Chlortalidon Galepharm

Composizione

Principi attivi

Chlortalidonum.

Sostanze ausiliarie

Chlortalidon Galepharm 12.5 mg compresse

Cellulosum microcristallinum, Lactosum monohydricum (39 mg), Povidonum K-30, Carboxymethylamylum natricum A, corresp. max. 0.1 mg Natrium, Magnesii stearas.

Chlortalidon Galepharm 25 mg compresse

Cellulosum microcristallinum, Lactosum monohydricum (78 mg), Povidonum K-30, Carboxymethylamylum natricum A, corresp. max. 0.3 mg Natrium, Magnesii stearas, Ferri oxidum (E172, flavum et rubrum).

Chlortalidon Galepharm 50 mg compresse

Cellulosum microcristallinum, Lactosum monohydricum (156 mg), Povidonum K-30, Carboxymethylamylum natricum A, corresp. max. 0.6 mg Natrium, Magnesii stearas, Ferri oxidum (E172, flavum).

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Compresse da 12.5 mg di clortalidone: compresse rotonde, di colore bianco, con diametro di 5 mm

Compresse da 25 mg di clortalidone: compresse rotonde, di colore da rosa pallido a rossastro, con diametro di 7 mm

Compresse da 50 mg di clortalidone: compresse rotonde, di colore giallo, con diametro di 9 mm

Indicazioni/possibilità d’impiego

Impiego in pazienti adulti:

-trattamento dell’edema cardiogeno, epatico e nefrogeno

-ipertensione

-insufficienza cardiaca manifesta

-diabete insipido renale, quando altre opzioni medicamentose non sono indicate

Posologia/impiego

La posologia individuale dipende dal quadro clinico e dalla risposta del paziente alla terapia.

Va utilizzata la dose più bassa che consenta di mantenere l’efficacia ottimale. Nei pazienti con cardiopatia coronarica o sclerosi cerebrale o dopo infarto miocardico o ictus, la posologia va stabilita con particolare cautela.

Si applicano le seguenti raccomandazioni posologiche:

Edema cardiogeno, epatico e nefrogeno, insufficienza cardiaca

Dose iniziale:

50 – 100 mg di clortalidone al giorno.

Dose massima: 200 mg di clortalidone al giorno, dal momento che dosi superiori non consentono di potenziarne l’effetto.

Dose di mantenimento:

25 – 50 mg di clortalidone al giorno.

Ipertensione

Dose iniziale:

12.5 – 50 mg di clortalidone al giorno.

Dose di mantenimento:

12.5 – 25 mg di clortalidone al giorno.

La dose iniziale deve essere ridotta su base individuale.

Diabete insipido renale

Dose iniziale:

100 mg di clortalidone 2 volte al giorno.

Dose di mantenimento:

La dose abituale è di 50 mg di clortalidone al giorno.

Pazienti anziani (età superiore ai 65 anni) e pazienti con funzionalità renale ridotta

Nei pazienti anziani e/o nei pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata (clearance della creatinina pari a 30 – 60 ml/min e/o creatinina sierica pari a 1.1 – 1.8 mg/100 ml), la posologia deve essere modificata in base alle esigenze terapeutiche e alla tollerabilità (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

I diuretici tiazidici e gli analoghi tiazidici, clortalidone incluso, perdono la loro efficacia in caso di grave insufficienza renale, cioè in presenza di una clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min e/o di una creatinina sierica superiore a 1.8 mg/100 ml (cfr. «Controindicazioni»).

Pazienti con ridotta funzionalità epatica

Nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica, la posologia di Chlortalidon Galepharm deve essere modificata di conseguenza. Chlortalidon Galepharm non deve essere assunto in caso di disturbi gravi della funzionalità epatica (cfr. «Controindicazioni»).

Pazienti con ridotta funzionalità cardiaca

Nei pazienti con grave scompenso cardiaco, è possibile che il clortalidone non venga praticamente assorbito.

Bambini e adolescenti <18 anni:

Non essendo disponibile sufficiente esperienza terapeutica al riguardo, Chlortalidon Galepharm non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti.

