Intratect® 5%, Intratect® 10%
Biotest (Schweiz) AG
Composizione
Principi attivi:
Immunoglobulina umana normale per uso endovenoso (IgIV).
Sostanze ausiliarie:
Glicina, idrossido di sodio (per la regolazione del pH) corrispondente a un massimo di 0,046 mg/ml di sodio, acido cloridrico (per la regolazione del pH), acqua per preparazioni iniettabili.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione per infusione per somministrazione endovenosa.
Intratect 5%
Un ml contiene: 50 mg di proteine plasmatiche umane con una percentuale minima di immunoglobulina G (IgG) del 96% (soluzione al 5%). Distribuzione delle sottoclassi di IgG (valori approssimativi): 57% IgG1, 37% IgG2, 3% IgG3 e 3% IgG4.
Il contenuto massimo di immunoglobulina A (IgA) è di 0,9 mg/ml.
Intratect 10%
Un ml contiene: 100 mg di proteine plasmatiche umane con una percentuale minima di immunoglobulina di IgG del 96% (soluzione al 10%). Distribuzione delle sottoclassi di IgG (valori approssimativi): 57% IgG1, 37% IgG2, 3% IgG3 e 3% IgG4.
Il contenuto massimo di immunoglobulina A (IgA) è di 1,8 mg/ml.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Terapia sostitutiva in adulti, bambini e adolescenti (0-18 anni) in caso di:
·sindromi da immunodeficienza primaria (PID) con compromissione della produzione anticorpale
·immunodeficienze secondarie (SID) in pazienti con infezioni severe o ricorrenti, trattamento antimicrobico inefficace e documentato difetto di anticorpi specifici (PSAF)* o livello sierico di IgG < 4 g/l
* PSAF= incapacità di incrementare di almeno 2 volte il titolo anticorpale di IgG a seguito di vaccinazione anti-pneumococcica con antigene polisaccaridico e polipeptidico.
Immunomodulazione in adulti, bambini e adolescenti (0-18 anni) in caso di:
·Trombocitopenia immune primaria (primary immune thrombocytopenia, ITP), nei pazienti a rischio elevato di sanguinamenti o prima di un intervento chirurgico per correggere la conta delle piastrine.
·Sindrome di Guillain Barré.
·Malattia di Kawasaki (assieme ad acido acetilsalicilico; vedere paragrafo «Posologia/impiego)
·Poliradiculoneuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP)
·Neuropatia motoria multifocale (MMN)
Posologia/Impiego
La terapia sostitutiva deve essere iniziata e monitorata sotto la supervisione di un medico esperto nel trattamento dell'immunodeficienza.
La dose e lo schema terapeutico dipendono dall'indicazione terapeutica. Può essere necessario personalizzare la dose per ciascun paziente in relazione alla risposta clinica. La dose basata sul peso corporeo può richiedere un aggiustamento nei pazienti sottopeso o sovrappeso.
Gli schemi di trattamento riportati di seguito sono forniti come linea guida:
Terapia sostitutiva nelle sindromi da immunodeficienza primaria
Lo schema di trattamento deve essere tale da garantire un livello minimo di IgG (misurato prima dell'infusione successiva) di almeno 6,0 g/l o trovarsi entro l'intervallo di riferimento normale per l'età della popolazione. Dopo l'inizio della terapia sono necessari da tre a sei mesi per ottenere l'equilibrio (livelli di IgG allo stato stazionario). La dose di partenza raccomandata è di 0,4-0,8 g/Kg in unica somministrazione, seguita da almeno 0,2 g/Kg somministrati ogni 3-4 settimane.
La dose necessaria per ottenere un livello minimo di IgG di 6 g/l è dell'ordine di 0,2-0,8 g/Kg/ mese. Una volta raggiunto il livello di equilibrio (steady state) l'intervallo di dosaggio varia tra le 3 e le 4 settimane. I livelli minimi di IgG devono essere misurati e valutati in connessione all'incidenza di infezioni. Per ridurre il tasso di infezioni batteriche, può essere necessario aumentare il dosaggio e avere come obiettivo livelli minimi più elevati.
Immunodeficienze secondarie (come definite nel paragrafo «Indicazioni»)
La dose raccomandata è di 0,2-0,4 g/kg ogni 3-4 settimane.
I livelli minimi di IgG vanno misurati e determinati in connessione con l'incidenza di infezioni. La dose va aggiustata come necessario per raggiungere una protezione ottimale contro le infezioni ed un aumento può essere necessario nei pazienti con infezione persistente; una riduzione della dose può essere presa in considerazione se il paziente rimane libero da infezioni.
