Spiricort®

Spirig HealthCare AG

Composizione

Principi attivi

Prednisolone.

Sostanze ausiliarie

Lattosio monoidrato (135 mg per compresse rivestite con film da 5 mg, 114 mg per compresse rivestite con film da 20 mg, 92 mg per compresse rivestite con film da 50 mg), cellulosa microcristallina, cellulosa in polvere (per compresse rivestite con film da 5 mg), carbossimetilamido sodico, idrossipropilmetilcellulosa, macrogol 4000, silice colloidale anidra, magnesio stearato, emulsione di dimeticone, acido sorbico (E 200), carminio d'indigo (E 132) (per compresse rivestite con film da 20 mg), ossido di ferro giallo (E 172) (per compresse rivestite con film da 50 mg).

1 compressa rivestita con film da 5 mg, 20 mg, o 50 mg, contiene, rispettivamente, 0,23 mg (0,01 mmol), 0,37 mg (0,02 mmol) e 0,35 mg (0,02 mmol) di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Compresse divisibili rivestite con film da 5 mg, 20 mg e 50 mg di prednisolone.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Patologie allergiche

Condizioni allergiche gravi o invalidanti e refrattarie ai trattamenti convenzionali, come asma bronchiale grave, rinite allergica cronica grave, reazioni di ipersensibilità a medicamenti (sindrome di Stevens-Johnson e sindrome di Lyell).

Patologie reumatiche

Episodi acuti o esacerbazione di malattie reumatiche non sufficientemente controllate con l'impiego di antinfiammatori non steroidei, come la febbre reumatica acuta con patologie associate, poliartrite cronica, spondilite anchilosante, polimialgia reumatica, osteoartrite post-traumatica, sinovite in presenza di osteoartrite, arterite a cellule giganti.

Collagenosi (malattie da immunocomplessi)

Episodi acuti di lupus eritematoso sistemico, dermatomiosite sistemica (polimiosite), granulomatosi di Wegener.

Patologie della cute

Dermatiti bollose, micosi fungoide, psoriasi grave, episodi acuti di pemphigus vulgaris ed eritema nodoso, forme gravi di dermatite atopica.

Patologie endocrine

In aggiunta alla somministrazione di un mineralcorticoide in presenza di insufficienza surrenalica (in questo caso il medicamento di elezione è l'idrocortisone o il cortisone; nei bambini la sostituzione con un mineralcorticoide è particolarmente importante e, in caso di totale deficit surrenale, l'aggiunta di un mineralcorticoide è indispensabile); tiroidite granulomatosa (acuta, non purulenta).

Patologie dell'occhio

Malattie acute e croniche gravi di tipo allergico-infiammatorio, come congiuntivite allergica, irite, iridociclite, cheratite disciforme, corioretinite, uveite posteriore diffusa, neurite ottica.

Patologie epatiche e gastrointestinali

In episodi acuti di colite ulcerosa e manifesta enterite regionale di Crohn.

Sindrome nefrosica

Negli stati edematosi per indurre la diuresi e ridurre la proteinuria in presenza di sindrome nefrosica idiopatica non uremica o come conseguenza del lupus eritematoso.

Altre patologie

Per il trattamento palliativo della leucemia e dei linfomi negli adulti e delle leucemie acute nei bambini; inoltre, per il trattamento palliativo della sarcoidosi sintomatica, della trombocitopenia idiopatica, dell'anemia emolitica autoimmune, dell'anemia ipoplastica congenita (eritroide), nonché in caso di reazioni o crisi di rigetto in pazienti trapiantati.

Posologia/Impiego

Generalmente la terapia con corticosteroidi integra una terapia di base, ma non la sostituisce.

Il dosaggio di Spiricort dev'essere stabilito individualmente in base al tipo, alla gravità e al decorso della malattia, nonché in base alla risposta individuale del paziente.

Per ridurre gli effetti indesiderati di Spiricort si devono osservare le seguenti linee guida terapeutiche:

bisogna sempre cercare di somministrare la dose terapeutica minima efficace. Anche se la somministrazione di glucocorticoidi ad alto dosaggio per un breve periodo (fino a 10 giorni) è sicura, occorre tuttavia ridurre in breve tempo tale dose elevata iniziale fino ad arrivare a una dose di mantenimento il più possibile bassa. Il trattamento iniziale di stati patologici gravi, acuti e potenzialmente mortali, come lo status asthmaticus, lo shock anafilattico o l'edema cerebrale acuto, richiede la somministrazione endovenosa di un corticosteroide solubile. Nell'Informazione sui medicamenti sono indicati i preparati idonei. Se il trattamento della patologia si prolunga per più di alcuni giorni, il dosaggio dev'essere gradualmente ridotto fino ad arrivare a una dose di mantenimento inferiore al doppio della dose soglia di Cushing (dose soglia di Cushing per il prednisolone: 7,5 mg).