Modo e durata d’impiego

Questo medicamento deve essere assunto con una quantità sufficiente di liquidi (1 bicchiere d’acqua).

In caso di somministrazione una volta al giorno, la dose va assunta al mattino con la colazione; in caso di somministrazione due volte al giorno, la seconda dose va assunta a cena.

La dose non deve essere aumentata prima che siano trascorse 2 o 3 settimane.

La durata d’impiego viene stabilita dal medico curante. Dopo un trattamento prolungato, Chlortalidon Galepharm non deve essere interrotto improvvisamente, ma gradualmente.

Controindicazioni

-Ipersensibilità al principio attivo, ad altri tiazidici o derivati sulfonamidici (reazioni crociate; cautela nei pazienti con asma bronchiale) o a una delle sostanze ausiliarie

-Anuria (produzione di urina inferiore a 100 ml/24 h)

-Gravi disturbi della funzionalità renale (con produzione di urina fortemente compromessa; clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min e/o creatinina sierica superiore a 1.8 mg/100 ml)

-Glomerulonefrite

-Gravi disturbi della funzionalità epatica (precoma e coma epatico)

-Ipercalcemia

-Ipokaliemia resistente alla terapia o condizioni associate a perdite aumentate di potassio

-Grave iponatriemia

-Iperuricemia sintomatica

-Ipertensione durante la gravidanza (cfr. «Gravidanza, allattamento»).

Avvertenze e misure precauzionali

Ridotta funzionalità renale

Chlortalidon Galepharm deve essere usato solo con cautela nei pazienti nefropatici.

Nei pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata (clearance della creatinina pari a 30 – 60 ml/min e/o creatinina sierica pari a 1.1 – 1.8 mg/100 ml), la posologia deve essere modificata in base alle esigenze terapeutiche e alla tollerabilità (cfr. «Posologia/impiego»).

Nei pazienti con grave insufficienza renale (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min e/o creatinina sierica superiore a 1.8 mg/100 ml), i diuretici tiazidici e gli analoghi tiazidici, clortalidone incluso, perdono l’effetto diuretico (cfr. «Controindicazioni»).

Nei pazienti nefropatici, i tiazidici possono indurre azotemia.

Nei pazienti con ridotta funzionalità renale possono comparire effetti cumulativi del medicamento. In caso di progressione dell’insufficienza renale, caratterizzata dall’aumento dell’azotemia totale ma non dell’azoto proteico, occorre valutare criticamente la prosecuzione del trattamento. Va presa in considerazione linterruzione della terapia con diuretici.

In caso di abuso cronico di diuretici può manifestarsi una pseudosindrome di Bartter, con conseguente formazione di edemi. Gli edemi sono dovuti all’aumento della renina, con conseguente iperaldosteronismo secondario.

L’effetto antipertensivo degli ACE-inibitori viene potenziato dalle sostanze che aumentano l’attività della renina plasmatica (diuretici). Pertanto, la terapia con diuretici deve essere interrotta 2 – 3 giorni prima dell’inizio del trattamento con un ACE-inibitore, per ridurre il rischio di ipotensione all’inizio della terapia.

Effusione coroidale, miopia acuta e glaucoma ad angolo chiuso secondario

I farmaci sulfamidici o derivati da sulfamidici possono causare una reazione idiosincrasica che determina effusione coroidale con difetti del campo visivo, miopia transitoria e glaucoma acuto ad angolo chiuso. I sintomi comprendono riduzione acuta dell’acuità visiva o dolore oculare e si manifestano in genere entro alcune ore o settimane dopo l’inizio della terapia. Se non trattato, il glaucoma acuto ad angolo chiuso può portare alla perdita permanente della vista. Innanzitutto, l’assunzione del medicamento deve essere interrotta il più presto possibile. Se la pressione intraoculare rimane incontrollata, si può prendere in considerazione un immediato trattamento medico o chirurgico. L’allergia ai sulfonamidi o alla penicillina fa parte dei fattori di rischio per lo sviluppo del glaucoma acuto ad angolo chiuso.

