Zutectra®

Biotest (Schweiz) AG

Composizione

Principi attivi

1 ml di soluzione contiene:

Immunoglobulina umana anti̩-epatite B (≥500 U.I.) da proteine plasmatiche umane, di cui il ≥96% immunoglobuline G. La distribuzione delle sottoclassi di IgG è circa del 59% per le IgG1, del 35% per le IgG2, del 3% per le IgG3 e del 3% per le IgG4. Il contenuto di IgA è ≤6 mg/ml.

Sostanze ausiliarie

1 ml di soluzione contiene: glicina, sodio idrossido (per la regolazione del pH) equivalente a un massimo di 0,023 mg di sodio, acido cloridrico (per la regolazione del pH), acqua per preparazioni iniettabili ad 1 ml.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Soluzione iniettabile in siringa preriempita. Per iniezione sottocutanea. 1 siringa preriempita da 1 ml contiene: immunoglobulina umana anti-epatite B ≥500 U.I.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Prevenzione della reinfezione da virus dell'epatite B (HBV) in pazienti adulti HBsAg- e HBV-DNA-negativi almeno 1 settimana dopo trapianto di fegato in seguito a insufficienza epatica indotta da epatite B.

Al momento del trapianto, i pazienti devono essere HBV-DNA-negativi. All'inizio della profilassi con Zutectra s.c., i pazienti devono essere HBsAg-negativi e i livelli sierici di anti-HB devono essere ≥400 U.I./l allo scopo di assicurare un'adeguata copertura anti-HB durante il passaggio dalla somministrazione endovenosa a quella sottocutanea.

Considerare l'uso concomitante di un adeguato agente virostatico come profilassi standard della reinfezione da epatite B.

Posologia/Impiego

Avvertenze posologiche generali

Prima di iniziare il trattamento sottocutaneo con Zutectra, occorre stabilizzare i livelli sierici adeguati di anti-HB a un livello pari o superiore a 400 U.I./l con un'immunoglobulina anti-epatite B adeguata per via endovenosa.

Posologia

La dose iniziale è di 1000 U.I. Le dosi successive vanno stabilite caso per caso e sono pari a 500-1000 U.I. (in casi eccezionali fino a 1500 U.I.), da somministrare mediante iniezioni sottocutanee settimanali o a intervalli di 14 giorni, a seconda dei livelli di valle di anti-HB misurati. I livelli di valle non devono essere inferiori a una concentrazione di anti-HB di 100 U.I./l. I livelli sierici di valle devono essere controllati settimanalmente nei primi 2 mesi, prima di poter passare a un controllo ogni 2 settimane.

Bambini

Non vi sono indicazioni per quanto riguarda l'uso di Zutectra nei bambini.

Modo di somministrazione

Zutectra deve essere somministrato per via sottocutanea.

Il medicamento è fornito con un foglietto illustrativo contenenti istruzioni per l'uso dettagliate. L'iniezione domiciliare da parte del paziente o di un assistente può essere effettuata solo previo addestramento da parte di un medico con esperienza nell'istruire i pazienti nell'autotrattamento domiciliare. Il paziente o l'assistente deve apprendere come effettuare l'iniezione, come tenere il diario del paziente e quali misure adottare in caso di gravi eventi indesiderati. Sono necessari un adeguato periodo di sorveglianza con livelli di valle di anti-HB stabili >100 U.I./l e un regime di trattamento a dosaggio fisso: la tempistica del monitoraggio dei livelli sierici di anticorpi anti-HB dei pazienti (cfr. sopra) deve essere attentamente rispettato. Inoltre, il paziente o l'assistente deve seguire le istruzioni per la tecnica di iniezione e il regime terapeutico, per garantire che i livelli di valle di anti-HB rimangano >100 U.I./l anche dopo periodi prolungati tra una misurazione di controllo e l'altra.

Controindicazioni

Ipersensibilità a uno dei componenti.

Ipersensibilità alle immunoglobuline umane.

Zutectra non deve essere somministrato per via endovenosa.

Avvertenze e misure precauzionali

Tracciabilità

Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicamenti di produzione biotecnologica, il nome commerciale e il numero di lotto del prodotto somministrato devono essere chiaramente documentati. Questa raccomandazione vale anche per la documentazione nel diario del paziente durante lׄ'autosomministrazione domiciliare del medicamento.

Misure precauzionali per l'uso

Non sono disponibili dati sull'efficacia nella profilassi post-esposizione.

Se il ricevente è portatore di HBsAa, non trarrà alcun beneficio dalla somministrazione di questo medicamento.

Le reazioni da ipersensibilità vere sono rare.

