Neulasta®, soluzione per iniezione in siringa preriempita

Amgen Switzerland AG

Composizione

Principi attivi

Pegfilgrastim 6 mg (prodotto da batteri E. coli geneticamente modificati).

Sostanze ausiliarie

Acido acetico 99%, sodio idrossido, sorbitolo (E420); 30 mg per 0,6 ml, polisorbato 20 (prodotto da mais geneticamente modificato), acqua per preparazioni iniettabili.

Ogni siringa preriempita (0,6 ml) contiene al massimo 0,0204 mg di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Soluzione per iniezione in siringa preriempita.

1 siringa preriempita contiene 6 mg di pegfilgrastim in 0,6 ml (10 mg/ml*) di soluzione per iniezione.

* valore basato solo sulla proteina. La concentrazione corrisponde a 20 mg/ml se si include anche la componente PEG.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Riduzione della durata della neutropenia e della frequenza della neutropenia febbrile in pazienti trattati con chemioterapia citotossica per neoplasie (con l'eccezione della leucemia mieloide cronica e delle sindromi mielodisplastiche).

Posologia/Impiego

Il trattamento con Neulasta deve essere iniziato e seguito da medici con esperienza in oncologia e/o ematologia.

Adulti

Si raccomanda una dose di 6 mg di Neulasta (una singola siringa preriempita), somministrata come iniezione sottocutanea almeno 24 ore dopo la chemioterapia citotossica. Neulasta non deve essere somministrato nell'intervallo tra 14 giorni prima e 24 ore dopo la somministrazione di una chemioterapia citotossica.

Per garantire la tracciabilità dei medicamenti biotecnologici, si raccomanda di prendere nota del nome commerciale e del numero di lotto in occasione di ogni trattamento.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

La modifica della dose per i pazienti con funzionalità renale compromessa, inclusa l'insufficienza renale in stadio terminale, non è raccomandata.

Bambini e adolescenti

Sono disponibili solo dati limitati sull'uso di Neulasta in pazienti pediatrici, pertanto Neulasta non deve essere usato in neonati, bambini e adolescenti di peso inferiore a 45 kg.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo, pegfilgrastim, al filgrastim, alle proteine prodotte da E. coli o a una delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.

Avvertenze e misure precauzionali

Dati clinici limitati, provenienti da 83 pazienti trattati in uno studio terminato prematuramente per errore, suggeriscono un effetto paragonabile di pegfilgrastim rispetto a filgrastim sul tempo di remissione da neutropenia severa in pazienti con leucemia mieloide acuta (LMA) de novo (cfr. «Proprietà/effetti»). Tuttavia, gli effetti a lungo termine di Neulasta nella LMA non sono stati studiati sufficientemente; pertanto, Neulasta deve essere utilizzato con cautela in tale popolazione di pazienti.

I fattori stimolanti le colonie di granulociti possono promuovere la crescita di cellule mieloidi in vitro, ed effetti simili potrebbero essere osservati in vitro in alcune cellule non mieloidi.

La sicurezza e l'efficacia di Neulasta non sono state studiate in pazienti con sindrome mielodisplastica, leucemia mieloide cronica e in pazienti con LMA secondaria; pertanto, Neulasta non deve essere usato in tali pazienti. Si deve prestare particolare attenzione alla diagnosi differenziale di una trasformazione blastica della leucemia mieloide cronica e della leucemia mieloide acuta.

La sicurezza e l'efficacia di Neulasta in pazienti che ricevono chemioterapia ad alte dosi non sono state studiate.

Eventi polmonari indesiderati

Sono stati riportati effetti avversi polmonari, in particolare polmonite interstiziale, in seguito alla somministrazione di G-CSF. I pazienti con un'anamnesi recente di infiltrati polmonari o polmonite potrebbero essere a più alto rischio.

L'insorgenza di sintomi polmonari come tosse, febbre e dispnea contemporaneamente a un quadro radiologico di infiltrati polmonari e un deterioramento della funzionalità polmonare, associato a una conta elevata dei globuli bianchi, possono costituire i segni iniziali della sindrome da distress respiratorio acuto (Acute Respiratory Distress Syndrome, ARDS). In tali casi, a discrezione del medico, Neulasta deve essere interrotto e istituito un trattamento idoneo.