Ridotta funzionalità epatica

Chlortalidon Galepharm deve essere usato solo con cautela nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica o epatopatia in progressione, in quanto anche piccole variazioni dell’equilibrio idro-elettrolitico dovute ai diuretici tiazidici possono portare a coma epatico, in particolare nei pazienti con cirrosi epatica (cfr. «Controindicazioni»).

Effetti metabolici ed endocrini

I pazienti con diabete mellito o gotta devono essere monitorati con particolare attenzione.

La terapia con tiazidici può ridurre la tolleranza al glucosio. Nei pazienti con diabete mellito manifesto si può osservare un peggioramento della situazione metabolica, che può rendere necessario un adeguamento della dose di insulina o degli ipoglicemizzanti orali. Il diabete mellito latente può diventare manifesto durante la terapia con tiazidici.

Durante l’uso di Chlortalidon Galepharm, i livelli ematici di acido urico possono aumentare; tuttavia, gli attacchi di gotta sono stati rari durante la terapia a lungo termine. Nei pazienti in terapia a lungo termine con tiazidi e diuretici tiazidici simili sono stati osservati aumenti lievi e in parte reversibili delle concentrazioni plasmatiche di colesterolo totale, colesterolo LDL o trigliceridi.

Disturbi dell’equilibrio elettrolitico

Durante la terapia con diuretici, gli elettroliti sierici (in particolare potassio, sodio, calcio) vanno determinati regolarmente, a intervalli adeguati.

Il controllo continuo degli elettroliti sierici è particolarmente indicato nei pazienti anziani, nei pazienti con ascite dovuta a cirrosi epatica e nei pazienti con edema nefrogeno. In queste situazioni, Chlortalidon Galepharm deve essere utilizzato solo sotto stretto monitoraggio e solo in pazienti con livelli di potassio nella norma, senza segni di deplezione di volume.

I diuretici tiazidici, clortalidone incluso, possono causare disturbi dell’equilibrio idrico o elettrolitico (ipokaliemia, iponatriemia e alcalosi ipocloremica). I segni indicativi di disturbi dell’equilibrio idrico o elettrolitico sono secchezza della bocca, sete, debolezza, letargia, sonnolenza, irrequietezza, dolori o crampi muscolari, debolezza muscolare, ipotensione, oliguria, tachicardia e disturbi gastrointestinali quali nausea e vomito.

Inoltre, l’ipokaliemia può rendere il cuore sensibile e aumentare la sensibilità agli effetti tossici dei glicosidi cardiaci.

Il rischio di ipokaliemia è maggiore nei pazienti con cirrosi epatica, nei pazienti con aumento della diuresi, nei pazienti che non assumono quantità sufficienti di elettroliti per via orale e nei pazienti trattati contemporaneamente con corticosteroidi, ACTH, glicosidi cardiaci o lassativi (cfr. «Interazioni»). Questi pazienti devono essere monitorati con particolare attenzione.

Come con tutti i diuretici tiazidici, la kaliuresi indotta da Chlortalidon Galepharm è dose-dipendente e la sua entità varia su base individuale. Con una posologia di 25 mg al giorno, la riduzione della concentrazione sierica di potassio è in media di 0,5 mmol/l. Nel trattamento a lungo termine, la concentrazione sierica di potassio deve essere determinata all’inizio della terapia e dopo 3 – 4 settimane. Successivamente, se il bilancio del potassio non viene influenzato da altri fattori (ad es. vomito, diarrea, alterazioni della funzionalità renale ecc.), la concentrazione sierica di potassio può essere determinata ogni 4 – 6 mesi.

Se necessario, il clortalidone può essere associato a integratori orali del potassio o a diuretici risparmiatori di potassio (ad es. triamterene). In caso di terapia combinata, devono essere controllati i livelli sierici di potassio. Se l’ipokaliemia è accompagnata da sintomi clinici (ad es. debolezza muscolare, paresi e alterazioni dell’ECG), l’uso del clortalidone deve essere interrotto.