Accertarsi di non somministrare Zutectra in un vaso sanguigno, dato il rischio di shock.

Zutectra contiene una piccola quantità di IgA (cfr. «Composizione»). I pazienti con deficit di IgA possono sviluppare anticorpi anti-IgA e manifestare reazioni anafilattiche dopo la somministrazione di emocomponenti contenenti IgA. Pertanto, il medico deve soppesare il beneficio della terapia con Zutectra e il potenziale rischio di reazioni da ipersensibilità.

Raramente, l'immunoglobulina umana anti-epatite B può causare un abbassamento di pressione arteriosa con reazioni anafilattiche, anche in pazienti che non hanno mostrato reazioni da ipersensibilità a precedenti somministrazioni di immunoglobuline.

Se vi è il sospetto di una reazione allergica o anafilattica, l'iniezione deve essere immediatamente interrotta. In caso di shock, adottare le misure standard attuali per il trattamento dello shock.

Le potenziali complicanze possono spesso essere prevenute:

·iniettando il medicamento lentamente all'inizio;

·assicurandosi di monitorare attentamente i pazienti per l'insorgenza di sintomi per la durata dell'iniezione. Soprattutto i pazienti che ricevono l'immunoglobulina umana normale per la prima volta, i pazienti precedentemente trattati con un altro preparato a base di immunoglobuline o quelli reduci da una lunga pausa dal trattamento devono essere monitorati per eventuali effetti collaterali per l'intera durata della prima iniezione e nell'ora successiva alla prima iniezione.

Tutti gli altri pazienti devono essere monitorati per almeno 20 minuti dopo la somministrazione.

Le misure standard per la prevenzione delle infezioni derivanti dalla somministrazione di medicamenti prodotti a partire da sangue o plasma umano comprendono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei pool plasmatici per marker specifici di infezione e la messa in atto di fasi produttive efficaci per l'inattivazione/eliminazione dei virus. Ciononostante, quando vengono somministrati medicamenti prodotti a partire da sangue o plasma umano, la possibilità di trasmissione di agenti patogeni non può essere completamente esclusa. Ciò vale anche per virus o patogeni ancora sconosciuti o emergenti.

Le misure adottate sono considerate efficaci per i virus capsulati, come il virus dell'immunodeficienza umana (HIV), il virus dell'epatite B (HBV) e il virus dell'epatite C (HCV), e per il virus non capsulato dell'epatite A (HAV). L'eliminazione/inattivazione dei virus potrebbe avere un valore limitato per i virus non capsulati, come il parvovirus B19.

L'esperienza clinica ha confermato che i virus dell'epatite A o i parvovirus B19 non si trasmettono con le immunoglobuline; inoltre, si presume che il contenuto anticorpale offra un contributo importante alla sicurezza virale.

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per siringa preriempita, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

Vaccini vivi attenuati

La somministrazione di immunoglobuline può compromettere l'efficacia dei vaccini vivi attenuati, come quelli per la rosolia, la parotite, il morbillo e la varicella, per un periodo di tre mesi. Dopo la somministrazione di questo medicamento, occorre rispettare un'attesa di 3 mesi prima dell'immunizzazione con vaccini vivi attenuati.

L'immunoglobulina umana anti-epatite B deve essere somministrata non prima di tre-quattro settimane dopo l'immunizzazione con un vaccino vivo attenuato. Nel caso in cui fosse assolutamente necessaria la somministrazione di immunoglobulina umana anti-epatite B nelle tre-quattro settimane dopo la vaccinazione, la somministrazione del vaccino vivo attenuato dovrà essere ripetuta tre mesi dopo la somministrazione dell'immunoglobulina umana anti-epatite B.

Gli effetti sugli esami sierologici sono descritti nel paragafo «Altre indicazioni».

Gravidanza, allattamento

La sicurezza di questo medicamento per l'uso in gravidanza non è stata esaminata in studi clinici controllati; pertanto, il medicamento deve essere impiegato solo dopo un'attenta valutazione del rischio-beneficio nelle donne in gravidanza e in fase di allattamento. La lunga esperienza clinica con le immunoglobuline indica che non sono da prevedersi effetti dannosi sul decorso della gravidanza, sul feto o sul neonato.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non vi sono evidenze che indichino che le immunoglobuline alterano la capacità di partecipare attivamente alla circolazione stradale o di utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Le reazioni avverse al medicamento osservate in quattro studi clinici sono state per la maggior parte da lievi a moderate. In singoli casi, l'immunoglobulina umana normale può causare shock anafilattico.

