Lexotanil
Composizione
Principio attivo
bromazepam
Eccipienti
Lexotanil compresse da 1,5 mg:
cellulosa microcristallina, lattosio monoidrato (96,10 mg), talco, stearato di magnesio
Lexotanil compresse da 3 mg:
cellulosa microcristallina, lattosio monoidrato (94,40 mg), talco, stearato di magnesio, ossido di ferro rosso (E172)
Lexotanil compresse da 6 mg: cellulosa microcristallina, lattosio monoidrato (90,85 mg), talco, stearato di magnesio, ossido di ferro giallo (E172), indigotina (E132)
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Compresse da 1,5 mg: compresse bianche con linea di divisione, 1,5 mg di bromazepam
Compresse da 3 mg: compresse di colore rosso chiaro con linea di divisione, 3 mg di bromazepam
Compresse da 6 mg: compresse verdi con linea di divisione, 6 mg di bromazepam
Le compresse sono divisibili lungo la linea di divisione per la somministrazione in dosi frazionate.
Indicazioni/possibilità d’impiego
Lexotanil è utilizzato per il trattamento di disturbi emotivi: stati d’ansia e tensione, coadiuvante in caso di umore ansioso nelle depressioni, tensione nervosa, irrequietezza e insonnia dovuta all’ansia e alla tensione.
Lexotanil può essere utilizzato anche per la terapia di disturbi debilitanti, psicosomatici o funzionali causati o esacerbati da ansia e tensione che affliggono diversi organi ed eventualmente come coadiuvante per il trattamento di una patologia di base
·del sistema cardiovascolare e dell’apparato respiratorio: (ad esempio, pseudo angina pectoris, ansia precordiale, tachicardia, aumento della pressione sanguigna dovuto all’emozione, dispnea, iperventilazione);
·del tratto gastrointestinale (ad esempio, coadiuvante in caso di colon irritabile, colite ulcerosa, dolore epigastrico, spasmi, meteorismo, diarrea);
·del tratto urogenitale (ad esempio, vescica irritabile, pollachiuria, coadiuvante nella dismenorrea);
·altri disturbi psicosomatici (ad esempio, coadiuvante nella cefalea psicogena, nelle dermatosi psicogene).
Lexotanil è adatto anche per la terapia di stati d’ansia e tensione nel quadro di malattie croniche degli organi, nonché come complemento della psicoterapia per psiconevrosi.
Posologia/impiego
Posologia abituale
Posologia media per il trattamento ambulatoriale: fino a tre volte al giorno 1,5-3 mg.
Nei casi più gravi, in particolare nel trattamento di pazienti ricoverati: 6-12 mg da due a tre volte al giorno.
Le dosi indicate corrispondono ad una direttiva generale; devono essere adattate al singolo caso. Il trattamento di pazienti ambulatoriali dovrebbe iniziare con basse dosi, che verranno gradualmente regolate fino all’effetto ottimale.
Durata del trattamento
La durata del trattamento deve essere più breve possibile. La condizione del paziente dovrebbe essere rivalutata ad intervalli regolari e dovrebbe essere determinata la necessità di continuare il trattamento, in particolare se il paziente non presenta più alcun sintomo. In generale, la terapia non dovrebbe durare più di 8-12 settimane complessivamente, compreso un periodo di sospensione graduale. In alcuni casi, può essere necessaria un’estensione del trattamento oltre la durata massima raccomandata; tuttavia, ciò non dovrebbe avvenire senza un’ulteriore scrupolosa valutazione della condizione del paziente e dell'indicazione.
All'inizio del trattamento, il paziente dovrebbe essere esaminato regolarmente affinché la dose e/o la frequenza di assunzione possano essere mantenute più basse possibile e possa essere evitato il rischio di sovradosaggio del preparato tramite accumulo.
All'inizio del trattamento, può essere utile informare il paziente che la terapia durerà solo per un certo periodo e che al termine la dose verrà gradualmente ridotta. È importante che il paziente sappia che durante la sospensione del preparato possono insorgere fenomeni di rimbalzo e sintomi da astinenza.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti anziani
Nei pazienti anziani, a causa di una possibile maggiore sensibilità e di una diversa farmacocinetica, sono necessarie dosi più basse.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
I pazienti con disturbo grave della funzionalità epatica non dovrebbero essere trattati con compresse di Lexotanil. I pazienti con disturbo lieve o moderato della funzionalità epatica dovrebbero ricevere la dose più bassa possibile.
