Fraxiparine®
Viatris Pharma GmbH
Composizione
Principi attivi
Nadroparinum calcicum.
Sostanze ausiliarie
Aqua ad iniectabile.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Fraxiparine
Siringhe preriempite 0,2 ml da ca. 17 mg di nadroparina corrisp. a 1900 U.I. di anti-Xa.
Siringhe preriempite 0,3 ml da ca. 25 mg di nadroparina corrisp. a 2850 U.I. di anti-Xa.
Siringhe preriempite 0,4 ml da ca. 33 mg di nadroparina corrisp. a 3800 U.I. di anti-Xa.
Siringhe preriempite graduate 0,6 ml da ca. 50 mg di nadroparina corrisp. a 5700 U.I. di anti-Xa.
Siringhe preriempite graduate 0,8 ml da ca. 67 mg di nadroparina corrisp. a 7600 U.I. di anti-Xa.
Siringhe preriempite graduate 1 ml da ca. 83 mg di nadroparina corrisp. a 9500 U.I. di anti-Xa.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
·Profilassi della malattia tromboembolica di origine venosa nella chirurgia addominale e ortopedica.
·Trattamento dell'angina pectoris instabile e dell'infarto miocardico non-Q in combinazione con acido acetilsalicilico.
·Profilassi della coagulazione nella circolazione extracorporea durante l'emodialisi.
·Trattamento delle trombosi venose profonde.
In caso di flebotrombosi prossimali estese, in particolare in caso di trombosi venose pelviche e in pazienti con embolie polmonari in anamnesi, finché non saranno disponibili ulteriori studi, i pazienti devono essere trattati con eparina endovenosa non frazionata.
Posologia/Impiego
Tecnica di iniezione sottocutanea
Generalmente l'iniezione sottocutanea viene praticata nel tessuto adiposo della parete addominale inferiore, alternando il lato destro e il sinistro della linea mediana all'altezza della cresta iliaca, formando con due dita una plica cutanea da mantenere per l'intera durata dell'iniezione. L'ago viene introdotto perpendicolarmente e al termine dell'iniezione viene estratto perpendicolarmente rispetto alla superficie addominale.
Dose giornaliera abituale/Intervallo posologico
Trattamento profilattico della malattia tromboembolica venosa
In chirurgia addominale
La prima iniezione di Fraxiparine deve essere effettuata ca. 2 ore prima dell'intervento. La posologia standard è di 1 iniezione sottocutanea da 2850 U.I. di anti-Xa. (0,3 ml) al giorno.
In ortopedia
Frequenza di somministrazione:anche per la profilassi si usa un'iniezione sottocutanea di Fraxiparine al giorno.
1a iniezione: 12 ore prima dell'intervento.
2a iniezione: 12 ore dopo l'intervento.
3a iniezione: 24 ore dopo l'intervento.
In ogni caso la profilassi deve essere effettuata per l'intero periodo di rischio e almeno fino alla mobilizzazione attiva del paziente.
In caso di interventi chirurgici con rischio intermedio di trombogenesi e se i pazienti non presentano rischio elevato di tromboembolia, l'iniezione quotidiana di una dose da 2850 U.I. consente una prevenzione efficiente delle tromboembolie.
A titolo di esempio e in funzione del peso del paziente, negli interventi chirurgici con rischio elevato di trombogenesi (interventi d'anca e di ginocchio) si raccomandano le seguenti posologie:
Peso corporeo (kg) | Volume di Fraxiparine per iniezione e per giorno | |
nel pre-operatorio e fino al 3° giorno post-operatorio incluso | dal 4° giorno post-operatorio | |
≤50 51–70 71–95 | 1900 U.I. di anti-Xa (0,2 ml) 2850 U.I. di anti-Xa (0,3 ml) 3800 U.I. di anti-Xa (0,4 ml) | 2850 U.I. di anti-Xa (0,3 ml) 3800 U.I. di anti-Xa (0,4 ml) 5700 U.I. di anti-Xa (0,6 ml) |
Per pazienti con peso corporeo superiore a 95 kg la posologia da somministrare è di 38 U.I./kg/giorno nei primi 3 giorni successivi all'intervento (950 U.I. = 0,1 ml) e successivamente 57 U.I./kg/giorno a partire dal 4° giorno post-operatorio.
