Plenadren®

Composizione

Principi attivi

Compressa da 5 mg

5 mg Hydrocortisonum.

Compressa da 20 mg

20 mg Hydrocortisonum.

Sostanze ausiliarie

Compressa da 5 mg

Hypromellosum K 100 cP, hypromellosum K 4000 cP, cellulosum microcristallinum, amylum pregelificatum, silica colloidalis anhydrica, magnesii stearas, macrogolum 3350, alcohol polyvinylicus, talcum, titanii dioxidum (E171), ferri oxidum flavum (E172), ferri oxidum rubrum (E172), ferri oxidum nigrum E172).

Compressa da 20 mg

Hypromellosum K 100 cP, hypromellosum K 4000 cP, cellulosum microcristallinum, amylum pregelificatum, silica colloidalis anhydrica, magnesii stearas, macrogolum 3350, alcohol polyvinylicus, talcum, titanii dioxidum (E171).

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Ogni compressa a rilascio modificato contiene 5 mg di idrocortisone o 20 mg di idrocortisone.

Le compresse da 5 mg sono di forma rotonda (diametro 8 mm) e convessa e di colore rosa.

Le compresse da 20 mg sono di forma rotonda (diametro 8 mm) e convessa e di colore bianco.

Indicazioni/possibilità d’impiego

Trattamento dell’insufficienza surrenalica negli adulti.

Posologia/impiego

Plenadren si somministra come terapia di mantenimento. Le dosi sostitutive orali devono essere adattate individualmente alla risposta clinica. La dose di mantenimento consueta è di 20-30 mg al giorno, assunta al mattino come singola dose. Nei pazienti con parziale produzione di cortisolo endogeno può essere sufficiente una dose più bassa. La dose di mantenimento massima studiata è di 40 mg.

Si deve usare la dose di mantenimento più bassa possibile. Se l’organismo è esposto ad aumentato stress fisico e/o mentale, il paziente può aver bisogno di un’ulteriore sostituzione con compresse di idrocortisone a rilascio immediato; vedere al riguardo «Uso nelle malattie intercorrenti».

Passaggio dal trattamento convenzionale con glucocorticoidi orali a Plenadren

Effettuando il passaggio da una terapia sostitutiva orale convenzionale con idrocortisone somministrata tre volte al giorno a Plenadren, inizialmente si può somministrare al paziente una dose giornaliera totale identica. Per via della minore biodisponibilità della dose giornaliera di Plenadren rispetto a quella delle compresse convenzionali di idrocortisone somministrate tre volte al giorno, è necessario monitorare la risposta clinica del paziente ed eventualmente adattare la dose.

Il passaggio da compresse di idrocortisone somministrate due volte al giorno, cortisone acetato o glucocorticoidi sintetici a Plenadren non è stato studiato, ma in questi casi si raccomanda di avviare Plenadren a una dose giornaliera di idrocortisone equivalente; può essere necessario un ulteriore aggiustamento della dose.

 

Uso nelle malattie intercorrenti

Il fabbisogno di idrocortisone è aumentato in presenza di malattie intercorrenti e di sollecitazioni fisiche. Sussiste pertanto il rischio di insufficienza surrenalica acuta se la posologia non viene adeguatamente adattata (vedere «Avvertenze e precauzioni»). La dose necessaria dipende dalla gravità e dalla durata della malattia e deve essere stabilita dal medico curante caso per caso. In linea di principio vale quanto segue.

·In caso di malattie intercorrenti di grado lieve o di sollecitazioni fisiche di basso grado come, per es., lievi infezioni, febbre o interventi chirurgici minori, è possibile proseguire con la terapia sostitutiva orale con Plenadren, aumentando tuttavia in via temporanea la dose. La dose giornaliera totale di Plenadren deve essere aumentata somministrando la dose di mantenimento due o tre volte al giorno a intervalli di 8±2 ore (ovvero non aumentando la dose mattutina, bensì riducendo l’intervallo posologico), poiché Plenadren non presenta una cinetica lineare (vedere «Farmacocinetica»).

Una volta risolto l’episodio di malattia intercorrente, i pazienti possono tornare alla dose di mantenimento consueta.

Questo regime terapeutico è stato documentato in più di 300 episodi di malattie intercorrenti nell’ambito del programma di studi clinici. A discrezione del medico curante, in queste situazioni è possibile somministrare compresse di idrocortisone a rilascio immediato invece di Plenadren o in aggiunta a Plenadren.