Tabella riassuntiva degli effetti collaterali

I seguenti effetti collaterali sono stati osservati nel quadro di 4810 somministrazioni sottocutanee di Zutectra nell'ambito di quattro studi clinici completati e di 1006 somministrazioni nell'ambito di uno studio di sicurezza post-autorizzazione (PASS) non interventistico.

Gli effetti collaterali osservati nei quattro studi sono elencati di seguito secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e in ordine di frequenza. La valutazione degli effetti collaterali si basa sulle seguenti indicazioni della frequenza: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1000, <1/100); raro (≥1/10'000, <1/1000); molto raro <1/10'000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All'interno di ogni gruppo di frequenza, gli effetti collaterali sono riportati in ordine decrescente di gravità.

Classificazione sistemica organica secondo MedDRA

Effetti collaterali

Frequenza

Infezioni ed infestazioni

Nasofaringite

Raro*

Disturbi del sistema immunitario

Ipersensibilità

Raro*

Patologie del sistema nervoso

Cefalea

Non comune

Patologie cardiache

Palpitazioni, fastidio cardiaco

Raro*

Patologie vascolari

Ipertensione

Raro*

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Dolore orofaringeo

Raro*

Patologie gastrointestinali

Dolore addominale superiore

Non comune

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Prurito, eruzione cutanea

Raro*

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Crampi muscolari

Raro*

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Dolore in sede di iniezione, orticaria in sede di iniezione, ematoma in sede di iniezione, eritema in sede di iniezione

Comune

Spossatezza, stanchezza

Raro*

* Singoli casi

 

Effetti collaterali associati ad altri preparati a base di immunoglobuline umane

Le immunoglobuline normali possono occasionalmente causare effetti collaterali come brividi, cefalea, vertigini, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgia, ipotensione e dolore moderato alla colonna lombare.

In casi rari, l'immunoglobulina umana può causare un abbassamento improvviso della pressione arteriosa e, in singoli casi, shock anafilattico, anche in pazienti che non hanno mostrato ipersensibilità a precedenti somministrazioni.

Reazioni in sede di iniezione: tumefazione, dolorabilità, arrossamento, indurimento, calore locale, prurito, ematoma ed eruzione cutanea.

Per informazioni sul rischio di infezione, cfr. «Avvertenze e misure precauzionali».

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Le conseguenze di un posologia eccessiva non sono note.

Proprietà/Effetti

Codice ATC:

J06BB04

Categoria farmacoterapeutica: immunoglobuline specifiche.

Zutectra contiene prevalentemente immunoglobulina G (IgG), con un contenuto particolarmente elevato di anticorpi diretti contro l'antigene di superficie del virus dell'epatite B (HB).

Meccanismo d'azione

Il meccanismo d'azione dell'immunoglobulina anti-epatite B è un'immunizzazione passiva contro le infezioni da virus dell'epatite B.

Farmacodinamica

Le immunoglobuline contenute in Zutectra neutralizzano le particelle virali, che dunque non sono più in grado di legarsi alle cellule bersaglio (epatociti). Le particelle virali vengono poi eliminate.

Efficacia clinica

Lo studio clinico in aperto, prospettico, a braccio singolo (Biotest 958) ha arruolato 23 pazienti sottoposti a trapianto di fegato che avevano inizialmente ricevuto una profilassi endovenosa con immunoglobuline anti-epatite B e, successivamente, sono passati a Zutectra per via endovenosa. La dose sottocutanea settimanale era pari a 500 U.I. per i pazienti con peso corporeo <75 kg (era consentito un aumento della dose a 1000 U.I. se necessario dal punto di vista medico per mantenere un livello di sicurezza >100 U.I.) e a 1000 U.I. per i pazienti con peso corporeo ≥75 kg. Due pazienti hanno ricevuto una dose più alta e 2 una dose più bassa rispetto alla posologia prevista in base al peso corporeo. Livelli sierici di valle pari o superiori a 100 U.I./l (endpoint primario di efficacia) sono stati mantenuti in tutti i pazienti durante il periodo di 18-24 settimane dello studio. Il margine di sicurezza di 100 U.I./l è il limite universalmente riconosciuto per la prevenzione efficace contro la reinfezione da HBV nei pazienti sottoposti a trapianto di fegato a rischio aumentato. Nessun paziente ha sviluppato reinfezioni da HBV. La maggior parte dei pazienti ha eseguito l'autoiniezione.

I livelli sierici medi di anti-HB prima del passaggio al nuovo trattamento erano di 393±139 U.I./l. Tutti i pazienti hanno ricevuto trattamento antivirale.