Se in una malattia cronica subentra una remissione spontanea, il trattamento dev'essere sospeso.

Nel caso in cui Spiricort dovesse sostituire una terapia con un altro glucocorticoide, bisogna osservare le dosi equivalenti (vedere «Proprietà / Effetti»).

Il dosaggio iniziale dipende dalla malattia da trattare ed è generalmente di 5-60 mg/die; in casi acuti o particolarmente gravi, che richiedono un miglioramento rapido, sono tuttavia ammesse anche dosi sensibilmente più elevate, inevitabili nel breve termine.

Per la terapia a breve termine di condizioni acute gravi, come l'asma bronchiale grave o una reazione di rigetto dopo un trapianto, sempre che sia ancora possibile la somministrazione orale, la dose iniziale è di 100-200 mg/die e viene somministrata in almeno 4 dosi separate (le prime somministrazioni con un preparato somministrabile per via endovenosa). In determinati casi, tuttavia, possono essere necessarie nel breve termine dosi fino a 1500 mg/die.

Nella leucemia acuta, nella sindrome nefrosica e nel pemfigo si raccomanda una terapia ad alto dosaggio di 80-120 mg/die.

I pazienti che ricevono dosi così elevate devono essere monitorati con particolare attenzione per il rischio di eventi indesiderati gravi.

Tuttavia la terapia ad alto dosaggio con Spiricort dovrebbe essere somministrata solo fino a stabilizzazione delle condizioni del paziente, generalmente per non più di 48-72 ore. Dopo la somministrazione di dosi molto elevate per pochi giorni, la terapia può essere interrotta immediatamente senza rischi.

In caso di malattie acute, senza potenziale rischio di morte, la dose varia tra i 15 e i 30 mg/die; in alcuni pazienti, tuttavia, possono essere necessarie dosi superiori.

Malattie croniche, potenzialmente infauste (p. es. lupus eritematoso sistemico, pemfigo, sarcoidosi sintomatica): Dose iniziale: 15-30 mg/die; alcuni pazienti potrebbero eventualmente richiedere dosi maggiori.

Nelle malattie croniche, generalmente senza rischio di morte, si parte da una dose bassa di 5-10 mg/die che si aumenta gradualmente fino alla dose più bassa in grado di produrre il livello desiderato di miglioramento dei sintomi.

Un eventuale trattamento a lungo termine dovrebbe essere impiegato solo dopo attenta valutazione del rapporto di rischio-beneficio. Se si dimostrasse necessario un trattamento a lungo termine, i pazienti dovranno essere monitorati attentamente per la comparsa di segni che richiedano una diminuzione del dosaggio o la sospensione del medicamento, nel qual caso bisognerebbe anche decidere se fosse indicata una terapia giornaliera o intermittente.

Inoltre, si dovrebbero eseguire a intervalli regolari i normali test di laboratorio come l'analisi delle urine, la glicemia due ore dopo il pasto, la misurazione della pressione e il controllo del peso corporeo, nonché una radiografia del torace. A dosi elevate si consiglia anche la determinazione del potassio sierico.

Come ogni altra terapia glucocorticoide, anche il trattamento con Spiricort, se protratto per oltre 8-10 giorni, non deve essere interrotto bruscamente, bensì con la graduale e lenta riduzione delle dosi giornaliere, onde evitare una recidiva acuta della malattia e l'insufficienza surrenalica (sindrome di astinenza da glucocorticoide). Al termine di questo processo graduale, il dosaggio viene adeguato al ritmo circadiano di increzione.

Va inoltre tenuto presente che la reazione allo stress alterata in caso di terapia a lungo termine con glucocorticoidi rende necessario un adeguamento della dose di corticosteroidi alle condizioni di stress: in caso di malattie comuni: raddoppiare, eventualmente triplicare, l'ultima dose somministrata; in caso di piccoli interventi: prima di iniziare 100 mg di idrocortisone e.v.; in caso di interventi di moderata importanza: prima dell'operazione 100 mg di idrocortisone e.v. e poi 100 mg di idrocortisone ogni 6 ore per 24 ore; in caso di interventi chirurgici importanti: 100 mg di idrocortisone prima d'iniziare l'operazione e poi ogni 6 ore per almeno 72 ore. Ulteriore trattamento in base al decorso.

Se dopo un'adeguata durata del trattamento non si osserva un'efficacia terapeutica soddisfacente, bisogna sospendere il trattamento con Spiricort e avviare un'altra terapia consolidata.

