Solu-MODERIN®

Pfizer AG

Composizione

Principi attivi

Methylprednisolonum (ut methylprednisoloni-21 succinas natricus).

Sostanze ausiliarie

Solu-Moderin 40 mg, flaconcino/fiala e Act-O-Vial (fiala a doppia camera)

Saccharum, natrii dihydrogenophosphas monohydricus, dinatrii phosphas, natrii hydroxidum.

Contenuto di sodio per flaconcino/Act-O-Vial: 8.8 mg.

Solvente: aqua ad iniectabile.

Solu-Moderin 125 mg, Act-O-Vial (fiala a doppia camera)

Natrii dihydrogenophosphas monohydricus, dinatrii phosphas, natrii hydroxidum.

Contenuto di sodio per Act-O-Vial: 14.6 mg.

Solvente: aqua ad iniectabile.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Polvere e solvente per soluzione iniettabile/per infusione.

Per uso endovenoso/intramuscolare.

Flaconcino/fiala da 40 mg:

1 flaconcino con polvere contiene 40 mg di metilprednisolone (come metilprednisolone sodio succinato).

1 fiala con 1 ml di solvente.

Act-O-Vial (fiala a doppia camera) da 40 mg:

1 camera con polvere contiene 40 mg di metilprednisolone (come metilprednisolone sodio succinato).

1 camera con 1 ml di solvente.

Act-O-Vial (fiala a doppia camera) da 125 mg:

1 camera con polvere contiene 125 mg di metilprednisolone (come metilprednisolone sodio succinato).

1 camera con 2 ml di solvente.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

In situazioni di emergenza o nei casi in cui la somministrazione orale non è possibile, Solu-Moderin è indicato per il trattamento delle seguenti affezioni:

Patologie endocrine

Insufficienza corticosurrenale primaria o secondaria in caso di terapia concomitante con un mineralcorticoide (l'idrocortisone o il cortisone sono gli agenti di prima scelta. La sostituzione con mineralcorticoidi è di particolare importanza nell'infanzia).

Insufficienza corticosurrenale acuta, shock da insufficienza corticosurrenale o shock in caso di mancata risposta a una terapia convenzionale per la possibile presenza di un'insufficienza corticosurrenale. (L'idrocortisone o il cortisone sono gli agenti di prima scelta. La somministrazione concomitante di un mineralcorticoide è indispensabile in caso di perdita totale della funzionalità corticosurrenale).

Nel preoperatorio nonché in presenza di stati traumatici e patologie gravi: in pazienti con insufficienza corticosurrenale nota o in caso di reattività non chiara delle ghiandole surrenali.

Iperplasia congenita della corteccia surrenale.

Tiroidite granulomatosa a cellule giganti (subacuta, non purulenta).

Ipercalcemia nel quadro delle neoplasie maligne.

Disturbi reumatici

Come terapia adiuvante per il trattamento a breve termine in caso di riacutizzazioni o peggioramento di:

Osteoartrite post-traumatica, sinovite in presenza di osteoartrite, poliartrite cronica (artrite reumatoide), artrite reumatoide giovanile (in alcuni casi può essere necessaria una terapia di mantenimento a basso dosaggio), borsite acuta e subacuta, epicondilite, tenosinovite acuta aspecifica, artrite gottosa acuta, artrite psoriasica, spondilite anchilopoietica.

Collagenosi (malattie da immunocomplessi)

In caso di esacerbazione o come terapia di mantenimento in alcuni casi di:

Lupus eritematoso sistemico (e nefrite lupoide), cardite reumatica acuta, dermatomiosite sistemica (polimiosite), poliarterite nodosa, sindrome di Goodpasture.

Affezioni dermatologiche

Pemfigo, grave eritema essudativo multiforme (sindrome di Stevens-Johnson), dermatite esfoliativa, grave psoriasi, dermatite erpetiforme bollosa, grave eczema seborroico, micosi fungoide.

Condizioni allergiche

Per il trattamento di stati allergici gravi o invalidanti non controllabili con adeguate terapie convenzionali:

Asma bronchiale, dermatite da contatto, dermatite atopica, malattia da siero, reazioni da ipersensibilità ai medicamenti, reazioni da trasfusioni, edema acuto non infettivo della laringe/della glottide (in questo caso, l'adrenalina è la terapia di prima scelta).

Nell'asma acuto, Solu-Moderin deve essere somministrato in aggiunta al trattamento convenzionale e non in sua sostituzione.

Patologie oftalmiche

Gravi processi allergici e infiammatori acuti e cronici a carico dell'occhio:

Herpes zoster oftalmico (solo in caso di superficie corneale intatta), irite e iridociclite, corioretinite, uveite posteriore diffusa e coroidite, neurite retrobulbare, oftalmia simpatica, infiammazioni a livello del segmento oculare anteriore, congiuntivite allergica, ulcere allergiche corneali marginali, cheratite disciforme (solo in caso di superficie corneale intatta).

Patologie gastrointestinali

Per il superamento di fasi critiche di malattia nelle malattie intestinali infiammatorie: colite ulcerativa, morbo di Crohn.

Patologie respiratorie

Sarcoidosi sintomatica, alveolite allergica, tubercolosi polmonare/bronchiale o pleurite tubercolare fulminanti o generalizzate (con adeguata chemioterapia concomitante), pneumopatia eosinofila non controllabile con altre terapie (sindrome di Löffler), polmonite da aspirazione.

Disturbi ematologici

Anemia emolitica autoimmune acquisita, porpora trombocitopenica idiopatica nell'età adulta (solo terapia e.v.; la terapia i.m. è controindicata), trombocitopenia secondaria nell'età adulta, eritroblastopenia (anemia specifica della serie rossa), anemia ipoplastica (eritroide) congenita.

Patologie neoplastiche

Per il trattamento palliativo di:

Leucemie e linfomi negli adulti, leucemia acuta nell'infanzia.

Sindrome nefrosica

Per l'induzione della diuresi e la riduzione della proteinuria nella sindrome nefrosica non uremica idiopatica o da lupus eritematoso.

Sistema nervoso

Edemi cerebrali da tumori (tumori primitivi, metastasi), procedure chirurgiche o radioterapiche, riacutizzazione di sclerosi multipla, lesioni acute del midollo spinale, a condizione che il trattamento venga avviato entro 8 ore dalla lesione.

Patologie varie

Meningite tubercolare con blocco subaracnoideo in atto o incombente (con uso concomitante di un'adeguata terapia antitubercolare).

Trichinosi con reazioni allergiche generalizzate come angioedema, orticaria nonché reazioni da ipersensibilità locali a livello del miocardio e del SNC.

Reazioni o crisi acute di rigetto di organi trapiantati.

Profilassi di nausea e vomito associati a terapia citostatica in oncologia.

Posologia/Impiego

Raccomandazioni posologiche generali

La terapia corticosteroidea di norma integra una terapia di base, ma non la sostituisce. La posologia deve essere adattata alla gravità della malattia e alla reazione del paziente. Per ridurre gli effetti indesiderati e non appena le condizioni del paziente lo consentono, il dosaggio deve essere diminuito e si deve passare a un trattamento orale con glucocorticoidi, avendo cura, dopo alcuni giorni di trattamento, di ridurre gradualmente il dosaggio per evitare una ricomparsa della malattia e un'insufficienza corticosurrenale.