Trombocitopenia immune primaria
Ci sono due schedule di trattamento alternative:
·0,8-1 g/Kg somministrati il primo giorno; questa dose può essere ripetuta per una volta entro tre giorni
·0,4 g/Kg somministrati ogni giorno per 2-5 giorni.
Il trattamento può essere ripetuto in caso di recidiva.
Sindrome di Guillain Barrè
0,4 g/Kg/al giorno per 5 giorni (possibile ripetizione della somministrazione in caso di recidiva).
Malattia di Kawasaki
Devono essere somministrati 2,0 g/Kg in dose singola. I pazienti devono ricevere un trattamento concomitante con acido acetilsalicilico.
Polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP):
Dose iniziale: 2 g/kg suddivisi in 2 -5 giorni consecutivi.
Dosi di mantenimento: 1 g/kg in 1-2 giorni consecutivi ogni 3 settimane.
L'effetto del trattamento va valutato dopo ogni ciclo; se dopo 6 mesi non si osserva alcun effetto, il trattamento va sospeso.
Se il trattamento è efficace, il trattamento a lungo termine è a discrezione del medico, sulla base della risposta del paziente e della risposta al mantenimento. Può essere necessario adattare il dosaggio e gli intervalli di somministrazione in base al decorso individuale della malattia.
Neuropatia motoria multifocale (MMN)
Dose iniziale: 2 g/kg somministrati in 2 -5 giorni consecutivi.
Dose di mantenimento: 1 g/kg ogni 2 – 4 settimane o 2 g/kg ogni 4 – 8 settimane.
L'effetto del trattamento deve essere valutato dopo ogni ciclo; se dopo 6 mesi non si osserva alcun effetto, il trattamento deve essere sospeso.
Se il trattamento è efficace, il trattamento a lungo termine è a discrezione del medico, sulla base della risposta del paziente e della risposta di mantenimento. Può essere necessario adattare il dosaggio e gli intervalli di somministrazione in base al decorso individuale della malattia.
Le dosi raccomandate sono riassunte nella tabella seguente:
Indicazione | Dose | Frequenza delle iniezioni |
Terapia di sostituzione | ||
Sindromi da immunodeficienza primaria | Dose iniziale: 0,4-0,8 g/kg con dose di mantenimento di: 0,2-0,8 g/Kg | Ogni 3-4 settimane |
Immunodeficienze secondarie (come definite nel paragrafo «Indicazioni») | 0,2-0,4 g/Kg | ogni 3-4 settimane |
Immunomodulazione: | ||
Trombocitopenia immune primaria | 0,8-1 g/kg | al primo giorno, possibilmente da ripetere una sola volta entro tre giorni |
| oppure |
|
| 0,4 g/kg/die | per 2-5 giorni |
Sindrome di Guillain Barré | 0,4 g/kg/die | per 5 giorni |
Malattia di Kawasaki | 2 g/kg | in una dose singola in associazione con l'acido acetilsalicilico |
Poliradiculoneuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP) | Dose iniziale: 2 g/kg | in dosi suddivise in 2-5 giorni |
| Dose di mantenimento: 1 g/kg | ogni 3 settimane in 1-2 giorni |
Neuropatia motoria multifocale (MMN) | Dose iniziale: 2 g/kg | in 2-5 giorni consecutivi |
| Dose di mantenimento 1 g/kg | ogni 2-4 settimane |
| oppure | oppure |
| 2 g/kg | ogni 4-8 settimane in 2-5 giorni |
Effetti indesiderati dopo l'introduzione sul mercato:
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Non è disponibile evidenza della necessità di un aggiustamento della dose.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Senza aggiustamento della dose, a meno che non sia clinicamente giustificato, vedere paragrafo «Avvertenze e misure precauzionali».
Pazienti anziani
Senza aggiustamento della dose, a meno che non sia clinicamente giustificato, vedere paragrafo «Avvertenze e misure precauzionali».
Bambini e adolescenti
La posologia nei bambini e negli adolescenti (0-18 anni) non è diversa da quella degli adulti, poiché per ciascuna indicazione essa dipende dal peso corporeo e viene aggiustata in base all'esito clinico delle condizioni sopra menzionate.