Particolari gruppi di pazienti

Pazienti pediatrici

Nei bambini piccoli e nei bambini sono generalmente sufficienti dosi inferiori a quelle sopra indicate, tuttavia la riduzione del dosaggio dovrebbe essere modulata più in base alla gravità della malattia che non all'età, al peso corporeo o all'altezza e il medicamento dovrebbe essere somministrato seguendo il ritmo circadiano.

Le linee guida indicano:

fino a 1 anno: 25% della dose per adulti,

fino a 7 anni: 50% della dose per adulti,

fino a 12 anni: 75% della dose per adulti.

Nella terapia a lungo termine con steroidi, nei bambini è prevedibile un arresto della crescita dopo 2-3 mesi, a seconda del dosaggio; se la terapia steroidea è indispensabile, al primo segno di arresto della crescita si dovrebbe provare la somministrazione alternata o intermittente (vedi sotto).

Ipotiroidismo/cirrosi epatica

In caso di ipotiroidismo o cirrosi epatica può rendersi necessaria una riduzione della dose.

Modo di somministrazione

La dose normale di 5-60 mg/die può essere somministrata come segue: continuativamente (2-4 assunzioni suddivise nell'arco della giornata), con ritmo circadiano (l'intera dose giornaliera al mattino), alternatamente (la dose giornaliera doppia a giorni alterni) o in modo intermittente (cicli di di 3 giorni di trattamento e 4 giorni senza terapia).

Nei trattamenti più a lungo termine il dosaggio alternato contribuisce a ridurre il rischio di insufficienza surrenale secondaria e il dosaggio intermittente contribuisce e limitare il rischio di disturbi della crescita nei bambini.

In caso di particolari obiettivi terapeutici (p. es. profilassi degli attacchi d'asma notturni) è possibile una suddivisione della dose con una somministrazione serale aggiuntiva.

Con dosi superiori a 20 mg di prednisolone/die si può non considerare l'adeguamento del dosaggio al ritmo circadiano. Inoltre, data l'emivita medio-lunga del prednisolone, l'adeguamento al ritmo circadiano di increzione è possibile solo in misura limitata.

Controindicazioni

Generalmente in condizioni in cui la somministrazione di glucocorticoidi può salvare la vita del paziente, non vi sono controindicazioni.

Non ci sono controindicazioni alla terapia sostitutiva, in quanto non si verificano effetti indesiderati.

In caso di ipersensibilità nei confronti del prednisolone o di una delle sostanze ausiliarie, il preparato non dev'essere usato.

Controindicazioni in caso di uso prolungato, che vada oltre la terapia d'urgenza e la terapia sostitutiva: ulcere gastrointestinali, osteoporosi grave, diabete mellito, insufficienza renale, ipertensione grave, anamnesi psichiatrica, herpes simplex, herpes zoster (fase viremica), herpes corneae, varicella, da ca. 8 settimane prima fino a 2 settimane dopo le vaccinazioni, poliomielite (ad eccezione della forma bulbare encefalica), amebiasi, micosi sistemiche, linfomi post vaccinazione BCG, glaucoma ad angolo chiuso e glaucoma ad angolo aperto.

Avvertenze e misure precauzionali

Le possibili complicazioni di una terapia corticosteroide dipendono dall'entità del dosaggio e dalla durata della terapia. Pertanto per ogni paziente bisogna valutare individualmente il rapporto rischio-beneficio per quanto riguarda il dosaggio e la durata del trattamento (vedere anche «Posologia/impiego»).

Poiché l'effetto pieno del prednisolone, come quello di tutti i glucocorticoidi, si manifesta in modo ritardato (dopo 4-8 ore), il preparato non deve essere somministrato nella terapia a breve termine di condizioni patologiche gravi in sostituzione del trattamento convenzionale (ad azione immediata), ma solo in aggiunta a quest'ultimo. Nell'Informazione sui medicamenti si fa riferimento a tali preparati. Nelle patologie croniche non complicate delle vie respiratorie non si devono tuttavia impiegare i glucocorticoidi.

Nella sindrome adrenogenitale Spiricort può essere somministrato solo insieme a un mineralcorticoide.

Un trattamento con corticosteroidi di durata superiore a 2 settimane, a causa dell'inibizione del rilascio dell'ACTH, può causare un'insufficienza surrenale che può arrivare all'atrofia della corteccia surrenale. L'insufficienza della corteccia surrenale può protrarsi fino a un anno o anche oltre e comporta per il paziente un rischio potenzialmente letale in situazioni di stress e di sforzo. Nei pazienti sottoposti a stress insoliti durante la terapia con corticosteroidi (p. es. intervento chirurgico, trauma grave, infezione grave), è indicata la somministrazione aggiuntiva e temporanea di un corticosteroide ad azione rapida prima, durante e dopo l'evento stressante (vedere «Posologia/impiego»).

