Dipiperon®

Composizione

Principio attivo

Pipamperone come pipamperone dicloridrato.

Sostanze ausiliarie

Lattosio monoidrato*, amido di mais, saccarosio*, talco, magnesio stearato.

*Ogni compressa contiene 90 mg di lattosio monoidrato e 12 mg di saccarosio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 compressa (divisibile) contiene 40 mg di pipamperone (equivalente a 48 mg di pipamperone dicloridrato).

Compressa bianca, rotonda, piatta, con bordo smussato e linea di frattura, con impresso «DIPIP» su un lato.

La compressa può essere divisa in dosi uguali.

Indicazioni/possibilità d’impiego

Psicosi croniche.

Posologia/impiego

Posologia abituale

La posologia deve essere titolata gradualmente. La dose di mantenimento ottimale deve essere stabilita caso per caso. Per la terapia di mantenimento, la dose minima efficace deve essere determinata con adeguamenti periodici della dose.

Le psicosi croniche generalmente richiedono 120-360 mg al giorno. Il trattamento deve essere iniziato con 1 compressa 3 volte al giorno, quindi portato a 3 compresse 3 volte al giorno in 2-3 settimane.

Le compresse devono essere assunte con poca acqua durante o tra i pasti.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti anziani

Nei pazienti anziani, si raccomanda di iniziare la terapia con Dipiperon con un dosaggio basso, ad es. dimezzando la dose giornaliera raccomandata, e, se necessario, di aumentarla gradualmente. La pressione arteriosa deve essere regolarmente controllata. La dose media raccomandata in questo gruppo di pazienti è di 20-40 mg (½-1 compressa) 3 volte al giorno. Questa dose può essere superata, se necessario.

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica e renale

Dipiperon non è raccomandato in questi pazienti.

Bambini e adolescenti

Dipiperon non è raccomandato in pediatria.

Controindicazioni

Dipiperon è controindicato in caso di depressione del SNC (ad es. coma, intossicazioni acute da alcol, sonniferi, analgesici, psicofarmaci) e nei pazienti con ipersensibilità a uno degli ingredienti o a un altro butirrofenone.

Dipiperon non deve essere usato in caso di malattia di Parkinson. Inoltre, cfr. anche «Interazioni».

Avvertenze e misure precauzionali

Casi di morte improvvisa in pazienti trattati con antipsicotici

Sono stati segnalati rari casi di morte improvvisa e inspiegabile in pazienti psichiatrici che hanno assunto medicamenti antipsicotici, incluso Dipiperon. Non è chiaro fino a che punto ciò sia correlato a Dipiperon.

Aumento della mortalità nei pazienti anziani affetti da demenza

Sussiste un rischio aumentato di mortalità nei pazienti anziani con psicosi da demenza trattati con neurolettici. L’analisi di diciassette studi controllati verso placebo (durata modale di 10 settimane, prevalentemente pazienti trattati con antipsicotici atipici) ha evidenziato che il rischio di morte è 1,6-1,7 volte più alto nei pazienti trattati con verum rispetto a quelli trattati con placebo. Durante un tipico studio controllato della durata di 10 settimane, il tasso di mortalità era di circa il 4,5% nel gruppo verum, rispetto a circa il 2,6% nel gruppo placebo. Sebbene le cause di morte fossero varie, la maggior parte dei decessi è sembrata essere stata di natura cardiovascolare (ad es. insufficienza cardiaca, morte cardiaca improvvisa) o infettiva (ad es. polmonite). Studi osservazionali mostrano che, come per gli antipsicotici atipici, il trattamento con antipsicotici convenzionali può aumentare la mortalità. Non è ancora chiaro fino a che punto l’aumento della mortalità riscontrato negli studi osservazionali sia da attribuirsi all’antipsicotico o alle caratteristiche dei pazienti.