Glomerulonefrite

In pazienti che ricevevano filgrastim e pegfilgrastim sono stati riportati casi di glomerulonefrite. In generale, i casi di glomerulonefrite si sono risolti dopo la riduzione della dose o la sospensione del trattamento con filgrastim e pegfilgrastim. Si raccomanda il monitoraggio dell'analisi delle urine.

Sindrome da perdita capillare

Dopo l'uso di fattori stimolanti le colonie di granulociti sono stati riportati casi di sindrome da perdita capillare caratterizzata da ipotensione, ipoalbuminemia, edema ed emoconcentrazione. La sindrome da perdita capillare può essere potenzialmente letale se non trattata prontamente. I pazienti che sviluppano i sintomi della sindrome da perdita capillare devono essere monitorati attentamente e ricevere un trattamento sintomatico standard, che può includere la necessità di trattamento in terapia intensiva (cfr. «Effetti indesiderati»).

Splenomegalia e rottura splenica

Dopo l'uso di pegfilgrastim sono stati segnalati casi di splenomegalia, che era generalmente asintomatica e di rottura splenica, che in alcuni casi ha avuto esito fatale (cfr. «Effetti indesiderati»). Pertanto, le dimensioni della milza devono essere monitorate clinicamente (tramite ecografia). La diagnosi di rottura splenica dovrebbe essere considerata nei donatori e/o nei pazienti che riferiscono dolore al quadrante superiore sinistro dell'addome o nella regione della spalla.

Trombocitopenia e anemia

Il trattamento con il solo Neulasta non preclude l'insorgenza di trombocitopenia e anemia dovute al mantenimento della chemioterapia mielosoppressiva a dose piena secondo lo schema posologico previsto. Si raccomanda il monitoraggio regolare della conta piastrinica e dell'ematocrito.

Sindrome mielodisplastica e leucemia mieloide acuta in pazienti con carcinoma mammario e polmonare

In studi osservazionali successivi alla commercializzazione, pegfilgrastim in combinazione con chemioterapia e/o radioterapia è stato associato allo sviluppo di sindrome mielodisplastica (SMD) e leucemia mieloide acuta (LMA) in pazienti con carcinoma mammario e polmonare (cfr. «Effetti indesiderati»). In questi casi, monitorare i pazienti per segni e sintomi di SMD/LMA.

Neulasta non deve essere usato per aumentare il dosaggio della chemioterapia citotossica oltre lo schema posologico raccomandato.

Anemia falciforme

Crisi falcemiche sono state associate all'uso di pegfilgrastim in pazienti con tratto falcemico o affetti da malattia a cellule falciformi (cfr. «Effetti indesiderati»). Pertanto, i medici dovranno usare cautela nel prescrivere Neulasta ai pazienti con tratto falcemico o malattia a cellule falciformi, monitorare gli appropriati parametri clinici e di laboratorio, ed essere consapevoli di una possibile associazione tra Neulasta e splenomegalia e crisi vaso-occlusive.

Leucocitosi

Durante il trattamento con Neulasta, una conta leucocitaria di 100 × 109/l o superiore è stata osservata in meno dell'1% dei pazienti. Non sono stati riportati effetti indesiderati direttamente associati a tale grado di leucocitosi. Questo aumento della conta leucocitaria è transitorio, si verifica in genere tra le 24 e le 48 ore dalla somministrazione ed è coerente con gli effetti farmacodinamici di Neulasta.

Ipersensibilità

In pazienti trattati con Neulasta è stata riportata ipersensibilità, incluse reazioni anafilattiche, che si verificano al primo trattamento o ai trattamenti successivi. Neulasta deve essere interrotto in modo permanente nei pazienti che dimostrano un'ipersensibilità clinicamente significativa. Neulasta non deve essere usato in pazienti con ipersensibilità nota a pegfilgrastim o filgrastim.