Trattamento dell'angina pectoris instabile e dell'infarto miocardico non-Q
La nadroparina viene somministrata due volte al giorno in 2 iniezioni sottocutanee (a distanza di 12 ore) da 86 U.I. di anti-Xa/kg in combinazione con acido acetilsalicilico (posologie raccomandate: 75-325 mg per via orale). La dose iniziale deve essere somministrata mediante un'iniezione e.v. in bolo immediatamente seguita da un'iniezione sottocutanea di 86 U.I. di anti-Xa/kg.
La durata della terapia è limitata a 6 giorni. A seconda del peso corporeo del paziente si raccomandano le seguenti posologie:
Peso corporeo (kg) | Volume di Fraxiparine per iniezione | |
Bolo e.v. iniziale | 2 iniezioni s.c./giorno (ogni 12 ore) | |
<50 | 0,4 ml | 3800 U.I. di anti-Xa (0,4 ml) |
50–59 | 0,5 ml | 4750 U.I. di anti-Xa (0,5 ml) |
60–69 | 0,6 ml | 5700 U.I. di anti-Xa (0,6 ml) |
70–79 | 0,7 ml | 6650 U.I. di anti-Xa (0,7 ml) |
80–89 | 0,8 ml | 7600 U.I. di anti-Xa (0,8 ml) |
90–99 | 0,9 ml | 8550 U.I. di anti-Xa (0,9 ml) |
≥100 | 1,0 ml | 9500 U.I. di anti-Xa (1,0 ml) |
Inibizione della coagulazione nella circolazione extracorporea durante l'emodialisi
È necessaria un'ottimizzazione individuale della dose tenendo conto delle caratteristiche tecniche della dialisi. All'inizio della seduta dialitica, Fraxiparine viene solitamente somministrato in dose singola da 65 U.I. di anti-Xa/kg nel comparto arterioso del circuito dialitico. A titolo indicativo, per i pazienti che non presentano rischi di sanguinamento elevati si raccomandano le seguenti dosi in funzione del peso corporeo:
Peso corporeo (kg) | Volume di Fraxiparine iniettato all'inizio della seduta dialitica |
<50 | 2850 U.I. (0,3 ml) |
50–69 | 3800 U.I. (0,4 ml) |
≥70 | 5700 U.I. (0,6 ml) |
Nei pazienti ad alto rischio di sanguinamento che necessitano di dialisi, è possibile effettuare la dialisi con la dose dimezzata.
Nelle emodialisi di durata superiore a 4 ore è possibile somministrare una dose aggiuntiva, inferiore alla prima.
Nelle seguenti dialisi la posologia dovrebbe essere adattata agli effetti osservati inizialmente.
Trattamento delle trombosi venose profonde insorte
Fraxiparine viene somministrato per via sottocutanea, 1 iniezione ogni 12 ore, per ca. 10 giorni. La dose per l'iniezione viene aggiustata in base al peso del paziente (come determinato negli studi clinici) ed è di 85 U.I. di anti-Xa/kg di peso corporeo.
Al fine di facilitare la terapia, per motivi di sicurezza si raccomanda l'uso delle siringhe preriempite. A titolo di esempio si propongono le seguenti posologie:
Peso corporeo (kg) | Volume di Fraxiparine/iniezione 2 iniezioni/giorno |
<50 50–59 60–69 70–79 80–89 ≥90 | 0,4 ml 0,5 ml 0,6 ml 0,7 ml 0,8 ml 0,9 ml |
Per pazienti con peso corporeo superiore a 100 kg o qualora risultasse necessario un aggiustamento più preciso della dose in base al peso, sono disponibili siringhe preriempite graduate da 1 ml (9500 U.I.).
Osservazioni
Benché l'attività anti-Xa non sia necessariamente correlata all'efficacia terapeutica, è possibile misurarla per determinare la sensibilità individuale dei pazienti, in particolare in caso di inefficacia clinica, sanguinamenti o insufficienza renale. Generalmente il prelievo di sangue deve essere effettuato il 2° giorno di trattamento, tra la 3a e la 4a ora post-iniezione. La determinazione avviene normalmente con il metodo amidolitico, in cui l'intervallo terapeutico di riferimento è generalmente compreso tra 0,5 e 1 U.I. di anti-Xa.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Non sono disponibili studi su pazienti con disturbi della funzionalità epatica.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Profilassi delle tromboembolie
In pazienti con lieve compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina pari o superiore a 50 ml/min) non è necessaria una riduzione della dose.