Effetti cardiovascolari

Durante l’assunzione di Dipiperon sono stati riportati molto raramente casi di prolungamento dell’intervallo QT e gravi aritmie ventricolari, incluse torsioni di punta. Si raccomanda cautela in presenza di altre cause di prolungamento dell’intervallo QT, come prolungamento congenito dell’intervallo QT, ipocalcemia o ipomagnesiemia, bradicardia, malattie o disturbi cardiaci preesistenti, aritmie cardiache e uso concomitante di medicamenti che possono prolungare l’intervallo QT, come gli antiaritmici di classe Ia (ad es. chinidina) e III (ad es. amiodarone).

Dato il rischio di ipotensione, Dipiperon deve essere usato con cautela in pazienti con malattie cardiovascolari.

Soprattutto all’inizio del trattamento, Dipiperon può causare un’ipotensione ortostatica transitoria.

Nei pazienti predisposti ai disturbi cardiovascolari ortostatici (soprattutto nei pazienti anziani), il trattamento deve essere somministrato con cautela e in modo graduale; possono essere necessari controlli della pressione arteriosa.

Rischio di tromboembolia

Sono stati riportati casi di tromboembolie venose (TEV) associati all’uso di antipsicotici. Spesso i pazienti trattati con antipsicotici presentano fattori di rischio acquisiti per TEV, pertanto devono essere identificati tutti i potenziali fattori di rischio per TEV prima e durante il trattamento con Dipiperon e devono essere adottate misure preventive.

Discinesie tardive

Come in generale per tutti i neurolettici, possono comparire discinesie tardive nei pazienti in terapia a lungo termine o dopo l’interruzione della terapia. Tale sindrome è caratterizzata principalmente da movimenti ritmici involontari della lingua, del viso, della bocca o della mandibola.

I sintomi possono persistere e in alcuni pazienti sembrano essere irreversibili. La sindrome può essere mascherata dalla ripresa del trattamento, in caso di aumento della posologia o se si passa a un altro medicamento antipsicotico. In tal caso, il trattamento deve essere interrotto il prima possibile.

Sindrome neurolettica maligna (SNM)

Durante il trattamento con Dipiperon si sono verificati rari casi di SNM, una rara risposta idiosincrasica caratterizzata da ipertermia, rigidità muscolare generalizzata, disfunzioni vegetative e alterazioni dello stato di coscienza. L’ipertermia è spesso un segno precoce di questa sindrome. In tal caso, la terapia antipsicotica deve essere interrotta immediatamente e devono essere istituiti un’appropriata terapia di supporto e un attento monitoraggio.

Sintomi extrapiramidali

Come in generale per tutti i neurolettici, possono comparire sintomi extrapiramidali come tremore, rigidità, ipersalivazione, bradicinesia, acatisia, distonia acuta. L’insorgenza di effetti extrapiramidali è proporzionale alla dose, ma varia considerevolmente da paziente a paziente. I pazienti anziani possono essere particolarmente sensibili. Una riduzione della dose, se possibile, o la somministrazione di medicamenti anticolinergici contribuisce al controllo dei sintomi.

Crisi convulsive/convulsioni

Dipiperon può ridurre la soglia epilettogena e pertanto deve essere usato con cautela negli epilettici. In questi pazienti può essere necessario un adeguamento della posologia della terapia anticonvulsivante.

Durante la terapia con Dipiperon occorre astenersi dal consumo di alcol a causa del potenziamento reciproco dell’effetto di queste sostanze.

Reazioni cutanee immunologiche gravi

Molto raramente sono stati riportati casi di necrolisi epidermica tossica (NET) e/o sindrome di Stevens-Johnson (SJS).

Effetti endocrini

Gli effetti ormonali di tutti i medicamenti antipsicotici neurolettici includono l’iperprolattinemia, che può causare galattorrea, ginecomastia e oligo- o amenorrea.

Altre avvertenze

Come per tutte le sostanze antipsicotiche, Dipiperon non deve essere somministrato in monoterapia in caso di depressione predominante. Può essere usato associato ad antidepressivi per trattare le condizioni in cui coesistono depressione e psicosi (ad es. delirio, allucinazioni).

Dipiperon non è raccomandato nei pazienti con insufficienza epatica o renale.

Dipiperon non è raccomandato in pediatria.

Sostanze ausiliarie di particolare interesse

Lattosio

I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere Dipiperon.

