano sintomi di entità moderata o grave quali emorragie gastrointestinali, ipotensione arteriosa, ipotermia, acidosi metabolica, crampi, disturbi della funzionalità renale, coma, sindrome da distress respiratorio nell'adulto e episodi transitori di apnea (nei bambini piccoli in seguito all'assunzione di grandi quantità).
Trattamento
Il trattamento è sintomatico, non è disponibile alcun antidoto specifico. Le quantità che molto probabilmente non provocano sintomi (meno di 50 mg/kg di dexibuprofene) devono essere diluite in acqua, per ridurre al minimo i disturbi gastrointestinali. In caso siano state assunte quantità considerevoli, si deve somministrare carbone attivo.
Si deve prendere in considerazione lo svuotamento gastrico mediante emesi solo entro 60 minuti dall'assunzione. Bisogna prendere in considerazione una lavanda gastrica solo quando siano state ingerite dosi potenzialmente letali della sostanza e la lavanda gastrica possa essere effettuata entro 60 minuti dall'assunzione. La diuresi forzata, l'emodialisi o l'emoperfusione sembrano non essere utili, poiché il dexibuprofene è saldamente legato alle proteine plasmatiche.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
M01AE14
Meccanismo d'azione
Seractil possiede proprietà antiflogistiche, analgesiche e antipiretiche. Il suo effetto è riconducibile all'inibizione della sintesi delle prostaglandine mediante inibizione della ciclossigenasi. Il dexibuprofene (=S(+)-ibuprofene) è un enantiomero dell'ibuprofene.
L'ibuprofene è un cosiddetto racemato, che consiste per il 50% in S(+)-ibuprofene destrogiro, clinicamente attivo, e per il 50% in R(-)-ibuprofene levogiro. Nell'uomo l'R(-)-ibuprofene non ha efficacia terapeutica; tuttavia viene in parte convertito in S(+)-ibuprofene. Considerando questa conversione, gli equivalenti teorici della dose di dexibuprofene rispetto all'ibuprofene sono in un rapporto di circa 0,7:1. Studi clinici con Seractil mostrano che anche basse dosi equivalenti possono essere sufficienti.
Con l'uso di dexibuprofene l'impostazione della dose può risultare semplificata, poiché decade la conversione dell'R(-)-ibuprofene, la cui entità è molto variabile a livello intraindividuale e interindividuale.
Si basano sul medesimo meccanismo sia l'inibizione dell'aggregazione piastrinica, non sfruttata a livello terapeutico, che possibili effetti collaterali quali l'azione ulcerogena, la ritenzione di sodio e acqua nonché le reazioni broncospastiche.
Farmacodinamica
Nessuna indicazione.
Efficacia clinica
Vedere meccanismo d'azione.
Farmacocinetica
Assorbimento
In seguito alla somministrazione orale, il dexibuprofene viene assorbito in modo efficace e soprattutto nell'intestino tenue.
La somministrazione di 400 mg di dexibuprofene, sotto forma di sospensione, durante un pasto ricco di grassi ritarda il raggiungimento del picco di concentrazione plasmatica (da circa 2,0 ore a digiuno a 2,5 ore con cibo ricco di grassi) e riduce la concentrazione plasmatica massima (da 22 a 15 microgrammi/ml), ma non ha alcun impatto sull'entità dell'assorbimento.
Distribuzione
Nessun dato.
Metabolismo
Nessun dato.
Eliminazione
In seguito alla metabolizzazione epatica (idrossilazione, carbossilazione), i metaboliti farmacologicamente inefficaci vengono eliminati completamente, soprattutto a livello renale (90%) ma anche biliare. L'emivita di eliminazione è di 1,8 - 3,5 ore, il legame alle proteine plasmatiche è del 99% circa. Le concentrazioni plasmatiche di picco vengono raggiunte circa 2 ore dopo l'assunzione orale.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica
L'eliminazione del dexibuprofene è leggermente ridotta nei pazienti con cirrosi epatica.
Disturbi della funzionalità renale
In base a studi di farmacocinetica con l'ibuprofene su pazienti con insufficienza renale, si consiglia una riduzione della dose in questa popolazione di pazienti. È richiesta prudenza anche a causa dell'inibizione della sintesi delle prostaglandine a livello renale (vedere rubrica «Posologia/impiego» e «Avvertenze e misure precauzionali»).
Dati preclinici
Genotossicità
Esperimenti in vitro e in vivo (batteri, linfociti umani) di mutagenicità non hanno dato indicazioni di effetti mutageni per quanto riguarda l'ibuprofene.
Cancerogenicità
In studi sul potenziale cancerogeno dell'ibuprofene nei ratti e nei topi non sono stati trovati indizi di effetti cancerogeni dell'ibuprofene.
Tossicità per la riproduzione
Studi di sperimentazione animale su due specie hanno dimostrato che l'ibuprofene passa la placenta; tuttavia non hanno messo in evidenza alcun effetto teratogeno.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Non applicabile.
Influenza su metodi diagnostici
Raro: aumento dell'azoto ureico, delle transaminasi e della fosfatasi alcalina nel siero; abbassamento dei valori dell'emoglobina e dell'ematocrito, inibizione dell'aggregazione piastrinica, prolungamento della durata delle emorragie.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C).
Conservare fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
57985 (Swissmedic)
Confezioni
Seractil polvere per sospensione orale
200 mg: 10, 30, 50 pezzi: [B]
300 mg: 10, 30, 50 pezzi: [B]
400 mg: 10, 30, 50 pezzi: [B]
Titolare dell’omologazione
Gebro Pharma AG, Liestal.
Stato dell'informazione
Ottobre 2024