Un disturbo della funzionalità renale da moderato a grave è associato a un'aumentata esposizione a nadroparina. Questi pazienti presentano un rischio più elevato di tromboembolie e sanguinamenti.
Qualora il medico prescrittore, tenendo conto dei fattori di rischio individuali per i sanguinamenti e le tromboembolie, ritenga opportuna una riduzione della dose in pazienti con disturbo moderato della funzionalità renale (30 ml/min ≤ ClCr <50 ml/min), la dose dovrebbe essere aggiustata, laddove possibile, previa determinazione dell'attività anti-Xa (vedere «Avvertenze e misure precauzionali» e «Farmacocinetica»).
In pazienti con disturbo della funzionalità renale di grado severo (clearance della creatinina <30 ml/min) non si raccomanda l'utilizzo di Fraxiparine neppure nelle indicazioni di prevenzione (vedere «Avvertenze e misure precauzionali» e «Farmacocinetica»).
Trattamento delle trombosi venose profonde insorte, dell'angina pectoris instabile e dell'infarto miocardico non-Q
In pazienti con lieve compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina pari o superiore a 50 ml/min) non è necessaria una riduzione della dose.
Non si raccomanda l'utilizzo di Fraxiparine in dose curativa in pazienti con insufficienza renale moderata (30 ml/min ≤ ClCr <50 ml/min) (vedere «Avvertenze e misure precauzionali» e «Farmacocinetica»).
Nei pazienti con disturbo della funzionalità renale di grado severo, nadroparina alla posologia terapeutica è controindicata (vedere «Controindicazioni», «Avvertenze e misure precauzionali» e «Farmacocinetica»).
Pazienti anziani
Nei pazienti anziani non sono necessari aggiustamenti della dose, purché non siano presenti disturbi della funzionalità renale. Si raccomanda un accertamento della funzionalità renale prima di avviare il trattamento (vedere paragrafo «Pazienti con disturbi della funzionalità renale» e «Farmacocinetica»).
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l'efficacia di nadroparina calcica nei pazienti pediatrici non è stata esaminata, pertanto non se ne raccomanda l'uso nei bambini e negli adolescenti.
Anestesia spinale/epidurale/puntura lombare spinale
Si dovrebbero osservare le raccomandazioni speciali relative al momento di somministrazione di nadroparina nell'ambito dell'anestesia spinale/epidurale o della puntura lombare spinale (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Controindicazioni
·Ipersensibilità al principio attivo nadroparina, all'eparina o ai suoi derivati, comprese altre eparine a basso peso molecolare o a uno degli eccipienti.
·Storia precedente di trombocitopenia durante il trattamento con nadroparina (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
·Trombocitopenia in pazienti che in presenza di nadroparina presentano un risultato positivo al test di aggregazione in vitro (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
·Sanguinamento attivo o aumentato rischio di sanguinamento associato a disturbi dell'emostasi, ad eccezione della coagulazione intravascolare disseminata non indotta da eparina.
·Intolleranza a eparina.
·Manifestazioni o diatesi emorragiche (ad eccezione di quelle indicative di una coagulopatia).
·Lesioni organiche che potrebbero sanguinare (ad esempio ulcera gastrointestinale in stadio di sviluppo).
·Accidente cerebrovascolare emorragico.
·Endocardite batterica acuta.
·Post-operatorio di interventi cerebrali e spinali.
·Ipertensione grave e non controllata.
·Insufficienza renale grave (clearance della creatinina <30 ml/min) in pazienti in trattamento curativo, a prescindere dalla situazione speciale della dialisi.
·La terapia di flebotrombosi con eparine a basso peso molecolare è controindicata durante la gravidanza finché non saranno disponibili informazioni più esaustive.
