Tamsunax®
Drossapharm AG
Composizione
Principi attivi
Tamsulosini hydrochloridum
Sostanze ausiliarie
Cellulosum microcristallinum (tipo 101), Acidi methacrylici et ethylis acrylatis polymerisati (1:1) dispersio 30 per centum cum Polysorbatum 80 et Natrii laurilsulfas (corresp. Natrium 0,007 mg), Talcum, Triethylis citras, E172 (rubrum), E171, E172 (flavum), Gelatina, E132, E172 (nigrum)
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 capsula a rilascio prolungato contiene 0,4 mg di tamsulosini hydrochloridum (corrispondente a 0,367 mg di tamsulosinum).
Indicazioni/possibilità d'impiego
Trattamento dei sintomi funzionali dell'iperplasia prostatica benigna.
Posologia/impiego
Posologia abituale
1 capsula a rilascio prolungato al giorno, da assumere al mattino dopo la colazione o dopo il primo pasto della giornata. Va evitata l'assunzione a digiuno.
La capsula a rilascio prolungato deve essere ingerita intera con un bicchiere d'acqua (circa 150 ml) stando in piedi o seduti.
Le capsule a rilascio prolungato non devono essere morse né masticate, poiché in caso contrario sarebbe compromesso il rilascio ritardato del principio attivo.
Sono disponibili sufficienti esperienze nella terapia a lungo termine fino a 6 anni.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
In caso di insufficienza epatica lieve-moderata (classe A e B di Child-Pugh) non è necessario alcun aggiustamento della dose. In caso di insufficienza epatica severa (classe C di Child-Pugh) l'uso della tamsulosina è controindicato.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
In caso di insufficienza renale lieve-moderata non è necessario alcun aggiustamento della dose. La farmacocinetica della tamsulosina nei pazienti con clearance della creatinina <10 ml/min non è stata studiata; per questi pazienti non può essere pertanto formulata alcuna raccomandazione riguardante la posologia.
Pazienti anziani
Non è necessario un aggiustamento della dose. Si raccomanda tuttavia di considerare che nei pazienti geriatrici il rischio di ipotensione ortostatica può essere aumentato.
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l'efficacia della tamsulosina nei bambini e negli adolescenti non sono state studiate. Il medicamento non è indicato in questa fascia di età.
Controindicazioni
·Insufficienza epatica severa;
·Ipotensione ortostatica all'anamnesi;
·Comedicazione con forti inibitori del CYP3A4 (ad es. claritromicina, itraconazolo, voriconazolo);
·Ipersensibilità alla tamsulosina o ad una qualsiasi delle sostanze ausiliarie.
Avvertenze e misure precauzionali
Prima di iniziare una terapia con Tamsunax è necessario escludere altre cause dei disturbi mediante una diagnosi differenziale. Prima dell'inizio della terapia e successivamente ad intervalli periodici, il paziente deve essere sottoposto ad esplorazione rettale digitale ed eventualmente a dosaggi dell’antigene prostatico specifico (PSA).
Rischio di ipotensione
Con Tamsunax, come con altri alfa1-bloccanti, in alcuni casi può verificarsi un calo della pressione arteriosa, che induce raramente una sincope. Pertanto, si raccomanda cautela nei pazienti con anamnesi di risposta emodinamica eccessiva agli alfa1-bloccanti.
Nei pazienti con ipotensione ortostatica all'anamnesi si raccomanda di monitorare la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa durante l'assunzione della prima dose. Ai primi sintomi di vertigini e debolezza, il paziente deve essere invitato a sedersi o sdraiarsi fino alla scomparsa dei disturbi.
Nei pazienti con coronaropatia e nei pazienti ipertesi in terapia antipertensiva è richiesta cautela nel trattamento con alfa1-bloccanti.
Sindrome intraoperatoria dell'iride a bandiera (IFIS)
In alcuni pazienti sottoposti a interventi oftalmologici (interventi di cataratta e glaucoma), che precedentemente o al momento dell'intervento erano stati trattati con antagonisti degli adrenorecettori alfa1, come tamsulosina cloridrato, è stata osservata una sindrome intraoperatoria dell'iride a bandiera (IFIS). Si tratta di una forma di costrizione della pupilla caratterizzata da una combinazione di iride flaccida (che ondeggia a seguito del lavaggio intraoperatorio), progressiva miosi intraoperatoria (nonostante la dilatazione preoperatoria con midriatici standard) e potenziale prolasso dell'iride in direzione delle incisioni per la facoemulsificazione.