Modo di somministrazione
Intratect 5%:
Intratect 5% deve essere somministrato per infusione endovenosa, ad una velocità iniziale di non più di 1,4 ml/Kg/ora per 30 minuti. In caso di reazione avversa, ridurre la velocità di somministrazione o interrompere l'infusione. Se ben tollerato, la velocità di somministrazione può essere gradualmente aumentata fino ad un massimo di 1,9 ml/kg bw/ora.
Intratect 10%:
Intratect 10% deve essere somministrato per infusione endovenosa, ad una velocità iniziale di non più di 1,4 ml/Kg/ora per 30 minuti In caso di reazione avversa, ridurre la velocità di somministrazione o interrompere l'infusione. Se ben tollerato, la velocità di infusione può essere aumentata gradualmente in intervalli di 30 minuti fino alla dose massima individuale tollerata fino ad un massimo di 1,9 ml/kg bw/ora.
Nei pazienti con sindrome da immunodeficienza primaria (PID) che hanno tollerato una velocità di infusione di 1,9 ml/kg bw/ora bene, la velocità di infusione può essere aumentata gradualmente fino a 6 ml/kg/ora e poi gradualmente fino ad un massimo di 8 ml/kg bw/ora se il paziente continua a tollerare l'infusione bene.
Le posologie e la velocità di infusione devono essere generalmente adattati individualmente alle esigenze del paziente (vedi «Avvertenze e misure precauzionali»).
Controindicazioni
Ipersensibilità a qualsiasi componente del preparato.
Pazienti con deficit selettivo di IgA che hanno sviluppato anticorpi contro le IgA, poiché la somministrazione di un preparato contenente IgA può portare all'anafilassi.
Avvertenze e misure precauzionali
Tracciabilità
Per migliorare la tracciabilità dei farmaci biologici, il nome e il numero di lotto del prodotto somministrato devono essere chiaramente registrati.
Precauzioni per l'uso
Spesso è possibile evitare potenziali complicanze verificando che i pazienti:
·non siano sensibili alle immunoglobuline umane normali, somministrando all'inizio il prodotto lentamente (0,005 ml/kg bw/min corrispondenti a 0,3 ml/kg bw/ora)
·siano attentamente monitorati per evidenziare la comparsa di eventuali sintomi durante il periodo di infusione. In particolare, i pazienti a cui vengono somministrate immunoglobuline umane normali per la prima volta, i pazienti già trattati in precedenza con un'altra immunoglobulina endovena o quando è trascorso un lungo periodo di tempo dalla precedente infusione devono essere monitorati in ospedale durante la prima infusione e per la prima ora dopo la prima infusione, in modo da videnziare potenziali reazioni avverse. Tutti gli altri pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per almeno 20 minuti dopo la somministrazione.
Per tutti i pazienti, la somministrazione di IgIV richiede
·adeguata idratazione prima dell'inizio dell'infusione di IgIV,
·monitoraggio dell'escrezione urinaria,
·monitoraggio dei livelli di creatinina sierica,
·non utilizzo concomitante di diuretici dell'ansa (vedi sezione «Interazioni»).
In caso di reazioni avverse occorre ridurre la velocità di somministrazione o interrompere l'infusione. Il trattamento richiesto dipende dalla natura e dalla severità della reazione avversa.
Reazione all'infusione
Determinati gravi effetti collaterali (p.es. mal di testa, sensazione di calore, brividi, dolori muscolari, respiro sibilante, tachicardia, dolori nella parte inferiore della schiena, nausea, ipotensione arteriosa) possono essere correlati alla velocità di infusione. La velocità di infusione indicata nel capitolo «Posologia/impiego» dev'essere rigorosamente osservata, e i pazienti devono essere monitorati per tutto il tempo dell'infusione e osservati per rilevare eventuali sintomi di reazioni avverse.
Determinati effetti collaterali possono verificarsi più frequentemente in
·pazienti che ricevono immunoglobuline umane per la prima volta o, in rari casi, pazienti che cambiano preparato a base di immunoglobuline, oppure dopo una lunga pausa senza trattamento;
·pazienti con una infezione non trattata o un'infiammazione cronica di base.
Ipersensibilità
Le reazioni di ipersensibilità sono rare. L'anafilassi può verificarsi in pazienti con IgA non rilevabili, che hanno anticorpi anti-IgA che hanno tollerato un precedente trattamento con immunoglobulina normale umana.
In caso di shock è necessario adottare gli attuali standard medici per il trattamento degli stati di shock.