·In caso di malattie intercorrenti gravi o di sollecitazioni gravi è necessario un aumento immediato della dose e la terapia orale con Plenadren deve essere sostituita dalla somministrazione di idrocortisone per via endovenosa. Ciò vale per es. in caso di gastroenterite associata a vomito e/o diarrea, febbre alta di qualunque origine, traumi gravi, interventi chirurgici in anestesia generale e malattie che richiedono un trattamento in unità di terapia intensiva, nonché in caso di parto.

In tutti i casi occorre considerare sempre la notevole variabilità interindividuale del fabbisogno di cortisolo.

Modo di somministrazione

Plenadren deve essere assunto al mattino, tra le ore 6.00 e le 8.00, con un bicchiere d’acqua, almeno 30 minuti prima di colazione. Le compresse devono essere deglutite intere, senza dividerle, masticarle o altrimenti frantumarle. L’assunzione deve avvenire preferibilmente in posizione eretta.

Se la dose giornaliera viene suddivisa in 2-3 dosi singole, la dose mattutina va assunta come indicato sopra, le altre possono essere assunte in seguito nel corso della giornata con o senza cibo.

Istruzioni posologiche speciali

Bambini e adolescenti

La sicurezza e l’efficacia di Plenadren sono state studiate solo nei pazienti a partire da 18 anni.

Pazienti anziani

Nei pazienti anziani il trattamento deve essere somministrato con prudenza perché il rischio di effetti indesiderati può risultare aumentato. Può essere necessaria una riduzione della dose.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata. Nei pazienti con insufficienza renale grave si raccomanda il monitoraggio della risposta clinica e può essere necessario un aggiustamento della dose (vedere «Farmacocinetica»).

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata. Nei pazienti con insufficienza epatica grave, il metabolismo e l’eliminazione di idrocortisone risultano ridotti. Pertanto si raccomanda di monitorare la risposta clinica, e può essere necessario un aggiustamento della dose (vedere «Farmacocinetica»).

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o a uno degli altri componenti.

Avvertenze e misure precauzionali

Aumentato fabbisogno di idrocortisone in caso di malattie intercorrenti – Rischio di insufficienza surrenalica acuta

Nelle malattie transitorie come, per es., infezioni lievi o febbre di qualunque origine, la dose sostitutiva giornaliera deve essere aumentata in via temporanea (vedere «Posologia/Assunzione»; «Uso nelle malattie intercorrenti»). Il paziente deve essere istruito esattamente su come comportarsi in queste situazioni e avvisato di consultare immediatamente un medico qualora si verifichi un peggioramento acuto. Ciò vale in particolare in caso di vomito e/o diarrea con perdita di liquidi e sali, nonché di insufficiente assorbimento di idrocortisone orale.

In presenza di malattie intercorrenti gravi (come infezioni gravi, febbre alta di qualunque origine, interventi di chirurgia maggiore o gravi incidenti) il fabbisogno di cortisolo è molto più alto. In questi casi sussiste pertanto un rischio di insufficienza surrenalica acuta (fino a una crisi surrenalica). I pazienti devono essere avvisati dei possibili sintomi di un’insufficienza surrenalica acuta o di una crisi surrenalica e dell’assoluta necessità, alla comparsa di tali sintomi, di consultare immediatamente un medico.

In caso di crisi surrenalica occorre avviare opportune misure terapeutiche.

I pazienti con insufficienza surrenalica e concomitante infezione retrovirale, come per es. l’HIV, necessitano di un attento aggiustamento della dose poiché possono verificarsi potenziali interazioni con medicamenti antiretrovirali e la concentrazione di idrocortisone può aumentare a causa dell’infezione.

Insufficienza surrenalica primaria

Il trattamento di un’insufficienza surrenalica primaria necessita di frequente della somministrazione aggiuntiva di un mineralcorticoide.

Disturbi della motilità gastrointestinale

In pazienti con aumentata motilità gastrointestinale (ossia diarrea cronica) l’uso di Plenadren non è raccomandato per via del rischio di un alterato assorbimento dell’idrocortisone. In questi casi vanno somministrate forme farmaceutiche a rilascio rapido.

Non esistono dati su pazienti con ridotta motilità gastrointestinale (per es. disturbi dello svuotamento gastrico). In questi pazienti occorre monitorare la risposta clinica.