Una IFIS può aumentare il rischio di complicanze oculari intra- e postoperatorie (ad es. perdita del cristallino, distacco di retina, endoftalmite). Pertanto, il chirurgo deve essere informato dell'assunzione di tamsulosina per poter eventualmente modificare la tecnica chirurgica (ad es. uso di ganci iridei, dilatatori iridei ad anello o sostanze viscoelastiche).
Si raccomanda di non avviare un trattamento con tamsulosina nei pazienti che stanno per sottoporsi ad un intervento oculistico. Non è invece stato dimostrato se l'interruzione della tamsulosina 1–2 settimane prima dell'intervento porti un beneficio. Sono stati segnalati casi di IFIS anche in pazienti che avevano già interrotto l'uso della tamsulosina già diverso tempo prima dell'intervento.
Altre misure precauzionali
I pazienti con insufficienza renale severa (clearance della creatinina <10 ml/min) devono essere trattati con la massima cautela, poiché non sono disponibili dati a tale riguardo.
In studi clinici a breve e lungo termine sono stati segnalati disturbi dell'eiaculazione. Anche dopo l'omologazione del preparato sono stati segnalati disturbi dell'eiaculazione, quali ad es. eiaculazione retrograda o mancata eiaculazione.
Il trattamento concomitante con tamsulosina cloridrato e inibitori del CYP3A4 può aumentare l'esposizione alla tamsulosina (vedere «Interazioni»). In particolare nei metabolizzatori lenti del CYP2D6 trattati contemporaneamente con forti inibitori del CYP3A4 esiste il rischio di un aumento significativo dell'esposizione alla tamsulosina. Poiché il polimorfismo del CYP2D6 è in genere sconosciuto al di fuori degli studi clinici, in linea generale la tamsulosina non deve essere somministrata insieme a forti inibitori del CYP3A4 (ad es. itraconazolo, voriconazolo, claritromicina, indinavir, nelfinavir, ritonavir, saquinavir).
In caso di trattamento concomitante con inibitori moderati del CYP3A4 (ad es. eritromicina, fluconazolo, diltiazem, verapamil), la tamsulosina cloridrato deve essere somministrata soltanto con cautela.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsula a rilascio prolungato, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Effetti di altri medicamenti sulla farmacocinetica della tamsulosina
La somministrazione concomitante di tamsulosina cloridrato e inibitori degli enzimi CYP può aumentare l'esposizione alla tamsulosina. La somministrazione concomitante di ketoconazolo (un forte inibitore del CYP3A4) ha indotto un aumento della Cmax e dell'AUC della tamsulosina di un fattore pari a 2,2 o 2,8. Pertanto, la tamsulosina non deve essere somministrata insieme a forti inibitori del CYP3A4 (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
La somministrazione concomitante con paroxetina (un forte inibitore del CYP2D6) ha determinato un aumento della Cmax e dell'AUC della tamsulosina di un fattore pari a 1,3 o 1,6.
L'uso di cimetidina aumenta i livelli plasmatici della tamsulosina, mentre l'uso di furosemide li abbassa. Tuttavia, questi livelli rimangono contenuti nell'intervallo terapeutico e pertanto non si rende necessario un aggiustamento della dose.
I dati in vitro indicano che diclofenac e warfarin aumentano la velocità di eliminazione della tamsulosina. Gli effetti di acenocumarolo sulla farmacocinetica della tamsulosina non sono stati studiati.
In vitro, la frazione libera della tamsulosina nel plasma umano non viene influenzata da amitriptilina, clormadinone, diazepam, diclofenac, glibenclamide, propranololo o simvastatina.
Effetti della tamsulosina sulla farmacocinetica di altri medicamenti
Nei ratti, la tamsulosina non ha indotto un'induzione rilevante degli enzimi microsomiali epatici.
