Indapamid-Mepha 2,5 mg capsule rigide
Mepha Pharma AG
Composizione
Principi attivi
Indapamide come indapamide emiidrato.
Sostanze ausiliarie
Contenuto della capsula:
Lattosio monoidrato 60.06 mg, amido di mais, carbossimetilamido sodico (tipo A) (contiene al massimo 0.26 mg di sodio), magnesio stearato.
Guscio della capsula:
Gelatina, titanio diossido (E 171), ossido di ferro giallo, ossido di ferro rosso, ossido di ferro nero (E 172).
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 capsula rigida contiene 2.5 mg di indapamide emiidrato (corrisponde a 2.44 mg di indapamide).
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Ipertensione arteriosa essenziale.
In caso di ipertensione intrattabile, Indapamid-Mepha può essere combinato con un beta-bloccante, un antipertensivo ad azione centrale o un ACE-inibitore.
Posologia/Impiego
Posologia abituale
Una sola capsula rigida da 2,5 mg di indapamide al giorno, indipendentemente dalla gravità dell'ipertensione arteriosa. In virtù del meccanismo d'azione di Indapamid-Mepha non è necessario seguire una dieta rigorosamente priva di sale.
Istruzioni posologiche speciali
Dosi più elevate non incidono in modo significativo sull'azione ipotensiva, ma per contro l'effetto diuretico risulta rafforzato e gli effetti collaterali aumentano. In particolare, l'incidenza dell'ipopotassiemia dipende dalla dose giornaliera di indapamide. Non è pertanto opportuno aumentare la dose.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti con insufficienza renale si raccomanda la posologia abituale.
Pazienti anziani
Per i pazienti geriatrici si raccomanda la posologia abituale.
Bambini e adolescenti
La sicurezza d'uso e l'efficacia in età pediatrica non sono state determinate.
Controindicazioni
·Ipersensibilità all'indapamide, agli altri sulfonamidi o a una delle sostanze ausiliarie citate alla rubrica «Composizione»,
·insufficienza renale grave,
·encefalopatia epatica o insufficienza epatica grave,
·ipopotassiemia,
·accidenti cerebrovascolari recenti.
·Allattamento (vedere rubrica «Gravidanza, allattamento»).
Avvertenze e misure precauzionali
Avvertenze
In caso di danni al fegato e in particolare in caso di squilibrio elettrolitico, il diuretici tiazidici e affini possono causare una encefalopatia epatica che può portare al coma epatico.In questo caso, la somministrazione del diuretico deve essere immediatamente interrotta. |
Fotosensibilità
Sono stati riportati dei casi di fotosensibilità con i diuretici tiazidici e simili (vedere rubrica «Effetti indesiderati»). Se compare una reazione di fotosensibilità durante il trattamento, si raccomanda di interromperlo. Se è necessario riprendere la somministrazione del diuretico, si raccomanda di proteggere le parti del corpo esposte al sole o a raggi ultravioletti.
Precauzioni d'impiego
Equilibrio idroelettrolitico
·Sodiemia: La sodiemia deve essere controllata prima di iniziare il trattamento e in seguito a intervalli regolari. Ogni trattamento diuretico può causare una riduzione del tasso di sodio con potenziali gravi conseguenze. Inizialmente, l'abbassamento della sodiemia può essere asintomatico, per cui è indispensabile un controllo regolare, che dovrà essere ancora più frequente nelle popolazioni a rischio, rappresentate dai pazienti anziani e quelli affetti da cirrosi (vedere rubriche «Effetti indesiderati» e «Posologia eccessiva»).
L'iposodiemia associata all'ipovolemia può portare a disidratazione e ipotensione ortostatica. La perdita concomitante di ioni cloruro può condurre a un'alcalosi metabolica secondaria di tipo compensatorio: l'incidenza e la gravità di questo evento sono basse.
·Potassiemia: Il rischio più grave correlato a Indapamid-Mepha 2,5 mg capsule rigide è la deplezione potassica con ipopotassiemia. L'ipopotassiemia può causare disturbi muscolari. Sono stati segnalati casi di rabdomiolisi, principalmente nel contesto di una grave ipopotassiemia. Si deve prevenire il rischio di comparsa di ipopotassiemia (<3,4 mmol/l) in alcune popolazioni a rischio, rappresentate da pazienti anziani e/o denutriti e/o polimedicalizzati, da pazienti affetti da cirrosi con edemi e ascite, da coronaropatie o da insufficienza cardiaca. In effetti, in questi casi, l'ipopotassiemia aumenta la tossicità cardiaca dei digitalici e il rischio di aritmie.