Avvertenze e misure precauzionali
Trombocitopenia indotta da eparina
·A causa di un rischio di trombocitopenia indotta da eparina di origine immunologica si raccomanda di controllare regolarmente (almeno su base settimanale) la conta piastrinica durante il trattamento con nadroparina.
·Sono stati osservati alcuni rari casi di trombocitopenia, occasionalmente di natura grave. Questa può ma non deve necessariamente essere associata a una trombosi venosa o arteriosa. In tali casi il trattamento deve essere interrotto. Questa diagnosi dovrebbe essere presa in considerazione nei seguenti casi:
·trombocitopenia;
·qualunque calo significativo della conta piastrinica (30–50% del valore basale);
·peggioramento della trombosi iniziale durante la terapia;
·principio di trombosi durante la terapia;
·coagulazione intravascolare disseminata.
Questi effetti sono probabilmente di natura immuno-allergica e, nel caso di un primo trattamento, si verificano tra il 5° e il 21° giorno di trattamento, ma possono manifestarsi anche molto più precocemente in pazienti con un'anamnesi di trombocitopenia indotta da eparina.
·In pazienti con un'anamnesi di trombocitopenia dovuta a eparina (non frazionata o a basso peso molecolare), se il trattamento con eparina è imprescindibile si può prendere in considerazione un trattamento con nadroparina. In tali casi è necessario effettuare un monitoraggio clinico e un controllo della conta piastrinica almeno una volta al giorno. Qualora si manifesti una trombocitopenia, il trattamento deve essere interrotto immediatamente, poiché sono stati descritti casi di recidive precoci.
·In pazienti che presentano una trombocitopenia da nadroparina, nadroparina deve essere sostituita se possibile con un antitrombotico di un'altra classe. Qualora questo tipo di terapia non sia disponibile, si può prendere in considerazione la sostituzione con un'altra eparina a basso peso molecolare se il trattamento con eparina risulta imprescindibile. In questo caso il monitoraggio deve essere effettuato almeno giornalmente e la durata del trattamento deve essere il più breve possibile, perché sono stati descritti casi in cui la trombocitopenia è perdurata nonostante la sostituzione con un'altra eparina.
·Sono stati riferiti singoli casi di trombocitopenia indotta da un'eparina a basso peso molecolare anche dopo un risultato negativo al test di aggregazione piastrinica. In caso di sospetta trombocitopenia o di evidenze anamnestiche di trombocitopenia è indicata una conta piastrinica.
Test di aggregazione piastrinica in vitro forniscono solo informazioni limitate ai fini della diagnosi di trombocitopenia indotta da eparina.
Patologie a rischio
Qualora la nadroparina venga somministrata nelle seguenti situazioni è richiesta cautela, poiché il rischio di sanguinamento può essere aumentato:
·Insufficienza epatica.
·Insufficienza renale (ev. ridurre le dosi).
La nadroparina è escreta principalmente per via renale, il che determina un aumento delle esposizioni a nadroparina in pazienti con funzionalità renale compromessa (vedere «Farmacocinetica – Insufficienza renale»). I pazienti con compromissione della funzionalità renale presentano un aumentato rischio di sanguinamenti e dovrebbero essere trattati con cautela.
·In pazienti con insufficienza renale moderata non si consiglia l'utilizzo di Fraxiparine in dose curativa.
·In pazienti con insufficienza renale grave (ClCr <30 ml/min) la prescrizione di Fraxiparine nelle indicazioni di cura – a prescindere dalla situazione particolare della dialisi – è controindicata e non viene raccomandata nelle indicazioni di prevenzione (vedere «Controindicazioni» e «Farmacocinetica»).
·Ipertensione arteriosa grave.
·Ulcera gastrointestinale in anamnesi (o in caso di altre lesioni organiche precedenti con tendenza al sanguinamento).
·Malattia vascolare della coroide, indipendentemente dall'eziologia.
·Intervento chirurgico all'occhio.
Pazienti anziani
In pazienti in età avanzata l'eliminazione è leggermente ritardata. Questa variazione non influenza le dosi né la frequenza delle iniezioni per il trattamento preventivo finché la funzionalità renale di questi pazienti resta entro limiti accettabili, ovvero è solo minimamente alterata. Nel trattamento curativo si raccomanda la misurazione dell'attività anti-Xa.