Nei pazienti che ricevono contemporaneamente ACE-inibitori, l’associazione di Chlortalidon Galepharm con preparati a base di potassio o diuretici risparmiatori di potassio deve essere evitata, a meno che non sia strettamente necessaria.

Nelle giornate calde, nei pazienti con edemi può manifestarsi iponatriemia da diluizione. Una carenza di cloruro è in genere lieve e non richiede alcun trattamento.

I tiazidici possono ridurre l’escrezione urinaria del calcio e portare a un aumento lieve e transitorio del calcio sierico, senza disturbi noti del metabolismo del calcio. Un’ipercalcemia marcata può essere un segno di iperparatiroidismo latente. Prima di un esame della funzionalità paratiroidea, l’uso dei tiazidici deve essere interrotto.

È stato dimostrato che i tiazidici aumentano l’escrezione urinaria di magnesio e possono quindi portare a ipomagnesiemia.

Insufficienza cardiaca

Nei pazienti con grave scompenso cardiaco (edema marcato), è possibile che il clortalidone non venga praticamente assorbito.

Altro

Nei pazienti con o senza allergie o asma bronchiale all’anamnesi possono manifestarsi reazioni di ipersensibilità.

Avvertenze speciali

Durante la terapia con Chlortalidon Galepharm, gli elettroliti sierici (in particolare gli ioni potassio, sodio e calcio), la creatinina e l’urea, i lipidi sierici (colesterolo e trigliceridi), l’acido urico e la glicemia devono essere controllati a intervalli regolari.

Durante il trattamento con Chlortalidon Galepharm, i pazienti devono assumere quantità sufficienti di liquidi e, a causa dell’aumento delle perdite di potassio, alimenti ricchi di potassio (banane, verdure, noci).

Il trattamento dell’ipertensione con Chlortalidon Galepharm richiede controlli medici periodici.

La terapia con Chlortalidon Galepharm deve essere interrotta in caso di:

-squilibrio elettrolitico resistente alla terapia

-reazioni di ipersensibilità

-disturbi gastrointestinali marcati

-disturbi del sistema nervoso centrale

-pancreatite

-alterazioni dell’emopoiesi (anemia, leucopenia, trombocitopenia)

-colecistite acuta

-comparsa di vasculite

-peggioramento di una miopia preesistente

-concentrazione sierica della creatinina superiore a 1.8 mg/100 ml o clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min.

Effetti dell’abuso a scopo di doping

L’uso di Chlortalidon Galepharm può portare a risultati positivi ai controlli antidoping. Le conseguenze sulla salute dell’uso di Chlortalidon Galepharm a scopo di doping sono imprevedibili e non si possono escludere rischi gravi per la salute.

Sostanze ausiliarie

Le compresse di Chlortalidon Galepharm contengono lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

In caso di uso concomitante di clortalidone con i medicamenti o le sostanze descritti di seguito possono verificarsi le seguente interazioni:

Combinazioni sconsigliate

Litio

La somministrazione concomitante di Chlortalidon Galepharm e litio porta a una ridotta escrezione del litio e quindi a un potenziamento del suo effetto cardiotossico e neurotossico.

Se la somministrazione di diuretici è inevitabile, sono necessari uno stretto monitoraggio dei livelli ematici di litio e un adeguamento della dose.

Con le seguenti combinazioni sono necessarie particolari misure precauzionali:

Sostanze che possono causare torsione di punta:

-Antiaritmici di classe Ia (chinidina, idrochinidina, disopiramide)

-Antiaritmici di classe III (ad es. amiodarone, sotalolo)

-Determinati antipsicotici: fenotiazine (ad es. clorpromazina, ciamemazina, levomepromazina, tioridazina, trifluoperazina), benzamidi (ad es. amisulpride, sulpiride, sultopride, tiapride), butirrofenoni (ad es. drosperidolo, aloperidolo)

-Altre: bepridile, cisapride, difemanile, eritromicina e.v., alofantrina, mizolastina, pentamidina, sparfloxacina, moxifloxacina, vincamina e.v.