Sono a rischio anche le persone con un intervallo QT allungato, che sia congenito o iatrogeno. L'ipopotassiemia, come anche la bradicardia, agisce come un fattore favorente la comparsa di gravi aritmie, particolarmente delle torsioni di punta, potenzialmente fatali.
In ogni caso, occorrono controlli più frequenti della potassiemia. Il primo controllo della potassiemia deve essere effettuato durante la prima settimana di terapia.
In presenza di ipopotassiemia, si impone una correzione. L'ipopotassiemia associata a bassi livelli di magnesio nel siero può risultare refrattaria al trattamento, a meno che i livelli di magnesio nel siero non vengano corretti.
Magnesio plasmatico
È stato dimostrato che i tiazidi e i diuretici ad essi correlati, tra cui l'indapamide, aumentano la secrezione urinaria di magnesio, la quale può provocare ipomagnesiemia (vedere rubriche «Interazioni» e «Effetti indesiderati»).
Calcemia
Indapamid-Mepha può diminuire la secrezione urinaria di calcio e comportare un aumento lieve e transitorio della calcemia. Una ipercalcemia importante può essere dovuta a un iperparatiroidismo non diagnosticato.
Interrompere il trattamento prima di esaminare la funzionalità paratiroidea.
Glicemia
Il controllo della glicemia è importante nei diabetici, in particolare in presenza di ipopotassiemia.
Acido urico
Nei pazienti con iperuricemia può aumentare la tendenza agli attacchi di gotta.
Funzionalità renale e diuretica
Indapamid-Mepha funziona in modo completamente efficace solo quando la funzionalità renale è normale o lievemente alterata (creatininemia inferiore a dei valori dell'ordine di 25 mg/l, cioè 220 µmol/l nell'adulto). Nei pazienti anziani, il valore della creatininemia deve essere riaggiustato in funzione dell'età, del peso e del sesso del paziente.
L'ipovolemia, dovuta alla perdita di acqua e di sodio causata dal diuretico all'inizio del trattamento, provoca una riduzione della filtrazione glomerulare. Ne può risultare un aumento dell'urea ematica e dei livelli di creatinina. Questa insufficienza renale funzionale transitoria non provoca conseguenze nel paziente con funzione renale normale, ma può aggravare un'insufficienza renale preesistente.
Pazienti con insufficienza renale (vedere rubrica «Farmacocinetica»)
Il trattamento deve essere interrotto se si riscontra aumento dell'azotemia o insorgenza di oliguria.
Sportivi
Si richiama l'attenzione degli sportivi sul fatto che questo prodotto contiene un principio attivo che può indurre una reazione positiva ai test di controllo antidoping.
Effusione coroidale, miopia acuta e glaucoma acuto secondario ad angolo chiuso
Le sulfonamidi, o derivati delle sulfonamidi, possono causare una reazione idiosincratica con conseguente effusione coroidale con difettoso campo visivo, miopia transitoria e glaucoma acuto secondarioad angolo chiuso. I sintomi comprendono l'insorgenza acuta di una diminuzione dell'acutezza visiva o di un dolore agli occhi e di solito si verificano da poche ore a poche settimane dopo l'inizio del trattamento. Il glaucoma acuto ad angolo chiuso non trattato può portare a una perdita permanente della vista. Il primo passo è quello di interrompere il trattamento il più presto possibile. Se la pressione intraoculare rimane incontrollata, può essere necessario un intervento chirurgico o un farmaco tempestivo. I fattori di rischio per lo sviluppo di glaucoma acuto ad angolo chiuso possono includere una storia di allergia ai sulfamidici o alla penicillina.
Sostanze ausiliarie
Indapamid-Mepha contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsula rigida, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Associazioni sconsigliate:
Litio:
Aumento della litiemia con sintomi di sovradosaggio, come nel caso di un regime povero di sodio (diminuzione della secrezione urinaria di litio). Ciononostante, se l'uso di un diuretico è necessario, si deve monitorare attentamente la litiemia e aggiustare la posologia.