Prima di iniziare un trattamento con nadroparina in pazienti in età avanzata pari o superiore a 75 anni è imprescindibile valutare la funzionalità renale mediante la formula di Cockcroft: ClCr = [((140 – età) × peso): (0,814 × creatinina sierica)], nella quale l'età è espressa in anni, il peso in kg e la creatinina sierica in µmol/l. Questa formula vale per pazienti di sesso maschile e nel caso delle donne deve essere corretta moltiplicando il risultato per 0,85.
Iperkaliemia
L'eparina può sopprimere la secrezione surrenalica di aldosterone con conseguente iperkaliemia, soprattutto in pazienti con aumentati livelli plasmatici di potassio o in pazienti a rischio di ipokaliemia a causa di diabete mellito, insufficienza renale cronica, acidosi metabolica pre-esistente o a causa dell'assunzione di medicamenti (ad es. ACE- inibitori, antiflogistici non steroidei [NSAID]).
Il rischio di iperkaliemia sembra aumentare con la durata della terapia, ma è generalmente reversibile. Nei pazienti a rischio si dovrebbe monitorare il livello plasmatico di potassio.
Anestesia spinale/epidurale/puntura lombare spinale e utilizzo concomitante di medicamenti
Con l'utilizzo di cateteri epidurali a permanenza o in caso di uso concomitante di medicamenti che influenzano la coagulazione del sangue (come NSAID, inibitori dell'aggregazione piastrinica, altri anticoagulanti), il rischio di ematomi spinali/epidurali è aumentato. Il rischio sembra essere aumentato anche in caso di puntura traumatica o punture epidurali o spinali ripetute.
Nelle situazioni seguenti, la prescrizione concomitante di un'anestesia spinale/epidurale e di una terapia anticoagulante dovrebbe pertanto essere decisa dopo una valutazione individuale del rapporto rischio-beneficio:
·in pazienti già trattati con anticoagulanti, il rapporto rischio-beneficio di un'anestesia spinale/epidurale deve essere valutato attentamente;
·in pazienti che devono sottoporsi a un intervento chirurgico con anestesia spinale/epidurale è necessario valutare accuratamente rispetto ai rischi il beneficio di una terapia anticoagulante.
Nel caso di una puntura lombare spinale o di un'anestesia spinale/epidurale, tra l'iniezione di nadroparina e l'inserimento o la rimozione del catetere spinale/epidurale o dell'ago dovrebbero trascorrere almeno 12 ore alla posologia di profilassi e almeno 24 ore alla posologia terapeutica. In pazienti con compromissione della funzionalità renale è possibile considerare anche intervalli più lunghi.
I pazienti dovrebbero essere controllati di frequente per la comparsa di sintomi oggettivi e soggettivi di lesioni neurologiche. Qualora venga constatata una lesione neurologica, si dovrebbe somministrare immediatamente un trattamento.
Salicilati, antiflogistici non steroidei e inibitori dell'aggregazione piastrinica
Nella profilassi o nel trattamento di disturbi tromboembolici venosi e nella prevenzione della formazione di trombi durante l'emodialisi si sconsiglia l'utilizzo concomitante con nadroparina dei seguenti medicamenti, poiché possono aumentare il rischio di sanguinamento: acido acetilsalicilico o altri salicilati, antiflogistici non steroidei (NSAID, a dosi analgesiche e antipiretiche), inibitori dell'aggregazione piastrinica (vedere «Interazioni»). Qualora non si possano evitare combinazioni di questo tipo, è necessario un attento monitoraggio clinico e biologico.
In caso di angina pectoris instabile e nel trattamento dell'infarto miocardico non-Q si raccomanda tuttavia di somministrare nadroparina insieme ad acido acetilsalicilico a una posologia fino a 325 mg/giorno (vedere capitolo «Posologia/impiego» e «Interazioni»).
Necrosi cutanea
In casi molto rari sono state segnalate necrosi cutanee, precedute dalla comparsa di porpora o placche eritematose (infiltrate o doloranti) (con o senza sintomi sistemici). In tali casi è necessario interrompere immediatamente il trattamento.
Generale
·Se il rischio di sanguinamento è elevato, si raccomanda l'utilizzo di eparina standard per via endovenosa (presenta il vantaggio di una breve emivita e la possibilità di neutralizzazione rapida tramite protamina).