Pazienti pediatrici
Come per altre benzodiazepine, Lexotanil dovrebbe essere somministrato a bambini e adolescenti solo dopo una scrupolosa valutazione del rapporto rischi-benefici. Qualora il medico ritenesse indicato un trattamento con Lexotanil, la dose dovrebbe essere regolata al peso corporeo più basso del bambino.
Controindicazioni
Lexotanil è controindicato nei pazienti con ipersensibilità alle benzodiazepine o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie, grave insufficienza respiratoria, sindrome da apnea del sonno, miastenia gravis nonché insufficienza epatica grave (le benzodiazepine possono rafforzare un’eventuale encefalopatia).
I pazienti con dipendenza nota o sospetta da deprimenti del SNC, tra cui l'alcool, non devono assumere benzodiazepine.
Avvertenze e misure precauzionali
Nei pazienti con insufficienza respiratoria cronica è necessario usare cautela, perché per loro vi è il rischio di depressione respiratoria.
Le benzodiazepine non sono adatte per il trattamento primario del disturbo psicotico.
Le benzodiazepine non dovrebbero essere utilizzate come unico mezzo di trattamento della depressione o dell'ansia associata a depressione.
Amnesia
Le benzodiazepine possono innescare l’amnesia anterograda. Ciò significa che dopo l'assunzione (solitamente dopo alcune ore), vengono eventualmente eseguiti atti che in seguito il paziente non riesce più a ricordare. Tale rischio aumenta con l’entità della posologia.
Dipendenza
L'assunzione di benzodiazepine può portare alla dipendenza fisica e psichica. Tale rischio aumenta in caso di assunzione prolungata, in caso di posologia elevata e nei pazienti predisposti con precedente diagnosi di abuso di alcool, farmaci o droghe. Nel caso di uso multiplo di sostanze, l'abuso del medicamento è stato segnalato più di frequente.
Astinenza
Qualora si fosse sviluppata una dipendenza fisica, la fine del trattamento sarà accompagnata da sintomi da astinenza. Questi possono consistere in cefalea, diarrea, dolori muscolari, ansia estrema, tensione, irrequietezza, confusione e irritabilità. Nei casi più gravi, possono insorgere i seguenti sintomi: derealizzazione, depersonalizzazione, iperacusia, intorpidimento e formicolio alle estremità, ipersensibilità alla luce, al rumore e al contatto fisico, allucinazioni o convulsioni.
In caso di utilizzo di benzodiazepine, possono insorgere anche sintomi da astinenza se si passa ad una benzodiazepina con un’emivita di eliminazione significativamente più breve.
L'insorgenza di sintomi da astinenza varia, a seconda della durata d'azione della sostanza, tra un paio d'ore e una settimana o più dopo la sospensione della terapia.
Per ridurre al minimo il rischio di dipendenza, le benzodiazepine dovrebbero essere prescritte solo dopo attenta valutazione delle indicazioni e assunte per il minor tempo possibile (come ipnotico, ad esempio, di solito per non più di quattro settimane). Si deve monitorare periodicamente se sia necessaria la continuazione del trattamento. Il trattamento prolungato è indicato solo in determinati pazienti (per esempio, con stati di panico) e il beneficio è meno evidente rispetto ai rischi.
Fenomeno di rimbalzo
Il fenomeno di rimbalzo è una sindrome temporanea in cui, dopo la sospensione del trattamento, i sintomi che hanno portato al trattamento con Lexotanil insorgono in forma rafforzata. Può essere accompagnato da altre reazioni, compresi cambiamenti di umore, ansia o disturbi del sonno e irrequietezza.
Per evitare i sintomi da astinenza o i fenomeni di rimbalzo, è consigliata in ogni caso una sospensione graduale, riducendo gradualmente la dose. In caso di insorgenza di sintomi da astinenza o di fenomeni di rimbalzo, è necessario l’attento monitoraggio e supporto del paziente da parte del medico.
Misure precauzionali generali
Assunzione concomitante di alcool/deprimenti del SNC
L'uso concomitante di Lexotanil con alcool e/o deprimenti del SNC deve essere evitato. Tale uso concomitante rafforza potenzialmente l’effetto clinico di Lexotanil, compreso eventualmente l’effetto di sedazione profonda, di depressione respiratoria e/o cardiovascolare clinicamente rilevante, che può portare al coma o essere fatale (si vedano anche i paragrafi “Interazioni” e “Sovradosaggio”).
In pazienti con precedente diagnosi di abuso di alcool, farmaci o droghe, Lexotanil deve essere utilizzato con estrema cautela.