Si dovrebbe utilizzare la dose di corticosteroide più bassa possibile per controllare le condizioni del paziente durante il trattamento per il periodo di tempo minimo. La dose di mantenimento corretta deve essere determinata diminuendo la dose iniziale molto gradualmente a intervalli di tempo appropriati fino a raggiungere la dose minima in grado di mantenere una risposta clinica adeguata.

La terapia parenterale ad alto dosaggio con Solu-Moderin deve essere proseguita solo fintantoché le condizioni del paziente non si saranno stabilizzate, solitamente per non più di 48-72 ore.

Solu-Moderin può essere somministrato per iniezione endovenosa o intramuscolare (eccezione: nella porpora trombocitopenica idiopatica nell'età adulta solo terapia e.v.; la terapia i.m. è controindicata) o anche per infusione endovenosa. La terapia iniziale nei casi di emergenza è da effettuarsi preferibilmente per iniezione endovenosa.

La durata della somministrazione di dosi iniziali fino a 250 mg deve essere di almeno 5 minuti, quella di dosi superiori a 250 mg di almeno 30 minuti. A seconda della risposta e delle condizioni del paziente, le dosi successive possono essere somministrate per via e.v. o i.m. a intervalli appropriati.

Schemi posologici

Terapia aggiuntiva di stati potenzialmente letali

La posologia raccomandata di Solu-Moderin è di 30 mg per kg di peso corporeo, da somministrare per infusione e.v. nell'arco di almeno 30 minuti. Questa dose va ripetuta ogni 4-6 ore per 48 ore.

Si deve tener conto della stabilità massima della soluzione per infusione diluita; cfr. «Altre indicazioni/Indicazioni per la manipolazione».

Terapia endovenosa intermittente

La terapia e.v. intermittente con metilprednisolone, che consiste nella somministrazione di 250 mg/giorno o più per alcuni giorni (di norma ≤5 giorni), può essere appropriata in caso di esacerbazioni o condizioni che non rispondono alla terapia standard, come ad es. malattie reumatiche, lupus eritematoso sistemico, condizioni edematose come glomerulonefrite o nefrite lupica.

Sulla base dei dati pubblicati, per il trattamento a breve termine di riacutizzazioni della sclerosi multipla possono essere utilizzate terapie endovenose a base di metilprednisolone con dosaggi da 500 mg/giorno fino a 1'000 mg/giorno somministrati in 30 minuti per 3-5 giorni. Solu-Moderin può ridurre la durata delle riacutizzazioni, ma non influisce in alcun modo sulla frequenza delle riacutizzazioni o sulla progressione della disabilità nella sclerosi multipla. La somministrazione deve avvenire al mattino, per ridurre la probabilità di insorgenza di disturbi del sonno. La terapia delle riacutizzazioni della sclerosi multipla deve essere effettuata sotto rigoroso controllo clinico (gastroprotezione, profilassi antitrombotica, pressione arteriosa, glicemia, elettroliti sierici).

Altre indicazioni

La dose iniziale varia da 10 a 500 mg a seconda della patologia. Dosaggi più alti sono necessari nel trattamento a breve termine di gravi patologie acute.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica/ipotiroidismo

Nei pazienti con grave insufficienza epatica o ipotiroidismo, il metabolismo del metilprednisolone è ritardato e l'effetto può risultare potenziato. Può essere necessario ridurre la dose di conseguenza (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Farmacocinetica»).

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Nei pazienti con funzionalità renale ridotta, i corticosteroidi devono essere impiegati con cautela. Tuttavia, non è necessario alcun aggiustamento della dose.

Pazienti anziani

Nei pazienti anziani il rischio di osteoporosi nonché di ritenzione idrica (eventualmente con conseguente ipertensione) può risultare aumentato in caso di terapia corticosteroidea di lunga durata. Pertanto, i pazienti anziani devono essere trattati con cautela.

Bambini e adolescenti

Generalmente, in pediatria sono sufficienti dosi più basse di quelle sopra indicate (cfr. anche «Farmacocinetica»). Queste, tuttavia, devono sempre basarsi sulle condizioni del paziente e sulla reazione di quest'ultimo al trattamento più che sull'età o sul peso corporeo. Non si devono somministrare meno di 0.5 mg per kg di peso corporeo ogni 24 ore.

Controindicazioni

·Infezioni micotiche sistemiche

·Somministrazione intratecale o epidurale

·Somministrazione intramuscolare in caso di porpora trombocitopenica idiopatica

·Ipersensibilità al metilprednisolone o a uno degli altri ingredienti

La somministrazione di vaccini vivi o vaccini vivi attenuati è controindicata nei soggetti che ricevono dosi immunosoppressive di corticosteroidi.

Avvertenze e misure precauzionali

Le possibili complicazioni di una terapia corticosteroidea dipendono dal livello di dose e dalla durata della terapia. Deve pertanto essere eseguita per ogni singolo paziente una valutazione individuale del rischio-beneficio in relazione alla posologia e alla durata del trattamento in cui si stabilisca anche se usare una terapia giornaliera o intermittente.

Reazioni da ipersensibilità

In casi rari, dopo la somministrazione di corticosteroidi possono verificarsi reazioni allergiche come reazioni cutanee o reazioni anafilattiche/anafilattoidi. Pertanto, prima dell'uso devono essere adottate le misure precauzionali del caso, soprattutto nei pazienti con allergie note a medicamenti.

Effetti endocrini

Dosaggi farmacologici di corticosteroidi somministrati per periodi di tempo prolungati possono portare a una soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (insufficienza corticosurrenale secondaria). L'entità e la durata dell'insufficienza corticosurrenale variano da paziente a paziente e dipendono da dose, frequenza, orario di somministrazione e durata della terapia glucocorticoidea. Questo effetto può essere ridotto da una terapia a giorni alterni.

In caso di stress inconsueti (ad es. grave malattia, interventi chirurgici maggiori, grave trauma, ecc.), nei pazienti in terapia a lungo termine con corticosteroidi la dose di corticosteroidi ad azione rapida deve essere aumentata subito prima, durante e dopo la situazione di stress.

L'interruzione improvvisa dei glucocorticoidi può dar luogo a insufficienza corticosurrenale (talvolta con esito fatale). Pertanto, gli steroidi non devono essere interrotti improvvisamente, ma se ne deve ridurre la dose gradualmente.

Un'insufficienza corticosurrenale relativa può persistere ancora per mesi dopo l'interruzione della terapia. Se in questo lasso di tempo si verificano particolari situazioni di stress (ad es. gravi malattie, interventi chirurgici maggiori, ecc.), la terapia ormonale sostitutiva deve essere ripristinata. Poiché anche la secrezione di mineralcorticoidi può essere limitata, devono essere somministrati contemporaneamente anche sali e/o un mineralcorticoide.