·Non somministrare per via intramuscolare.
·Il cappuccio protettivo delle siringhe preriempite può contenere gomma di lattice di origine naturale, che in persone con ipersensibilità al lattice potrebbe provocare reazioni allergiche.
·Il contenuto della siringa preriempita deve essere utilizzato in un'unica volta (non contiene conservanti).
Interazioni
Non si raccomanda la somministrazione concomitante con nadroparina dei seguenti medicamenti:
Acido acetilsalicilico o altri salicilati (salvo nei casi indicati di seguito), antiflogistici non steroidei (NSAID), inibitori dell'aggregazione piastrinica (vedere capitolo «Avvertenze e misure precauzionali»), poiché possono aumentare il rischio di sanguinamento.
In caso di angina pectoris instabile e nel trattamento dell'infarto miocardico non-Q, la nadroparina dovrebbe essere somministrata insieme ad acido acetilsalicilico a una posologia fino a 325 mg/giorno (vedere capitolo «Posologia/impiego» e «Avvertenze e misure precauzionali»).
La somministrazione concomitante dei seguenti medicamenti richiede particolare cautela
Anticoagulanti orali, glucocorticoidi sistemici e destrani (sostituiti del plasma). In pazienti trattati con nadroparina, all'inizio di una terapia anticoagulante orale, il trattamento con eparina dovrebbe essere continuato fino a raggiungere l'INR (International Normalized Ratio) necessario.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Studi sugli animali con Fraxiparine dimostrano che non è né embriotossico né teratogeno. I reperti clinici relativi al passaggio della barriera placentare in donne in gravidanza sono limitati. Uno studio su 68 donne incinte ha evidenziato che la nadroparina somministrata poco prima del parto cesareo attraversa la barriera placentare. A oggi non sono disponibili ulteriori dati epidemiologici rilevanti.
Pertanto, si sconsiglia la somministrazione di nadroparina durante la gravidanza, tranne in caso di urgenza. Inoltre, per via del rischio di sanguinamento, la nadroparina dovrebbe essere interrotta per tempo prima del parto.
Allattamento
Poiché sono disponibili solo informazioni limitate sull'escrezione di nadroparina nel latte materno, sarebbe preferibile non somministrarla durante l'allattamento (vedere anche «Controindicazioni»).
Fertilità
Non sono disponibili studi clinici sull'effetto di nadroparina sulla fertilità.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non applicabile.
Effetti indesiderati
Per la classificazione della frequenza degli effetti indesiderati sono state utilizzate le seguenti definizioni: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1000), molto raro (<1/10'000).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto comune: possono manifestarsi sanguinamenti in diverse sedi, più spesso in pazienti che presentano altri fattori di rischio (vedere capitolo «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»).
Raro: trombocitopenia, inclusa trombocitopenia indotta da eparina (vedere capitolo «Avvertenze e misure precauzionali»), trombocitosi.
Molto raro: eosinofilia, reversibile con l'interruzione del trattamento.
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro: reazioni di ipersensibilità inclusi edemi vascolari e reazioni cutanee, reazione anafilattoide.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Molto raro: iperkaliemia reversibile in seguito a soppressione dell'aldosterone indotta da eparina, in particolare in pazienti a rischio (vedere capitolo «Avvertenze e misure precauzionali»).
Patologie del sistema nervoso
Non nota: cefalea, emicrania.
Patologie epatobiliari
Comune: aumento delle transaminasi generalmente transitorio.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Raro: eruzione cutanea, orticaria, eritema, prurito.
Molto raro: necrosi cutanea, generalmente nella sede di iniezione (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Molto raro: priapismo.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune: nella sede di iniezione possono comparire lievi ematomi. In alcuni casi si osserva la comparsa di noduli fissi che non sono tuttavia indicativi di un incapsulamento dell'eparina. Questi noduli scompaiono generalmente dopo qualche giorno.
Comune: reazioni nella sede di iniezione.