Saccarosio

I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio/galattosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio, o da insufficienza di sucrasi isomaltasi, non devono assumere Dipiperon.

Interazioni

Durante l’assunzione di pipamperone sono stati riportati molto raramente casi di prolungamento dell’intervallo QT e gravi aritmie ventricolari, incluse torsioni di punta. L’assunzione concomitante di medicamenti che possono prolungare l’intervallo QT, come ad es. gli antiaritmici di classe Ia (ad es. chinidina) e III (ad es. amiodarone), gli antibiotici macrolidi, gli antistaminici, gli antidepressivi, o che possono causare ipokaliemia (ad es. alcuni diuretici) deve essere evitata.

Dipiperon può potenziare una sedazione causata da alcuni medicamenti (ad es. barbiturici, benzodiazepine, antistaminici, oppiacei) o dall’alcol.

In caso di trattamento concomitante con antipertensivi, occorre tenere presente che Dipiperon può potenziare l’effetto ipotensivo.

Dipiperon inibisce l’effetto degli agonisti della dopamina, come bromocriptina, lisuride e L-dopa.

Deve essere evitata la combinazione con medicamenti che possono abbassare la soglia epilettogena del cervello. La somministrazione concomitante di induttori enzimatici (ad es. fenitoina, barbiturici) può ridurre i livelli plasmatici del pipamperone.

Gravidanza, allattamento

Dipiperon non ha evidenziato effetti teratogeni nei ratti e nei conigli. Sono stati segnalati singoli casi di difetti alla nascita dopo esposizione del feto a Dipiperon; la sicurezza non è stata chiaramente dimostrata.

Pertanto, Dipiperon deve essere somministrato solo se inequivocabilmente necessario.

Nei neonati le cui madri hanno assunto antipsicotici (incluso il pipamperone) durante il terzo trimestre di gravidanza sussiste il rischio di sintomi motori extrapiramidali e/o di astinenza dopo la nascita. Nei neonati, questi sintomi possono includere agitazione, tono muscolare insolitamente aumentato o diminuito, tremore, sonnolenza, difficoltà respiratorie e problemi ad alimentarsi.

Queste complicazioni possono essere di grado variabile di gravità. In alcuni casi erano autolimitanti, in altri i neonati hanno richiesto il monitoraggio in terapia intensiva o un’ospedalizzazione prolungata.

Se durante la gravidanza è necessario interrompere il trattamento, nella misura del possibile ciò non deve avvenire in modo repentino.

Non è noto se il pipamperone sia escreto nel latte materno. Durante l’uso di Dipiperon non si deve allattare.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

Occorre tenere presente che Dipiperon può alterare l’attenzione e la reattività quando si guidano veicoli o si utilizzano macchine.

Effetti indesiderati

Dati provenienti da studi clinici in aperto: la sicurezza di Dipiperon (40-800 mg/die) è stata valutata in due studi clinici in aperto con 71 pazienti. Nel primo studio, le indicazioni erano una demenza o un disturbo psichiatrico (schizofrenia, depressione maniacale, sindrome di Korsakoff, abbattimento). Nel secondo studio, le indicazioni erano disturbi psichiatrici (schizofrenia, eccitazione, depressione).

Segue una lista degli effetti indesiderati riportati in studi clinici e dopo l’introduzione sul mercato.

Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione:

«molto comune» (≥1/10)

«comune» (≥1/100, <1/10),

«non comune» (≥1/1000, <1/100)

«raro» (≥1/10 000, <1/1000)

«molto raro» (<1/10 000)

«non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

 

Patologie del sistema emolinfopoietico

Molto raro: leucopenia.

Disturbi del sistema immunitario

Molto raro: ipersensibilità.

Patologie endocrine

Molto raro: iperprolattinemia (inclusi livelli di prolattina aumentati).

Disturbi psichiatrici

Comune: depressioni (5,6%).

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: sonnolenza (22,5%), rigidità a ruota dentata (11,3%).

Comune: ipertensione (8,5%), acatisia (8,5%), crisi oculogira (7,0%), opistotono (2,8%), discinesia (2,8%).