Al termine di un trattamento a lungo termine, per evitare un'insufficienza della corteccia surrenale, si richiede una riduzione molto lenta e graduale del dosaggio.

In pazienti in post-menopausa e geriatrici, a causa del rischio elevato di osteoporosi, il trattamento con glucocorticoidi dev'essere effettuato solo se strettamente indicato e dopo attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio.

Nei bambini, a causa del rischio di chiusura precoce delle epifisi, il trattamento a lungo termine con glucocorticoidi richiede un'attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio e un accurato monitoraggio dello sviluppo e della crescita.

I glucocorticoidi possono mascherare i segni di infezioni. Inoltre, nel corso di una terapia con glucocorticoidi, possono insorgere nuove infezioni. Pertanto, nelle malattie infettive gravi, occorre prevedere una contestuale sufficiente protezione antibiotica o chemioterapica.

I pazienti in terapia con corticosteroidi non devono essere sottoposti a vaccinazioni, per evitare il rischio di complicazioni neurologiche e di risposta immunitaria insufficiente.

In pazienti con tubercolosi latente o reattività alla tubercolina, in caso di indicazione accertata per una terapia con corticosteroidi, è necessario un monitoraggio attento; inoltre, in caso di terapia a lungo termine, questi pazienti dovrebbero essere sottoposti a chemioterapia. In pazienti con tubercolosi attiva fulminante o tubercolosi miliare, il prednisolone può essere somministrato solo in combinazione con un'idonea terapia tubercolostatica.

I casi di varicella che si dovessero verificare durante un trattamento sistemico con corticosteroidi possono assumere un decorso grave e, specialmente nei bambini, avere un esito mortale. In questi casi si richiede un trattamento immediato p. es. con aciclovir e.v. Nei pazienti a rischio è indicata la profilassi con aciclovir o un'immunoprofilassi passiva con immunoglobulina della varicella zoster.

I glucocorticoidi possono attivare un'amebiasi latente che, pertanto, dev'essere esclusa prima di iniziare il trattamento.

Nelle seguenti patologie i corticosteroidi devono essere somministrati con cautela:

colite ulcerosa aspecifica con rischio di perforazione;

infezioni oculari da herpes simplex (rischio di perforazione della cornea);

ascessi o altre infiammazioni purulente;

diverticolite;

recenti anastomosi intestinali;

epilessia;

emicrania;

anamnesi di malattie psicotiche;

ipotiroidismo, cirrosi epatica (potenziamento dell'azione dei glucocorticoidi);

tendenza a trombosi, recente infarto miocardico e insufficienza cardiaca.

Ipertiroidismo

In pazienti con ipertiroidismo e ipopotassiemia indotta dal prednisolone può insorgere paralisi periodica tireotossica (PPT). In pazienti in trattamento con prednisolone, che presentano segni o sintomi di debolezza muscolare e in particolare nei pazienti ipertiroidei, bisogna prendere in considerazione l'eventualità di PPT.

In caso di sospetta PPT, bisogna immediatamente controllare il livello di potassio nel sangue e avviare un trattamento idoneo per assicurare la normalizzazione del livello di potassio nel sangue.

Si richiede inoltre cautela in presenza di diabete, a causa del rischio di peggioramento della tolleranza al glucosio, e occorre inoltre considerare che un diabete latente può diventare manifesto (i diabetici hanno spesso bisogno di dosi maggiori di insulina; vedere «Interazioni»); in caso di miastenia grave con contestuale somministrazione di inibitori della colinesterasi, dato che in questi casi l'azione degli inibitori della colinesterasi è ridotta e aumenta il rischio di crisi miastenica. Per questo motivo si consiglia, se possibile, di sospendere per 24 ore la somministrazione degli inibitori della colinesterasi prima dell'assunzione di un corticosteroide (vedere «Interazioni»); in caso di contestuale somministrazione di acido acetilsalicilico in pazienti con ipoprotrombinemia; nella terapia combinata a lungo termine con glucocorticoidi e salicilati, per il maggior rischio di emorragie e ulcere gastrointestinali che possono arrivare alla perforazione, ragione per cui ogni riduzione di dose del glucocorticoide dev'essere fatta con cautela per il rischio di intossicazioni da salicilati (vedere «Interazioni»).

La contemporanea somministrazione di Spiricort e di forti inibitori del CYP3A4 dev'essere evitata (v. Interazioni).