In caso di somministrazione concomitante di questi medicamenti con Chlortalidon Galepharm sussiste un rischio aumentato di aritmie ventricolari, in particolare torsione di punta, soprattutto in presenza di ipokaliemia. Prima di iniziare una tale combinazione occorre determinare ed eventualmente correggere i livelli sierici di potassio. Sono necessari controlli regolari degli elettroliti nel plasma e un monitoraggio dell’ECG. Vanno utilizzate preferibilmente sostanze che non inducono torsione di punta in presenza di ipokaliemia.

ACE-inibitori (ad es. captopril, enalapril)

Durante il trattamento con Chlortalidon Galepharm, sussiste il rischio di calo massiccio della pressione arteriosa e peggioramento della funzionalità renale all’inizio della terapia in caso di assunzione contemporanea di ACE-inibitori (ad es. enalapril).

Pertanto, la terapia con diuretici deve essere interrotta 2 – 3 giorni prima dell’inizio del trattamento con un ACE-inibitore, per ridurre il rischio di ipotensione all’inizio della terapia.

Antinfiammatori non steroidei (ad es. indometacina, acido acetilsalicilico), inclusi gli inibitori di COX-2 e i salicilati

Gli antinfiammatori non steroidei (ad es. indometacina, acido acetilsalicilico), inclusi gli inibitori di COX-2 e i salicilati, possono ridurre l’effetto antipertensivo e diuretico di Chlortalidon Galepharm. In caso di assunzione di salicilati a dosi elevate, l'effetto tossico dei salicilati sul sistema nervoso centrale può essere potenziato. Nei pazienti che sviluppano ipovolemia durante la terapia con Chlortalidon Galepharm, la somministrazione concomitante di antinfiammatori non steroidei può portare a insufficienza renale acuta.

Diuretici kaliuretici (ad es. furosemide), glucocorticoidi, ACTH, carbenoxolone, penicillina G, salicilati, lassativi stimolanti, amfotericina B (parenterale)

L’uso concomitante di Chlortalidon Galepharm con questi medicamenti può portare a disturbi dell’equilibrio elettrolitico, in particolare a un aumento delle perdite di potassio. Questo aspetto deve essere ricordato in particolare durante il trattamento con glicosidi cardiaci. I livelli plasmatici di potassio devono essere strettamente monitorati ed eventualmente corretti.

Altri diuretici, altri antipertensivi (ad es. beta-bloccanti, calcioantagonisti, ACE-inibitori, vasodilatatori, metildopa, guanetidina), nitrati, barbiturici, fenotiazine, antidepressivi triciclici, alcol

L’effetto antipertensivo di Chlortalidon Galepharm può essere potenziato da questi medicamenti o dal consumo di alcol.

Glicosidi cardiaci

In caso di trattamento concomitante con glicosidi cardiaci occorre ricordare che, in caso di comparsa di ipokaliemia e/o ipomagnesiemia durante la terapia con Chlortalidon Galepharm, la sensibilità del miocardio ai glicosidi cardiaci è aumentata e che l’azione e gli effetti indesiderati dei glicosidi cardiaci vengono potenziati di conseguenza.

Anche con le seguenti combinazioni sono possibili interazioni

Insulina, antidiabetici orali, ipouricemizzanti, simpaticomimetici (noradrenalina [norepinefrina], adrenalina [epinefrina])

L’azione di questi medicamenti può essere ridotta in caso di uso concomitante di Chlortalidon Galepharm.

Può essere necessario un adeguamento della dose di insulina e degli antidiabetici orali.

Miorilassanti non depolarizzanti (curaro-simili) (ad es. tubocurarina cloruro)

L’azione dei miorilassanti curaro-simili può essere potenziata o prolungata da Chlortalidon Galepharm. Se Chlortalidon Galepharm non può essere interrotto prima dell’uso di miorilassanti curaro-simili, l’anestesista deve essere informato del trattamento con Chlortalidon Galepharm.