Tromboembolia
C'è evidenza clinica di un'associazione tra somministrazione di IgIV ed eventi tromboembolici, quali l'infarto del miocardio, gli incidenti cerebrovascolari (compreso l'ictus), l'embolia polmonare e le trombosi venose profonde, che si presume siano correlati a un aumento relativo della viscosità del sangue, determinato dall'elevato afflusso delle immunoglobuline nei pazienti a rischio. La prescrizione e l'infusione di IgIV richiedono prudenza nei pazienti obesi e nei pazienti con fattori di rischio preesistenti di eventi trombotici (quali età avanzata, ipertensione, diabete mellito e anamnesi di malattia vascolare o di episodi trombotici, pazienti con disordini trombofilici acquisiti o ereditari, pazienti con periodi prolungati di immobilizzazione, pazienti con severa ipovolemia, pazienti con malattie che aumentano la viscosità del sangue).
In pazienti con rischio di reazioni tromboemboliche, i preparati a base di IgIV vanno somministrati alla velocità e alla dose più basse possibili.
Insufficienza renale acuta
Sono stati riportati casi d'insufficienza renale acuta in pazienti che hanno seguito una terapia con IgIV. Nella maggior parte dei casi sono stati identificati dei fattori di rischio, quali insufficienza renale preesistente, diabete mellito, ipovolemia, sovrappeso, farmaci nefrotossici concomitanti o età superiore a 65 anni.
Prima dell'infusione di IgIV e successivamente a intervalli appropriati, si devono controllare i parametri renali, specialmente in pazienti a rischio potenzialmente elevato d'insufficienza renale acuta. In pazienti a rischio di insufficienza renale acuta i preparati IgIV devono essere somministrati alla velocità d'infusione e al dosaggio minimi praticabili.
In caso di compromissione della funzione renale si dovrebbe prendere in considerazione la sospensione del preparato a base di immunoglobuline.
Rapporti di disfunzione renale e insufficienza renale acuta siano stati associati all'uso di molti prodotti IgIV autorizzati contenenti diversi altri componenti come saccarosio, glucosio e maltosio, la percentuale dei preparati contenenti saccarosio come stabilizzante era sproporzionatamente alta. Nei pazienti a rischio può essere considerata l'opportunità di utilizzare preparati IgIV privi di questi altri componenti. Intratect 5% / Intratect 10% non contiene saccarosio.
Sindrome della meningite asettica (SMA)
Casi di meningite asettica (SMA) sono stati riferiti in relazione al trattamento con immunoglobuline endovenose (preparati IgIV). La sindrome si verifica generalmente in un periodo da poche ore a 2 giorni dopo l'inizio del trattamento IgIV. Gli esami del liquor sono spesso positivi con pleocitosi fino a diverse migliaia di cellule per mm3, prevalentemente della serie granulocitaria, ed elevati livelli di proteine, fino a diverse centinaia di mg/dl.
La SMA può verificarsi più frequentemente in caso di trattamento IgIV ad alto dosaggio (2 g/kg).
In pazienti che presentano questi segni e sintomi, si dovrebbe eseguire un'indagine neurologica accurata, comprendente l'analisi del liquor, per escludere altre cause di meningite.
L'interruzione del trattamento IgIV ha condotto a una remissione della SMA entro pochi giorni, senza danni conseguenti.
Anemia emolitica
Le immunoglobuline endovenose (preparati IgIV) possono contenere anticorpi di gruppi sanguigni che agiscono come emolisine e in vivo possono caricare gli eritrociti di immunoglobulina, scatenando una reazione antiglobulina diretta positiva (test di Coombs) e raramente emolisi. L'anemia emolitica può svilupparsi a seguito di una terapia IgIV a causa di un maggiore sequestro di eritrociti.
I seguenti fattori di rischio sono associati alla manifestazione di un'emolisi:
·elevate dosi somministrate come dose singola o in dosi parziali su più giorni;
·gruppi sanguigni A, B o AB;
·patologia infiammatoria sottostante concomitante.
Poiché l'emolisi è stata segnalata di frequente da pazienti con gruppo sanguigno A, B o AB, che ricevevano al contempo elevate dosi di IgIV per indicazioni di immunodeficienze non primarie (PID) si raccomanda cautela. L'emolisi è stata segnalata in letteratura solo di rada da pazienti con PID in terapia sostitutiva.
Un rischio nettamente superiore per un'emolisi clinicamente rilevante sussiste per i pazienti con gruppo sanguigno A, B o AB che hanno ricevuto ≥ (1-) 2 g/kg di IgIV cumulativamente con un elevato titolo di isoagglutinina. Nell'uso di prodotti a base di IgIV con un titolo anti-A mediano ≤1:16 (misurato con il test di agglutinazione diretta secondo il controllo del rilascio dei lotti.) sono stati segnalati solo rari casi di emolisi.