Associazioni che richiedono precauzioni di impiego:
Esempi di medicamenti che possono indurre torsioni di punta:
·Antiaritmici di classe Ia (chinidina, idrochinidina, disopiramide) e gli antiaritmici di classe Ic (flecainide),
·Antiaritmici di classe III (amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide, bretilio)
·Alcuni antipsicotici:
Fenotiazine (clorpromazina, ciamemazina, levomepromazina, tioridazina, trifluoperazina),
Benzammidi (amisulpride, sulpiride, sultopride, tiapride),
Butirrofenoni (droperidolo, aloperidolo),
Altri antipsicotici (pimozide);
·Psicoanalettici (donepezil),
·Antidepressivi (citalopram, escitalopram),
·Agenti antimicrobici: fluorochinoloni (moxifloxacina, sparfloxacina, ciprofloxacina), macrolidi (eritromicina IV, claritromicina), antifungini azolici (fluconazolo),
·Agenti antiparassitari (alofantrina, clorochina, pentamidina),
·Antistaminici (mizolastina, astemizolo, terfenadina),
·Antiemetici (ondansetron, domperidone),
·Antineoplastici e immunomodulatori (vandetanib, oxaliplatino, anagrelide),
·Anestetici (propofol, sevoflurano),
·Altre sostanze come bepiridil, cisapride, difemanile, vincamicina e.v., metadone, papaverina, cilostazolo.
Questo elenco è indicativo e non esaustivo.
Aumento del rischio di aritmia ventricolare, in particolare di torsioni di punta (l'ipopotassiemia è un fattore di rischio).
L'ipopotassiemia deve venir monitorata e corretta se necessario, prima di iniziare una combinazione. Si devono sorvegliare i parametri clinici, gli elettroliti plasmatici e l'ECG.
In caso di ipopotassiemia, non utilizzare sostanze che comportano il rischio di torsioni di punta.
F.A.N.S (sistemici) compresi gli inibitori selettivi della COX-2, salicilati ad alto dosaggio (≥3 g/giorno)
Possibile diminuzione dell'effetto antipertensivo dell'indapamide.
Insufficienza renale acuta nei pazienti disidratati (diminuzione della filtrazione glomerulare).
Reidratare il paziente; monitorare la funzionalità renale all'inizio del trattamento.
Inibitori dell'enzima di conversione (IEC)
Rischio di calo brutale della tensione arteriosa e/o d'insufficienza renale acuta al momento dell'inizio del trattamento con un inibitore dell'enzima di conversione in caso di deplezione sodica preesistente (in particolare in pazienti portatori di una stenosi dell'arteria renale).
Nell'ipertensione essenziale, qualora un trattamento preventivo con un diuretico avesse causato deplezione sodica, si deve:
·o interrompere la somministrazione del diuretico 3 giorni prima dell'inizio del trattamento con l'IEC e se necessario reintrodurre un diuretico che abbassi i livelli di potassio nel sangue;
·o somministrare dosi iniziali ridotte dell'IEC e seguire una progressione lenta.
Nell'insufficienza cardiaca congestizia, cominciare con una dose molto bassa di IEC, eventualmente dopo riduzione della dose del diuretico a effetto ipopotassiemizzante abbinato.
In ogni caso, monitorare la funzionalità renale (dosaggio della creatininemia) nelle prime settimane del trattamento con l'IEC.
Altri ipopotassiemizzanti: amfotericina B (via e.v.), glucocorticoidi e mineralocorticoidi (sistemici), tetracosactide, lassativi stimolanti
Aumento del rischio di ipopotassiemia (effetto additivo).
Monitoraggio della potassiemia e, se necessario, sua correzione; tenerne conto in particolare in caso di terapia con digitalici. Utilizzare lassativi non stimolanti.
Baclofene
Potenziamento dell'effetto antipertensivo.
Reidratare il paziente; monitorare la funzionalità renale all'inizio del trattamento.
Digitalici
L'ipopotassiemia e/o l'ipomagnesiemia favoriscono gli effetti tossici dei digitalici.
Si raccomanda il monitoraggio del potassio e del magnesio plasmatico, come pure l'ECG e, se necessario, la rivalutazione del trattamento.
Allopurinolo
L'uso concomitante con indapamide può causare un aumento dell'incidenza delle reazioni di ipersensibilità correlate all'allopurinolo.