In caso di interruzione improvvisa dei glucocorticoidi può anche verificarsi una «sindrome da sospensione di steroidi» apparentemente indipendente da un'insufficienza corticosurrenale. Questa sindrome comprende sintomi come: anoressia, nausea, vomito, letargia, cefalea, febbre, dolore articolare, desquamazione cutanea, mialgia, calo ponderale e/o ipotensione.

Nei pazienti con ipotiroidismo, l'effetto dei glucocorticoidi esogeni risulta potenziato.

Dopo la somministrazione sistemica di corticosteroidi sono state riportate crisi da feocromocitoma, a volte con esito fatale. Pertanto, nei pazienti con presenza nota o sospetta di feocromocitoma i corticosteroidi devono essere somministrati solo dopo un'adeguata valutazione del rapporto rischio-beneficio.

Qualora un paziente in trattamento con Solu-Moderin presenti potenziali sintomi di feocromocitoma, come crisi ipertensiva, insufficienza cardiaca, tachicardia, cefalea, dolore addominale e/o toracico, si deve considerare la possibilità di un feocromocitoma non ancora diagnosticato.

Poiché i glucocorticoidi possono causare o peggiorare una sindrome di Cushing, il loro utilizzo deve essere evitato nei pazienti con malattia di Cushing.

Effetti immunosoppressivi/aumentata suscettibilità alle infezioni

I corticosteroidi possono aumentare la suscettibilità alle infezioni, mascherare i segni di un'infezione incipiente, aggravare infezioni già in atto, aumentare il rischio di riattivazione o di aggravamento di infezioni latenti (incluse quelle causate da parassiti) e durante la terapia corticosteroidea possono anche manifestarsi nuove infezioni. L'uso di corticosteroidi può quindi ridurre la resistenza ai patogeni e rendere più difficile la localizzazione di un'infezione. Tali infezioni possono essere lievi, ma anche gravi e a volte fatali. Il tasso di complicazioni infettive aumenta con l'aumentare delle dosi di corticosteroidi. In caso di gravi malattie infettive, deve essere garantita una copertura antibiotica o chemioterapica sufficiente.

I pazienti in trattamento con corticosteroidi devono essere monitorati per lo sviluppo di infezioni e, se necessario, deve essere presa in considerazione l'interruzione dei corticosteroidi o una riduzione della dose.

Varicella e morbillo contratti durante un trattamento sistemico con corticosteroidi possono avere un decorso grave e, soprattutto nei bambini, un esito fatale. La varicella richiede un trattamento immediato, ad es. con aciclovir e.v. Nei pazienti a rischio è indicata la profilassi con aciclovir o un'immunoprofilassi passiva con immunoglobuline anti-varicella-zoster.

Solu-Moderin deve essere impiegato nei pazienti tubercolotici solo in caso di tubercolosi fulminante attiva o tubercolosi miliare e solo in combinazione con una terapia tubercolostatica adeguata. Qualora per i pazienti con tubercolosi latente o reattività tubercolinica risultino indicati i corticosteroidi, è necessario uno stretto controllo in quanto può verificarsi una riattivazione della malattia. In caso di terapia corticosteroidea a lungo termine, questi pazienti devono ricevere una chemioprofilassi.

L'importanza dei corticosteroidi nel trattamento dello shock settico è controversa. L'uso di routine nello shock settico non è consigliato.

I corticosteroidi possono aggravare le micosi sistemiche e pertanto devono essere somministrati solo in casi di emergenza per il controllo delle reazioni indesiderate dopo la terapia con amfotericina B.

I corticosteroidi devono essere usati con particolare cautela in pazienti con infestazioni parassitarie note o sospette, come ad es. un'infestazione da Strongyloides (nematodi). In questi pazienti, l'immunosoppressione indotta dai corticosteroidi può portare a un'iperinfezione da Strongyloides e a disseminazione con estesa migrazione larvale, sovente associata a grave enterocolite e sepsi da Gram-negativi potenzialmente fatale.

Nei pazienti trattati con dosi immunosoppressive di corticosteroidi, la vaccinazione con vaccini vivi è controindicata. Possono invece essere effettuate vaccinazioni con vaccini inattivati o con vaccini contenenti frammenti di virus, ma l'efficacia di tali vaccini può risultare ridotta o nulla.

Per quanto riguarda le singole vaccinazioni, occorre tener conto delle relative raccomandazioni delle rispettive associazioni professionali.

Nei pazienti che non ricevono dosi immunosoppressive di corticosteroidi possono essere effettuate le necessarie vaccinazioni.

Effetti sul cuore/sulla circolazione

Dopo la somministrazione rapida di dosi endovenose molto elevate di Solu-Moderin (>0.5 g in meno di 10 minuti) sono stati riportati aritmie e/o collasso circolatorio e arresto cardiaco. Durante o dopo la somministrazione endovenosa di dosi elevate, indipendentemente dalla velocità o dalla durata della somministrazione, sono state osservate bradicardie.

Nei pazienti con insufficienza cardiaca i corticosteroidi sistemici devono essere impiegati con cautela e solo se assolutamente necessario.

Nei pazienti con fattori di rischio cardiovascolare preesistenti trattati con dosi elevate per periodi di tempo prolungati, gli effetti indesiderati dei glucocorticoidi come ipertensione o dislipidemia possono ulteriormente aumentare il rischio di eventi cardiovascolari. Pertanto, i corticosteroidi devono essere impiegati solo con cautela in questi pazienti e nei pazienti con infarto miocardico recente. Se del caso, si deve ambire a una modifica del rischio e/o effettuare un monitoraggio cardiaco supplementare. Un dosaggio basso e/o una terapia a giorni alterni possono ridurre il rischio per queste complicazioni.

Nei pazienti con ipertensione gli steroidi devono essere impiegati con cautela.

Sono state riportate trombosi, in particolare tromboembolie venose, in associazione all'uso di corticosteroidi. Pertanto, in pazienti con predisposizione nota o probabile a malattie tromboemboliche, i corticosteroidi devono essere usati con cautela.

Effetti sulla psiche

Durante il trattamento con corticosteroidi possono verificarsi disturbi psichici potenzialmente gravi che vanno dall'euforia all'insonnia, dagli sbalzi di umore alle alterazioni della personalità nonché gravi depressioni fino a psicosi manifeste. L'effetto dei corticosteroidi può anche peggiorare un'instabilità emotiva o tendenze psicotiche già in essere. I sintomi si presentano solitamente entro alcuni giorni o settimane dall'inizio del trattamento.

La maggior parte delle reazioni si risolve dopo la riduzione della dose o l'interruzione della terapia, tuttavia può essere necessario un trattamento specifico. Effetti psichici indesiderati sono stati riportati anche dopo l'interruzione dei corticosteroidi.

I pazienti e i loro familiari devono essere invitati a contattare il medico qualora si manifestino sintomi psichici durante la terapia oppure durante o dopo la riduzione/interruzione, in particolare quando si sospetta la presenza di umore depresso o intenzioni di suicidio.

Effetti sul sistema nervoso

I corticosteroidi devono essere impiegati solo con cautela in pazienti con disturbi epilettici.