Crisi da feocromocitoma

Dopo la somministrazione sistemica di corticosteroidi sono stati segnalati casi di crisi da feocromocitoma, talvolta con esito fatale. Pertanto i corticosteroidi devono essere somministrati a pazienti con presunto o accertato feocromocitoma solo dopo un’adeguata valutazione del rapporto rischio-beneficio. Qualora un paziente in trattamento con Plenadren presenti potenziali sintomi di una crisi da feocromocitoma, quali crisi ipertensiva, insufficienza cardiaca, tachicardia, cefalea, dolore addominale e/o toracico, occorre considerare la possibilità di un feocromocitoma non ancora diagnosticato.

Funzionalità della tiroide

I pazienti con insufficienza surrenalica devono essere monitorati per la presenza di eventuali disturbi della funzionalità tiroidea, poiché sia l’ipotiroidismo sia l’ipertiroidismo possono modificare sensibilmente il fabbisogno di idrocortisone.

Influsso dei glucocorticoidi sulle ossa

Tutti i glucocorticoidi aumentano l’escrezione del calcio e riducono il tasso di rimodellamento osseo. È stato osservato che i pazienti con insufficienza surrenalica in terapia sostitutiva di lungo periodo con glucocorticoidi presentano una ridotta densità minerale ossea.

Reazioni psichiatriche

La somministrazione sistemica di glucocorticoidi può indurre reazioni psichiatriche avverse, in particolare durante le prime settimane di trattamento e in caso di aggiustamenti della dose, con sintomi che variano da insonnia e alterazioni dell’umore a euforia e alterazioni della personalità fino a gravi depressioni o psicosi manifeste. Il rischio aumenta con l’uso di dosi elevate. Nella maggioranza dei casi, una volta ridotta la dose, le reazioni si risolvono, tuttavia può essere necessario un trattamento specifico.

Rischi gastrointestinali

I glucocorticoidi possono mascherare i sintomi di ulcera peptica. Con l’uso di altri glucocorticoidi sono stati riferiti casi di ulcera perforata perlopiù asintomatica nonché sanguinamenti gastrointestinali acuti. Il rischio è risultato elevato soprattutto con l’uso concomitante di FANS.

Reazioni di ipersensibilità

In rari casi, dopo la somministrazione di preparati a base di glucocorticoidi sono state riferite reazioni di ipersensibilità come reazioni cutanee, angioedema, broncospasmo o reazioni anafilattiche/anafilattoidi. Ciò va tenuto in considerazione in particolare in pazienti che presentano allergie a medicamenti in anamnesi.

Infezioni / Vaccinazioni

Con la somministrazione di dosi di idrocortisone come quelle usate nella terapia sostitutiva in pazienti con insufficienza surrenalica non vi sono indicazioni di effetti immunosoppressori, ovvero di un peggioramento di infezioni sistemiche.

Analogamente non si prevedono compromissioni della risposta a vaccini o un rischio di infezione generalizzata dopo una vaccinazione con vaccini vivi.

Effetti di dosi soprafisiologiche di idrocortisone

Dosi elevate di idrocortisone possono provocare ritenzione idrica e di sali, ipertensione arteriosa e un’aumentata escrezione di potassio. L’uso prolungato di dosi soprafisiologiche di idrocortisone può indurre sintomi clinici simili al quadro della sindrome di Cushing (con obesità centrale, ipertensione e diabete) e avere come conseguenza un aumentato rischio cardiovascolare.

L’età e un basso indice di massa corporea sono noti fattori di rischio per comuni reazioni avverse a dosi farmacologiche di glucocorticoidi come, per es., atrofia cutanea, osteoporosi, diabete mellito, ipertensione e maggiore predisposizione alle infezioni. Altri rischi associati alla somministrazione di dosi soprafisiologiche sono la pancreatite e le miopatie.

L’uso prolungato di dosi elevate di glucocorticoidi può provocare glaucoma e cataratta subcapsulare posteriore con possibile danno del nervo visivo. A oggi questi effetti non sono stati osservati in pazienti in terapia sostitutiva con dosi di glucocorticoidi come quelle usate nell’insufficienza surrenalica.

Si raccomanda cautela nella modifica della terapia in favore di un’altra forma farmaceutica e/o un altro medicamento con lo stesso principio attivo. Il paziente dovrebbe essere controllato adeguatamente.

Interazioni

Non sono stati condotti studi di interazione con Plenadren. Di seguito vengono descritte le interazioni che è possibile attendersi con la somministrazione di idrocortisone in dosi sostitutive.

Interazioni farmacocinetiche

L’idrocortisone viene metabolizzato con il coinvolgimento del CYP3A4. Il metabolismo può pertanto essere influenzato da induttori e inibitori di questo enzima.