Negli studi clinici, la tamsulosina non ha influenzato la farmacocinetica dell'atenololo, della digossina, dell'enalapril o della teofillina.
In vitro, la tamsulosina non ha modificato la frazione libera di clormadinone, diazepam o propranololo.
Gravidanza, allattamento
L'uso di Tamsunax non è indicato nelle donne.
Non sono disponibili dati riguardo a una possibile trasmissione della tamsulosina dallo sperma al feto.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi in merito. Tuttavia, la tamsulosina può causare disturbi della vista, vertigini, ipotensione ortostatica e sincope e quindi compromettere la capacità di guidare veicoli e la capacità di utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati del medicamento, elencati secondo la Classificazione sistemica organica e in base alla frequenza, così come risultano dagli studi clinici e dai dati di sorveglianza post-marketing della tamsulosina. La frequenza è definita come segue:
«comune» (≥1/100, <1/10)
«non comune» (≥1/1000, <1/100)
«raro» (≥1/10’000, <1/1000)
«molto raro» (<1/10’000)
non nota: prevalentemente sulla base di segnalazioni spontanee nell’ambito della sorveglianza del mercato (non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Disturbi del sistema immunitario
Raro: Reazioni di ipersensibilità (incluso angioedema).
Patologie del sistema nervoso
Comune: Vertigini.
Non comune: Mal di testa.
Patologie dell'occhio
Non nota: Offuscamento della vista, disturbi della vista.
In associazione alla terapia con tamsulosina è stata inoltre riportata l'insorgenza della cosiddetta sindrome intraoperatoria dell'iride a bandiera (IFIS, da Intraoperative Floppy Iris Syndrome) durante interventi di cataratta e glaucoma (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»).
Patologie cardiache e patologie vascolari
Non comune: Palpitazioni, ipotensione ortostatica.
Raro: Sincopi.
Molto raro: Tachicardia, fibrillazione atriale, aritmie.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: Rinite.
Molto raro: Dispnea.
Non nota: Epistassi.
Patologie gastrointestinali
Non comune: Nausea, vomito, diarrea, stipsi, secchezza della bocca.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: Eruzione cutanea, prurito, orticaria.
Molto raro: Sindrome di Stevens-Johnson.
Non nota: Eritema multiforme, dermatite esfoliativa.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Comune: Disturbi dell'eiaculazione, inclusa eiaculazione retrograda e mancata eiaculazione.
Raro: Priapismo.
Patologie generali
Non comune: Astenia.
Non nota: Disturbi del torace.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
Un sovradosaggio di tamsulosina cloridrato può provocare ipotensione acuta, occasionalmente anche severa, nonché vomito e diarrea.
Trattamento
Portare il paziente in posizione sdraiata per favorire la normalizzazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca. Se questa misura non è sufficiente, possono essere usati sostituti plasmatici e, se necessario, vasopressori. Inoltre, si raccomandano il monitoraggio della funzione renale e l'uso di misure di supporto generali. Il trattamento dialitico è poco promettente, poiché la tamsulosina è altamente legata alle proteine plasmatiche. Per ridurre l'assorbimento, si può indurre il vomito. Se è stata assunta una dose elevata, può essere opportuno ricorrere all'uso di carbone attivo e lassativi osmotici, ad es. solfato di sodio.
Proprietà/effetti
Codice ATC
G04CA02
Meccanismo d'azione
La tamsulosina si lega in modo selettivo e competitivo agli adrenorecettori alfa1 postsinaptici, in particolare ai sottotipi alfa1A e alfa1D. Ciò provoca un rilassamento della muscolatura liscia della prostata e dell'uretra.
Farmacodinamica
La tamsulosina incrementa la velocità massima del flusso urinario riducendo il tono della muscolatura liscia della prostata e dell'uretra e migliora di conseguenza la minzione.
Inoltre, il medicamento migliora i sintomi di riempimento vescicale sui quali l'instabilità della vescica svolge un ruolo importante. Questo effetto sui sintomi di riempimento vescicale e sui sintomi minzionali si mantiene anche in caso di trattamento a lungo termine.