I corticosteroidi devono essere usati solo con cautela in pazienti con miastenia gravis. In particolare, nel trattamento della miastenia gravis con inibitori della colinesterasi, i glucocorticoidi possono ridurre l'effetto dell'inibitore della colinesterasi e aumentare il rischio di crisi miasteniche. Pertanto, il trattamento con inibitori della colinesterasi deve essere interrotto 24 ore prima della somministrazione di un corticosteroide (cfr. «Interazioni»).

In caso di lesione acuta del midollo spinale, si deve tenere presente che una somministrazione tardiva di Solu-Moderin (dopo più di 8 ore dalla lesione) non migliora la prognosi a lungo termine e, in alcuni casi, può addirittura peggiorarla.

In studi clinici controllati, i corticosteroidi a dosaggi elevati hanno portato a una riduzione della durata delle riacutizzazioni della sclerosi multipla, senza tuttavia influenzare il decorso della malattia e la prognosi.

Casi di lipomatosi epidurale sono stati riportati in associazione all'uso di corticosteroidi, soprattutto in caso di uso a lungo termine a dosi elevate.

Effetti muscoloscheletrici

In associazione all'uso di dosi elevate di corticosteroidi sono state osservate miopatie acute che si sono verificate più frequentemente in pazienti con disturbi della trasmissione neuromuscolare (ad es. miastenia gravis) o in pazienti trattati in concomitanza con bloccanti neuromuscolari (come ad es. pancuronio). Tali miopatie acute hanno un decorso generalizzato, possono interessare la muscolatura oculare e respiratoria e portare a tetraparesi. Può verificarsi un aumento dei valori della creatinchinasi. Sono stati riportati casi di rabdomiolisi. Il miglioramento clinico o la guarigione dopo l'interruzione dei corticosteroidi può durare da settimane ad anni.

L'uso a lungo termine di corticosteroidi può portare a osteoporosi, in particolare nei pazienti geriatrici o nelle donne in post-menopausa.

Sindrome da lisi tumorale (TLS)

In pazienti con neoplasie maligne (in particolare neoplasie ematologiche maligne, ma anche tumori solidi), durante il periodo di sorveglianza del mercato è stata riportata sindrome da lisi tumorale dopo l'uso di corticosteroidi sistemici in monoterapia o in combinazione con una chemioterapia. Si tratta di una condizione potenzialmente fatale che può manifestarsi in seguito alla rapida distruzione delle cellule tumorali. La TLS può essere accompagnata da un aumento di acido urico, potassio e fosfato nel siero nonché da una diminuzione del calcio nel siero. Come conseguenza, può manifestarsi un disturbo della funzionalità renale fino all'insufficienza renale acuta. Sono considerati fattori di rischio tumori con elevato carico tumorale e/o elevato tasso di proliferazione nonché una rapida risposta a una terapia citotossica.

Durante il trattamento con corticosteroidi, i pazienti ad alto rischio di TLS devono pertanto essere attentamente monitorati e devono essere adottate adeguate misure profilattiche.

Sono stati inoltre riportati casi in cui la TLS ha rappresentato la prima manifestazione di una neoplasia maligna sino ad allora non nota.

Corticosteroidi nella sclerodermia

Durante l'uso di corticosteroidi, nei pazienti con sclerosi sistemica è stata osservata un'aumentata incidenza di crisi renali acute. Trattasi di una complicazione potenzialmente letale che si accompagna, tra l'altro, a ipertensione maligna e proteinuria. Pertanto, i corticosteroidi devono essere impiegati solo con cautela in pazienti con sclerodermia.

Effetti oculari

Possibili effetti indesiderati in caso di uso prolungato di corticosteroidi sono esoftalmo, cataratta (anche nei bambini) e pressione intraoculare aumentata. Può infine svilupparsi un glaucoma manifesto con danneggiamento del nervo ottico. Pertanto deve essere considerato un esame oculistico periodico.

Il trattamento con glucocorticoidi può altresì favorire le infezioni secondarie dell'occhio da virus o funghi.

A causa del rischio di perforazione della cornea, i corticosteroidi devono essere usati con particolare cautela e solo in presenza di superficie corneale intatta nei pazienti con infezioni dell'occhio da Herpes simplex.

La terapia corticosteroidea è stata anche associata all'insorgenza di una corioretinite sierosa centrale che può portare al distacco della retina.

Effetti epatobiliari

Durante l'uso di metilprednisolone a dosi elevate (solitamente a partire da 1 g al giorno) sono stati riportati danni epatici, come ad es. epatite acuta, a volte con esito fatale. La maggior parte di questi casi ha riguardato pazienti di sesso femminile affette da sclerosi multipla. Il tempo alla manifestazione di un'epatite acuta può essere di alcune settimane e più. Solitamente, tali alterazioni sono risultate reversibili dopo l'interruzione del trattamento.

Pazienti con insufficienza epatica

Nei pazienti con grave insufficienza epatica il metabolismo del metilprednisolone è ritardato, tant'è che gli effetti desiderati e indesiderati possono essere potenziati (cfr. «Posologia/impiego» e «Farmacocinetica»).

Trauma cranioencefalico

I corticosteroidi non devono essere impiegati per il trattamento di danni cerebrali di origine traumatica. I risultati di uno studio multicentrico hanno evidenziato un aumento significativo della mortalità nei pazienti trattati con metilprednisolone rispetto al placebo sia a 2 settimane (rischio relativo 1.18, intervallo di confidenza al 95% 1.09-1.27) sia a 6 mesi dalla lesione (26% vs 22%). Non è stato accertato un nesso causale con il trattamento a base di metilprednisolone.

Nell'edema cerebrale acuto, Solu-Moderin deve essere somministrato in aggiunta al trattamento convenzionale e non in sua sostituzione.

Altre avvertenze e misure precauzionali

·Ulcera peptica attiva o latente: i glucocorticoidi possono mascherare i sintomi di un'ulcera peptica, rendendo possibile lo sviluppo di una perforazione in gran parte asintomatica o di emorragie gastrointestinali acute. Il rischio di ulcera peptica è aumentato dalla combinazione di corticosteroidi e antinfiammatori non steroidei.

·Pancreatite: dosaggi elevati di corticosteroidi possono causare una pancreatite acuta.

·Metabolismo del glucosio: i corticosteroidi possono aumentare i livelli ematici di glucosio, peggiorare un diabete esistente e, in caso di terapia a lungo termine, aumentare il rischio di diabete mellito.

·Equilibrio idroelettrolitico: i corticosteroidi, soprattutto a dosi medie ed elevate, possono portare a una ritenzione di sali e liquidi nonché a un'aumentata escrezione di potassio. Potrebbe rendersi necessaria una restrizione del sale da cucina o una sostituzione del potassio.

·Trattamento concomitante con antinfiammatori non steroidei: l'acido acetilsalicilico e altri antinfiammatori non steroidei devono essere usati solo con cautela insieme ai corticosteroidi. In particolare, si raccomanda cautela in caso di somministrazione concomitante di acido acetilsalicilico in presenza di ipoprotrombinemia.

·Insufficienza renale: i corticosteroidi devono essere impiegati con cautela nei pazienti con insufficienza renale.