Fluorochinolone

Con la contemporanea somministrazione di fluorochinoloni vi è un rischio elevato di comparsa di disturbi tendinei, tendiniti e rottura di tendini.

Disturbi visivi

Con l'uso sistemico e locale di corticosteroidi possono insorgere disturbi visivi. Se un paziente presenta sintomi come visione offuscata o altri disturbi visivi, andrebbe riferito a un oculista per valutare le possibili cause del disturbo, che possono comprendere, tra l'altro, cataratta, glaucoma o malattie rare, come per esempio la corioretinopatia sierosa centrale (CSC), che sono state segnalate in relazione all'uso di corticosteroidi sistemici o locali.

A causa dell'effetto catabolico e anabolico dei corticosteroidi, può verificarsi un bilancio azotato negativo. Si richiede pertanto un abbondante apporto di proteine.

I pazienti che soffrono di una rara intolleranza ereditaria al galattosio, di carenza totale di lattasi o di malassorbimento di glucosio-galattosio non devono usare questo medicamento.

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa rivestita con film, ossia è praticamente «privo di sodio».

Interazioni

Acido acetilsalicilico e antinfiammatori non steroidei (FANS)

L'azione ulcogenica di queste sostanze può risultare potenziata.

Antibiotici/antimicotici

Troleandomicina, eritromicina e ketoconazolo amplificano gli effetti e le reazioni avverse del prednisolone. La rifampicina può ridurre l'efficacia del prednisolone e richiedere un adeguamento della dose.

Anticolinergici

L'atropina e altri anticolinergici possono aumentare ulteriormente una pressione endoculare già elevata.

Anticolinesterasici

Neostigmina e piridostigmina possono scatenare una crisi miastenica.

Antidiabetici

Con la contemporanea somministrazione di insulina o antidiabetici orali bisogna monitorare i livelli di glucosio ed eventualmente adeguare il dosaggio degli antidiabetici.

Antipertensivi

L'effetto antipertensivo può essere compromesso dall'azione mineralcorticoide dei glucocorticoidi, il che può portare ad un aumento dei valori pressori.

Anticoagulanti

L'azione degli anticoagulanti orali o dell'eparina può essere potenziata o ridotta. Occorre pertanto controllare la coagulazione ed eventualmente adeguare la dose degli anticoagulanti.

Anticonvulsivanti

Fenobarbital e fenitoina possono ridurre l'efficacia del prednisolone. In caso di risposta terapeutica insufficiente al prednisolone il suo dosaggio dovrà essere aumentato.

Diuretici

Con i diuretici risparmiatori di potassio, come p. es. la furosemide, si devono monitorare i valori del potassio. Se necessario, si dovrà somministrare una terapia sostitutiva del potassio.

Fluorochinolone

Con la contemporanea somministrazione di fluorochinoloni vi è un rischio elevato di comparsa di disturbi tendinei, tendiniti e rottura di tendini.

Glicosidi cardiaci

La tossicità della digossina e delle sostanze ad essa correlate aumenta.

Vaccini

I vaccini con virus vivi, come p. es. i vaccini contro poliomielite, BCG, parotite, morbillo, rosolia e varicella, possono risultare maggiormente tossici a causa dell'azione immunosoppressiva dei corticosteroidi. Possono insorgere infezioni virali disseminate. Con i vaccini a virus inattivato la risposta immunitaria può essere ridotta.

Immunosoppressori

Con la contemporanea somministrazione di metotrexato, a causa dell'effetto sinergico, può essere sufficiente una dose inferiore di corticosteroide. La ciclosporina riduce la clearance dei corticosteroidi, presumibilmente per una inibizione competitiva degli enzimi microsomiali epatici e, viceversa, soprattutto a dosi elevate, i corticosteroidi somministrati possono aumentare il livello ematico di ciclosporina. In questo caso bisogna quindi monitorare il livello ematico della ciclosporina e, se necessario, adeguare la dose.

Interazioni con forti inibitori del CYP3A4

I corticosteroidi (compreso il betametasone) vengono metabolizzati tramite CYP3A4. La contemporanea somministrazione di forti inibitori del CYP3A4 (p. es. ketoconazolo, itraconazolo, claritromicina, ritonavir, prodotti contenenti cobicistat) può causare una maggiore esposizione ai corticosteroidi e quindi a un più elevato rischio di effetti collaterali dei corticosteroidi sistemici. È pertanto necessario soppesare attentamente il vantaggio di una cosomministrazione a fronte del potenziale rischio degli effetti dei corticosteroidi sistemici, nel qual caso i pazienti devono essere monitorati per eventuali effetti collaterali dei corticosteroidi sistemici.