Se si verifica una reazione allergica grave, deve essere intrapresa una terapia appropriata con una stretta osservazione del paziente per diversi giorni.

Sindrome di Stevens-Johnson

La sindrome di Stevens-Johnson (SJS), che può essere pericolosa per la vita o letale, è stata riportata in casi rari in associazione al trattamento con pegfilgrastim. Se il paziente è insorta la SJS durante l'uso di pegfilgrastim, per tale paziente il trattamento con pegfilgrastim non deve essere mai più utilizzato.

Arterite

In pazienti che ricevevano G-CSF (come ad es. pegfilgrastim) sono stati riportati casi di arterite dei vasi di grande e media dimensione, compresa l'aortite. I sintomi insorti includevano febbre, dolore addominale, malessere, mal di schiena, cefalea, dolore al collo e marcatori infiammatori elevati (ad es. proteina C-reattiva e conta leucocitaria). Nella maggior parte dei casi, l'arterite è stata diagnosticata tramite TAC e generalmente si è risolta dopo la sospensione del G-CSF (cfr. anche «Effetti indesiderati»).

Altre avvertenze

La sicurezza e l'efficacia di Neulasta nella mobilizzazione delle cellule progenitrici ematopoietiche nei pazienti o in donatori sani non sono state sufficientemente valutate.

Il cappuccio dell'ago della siringa preriempita contiene gomma naturale secca (un derivato del lattice) che potrebbe causare reazioni allergiche.

L'aumentata attività ematopoietica del midollo osseo in risposta alla terapia con fattore di crescita è stata associata a referti radiologici ossei transitoriamente positivi. Questo aspetto deve essere considerato nell'interpretazione dei dati radiologici.

Immunogenicità

Come nel caso di tutte le proteine terapeutiche, esiste una potenziale immunogenicità. Anche se i dati disponibili suggeriscono che una piccola percentuale di pazienti ha sviluppato anticorpi che si legano a filgrastim o pegfilgrastim, la natura e la specificità di questi anticorpi non sono state studiate a fondo. Utilizzando un biotest cellulare, non sono stati rilevati anticorpi neutralizzanti in 46 pazienti che avevano apparentemente sviluppato anticorpi leganti.

Il rilevamento della formazione di anticorpi dipende in larga misura dalla sensibilità e dalla specificità del test, e l'incidenza di tali anticorpi osservati nel test può essere influenzata da diversi fattori, tra cui la manipolazione del campione, i medicamenti concomitanti e la malattia sottostante. Per questo motivo, il confronto fra la frequenza di anticorpi contro Neulasta e di quelli contro altri medicamenti può essere fuorviante.

In rari casi, sono state riportate citopenie in pazienti trattati con altri fattori di crescita ricombinanti a causa della risposta anticorpale ai fattori di crescita esogeni. Sussiste la possibilità teorica che un anticorpo diretto contro pegfilgrastim possa reagire con il G-CSF endogeno e causare una neutropenia immunomediata, sebbene ciò non sia stato osservato nelle analisi cliniche.

Avvertenze per le sostanze ausiliarie

Sorbitolo

Questo medicamento contiene 30 mg di sorbitolo per ogni siringa preriempita, il che corrisponde a una concentrazione di 50 mg/ml. L'effetto additivo della co-somministrazione di medicamenti contenenti sorbitolo (o fruttosio) e l'assunzione di sorbitolo (o fruttosio) con la dieta deve essere considerato. Ai pazienti con intolleranza ereditaria al fruttosio non deve essere somministrato questo medicamento.

Sodio

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose da 6 mg (1 siringa preriempita), cioè è essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

A causa della potenziale sensibilità delle cellule mieloidi in rapida divisione alla chemioterapia citotossica, Neulasta deve essere usato circa 24 ore dopo la somministrazione della chemioterapia citotossica. Negli studi clinici, la somministrazione di Neulasta 14 giorni prima della chemioterapia si è dimostrata sicura. L'uso concomitante di Neulasta con un agente chemioterapico non è stato studiato nei pazienti. Negli studi su modelli animali, è stato dimostrato un aumento della mielosoppressione legato all'uso concomitante di Neulasta con 5-fluorouracile (5-FU) o altri antimetaboliti.