Farmacodinamica di sicurezza
Gli alfa-bloccanti riducono la resistenza periferica, quindi possono abbassare la pressione arteriosa.
Efficacia clinica
Dati non disponibili.
Farmacocinetica
Assorbimento
La tamsulosina cloridrato viene riassorbita nell'intestino e ha una biodisponibilità pressoché completa (biodisponibilità assoluta 100 ± 19%). Un pasto precedente l'assunzione delle capsule a rilascio prolungato riduce la biodisponibilità al 75%.
Dopo una dose singola successiva a un pasto, i livelli plasmatici di tamsulosina raggiungono il massimo dopo 6 ore.
L'uniformità dell'assorbimento viene favorita se il paziente assume Tamsunax sempre dopo la sua normale colazione o il primo pasto.
Lo stato stazionario viene raggiunto dopo 5 giorni. I picchi plasmatici allo stato stazionario sono di circa due terzi più alti di quelli osservati dopo una dose singola.
Sia dopo una dose singola che dopo dosi multiple, le concentrazioni plasmatiche presentano una notevole variabilità interindividuale.
La tamsulosina presenta una cinetica di assorbimento lineare.
Distribuzione
Nell'uomo, la tamsulosina si lega per oltre il 99% alle proteine plasmatiche (prevalentemente alla glicoproteina alfa1 acida). Il volume di distribuzione è ridotto (circa 0,2 l/kg).
Metabolismo
La tamsulosina cloridrato, che presenta un ridotto effetto di primo passaggio, viene metabolizzata lentamente nel fegato. La maggior parte del principio attivo circolante nel plasma è presente in forma immodificata. Nessun metabolita è più attivo della sostanza parentale.
I risultati in vitro indicano che sia CYP3A4 che CYP2D6 concorrono al metabolismo della tamsulosina. In piccola misura potrebbero essere coinvolti anche altri isoenzimi CYP.
Eliminazione
La tamsulosina e i suoi metaboliti sono escreti prevalentemente con le urine, circa il 7-10% della dose è escreto sotto forma di sostanza immodificata.
Dopo somministrazione postprandiale di tamsulosina in dose singola o allo stato stazionario è stata misurata un'emivita di eliminazione rispettivamente di circa 10 e 13 ore.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica
In pazienti con disturbi lievi o moderati della funzionalità epatica (classe A e B di Child-Pugh) non sono state riscontrate alterazioni clinicamente rilevanti della farmacocinetica della tamsulosina rispetto ai soggetti con funzionalità epatica normale. La farmacocinetica della tamsulosina in pazienti con insufficienza epatica severa (classe C di Child-Pugh) non è stata studiata.
Disturbi della funzionalità renale
In pazienti con disturbi della funzionalità renale di grado da moderato (clearance della creatinina 30-70 ml/min) a severo (clearance della creatinina 10-29 ml/min) non sono state riscontrate alterazioni clinicamente rilevanti della farmacocinetica della tamsulosina rispetto ai soggetti con funzionalità renale normale (clearance della creatinina ≥90 ml/min). La farmacocinetica della tamsulosina in pazienti con clearance della creatinina ≤10 ml/min non è stata studiata.
Dati preclinici
A dosi molto elevate si osservano alterazioni dell'ECG nel cane. Questa reazione è considerata clinicamente non rilevante. La tamsulosina non ha mostrato proprietà genotossiche rilevanti.
È stato osservato un aumento della frequenza di alterazioni proliferative delle ghiandole mammarie di ratti e topi femmina. Questi riscontri possono essere considerati irrilevanti; erano verosimilmente dovuti ad un'iperprolattinemia e si sono manifestati soltanto a dosi molto elevate.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare fuori dalla portata dei bambini, a temperatura ambiente (15-25°C) e nella confezione originale.
Numero dell'omologazione
58162 (Swissmedic)
Confezioni
Tamsunax cps rilascio prolungato 0,4 mg 10 (B)
Tamsunax cps rilascio prolungato 0,4 mg 30 (B)
Tamsunax cps rilascio prolungato 0,4 mg 100 (B)
Titolare dell’omologazione
Drossapharm SA, 4002 Basilea
Stato dell'informazione
Dicembre 2023