La suddivisione della somministrazione di IgIV in dosi singole multiple non sembra essere adatta a prevenire possibili emolisi perché l'emivita delle immunoglobuline è dell'ordine di 3-4 settimane.
I pazienti a cui vengono somministrate IgIV vanno monitorati ai fini della rilevazione di eventuali segni e sintomi di emolisi. Se durante o dopo l'infusione di IgIV manifestano segni e/o sintomi di emolisi, dovrà considerare l'interruzione del trattamento con IgIV (vedi sezione «Effetti indesiderati»).
Neutropenia/leucopenia
Dopo il trattamento con IgIV sono stati riferiti casi con un calo transitorio del numero dei neutrofili e/o episodi di neutropenia, talvolta gravi. Questa sintomatologia compare generalmente entro ore o giorni dopo la somministrazione di IgIV e regredisce spontaneamente nel giro di 7-14 giorni.
Danno polmonare acuto associato alla trasfusione (TRALI)
Tra i pazienti trattati con IgIV sono stati riferiti casi di edema polmonare acuto non cardiogeno (danno polmonare acuto associato alla trasfusione [Transfusion Related Acute Lung Injury, TRALI]). Il TRALI è caratterizzato da grave ipossia, dispnea, tachipnea, cianosi, febbre e ipotensione. I sintomi del TRALI insorgono generalmente durante la trasfusione o nelle 6 ore successive, spesso entro 1-2 ore. Per questo motivo i pazienti trattati con IgIV devono essere monitorati per rilevare l'eventuale insorgenza di questi sintomi, e in caso di effetti collaterali polmonari, l'infusione di IgIV dev'essere immediatamente interrotta. Un TRALI è una condizione potenzialmente fatale che richiede un immediato intervento di terapia intensiva.
Influenza su metodi diagnostici
Vedere paragrafo «Altre indicazioni».
Agenti patogeni trasmissibili
Le misure standard per la prevenzione di infezioni trasmesse con la somministrazione di medicamenti prodotti da sangue o plasma umano comprendono la selezione dei donatori, test sulle singole donazioni o pool di plasma per specifici marcatori di infezione e introduzione di efficaci operazioni di fabbricazione per l'inattivazione/eliminazione di virus. Non si può tuttavia escludere completamente la possibilità di trasmissione di agenti patogeni con la somministrazione di medicamenti prodotti da sangue o plasma umano. Questo vale anche per virus e altri agenti patogeni sinora sconosciuti o di recente comparsa.
Le misure adottate sono considerate efficaci nei confronti di virus con involucro come il virus dell'immunodeficienza umana (HIV), il virus dell'epatite B (HBV e il virus dell'epatite C (HCV). È possibile che l'eliminazione/inattivazione per i virus senza involucro come il virus dell'epatite A (HAV) e il parvovirus B19 sia di efficacia limitata.
L'esperienza clinica ha confermato che i virus dell'epatite A o i parvovirus B19 non vengono trasmessi tramite le immunoglobuline; si ritiene inoltre che il contenuto di anticorpi contribuisca in misura importante alla sicurezza virale.
Si raccomanda fortemente, ogni volta che si somministra Intratect 5% / Intratect 10% ad un paziente, di annotare il nome e il numero di lotto del prodotto in modo da mantenere un collegamento tra il paziente e il lotto del prodotto.
Contenuto di sodio:
Intratect 5%
Questo medicinale contiene 128,8 mg di sodio per dose massima giornaliera (2 g/kg di peso corporeo; con un peso corporeo standard di 70 kg per un adulto), equivalente a 6,4% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g per di sodio per un adulto.
Intratect 10%
Questo medicinale contiene 64,4 mg di sodio per dose massima giornaliera (2 g/kg di peso corporeo; con un peso corporeo standard di un adulto di 70 kg), equivalente a 3,2% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g per di sodio per un adulto.
Interazioni
Vaccini vivi attenuati
La somministrazione di immunoglobulina può compromettere per un periodo minimo di 6 settimane e un periodo massimo di 3 mesi l'efficacia di vaccini con virus vivi attenuati, quali morbillo, rosolia, parotite e varicella. Dopo la somministrazione di questo medicamento, deve trascorrere un periodo di 3 mesi prima di sottoporsi a vaccinazione con virus vivi attenuati. In caso di morbillo, tale compromissione può persistere fino a un anno. Pertanto, è necessario controllare lo stato degli anticorpi nei pazienti che ricevono il vaccino contro il morbillo.