Le potenziali interazioni con altri fattori di crescita ematopoietici e citochine non sono state specificamente indagate negli studi clinici.

La possibilità di interazione con il litio, che promuove ugualmente il rilascio di granulociti neutrofili, non è stata studiata nello specifico. Non ci sono evidenze che tale interazione possa costituire un pericolo. La sicurezza e l'efficacia di Neulasta in pazienti che ricevono una chemioterapia associata a mielosoppressione ritardata, come le nitrosouree, non sono state studiate.

Non sono stati condotti studi specifici sulle interazioni o sul metabolismo, ma gli studi clinici non hanno indicato alcuna interazione di Neulasta con altri medicamenti.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Non sono disponibili dati sufficienti sull'uso di Neulasta nelle donne in gravidanza. Gli studi sperimentali su animali hanno evidenziato una tossicità per la riproduzione (cfr. «Dati preclinici»). Non è noto il potenziale rischio per l'uomo.

Neulasta non deve essere utilizzato in gravidanza, a meno che non sia strettamente necessario.

Allattamento

Non sono state condotte sperimentazioni cliniche sulle donne che allattano al seno. Pertanto Neulasta non deve essere utilizzato durante l'allattamento.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono stati condotti studi sugli effetti del medicamento sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

Riepilogo del profilo di sicurezza

In studi clinici randomizzati in pazienti con neoplasie maligne che ricevevano Neulasta dopo una chemioterapia citotossica, la maggior parte degli effetti indesiderati erano da ricondurre al tumore maligno sottostante o alla chemioterapia citotossica.

Gli effetti indesiderati più comuni riportati in associazione con il medicamento in studio sono stati nausea (37,0%), dolore osseo (19,5%) e cefalea (14,5%).

I dati riportati di seguito includono gli effetti indesiderati emersi dagli studi clinici e dalle segnalazioni spontanee. Gli effetti indesiderati sono elencati secondo la classificazione per sistemi e organi MedDRA e frequenza. Le frequenze sono definite come segue:

molto comuni (≥1/10), comuni (≥1/100, < 1/10), non comuni (≥1/1000, < 1/100), rari (≥1/10'000, < 1/1000), molto rari (< 1/10'000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Classificazione per sistemi e organi MedDRA

Effetti collaterali

Molto comuni
(≥ 1/10)

Comuni
(≥ 1/100, < 1/10)

Non comuni
(≥ 1/1000, <1/100)

Rari
(≥ 1/10'000, < 1/1000)

Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)

 

 

Sindrome mielodisplastica1

Leucemia mieloide acuta1

 

Patologie del sistema emolinfopoietico

 

Trombocitopenia1

Leucocitosi1

Anemia falciforme con crisi2

Splenomegalia2

Rottura della milza2

 

Disturbi del sistema immunitario

 

 

Reazioni da ipersensibilità

Anafilassi

 

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

 

 

Aumento dei valori dell'acido urico

 

Patologie del sistema nervoso

Cefalea (14,5%)1

 

 

 

Patologie vascolari

 

 

Sindrome da perdita capillare1

Aortite2

Arterite2

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

 

 

Sindrome da distress respiratorio acuto2

Polmonite interstiziale, edema polmonare, infiltrati polmonari, fibrosi polmonare

Emottisi

Emorragia polmonare

Patologie gastrointestinali

Nausea (37,0%)1

 

 

 

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

 

 

Sindrome di Sweet (dermatosi neutrofila febbrile acuta)1, 2

Vasculite cutanea1, 2

Sindrome di Stevens Johnson

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Dolore osseo (19,5%)

Dolore muscoloscheletrico (mialgia, artralgia, dolore alle estremità, mal di schiena, dolore muscoloscheletrico, dolore al collo)

 

 

Patologie renali e urinarie

 

 

Glomerulonefrite2

 

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

 