Associazioni da tenere sotto sorveglianza:
Diuretici iperpotassiemizzanti (amiloride, spironolactone, triamterene):
L'abbinamento razionale, utile per alcuni pazienti, non esclude la comparsa di ipopotassiemia o di iperpotassiemia (specialmente nei pazienti con insufficienza renale e nei diabetici).
Monitorare la potassiemia, eventualmente l'ECG e, se è il caso, riconsiderare il trattamento.
Metformina
L'acidosi lattica dovuta alla metformina e provocata da una eventuale insufficienza renale funzionale legata ai diuretici e in particolare ai diuretici dell'ansa.
Non utilizzare la metformina se i livelli della creatininemia superano 15 mg/l (135 µmol/l) negli uomini e 12 mg/l (110 µmol/l) nelle donne.
Mezzi di contrasto iodati
In caso di disidratazione provocata dai diuretici, esiste un aumento del rischio di insufficienza renale acuta, in particolare quando si usano dosi elevate di prodotti di contrasto iodati. Reidratazione con somministrazione del prodotto iodato.
Antidepressivi imipraminici (triciclici), neurolettici
Aumento dell'effetto antipertensivo e del rischio di ipotensione ortostatica (effetto additivo).
Calcio (sali di)
Rischio di ipercalcemia dovuta alla ridotta eliminazione di calcio con le urine.
Ciclosporina
Rischio di aumento dei livelli di creatininemia senza variazione dei tassi circolanti di ciclosporina, anche in assenza di deplezione idrosodica.
Corticosteroidi, tetracosactide (sistemici)
Diminuzione dell'effetto antipertensivo (ritenzione idrosalina dei corticosteroidi).
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Gli studi sulla riproduzione negli animali non hanno mostrato rischi per il feto. Non hanno evidenziato effetti nocivi diretti o indiretti sulla riproduzione (vedere rubrica «Dati preclinici»).
I dati sull'uso dell'indapamide nella donna in gravidanza sono limitati. Di norma, la somministrazione di diuretici alle donne incinte deve essere evitata e non deve mai costituire il trattamento di scelta per gli edemi fisiologici in gravidanza.
L'indapamide non dovrebbe essere impiegato in gravidanza, salvo in caso di assoluta necessità.
Terzo trimestre
Una esposizione prolungata ai diuretici tiazidici durante il 3° trimestre di gravidanza può ridurre il volume plasmatico materno come anche il debito di sangue utero-placentare. Ne può conseguire una ischemia fetoplacentare, con rischio di ipotrofia fetale e un ritardo della crescita intrauterina. Inoltre, sono stati segnalati rari casi di ipoglicemia e di trombocitopenia neonatale in seguito a esposizione in concomitanza del termine.
Allattamento
L'indapamide viene secreto nel latte materno. Non deve essere impiegato durante il periodo dell'allattamento per i seguenti motivi:
·provoca diminuzione o addirittura soppressione della secrezione lattea,
·produce effetti indesiderati, in particolare biologici (potassiemia),
·fa parte dei sulfamidici con rischio di ittero nucleare nel neonato e comporta rischi di allergia.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Indapamid-Mepha 2,5 mg capsule rigide ha un effetto limitato sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine. Indapamid-Mepha 2,5 mg capsule rigide non modifica la vigilanza ma in alcuni pazienti possono verificarsi reazioni individuali, correlate a un abbassamento della pressione arteriosa, specialmente all'inizio del trattamento o in caso di abbinamento di Indapamid-Mepha 2,5 mg capsule rigide con un altro medicamento antipertensivo. Di conseguenza, la capacità di condurre veicoli o di utilizzare macchine può risultare ridotta.
Effetti indesiderati
Riassunto del profilo di sicurezza
Gli effetti indesiderati più frequentemente riportati sono l'ipopotassiemia, reazioni d'ipersensibilità perlopiù di tipo dermatologico in soggetti predisposti alle manifestazioni allergiche e asmatiche, eruzioni maculo-papulose.
I diuretici simili ai tiazidi, tra cui l'indapamide, possono provocare gli effetti indesiderati classificati qui di seguito secondo la loro frequenza:
molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1000, <1/100); raro (≥1/10'000, <1/1000); molto raro (<1/10'000); sconosciuto (non può essere stimato in base ai dati disponibili).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Raro: trombocitopenia, leucopenia, agranulocitosi, aplasia midollare, anemia emolitica.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Comune: deplezione potassica con grave ipopotassiemia. In determinate popolazioni a rischio (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»), l'ipopotassiemia è considerata particolarmente pericolosa.