Diuretici dell'ansa
Evitare la somministrazione concomitante di diuretici dell'ansa.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
La sicurezza di questo medicinale non è stata stabilita per l'uso in gravidanza in studi clinici controllati e pertanto deve essere somministrato con cautela alle donne in gravidanza solo dopo aver attentamente soppesato il rapporto rischio-beneficio. È dimostrato che i preparati immunoglobulinici endovenosi attraversano la barriera placentare, in particolare nel terzo trimestre di gravidanza. L'esperienza clinica con immunoglobuline suggerisce che non sono prevedibili effetti nocivi sul decorso della gravidanza né sul feto o sul neonato.
Allattamento
Le immunoglobuline sono escrete nel latte materno. Non si prevedono effetti negativi per l'allattamento al seno di neonati/lattanti.
Fertilità
In base all'esperienza clinica con le immunoglobuline non sono prevedibili effetti nocivi sulla fertilità.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Intratect può esercitare un influsso trascurabile sulla capacità di condurre veicoli e di utilizzare macchine. I pazienti nei quali durante il trattamento si verificano effetti collaterali devono attenderne la scomparsa prima di mettersi al volante di un veicolo o utilizzare una macchina.
Effetti indesiderati
Informazioni sul rischio di infezione: v. paragrafo «Avvertenze e misure precauzionali».
Sommario del profilo di sicurezza
Gli effetti collaterali causati dalle immunoglobuline umane normali (in ordine di frequenza decrescente) comprendono (v. anche capitolo «Avvertenze e misure precauzionali»):
·brividi, mal di testa, vertigini, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, dolori articolari, ipotensione arteriosa e dolori moderati nella regione inferiore della schiena.
·reazioni emolitiche reversibili; specialmente in pazienti dei gruppi sanguigni A, B e AB e (in casi rari) anemia emolitica con obbligo di trasfusione.
·(in casi rari) improvviso calo della pressione arteriosa e i casi isolati shock anafilattico, anche in pazienti che durante un uso precedente non avevano presentato ipersensibilità.
·(in casi rari) reazioni cutanee transitorie (compreso lupus eritematoso cutaneo – frequenza sconosciuta).
·(in casi molto rari) reazioni tromboemboliche come attacco cardiaco (infarto miocardico), ictus, coaguli nei vasi sanguigni del polmone (embolia polmonare), coagulo in una vena (trombosi venosa profonda).
·casi di meningite asettica reversibile.
·casi di aumento del livello della creatinina sierica e/o insufficienza renale acuta.
·casi di danno polmonare acuto associato alla trasfusione (TRALI).
Effetti indesiderati degli studi clinici
Sono stati condotti tre studi clinici con Intratect 5%: due in pazienti con immunodeficienze primarie (PID) e uno in pazienti con porpora trombocitopenia immune (ITP). Nei due studi PID, complessivamente 68 pazienti sono stati trattati con Intratect e valutati per quanto riguarda la sicurezza. Il periodo di trattamento è stato rispettivamente di 6 e 12 mesi. Lo studio ITP è stato condotto su 24 pazienti.
Nel primo studio PID con 17 pazienti, sono state somministrate in totale 113 infusioni di Intratect e sono state segnalate 9 effetti indesiderati sospette al prodotto (la relazione causale è stata classificata dallo sperimentatore come «possibile» o «probabile»).Nel secondo studio PID, 51 pazienti sono stati trattati con 642 infusioni di Intratect, sono stati segnalati 8 effetti indesiderati, con altri 2 effetti indesiderati che gli investigatori non sono stati in grado di valutare la relazione causale.
In tutto, la frequenza degli effetti indesiderati al farmaco in entrambi gli studi PID è di 2,4 effetti indesiderati per 100 infusioni con Intratect. Nello studio ITP sono state somministrate 75 infusioni di Intratet, per un totale di 32 reazioni avverse ADR.
Con Intratect 10% è stato condotto uno studio clinico per testare la farmacocinetica e la sicurezza di eseguita su 30 pazienti con PID. Questi pazienti hanno ricevuto per un priodo compreso tra 3 e 6 mesi in totale 165 infusioni (Intratect 10%), con un totale di 19 infusioni (11,5%) associate a reazioni avverse al farmaco.