Citostatici (ad es. ciclofosfamide, fluorouracile, metotrexato)

Chlortalidon Galepharm può ridurre l’escrezione renale dei citostatici (ad es. ciclofosfamide, fluorouracile, metotrexato). In caso di uso concomitante di citostatici, è prevedibile un aumento della tossicità sul midollo osseo (in particolare granulocitopenia).

Colestiramina, colestipolo

L’uso concomitante di colestiramina o colestipolo riduce l’assorbimento di Chlortalidon Galepharm. Pertanto, Chlortalidon Galepharm deve essere assunto almeno un’ora prima o da quattro a sei ore dopo questi medicamenti.

Sali di calcio, vitamina D

In caso di somministrazione concomitante di Chlortalidon Galepharm e sali di calcio o vitamina D, i livelli sierici di calcio possono aumentare a causa dell’escrezione ridotta.

Allopurinolo

Chlortalidon Galepharm può potenziare le reazioni di ipersensibilità all’allopurinolo.

Amantadina

Chlortalidon Galepharm può aumentare il rischio di effetti indesiderati dell’amantadina.

Beta-bloccanti, diazossido

In caso di somministrazione concomitante di Chlortalidon Galepharm e beta-bloccanti o diazossido, sussiste un rischio aumentato di iperglicemia.

Ciclosporina

La somministrazione concomitante di ciclosporina può aumentare il rischio di iperuricemia e complicanze simili alla gotta.

Anticolinergici (ad es. atropina, biperidene)

Gli anticolinergici (ad es. atropina, biperidene) possono aumentare la biodisponibilità dei diuretici tiazidici, probabilmente a causa della ridotta motilità gastrointestinale e dello svuotamento gastrico ridotto.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Chlortalidon Galepharm non deve essere usato durante la gravidanza. Da uno studio condotto su 20 donne esposte durante il primo trimestre sono emersi indizi di un aumento del rischio di malformazioni. Come altri diuretici, il clortalidone può ridurre il flusso sanguigno placentare. Le tiazidi e i derivati tiazidici passano anche nella circolazione fetale e possono causare squilibri elettrolitici. Con l’uso di tiazidi e derivati tiazidici è stata segnalata trombocitopenia nei neonati.

Allattamento

Il principio attivo clortalidone passa nel latte materno. Per motivi di sicurezza, le donne che allattano non devono usare Chlortalidon Galepharm, o devono interrompere l’allattamento.

Fertilità

Non sono disponibili dati clinici e preclinici sulla fertilità.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

A causa della variabilità individuale delle reazioni, la capacità di reazione può essere alterata, soprattutto all’inizio del trattamento, al punto da compromettere la capacità di partecipare attivamente al traffico stradale, di utilizzare macchine o di lavorare in posizione instabile (cfr. «Effetti indesiderati»). Questo in particolare all'inizio del trattamento, in caso di aumento della dose, in combinazione con altri antipertensivi, in caso di cambio della terapia e in associazione con l’alcol.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1'000, <1/100); raro (≥1/10'000, <1/1'000); molto raro (<1/10'000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: trombocitopenia, leucopenia, agranulocitosi, eosinofilia

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Molto comune: ipokaliemia (in particolare con dosi elevate); iperuricemia, che può portare ad attacchi di gotta nei pazienti predisposti; aumento dei livelli di colesterolo e trigliceridi

Comune: iponatriemia, ipomagnesiemia, iperglicemia e glicosuria; nei pazienti con diabete mellito manifesto, può verificarsi un peggioramento della situazione metabolica, e un diabete mellito latente può diventare manifesto; aumento delle sostanze azotate (urea, creatinina), soprattutto all’inizio del trattamento

Raro: ipercalcemia

Molto raro: alcalosi ipocloremica

Patologie del sistema nervoso

Comune: mal di testa, capogiri e sensazione di debolezza

Raro: parestesie

Patologie dell'occhio

Raro: disturbi visivi, ridotta formazione di lacrime

Frequenza non nota: effusione coroideale

Patologie cardiache

Comune: ipotensione, disturbi della regolazione ortostatica, palpitazioni

Raro: aritmie cardiache

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Molto raro: edema polmonare idiosincratico (allergico), disturbi respiratori