Tolleranza
Dopo un uso ripetuto di Lexotanil per un tempo prolungato, ci può essere una certa perdita di risposta agli effetti delle benzodiazepine.
Le compresse di Lexotanil contengono lattosio. I pazienti con rara intolleranza ereditaria al galattosio, deficit di lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non dovrebbero assumere le compresse di Lexotanil.
Disturbi della funzionalità epatica
In pazienti con disturbo grave della funzionalità epatica, le benzodiazepine possono essere in parte la causa di episodi di encefalopatia epatica (si veda “Controindicazioni”). Nell’uso di Lexotanil nei pazienti con disturbo lieve o moderato della funzionalità epatica è richiesta particolare cautela.
Reazioni psichiatriche e «paradossali»
Reazioni paradossali come irrequietezza, agitazione, irritabilità, aggressività, ansia, delirio, scatti d’ira, incubi, allucinazioni, psicosi, comportamento inappropriato e altri effetti comportamentali sono fenomeni concomitanti noti in caso di uso di benzodiazepine. Al verificarsi di tali reazioni, il medicamento dovrebbe essere interrotto. La probabilità del loro verificarsi nei bambini e nei pazienti anziani è maggiore che in altri pazienti.
Pazienti anziani
Gli effetti farmacologici delle benzodiazepine sembrano essere più forti nei pazienti anziani rispetto ai pazienti più giovani, anche a concentrazioni plasmatiche simili. I motivi per questo sono possibilmente alterazioni delle interazioni principio attivo-recettore, dei meccanismi post-recettoriali e della funzione organica, eventualmente legate all’età. Nei pazienti sopra i 50 anni, si raccomanda una riduzione della dose.
I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.
Interazioni
Interazioni farmacodinamiche (DDI)
Possono insorgere effetti collaterali rafforzati, come la sedazione e la depressione cardiorespiratoria, se il bromazepam viene utilizzato assieme a deprimenti del SNC, incluso l'alcool.
L'alcool deve essere evitato nei pazienti che ricevono bromazepam (si veda anche “Misure precauzionali generali”).
Informazioni su altri deprimenti del SNC, tra cui l'alcool, si trovano al paragrafo “Sovradosaggio”.
Nel caso di analgesici narcotici, può insorgere una euforia rafforzata, che può portare ad un aumento della dipendenza.
Nei pazienti trattati con miorilassanti, è necessario prestare attenzione ad un maggiore rischio di debolezza muscolare.
Vi è un maggior rischio di depressione respiratoria.
Interazioni farmacocinetiche (DDI)
Vi è la possibilità che i composti che inibiscono gli importanti enzimi epatici ossidativi rafforzino l'attività delle benzodiazepine. In caso di uso concomitante di cimetidina, un inibitore di numerosi enzimi CYP, ed eventualmente di propranololo, l'emivita di eliminazione del bromazepam può prolungarsi a causa di una clearance significativamente ridotta (nella cimetidina: riduzione del 50%). L'uso combinato con fluvoxamina, un inibitore del CYP1A2, provoca un’esposizione al bromazepam (valore AUC 2,4 volte maggiore) e un’emivita di eliminazione (1,9 volte superiore) significativamente maggiori.
Il bromazepam non ha avuto alcun influsso sul metabolismo del fenazone, un marker surrogato per l’attività di CYP1A2, CYP2B6, CYP2C e CYP3A. Inoltre, a livello dell’mRNA non sono stati indotti in vitro importanti isoenzimi CYP450 dal bromazepam; scarsa è stata anche l’attivazione di recettori ormonali nucleari da parte di bromazepam. È pertanto improbabile che il bromazepam provochi interazioni farmacocinetiche tra medicamenti a causa di un’induzione del CYP450.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Lexotanil non dovrebbe essere usato durante la gravidanza a meno che non sia assolutamente necessario e non siano disponibili alternative più sicure.
Qualora il preparato venisse prescritto ad una donna in età fertile, questa dovrà essere avvisata di informare il medico se stesse progettando una gravidanza o avesse il sospetto di essere incinta, in modo che il trattamento possa essere interrotto.
La sicurezza di bromazepam in donne in gravidanza non è stata determinata. In base alle reazioni avverse al medicamento segnalate spontaneamente, non è possibile stabilire un’incidenza maggiore di quelle che ci si aspetterebbe in un gruppo simile di pazienti non sottoposte al trattamento. In diversi studi, viene citato un aumento del rischio di malformazioni congenite nel bambino, se nel primo trimestre vengono assunti tranquillizzanti (diazepam, meprobamato e clordiazepossido).