Raro: calcinosi nella sede di iniezione. La calcinosi è più frequente nei pazienti con bilancio anormale di fosfato o di calcio, come ad es. in alcuni casi di insufficienza renale cronica.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
Il sanguinamento è il principale segno clinico di un sovradosaggio sottocutaneo o endovenoso. Si dovrebbero determinare la conta piastrinica e altri parametri della coagulazione. Solo in rari casi i sanguinamenti minori richiedono una terapia particolare, per cui è generalmente sufficiente ridurre o ritardare le successive somministrazioni di nadroparina.
Trattamento
L'impiego di protamina cloridrato dovrebbe essere riservato a casi gravi. Dopo iniezione endovenosa lenta, la protamina cloridrato neutralizza la debole attività anticoagulante della nadroparina calcica, mentre permane un'attività anti-Xa residua senza effetti sul sanguinamento.
In queste condizioni, 1 unità internazionale di protamina cloridrato neutralizza ca. 1,52 U.I. di anti-Xa di nadroparina. Evitare un sovradosaggio di protamina.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
B01AB06
Meccanismo d'azione/farmacodinamica
La nadroparina è un'eparina a basso peso molecolare (massa molare media 4300 dalton) prodotta per depolimerizzazione da mucosa intestinale suina. Esplica una potente attività anti-fattore Xa (compresa tra 95 e 130 U.I./mg) e presenta un rapporto «attività anti-Xa/attività anti-IIa» compreso tra 2,5 e 4.
Fraxiparine è un antitrombotico avente struttura glicosaminoglicanica, nel quale l'attività antitrombotica dell'eparina è stata separata dall'attività anticoagulante.
Fraxiparine sviluppa pertanto un effetto antitrombotico immediato e persistente, più potente di quello dell'eparina, con un rischio di sanguinamento limitato e un debole effetto anticoagulante.
Alla posologia prescritta, Fraxiparine non influenza il tempo di sanguinamento. Il fattore Xa circolante viene inibito in misura maggiore dopo iniezione sottocutanea, senza effetti significativi sulla coagulazione.
Efficacia clinica
Dati non disponibili.
Farmacocinetica
I parametri farmacocinetici di Fraxiparine sono stati misurati principalmente in base all'andamento dell'attività anti-Xa nel plasma. Gli studi clinici sull'efficacia di Fraxiparine sono stati effettuati con somministrazione sottocutanea del preparato nella parete addominale.
Assorbimento
Dopo iniezione sottocutanea nella parete addominale la nadroparina viene assorbita rapidamente e quasi al 100%. Il picco di attività nel plasma viene osservato verso la 3a ora.
Un piccolo studio sulla biodisponibilità in 20 volontari sani ha dimostrato che, con la somministrazione di 7500 U.I. del preparato nella coscia, è stata raggiunta un'esposizione comparabile, benché in misura leggermente ridotta, rispetto a quella osservata dopo la somministrazione del preparato nella parete addominale (AUC 0–24 h media coscia/parete addominale 0,89 (IC al 90% 0,79–1,00) in «Institute Choay units», e AUC 0–24 h media 0,92 (IC al 90% 0,84–1,00) secondo l'«International low-molecular weight Heparin standard»).
Distribuzione
L'emivita dell'attività anti-Xa delle eparine a basso peso molecolare è superiore a quella delle eparine non frazionate. L'emivita è nell'ordine di 3,5 ore.
Per contro, l'attività anti-IIa plasmatica con le eparine a basso peso molecolare scompare più rapidamente rispetto all'attività anti-Xa.
La nadroparina si lega quasi completamente alle proteine plasmatiche.
Metabolismo
La metabolizzazione avviene nel sistema reticolo-endoteliale (soprattutto a livello epatico).
Eliminazione
L'eliminazione avviene principalmente per via renale in forma limitatamente o per nulla metabolizzata. L'emivita di eliminazione, calcolata sulla base dell'attività anti-Xa, è di ca. 3,5 ore e persiste per almeno 18 ore dopo un'iniezione di 2850 U.I. di anti-Xa.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disfunzioni renali
Nell'ambito di uno studio clinico sulla farmacocinetica di nadroparina somministrata per via endovenosa (41 U.I./kg sec. l'OMS) a pazienti con disturbi della funzionalità renale di vario grado è stata riscontrata una correlazione tra la clearance di nadroparina e la clearance della creatinina.