Dolore in sede di iniezione1

Dolore toracico non di origine cardiaca

Reazioni in sede di iniezione2

 

Patologie epatobiliari

 

 

Aumento dei valori di lattato deidrogenasi e fosfatasi alcalina1

Aumento temporaneo dei valori di ALT (alanina aminotransferasi) e AST (aspartato aminotransferasi)1

 

 

1 Cfr. la sezione sottostante «Descrizione degli effetti indesiderati specifici e informazioni aggiuntive Descrizione di alcuni reazioni avverse e informazioni aggiuntivei»

2 Questo effetto collaterale è stato osservato nella fase successiva all'omologazione, ma non in studi clinici randomizzati e controllati condotti su adulti. La frequenza è stata stimata mediante un calcolo statistico basato sui dati dei pazienti che hanno ricevuto Neulasta nell'ambito di studi clinici.

Descrizione degli effetti indesiderati specifici e informazioni aggiuntive

Sono stati segnalati casi non comuni di sindrome di Sweet; in alcuni di essi, le neoplasie ematologiche sottostanti potrebbero avere un ruolo.

Sono stati segnalati casi non comuni di vasculite cutanea in pazienti trattati con pegfilgrastim. Il meccanismo alla base della vasculite nei pazienti trattati con pegfilgrastim non è noto.

Reazioni in sede di iniezione, tra cui arrossamenti nella zona dell'iniezione (non comune) e dolore in sede di iniezione (comune), si sono verificate sia al primo trattamento che in seguito a trattamenti ripetuti con pegfilgrastim.

Aumenti reversibili, da lievi a moderati, dei valori di acido urico, fosfatasi alcalina e lattato deidrogenasi - senza sequele cliniche - si sono verificati in trattati con Neulasta dopo una chemioterapia citotossica.

Durante gli esami della funzionalità epatica effettuati su pazienti trattati con pegfilgrastim dopo una chemioterapia citotossica, sono stati osservati aumenti occasionali dei livelli di alanina aminotransferasi (ALT) o aspartato aminotransferasi (AST). Questi aumenti sono stati temporanei e sono tornati al livello basale. In uno studio epidemiologico condotto su pazienti con cancro della mammella e del polmone è stato osservato un aumento del rischio di SMD/LMA a seguito di un trattamento con Neulasta in combinazione con chemioterapia e/o a radioterapia (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Dopo l'immissione sul mercato sono stati segnalati casi di sindrome da perdita capillare in seguito all'uso di G-CSF. Questi casi si sono generalmente verificati in pazienti con neoplasie maligne avanzate, in presenza di sepsi, in pazienti sottoposti a trattamenti chemioterapici multipli o sottoposti ad aferesi (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Bambini e adolescenti

È stata osservata una frequenza più alta di effetti indesiderati gravi nei bambini di età compresa tra 0 e 5 anni (92%) rispetto ai bambini più grandi di età compresa tra 6 e 11 anni (80%) e 12 e 21 anni (67%) e agli adulti. La reazione avversa al medicamento in studio più comune è stata il dolore osseo (cfr. «Proprietà/effetti» e «Farmacocinetica»).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Non sono disponibili dati su eventi di posologia eccessiva di Neulasta negli esseri umani e la quantità massima di Neulasta che può essere somministrata in sicurezza in dosi singole o multiple non è stata determinata. Dosi singole di 300 mcg/kg sono state somministrate per via sottocutanea a 8 volontari sani e a 3 pazienti con cancro al polmone non a piccole cellule senza gravi effetti collaterali. Questi soggetti avevano una conta assoluta media dei neutrofili (ANC, Absolute Neutrophil Count - Numero di granulociti neutrofili) massima di 55 × 109/l, con un numero massimo di leucociti medio corrispondente di 67 × 109/l. Il valore massimo assoluto di ANC osservato era di 96 × 109/l, con una conta leucocitaria massima assoluta corrispondente di 120 × 109/l. La durata della leucocitosi era compresa fra 6 e 13 giorni. Nel trattamento di soggetti sintomatici si dovrebbe prendere in considerazione la leucoaferesi.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

L03AA13

Meccanismo d'azione

Pegfilgrastim viene ottenuto da cellule di E. coli (K12) tramite la tecnologia del DNA ricombinante. Il fattore stimolante le colonie di granulociti umani (G-CSF) è una glicoproteina che regola la formazione dei granulociti neutrofili e il loro rilascio da parte del midollo osseo.