Patologie gastrointestinali

Comune: inappetenza, secchezza della bocca, disturbi gastrointestinali, nausea, vomito, dolore epigastrico, crampi addominali, stipsi, diarrea

Molto raro: pancreatite

Patologie epatobiliari

Raro: colestasi intraepatica o ittero

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: reazioni cutanee allergiche quali esantema, orticaria, prurito

Raro: fotosensibilità, vasculite allergica

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune: ipotonia della muscolatura scheletrica, crampi muscolari

Patologie renali e urinarie

Molto raro: nefrite interstiziale allergica

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Comune: impotenza

 

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Sintomi di sovradosaggio

In caso di sovradosaggio acuto o cronico, il quadro clinico dipende all’entità delle perdite di liquidi ed elettroliti.

In caso di sovradosaggio possono manifestarsi i seguenti sintomi:

Capogiri e sensazione di debolezza, nausea, dolore muscolare e crampi muscolari (ad es. crampi al polpaccio), mal di testa, tachicardia, ipotensione e disturbi della regolazione ortostatica, squilibri elettrolitici (ipokaliemia e/o iponatriemia). La disidratazione e l’ipovolemia possono portare a emoconcentrazione, convulsioni, stordimento, letargia, stato confusionale, collasso circolatorio e insufficienza renale acuta.

L’ipokaliemia può portare a stanchezza, debolezza muscolare, parestesie, paresi, apatia, meteorismo e stipsi o ad aritmie cardiache. Una grave perdita di potassio può portare a ileo paralitico o compromissione dello stato di coscienza, fino al coma ipokaliemico.

Misure terapeutiche in caso di sovradosaggio

In presenza di segni di sovradosaggio, il trattamento deve essere interrotto immediatamente. Oltre alle misure generali, occorre monitorare ed eventualmente correggere i parametri vitali in terapia intensiva. Non è noto alcun antidoto specifico. La rimozione delle sostanze tossiche va effettuata tramite lavanda gastrica e somministrazione di carbone attivo, se il paziente è cosciente. Possono essere indicati una reintegrazione endovenosa con liquidi e controlli ripetuti della pressione arteriosa, dell’equilibrio idro-elettrolitico e delle funzioni metaboliche.

Proprietà/effetti

Codice ATC

C03BA04

Meccanismo d’azione

Il clortalidone, il principio attivo di Chlortalidon Galepharm, è un diuretico benzotiazidi-simile (tiazide), con lunga durata d’azione.

Il clortalidone aumenta primariamente l’escrezione degli elettroliti, secondariamente aumenta il flusso urinario grazie all’effetto osmotico.

Il clortalidone agisce prevalentemente a livello del tubulo distale inibendo il riassorbimento del sodio, e consentendo un’escrezione massima del 15% circa del sodio filtrato a livello glomerulare. L’entità di escrezione del cloruro corrisponde approssimativamente a quella del sodio. Il clortalidone aumenta anche l’escrezione del potassio, che è dovuta prevalentemente alla secrezione di potassio nel tubulo distale e nel dotto collettore (aumento dello scambio tra ioni sodio e potassio).

Dosi elevate di clortalidone portano a un aumento dell’escrezione del bicarbonato a seguito dell’inibizione dellanidrasi carbonica, con conseguente alcalinizzazione delle urine. L’effetto saluretico e diuretico del clortalidone non viene influenzato in misura rilevante dall’acidosi o dall’alcalosi.

Durante la terapia a lungo termine con clortalidone, l’escrezione renale del calcio diminuisce e può portare a ipercalcemia.

Farmacodinamica

L’effetto diuretico si manifesta dopo 2 – 3 ore, raggiunge il massimo dopo 4 – 24 ore e può persistere per 2 – 3 giorni.