·Altre patologie: si raccomanda cautela anche in caso di ascessi o altre infiammazioni purulente, colite ulcerativa aspecifica (in particolare in caso di minaccia di perforazione), diverticolite, anastomosi intestinali recenti, cirrosi epatica, osteoporosi, tendenza alla trombosi, emicrania o disturbi psicotici all'anamnesi.

·In pazienti in terapia corticosteroidea è stata riportata l'insorgenza di sarcomi di Kaposi. L'interruzione della terapia corticosteroidea può portare alla remissione clinica.

Uso in pediatria

Nei bambini e negli adolescenti, il trattamento a lungo termine con glucocorticoidi somministrato a dosi giornaliere multiple può inibire la crescita e lo sviluppo. Un trattamento di questo tipo richiede pertanto un'indicazione estremamente rigorosa. Il rischio di questi effetti indesiderati può essere ridotto con una terapia glucocorticoidea a giorni alterni.

In caso di terapia corticosteroidea prolungata sussiste nei bambini il rischio di aumento della pressione endocranica.

Nei nati prematuri è stata riportata una cardiomiopatia ipertrofica in seguito all'uso sistemico di glucocorticoidi incluso il metilprednisolone (generalmente usato per trattare patologie respiratorie). Pertanto, in questi pazienti deve essere effettuata una diagnostica appropriata per monitorare la funzionalità e la struttura cardiaca.

Interazioni rilevanti

Con l'uso concomitante del cobicistat, un principio attivo impiegato nella terapia delle infezioni da HIV e potente inibitore del CYP3A e inibitore di diverse proteine di trasporto, e corticosteroidi è stata riportata un'aumentata tossicità da steroidi fino a casi di sindrome di Cushing. Pertanto, Solu-Moderin deve essere usato insieme a cobicistat solo dopo un'attenta valutazione del rischio-beneficio. In questo caso, il paziente deve essere attentamente monitorato per possibili effetti indesiderati degli steroidi. Se possibile, deve essere considerata la scelta di uno steroide alternativo con metabolismo indipendente dal CYP3A.

Solu-Moderin deve essere usato con particolare cautela anche insieme ad altri potenti inibitori del CYP3A4 (cfr. «Interazioni»). Se necessario, aggiustare la dose dello steroide.

Sostanze ausiliarie di particolare interesse

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per Act-O-Vial o flaconcino, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

Interazioni farmacocinetiche

Influsso di altre sostanze sulla farmacocinetica del metilprednisolone

Il metilprednisolone è metabolizzato principalmente dall'enzima CYP3A4 del CYP450. Le interazioni con questo enzima possono pertanto influire sull'efficacia e/o sugli effetti indesiderati del metilprednisolone.

Inibitori enzimatici: la somministrazione concomitante con inibitori da moderati a forti del CYP3A4 (ad es. inibitori della proteasi (come ritonavir), antimicotici azolici (come itraconazolo, voriconazolo), macrolidi (come la claritromicina), prodotti contenenti cobicistat, diltiazem, isoniazide, verapamil, ma anche succo di pompelmo) può portare a un aumento dell'esposizione ai corticosteroidi. Il beneficio della somministrazione concomitante deve essere accuratamente valutato a fronte del potenziale rischio e i pazienti devono essere monitorati in relazione agli effetti collaterali dei corticosteroidi sistemici. Per evitare una tossicità da steroidi può essere necessaria una riduzione della dose di metilprednisolone

Anche gli ormoni sessuali (ad es. etinilestradiolo, noretisterone) possono influire sulla clearance dei glucocorticoidi. In particolare, gli estrogeni possono potenziare l'effetto dei corticosteroidi. A dosaggi terapeutici di questi ormoni (contenuti ad es. nei contraccettivi ormonali) è tuttavia improbabile che si verifichi un'inibizione clinicamente rilevante degli enzimi CYP a opera degli ormoni sessuali.

Induttori enzimatici: con la somministrazione concomitante di induttori del CYP3A4 (ad es. barbiturici, carbamazepina, fenitoina, primidone, rifampicina nonché preparati contenenti erba di San Giovanni (Hypericum perforatum)) si osserva un'accelerazione del metabolismo del metilprednisolone che ne può ridurre l'efficacia. Pertanto, può rendersi necessario un aumento della dose di metilprednisolone.

Substrati del CYP3A4: anche la somministrazione concomitante di altri substrati del CYP3A4 (ad es. benzodiazepine, ciclofosfamide, tacrolimus, aprepitant, fosaprepitant, diltiazem) può influire sulla clearance epatica del metilprednisolone e rendere necessario un adeguamento della dose.

Con la somministrazione concomitante di metilprednisolone e ciclosporina si osserva un'inibizione reciproca del metabolismo. Pertanto, gli effetti indesiderati di entrambe le sostanze possono risultare potenziati. In particolare, con la somministrazione concomitante di metilprednisolone e ciclosporina è stato osservato un aumento delle convulsioni.

Influsso del metilprednisolone sulla farmacocinetica di altre sostanze

I glucocorticoidi possono sia indurre sia inibire il CYP3A4 e quindi aumentare o diminuire le concentrazioni plasmatiche di altri substrati del CYP3A4. Ne sono degli esempi: aprepitant, fosaprepitant, etinilestradiolo, noretisterone.

I glucocorticoidi possono indurre il metabolismo degli inibitori della proteasi dell'HIV e quindi portare a una riduzione dei loro livelli plasmatici.

In caso di somministrazione prolungata a dosaggi elevati, i glucocorticoidi possono accelerare l'eliminazione dei salicilati, riducendone l'efficacia. Per contro, la riduzione della dose dei corticosteroidi può potenziare la tossicità dei salicilati.

L'acido acetilsalicilico deve essere usato solo con cautela insieme ai corticosteroidi nei pazienti con ipoprotrombinemia.

Interazioni farmacodinamiche

FANS: con la somministrazione concomitante di corticosteroidi e FANS può aumentare l'incidenza di ulcere ed emorragie gastrointestinali.

Immunosoppressori: il metilprednisolone agisce in sinergia con altri immunosoppressori, come ad es. il metotrexato. Pertanto, in caso di somministrazione concomitante con tali immunosoppressori può essere sufficiente una dose di corticosteroidi più bassa.

Anticolinergici: l'atropina e altri anticolinergici possono aumentare ulteriormente una pressione intraoculare già aumentata dal metilprednisolone.

Simpaticomimetici: i corticosteroidi aumentano l'effetto nonché la tossicità dei simpaticomimetici come il salbutamolo.

Bloccanti neuromuscolari: i corticosteroidi possono influenzare l'effetto dei bloccanti neuromuscolari non depolarizzanti come ad es. il vecuronio. Sono state riportate un'antagonizzazione del blocco neuromuscolare nonché, con l'uso concomitante di dosi elevate, l'insorgenza di miopatie acute (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Inibitori della colinesterasi: i corticosteroidi possono ridurre l'effetto degli inibitori della colinesterasi nella miastenia gravis. Con l'uso concomitante di metilprednisolone e inibitori della colinesterasi come la neostigmina o la piridostigmina può verificarsi una crisi miastenica.