Molto raro: convulsioni (include convulsioni e convulsioni da grande male), sindrome neurolettica maligna, parkinsonismo, sincopi, discinesia tardiva, tremore.

Patologie cardiache

Comune: tachicardie (8,5%).

Molto raro: fibrillazione ventricolare, in singoli casi asistolie.

Patologie vascolari

Comune: ipotensioni ortostatiche (5,6%).

Molto raro: ipotensione.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Molto raro: epistassi.

Patologie gastrointestinali

Comune: vomito.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: orticaria (1,4%).

Molto raro: eruzione cutanea, necrolisi epidermica tossica.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune: spasticità muscolare (1,4%).

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella

Comune: amenorrea (2,8%).

Molto raro: galattorrea, ginecomastia (incluso gonfiore della mammella), oligomenorrea, priapismo.

Patologie generali

Comune: disturbi dell’andatura (7,0%), astenia (7,0%).

Molto raro: stanchezza, ipotermia, edemi (inclusi edemi della faccia ed edemi periferici, febbre).

Esami diagnostici

Molto raro: aumento degli enzimi epatici.

Effetti indesiderati osservati con i neurolettici

Sintomi motori extrapiramidali e/o di astinenza nei neonati

L’esposizione in utero ad antipsicotici è stata associata ad effetti indesiderati nei neonati, come agitazione, tono muscolare insolitamente aumentato o diminuito, tremore, sonnolenza, difficoltà respiratorie o problemi ad alimentarsi.

Patologie cardiache

In associazione ad antipsicotici, raramente sono stati riportati effetti cardiaci come prolungamento dell’intervallo QT dell’ECG, torsioni di punta, aritmie ventricolari, inclusi fibrillazione ventricolare, tachicardia ventricolare e arresto cardiaco. Si sono inoltre verificati casi di morte improvvisa non chiariti.

Patologie vascolari

In associazione ad antipsicotici sono stati riportati casi di tromboembolie venose, inclusi casi di embolie polmonari e trombosi venose profonde. La frequenza non è nota.

Patologie generali

In associazione ad antipsicotici sono stati riportati casi di iperidrosi e ipersalivazione.

 

La segnalazione di sospette reazioni avverse dopo l'autorizzazione è di grande importanza. Essa consente un monitoraggio continuo del rapporto rischio/beneficio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi sospetto di reazione avversa nuova o grave tramite il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Le informazioni al riguardo sono disponibili sul sito www.swissmedic.ch.

 

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

Dopo un sovradosaggio sono stati riportati effetti indesiderati come sintomi extrapiramidali, crisi convulsive, ipotensione, tachicardia, sonnolenza, astenia, vomito e stanchezza, che notoriamente si verificano anche a posologie normali.

Sono state riportate altre reazioni in caso di sovradosaggio, come arresto cardiocircolatorio, torsioni di punta, insufficienza respiratoria, coma, edema cerebrale, anossia, ischemia cerebrale, acidosi, ileo paralitico, nausea, diarrea, stati di aggressività, disorientamento, pallore, malessere, miosi e rumori gastrointestinali anormali.

Nel quadro del sovradosaggio sono stati riportati casi di morte.

Trattamento

In caso di sovradosaggio si raccomandano le seguenti contromisure: lavanda gastrica e somministrazione di carbone attivo. Non esiste un antidoto specifico. Dato il rischio di prolungamento dell’intervallo QT è necessario il monitoraggio ECG con sorveglianza costante. È raccomandato un trattamento di supporto e sintomatico. Occorre assicurare la pervietà delle vie aeree e, se necessario, ricorrere alla ventilazione meccanica. Un’ipotensione o collasso circolatorio associati possono essere contrastati con misure di supporto quali l’infusione endovenosa di liquidi, plasma o albumina concentrata e la somministrazione di principi attivi vasocostrittori, dopamina o dobutamina. I sintomi extrapiramidali devono essere trattati con un anticolinergico.