La maggior parte di queste ADR è stata da lieve a moderata e autolimitantesi. Durante gli studi non sono state osservate ADR gravi.
Gli effetti indesiderati osservati in questi studi sono stati elencati nella seguente tabella e raggruppati in base alle classi di organi del sistema MedDRA e alla frequenza.
La frequenza è stata calcolata in base al numero di infusioni somministrate (n=830 per Intratect 5% e 165 per Intratect 10%). Le frequenze sono state valutate secondo la convenzione seguente: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1'000, <1/100); raro (≥1/10'000, <1/1'000); molto raro (<1/10'000)
Frequenza degli effetti indesiderati al farmaco (ADR) negli studi clinici con Intratect 5%:
Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA | Effetti indesiderati (termine MedDRA preferito) | Frequenza |
Patologie del sistema emolinfopoietico | Emolisi (lieve) | Non comune |
Patologie del sistema nervoso | Cefalea | Comune |
Disgeusia | Non comune | |
Patologie vascolari | Ipertensione arteriosa, tromboflebite | Non comune |
Patologie gastrointestinali | Nausea, vomito, dolore gastrointestinale | Non comune |
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Eruzione cutanea papulare | Non comune |
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Piressia | Comune |
Brividi, sensazione di calore | Non comune | |
Esami diagnostici | Temperatura corporea aumentata, test di Coombs (indiretto e diretto) positivo | Non comune |
Frequenza degli effetti indesiderati al farmaco (ADR) negli studi clinici con Intratect 10%:
Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA | Effetti indesiderati (termine MedDRA preferito) | Frequenza |
Disturbi del sistema immunitario | Reazione correlata all'infusione | Comune |
Ipersensibilità | Non comune | |
Patologie del sistema nervoso | Cefalea | Comune |
Alterazioni sensoriali | Non comune | |
Patologie cardiache | Palpitazioni | Comune |
Patologie vascolari | Iperemia, ipertensione | Non comune |
Patologie gastrointestinali | Diarrea, dolore addominale | Non comune |
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Dolore cutaneo, eruzione cutanea | Non comune |
Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo | Artralgia, mal di schiena, dolori ossei | Comune |
Mialgia | Non comune | |
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Fastidio | Comune |
Affaticamento, brividi, ipotermia | Non comune |
Effetti indesiderati dopo l'introduzione sul mercato:
Patologie del sistema emolin-fopoietico
Non nota: leucopenia.
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro: shock anafilattico, Ipersensibilità.
Patologie cardiache
Molto raro: angina pectoris.
Patologie vascolari
Molto raro: shock.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Molto raro: dyspnea.
Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo
Molto raro: dolore dorsale.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto raro: rigore.
Analisi
Molto raro: calo della pressione sanguigna.
Descrizione di reazioni avverse selezionate
Le reazioni avverse riportate per Intratect rientrano nel profilo atteso per le immunoglobuline umane normali.
Bambini e adolescenti
Si prevede che la frequenza, il tipo e la severità delle reazioni avverse nella popolazione pediatrica siano come negli adulti.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Un sovradosaggio può provocare un sovraccarico di fluidi ed iperviscosità in particolare nei pazienti a rischio, inclusi i pazienti anziani o i pazienti con compromissione cardiaca o renale.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
J06BA02
Categoria farmacoterapeutica: sieri immuni e immunoglobuline Immunoglobuline, immunoglobulina umana per la somministrazione endovenosa.
Intratect 5% / Intratect 10% contiene principalmente immunoglobuline G (IgG)
con un ampio spettro di anticorpi contro agenti infettivi.
Intratect 5% / Intratect 10% viene di solito preparato da pool di plasma provenienti da minimo 1000 donatori. La sua distribuzione in sottoclassi IgG corrisponde circa a quella del plasma umano. Secondo la Ph. Eur., il titolo di isoagglutinina anti-A nei preparati per l'immunoglobulina a somministrazione endovenosa può ammontare a massimo 1:64. Il titolo mediano in Intratect misurato su 30 lotti è di 1:16 con un valore minimo di 1:8 e massimo di 1:16.
Meccanismo d'azione
Non ci sono dati disponibili.
Farmacodinamica
In caso di livelli bassi di IgG, dosi sufficienti di Intratct 5% / Intratect 10% possono ripristinare i valori normali.
Il meccanismo d'azione per indicazioni diverse dalla terapia sostitutiva non è ancora stato esaminato completamente, tuttavia comprende effetti immunomodulatori.