Non comune: iposodiemia con ipovolemia e conseguente disidratazione e ipotensione ortostatica, nonché alcalosi metabolica compensatoria per concomitante deplezione di cloruro, aumento dell'uremia e della glicemia.
Raro: ipocloremia, ipomagnesiemia.
Molto raro: ipercalcemia.
Sconosciuto: deplezione potassica con ipopotassiemia, particolarmente grave in alcune popolazioni ad alto rischio (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»), iposodiemia.
Patologie del sistema nervoso
Comune: cefalea, vertigini, astenia, parestesie.
Sconosciuto: sincope.
Patologie dell'occhio
Sconosciuto: miopia, disturbi visivi, visione offuscata, glaucoma acuto ad angolo chiuso*, effusione coroidale*.
Patologie cardiache
Molto raro: aritmie.
Sconosciuto: torsioni di punta (potenzialmente fatali) (vedere rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»).
Patologie vascolari
Molto raro: ipotensione.
Patologie gastrointestinali
Comune: nausea, costipazione, secchezza delle fauci.
Non comune: vomito.
Raro: pancreatite.
Patologie epatobiliari
Molto raro: funzionalità epatica alterata.
Sconosciuto: in caso d'insufficienza epatica, possibilità di comparsa di encefalopatia epatica (vedere rubriche «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»), epatite, innalzamento del livello degli enzimi epatici.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Reazione di ipersensibilità essenzialmente dermatologica in alcuni soggetti predisposti alle manifestazioni allergiche e asmatiche.
Comune: eruzioni maculo-papulose.
Non comune: porpora.
Molto raro: angioedema e/o orticaria, necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson.
Sconosciuto: possibilità di aggravamento di lupus eritematoso acuto disseminato preesistente.
Sono stati descritti casi singoli di eritema multiforme.
Sono stati riportati casi di fotosensibilità (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Patologie renali e urinarie
Molto raro: insufficienza renale.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Sconosciuto: spasmi muscolari*, debolezza muscolare*, mialgie*, rabdomiolisi*.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Non comune: disfunzione erettile.
Esami diagnostici
Sconosciuto: allungamento dell'intervallo QT nell'elettrocardiogramma (vedere rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»).
Innalzamento della glicemia e dell'uricemia nel corso del trattamento: l'utilizzo di questi diuretici dovrà essere monitorato con attenzione nei soggetti che soffrono di gotta o di diabete.
* Effetti indesiderati riferiti dopo la commercializzazione (notificazioni spontanee) e per i quali la frequenza viene stimata a partire dai dati degli studi clinici.
Descrizione di specifici effetti indesiderati
Nel corso degli studi di fase II e III che hanno messo a confronto 1,5 mg e 2,5 mg di indapamide, l'analisi della potassiemia ha messo in evidenza un effetto dose-dipendente per l'indapamide:
·Indapamide 1,5 mg: è stata osservata una potassiemia < 3,4 mmol/l nel 10% dei pazienti e < 3,2 mmol/l nel 4% dei pazienti dopo 4–6 settimane di trattamento. Dopo 12 settimane di trattamento la riduzione media della potassiemia è stata pari a 0,23 mmol/l.
·Indapamide 2,5 mg: è stata osservata una potassiemia < 3,4 mmol/l nel 25% dei pazienti e < 3,2 mmol/l nel 10% dei pazienti dopo 4–6 settimane di trattamento. Dopo 12 settimane di trattamento la riduzione media della potassiemia è stata pari a 0,41 mmol/l.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
L'indapamide non ha mostrato tossicità fino a 40 mg, cioè 16 volte la dose terapeutica.
Segni e sintomi
I segni di intossicazione acuta si manifestano soprattutto con degli squilibri idroelettrolitici (iposodiemia, ipopotassiemia). A livello clinico, possibilità di nausea, vomito, ipotensione arteriosa, crampi, vertigini, sonnolenza, stati confusionali, poliuria o oliguria che può arrivare fino all'anuria (per ipovolemia). Nei pazienti con cirrosi epatica, il sovradosaggio può accelerare il coma epatico. Non esiste un antidoto specifico.