·Gli induttori del CYP3A4 (come per es. barbiturici, carbamazepina, efavirenz, fenitoina, rifampicina e preparati a base di erba di San Giovanni) possono accelerare il metabolismo di idrocortisone riducendo il livello di cortisolo. Inoltre, la fluttuazione del livello di cortisolo può aumentare. Può rendersi necessario un aggiustamento della dose di idrocortisone.

·Gli inibitori del CYP3A4 (come per es. antimicotici azolici, antibiotici macrolidi, ritonavir, cobicistat e succo di pompelmo) possono inibire il metabolismo di idrocortisone aumentando il livello di cortisolo.

 

In pazienti che assumono medicamenti che influiscono sullo svuotamento gastrico o sulla motilità gastrica, occorre monitorare la risposta clinica (vedere «Avvertenze e precauzioni»).

Interazioni farmacodinamiche

·Atropina e altri anticolinergici possono indurre un ulteriore aumento di una pressione intraoculare elevata a causa dell’idrocortisone.

·I glucocorticoidi possono potenziare l’effetto ulcerogeno dei FANS.

·In pazienti diabetici, a causa dell’effetto diabetogeno dei glucocorticoidi, occorre monitorare la glicemia e, se necessario, aggiustare la dose degli antidiabetici.

·Con l’uso concomitante di medicamenti che aumentano l’escrezione del potassio (per es. furosemide, idroclorotiazide, beta-mimetici, derivati della xantina, amfotericina B) può insorgere un’ipokaliemia.

·Dopo trattamento con mifepristone, per via delle proprietà anti-glucocorticoidi di questo medicamento, l’efficacia dei glucocorticoidi può diminuire per 3-4 giorni.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Plenadren può essere usato durante la gravidanza. Non vi sono indicazioni che una terapia sostitutiva con idrocortisone in donne in gravidanza con insufficienza surrenalica sia associata a un esito sfavorevole della gravidanza per la madre e/o il feto. Per contro, se non trattata, l’insufficienza surrenalica in gravidanza è associata a un esito sfavorevole sia per la madre sia per il feto, pertanto è importante proseguire il trattamento durante la gravidanza.

Studi riproduttivi su animali hanno dimostrato che i glucocorticoidi possono provocare anomalie fetali e tossicità riproduttiva (vedere «Dati preclinici»).

La sostituzione con idrocortisone in donne con insufficienza surrenalica deve essere attentamente monitorata durante la gravidanza. Si raccomanda un aggiustamento della dose in base alla risposta clinica individuale.

Allattamento

L’idrocortisone è escreto nel latte materno. Plenadren può essere usato durante l’allattamento. È improbabile che le dosi di idrocortisone usate per la terapia sostitutiva abbiano effetti clinicamente rilevanti sul bambino. I bambini allattati da madri in terapia con dosi elevate di glucocorticoidi sistemici per periodi prolungati possono essere a rischio di soppressione surrenalica.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

Non sono state effettuate indagini specifiche. Durante l’uso di Plenadren sono stati però riferiti effetti indesiderati come stanchezza e stordimento che possono compromettere la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

Effetti indesiderati

La sicurezza di Plenadren è stata valutata in studi clinici di fase 2 e 3 condotti su un totale di 80 pazienti con insufficienza surrenalica primaria, per una durata di esposizione pari a 173 anni-paziente. Gli effetti indesiderati più comuni sono stati nasofaringite, stanchezza, influenza, gastroenterite e cefalea.

Di seguito sono riportate gli effetti indesiderati osservati con l’uso di Plenadren nel corso di questi studi e/o durante la sorveglianza post-marketing, elencate per classe sistemica organica e frequenza. Le frequenze sono definite come segue:

molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10’000, <1/1000), molto raro (<1/10’000)

 

Infezioni e infestazioni

Molto comune: nasofaringite (34%), influenza (20%), gastroenterite (19%)

Comune: sinusite, infezione virale, tonsillite, infezione delle vie urinarie, bronchite, polmonite

 

Patologie endocrine

Comune: insufficienza surrenalica acuta, ipertiroidismo

Non nota: induzione di una crisi da feocromocitoma in pazienti con feocromocitoma pre-esistente (anche latente).