Inibitori neuromuscolari

L'azione del pancuronio può risultare indebolita.

Estrogeni

Gli estrogeni possono potenziare l'azione dei corticosteroidi.

Psicofarmaci

L'efficacia degli ansiolitici e degli antipsicotici può risultare ridotta. Se necessario, il dosaggio delle sostanze che agiscono sul SNC dovrà essere adeguato.

Salicilati

L'efficacia dei salicilati può essere ridotta. Riducendo il dosaggio dei corticosteroidi, la tossicità dei salicilati può aumentare.

Simpaticomimetici

L'efficacia e la potenziale tossicità del salbutamolo vengono potenziate.

Citostatici

L'azione della ciclofosfamide può essere indebolita.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Studi riproduttivi condotti su animali hanno evidenziato rischi teratogeni, non sono tuttavia disponibili studi controllati su donne incinte. In caso di terapia a lungo termine in gravidanza non si possono escludere p. es. disturbi della crescita intrauterina e, in caso di trattamento al termine della gravidanza, vi è il rischio per il feto di atrofia della corteccia surrenale che può richiedere una terapia sostitutiva a riduzione graduale nel neonato. Inoltre, nelle madri che devono essere trattate con steroidi durante la gravidanza si verificano spesso aborti spontanei.

Per questo motivo Spiricort, come tutti i glucocorticoidi, non dev'essere somministrato in gravidanza, in particolare nel primo trimestre, se non assolutamente necessario. Se vi è l'indicazione, il prednisolone (o prednisone) dev'essere preferito a tutti gli altri glucocorticoidi e in particolare ai glucocorticoidi fluorurati, poiché la sua permeabilità placentare è la più bassa.

La paziente dev'essere informata della necessità di comunicare immediatamente al medico il proprio stato di gravidanza accertata o presunta.

Allattamento

Il prednisolone passa al latte materno; la sua concentrazione è pari al 5-25% di quella plasmatica materna e può compromettere, tra l'altro, la funzione surrenalica e la crescita del lattante. Durante l'uso sistemico di corticosteroidi non si deve allattare.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Soprattutto all'inizio del trattamento, Spiricort può causare alterazioni della capacità di concentrazione (vedere la rubrica «Effetti indesiderati») e di conseguenza compromettere la capacità di condurre veicoli e di impiegare macchine.

Effetti indesiderati

Con il trattamento a breve termine il rischio di effetti indesiderati è basso. Occorre tuttavia considerare che, con l'uso di corticosteroidi, le emorragie intestinali (spesso da stress) possono verificarsi con pochi sintomi.

Con la terapia a lungo termine e ad alto dosaggio, ossia quando si supera la dose soglia di Cushing (>7,5 mg di prednisolone al giorno), possono verificarsi i noti effetti indesiderati dei glucocorticoidi:

Patologie del sistema emolinfopoietico

Leucocitosi, linfopenia relativa, eosinopenia, tromboembolie.

Disturbi del sistema immunitario

Mascheramento delle infezioni, risposta ridotta o assente ai test cutanei, attivazione di infezioni latenti, infezioni opportunistiche, osteomielite, sepsi, riattivazione della tubercolosi, candida albicans, herpes simplex.

Reazioni di ipersensibilità che in rari casi possono progredire fino a reazioni anafilattiche con ipotensione, collasso circolatorio e/o broncospasmo.

Patologie endocrine

Morbo di Cushing, inibizione della crescita nei bambini, ginecomastia, amenorrea, inibizione della secrezione di ACTH, inibizione dell'assorbimento di iodio nella tiroide, insufficienza surrenalica secondaria e ipopituitarismo, ridotta tolleranza ai carboidrati, iperglicemia, diabete steroideo, iperlipidemia.

Disturbi del bilancio idrico ed elettrolitico

Ritenzione di sodio, ritenzione idrica, calo di potassio, di calcio, di fosfati, alcalosi ipokaliemica, chetoacidosi, ipertensione.

Metabolismo

Bilancio negativo dell'azoto a causa della proteolisi.

Patologie del sistema nervoso

Aumento della pressione intracranica con papilledema (pseudotumor cerebri), convulsioni, vertigini, mal di testa, disturbi psichici (insonnia, euforia, depressione, alterazioni dell'umore e della personalità, peggioramento dei disturbi affettivi e della tendenza a psicosi, fino a psicosi manifeste). Soprattutto all'inizio del trattamento alterazioni dell'umore, della motivazione e della capacità di concentrazione.

Patologie dell'occhio

Aumento della pressione endoculare, glaucoma, cataratta subcapsulare, congiuntivite.