Trattamento
I primi provvedimenti consistono nell'eliminare rapidamente il o i prodotti ingeriti tramite lavanda gastrica, e/o somministrazione di carbone attivo, quindi recuperare l'equilibrio idroelettrolitico in un centro specializzato, fino alla normalizzazione.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
C03BA11
Meccanismo d'azione/Farmacodinamica
L'indapamide è un derivato sulfonamidico a nucleo indolico, farmacologicamente simile al gruppo dei diuretici tiazidici, che agisce inibendo il riassorbimento del sodio a livello del segmento corticale di diluizione. Aumenta l'escrezione urinaria del sodio e dei cloruri e, in minore quantità, l'escrezione di potassio e di magnesio, aumentando in questo modo la diuresi ed esercitando un'azione antipertensiva.
L'attività antipertensiva si esplica attraverso un miglioramento della compliance arteriosa e una riduzione delle resistenze vascolari periferiche totali e arteriolari.
L'indapamide riduce l'ipertrofia ventricolare sinistra.
Al di là di una determinata dose, l'effetto dell'indapamide raggiunge un plateau, mentre invece gli effetti indesiderati continuano ad aumentare: non tentare di aumentare la dose in caso il medicamento fosse inefficace.
È stato inoltre dimostrato nell'iperteso che, a breve, medio e lungo termine, l'indapamide:
·non interferisce con il metabolismo lipidico: trigliceridi, LDL-colesterolo e HDL-colesterolo;
·non interferisce con il metabolismo glucidico, neanche nell'iperteso diabetico.
Efficacia clinica
Nessun dato.
Farmacocinetica
Assorbimento
Il riassorbimento nel tratto gastrointestinale è rapido e completo. Picco di concentrazione plasmatica: 1-2 ore circa dopo la somministrazione orale.
Distribuzione
Volume apparente di distribuzione: 1.6 l/kg (basato sulla concentrazione plasmatica). Legame alle proteine plasmatiche: circa 71 - 79%.
Legame agli eritrociti: percentuale elevata (legame all'anidrasi carbonica degli eritrociti).
Metabolismo
Tasso di metabolizzazione al momento del picco di concentrazione plasmatica: circa 25%. Solo il 5% di indapamide si ritrova nelle urine in forma non metabolizzata. La cinetica non si modifica a seguito di somministrazioni ripetute di indapamide; quindi non c'è rischio di accumulo.
Eliminazione
L'eliminazione di indapamide dal sangue e dal plasma è biesponenziale, il che significa che esiste un sistema aperto a due compartimenti.
Emivita (fase lenta): 15-18 ore. Il 60% della dose somministrata viene eliminato nelle urine.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Indapamid-Mepha non si accumula nei pazienti con insufficienza renale, anche in emodialisi, e mantiene il suo effetto antipertensivo.
Dati preclinici
Le dosi più elevate (da 40 a 8000 volte la dose terapeutica) somministrate per via orale a diverse specie animali hanno mostrato un'esacerbazione delle proprietà diuretiche dell'indapamide. I principali sintomi di avvelenamento, durante gli studi di tossicità acuta con indapamide somministrata per via endovenosa o per via intraperitoneale, ovvero bradipnea e vasodilatazione periferica, sono correlati all'azione farmacologica dell'indapamide.
Mutagenicità
I test di mutagenicità sono risultati negativi.
Cancerogenicità
I test di cancerogenicità sono risultati negativi.
Tossicità per la riproduzione
È stata testata la tossicità riproduttiva (fertilità, embriofetotossicità e peri-postnatalità): non è stata messa in evidenza nessuna anomalia maggiore con l'eccezione di un insufficiente aumento di peso del feto nel test di tossicità peri- e postnatale alla dose di 100 mg/kg. Non si è evidenziato alcun effetto teratogeno.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare Indapamid-Mepha capsule rigide nella confezione originale, al riparo dall'umidità e a temperatura ambiente (15-25°C).
Conservare fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
53304 (Swissmedic).
Confezioni
Capsule rigide da 2,5 mg: 30 e 90 [B].
Titolare dell’omologazione
Mepha Pharma AG, Basel.
Stato dell'informazione
Novembre 2025.
Numero interno della versione: 6.2