 

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: aumento di peso

 

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: cefalea (14%), capogiro (10%)

 

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Comune: tosse

 

Patologie gastrointestinali

Molto comune: diarrea (10%)

Comune: dolore addominale superiore, nausea, gastrite, esofagite, altri dolori addominali

 

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: eruzione cutanea pruriginosa

 

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune: artralgie, mialgie, gonfiore articolare, rigidità articolare, dolori alle estremità

 

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto comune: Stanchezza (21%)

Comune: piressia

 

In uno studio di 12 settimane, il tipo e la frequenza degli effetti indesiderati con l’assunzione una volta al giorno delle compresse di Plenadren sono risultati comparabili con la somministrazione tre volte al giorno di compresse di idrocortisone a rilascio rapido. In circa un quinto dei pazienti è stato osservato un aumento iniziale della frequenza degli effetti indesiderati fino a otto settimane dopo il primo passaggio da compresse convenzionali di idrocortisone tre volte al giorno all’assunzione di Plenadren una volta al giorno. Questi effetti indesiderati (diarrea, dolori addominali, nausea e stanchezza) sono stati perlopiù di grado lieve-moderato, a carattere transitorio e di breve durata, tuttavia possono richiedere un aggiustamento della dose o l’aggiunta di una terapia concomitante.

Con l’uso di altri preparati a base di idrocortisone, somministrati a dosaggi più elevati per altre indicazioni, sono state riferite anche i seguenti effetti indesiderati: attivazione di infezioni (tubercolosi, infezioni fungine e virali, incluso l’herpes), disturbi della tolleranza al glucosio, diabete mellito, ritenzione idrica e di sodio, ipokaliemia, insonnia, euforia, psicosi, aumento della pressione intraoculare, cataratta, ipertensione, bradicardia (soprattutto ad alte dosi), dispepsia, peggioramento di un’ulcera gastrica pre-esistente, sintomi simili a quelli della sindrome di Cushing, strie, ecchimosi, acne, irsutismo, disturbi della guarigione delle ferite, osteoporosi (inclusi casi con fratture spontanee), tendenza all’edema.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Le segnalazioni di tossicità acuta e/o morte in seguito a sovradosaggio di idrocortisone sono rare. Un sovradosaggio può manifestarsi con ipertensione arteriosa, aumento della glicemia e ipokaliemia, nonché sintomi psichici che possono variare da eccitazione fino a mania o psicosi.

In caso di sovradosaggio cronico, un trattamento non è probabilmente indicato, a meno che il paziente non soffra di una malattia che lo rende particolarmente sensibile agli effetti indesiderati dell’idrocortisone. In questo caso occorre aggiustare la dose di Plenadren e avviare al bisogno un trattamento sintomatico. Non esistono antidoti.

Proprietà/effetti

Categoria farmacoterapeutica: corticosteroidi per uso sistemico, glucocorticoidi.

Codice ATC

H02AB09.

Meccanismo d’azione

L’idrocortisone è un glucocorticoide ed è la forma sintetica del cortisolo prodotto a livello endogeno. I glucocorticoidi sono steroidi importanti per il metabolismo intermedio, la funzione immunitaria, il sistema muscoloscheletrico e il tessuto connettivo e il cervello. Il cortisolo è il principale glucocorticoide secreto dalla corteccia surrenale.

I glucocorticoidi naturali (idrocortisone e cortisolo), che possiede anche proprietà di ritenzione salina, vengono usati come terapia sostitutiva nell’insufficienza surrenalica. I glucocorticoidi provocano effetti metabolici profondi e vari. Inoltre, modificano le risposte immunitarie dell’organismo a diversi stimoli.

Efficacia clinica

Uno studio multicentrico, randomizzato, in crossover condotto su 64 pazienti con insufficienza surrenalica primaria ha valutato l’efficacia di Plenadren (1 volta al giorno, al mattino) somministrato per 12 giorni con dosaggio di 20-40 mg al giorno rispetto a un trattamento convenzionale con compresse di idrocortisone tre volte al giorno. Nello studio sono stati inclusi anche pazienti con diabete mellito o ipertensione.

Rispetto alla terapia convenzionale, Plenadren ha determinato un aumento dell’esposizione al cortisolo nelle prime quattro ore successive all’assunzione ma una riduzione dell’esposizione nel tardo pomeriggio/alla sera nonché nell’intero arco delle 24 ore (vedere figura).

Concentrazione media di cortisolo sierico osservata nell’arco delle 24 ore in seguito a somministrazione orale di Plenadren una volta al giorno e di idrocortisone tre volte al giorno in pazienti con insufficienza surrenalica primaria (n=62).