Il tasso di fallimento della terapia a 18 settimane, calcolato secondo il metodo di Clopper-Pearson, è stato dello 0%, considerando i pazienti della popolazione ITT (IC 95%: [0, 14,8%]). Anche per la fase di estensione facoltativa è stato rilevato un tasso di fallimento dello 0% (Settimana 24) (IC 95%: [0, 20,6%]).

Gli obiettivi dello studio clinico in aperto, prospettico, a braccio singolo (Biotest 974) erano la valutazione della fattibilità dell'autoiniezione domiciliare (inclusa la compliance del paziente) e l'efficacia e la sicurezza dell'uso sottocutaneo di Zutectra in una popolazione di pazienti stabili nel corso di una prevenzione a lungo termine della reinfezione dopo trapianto di fegato (66 pazienti). Tutti i pazienti di questo studio dovevano completare un periodo di addestramento di almeno 29 giorni e l'autoiniezione domiciliare poteva iniziare non prima del Giorno 36. Ad eccezione di 6 pazienti che hanno interrotto la partecipazione prima del Giorno 36, tutti i pazienti hanno saputo eseguire l'iniezione completamente da soli sia in ospedale sia a casa. Due pazienti hanno interrotto la partecipazione allo studio a causa di reazioni avverse (ipersensibilità dopo un mese di trattamento, nonché nausea, vomito, cefalea e alterazioni della pressione arteriosa dopo la prima somministrazione). Nessun paziente ha interrotto la partecipazione allo studio prematuramente per mancanza di fattibilità dell'autotrattamento domiciliare. Durante la fase di trattamento di 48 settimane, in tutti i pazienti sono state misurate concentrazioni sieriche costanti di anticorpi anti-HB ≥100 U.I./l ad ogni visita; in 7 pazienti su 66 sono state misurate concentrazioni di anticorpi anti-HB ≤150 U.I./l, il che ha richiesto un opportuno adeguamento della dose di Zutectra. Al termine della fase di trattamento, i valori medi erano pari a 312,0±103,5 U.I./l. Nell'ambito di questo studio, un totale di 53 pazienti su 66 (80,3%) ha ricevuto trattamento antivirale, mentre 13 pazienti hanno ricevuto Zutectra in monoterapia. Durante la fase di trattamento di 48 settimane non si sono verificate reinfezioni da HBV e nessun paziente è risultato HBsAg-positivo. Durante lo studio non si è verificato alcun decesso.

L'obiettivo dello studio clinico in aperto, prospettico, a braccio singolo era la valutazione dell'efficacia e della sicurezza del passaggio precoce a Zutectra a partire dalla prima settimana dopo il trapianto ortotopico di fegato per la prevenzione della reinfezione da epatite B (HBV) in pazienti HBsAg- e HBV-DNA-negativi. Al momento del trapianto, 21 pazienti (42,9%) sono risultati HDV-positivi. I pazienti con test positivo per HIV o HCV sono stati esclusi dalla partecipazione allo studio. Quarantanove pazienti hanno ricevuto iniezioni sottocutanee di Zutectra, 500 U.I. (1 ml) o 1000 U.I. (2 ml) (in casi eccezionali, adeguamento della dose fino a 1500 U.I.), somministrate settimanalmente o a intervalli di 14 giorni in base ai livelli sierici di valle di anti-HB. Secondo il protocollo, la durata individuale del trattamento per ogni paziente era di massimo 24 settimane dopo il trapianto. Durante i 6 mesi dello studio non sono stati osservati casi di fallimento della terapia. Concentrazioni di anticorpi anti-HB al di sopra del livello di valle minimo di sicurezza >100 U.I./l sono state misurate in tutti i pazienti in tutti gli intervalli di misurazione, indipendentemente dalla modalità di somministrazione (da parte dello sperimentatore, dell'assistente o autoiniezione), dalla posologia (500 U.I., 1000 U.I. o 1500 U.I.) o dall'intervallo di trattamento. Non sono stati osservati segni clinici di reinfezione da epatite B e nessun paziente è risultato HBsAg- o HBV-DNA-positivo durante lo studio, il che conferma l'efficacia della protezione contro la reinfezione da virus dell'epatite B conferita dalla somministrazione cutanea precoce di Zutectra nell'ambito della terapia combinata con agenti virostatici anti-HBV a partire da 8-18 giorni dopo trapianto ortopico di fegato. È stato riportato un effetto collaterale non grave, che è stato attribuito alla somministrazione di Zutectra (ematoma in sede di iniezione). Durante lo studio non si è verificato alcun decesso.