Anticoagulanti: l'effetto del metilprednisolone sugli antagonisti della vitamina K (ad es. warfarin*, acenocumarolo, fluindione*) è variabile. Sono stati riportati effetti potenziati o ridotti di questi anticoagulanti in caso di somministrazione concomitante con corticosteroidi. Pertanto, occorre controllare la coagulazione del sangue e, se del caso, adeguare la dose degli anticoagulanti.

* non omologato in Svizzera

Glicosidi cardiaci: la tossicità dei glicosidi digitalici è potenziata dalla somministrazione concomitante di corticosteroidi.

Antidiabetici: dato l'effetto diabetogeno dei glucocorticoidi, i livelli del glucosio devono essere monitorati in caso di somministrazione concomitante di insulina o di antidiabetici orali. Se del caso, occorre adeguare il dosaggio degli antidiabetici.

Antipertensivi: l'effetto antipertensivo è parzialmente ridotto dall'effetto mineralcorticoide dei corticoidi, il che può portare a un aumento dei valori della pressione arteriosa.

Medicamenti con effetti sull'equilibrio del potassio: con la somministrazione di corticosteroidi insieme a medicamenti che aumentano l'escrezione del potassio (ad es. furosemide, idroclorotiazide, amfotericina B, beta-simpaticomimetici o i derivati xantinici) sussiste un aumentato rischio di ipokaliemia. In questi pazienti si devono pertanto monitorare i livelli di potassio.

Psicofarmaci: l'effetto di ansiolitici e antipsicotici può risultare ridotto. Se del caso, occorre adeguare la dose di queste sostanze.

Citostatici: l'efficacia della ciclofosfamide può essere ridotta.

Vaccini: i vaccini con virus vivi, come ad es. i vaccini antipolio, BCG, parotite, morbillo e rosolia, possono risultare più tossici a causa dell'effetto immunosoppressivo dei corticosteroidi. Possono svilupparsi infezioni virali disseminate. La risposta alla vaccinazione può risultare ridotta nel caso dei vaccini con virus uccisi.

Si raccomanda di consultare anche l'informazione professionale dei medicamenti co-somministrati.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

I corticosteroidi come il metilprednisolone devono essere utilizzati in gravidanza solo dopo un'accurata valutazione dei rischi e dei benefici.

Il metilprednisolone attraversa ampiamente la placenta. Non sono disponibili sufficienti studi in donne in gravidanza e le esperienze sulla sicurezza dell'uso del metilprednisolone durante la gravidanza sono insufficienti. In studi sugli animali la somministrazione di corticosteroidi durante la gestazione ha portato a malformazioni fetali (cfr. «Dati preclinici»). Non vi sono tuttavia evidenze nell'uomo che i corticosteroidi causino malformazioni congenite.

In neonati le cui madri avevano ricevuto una terapia a lungo termine con corticosteroidi durante la gravidanza sono state osservate cataratte.

In uno studio retrospettivo è stata constatata un'aumentata incidenza di basso peso alla nascita nei neonati le cui madri avevano ricevuto corticosteroidi durante la gravidanza. Il rischio di basso peso alla nascita o ritardo di crescita intrauterina sembra essere dose-dipendente e può essere ridotto mediante somministrazione di dosi di corticosteroidi più basse.

I neonati le cui madri hanno ricevuto dosi più elevate di steroidi durante la gravidanza devono essere attentamente monitorati per rilevare eventuali segni di insufficienza corticosurrenale. Tuttavia un'insufficienza corticosurrenale clinicamente rilevante in neonati esposti in utero a corticosteroidi sembra essere rara.

Allattamento

Poiché il metilprednisolone è escreto nel latte materno e può compromettere, tra l'altro, la funzionalità corticosurrenale e la crescita del lattante, durante l'uso di Solu-Moderin non si deve allattare.

Fertilità

Negli studi sugli animali è stato dimostrato che i corticosteroidi compromettono la fertilità (cfr. «Dati preclinici»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Gli effetti dei corticosteroidi sulla capacità di guidare veicoli o sull'impiego di macchine non sono stati studiati. Dopo un trattamento con corticosteroidi possono presentarsi effetti indesiderati come vertigini, capogiri, disturbi visivi e stanchezza. I pazienti che sviluppano tali sintomi non devono guidare veicoli o utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati dei corticosteroidi somministrati per via sistemica come il metilprednisolone dipendono dalla dose e dalla durata del trattamento nonché dall'età, dal sesso e dalla malattia di base del paziente.

Si riportano di seguito, elencati per classe organica e in ordine di frequenza, gli effetti indesiderati tipici dei corticosteroidi somministrati per via sistemica e che pertanto possono manifestarsi anche con Solu-Moderin. Le frequenze sono definite come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1'000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1'000), molto raro (<1/10'000), non nota (la frequenza non può essere stimata in modo affidabile sulla base dei dati disponibili).

Infezioni ed infestazioni

Comune: infezioni.

Non nota: infezione opportunistica.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non nota: leucocitosi.

Disturbi del sistema immunitario

Non nota: reazioni da ipersensibilità (incluse reazioni anafilattiche o anafilattoidi, angioedema), reazioni indebolite ai test cutanei.

Patologie endocrine

Comune: sindrome di Cushing.

Non nota: soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisi -surrene, sindrome da sospensione di steroidi, sviluppo di una crisi da feocromocitoma in pazienti con feocromocitoma preesistente (anche latente).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: ritenzione di sodio e di liquidi, ipokaliemia.

Non nota: appetito aumentato (che può portare ad aumento ponderale), ridotta tolleranza al glucosio, dislipidemia, bilancio negativo dell'azoto a seguito di catabolismo proteico, acidosi metabolica, alcalosi ipokaliemica, aumentata escrezione di calcio e potassio, lipomatosi.

Disturbi psichiatrici

Comune: disturbi dell'umore come umore depresso o euforico.

Non nota: sbalzi di umore, labilità affettiva, irritabilità, ansia, disturbi mentali, comportamento anormale, stati confusionali, alterazioni della personalità, dipendenza psichica, disturbi psicotici (come mania, idee deliranti, allucinazioni, schizofrenia o peggioramento di tali disturbi), idee suicide.

Patologie del sistema nervoso

Non nota: cefalea, vertigini, insonnia, amnesia, disturbi cognitivi, pressione endocranica aumentata (con papilledema [ipertensione endocranica benigna]), crisi convulsive, lipomatosi epidurale.

Patologie dell'occhio

Comune: cataratta.

Non nota: pressione intraoculare aumentata, glaucoma, esoftalmo, corioretinopatia.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Non nota: vertigine.

Patologie cardiache

Non nota: insufficienza cardiaca nei pazienti predisposti, arresto cardiaco, aritmie.

Dopo la somministrazione rapida di dosi endovenose molto elevate di Solu-Moderin (>0.5 g in meno di 10 minuti) sono stati riportati aritmie e/o collasso circolatorio e arresto cardiaco. Durante o dopo la somministrazione endovenosa di dosi molto elevate, indipendentemente dalla velocità o dalla durata della somministrazione, è stata osservata bradicardia.

È stata segnalata una rottura del miocardio dopo un infarto cardiaco.

Patologie vascolari

Comune: ipertensione.