Efficacia clinica
Sono stati condotti tre studi clinici con Intratect 5% nelle indicazioni da immunodeficienze primarie (PID) e da porpora trombocitopenica immune (ITP). Nel più grande studio la sicurezza e l'efficacia di Intratect è stata confermata in un totale di 51 pazienti.
I pazienti hanno ricevuto 0,1-0,8 g/kg di Intratect (Ø 0,4 g/kg) ogni 3-4 settimane per circa un anno. Il livello medio della valle IgG era superiore a 7 g/l. Il tasso di infezioni batteriche acute e gravi (aSBI) è stato di 0,02 per paziente all'anno.
Intratect è stato efficace come le altre IgIV nel trattamento della PID ed è stato ben tollerato. Le proprietà farmacocinetiche e la distribuzione delle sottoclassi IgG 1-4 erano paragonabili a quelle dell'immunoglobulina naturale G.
Farmacocinetica
Assorbimento/distribuzione
Dopo somministrazione endovenosa, le immunoglobuline umane normali sono immediatamente e completamente biodisponibili nella circolazione del ricevente. Esse si distribuiscono in maniera relativamente rapida tra il plasma e i fluidi extravascolari; l'equilibrio tra compartimenti intra ed extra vascolari viene raggiunto, approssimativamente, dopo circa 3-5 giorni
Metabolismo
Non ci sono dati disponibili.
Eliminazione
Intratect 5% ha un'emivita di circa. 27 giorni e Intratect 10% di circa. 34 giorni. Tale emivita può variare da paziente a paziente, in particolar modo nell'immunodeficienza primaria. Le IgG e i loro complessi vengono degradati nelle cellule del sistema reticolo-endoteliale.
Nello studio con Intratect 10% con pazienti PID il profilo farmacocinetico era paragonabile a Intratect 5%. Il livello «steady-state» dal livello a valle era di 8 g/l e il livello massimo era di 17 g/l (mediano subito dopo l'infusione).
Dati preclinici
Le immunoglobuline sono dei normali costituenti del corpo umano. La determinazione della tossicità acuta negli animali non è rilevante, in quanto dosi più elevate portano ad un sovraccarico circolatorio. Non è possibile eseguire i test di tossicità cronica a dose ripetuta e gli studi di tossicità embriofetale, a causa dell'induzione e dell'interferenza anticorpale. Gli effetti del medicinale sul sistema immunitario del neonato non sono stati studiati.
L'esperienza clinica non ha fornito alcuna prova di effetti tumorigeni o mutageni. Gli studi sperimentali sugli animali non sono considerati necessari.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Intratect 5% / Intratect 10% non deve essere mescolato con altri medicinali.
Alla soluzione Intratect 5% / Intratect 10% non possono essere aggiunti altri preparati, poiché una variazione della concentrazione di elettroliti o del valore del pH può portare a precipitazione o denaturazione delle proteine.
Influenza su metodi diagnostici
Nel valutare i risultati dei test sierologici, si deve tener conto del fatto che un aumento temporaneo dei diversi anticorpi trasmessi passivamente dopo l'iniezione di un'immunoglobulina può portare a risultati positivi.
La trasmissione passiva di anticorpi diretti contro antigeni eritrocitari, ad esempio A, B e D può interferire con alcuni test sierologici per gli alloanticorpi eritrocitari (ad es. test di Coombs), la conta reticolocitaria e il test dell'aptoglobina.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Non conservare a temperature superiori a 25 °C. Non congelare.
Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce.
La soluzione va somministrata immediatamente dopo l'apertura del contenitore. A causa del rischio di contaminazione batterica, la soluzione di infusione non utilizzata deve essere gettata via.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Il preparato deve essere portato a temperatura ambiente o corporea prima dell'uso.
Prima della somministrazione, i preparati devono essere ispezionati visivamente. La soluzione deve essere limpida o leggermente opalescente. Le soluzioni torbide o che presentino precipitati non devono essere utilizzate!
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
Numero dell'omologazione
57676, 62913 (Swissmedic).
Confezioni
Intratect 5%, soluzione per infusione, flaconcini con 20, 50, 100 e 200 ml (oppure a 1, 2.5, 5 e 10 g) [B]
Intratect 10%, soluzione per infusione, flaconcini con 10, 50, 100 e 200 ml (oppure a 1, 5, 10 e 20 g) [B]
Titolare dell’omologazione
Biotest (Schweiz) AG, 5102 Rupperswil
Stato dell'informazione
Aprile 2025