Proprietà/effetti

Codice ATC

N05AD05

Meccanismo d’azione

Dipiperon è un neurolettico della classe dei butirrofenoni. Blocca, oltre ai recettori D2 della dopamina, i recettori α1 della noradrenalina e 5-HT2 della serotonina. Dipiperon è un neurolettico sedativo e ha scarsi effetti anticolinergici. Da solo o in combinazione con altri potenti neurolettici, Dipiperon ha un effetto favorevole su percezione alterata, autismo e personalità rigida. Dipiperon ha un effetto positivo sui disturbi psicotici (schizofrenia).

Farmacocinetica

Assorbimento

Il pipamperone è assorbito rapidamente dal tratto gastrointestinale. Dopo l’assunzione di una compressa da 40 mg, la concentrazione plasmatica massima di 47,4 ng/ml è raggiunta dopo 1,8 ore.

Distribuzione

La capacità di legame alle proteine plasmatiche umane del pipamperone è bassa ed è circa del 36%.

Metabolismo

Il pipamperone è metabolizzato principalmente per N-dealchilazione ossidativa, ossidazione della piperidina e riduzione chetonica. Non si rileva alcun metabolita del pipamperone nel plasma.

Eliminazione

L’emivita riportata nei volontari sani e nei soggetti anziani è di 17-22 ore. L’eliminazione avviene principalmente per via renale sotto forma di metaboliti.

Dati preclinici

In studi in vitro è stato dimostrato che il pipamperone blocca i canali cardiaci hERG e prolunga il potenziale di azione in cuori isolati e perfusi di coniglio. In studi in vivo in cavie anestetizzate, il pipamperone non ha prolungato l’intervallo QT e non ha avuto effetti significativi sulla morfologia dell’ECG.

Gli studi di tossicità dopo somministrazione singola in diverse specie hanno dimostrato che il pipamperone è ben tollerato e presenta un ampio margine di sicurezza. Dopo somministrazione orale ripetuta, i risultati di tossicità cronica hanno evidenziato una riduzione generalmente dose-dipendente dell’aumento ponderale, dell’assunzione di cibo e dell’attività generale, che si ritengono dovute alle proprietà farmacologiche sedative del medicamento, analogamente ad altri neurolettici del tipo dei butirrofenoni.

Nei ratti e nei cani è stato osservato un aumento del peso relativo di reni, fegato e cervello (solo nei ratti); è stata inoltre riscontrata una lieve variazione nei parametri di laboratorio in uno studio di tossicità subcronica nei ratti. In entrambi i sessi è stato osservato un aumento dell’attività della ghiandola mammaria, molto probabilmente riconducibile a un aumento della secrezione di prolattina causato dall’effetto antidopaminergico del pipamperone.

La somministrazione a lungo termine nei ratti (18 mesi) e nei cani (12 mesi) non ha determinato un aumento dell’incidenza dei tumori.

Studi sui cromosomi in vitro e in vivo non hanno fornito alcuna evidenza di un potenziale genotossico.

La generale compromissione della funzionalità riproduttiva riscontrata negli studi sulla riproduzione potrebbe essere direttamente associata all’effetto sedativo del medicamento; a una posologia tossica per la madre sono stati osservati una lieve embriotossicità e un effetto potenzialmente ritardante sullo sviluppo dell’embrione.

Per concludere, i segni clinici erano generalmente coerenti con l’attività farmacologica del pipamperone o erano ad essa correlati; pertanto, nella maggior parte di questi studi sugli animali non è stato possibile stabilire un livello di dose senza effetto avverso osservabile (NOAEL, No Observed Adverse Effect Level).

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Conservare nella confezione originale, a temperatura ambiente (1520 °C) e fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell’omologazione

30269 (Swissmedic).

Confezioni

Dipiperon compr. 30 (divisibili). (B)

Dipiperon compr. 200 (divisibili). (B)

 

Titolare dell’omologazione

EUMEDICA Pharmaceuticals AG, Basel, Svizzera.

Stato dell’informazione

Settembre 2024

 

Cronistoria delle revisioni

Version

Description

Status

1.0

MAH transfer

Approved

2.0

Change in appearance incl. imprints and scoring

Approved

3.0

Excipients update according to Annex 3a AMZV

Approved