Non nota: ipotensione, eventi tromboembolici, rossore.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non nota: singulto.

Patologie gastrointestinali

Comune: ulcera peptica (con possibile emorragia e perforazione).

Non nota: dolore addominale, sensazione di tensione addominale, nausea, vomito, diarrea, dispepsia, esofagite (inclusa esofagite ulcerativa), emorragie gastrointestinali, pancreatite (anche nei bambini), peritonite, perforazione intestinale.

Patologie epatobiliari

Non nota: aumento delle transaminasi e/o della fosfatasi alcalina, disturbo della funzionalità epatica clinicamente manifesto, inclusa l'epatite.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: atrofia cutanea, acne, ecchimosi.

Non nota: eritema, eruzione cutanea, iperidrosi, prurito, strie, disturbi della pigmentazione, irsutismo, petecchie, orticaria, ascesso sterile, pannicolite.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune: osteoporosi, debolezza muscolare.

Non nota: artralgie, mialgie, miopatia, rabdomiolisi, atrofia muscolare, artropatia neuropatica, rotture di tendini (soprattutto del tendine di Achille), fratture vertebrali da compressione, fratture patologiche, osteonecrosi.

Patologie renali e urinarie

Non nota: urea ematica aumentata.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Non nota: disturbi mestruali, alterazioni della potenza erettile.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: edemi periferici, alterazioni nella guarigione della ferita.

Non nota: reazioni in sede di iniezione (come eritema, prurito, eruzione cutanea e orticaria), stanchezza, malessere.

Sicurezza nella popolazione pediatrica

Il profilo di sicurezza del metilprednisolone nei bambini e negli adolescenti equivale essenzialmente a quello osservato negli adulti. Inoltre, nei bambini sono stati osservati i seguenti effetti indesiderati:

Patologie endocrine

Comune: ritardo di crescita.

Disturbi psichiatrici

Comune: sbalzi di umore, irritabilità, comportamento anormale.

Patologie del sistema nervoso

Comune: insonnia.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

I casi riportati di tossicità acuta dopo sovradosaggio di corticosteroidi sono rari; non è nota alcuna sindrome clinica da sovradosaggio acuto. Non è disponibile alcun antidoto specifico in caso di sovradosaggio. La terapia è di supporto e sintomatica. Il metilprednisolone è dializzabile.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

H02AB04

Meccanismo d'azione/Farmacodinamica

Il principio attivo di Solu-Moderin è il metilprednisolone, il derivato 6-metilico del prednisolone. È impiegato sotto forma di sale sodico dell'estere succinico, che è molto idrosolubile e viene rapidamente e completamente idrolizzato in vivo. Pertanto, Solu-Moderin è particolarmente adatto per le terapie endovenose, in cui è necessario il rapido raggiungimento di livelli plasmatici elevati.

Il metilprednisolone presenta proprietà antinfiammatorie e immunosoppressive con scarse proprietà mineralcorticoidi.

L'effetto del metilprednisolone, come per tutti i glucocorticoidi, si basa sulla stimolazione o inibizione della sintesi di proteine intracellulari specifiche. Queste proteine biologicamente attive sono responsabili degli effetti sistemici concreti. Dato il meccanismo d'azione, l'effetto è ritardato anche in caso di somministrazione parenterale.

La durata dell'effetto antinfiammatorio dei glucocorticoidi è pari approssimativamente alla durata della depressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

Con la somministrazione di Solu-Moderin in infusione e.v. l'effetto farmacologico massimo viene raggiunto dopo 1-2 ore.

L'effetto antinfiammatorio di 4 mg di metilprednisolone è pari a quello di 5 mg di prednisolone, 4 mg di triamcinolone, 0.6 mg di betametasone o 0.75 mg di desametasone.

Efficacia clinica

Nessuna indicazione.

Farmacocinetica

In vivo, il metilprednisolone sodio succinato è rapidamente idrolizzato in metilprednisolone libero.

Assorbimento

Con un'infusione endovenosa di 1 g di metilprednisolone della durata di 30 minuti si raggiungono concentrazioni plasmatiche massime pari a 16-72 μmol/l. Nella maggior parte dei pazienti, i livelli plasmatici scendono a 0.12-3.4 μmol/l entro 24 ore e a 0.06-0.13 μmol/l entro 48 ore. Dopo somministrazione intramuscolare di 40 mg di metilprednisolone, il picco di concentrazione media di 454 ng/ml è stato raggiunto dopo 1 ora. Dopo 12 ore, la concentrazione plasmatica è scesa a 31.9 ng/ml. Il metilprednisolone non era più rilevabile dopo 18 ore. La biodisponibilità per la somministrazione intramuscolare è del 100%.

La cinetica di assorbimento del metilprednisolone è lineare indipendentemente dalla via di somministrazione.

Distribuzione

Il metilprednisolone è ampiamente distribuito nei tessuti. Il volume di distribuzione è di circa 1.4 l/kg. Il metilprednisolone si lega alle proteine plasmatiche per circa il 77%. Il metilprednisolone attraversa sia la barriera ematoencefalica sia la barriera placentare ed è escreto nel latte materno.

Metabolismo

Il metabolismo del metilprednisolone nel fegato è qualitativamente simile a quello del cortisolo. I principali metaboliti sono il 20α-idrossimetilprednisolone e il 20β-idrossi--metilprednisolone.

Eliminazione

La clearance totale del metilprednisolone è di circa 5-6 ml/m/kg, l'emivita media di eliminazione è di circa 1.8-2.5 ore. L'emivita farmacologica tuttavia è di circa 12-36 ore. La clearance metabolica nell'adulto è superiore a 250 ml/m. L'eliminazione avviene principalmente attraverso i reni sotto forma di glucuronidi, solfati e composti non coniugati. Quantità minime di metilprednisolone sono escrete con le feci.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disturbi della funzionalità epatica

Una grave insufficienza epatica ritarda il metabolismo del metilprednisolone (cfr. «Posologia/impiego» e «Avvertenze e misure precauzionali»).

Disfunzioni renali

Il metilprednisolone è dializzabile.

Bambini e adolescenti

Nei neonati, la clearance plasmatica è inferiore rispetto ai bambini e agli adulti.

Ipoalbuminemia/iperbilirubinemia

Possono verificarsi concentrazioni non volutamente elevate di metilprednisolone non legato alle proteine.

Dati preclinici

I dati preclinici degli studi convenzionali su farmacologia di sicurezza e tossicità per somministrazione ripetuta non hanno evidenziato alcun rischio inatteso. Le tossicità osservate negli studi con somministrazione ripetuta corrispondevano a quelle attese con l'esposizione continua a corticosteroidi esogeni.

Il metilprednisolone non ha mostrato segni di potenziale sensibilizzante nei test sulle cavie.

Genotossicità

Non sono stati effettuati studi di genotossicità con il metilprednisolone.

Il metilprednisolone sulfonato, che presenta una struttura simile al metilprednisolone, non ha avuto effetti mutageni su Salmonella typhimurium a concentrazioni fino a 2'000 µg/piastra con o senza attivazione metabolica. Il metilprednisolone sulfonato è risultato non mutageno anche in un test di mutazione genica su cellule ovariche di criceto cinese a concentrazioni fino a 10'000 µg/ml.