Il rischio di malformazioni nell’uomo in caso di assunzione di dosi terapeutiche di benzodiazepine nel periodo iniziale della gravidanza sembra essere basso, sebbene alcuni studi epidemiologici abbiano evidenziato elementi che indicano un maggior rischio di palatoschisi. Sono segnalati casi di malformazioni e ritardo mentale nei bambini esposti in fase prenatale dopo sovradosaggio e intossicazione.
La somministrazione di bromazepam negli ultimi tre mesi di gravidanza e durante il parto è consentita solo dietro rigorosa indicazione medica, in quanto, a causa dell'azione farmacologica del medicamento, sono previsti effetti sul neonato come ipotermia, ipotonia e moderata depressione respiratoria.
Inoltre, nei bambini di madri che hanno assunto benzodiazepine regolarmente nel periodo finale della gravidanza, può essersi sviluppata una dipendenza fisica, motivo per cui per loro vi è il rischio che abbiano i sintomi da astinenza dopo la nascita.
Allattamento
Dal momento che le benzodiazepine passano nel latte materno, le madri che allattano non dovrebbero assumere Lexotanil, oppure l’allattamento dovrebbe essere interrotto.
Fertilità
Nessun dato
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Lexotanil ha un effetto marcato sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine. Pertanto, queste attività non dovrebbero affatto essere svolte o almeno non durante i primi giorni di trattamento. La decisione, in ogni singolo caso, spetta al medico curante, considerando la risposta individuale e la posologia particolare. Inoltre, il paziente deve essere messo in guardia dal consumo concomitante di alcool, in quanto tale combinazione può potenziare gli effetti indesiderati delle due sostanze.
Effetti indesiderati
Gli effetti avversi sono elencati secondo le classi degli organi del sistema MedDRA. La frequenza elencata è definita secondo i seguenti criteri: “molto comune” (≥1/10), “comune” (da ≥1/100 a <1/10), “non comune” (da ≥1/1000 a <1/100), “raro” (da ≥1/10.000 a <1/1000), “molto raro” (<1/10.000), “non nota” (non può essere valutata in base ai dati disponibili).
Esperienze postmarketing
Durante il trattamento con bromazepam sono più frequentemente prevedibili le seguenti reazioni avverse: sedazione, vertigini, sonnolenza, ipotensione, disturbi della concentrazione e peggioramento del tempo di reazione.
Patologie psichiatrichi
Non nota: Stato confusionale, disorientamento, disturbi emotivi e dell'umore. Questi fenomeni insorgono soprattutto all'inizio del trattamento e in generale scompaiono continuando la somministrazione.
Una depressione preesistente può manifestarsi durante il trattamento con benzodiazepine.
È nota l’insorgenza di reazioni paradossali come irrequietezza, agitazione, irritabilità, aggressività, delirio, collera, incubi, allucinazioni, psicosi, comportamento inappropriato, nervosismo, senso di ansia, sogni anomali, iperattività e altri effetti riferiti al comportamento. Tali reazioni si verificano più comunemente nei bambini e nei pazienti anziani rispetto ad altri pazienti.
Dipendenza: L'uso a lungo termine (anche alle dosi terapeutiche) può portare alla dipendenza fisica e psichica: in caso di sospensione del medicamento, possono insorgere fenomeni di rimbalzo o da astinenza (si veda “Avvertenze e misure precauzionali”). L'abuso di benzodiazepine è più comune in caso di policonsumo di sostanze.
Patologie del sistema nervoso
Comune: affaticamento, sonnolenza, cefalea, disturbi della concentrazione, vertigini, peggioramento del tempo di reazione
Raro: atassia, amnesia anterograda
Questi fenomeni insorgono soprattutto all'inizio del trattamento e in generale scompaiono continuando la somministrazione.
Con la posologia terapeutica, può essere provocata l’amnesia anterograda, ed il rischio aumenta con l'aumentare della dose. Ciò significa che dopo l'assunzione (solitamente dopo alcune ore), vengono eventualmente eseguiti atti che in seguito il paziente non riesce più a ricordare.
Patologie dell’occhio
Non nota: Diplopia
Questo fenomeno si verifica soprattutto all’inizio del trattamento e in generale scompare continuando la somministrazione
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Comune: vertigini
Questo fenomeno si verifica soprattutto all’inizio del trattamento e in generale scompare continuando la somministrazione.