Farmacodinamica

Pegfilgrastim è un coniugato covalente di G-CSF umano ricombinante (r-metHuG-CSF) con una singola molecola di polietilenglicole (PEG) da 20 kDa. Pegfilgrastim è una forma di filgrastim caratterizzata da un lungo tempo di ritenzione basato sulla ridotta clearance renale. Pegfilgrastim e filgrastim, per i quali sono stati dimostrati identici meccanismi d'azione, portano a un aumento significativo del numero di granulociti neutrofili nel sangue periferico entro 24 ore con un leggero aumento di monociti e/o linfociti. In modo simile a quanto accade con il filgrastim, i granulociti neutrofili prodotti in risposta al trattamento con pegfilgrastim hanno una capacità funzionale normale o aumentata, come dimostrato in esperimenti sulla funzione chemiotattica e fagocitica. Come altri fattori di crescita ematopoietici, G-CSF ha dimostrato in vitro proprietà stimolanti sulle cellule endoteliali umane. Il G-CSF può promuovere la crescita delle cellule mieloidi, comprese quelle maligne, in vitro; effetti simili possono essere osservati in alcune cellule non mieloidi in vitro.

Bambini e adolescenti

Per l'uso in pediatria, cfr. «Posologia/impiego».

In uno studio multicentrico, randomizzato, in aperto di fase II (n = 37) in pazienti pediatrici con sarcoma che ricevevano 100 mcg/kg di pegfilgrastim dopo il primo ciclo di chemioterapia con vincristina, doxorubicina e ciclofosfamide (VAdriaC/IE), una durata più lunga della neutropenia grave (neutrofili <0,5 × 109) è stata osservata nei bambini più giovani di età 0-5 anni (8,9 giorni) rispetto ai bambini più grandi di età 6-11 anni (6 giorni), 12-21 anni (3,7 giorni) e agli adulti. Inoltre, è stata osservata una maggiore incidenza di neutropenia febbrile nei bambini più piccoli di età compresa tra 0 e 5 anni (75%) rispetto ai bambini più grandi di età compresa tra 6 e 11 anni e 12 e 21 anni (70% e 33%, rispettivamente) e agli adulti (cfr. «Effetti indesiderati» e «Farmacocinetica»).

È stata osservata una frequenza più alta di effetti indesiderati gravi nei bambini di età compresa tra 0 e 5 anni (92%) rispetto ai bambini più grandi di età compresa tra 6 e 11 anni (80%) e 12 e 21 anni (67%) e agli adulti. La reazione avversa al medicamento in studio più comune è stata il dolore osseo (cfr. «Effetti indesiderati» e «Farmacocinetica»).