Raro: visione offuscata.

Patologie cardiache

Rottura miocardica a seguito di infarto recente.

Frequenza «non nota»: bradicardia a seguito della somministrazione di dosi elevate.

Patologie gastrointestinali

Ulcera peptica con possibile perforazione ed emorragia (spesso in assenza della tipica sintomatologia), perforazione dell'intestino tenue e dell'intestino crasso, pancreatite, esofagite ulcerosa, aumento dell'appetito, aumento ponderale, nausea, vomito.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Alterazioni atrofiche, ritardo nella guarigione delle ferite con maggiore predisposizione alle infezioni, assottigliamento cutaneo, strie, acne, irsutismo, eritema, dermatite allergica, orticaria, ipo- o iperpigmentazione.

Patologie del sistema muscoloscheletrico, del tessuto connettivo e delle ossa

Debolezza muscolare, atrofia muscolare, miopatia steroidea, osteoporosi (sindrome di compressione della colonna vertebrale fino a fratture da compressione, specie nelle donne in menopausa), fratture spontanee, disturbi tendinei, tendiniti, rotture tendinee, distruzione articolare a causa dell'inibizione della sintesi del collagene, pseudoreumatismo steroideo, necrosi ossea asettica.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

La tossicità acuta dei glucocorticoidi è scarsa e finora le intossicazioni da sovradosaggio acuto sono state osservate solo raramente.

In caso di sovradosaggio non esiste un antidoto specifico; il trattamento è sintomatico.

In caso di sovradosaggio cronico, è prevedibile un aumento degli effetti indesiderati e dei rischi descritti nella rubrica «Avvertenze e misure precauzionali».

Proprietà/Effetti

Codice ATC

H02AB06

Meccanismo d'azione

Le molteplici azioni dei glucocorticoidi servono all'adattamento fisiologico dell'organismo a situazioni di stress. La gamma di tali azioni comprende, oltre agli effetti diabetogeni, centrali, ematologici, catabolici, antiproliferativi, antiflogistici, immunosoppressivi (antiallergici), mineralcorticoidi, anche un'azione permissiva nei confronti dell'adrenalina.

Alcuni effetti terapeutici desiderati si ottengono solo a dosi farmacologiche, tra questi in particolare l'azione antiflogistica, antiallergica e immunosoppressiva.

Farmacodinamica

Il prednisolone è un corticosteroide sintetico che ha una potenza all'incirca 4 volte superiore a quella del cortisolo naturale. L'azione mineralcorticoide invece è pari solo a circa il 60% di quella del cortisolo.

Come per tutti i glucocorticoidi, l'azione del prednisolone è basata sulla stimolazione della sintesi di proteine specifiche nella cellula, che sono responsabili degli effetti biologici veri e propri. A causa di questo meccanismo d'azione, che avviene nel nucleo cellulare, l'effetto, per tutte le forme di somministrazione, subentra 30-60 minuti più tardi di quanto ci si aspetterebbe in base alla concentrazione plasmatica e rimane a livelli attivi ancora per diverse ore dopo il calo della concentrazione plasmatica.

I corticosteroidi naturali hanno una periodicità circadiana, per cui il 70% viene secreto tra le 2 e le 8 del mattino. Questa circostanza dovrebbe essere, se possibile, presa in debita considerazione nel piano terapeutico, soprattutto nei trattamenti prolungati.

La dose relativa di equivalenza antinfiammatoria del prednisolone rispetto ad altri glucocorticoidi è la seguente: 5 mg di prednisolone = 5 mg di prednisone = 0,7 mg di desametasone = 4 mg di triamcinolone = 4 mg di metilprednisolone = 20 mg di idrocortisone = 25 mg di cortisone.

La durata dell'effetto antinfiammatorio di una dose corrisponde all'incirca alla durata della soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, ossia 30-36 ore.

Efficacia clinica

Per questo preparato non ci sono dati disponibili.

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo somministrazione orale il prednisolone viene assorbito rapidamente e completamente.

L'assorbimento iniziale, ma non la completa biodisponibilità dell'85-100%, è compromesso dall'alimentazione.

Il picco del livello plasmatico si misura 1-2 ore dopo l'assunzione orale; l'effetto biologico massimo è invece nettamente differito e si ha in genere dopo 4-8 ore.

Distribuzione

Il prednisolone si lega in modo reversibile a due proteine plasmatiche, una globulina legante i corticosteroidi e l'albumina.

Il legame con le proteine plasmatiche normalmente è del 55-90%, il volume di distribuzione è pari a 0,8-0,9 l/kg.

Il prednisolone attraversa sia la barriera ematoencefalica che la barriera placentare e passa al latte materno.