Patologie cardiache
Non nota: Insufficienza cardiaca compreso arresto cardiaco
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non nota: Depressione respiratoria
Patologie gastrointestinali
Non comune: disturbi gastrointestinali
Raro: nausea, secchezza delle fauci, aumento dell’appetito
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: reazioni cutanee
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Raro: debolezza muscolare
Questo fenomeno si verifica soprattutto all’inizio del trattamento e in generale scompare continuando la somministrazione.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Non comune: cambiamenti della libido
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura
Non nota: Nei pazienti che assumono benzodiazepine, sono state più frequentemente riportate cadute e fratture. Il rischio aumenta con l'assunzione concomitante di sedativi (comprese le bevande alcoliche) e nei pazienti anziani.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Sovradosaggio
Sintomi
In caso di overdose, le benzodiazepine spesso causano stordimento, atassia, disartria e nistagmo.
Un’overdose di Lexotanil rappresenta raramente un pericolo mortale se il medicamento è stato assunto da solo, ma può portare ad areflessia, apnea, ipotensione, depressione cardiorespiratoria e coma. Se subentra il coma, questo dura in genere solo qualche ora, ma può anche essere più lungo e ciclico, in particolare nei pazienti anziani. Gli effetti di depressione respiratoria delle benzodiazepine sono più gravi nei pazienti con malattie respiratorie.
Le benzodiazepine aumentano gli effetti di altri depressivi centrali, incluso l'alcool.
Trattamento
Monitorare le funzioni vitali del paziente e avviare le misure di sostegno indicate per le sue condizioni cliniche. Per i pazienti può essere necessario soprattutto un trattamento sintomatico degli effetti cardiorespiratori o di quelli che agiscono sul sistema nervoso centrale.
Dovrebbe essere evitato un ulteriore assorbimento utilizzando metodi adeguati, per esempio mediante trattamento con carbone attivo entro 1-2 ore. Se il paziente è stordito, è assolutamente necessaria una protezione delle vie respiratorie qualora si utilizzasse carbone attivo. In caso di assunzione mista, si può considerare una lavanda gastrica, tuttavia non come misura di routine.
Se la depressione del sistema nervoso centrale è grave, si dovrebbe considerare la somministrazione di flumazenil (Anexate), un antagonista della benzodiazepina. Tuttavia, la somministrazione dovrebbe avvenire sotto stretta sorveglianza. Il preparato ha una breve emivita (circa un'ora), pertanto è necessario monitorare i pazienti cui è stato somministrato flumazenil dopo la scomparsa degli effetti. Dopo l'assunzione di medicamenti che abbassano la soglia convulsiva (ad esempio, antidepressivi triciclici), il flumazenil deve essere usato con la massima cautela. Per ulteriori informazioni sul corretto utilizzo di flumazenil (Anexate), deve essere consultata l’informazione professionale del preparato.
Proprietà/effetti
Codice ATC:
N05BA08
Meccanismo d'azione/farmacodinamica
L'azione centrale delle benzodiazepine è mediata da un rinforzo della neurotrasmissione GABAergica alle sinapsi inibitorie. In presenza di benzodiazepine, l'affinità del recettore GABA per il neurotrasmettitore viene aumentato dalla modulazione allosterica positiva, che si traduce in un maggiore effetto del GABA rilasciato sul flusso di ioni cloruro attraverso la membrana postsinaptica.
Con una bassa posologia, Lexotanil allenta in modo mirato ansia, tensione e nervosismo. Con una posologia elevata, ha un effetto sedativo e miorilassante.
Efficacia clinica
L'efficacia clinica è stata dimostrata con vari studi clinici.
Farmacocinetica
Assorbimento
Dopo somministrazione orale di bromazepam, le concentrazioni plasmatiche massime vengono raggiunte entro due ore. La biodisponibilità assoluta della compressa (rispetto alla soluzione iv) è del 60%.
Il cibo può ridurre la biodisponibilità del bromazepam, tuttavia non è stato dimostrato che ciò sia clinicamente rilevante. In caso di assunzione di più dosi di bromazepam, il grado di assorbimento rimane costante; le concentrazioni allo stato stazionario sono calcolabili e confermano la cinetica lineare del principio attivo. Le concentrazioni allo stato stazionario nel plasma vengono raggiunte entro circa 5-9 giorni. Dopo somministrazione orale multipla di una dose di 3 mg (tre volte al giorno), la concentrazione massima di bromazepam allo stato stazionario è stata in media di 120 ng/ml. Ciò corrisponde a valori tre o quattro volte superiori rispetto a quelli osservati dopo una singola dose di 3 mg.