Picture 2

Farmacocinetica

Le compresse di Plenadren a rilascio modificato hanno uno strato di rivestimento esterno, che consente l’immediato rilascio del principio attivo, e un nucleo a rilascio ritardato. Il rilascio immediato dallo strato esterno induce un rapido innalzamento del livello plasmatico di idrocortisone, mentre con il rilascio ritardato dal nucleo della compressa il livello di cortisolo si mantiene per un periodo di tempo prolungato.

Assorbimento

La biodisponibilità assoluta di idrocortisone con la somministrazione di Plenadren non è stata stabilita.

L’idrocortisone è un principio attivo lipofilico che, dopo somministrazione orale, viene assorbito rapidamente e bene dal tratto gastrointestinale. Con una dose orale da 20 mg (compresse) è stato osservato un assorbimento superiore al 95%. Negli studi sugli animali è emerso tuttavia un forte effetto «first-pass» a livello epatico.

Con la compressa a rilascio modificato la biodisponibilità (AUC0-24h) è inferiore del 20% rispetto alla stessa dose giornaliera di idrocortisone somministrata sotto forma di compresse convenzionali tre volte al giorno. Se la dose orale viene aumentata, la concentrazione plasmatica totale di cortisolo aumenta in maniera meno che proporzionale: l’esposizione a idrocortisone è aumentata di 3 volte quando la dose di Plenadren è stata aumentata da 5 a 20 mg.

A seguito di assunzione di cibo, con la somministrazione di Plenadren 20 mg l’assorbimento di idrocortisone è stato rallentato e il tempo fino alla concentrazione plasmatica massima è aumentato da mediamente <1 ora a >2,5 ore. Per contro, l’esposizione totale è aumentata del 30% circa.

Distribuzione

A livello plasmatico, il cortisolo è legato alla globulina legante i corticosteroidi (CBG, transcortina) e all’albumina per il 90% circa.

Metabolismo

L’idrocortisone viene metabolizzato pressoché completamente dalla 11-beta-idrossisteroide-deidrogenasi (11ßHSD) tipo 1 e tipo 2 e, con il coinvolgimento del CYP3A4 a livello epatico e renale e in altri tessuti. I metaboliti sono farmacologicamente inattivi.

Eliminazione

I metaboliti inattivi vengono escreti per via renale, principalmente come glucuronidi e solfati, ma anche sotto forma di metaboliti non coniugati. Solo lo 0,5% del principio attivo viene escreto immodificato con le urine.

A seguito della somministrazione di Plenadren, l’emivita terminale del cortisolo è risultata di circa 3 ore e viene determinata in prevalenza dal rilascio ritardato della forma farmaceutica.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Bambini e adolescenti

Non esistono dati farmacocinetici per pazienti di età <18 anni.

Pazienti anziani

La farmacocinetica di Plenadren in pazienti di età ≥65 anni non è stata studiata in modo specifico.

Disturbi della funzionalità renale

La farmacocinetica di Plenadren in pazienti con compromissione della funzionalità renale non è stata studiata. Poiché solo una percentuale trascurabile di cortisolo viene eliminata in forma immodificata per via renale, nell’insufficienza surrenalica di grado lieve-moderato non si prevedono comunque effetti clinicamente rilevanti sulla farmacocinetica di Plenadren (vedere «Posologia/Assunzione»).

Disturbi della funzionalità epatica

Non sono disponibili dati farmacocinetici in pazienti con compromissione della funzionalità epatica. È tuttavia noto che nell’insufficienza epatica grave la massa epatica funzionale e pertanto la capacità di metabolizzazione dell’idrocortisone sono ridotte (vedere «Posologia/Assunzione»).

Dati preclinici

Esperimenti sugli animali hanno evidenziato che l’esposizione prenatale a dosi molto alte di glucocorticoidi può indurre malformazioni (palatoschisi, malformazioni scheletriche). Inoltre, studi sperimentali sugli animali hanno dimostrato che l’esposizione prenatale a dosi elevate di glucocorticoidi (inferiori, tuttavia, a dosi teratogene) può essere associata a un maggiore rischio di ritardo della crescita intrauterina, patologie cardiovascolari in età adulta e alterazioni permanenti della densità del recettore dei glucocorticoidi, del turnover dei neurotrasmettitori e del comportamento.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C) e fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell’omologazione

62068 (Swissmedic).

Confezioni

Plenadren compresse a rilascio modificato 5 mg: 50 [B]

Plenadren compresse a rilascio modificato 20 mg: 50 [B]

Titolare dell’omologazione

Takeda Pharma AG, 8152 Opfikon.

Stato dell’informazione

Settembre 2023