La diuresi indotta dai diuretici tiazidici porta inizialmente a una diminuzione del volume plasmatico, della gittata cardiaca e della pressione arteriosa sistemica.

Nei pazienti ipertesi, il clortalidone ha un effetto ipotensivo. All’inizio della terapia, l’effetto antipertensivo del clortalidone è riconducibile alla riduzione del volume extracellulare, con conseguente riduzione della resistenza periferica. Durante un trattamento prolungato, il volume extracellulare si normalizza mentre persiste l’effetto antipertensivo, che potrebbe essere dovuto a una successiva diminuzione della concentrazione di sodio nelle pareti vascolari e quindi a una ridotta responsività alla noradrenalina.

Nei pazienti con diabete insipido renale ADH-sensibile, il clortalidone ha un effetto antidiuretico. Il meccanismo d’azione non è ancora stato chiarito.

Nei pazienti con grave insufficienza renale (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min e/o creatinina sierica superiore a 1.8 mg/100 ml), il clortalidone è inefficace.

Farmacocinetica

Assorbimento

L'assorbimento del clortalidone nel tratto gastrointestinale è relativamente lento (t50 dell’assorbimento: circa 2.6 ore). La disponibilità sistemica di una dose orale di 50 mg di clortalidone è del 64 % circa e i livelli plasmatici massimi vengono raggiunti in genere dopo 8 – 12 ore.

Distribuzione

Il legame del clortalidone con le proteine plasmatiche è del 75 % circa, il volume di distribuzione è di 4 l/kg.

A causa dell’elevato accumulo negli eritrociti e del legame con le proteine plasmatiche, solo una piccola frazione del clortalidone è presente nel sangue in forma libera.

Il clortalidone attraversa la barriera placentare e passa nel latte materno.

Metabolismo/Eliminazione

Il 70 % circa della dose di clortalidone viene escreto nelle urine e nelle feci, prevalentemente in forma immodificata, nell’arco di 120 ore. Il metabolismo e l’escrezione epatica attraverso la bile rappresentano solo una parte minore della via di eliminazione.

L’emivita di eliminazione è di circa 50 ore. Nei pazienti anziani, l’eliminazione del clortalidone avviene più lentamente che nei giovani adulti sani, nonostante l’assorbimento sia lo stesso.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

I disturbi della funzionalità renale non sembrano alterare la farmacocinetica del clortalidone.

Molto probabilmente, la sua affinità per l’anidrasi carbonica degli eritrociti è il fattore limitante la velocità di eliminazione del medicamento dal sangue o dal plasma.

Nei pazienti anziani, l’eliminazione del clortalidone avviene più lentamente che negli adulti giovani sani, sebbene l’assorbimento sia lo stesso.

Pertanto, nei pazienti anziani in trattamento con clortalidone è indicato un attento controllo medico.

Dati preclinici

Tossicità riproduttiva

Studi di teratogenesi in ratti e conigli non hanno evidenziato un potenziale teratogeno. L’esperienza con l’uso del clortalidone nelle fasi precoci della gravidanza è insufficiente.

Genotossicità / Cancerogenicità

Il clortalidone induce mutazioni cromosomiche in vitro in cellule di mammifero. Gli studi condotti in vivo nel topo non hanno evidenziato effetti di questo tipo nel midollo osseo e negli epatociti. La rilevanza dei risultati positivi in vitro non è sufficientemente chiarita.

Non sono disponibili studi a lungo termine negli animali sul potenziale cancerogeno del clortalidone.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Non conservare a temperature superiori a 30 °C. Conservare nella confezione originale per proteggere il contenuto dalla luce.

Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell’omologazione

70179 (Swissmedic).

Confezioni

Chlortalidon Galepharm 12.5 mg, compresse: confezione da 50 compresse. (B)

Chlortalidon Galepharm 25 mg, compresse: confezione da 50 compresse. (B)

Chlortalidon Galepharm 50 mg, compresse: confezione da 50 compresse. (B)

Titolare dell’omologazione

Galepharm AG, Zürich.

Stato dell’informazione

Aprile 2025.