Rispetto a volontari sani, in pazienti con insufficienza renale di grado moderato (clearance della creatinina 36–43 ml/min) sia la AUC media sia l'emivita di eliminazione sono risultate aumentate rispettivamente del 52% e del 39%. In questi pazienti la clearance plasmatica media è risultata ridotta al 63% del valore normale. Nello studio sono state osservate ampie variazioni interindividuali. In pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina 10–20 ml/min) l'AUC media e l'emivita di eliminazione sono risultate aumentate rispettivamente del 95% e del 112% rispetto a volontari sani. La clearance plasmatica nei pazienti con insufficienza renale grave è risultata diminuita del 50% rispetto a quella osservata in pazienti con funzionalità renale normale. Nei pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina 3–6 ml/min) sottoposti a emodialisi l'AUC media e l'emivita di eliminazione sono risultate aumentate rispettivamente del 62% e del 65% rispetto a volontari sani. La clearance plasmatica nei pazienti in emodialisi affetti da insufficienza renale grave è risultata diminuita del 67% rispetto a quella osservata nei pazienti con funzionalità renale normale (vedere «Posologia/impiego», «Avvertenze e misure precauzionali»).
In caso di insufficienza renale da lieve a moderata (clearance della creatinina >30 ml/min): In alcuni casi può essere utile un controllo dell'attività anti-Xa circolante al fine di escludere un sovradosaggio nelle indicazioni curative.
Pazienti anziani
Poiché la funzionalità renale generalmente diminuisce con l'avanzare dell'età, l'eliminazione nei pazienti anziani può essere ritardata (vedere «Farmacocinetica – Disfunzioni renali»). In questo gruppo d'età si dovrebbe considerare la possibilità di una compromissione della funzionalità renale, aggiustando di conseguenza la posologia (vedere «Posologia/impiego», «Avvertenze e misure precauzionali»).
Pazienti in emodialisi
L'eparina a basso peso molecolare viene iniettata nella linea arteriosa del circuito dialitico a dosi sufficienti a evitare la coagulazione del sangue. In linea di principio, alle dosi utilizzate non ha luogo un passaggio dell'eparina a basso peso molecolare nella circolazione sistemica. Di conseguenza, i parametri farmacocinetici non sono alterati a priori, tranne che nel caso di un sovradosaggio, nel quale il passaggio nella circolazione sistemica in associazione con l'insufficienza renale terminale può determinare un'attività anti-Xa elevata.
Dati preclinici
La nadroparina non ha effetti negativi sulla fertilità nel ratto. Studi nel ratto e nel coniglio non hanno evidenziato effetti embriotossici né teratogeni. I diversi test volti a rilevare un eventuale effetto mutageno hanno restituito tutti un risultato negativo. Non è stato indagato un effetto cancerogeno.
Altre indicazioni
Incompatibilità
In assenza di studi di compatibilità, questo preparato non deve essere miscelato con altri preparati.
Influenza sui metodi diagnostici
Come per l'eparina non frazionata, non si deve escludere che la nadroparina possa alterare i seguenti esami clinico-chimici:
·misurazione della colesterolemia (indicazione di valori bassi).
·misurazione dei valori di T3 e T4 (indicazione di valori elevati).
·misurazione della glicemia (indicazione di valori elevati).
·test della bromosulftaleina.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.
Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare a temperatura ambiente (15–25 °C).
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
47408 (Swissmedic).
Confezioni
10 siringhe preriempite 0,2 ml da 1900 U.I. di anti-Xa. (B)
2 siringhe preriempite 0,3 ml da 2850 U.I. di anti-Xa. (B)
10 siringhe preriempite 0,3 ml da 2850 U.I. di anti-Xa. (B)
10 siringhe preriempite 0,4 ml da 3800 U.I. di anti-Xa. (B)
10 siringhe preriempite graduate 0,6 ml da 5700 U.I. di anti-Xa. (B)
10 siringhe preriempite graduate 0,8 ml da 7600 U.I. di anti-Xa. (B)
10 siringhe preriempite graduate 1 ml da 9500 U.I. di anti-Xa. (B)
Titolare dell’omologazione
Viatris Pharma GmbH, Steinhausen.
Stato dell'informazione
Febbraio 2024.
[Version 103 I]