Metabolismo

Il prednisolone viene metabolizzato in composti biologicamente inattivi in quasi tutti i tessuti corporei, ma in particolare nel fegato. I metaboliti vengono in parte glucuronidati e solfatati ed eliminati attraverso i reni.

Eliminazione

A dosaggio elevato aumentano il volume di distribuzione e la clearance plasmatica (normale 1,5 ml x min-1 x kg-1). Al dosaggio normale l'emivita plasmatica è di 2-4 ore, l'emivita biologica è di 12-36 ore.

Il 98% del prednisolone viene eliminato attraverso i reni; il 6-beta-idrossiprednisolone è un metabolita non coniugato che pure viene eliminato per via renale.

È probabile che, a dipendenza del flusso di urina, si verifichi una retrodiffusione tubulare di prednisolone filtrato.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Malattie epatiche gravi (p. es. epatite, cirrosi epatica):

clearance più scarsa, allungamento dell'emivita di eliminazione. Nelle malattie epatiche con ipoalbuminemia la frazione libera farmacologicamente attiva può aumentare considerevolmente. In presenza di una funzionalità epatica fortemente compromessa, la biodisponibilità del prednisolone può diminuire.

Danni renali: riduzione dell'emivita plasmatica.

Gravidanza: allungamento dell'emivita plasmatica.

Neonati: clearance più scarsa che nei bambini più grandi e negli adulti.

Per ulteriori informazioni vedere «Interazioni».

Dati preclinici

Tossicità subcronica/cronica

Al microscopio ottico ed elettronico sono state osservate alterazioni delle cellule delle isole di Langerhans di ratti che avevano ricevuto somministrazioni i.p. giornaliere di 33 mg/kg p.c. per 7-14 giorni. Nel coniglio sono stati prodotti sperimentalmente danni epatici con somministrazioni quotidiane di 2-3 mg/kg p.c. per 2-4 settimane. Sono stati riferiti effetti istotossici, nel senso di necrosi muscolari, dopo diverse settimane di somministrazione di 0,5-5 mg/kg p.c. a cavie e di 4 mg/kg p.c. a cani.

Mutagenicità

Sono state effettuate indagini insufficienti sugli effetti mutageni di prednisone/prednisolone. Ci sono indicazioni preliminari di un possibile effetto mutageno del prednisolone. La rilevanza di questi referti non è stata sinora accertata.

Cancerogenicità

Non sono disponibili studi a lungo termine sugli animali riguardo a un possibile effetto cancerogeno del prednisolone.

Tossicità per la riproduzione

Nella sperimentazione animale il prednisolone causa palatoschisi in topi, criceti e conigli. Con la somministrazione parenterale sono state osservate nei ratti anomalie del cranio, della mandibola e della lingua. Sono stati osservati disturbi della crescita intrauterina. Nell'uomo, su 200 casi finora pubblicati (140 prednisone, 60 prednisolone) non ci sono indicazioni di un aumento del rischio di malformazioni. Il numero di casi non è sufficiente per escludere con sicurezza un eventuale rischio; le esperienze cliniche con i glucocorticoidi nel primo trimestre di gravidanza non hanno tuttavia evidenziato indizi di effetto teratogeno nell'uomo. Con l'impiego di dosi elevate di prednisolone per un periodo prolungato (30 mg/die per almeno 4 settimane) sono stati osservati disturbi reversibili della spermatogenesi, che sono perdurati ancora per diversi mesi dopo la sospensione del medicamento.

Altre indicazioni

Influenza su metodi diagnostici

I seguenti valori di laboratorio possono risultare ridotti: VES, tempo di coagulazione (Lee White); livello plasmatico di acido urico, potassio, TSH, tiroxina, T3; testosterone; valori urinari di 17-chetosteroidi.

I seguenti valori di laboratorio possono risultare elevati: livello plasmatico di sodio, cloruro, glucosio, colesterolo; valori urinari di calcio, creatinina, glucosio (in pazienti predisposti).

I corticosteroidi possono influenzare il test del nitroblu di tetrazolio per la diagnosi di infezioni batteriche e produrre falsi negativi.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25°C) e fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

38840 (Swissmedic)

Confezioni

Spiricort 5 20/100 compresse rivestite con film (divisibili con solco di rottura a croce). (B)

Spiricort 20 20/100 compresse rivestite con film (divisibili con solco di rottura a croce). (B)

Spiricort 50 20/100 compresse rivestite con film (divisibili con solco di rottura a croce). (B)

Titolare dell’omologazione

Spirig HealthCare AG, 4622 Egerkingen.

Stato dell'informazione

Giugno 2026