Efficacia clinica

In due studi clinici randomizzati, in doppio cieco, in pazienti sottoposti a chemioterapia mielosoppressiva con doxorubicina e docetaxel e che ricevevano pegfilgrastim come dose singola per ciclo ogni 21 giorni per un massimo di 4 cicli per il trattamento del cancro al seno metastatico, la somministrazione di una dose singola di pegfilgrastim per ciclo ha prodotto riduzioni simili nella durata della neutropenia e nell'incidenza della neutropenia febbrile a quelle ottenute con l'uso quotidiano di filgrastim (mediana 11 somministrazioni una volta al giorno). Senza la somministrazione del fattore di crescita, questo regime di trattamento ha comportato una durata media della neutropenia di grado 4 di 5-7 giorni e un'incidenza del 30-40% per la neutropenia febbrile. Nel primo studio (n = 157), in cui è stata utilizzata una dose fissa di 6 mg di pegfilgrastim, la durata media della neutropenia di grado 4 è stata di 1,8 giorni nel gruppo pegfilgrastim rispetto a 1,6 giorni nel gruppo filgrastim (differenza: 0,23 giorni, IC 95% -0,15; 0,63). Durante l'intero studio, il tasso di neutropenia febbrile è stato del 13% nei pazienti trattati con pegfilgrastim rispetto al 20% nei pazienti trattati con filgrastim (differenza: 7%, IC 95% -19%; 5%). In un secondo studio (n = 310), in cui è stata utilizzata una dose basata sul peso (100 mcg/kg), la durata media della neutropenia di grado 4 è stata di 1,7 giorni nel gruppo pegfilgrastim rispetto a 1,8 giorni nel gruppo filgrastim (differenza: 0,03 giorni, IC 95% -0,36; 0,30). Il tasso complessivo di insorgenza di neutropenia febbrile è stato del 9% nei pazienti trattati con pegfilgrastim e del 18% in quelli trattati con filgrastim (differenza: 9%, IC 95% -16,8%; -1,1%).

In uno studio controllato con placebo è stato valutato l'effetto di pegfilgrastim sull'incidenza della neutropenia febbrile dopo un regime di chemioterapia (docetaxel 100 mg/m2 ogni 3 settimane per 4 cicli) per il quale era stata riportata un'incidenza di neutropenia febbrile del 10-20%. 928 pazienti sono stati randomizzati per ricevere una dose singola di pegfilgrastim o placebo circa 24 ore (Giorno 2) dopo la chemioterapia in ogni ciclo. L'incidenza della neutropenia febbrile era significativamente inferiore nei pazienti randomizzati a pegfilgrastim rispetto al placebo (1% vs 17%, p ≤0,001). L'incidenza delle ospedalizzazioni e dei medicamenti anti-infettivi per via endovenosa associati a una diagnosi clinica di febbre neutropenica era significativamente inferiore nel gruppo pegfilgrastim rispetto al placebo (1% vs 14%, p <0,001 e 2% vs 10%, p <0,001, rispettivamente).

Un piccolo studio di fase II (n = 83), randomizzato, in doppio cieco, interrotto prematuramente per errore, ha confrontato l'uso di pegfilgrastim (dose singola di 6 mg) e filgrastim durante la chemioterapia di induzione in pazienti con LMA de novo sottoposti a chemioterapia. Il tempo di recupero dalla neutropenia grave è stato stimato in 22 giorni (mediana) in entrambi i gruppi di trattamento. Gli esiti del trattamento a lungo termine non sono stati studiati (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Sono stati completati altri studi di supporto in pazienti oncologici di sesso maschile e femminile.

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo la somministrazione di una singola dose sottocutanea di pegfilgrastim, le concentrazioni sieriche massime di pegfilgrastim vengono raggiunte da 16 a 120 ore dopo la somministrazione; le concentrazioni sieriche di pegfilgrastim si mantengono stabili per la durata della neutropenia che segue la chemioterapia mielosoppressiva.

Distribuzione

Nessuna indicazione.

Metabolismo

Nessuna indicazione.

Eliminazione

L'eliminazione di pegfilgrastim non è lineare rispetto alla dose; la clearance sierica di pegfilgrastim diminuisce con l'aumento della dose. Pegfilgrastim sembra essere eliminato principalmente attraverso una clearance neutrofilo-mediata, che viene saturata alle dosi più elevate. In accordo con un meccanismo di clearance auto regolato, la concentrazione sierica di pegfilgrastim declina rapidamente in coincidenza con la risalita dei neutrofili.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica e renale

A causa del meccanismo di clearance neutrofilo-mediato, non ci si attende che i disturbi della funzionalità epatica o renale possano influire sulla farmacocinetica di pegfilgrastim. In uno studio a dose singola in aperto (n = 31), disturbi renali di diversi stadi, inclusa l'insufficienza renale in stadio terminale, non hanno influenzato la farmacocinetica di pegfilgrastim.

Pazienti anziani

I dati limitati a disposizione indicano che la farmacocinetica di pegfilgrastim nei pazienti anziani (> 65 anni) è simile a quella dei pazienti adulti.