Lo studio di sicurezza post-autorizzazione non interventistico (PASS 978) ha incluso 61 pazienti adulti ≥6 mesi dopo trapianto di fegato per insufficienza epatica indotta da epatite B. L'obiettivo dello studio era quello di valutare il grado di compliance dei pazienti trattati con autoiniezioni sottocutanee di Zutectra in ambito domiciliare per la prevenzione della reinfezione da epatite B. Il trattamento con Zutectra è stato somministrato in conformità alle informazioni e alle istruzioni posologiche riportate nell'Informazione professionale. La compliance, misurata in base ai livelli sierici di HB, è stata osservata in 57 pazienti su 61 (93%), a fronte di nessun valore <100 U.I./l. Tre pazienti hanno evidenziato valori epatici che nel corso della fase di sorveglianza sono passati da «clinicamente non rilevanti» a «clinicamente rilevanti» nel sangue o nelle urine (LDL da 340 U/l a 664 U/l, urea da 98 mg/dl a 11 mg/dl, creatinina da 1,77 mg/dl a 1,91 mg/dl) senza modifica della terapia. Alla visita finale è stato raggiunto un livello sierico medio di anti-HB di 254,3 U.I./l. Nell'ambito di questo studio, un totale di 42 pazienti su 61 (68,9%) ha ricevuto trattamento antivirale, mentre 19 pazienti hanno ricevuto Zutectra in monoterapia. Un paziente ha sviluppato una reinfezione da epatite B dopo 6 mesi di trattamento con Zutectra. Questo paziente con trapianto di fegato è risultato HBsAg-positivo dopo la modifica della terapia immunosoppressiva. Undici pazienti (18%) hanno manifestato almeno un effetto indesiderato grave (SAE). Non sono stati osservati effetti collaterali gravi associati al preparato in studio. Durante lo studio non si è verificato alcun decesso.

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo l'iniezione, Zutectra è assorbito lentamente nella circolazione sanguigna e raggiunge la concentrazione massima con una latenza di 2-7 giorni.

Distribuzione

Non sono disponibili ulteriori dati oltre alle informazioni riportate sotto «Assorbimento».

Metabolismo

Le IgG e i complessi IgG sono degradati nel sistema reticoloendoteliale.

Eliminazione

Zutectra ha un'emivita di circa 3-4 settimane. L'emivita può variare da paziente a paziente.

Dati preclinici

Le immunoglobuline sono normali costituenti dell'organismo umano, per cui i test di tossicità in specie eterologhe non sono rilevanti.

Uno studio di tollerabilità locale nel coniglio non ha fornito evidenze di irritazioni causate da Zutectra.

Gli studi di tossicità cronica e tossicità embriofetale non sono fattibili a causa dell'induzione di e dell'interferenza con gli anticorpi. Non sono stati esaminati gli effetti del prodotto sul sistema immunitario dei neonati. Poiché l'esperienza clinica non fornisce alcuna evidenza di effetti tumorigeni e mutageni delle immunoglobuline, gli studi sperimentali, soprattutto in specie eterologhe, non sono ritenuti necessari.

Non sono stati effettuati ulteriori studi preclinici.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Poiché non sono stati condotti studi di compatibilità, non si può somministrare questo medicamento in combinazione con altri medicamenti.

Non si devono aggiungere altri preparati alla soluzione di Zutectra, poiché una variazione della concentrazione elettrolitica o del pH può causare la precipitazione o la denaturazione delle proteine.

Influenza su metodi diagnostici

L'iniezione di un'immunoglobulina può portare a risultati positivi dei test dovuti a un aumento transitorio degli anticorpi trasmessi passivamente nel sangue del paziente.

La trasmissione passiva di anticorpi diretti contro gli antigeni eritrocitari, ad es. A, B e D, possono falsare i test sierologici per gli alloanticorpi eritrocitari (ad es. test di Coombs).

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare e trasportare in frigorifero (2-8 °C). Non congelare.

Conservare le siringhe preriempite nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce.

Tenere fuori dalla portata dei bambini!

Una volta rimosso il cappuccio protettivo dalla siringa preriempita, la soluzione deve essere somministrata immediatamente.

Indicazioni per la manipolazione

Il medicamento deve essere portato a temperatura ambiente (circa 23-27 °C) prima dell'uso.

La soluzione può essere da limpida a opalescente e da incolore a giallo pallido. Non usare soluzioni torbide o che presentino depositi.

Il medicamento non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicamento devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Numero dell'omologazione

61639 (Swissmedic).

Confezioni

Zutectra, soluzione iniettabile: confezioni da 5 siringhe preriempite da 1 ml [B]

Titolare dell’omologazione

Biotest (Svizzera) AG, Rupperswil.

Stato dell'informazione

Marzo 2026