Il metilprednisolone suleptanato non ha indotto sintesi inattese del DNA negli epatociti primari di ratto a concentrazioni fino a 1'000 µg/ml.

Inoltre, una revisione dei dati pubblicati indica che il prednisolone farnesilato (PNF), che è strutturalmente simile al metilprednisolone, è risultato non mutageno nei ceppi di Salmonella typhimurium ed Escherichia coli a concentrazioni fino a 5'000 µg/piastra con o senza attivazione metabolica. In una linea cellulare di fibroblasti di criceto cinese, il PNF ha prodotto un lieve aumento dell'incidenza di aberrazioni cromosomiche strutturali dopo attivazione metabolica alla concentrazione massima testata di 1'500 µg/ml.

Cancerogenicità

Non sono stati effettuati studi di cancerogenicità nei roditori con il metilprednisolone. I risultati dei test di cancerogenicità nel ratto con glucocorticoidi correlati sono stati diversi. I dati pubblicati indicano che budesonide, prednisolone e triamcinolone acetonide possono aumentare l'incidenza di adenomi e carcinomi epatocellulari dopo somministrazione orale tramite l'acqua di abbeveraggio nei ratti maschi, con dosi inferiori alle dosi cliniche tipiche (calcolate su base mg/m2).

Tossicità per la riproduzione

Con la somministrazione di corticosteroidi nel ratto è stata osservata una riduzione della fertilità.

A ratti maschi è stato iniettato per via sottocutanea lo steroide corticosterone a dosi di 0, 10 e 25 mg/kg/giorno una volta al giorno per un periodo di 6 settimane e gli animali sono stati poi accoppiati con femmine non trattati. La dose elevata è stata ridotta dopo il giorno 15 a 20 mg/kg/giorno. È stato osservato un minor numero di tappi copulatori, probabilmente riconducibile a un peso ridotto degli organi accessori. Il numero dei siti di impianto e dei feti vivi è risultato ridotto.

Il potere di riduzione della fertilità dei singoli corticosteroidi è molto variabile, motivo per cui una valutazione quantitativa del rischio legato al metilprednisolone non è possibile.

La somministrazione di corticosteroidi a dosi equivalenti a quelle umane si è dimostrata teratogena in numerose specie animali. In studi corrispondenti è stato dimostrato che i glucocorticoidi come il metilprednisolone aumentano l'incidenza di malformazioni (palatoschisi, malformazioni scheletriche, anencefalia, difetti ventricolari, spina bifida), di letalità embriofetale (ad es. aumento dei riassorbimenti) nonché di ritardi di crescita intrauterina.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Per evitare problemi di compatibilità e stabilità, si raccomanda di somministrare il metilprednisolone separatamente da altri medicamenti per via endovenosa. Fra i medicamenti incompatibili con metilprednisolone sodio succinato in soluzione figurano, tra gli altri (ma non solo), allopurinolo, doxapram, tigeciclina, diltiazem, calcio gluconato, vecuronio bromuro, rocuronio bromuro, cisatracurio besilato, glicopirrolato, propofol.

Solu-Moderin può essere somministrato soltanto in combinazione con i medicamenti riportati alla voce «Indicazioni per la manipolazione».

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Stabilità dopo apertura

Stabilità delle soluzioni ricostituite e diluite: cfr. «Indicazioni per la manipolazione».

Per i problemi di compatibilità e stabilità: cfr. «Interazioni».

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C) e tenere fuori dalla portata dei bambini.

Concerne solo Solu-Moderin 40 mg: non conservare a temperature superiori a 30 °C. Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

Preparazione della soluzione iniettabile

I medicamenti per uso parenterale devono essere ispezionati visivamente prima della somministrazione per l'eventuale presenza di particelle e alterazione del colore.

Ricostituzione in Act-O-Vial (fiala a doppia camera)

Bild 1

1.Premere a fondo il tappo di plastica in modo che il solvente fluisca nella camera contenente la polvere.

2.Agitare delicatamente fino al discioglimento.

3.Rimuovere il disco di plastica sul tappo.

4.Disinfettare il tappo di gomma.

5.Inserire l'ago della siringa nella parte centrale del tappo finché la punta non risulta appena visibile. Capovolgere il flaconcino e aspirare la dose necessaria.

Per ridurre il rischio di fuoriuscita di parti in gomma del tappo, nel prelevare la soluzione osservare quanto segue:

·Utilizzare l'ago più sottile possibile.

·Perforare il tappo all'interno del piccolo cerchio disegnato, perché il tappo è più sottile nel mezzo.

·Inserire l'ago perpendicolarmente alla superficie del tappo.

Bild 3

Ricostituzione nel caso del flaconcino

Trasferire il solvente nel flaconcino con la polvere e agitarlo delicatamente fino alla dissoluzione. Per la ricostituzione utilizzare solo il solvente in dotazione.

Apertura della fiala di solvente

Bild 5

Bild 7

Tenere la fiala in maniera tale che il punto colorato si trovi sul davanti, cioè rivolto verso il viso.

Per aprire la fiala, posizionare il pollice sul punto e premere delicatamente verso l'indietro.

 

Solu-Moderin è un preparato monodose e monouso. La soluzione ricostituita deve essere utilizzata immediatamente, gli eventuali residui devono essere smaltiti.

Concerne solo Solu-Moderin 40 mg: la stabilità chimico-fisica della soluzione ricostituita è stata dimostrata per un periodo di 48 ore a una temperatura di 2-8 °C.
Per ragioni microbiologiche, la soluzione ricostituita deve essere utilizzata immediatamente. Qualora la soluzione non venga utilizzata immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione sono di responsabilità dell'utilizzatore e generalmente non devono superare le 24 ore a una temperatura di 2-8 °C, a meno che la ricostituzione non sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e validate.

Preparazione della soluzione per infusione

Alla soluzione ricostituita come descritto in precedenza aggiungere una soluzione per infusione di glucosio al 5% o NaCl allo 0.9%. Il volume dipende dalla durata e dalla velocità di gocciolamento dell'infusione.

Le soluzioni per infusione diluite sono fisicamente e chimicamente stabili per 3 ore a una temperatura di 20-25 °C o per 24 ore a una temperatura di 2-8 °C. Per ragioni microbiologiche, dovrebbero essere utilizzate immediatamente. Se è necessario conservarle, le soluzioni per infusione diluite devono essere controllate regolarmente per la presenza di precipitato e torbidità a partire da 6 ore. Soluzioni torbide e soluzioni con presenza di precipitato non devono più essere utilizzate e devono essere smaltite.

Numero dell'omologazione

53697 (Swissmedic).

Confezioni

Solu-Moderin 40 mg: 1 flaconcino con polvere e 1 fiala con 1 ml di solvente [B].

Solu-Moderin 40 mg: 1 Act-O-Vial (1 ml) [B].

Solu-Moderin 125 mg: 1 Act-O-Vial (2 ml) [B].

Titolare dell’omologazione

Pfizer AG, Zürich.

Stato dell'informazione

Agosto 2025

LLD V014