Bambini e adolescenti

A causa dell'insufficiente esperienza clinica, l'uso di Neulasta non è raccomandato nei neonati, nei bambini e negli adolescenti sotto i 45 kg (cfr. «Posologia/impiego»).

La farmacocinetica di pegfilgrastim è stata studiata in 37 pazienti pediatrici affetti da sarcoma, che hanno ricevuto 100 mcg/kg di pegfilgrastim dopo il completamento di una chemioterapia VAdriaC/IE (cfr. «Proprietà/effetti»). Il gruppo di età più giovane (0-5 anni) ha avuto un'esposizione media a pegfilgrastim maggiore (AUC) (± deviazione standard) (47,9 ± 22,5 mcg·hr/ml) rispetto ai bambini di età superiore 6-11 anni e 12-21 anni (22,0 ± 13,1 mcg·hr/ml e 29,3 ± 23,2 mcg·hr/ml, rispettivamente) (cfr. «Proprietà/effetti»). Con l'eccezione del gruppo di età più giovane (0-5 anni), l'AUC media nei pazienti pediatrici è apparsa simile a quella nei pazienti adulti con carcinoma mammario ad alto rischio in stadio II-IV, che hanno ricevuto 100 mcg/kg di pegfilgrastim dopo la chemioterapia con doxorubicina/docetaxel (cfr. «Effetti indesiderati» e «Proprietà/effetti»).

Dati preclinici

I dati preclinici derivati da studi tradizionali di tossicità per dosi ripetute hanno evidenziato gli effetti farmacologici attesi. Tali effetti comprendevano aumenti della conta leucocitaria, iperplasia mieloide in sede midollare, ematopoiesi extramidollare e splenomegalia.

Nel ratto non si sono osservati effetti indesiderati nella prole di femmine incinte alle quali era stato somministrato pegfilgrastim per via sottocutanea. Tuttavia, nei conigli, pegfilgrastim somministrato a basse dosi per via sottocutanea ha causato tossicità embrionale/fetale (perdita dell'embrione). Negli studi sui ratti è stato dimostrato che pegfilgrastim è in grado di attraversare la placenta. La rilevanza di questi risultati per l'uomo non è nota.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Neulasta non è compatibile con le soluzioni di cloruro di sodio.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare in frigorifero (2-8 °C).

Neulasta può essere conservato a temperatura ambiente (non oltre 30 °C) una sola volta e per un periodo massimo di 72 ore. Se Neulasta è stato conservato a temperatura ambiente per più di 72 ore, deve essere smaltito.

Non congelare.

L'esposizione accidentale a temperature inferiori al punto di congelamento, una sola volta per meno di 24 ore, non ha effetti sfavorevoli sulla stabilità di Neulasta.

Conservare nella confezione originale per proteggere il contenuto dalla luce.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

Le confezioni contengono un inserto con istruzioni dettagliate per l'uso e la manipolazione.

Neulasta è una soluzione sterile, ma priva di conservanti. Prima dell'uso, la soluzione di Neulasta deve essere controllata per la presenza di particelle sospese visibili. Si possono iniettare solo soluzioni trasparenti e incolori.

L'agitazione vigorosa può causare l'aggregazione di pegfilgrastim, rendendolo biologicamente inattivo.

Lasciare che la siringa preriempita raggiunga la temperatura ambiente prima dell'iniezione.

Il medicamento non utilizzato o i materiali usati devono essere smaltiti in conformità con le normative locali.

Numero dell'omologazione

56326 (Swissmedic)

Confezioni

Ciascuna confezione contiene 1 siringa preriempita con 0,6 ml di soluzione per iniezione (monouso).

Le siringhe preriempite vengono fornite confezionate in blister, con protezione automatica dell'ago.

(Categoria di dispensazione A)

Titolare dell’omologazione

Amgen Switzerland AG, Risch

Domicilio: 6343 Rotkreuz

Stato dell'informazione

Gennaio 2026

Versione 170726