Distribuzione
Dopo l’assorbimento, il bromazepam viene distribuito rapidamente nell’organismo. In media, il 70% del bromazepam viene legato alle proteine plasmatiche tramite interazione idrofoba; componenti leganti sono l’albumina e la α1-glicoproteina acida. Il volume di distribuzione è di circa 50 litri.
Metabolismo
Il bromazepam viene ampiamente metabolizzato nel fegato. Non vengono formati metaboliti che presentino un’emivita più lunga del composto originario. Quantitativamente dominano due metaboliti: 3-idrossibromazepam (meno attivo del bromazepam) e 2-(2-ammino-5-bromo-3-idrossibenzoil) piridina (inattiva).
Il bromazepam viene metabolizzato almeno parzialmente dal citocromo P450 (CYP450). Quali siano esattamente gli isoenzimi CYP coinvolti in questo processo è tuttavia ancora poco chiaro. Le constatazioni secondo cui un potente inibitore del CYP3A4 (itraconazolo) e un inibitore di media potenza del CYP2C9 (fluconazolo) non hanno alcun effetto sulla farmacocinetica del bromazepam, suggeriscono, tuttavia, che questi isoenzimi non sono coinvolti su una scala più ampia. Tuttavia, la marcata interazione con la fluvoxamina (si veda “Interazioni”) fa pensare ad un coinvolgimento del CYP1A2.
Eliminazione
Il bromazepam ha un’emivita di eliminazione di circa 20 ore e una clearance di circa 40 ml/min.
Il medicamento viene eliminato principalmente attraverso il metabolismo. Solo il 2% del bromazepam viene escreto immodificato nell’urina, mentre i coniugati glucuronidi di 3-idrossibromazepam e 2-(2-ammino-5-bromo-3-idrossibenzoil)piridina costituiscono il 27% o il 40% della dose somministrata.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Pazienti anziani
I pazienti anziani possono avere concentrazioni di picco significativamente più elevate, un minor volume di distribuzione, una maggiore frazione sierica non legata, una clearance minore e quindi anche un’emivita di eliminazione prolungata. Ne consegue che le concentrazioni allo stato stazionario di bromazepam ad ogni tasso di dosaggio nei pazienti anziani sono in media quasi il doppio di quelle dei pazienti più giovani (si veda “Posologia/impiego”, “Istruzioni posologiche speciali”).
Disturbi della funzionalità renale
Non è stato eseguito alcuno studio specifico di farmacocinetica nei pazienti con disturbi della funzionalità renale e non sono stati raccolti dati specifici sulla farmacocinetica di questa popolazione di pazienti.
Disturbi della funzionalità epatica
Non è stato eseguito alcuno studio specifico di farmacocinetica nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica e non sono stati raccolti dati specifici sulla farmacocinetica di questa popolazione di pazienti.
Dati preclinici
Cancerogenicità
Studi di cancerogenicità nei ratti non hanno rivelato alcuna evidenza di potenziale cancerogeno del bromazepam.
Genotossicità
Test in vitro e in vivo non hanno rivelato alcuna evidenza di potenziale mutageno del bromazepam.
Disturbi della fertilità
La somministrazione quotidiana orale di bromazepam nei ratti non ha avuto effetti sulla fertilità e sulla capacità riproduttiva generale degli animali.
Tossicità per la riproduzione
Sono stati osservati un aumento della mortalità fetale e del numero di nati morti nonché una riduzione del tasso di sopravvivenza degli animali giovani con la somministrazione di bromazepam a ratte gravide. Negli studi sulla embriotossicità/teratogenicità, non è stato osservato alcun effetto teratogeno fino ad una dose di 125 mg/kg/die.
Dopo la somministrazione orale di dosi fino a 50 mg/kg/die a coniglie gravide, sono stati osservati un minor aumento di peso della madre, un peso inferiore dei feti e una maggiore incidenza di riassorbimento fetale.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Non conservare a temperature superiori ai 30 °C. Conservare lontano dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
38294 (Swissmedic)
Confezioni
30 e 100 compresse da 1,5 mg (linea di divisione; bianche) [B]
30 e 100 compresse da 3 mg (linea di divisione; colore rosso chiaro) [B]
30 e 100 compresse da 6 mg (linea di divisione; verdi) [B]
Titolare dell'omologazione
CHEPLAPHARM Schweiz GmbH, 4102 Binningen
Stato dell’informazione
Maggio 2021